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22 novembre 2008

Garantire l'assistenza ai non autosufficienti

Presa di posizione del Partito Democratico sul problema dei tagli all'assistenza domiciliare integrata. Questo è l'articolo apparso sul Gazzettino

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Il Gazzettino, 22 novembre 2008

Il Pd contro le riduzioni dei presidi

A pagare sarebbero solo le famiglie

(f.p.) «I tagli all'assistenza domiciliare integrata non sono tollerabili. Le esigenze di razionalizzazione non sono giustificate in questo delicato settore». A dirlo sono Diego Crivellari e Giuliana Gulmanelli , responsabili provinciali del Partito democratico, dopo le avvisaglie di riduzioni di presidi saniatri che interssano proprio l'Adi e si riflettono negativamnte su tante famiglie con parenti che necessitano di questo servizio.
«L'Adi ha lo scopo di mantenere a casa propria quei pazienti che risultano affetti da patologie anche gravi e spesso croniche - spiegano Crivellari e Gulmanelli - Il rischio concreto segnalato da alcune famiglie altopolesane, è che questo servizio venga drasticamente tagliato, nonostante sia proprio grazie all'assistenza domiciliare integrata che molti malati hanno potuto conservare nel tempo abitudini e consuetudini di vita familiari e che la stessa Ulss 18 ha in definitiva conseguito un notevole risparmio evitando ricoveri in strutture sanitarie».
Le famiglie devono far fronte a un delicato e difficile lavoro di assistenza, ma lo sforzo compiuto risulta compensato dalla consapevolezza di migliorare la qualità della vita dei propri cari. Collaborano i medici di base e interviene anche il personale infermieristico che si dedica a questo servizio.
«Ora, queste famiglie che ricevevano dall'Ulss 18 farmaci e presidi sanitari idonei alla cura dei pazienti e a supporto delle molte complicanze che i non autosufficienti accusano se allettati - precisano i responsabili del Pd - dovrano fronteggiare una emergenza in più, perché stanno denunciado l'inizio di una serie di sostanziali riduzioni del servizio fin [qui] ricevuto. Tagli sottoforma di minor personale a disposizione, meno strumenti, meno farmaci, meno risorse per le famiglia. Sarebbe grave se queste scelte fossero confermate. Questo è un servizio che va tutelato e mantenuto nell'interesse della nostra collettività. Nessuna scelta di razionalizzazione, nessuna opzione efficientistica da parte di chi gestisce la politica sanitaria nei Comuni possono giustificare il taglio all'assistenza a questi malati e alle loro famiglie».

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19 novembre 2008

«L’Ulss sta tagliando l’assistenza domiciliare»



La stampa locale ha dato ampio spazio al problema dei tagli all'assistenza domiciliare integrata. Ringraziamo per l'attenzione e trascriviamo il testo degli articoli pubblicati. Questo è il lavoro del Resto del Carlino.

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Il Resto del Carlino, 19 novembre 2008

BADIA

L’allarme di Tosarello: «Il caso di un ragazzo tracheostomizzato rimasto senza ausilii»
ILPUNTO«La patologia lo costringe a letto o su una poltrona a rotelle»

«SONO INIZIATI i drastici tagli all’Assistenza domciliare integrata decisi dal responsabile del servizio dottor Romagnoli. E’ necessario che i sindaci altopolesani impediscano la realizzazione di questo progetto». L’allarme viene da Pietro Tosarello, il badiese rappresentante del Comitato dei familiari e dei pazienti del rearto di pneumologia del ‘San Luca’ che, dal 2006, cura il blog in difesa dell’ospedale altopolesano. Un allarme che parte da un caso concreto, cioè il taglio di alcuni importanti supporti ad un ragazzo cerebroleso di Badia. «La sua patologia — spiega Tosarello in una lettera-denuncia che invierà a tutti i sindaci dell’Ulss 18—lo costringe a letto o su una poltrona a rotelle. A Badia lo conoscono tutti e tutti conoscono sua madre che lo porta in giro per la città quando le sue condizioni lo consentono. E’ tracheostomizzato e portatore di PEG, un foro nello stomaco attraverso il quale scorre una cannula che consente di iniettare l’acqua e gli alimenti di cui ha bisogno. Il tracheostoma e la PEG — continua — richiedono un’attenzione costante e medicazioni assidue per evitare infezioni e malfunzionamenti dei dispositivi. L’immobilizzazione implica una serie di problemi che devono essere prevenuti o circoscritti con particolari accorgimenti e trattamenti». Tosarello spiega che la famiglia, col tempo, ha imparato a utilizzare tutti i numerosi presidi che servono a mantenere il ragazzo in condizioni igieniche e sanitarie paragonabili a quelle ottenibili presso un reparto ospedaliero.
Che è successo?«Mi telefona la madre — risponde il curatore del blog —: sabato scorso il marito si è recato al San Luca, dove è stato da poco trasferito il servizio infermieristico, per ritirare i presidi sanitari che abitualmente si utilizzano per il figlio. Incredibilmente viene informato che non riceverà più tutta una quantità di ausilii e che, pertanto, la famiglia dovrà provvedere a propria cura e spese all’acquisto di amuchina, clisma e sonde per il clistere, lassativo e guanti in lattice per le medicazioni. E il resto viene dimezzato: i guanti per l’igiene, le siringhe da 60 o 100 cc per l’alimentazione via PEG, le garze per le medicazioni».
Che significa secondo lei tutto questo? «E’ la prima concreta attuazione dei tagli che il responsabile del servizio, dott. Romagnoli, ha deciso per tutti i pazienti in Adi — risponde Tosarello, che continua a raccontare —. La madre prende il telefono e lo chiama. Apriti cielo, senza appuntamento? Ma scherziamo? Il dott. Romagnoli dimostra di non avere alcuna consapevolezza del carico assistenziale che la malattia del giovane badiese comporta per la famiglia. L’intervento del medico di base non ottiene alcun risultato ma serve ad apprendere che i tagli ci saranno, addirittura, anche per gli ospedali». Un episodio che, secondo Tosarello, autore di tante battaglie per salvare il reparto di pneumologia, anticipa quanto accadrà a tutti altri pazienti in ADI.

Cristiano Bendin

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Peggiora l'assistenza domiciliare




La stampa locale ha dato ampio spazio al problema dei tagli all'assistenza domiciliare integrata. Ringraziamo per l'attenzione e trascriviamo il testo degli articoli pubblicati. Questo è il lavoro del Gazzettino.

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Il Gazzettino, 19 novembre 2008

BADIA POLESINE
Le proteste nel blog sul San Luca contro i tagli dell'Ulss 18
Peggiora l'assistenza domiciliare
Aumentano i costi per le famiglie in proporzione diretta alla gravità del paziente


L'assistenza domiciliare integrata fornisce meno servizi e aumentano di conseguenza i costi per le famiglie. Dal 2006 il badiese Piero Tosarello tiene attivo un blog sull'Ospedale di Trecenta con il preciso scopo di denunciare quello che non funziona, ma anche per contribuire a salvare l'ospedale dell'Alto Polesine. Ieri Tosarello sul suo blog ha segnalato una prima disfunzione sul funzionamento dell'Adi (assistenza domiciliare integrata): si tratta di un primo caso, ma la cosa potrebbe ripetersi anche per altre famiglie di pazienti. «L'Adi - scrive Tosarello - è un servizio pubblico che persegue lo scopo di mantenere a casa propria pazienti affetti da patologie anche gravi e spesso croniche. L'ammalato ha il vantaggio di conservare abitudini e consuetudini, mentre l'Ulss consegue un sensibile risparmio evitando numerosi ricoveri presso le strutture sanitarie. Le famiglie dei pazienti devono far fronte a un gravoso lavoro di assistenza, ma lo sforzo è compensato dalla consapevolezza di migliorare per quanto è possibile, la qualità della vita dei propri cari. Le famiglie ricevono dall'Ulss 18 farmaci e presidi sanitari idonei alla cura dei pazienti e a supporto delle molte complicanze che persone, permanentemente o temporaneamente non autosufficienti, in molti casi costrette a letto, sviluppano nel decorso della malattia».
L'Adi non è più a Badia Polesine, ma concentrata presso l'Ospedale di Trecenta: con le ultime disposizioni il carico delle famiglie è aumentato e non sempre sono in grado di svolgere le nuove mansioni imposte e per giunta stanno scoprendo che i costi sono aumentati. Tosarello cita il caso segnalato dalla madre di M.G. un ragazzo cerebroleso di Badia Polesine: «La sua patologia lo costringe a letto o su una poltrona a rotelle: è tracheostomizzato e portatore di Peg, un foro nello stomaco attraverso il quale scorre una cannula che consente di iniettare l'acqua e gli alimenti di cui ha bisogno. Il tracheostoma e la Peg richiedono un'attenzione costante e medicazioni assidue per evitare infezioni e malfunzionamenti dei dispositivi. L'immobilizzazione implica una continua serie di problemi, ma la famiglia ha imparato a utilizzare tutti i numerosi presidi che servono a mantenere M. in condizioni igieniche e sanitarie accettabili».
Continua Tosarello: «Il papà sabato scorso il marito si è recato al San Luca di Trecenta per ritirare i presidi sanitari che abitualmente si utilizzano per M. e viene informato che non riceverà più tutta una quantità di ausilii e che, pertanto, la famiglia dovrà provvedere a propria cura e spese al loro acquisto; il resto viene dimezzato. Questa è la prima concreta attuazione dei tagli decisi per tutti i pazienti in Adi. Questa situazione dimostra di non avere alcuna consapevolezza del carico assistenziale che la malattia di M. comporta per la famiglia. Questo episodio anticipa quanto accadrà a tutti altri pazienti in Adi. E più la persona è grave e maggiori saranno le restrizioni. Dovranno intervenire i sindaci affinchè impediscano la realizzazione di questo progetto che riguarda tutto il territorio».

Paolo Aguzzoni

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18 novembre 2008

Assistenza domiciliare, tagliati i presidi sanitari a supporto dei pazienti

L’assistenza domiciliare integrata (ADI) è un servizio pubblico che persegue lo scopo di mantenere a casa propria pazienti affetti da patologie anche gravi e spesso croniche. L’ammalato ha il vantaggio di conservare abitudini e consuetudini, l’Ulss consegue un sensibile risparmio evitando numerosi ricoveri presso le strutture sanitarie.
Le famiglie dei pazienti devono far fronte a un gravoso lavoro di assistenza ma lo sforzo è compensato dalla consapevolezza di migliorare così, per quanto è possibile, la qualità della vita dei propri cari. Collaborano i medici di base che hanno in carico gli assistiti e interviene, quando necessario, il personale infermieristico dedicato a questo importante servizio.
Le famiglie ricevono dall’Ulss farmaci e presidi sanitari idonei alla cura dei pazienti e a supporto delle molte complicanze che persone, permanentemente o temporaneamente non autosufficienti, in molti casi costrette a letto, sviluppano nel decorso della malattia. Pomate antidecubito, materiale per medicazioni, lassativi, perette per clistere, siringhe per iniezioni e per l’alimentazione, sono esempi che valgono a dare un’idea di ciò che serve.
Ogni paziente è un caso particolare e, infatti, è compito del medico di base richiedere i presidi sanitari più adatti all’assistenza a domicilio degli ammalati.
M. è un ragazzo cerebroleso che dipende completamente dalla famiglia. La sua patologia lo costringe a letto o su una poltrona a rotelle. A Badia lo conoscono tutti e tutti conoscono sua madre che lo porta in giro per la città tutte le volte che il tempo e la salute di M. lo consentono. E’ tracheostomizzato e portatore di PEG, un foro nello stomaco attraverso il quale scorre una cannula che consente di iniettare l’acqua e gli alimenti di cui ha bisogno. Il tracheostoma e la PEG richiedono un’attenzione costante e medicazioni assidue per evitare infezioni e malfunzionamenti dei dispositivi. L’immobilizzazione implica una serie di problemi che devono essere prevenuti o circoscritti con particolari accorgimenti e trattamenti. La famiglia ha imparato a utilizzare tutti i numerosi presidi che servono a mantenere M. in condizioni igieniche e sanitarie paragonabili a quelle ottenibili presso un reparto ospedaliero.
Mi telefona la madre. Sabato scorso il marito si è recato a Trecenta, al “San Luca”, dove è stato da poco trasferito il servizio infermieristico, per ritirare i presidi sanitari che abitualmente si utilizzano per M. Incredibilmente viene informato che non riceverà più tutta una quantità di ausilii e che, pertanto, la famiglia dovrà provvedere a propria cura e spese all’acquisto di amuchina, clisma e sonde per il clistere, lassativo e guanti in lattice per le medicazioni. E il resto viene dimezzato: i guanti per l’igiene, gli schizzettoni (siringhe da 60 o 100 cc) per l’alimentazione via PEG, le garze per le medicazioni.
E’ la prima concreta attuazione dei tagli che il responsabile del servizio, dott. Romagnoli, ha deciso per tutti i pazienti in ADI. La madre di M. prende il telefono e lo chiama. Apriti cielo, senza appuntamento? Ma scherziamo? Il dott. Romagnoli dimostra immediatamente di non avere alcuna consapevolezza del carico assistenziale che la malattia di M. comporta per la famiglia e che, probabilmente, la cosa gli importa assai poco. L’intervento del medico di base di M. non ottiene alcun risultato ma serve ad apprendere che i tagli ci saranno, addirittura, anche per gli ospedali.
Riporto questo episodio perché anticipa quanto accadrà a tutti altri pazienti in ADI. E più la persona è grave e maggiori saranno le restrizioni. Lo scrivo perché possa arrivare quanto più rapidamente ai sindaci dell’Ulss 18. Sarà mia cura inviare il testo di questo post a tutti comuni. E’ necessario che i sindaci IMPEDISCANO la realizzazione di questo progetto.

09 novembre 2008

Assegno di cura. Novità per il 2008

(dal sito del sindacato pensionato della Cgil del Veneto)

Con deliberazione n. 287 del 12 febbraio 2008, la Regione Veneto, dopo l’avvio di transizione del 2007, riconferma anche per il 2008 l’assegno di cura, stabilendo alcuni chiarimenti procedurali per la presentazione della domanda, per il riconoscimento del diritto e per l’erogazione del contributo economico.

Sull’assegno di cura la Consulta Welfare CGIL Veneto, riconferma la propria condivisione perché:

- sono state accolte le richieste sindacali;
- vengono unificate tre precedenti provvidenze;
- introduce la semplificazione procedurale;
- avvia il percorso per l’istituzione del fondo per la non autosufficienza.

Inoltre la Consulta Welfare CGIL Veneto, ribadisce che l’assegno di cura:

- è il riconoscimento dei diritti istituzionali e sociali ai non autosufficienti;
- è il riconoscimento da parte delle pubbliche amministrazioni alle famiglie che con abnegazione accudiscono ai propri congiunti non autosufficienti;
- è una componente della rete pubblica dei servizi sociosanitari ed assistenziali territoriali e domiciliari;
- non è un semplice buono economico - voucher;
- non è un’integrazione al reddito familiare.

Le principali disposizioni per il 2008

Valore ISEE (del nucleo familiare) calcolato: nel 2007 era su redditi 2006 = 14.612,15 euro e nel 2008 sarà su redditi 2007 = 14.992,07 euro (per gli anni successivi tale valore verrà incrementato dell’indice ISTAT – FOI al 31 dicembre).

Entità dell’assegno di cura per l’anno 2008 (2,6% è l’indice ISTAT al 31.12.2007 per il 2008):
√ l’assegno in funzione della scheda base, varia da 53,00 € a 267,00 € mensili;
√ la maggiorazione per l’assistente familiare, varia da 51,00 € a 267,00 € mensili;
√ l’assegno in presenza di demenza, varia da 373,00 € a 534,00 € mensili.

Per ulteriori approfondimenti, per altre informazioni e per essere aiutati nella presentazione della domanda per l’assegno di cura, rivolgetevi alle strutture sindacali ed ai servizi della CGIL:
SPI – CGIL / Camere del Lavoro - CGIL Territoriali / Funzione Pubblica – CGIL AUSER / INCA – CGIL / FEDERCONSUMATORI / CAAF – CGIL

04 novembre 2008

CUORE: RIABILITAZIONE IN TRASFERTA

4 novembre 2008
(dal sito dell'amministrazione provinciale di Rovigo)

“Vale la pena continuare a pagare oltre 820 mila euro all’anno a cliniche private venete o extraregionali per non attivare una riabilitazione cardiologia in Polesine? Perché poi è stato chiuso il servizio sperimentale di Trecenta?”.

E’ quanto si chiede l’assessore provinciale alla Sanità Guglielmo Brusco facendo i conti sul numero delle persone “costrette ad andare lontano da casa centinaia di chilometri per le cure riabilitative e pagarsi spesso anche le spese di albergo per l’accompagnatore”. Nel 2007 – comunica l’Asl 19 di Adria - solo in cliniche private di altre regioni ci sono stati 57 ricoveri di pazienti per un totale di 974 giornate pari ad un importo complessivo di oltre 265 mila euro.
Per l’Asl 18 “i cui dati – secondo una nota del direttore Adriano Marcolongo – sono in corso di elaborazione per la relazione socio – sanitaria che verrà diffusa entro la fine dell’anno” – l’assessore Brusco è andato per similitudine ipotizzando circa 120 ricoveri per complessive 2040 giornate con 559 mila euro di costi.
“In totale – prosegue Brusco oltre 820 mila euro che vanno ai privati ed a sostegno di attività alberghiere di altre province ed al Polesine restano solo i sacrifici”.
Sulla non comunicazione dei dati da parte dell’Asl 18 Rovigo “…se li vuoi te li vai a leggere a fine anno sulla relazione…Insomma uno così anche per il poco rispetto avuto ancora una volta nei confronti della più importante istituzione polesana – conclude Brusco - prima se ne va e meglio è".

30 settembre 2008

Nike Kai Dike costretta a licenziare 24 portantini

(da Il Gazzettino, 30 settembre 2008)

Fra loro 8 disabili.
L’Ulss 18 ha tagliato il servizio che svolgevano, assumendo personale proprio. Manifestazione e volantinaggio alla cittadella. Parla il presidente Casari

Le lettere di licenziamento sono già partite. Entro fine anno, se la situazione non si risolverà, raggiungeranno 24 persone. Fra di esse anche 7-8 disabili. Si tratta dei portantini barellieri degli ospedali di Rovigo e Trecenta.
«Il servizio da nove anni è svolto dalla nostra cooperativa - spiega il presidente della Nike Kai Dike Renato Casari - Il 24 aprile scorso l'Ulss 18 ha deciso di rescindere la convenzione con noi. Assumerà nuovo personale, da una lista propria già esistente, per svolgere il servizio dei portantini barellieri. Così al 30 giugno ha ridotto del 25\% i nostri lavoratori, al 30 settembre (oggi, ndr) di un altro 25\% e al 31 dicembre lo farà del definitivo 50\%. Finora abbiamo conservato alle nostre dipendenze tutti i 24 lavoratori, pur essendo pagati dall'Ulss solo per 18, rimettendoci circa 10 mila euro al mese. Ora la situazione non è più sostenibile, perciò sono partite le lettere di licenziamento. Abbiamo chiesto all'Ulss di proporci convenzioni per servizi alternativi. Finora è giunta solo una proposta per occupare al massimo 4 persone. Altre 3-4 forse riusciremo a utilizzarle altrove. Ma almeno una ventina, se restano così le cose, saranno in mezzo alla strada. Compresi 7-8 disabili, visto che essendo una cooperativa sociale garantiamo il 30\% dei posti a loro».
Per protesta ieri mattina i lavoratori della Nike Kai Dike hanno presidiato l'ingresso della cittadella socio-sanitaria a Rovigo. Oggi replicheranno distribuendo un volantino che dice: «La decisione di mandarci a casa è crudele. Molte volte abbiamo saltato il riposo, le ferie e lavorato con mansioni che non ci competevano, sempre con imposizioni dei referenti dell'Ulss 18, perchè bisognava sostituire personale dell'azienda. Ora ci ripagano così. Aiutateci a lottare per difendere il nostro posto di lavoro. Non ci arrenderemo». A sostegno dei lavoratori si è mosso il sindacato con Davide Benazzo (Fp Cgil), Francesco Malin (Fps Cisl), Maurizia Rizzo (Fisacat Cisl) e Fabio Osti (Fpl Uil). «La situazione è difficile - spiega Osti a nome anche dei colleghi - Stiamo cercando di svolgere una mediazione e di esplorare le strade per altre collocazioni lavorative». Solidarietà con la presenza al presidio è giunta dall'onorevole Luca Bellotti (Pdl).
«L'obiettivo dei lavoratori - conclude Casari - è di conservare il loro posto. Contestano il fatto che i nuovi assunti dall'Ulss in realtà un altro lavoro ce l'avevano già, mentre loro sono costretti a rimanere a casa. Inoltre si tratta di personale che ha qualifiche o mansioni superiori a quella di portantini, alla collettività casteranno molto di più del servizio fornito dai dipendenti della Nike Kai Dike».
I.M.

( Su questo problema vedi anche il post 24 lavoratori della Nike Kai Dike, rischiano il licenziamento ).

Il punto sul San Luca. L'assessore provinciale alla sanità sollecita i sindaci

Ancora dal sito dell'amministrazione provinciale, riprendo una nota dell'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco sui risultati non certo soddisfacenti di un anno di dibattito sul San Luca nell'ambito della conferenza dei sindaci.
Ecco il testo:

L’assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco ha inviato una lettera ai sindaci dei comuni dell’Asl 18 per ragguagliarli sullo stato di alcuni servizi che toccano la popolazione circostante e gli operatori che vi lavorano, questo a seguito delle dichiarazioni del direttore generale Adriano Marcolongo apparse sulla stampa lo scorso 26 agosto.

L’assessore Brusco afferma che:
a) nel novembre del 2007 gli assessori regionali Coppola e Marangon, oltre alla Conferenza dei Sindaci dell’Asl 18, hanno chiesto all’unisono di istituire al San Luca un dipartimento chirurgico e dell’urgenza, ma a tutt’oggi non è mai stato attivato e che anche per quanto riguarda i due primari richiesti sempre dagli stessi soggetti ancora non si è realizzato niente;
b) il servizio oculistica dell’Ospedale di Trecenta, dopo il pensionamento incentivato del precedente responsabile, ha subito un’ulteriore indebolimento dal 1° giugno 2008, da quando cioè prevede la presenza di un medico tre volte la settimana e due medici per gli altri due giorni e che la fascia oraria del servizio, dalle ore 8.00 alle 17.00 dal lunedì al giovedì (venerdì 8.00-14.00) dal 15 settembre termina alle 16.00, stessa sorte per Orl;
c) da qualche tempo girano voci che danno come trasferibile a Rovigo l’apprezzato neurologo che da circa un anno presta la sua attività a Trecenta. Se fosse vero, si prevede una sua sostituzione con altrettanto preparato professionista o il servizio rischia di scomparire?
d) perché il servizio di vasche per Idrokiniesiterapia.non parte? Manca la struttura organizzativa? O è solo perché non si sa chi deve fare la pulizia dell’impianto?
e) Marcolongo ha riconosciuto il valore dell’equipe trecentana che fa nascere sempre più bambini al San Luca. In 5 anni siamo passati da 270 a 383 nati, nonostante non esista pediatria. Visto il consistente aumento (+ 42%) di questa attività, perché non ripristinare detto reparto di pediatria?
f) su indicazione di alcuni utenti altopolesani, ho visitato il Day hospital oncologico dell’Ospedale di Rovigo e la situazione è davvero imbarazzante, in quanto l’accoglienza dal punto di vista strutturale è pessima per l’alto numero di pazienti, non è garantito un livello ottimale di privacy, ecc. Non si possono trattare così persone che già soffrono in modo pesante e perciò perché non si ripristina al San Luca, il Day hospital oncologico che erogava anche la chemioterapia?
g) in data 30 novembre 2006 una commissione incaricata dalla Conferenza dei Sindaci dell’Asl 18, composta dal suo Presidente, dai Sindaci di Badia, Trecenta, Castelmassa e dall’Assessore delegato di Occhiobello, ha svolto un sopralluogo presso il San Luca. Tra i dettagli della visita, con nota del 7 dicembre 2006, i commissari parlavano di 20 posti letto di long-care da attivare, ma anche in questo caso le promesse non sono state mantenute in quanto i posti in funzione risultano essere solo 10”.
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24 lavoratori della Nike Kai Dike, rischiano il licenziamento

dal sito dell'amministrazione provinciale

L’Ulss 18 ha deciso di non rinnovare più l’appalto dei portantini presso l'ospedale di Rovigo.
Verranno rimpiazzati da 18 nuove assunzioni.
Riporto di seguito il commento dell'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco.

“E’ di questi giorni la pessima notizia che 24 lavoratori della Nike Kai Dike di Fiesso Umbertiano, rischiano il licenziamento perché l’Asl 18 ha deciso di non rinnovare più l’appalto dei portantini che da anni svolgevano questo lavoro nell’azienda sanitaria rodigina. E’ questo l’ennesimo risultato negativo che possiamo trovare nel campo della gestione della sanità pubblica dell’Asl 18, che con quasi 200 dipendenti in meno rispetto alla pianta organica da poco determinata, decide di assumere direttamente un numero inferiore di operatori (18), rispetto a quelli (24, alcuni dei quali disabili, a dimostrazione di quanti problemi incontrino le categorie più svantaggiate) che perderanno il posto di lavoro alla Nike Kai Dike. Non sono certo che corrisponda al vero, ma penso non sia del tutto sbagliato pensare che tale differenza negativa rifletta l’ennesimo esempio di gestione economicistica della sanità pubblica veneta: l’assunzione di 18 operatori per un esborso di denaro che si avvicini molto a quanto costava l’appalto con la Nike che faceva lavorare, evidentemente con compensi inferiori ai dipendenti pubblici, ben 24 dipendenti. Questa è forse la spiegazione per i sindacalisti che giustamente si sono posti la domanda “già prima c’erano difficoltà nel servizio con 24 portantini e ora con soli 18 come finirà?”. Potrebbe finire come finiscono tante altre storie che riguardano la carenza di personale all’Asl 18: vorrei sbagliarmi, ma penso che i maggiori indiziati a pagarne le conseguenze siano ancora una volta gli utenti e i lavoratori. E pensare che con i risparmi che si potrebbero fare svolgendo in proprio, anche solo una parte dell’attività di fisioterapia che ora è ceduta a certi privati, si potrebbero assumere o pagare appalti in cui potrebbero essere occupati svariate decine di persone! A disposizione per ogni evenienza, rivolgo ai lavoratori che stanno per perdere il posto di lavoro, il mio personale augurio di poter evitare questa ennesima grave situazione di disagio per loro e per le loro famiglie”.

21 settembre 2008

Giornata nazionale SLA

La SLA, una grave e rara malattia degenerativa, ancor oggi priva di una terapia specifica, che comporta la progressiva paralisi dei muscoli volontari di chi ne è colpito. Lo scopo della Aisla (Associazione Italiana Scherosi Laterale Amiotrofica) è di sensibilizzare le massime istituzioni del Paese sui gravi problemi che questa malattia comporta: incapacità totale di movimento autonomo, di comunicazione, di alimentazione e di respirazione fino all'insufficienza respiratoria.

Dal 15 al 21 settembre 2008 Dona 1 € con SMS
o 2 € chiamando da rete fissa Telecom Italia il 48589


Tutti i fondi raccolti verranno destinati a uno specifico progetto di ricerca finalizzato all'identificazione di trattamenti farmacologici combinati in grado di rallentare la progressione della malattia.

17 settembre 2008

Influenza, tre volte più contagiosa. Gli esperti: "Importante vaccinarsi"

L'"Australiana" è un virus forte e ad alta diffusione. Sarà ancora più decisivo il vaccinoIn Europa potrebbe ammalarsi il 25% della popolazione. A rischio bimbi e anziani
Gli epidemiologi avvertono i governi: "La prossima pandemia è imminente, preparatevi"

VILAMOURA (Portogallo) - E' molto "cattiva", si diffonde velocemente e viene dall'Australia. E' questo l'identikit della nuova influenza, che in Europa rischia di contagiare una persona su quattro. L'epidemia della prossima stagione invernale sarà più intensa rispetto agli anni scorsi e con un numero maggiore di casi, poiché determinata da tre virus "completamente nuovi con, in particolare, un nuovo ceppo molto virulento in arrivo dall'Australia". Ad affermarlo sono gli esperti riuniti a Vilamoura per la terza Conferenza europea sull'influenza, che avvertono: quest'anno sarà ancora più decisivo vaccinarsi. Gli epidemiologi approfittano dell'occasione per mettere in guardia i governi da un altro rischio: "La prossima pandemia è imminente - dicono - e i sistemi sanitari rischiano di farsi cogliere di sorpresa".

Continua su repubblica.it

09 settembre 2008

L'Assistenza Infermieristica Domiciliare si sposta al San Luca




La notizia interesserà tutti i pazienti in Assistenza Domiciliare Integrata.


Il Servizio Infermieristico che concorre all'ADI è stato trasferito dal distretto sanitario di Badia all'ospedale San Luca a Trecenta.
I locali sono al piano terra e segnalati da indicazioni in campo bianco.


Attenzione! cambiano telefono a fax.


Il nuovo numero di telefono è 0425 725.939.
Il numero di fax è 0425 725.512.

07 settembre 2008

GIORNATA DELLA FISIOTERAPIA


“IL FISIOTERAPISTA AL FIANCO
DELLA SALUTE DEL CITTADINO”


ASSOCIAZIONE ITALIANA FISIOTERAPISTI
con il patrocinio di: Regione Veneto e Comune di Rovigo
e la collaborazione di: Cittadinanza Attiva, FIMMG Federazione Italiana Medici di Famiglia, Avis regionale, Associazione Malati Reumatici del Veneto

giovedì 25 SETTEMBRE 2008

CONVEGNO INFORMATIVO PER LA CITTADINANZA

ARTROSI E FISIOTERAPIA

DALLE ORE 18.00
ROVIGO, SALA GRAN GUARDIA
Piazza VITTORIO EMANUELE II
interverranno i rappresentanti dell’AIFI Veneto

http://www.aifiveneto.net/

Luci e ombre. Ancora sulla riunione di martedì 26 agosto

Alla riunione dello scorso martedì 26 agosto (vedi post precedente) ha partecipato anche il direttore generale dell’Ulss. Come prevedibile ha messo sul piatto della bilancia i risultati conseguiti ma si è ben guardato di accennare, anche solo di striscio, a ciò che in questi anni ha tolto all’ospedale di Trecenta. Men che meno ha detto qualcosa sul reparto di pneumologia.
Forse il presidente della conferenza dei sindaci, per riempire l’altro piatto della bilancia, avrebbe dovuto invitare anche l’assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco. Ma il contraddittorio non c’è stato e un piatto della bilancia è rimasto vuoto.
Noto soltanto una cosa: ogni volta che il direttore generale dell’Ulss fa la sua apparizione in conferenza dei sindaci riesce puntualmente a far perdere di vista lo scopo della riunione e a spostare la discussione su un terreno a lui più favorevole.
Abilità del direttore generale o distrazione dei suoi interlocutori?
Bene la casa del parto, bene la realizzazione della vasche di idrokinesi per la riabilitazione, ma male la riduzione dell’attività specialistica presso il pronto soccorso, e male l’eliminazione del reparto di pneumologia. Ci sono luci ed ombre. Evidenziare solo le une non fa un buon servizio a nessuno.

Cosa è accaduto martedì 26 agosto 2008?

Quali decisioni sono state prese dopo un anno di dibattito sul San Luca?
Molti articoli (questa volta) sui quotidiani locali. Una conferenza stampa (questa volta) il giorno dopo l’ennesima riunione.
Ma delle tre richieste formalizzate dalla conferenza dei sindaci e da vari consigli comunali, che ne è stato?


Questo blog è dedicato all’ospedale di Trecenta, una struttura ben progettata, confortevole, indispensabile per la qualità del servizio sanitario pubblico nell’altopolesine. Da un anno seguo la discussione avviata dal sindaco di Trecenta il 30 agosto 2007. Finalmente, dopo molte riunioni e rinvii, lo scorso martedì si è tenuta quella che doveva essere la riunione decisiva. La presenza degli assessori regionali Isi Coppola e Renzo Marangon, e quella del consigliere regionale Carlo Alberto Azzi, ha dato ulteriore autorevolezza all’evento.
Ma, alla fine, che cosa è stato deciso per il futuro dell’ospedale di Trecenta? Che cosa è stato stabilito rispetto alle tre precise richieste avanzate dalla conferenza dei sindaci col documento del 29 novembre 2007?
Ho letto tutto ciò che è stato pubblicato sul Gazzettino, sul Resto del Carlino e sulla Voce di Rovigo nei giorni immediatamente successivi. In particolare, dal resoconto della conferenza stampa tenuta dal presidente della conferenza dei sindaci e dal direttore generale dell’Ulss, pubblicata dal Gazzettino il 28 agosto 2008 (“Il San Luca ora punta al rilancio”), sembra che tutto sia rinviato, ancora una volta, anche se con migliori prospettive. Il presidente della conferenza dei sindaci Oscar Tosini, infatti, dichiara: “Si è inaugurato un percorso che attraverso un tavolo di confronto almeno trimestrale tra sindaci e Asl porterà al rilancio completo della struttura”. Insomma, traducendo dal politichese, ‘ non abbiamo deciso niente di concreto ma ne parleremo ancora, e con tanta buona volontà ‘.
Dopo un anno è veramente un po’ poco.

Su questo argomento ho pubblicato i seguenti post (dal più recente al più vecchio):

San Luca, si tirano le somme di un anno di dibattito
Ospedale San Luca: autonomia funzionale e competenze dei comuni
Sindaci Ulss 18 incontrano Marangon, Coppola e Azzi
San Luca, i sindaci si riuniscono a Badia per nuove azioni in difesa dell’ospedale
Riunione dei sindaci a Badia, tante assenze poche decisioni
San Luca, un documento integrativo da approvare nei consigli comunali
Trecenta, battuta d'arresto sul San Luca
San Luca, il documento approvato dalla conferenza dei sindaci il 22 ottobre
Ospedale, nuova riunione dei sindaci a Trecenta
San Luca, i Sindaci si riuniscono a Trecenta.

23 agosto 2008

San Luca, si tirano le somme di un anno di dibattito

Reiterati inviti del presidente della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 vengono recapitati in questi giorni ai comuni del territorio. Oscar Tosini spera così di ottenere una partecipazione massiccia dei primi cittadini all'incontro con gli assessori regionali Renzo Marangon e Isi Coppola che si terrà a Trecenta, a palazzo Pepoli, martedì 26 agosto 2008, alle 18. E sarà ancora il futuro dell'ospedale San Luca l'argomento della discussione.
Una discussione avviata un anno fa dal sindaco di Trecenta, con momenti poi anche tormentati da rivalità politiche tra gli assessori regionali, con cadute di tensione che hanno portato a riunioni assai poco partecipate e all'allungarsi dei tempi per i nuovi appuntamenti. Le elezioni politiche e le ferie natalizie e poi estive hanno infine portato a far passare un intero anno, sempre che la riunione del prossimo 26 agosto porti a qualche risultato.

Continuo a non comprendere lo stile "carbonaro" di queste riunioni. Non un comunicato stampa che informi i quotidiani locali della loro convocazione e tantomento nessuna informazione sull'esito delle stesse. Nemmeno un rigo neanche sul sito della conferenza dei sindaci.
Se c'è un modo per sollecitare la partecipazione degli amministratori è proprio quello di informare l'opinione pubblica dell'esistenza delle iniziative adottate.

Dopo un anno ci sarà qualche risultato?

Su questo argomento ho pubblicato nel blog questi post (dal più recente al più vecchio):

Ospedale San Luca: autonomia funzionale e competenze dei comuni
Sindaci Ulss 18 incontrano Marangon, Coppola e Azzi
San Luca, i sindaci si riuniscono a Badia per nuove azioni in difesa dell’ospedale
Riunione dei sindaci a Badia, tante assenze poche decisioni
San Luca, un documento integrativo da approvare nei consigli comunali
Trecenta, battuta d'arresto sul San Luca
San Luca, il documento approvato dalla conferenza dei sindaci il 22 ottobre
Ospedale, nuova riunione dei sindaci a Trecenta
San Luca, i Sindaci si riuniscono a Trecenta.

27 luglio 2008

I tuoi polmoni, funzionamento e patologie.

Risorse internet

Per poter comprendere le varie patologie polmonari e per mantenere sani i polmoni, dobbiamo conoscere l’aspetto e il funzionamento di questi organi.
Consulta il sito della Europea Lung Foundation (versione in italiano)

Sito ufficiale dell'Unione europea sulla salute pubblica

Risorse internet

http://ec.europa.eu/health-eu/index_it.htm

Tante informazioni mirate a migliorare le condizioni di vita, la qualita' dei servizi e notizie sulle attivita' condotte a livello europeo e internazionale: assistenza, prevenzione malattie e affezioni, fonti di pericolo, programmi comunitari, stile di vita e tanto altro.

23 luglio 2008

Brusco, bene l'idrokinesi terapia ma non dimentichiamo i problemi in attesa di risposta

All'indomani dell'inaugurazione del nuovo servizio di idrokinesi terapia presso l'ospedale San Luca l'assessore provinciale alla sanità, Guglielmo Brusco, si rallegra per l'evento ma ricorda i problemi che ancora rimangono sul tappeto.
In particolare dichiara al Gazzettino (Mercoledì 23 luglio 2008):
«Cosa impediva al sindaco Laruccia di ringraziare per quello che di nuovo era stato realizzato e ricordare, senza spirito polemico ma per amor di verità, che al San Luca ci sono tanti problemi da risolvere? Ha persino ricordato positivamente il ruolo degli assessori regionali Marangon e Coppola che da 7 mesi invece hanno promesso invano interventi per il San Luca che, almeno fino pochi giorni fa, non erano stati ancora formalizzati in provvedimenti ufficiali della Regione Veneto. Tra i problemi ricordiamo, oltre alla cronica carenza di personale in quasi tutti i servizi, la funzionalità del pronto soccorso per il quale mi è stata recentemente segnalata la vicenda di un ragazzo di Villafora che, sofferente al torace, verso mezzanotte, ha dovuto recarsi da Trecenta a Rovigo per eseguire gli esami che gli hanno diagnosticato fratture costali multiple; la chirurgia che è in grave sofferenza e per la quale occorrono urgenti interventi strutturali per assicurare un futuro a tale fondamentale servizio; non mi risulta ancora realizzata la sede principale di medicina dello sport al San Luca, così come stabilito dal decreto del direttore Marcolongo numero 22 del 3 gennaio 2007 (mentre recentemente ad Adria il nuovo ambulatorio è stato attivato in soli 4 mesi!); la grave situazione di radiologia dove mi è stata segnalata da parecchi giorni la rottura del tubo dell'apparecchiatura della diagnostica adibito ad esami contrastografici (stomaco, urografia, clisma opaco, ecc.). Tale tubo non sarebbe stato ancora sostituito con alcune conseguenze: per gli esami i pazienti interni dovrebbero recarsi a Rovigo, quelli esterni, al di là dell'allungamento delle liste d'attesa, possono sempre ricorrere ai privati (che ringraziano!). Insomma, oltre le cerimonie, c'è bisogno di ben altro».

Il San Luca s'arricchisce con l'idrokinesi

A fronte di tante chiusure, riduzioni o accorpamenti, qualcosa di nuovo c'è: è stato inaugurato, e speriamo che entri subito in funzione, il nuovo servizio di idrokinesi terapia. La struttura, dotata di una vasca riabilitativa, consentirà nuove opportunità di cura per pazienti con fratture, protesi e patologie neurologiche. Di seguito riporto alcuni brani della notizia data dal Gazzettino.

Il Gazzettino - Martedì 22 luglio 2008

Inaugurato il nuovo reparto per "guarire in acqua". Riabilitazione per fratture o patologie neurologiche. La struttura è costata 371mila euro ed è stata finanziata da Regione e Fondazione Cariparo

Il servizio di idrokinesi terapia dispone di una vasca riabilitativa ed un percorso-camminamento vaso motorio a temperatura differenziata, il tutto fuori terra per consentire facilità di accesso e condizioni ottimali di sicurezza. A questo tipo di riabilitazioni in acqua potranno accedere sia pazienti ricoverati sia esterni che debbano completare il loro percorso di guarigione e ripresa; ai trattamenti tradizionali in palestra od ambulatorio, viene così aggiunta una nuova opportunità di cure riabilitative, rivolte a pazienti con fratture, protesi e patologie neurologiche.

13 giugno 2008

Ospedale San Luca: autonomia funzionale e competenze dei comuni

Lo scorso 9 giugno, a Trecenta, si è svolta la tanto attesa riunione dei sindaci dell'Ulss n. 18 con gli amministratori regionali Renzo Marangon e Isi Coppola, assessori, e il consigliere Carlo Alberto Azzi.
Non risultano emessi comunicati. Abbiamo però potuto acquisire l'intervento che l'assessore Gianni Bacchiega, per il Comune di Castelguglielmo, ha rivolto all'assemblea.

Entro fine mese gli assessori regionali dovrebbero comunicare l'esito che le osservazioni degli amministratori comunali avranno avuto presso la giunta regionale.


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Comune di Castelguglielmo

Autonomia funzionale all’ospedale di Trecenta. Ai comuni competenze di programmazione sanitaria e di controllo rispetto ai direttori generali.

Trecenta, 9 giugno 2008

I tempi
Una riunione lungamente attesa

Il primo incontro il 30 agosto dello scorso anno
Sono passati nove mesi da quando il Sindaco di Trecenta ha invitato gli amministratori comunali facenti parte del distretto sanitario dell’altopolesine ad una riunione per riprendere in mano i problemi dell’ospedale “San Luca”.
Dopo quella prima riunione, i sindaci dei comuni del distretto sanitario si sono nuovamente incontrati a Trecenta il 4 ottobre. All’ordine del giorno la presentazione di un documento sulle problematiche dell’ospedale “San Luca”.
Non fu approvato alcun documento ma fu dato mandato ai sindaci di Castelmassa e Trecenta di predisporre un testo che tenesse conto delle considerazioni emerse dal dibattito.

La discussione si allarga a tutti i Comuni dell’Ulss 18
Quelle prime riunioni furono di stimolo alla conferenza dei Sindaci per promuovere l’approvazione di un documento da parte di tutti i consigli comunali dell’Ulss 18. Un primo testo, approvato dalla conferenza in data 22 ottobre 2007, chiedeva un incontro urgente alla giunta regionale per ridare dignità e autonomia funzionale al San Luca e per rivendicare ai comuni competenze di programmazione sanitaria e di controllo rispetto ai direttori generali.
Successivamente, il 29 novembre 2007, fu integrato e rafforzato dalla stessa conferenza con precise richieste:
a) istituire presso il Presidio Ospedaliero di Trecenta almeno due Dipartimenti strutturali autonomi di cui uno Medico Multidisciplinare (l’attuale Dipartimento di Continuità Assistenziale con le dovute integrazioni) e uno Chirurgico e dell’Urgenza
b) prevedere nei Dipartimenti, oltre alle attuali SOC e SOS Dpt, un numero adeguato di SOS Dpt che garantisca una reale autonomia clinica e gestionale soprattutto nelle branche specialistiche mediche e chirurgiche
c) riacquisire le SOC di Pronto Soccorso e di Radiologia con relative le apicalità.


La concretezza
A fronte di quelle precise indicazioni non ha fatto riscontro altrettanta concretezza.
Dopo tanti mesi non c’è più tempo per rinvii, riesami e discussioni. Ne va della stessa credibilità della conferenza dei sindaci. Gli obiettivi sono stati individuati e ora vanno perseguiti.
È ora che le nostre richieste arrivino all’attenzione della giunta regionale. Non è possibile continuare con questa inconcludenza.
L’ospedale “San Luca” è essenziale per la popolazione dell’altopolesine. Ciò che c’è funziona, il personale è motivato, consapevole e competente. I pazienti vi trovano un supporto a misura d’uomo che rende più accettabile il ricorso ai servizi ospedalieri.
Dopo tanti ordini del giorno, è ora di ottenere dei risultati.

L’assessore delegato del Comune di Castelguglielmo
Gianni Bacchiega


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06 giugno 2008

Sindaci Ulss 18 incontrano Marangon, Coppola e Azzi


Montagna o topolino?

Lunedì 9 giugno 2008, presso palazzo Pepoli, a Trecenta, si riuniranno i sindaci dei comuni dell'Ulss 18, gli assessori regionali Renzo Marangon e Isi Coppola e il consigliere regionale Carlo Alberto Azzi.
L'incontro verterà sui problemi dell'ospedale "San Luca" e sui documenti del 22.10.2007 e 29.11.2007, proposti dalla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18, e approvati da numerosi consigli comunali ma non da tutti.
E' da fine novembre 2007 che si cerca di organizzare questa riunione. Dopo tanto tempo la montagna partorirà un topolino?


25 marzo 2008

Riunione dei sindaci a Badia, tante assenze poche decisioni

Nel precedente post, a proposito della mancanza di notizie sulla riunione dei sindaci dell’Ulss che si è tenuta a Badia lo scorso 13 marzo sul ‘San Luca’, chiedevo: perché tanto silenzio?
Ho cercato qualche informazione fra i partecipanti e la risposta è arrivata: c’è poco da raccontare e di quel poco non c’è da andare granché orgogliosi. Non più di una decina i comuni rappresentati e i pochi presenti non hanno potuto decidere nulla.
Assenze ‘illustri’ ma soprattutto sono poche, non arrivano a dieci, le delibere di approvazione dei documenti proposti dalla conferenza dei sindaci dell’Ulss, arrivate effettivamente alla presidenza della stessa per essere consegnate al Presidente della Regione e alla Giunta Regionale. Insomma, tutti i sindaci hanno approvato in conferenza i documenti ma poi non tutti hanno portato quei documenti all’attenzione dei rispettivi consigli comunali; oppure li hanno fatti approvare ma si sono ‘dimenticati’ di mandare copia delle relative delibere alla presidenza della conferenza dei sindaci dell’Ulss.
Su questo blog abbiamo dato notizia dell’approvazione dei documenti da parte dei consigli comunali di Bosaro, Badia, Trecenta, Occhiobello, Bagnolo di Po e Castelguglielmo. A questi vanno aggiunti i comuni di Rovigo e Lendinara. Altri comuni potrebbero avere approvato gli stessi ordini del giorno ma la scarsissima partecipazione alla riunione del 13 marzo non riflette l’immagine di una comunità di amministratori comunali che abbia posto, tra le proprie priorità, l’avvenire dell’ospedale di Trecenta.
I pochi partecipanti alla riunione hanno deciso di contattare gli assessori regionali polesani Marangon e Coppola. Il contatto c’è stato ma ogni incontro, se ci sarà, sarà definito dopo Pasqua. Pure Pasqua è passata e, ad oggi, non è stata definita alcuna data. Forse, più che Pasqua, dovranno passare le elezioni politiche…

22 marzo 2008

Badia, senza seguito la proposta di una manifestazione sul San Luca

Del San Luca si è nuovamente parlato in una recente riunione del Consiglio comunale di Badia. Le notizie però non sono buone. Nello scorso mese di dicembre, il consiglio diede vita a un'accesa discussione sull'ospedale e tutti gli intervenuti approvarono l'idea di organizzare una manifestazione a favore del San Luca.

Dopo tanto, a quanto pare, nulla è stato fatto per realizzare quella proposta. Si veda di seguito l'articolo che sull'argomento ha pubblicato oggi il Gazzettino.

Non solo, in un post dello scorso 11 marzo davo notizia di una riunione dei sindaci dell'Ulss che dovrebbe avere avuto luogo a Badia il successivo 13 marzo proprio per decidere nuove azioni in difesa dell'ospedale. Dell'esito di questa riunione non si sa nulla! Mi chiedo: 1° è stato deciso qualcosa? 2° quanti comuni hanno approvato i documenti proposti in precedenza dalla stessa conferenza dei sindaci? 3° delle delibere approvate che ne è stato fatto?
Ma, soprattutto, mi chiedo: perché tanto silenzio?

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Il Gazzettino, 22 marzo 2008
BADIA POLESINE L’idea abortita: fare una manifestazione in difesa dell’ospedale, spogliato di troppi servizi
«Protesta per il San Luca, solo parole»
Aguzzoni ricorda la proposta avanzata a dicembre da Fi e rimasta senza alcun esito

Nell'ultima seduta del consiglio comunale di Badia Polesine si è parlato del San Luca di Trecenta. All'ordine del giorno non c'era questo argomento, ma l'assessore ai Lavori pubblici Renzo Aguzzoni (Fi), in maniera estemporanea, è tornato sulla questione. Nel rispondere a un'interrogazione del gruppo di Forza Italia sulla manutenzione degli alberi dei giardini pubblici, l'assessore ha detto: «Del San Luca abbiamo parlato a dicembre e dal gruppo Fi era venuta la proposta di fare una manifestazione a difesa dell'ospedale con il sindaco in testa: sembrava dovessimo partire subito e invece siamo ancora qui a fare parole come temevo». La provocazione dell'assessore non è stata raccolta da nessuno. L'antefatto è questo. Il 12 dicembre 2007 volarono parole dure nei confronti del direttore generale dell'Ulss 18 Adriano Marcolongo, forse nella non tanto segreta speranza che il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan di lì a qualche giorno avrebbe cambiato la dirigenza dell'Ulss. Meneghin dichiarò il proposito di contattare il direttore generale già il 2 gennaio scorso e ciò dopo che il Consiglio accolse all'unanimità la proposta avanzata dal forzista Pierleopoldo Visentin di organizzare da soli o con gli altri sindaci dell'Alto Polesine manifestazioni decise ed efficaci per difendere il San Luca. Renzo Aguzzoni (Fi) si espresse con toni accesi e nel dichiararsi d'accordo intervennero anche l'assessore Giulio Barbieri (An) e i consiglieri Boldrin (Pd), Rossi (Fi), Visentin e Romani (Udc). A metà gennaio chiedemmo a Meneghin se labari e bandiere erano pronti per impedire la "spoliazione del San Luca" e lui ci rispose: «Decideremo le azioni da intraprendere alla prima riunione della Conferenza dei sindaci che dovrebbe svolgersi fra un paio di settimane. D'accordo con il presidente Tosini prenderemo una posizione comune. Da parte mia ho il mandato del Consiglio comunale per agire».Non è successo nulla. Intanto il badiese Piero Tosarello, che tiene un blog sul San Luca, ha commentato: «C'era chi giurava sulla nomina di un nuovo direttore generale per l'Ulss 18, e chi, più modestamente, ci sperava. In particolare quanti, nel distretto numero 2, hanno seguito preoccupati l'opera di spoliazione di servizi che il direttore generale ha operato in questi anni a danno del San Luca. In più occasioni la Conferenza dei sindaci ha dovuto evidenziare la perdita di attrazione dell'ospedale altopolesano causata dalle decisioni della direzione dell'Ulss. Numerosissime le critiche dell'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco. Diverse le petizioni a sostegno della funzionalità dell'ospedale con migliaia di firme raccolte e presentate in Regione. La conferma di Adriano Marcolongo ha un vantaggio. Sappiamo già cosa pensa il direttore generale dell'Ulss a proposito dell'ospedale di Trecenta. Alcuni ci hanno messo tre o quattro anni per prendere atto della realtà. La sua conferma almeno toglie di mezzo ogni dubbio: sappiamo tutti benissimo con chi abbiamo a che fare. Niente illusioni, nessuna apertura di credito, come fu per l'inizio del suo mandato. Il credito non c'è più e anzi il conto è abbondantemente in rosso».
Paolo Aguzzoni
-----fine documento-----

11 marzo 2008

San Luca, i sindaci si riuniscono a Badia per nuove azioni in difesa dell’ospedale

Dopo un rinvio di sette giorni, giovedì 13 marzo 2008, alle ore 17.00, i sindaci dell’Ulss si riuniranno presso la sala consiliare del comune di Badia. All’ordine del giorno un solo argomento: Atti conseguenti al documento dell’Ospedale “San Luca”di Trecenta, approvato dalla conferenza dei sindaci del 22/20/2007 e integrazione del 29/11/2007.
Non sono andate nel dimenticatoio, evidentemente, le richieste che gli amministratori locali avevano rivolto al direttore generale dell’Ulss e alla regione Veneto. La riunione sarà utile anche per capire se tutti i comuni, così come richiesto dalla conferenza dei sindaci, hanno nel frattempo approvato i documenti citati (consultabili qui e qui).
Nella riunione del consiglio comunale di Badia che ha approvato i documenti della conferenza, è stata lanciata l’idea di una manifestazione in difesa dell’ospedale. Idea accolta dal sindaco Meneghin. Non sappiamo quanto sia stato fatto in questi mesi per realizzarla, se gli altri comuni sono stati resi partecipi e se hanno eventualmente intenzione di aderire all’iniziativa. La riunione del 13 marzo potrà essere l’occasione per saperne di più.

Nomine Ulss, confermato il direttore generale di Rovigo

C’era chi giurava sulla nomina di un nuovo direttore generale per l’Ulss 18, e chi, più modestamente, ci sperava. In particolare quanti, nel distretto n. 2, hanno seguito preoccupati l’opera di spoliazione di servizi che il direttore generale ha operato in questi anni a danno dell’ospedale “San Luca” di Trecenta.
In più occasioni la conferenza dei sindaci ha dovuto evidenziare la perdita di attrazione dell’ospedale altopolesano causata dalle decisioni della direzione dell’Ulss. Numerosissime le critiche dell’assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco. Diverse le petizioni a sostegno della funzionalità dell’ospedale con migliaia di firme raccolte e presentate in regione.
Ma tutto ciò non è stato sufficiente a convincere il presidente della giunta regionale, al quale compete la nomina dei direttori generali, a una nuova nomina per l’Ulss 18. C’è chi ne è rimasto deluso o contrariato.
Ma la conferma di Adriano Marcolongo ha un vantaggio. Sappiamo già cosa pensa il direttore generale dell’Ulss a proposito dell’ospedale di Trecenta. Alcuni ci hanno messo tre o quattro anni per prendere atto della realtà. La sua conferma almeno toglie di mezzo ogni dubbio: sappiamo tutti benissimo con chi abbiamo a che fare. Niente illusioni, nessuna apertura di credito, come fu per l’inizio del suo mandato. Il credito non c’è più e anzi il conto è abbondatemente in rosso.

11 gennaio 2008

Nuovo Centro Unico di Prenotazione (CUP) provinciale (Ulss 18 e 19)

Dal sito dell'Ulss 18, Rovigo

Dal 27 dicembre 2007 per prenotare telefonicamente visite ed esami specialistici ambulatoriali nelle strutture sanitarie delle aziende ULLS 18 di Rovigo e ULSS 19 di Adria (Ro) si potrà
CHIAMARE IL NUMERO VERDE GRATUITO 800 061644
(attenzione non usare alcun prefisso)

Leggi tutto sul sito dell'Ulss 18.

06 gennaio 2008

Bagnolo di Po e Castelguglielmo approvano i documenti sul San Luca

Nell'ultima riunione del 2007 i consigli comunali di Castelguglielmo e Bagnolo di Po hanno approvato il documento sul San Luca proposto dalla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 con le integrazioni del 29 novembre 2007.
Castelguglielmo e Bagnolo di Po si aggiungono così ai comuni di Bosaro, Badia, Trecenta e Occhiobello che hanno adottato analoghe deliberazioni.

25 dicembre 2007

Approvati dal comune di Occhiobello i documenti sul San Luca

Nella seduta consiliare dello scorso 20 dicembre il consiglio comunale di Occhiobello ha approvato i documenti sul San Luca proposti dalla conferenza dei sindaci.
I documenti approvati sono quelli in data 22 ottobre e 29 novembre 2007.

23 dicembre 2007

Anche Trecenta approva i documenti sul San Luca, ma saranno gli ultimi


Anche il consiglio comunale di Trecenta ha approvato i documenti sul San Luca proposti dalla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18.

Proprio a Trecenta c'era stato uno stop all'approvazione del primo documento, quello in data 22 ottobre, per l'intervento, durante la seduta consiliare, dell'assessore regionale Isi Coppola. Poi quel primo pronunciamento è stato integrato con un ulteriore elaborato, in data 29 novembre, nel quale sono state precisate le richieste dei sindaci.

Alla fine il tutto ha avuto l'approvazione del consiglio comunale ma dalle parole pronunciate dal sindaco Laruccia traspare un certo scetticismo e una sorta di promessa di iniziative più incisive. Il sindaco ha, infatti dichiarato che è "l'ultimo documento che noi faremo sull'ospedale San Luca"; qualora con esso non si ottenessero risultati, "adotteremo altre azioni".

Molti consigli comunali si riuniranno in questi ultimi giorni di dicembre. Appena possibile daremo conto dell'esito dei dibattiti sul San Luca.

18 dicembre 2007

Badia, il consiglio comunale propone una manifestazione davanti al San Luca



La discussione sui documenti per il rafforzamento del San Luca, proposti dalla conferenza dei sindaci a tutti i comuni dell'Ulss 18, ha coinvolto per quasi un'ora e mezza i consiglieri comunali di Badia Polesine.


Dai resoconti della seduta pubblicati sul Gazzettino e sul Resto del Carlino del 14 dicembre, si avverte un clima molto teso e polemico nei confronti della dirigenza dell'Ulss 18 e, in particolare, del suo direttore generale.


"Tutti ormai si rendono conto che si è arrivati ad un punto di non ritorno e, sull'onda delle tante iniziative avviate in questi ultimi anni, non c'è più tempo da perdere". "Nessuno lo ha detto apertamente, ma tutti sperano che Marcolongo (il direttore generale dell'Ulss) non venga più riconfermato". (Il Gazzettino).


«II nostro ospedale — ha detto il consigliere Giovanni Rossi — de­ve tornare ad essere operativo 24 ore al giorno, non è accettabile che il pronto soccorso e altri repar­ti funzionino solo fino alle 17». «E' giunto il momento di alza­re i toni — ha ribadito il sindaco Paolo Meneghin — anche in vista della imminente nomina del nuovo direttore generale». (Il Resto del Carlino).

Tutti si sono ritrovati nella proposta di dar vita ad una manifestazione davanti al San Luca. Un'idea che era stata avanzata a Trecenta lo scorso 7 settembre in un dibattito pubblico ma che poi non aveva avuto seguito. Ora è un intero consiglio comunale a proporlo e il sindaco di Badia si è impegnato a raccordarsi coi sindaci dell'altopolesine per concretizzare questa intenzione.


I documenti del 22 ottobre e del 29 novembre sono stati approvati all'unanimità.

13 dicembre 2007

Sportello cancro

RISORSE INTERNET



"Sportello cancro" è la sezione maggiormente consultata del sito internet del Corriere della Sera. Non si occupa solamente di patologie legate al cancro ma spazia su vari aspetti della salute. Una risorsa veramente ricca e utile anche per i medici.

Partendo dal link principale si possono consultare liberamente le sottosezioni:

TUTTI I VIDEO dove sono disponibili tutte le puntate online della rubrica video «Salute» di Corriere.it;

L'ESPERTO RISPONDE dove gli specialisti rispondono alle domande dei lettori in tre forum dedicati a fegato, rene e nutrizione;

ESAMI DI LABORATORIO con una sintetica «biblioteca» dei principali valori che si possono trovare sul referto degli esami del sangue;

CENTRI D'ECCELLENZA, per sapere dove ti curano meglio: in Italia ed Europa;

DIZIONARIO MEDICO

OK LA SALUTE PRIMA DI TUTTO

06 dicembre 2007

San Luca, un documento integrativo da approvare nei consigli comunali


Francamente, dopo quanto accaduto in consiglio comunale a Trecenta (si veda il post “Trecenta, battuta d'arresto sul San Luca”) eravamo pessimisti sul destino del documento approvato all’unanimità dalla conferenza dei sindaci lo scorso 22 ottobre.

Invece no! Rassicurata l’assessore regionale Isi Coppola, promotrice del ritiro del punto all’ordine del giorno a Trecenta, circa lo scopo del confronto fra le dotazioni di organici e posti letto degli ospedali di Trecenta e di Adria, la cosa ha ripreso fiato. Tutto sommato, integrando il precedente documento, il testo approvato il 29 novembre rafforza le critiche rivolte alla gestione dell’Ulss e chiede qualcosa di preciso e concreto alla giunta regionale e alla direzione dell’Ulss.

Intanto però, da quando è iniziata la discussione lo scorso 30 agosto, sono passati tre mesi, e ora dovranno essere convocati i consigli comunali. Tanto, forse troppo tempo. Troppo per l’urgenza dei problemi dell’ospedale di Trecenta, per l’incalzare degli svuotamenti, degli accorpamenti, delle perdite di personale.
Per il momento, a quanto ne sappiamo, soltanto il comune di Bosaro è riuscito ad approvarlo lo scorso 4 dicembre.
Pubblico di seguito il documento integrativo approvato dalla conferenza dei sindaci il 29 novembre scorso. Per farsi un’idea complessiva del risultato, considerarlo unitamente a quello approvato il 22 ottobre.

---- inizio documento
INTEGRAZIONE AL DOCUMENTO SULL’OSPEDALE “S. LUCA” DI TRECENTA, APPROVATO ALL’UNANIMITA’ DALLA CONFERENZA DEI SINDACI DELL’AZIENDA ULSS 18 – ROVIGO, IL 22/10/07

Premessa

La Conferenza dei Sindaci, riunitasi il 22 ottobre 2007, ha approvato all’unanimità un documento riguardante la difficile situazione in cui versa l' Ospedale “San Luca” di Trecenta, Ospedale per acuti in rete, dopo aver analizzato le tabelle 1 e 2 allegate allo stesso documento e ricavate dalla DGRV N. 751 (allegati B e C) del 11.03.05, avente in oggetto la L.R. n. 5 del 5.03.96 art. 14: modifica attinente ad aspetti gestionali e strutturali delle schede di dotazione ospedaliera di cui alla L.R. n. 39/1993, approvate con D.G.R.3223 del 8.11.02 e dal Decreto n. 921 del 14.12.06 del Direttore Generale Ulss 18 – RO: Programmazione Ospedaliera Aziendale pubblica e privata-ricognizione apicalità e posti letto al 14.12.06.
Con il documento approvato, la Conferenza dei Sindaci del 22/10/07 ha dato mandato al Presidente della Conferenza dei Sindaci, alla Rappresentanza, ai Presidenti dei due Distretti (Sindaco di Rovigo e di Badia Polesine) e al Sindaco di Trecenta di rappresentare la Conferenza negli incontri che sarebbero stati programmati con la Giunta Regionale.
In data 5 novembre ’07, si è tenuto un incontro con gli Assessori Regionali, Renzo Marangon e Isi Coppola, con il Consigliere Regionale Carlo Alberto Azzi, con il Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Azienda Ulss di Adria, con i Sindaci di Trecenta e Badia Polesine e con la Rappresentanza dei Sindaci dell’Azienda Ulss 18 di Rovigo, da cui è emersa la necessità di affidare ad un Gruppo di lavoro la valutazione di elementi di integrazione da apportare al documento.
Il Gruppo di lavoro, formato dalla Rappresentanza dei Sindaci e dal Sindaco di Trecenta e Badia Pol., supportato da alcuni pareri tecnici, e riunitosi in data 19/11, ha redatto il presente documento da inviare agli Assessori Regionali Isi Coppola e Renzo Marangon, al Consigliere Regionale Carlo Alberto Azzi e a tutti i Sindaci dell’Azienda Ulss 18.

Precisato

che il confronto tra le schede Ospedaliere di Trecenta e di Adria aveva come unico obbiettivo quello di richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle criticità operative che negli ultimi anni si sono venute a creare nell’Ospedale “San Luca” di Trecenta.

Premesso

che l’Ulss 18 di Rovigo è dotata di 15 Dipartimenti Clinici, di cui uno solo con sede a Trecenta (Dipartimento di Continuità Assistenziale), che delle 41 SOC (Strutture Operative Complesse) che costituiscono i dipartimenti solo 3 hanno sede a Trecenta (Terapia intensiva, Area medica e Chirurgica). Pur tenendo conto delle peculiarità che caratterizzano e diversificano i due Presidi Ospedalieri di Rovigo e Trecenta, risulta evidente che la maggior parte delle competenze cliniche e gestionali sono concentrate presso il Presidio di Rovigo e che il modello di un unico Ospedale su due sedi distanti fra loro oltre 30 Km e con Direttori di SOC impegnati su due Reparti ha nel tempo ridotto per tipologia e quantità le attività specialistiche eseguite presso l’Ospedale di Trecenta

Tutto ciò premesso

si ritiene di fondamentale importanza per il rilancio operativo dell’Ospedale “San Luca” di Trecenta, fargli riavere una maggiore autonomia funzionale, clinica e gestionale, come previsto ai sensi della DGRV n° 3223 del 8 novembre 2002, per un ospedale di rete con funzioni per acuti e sede di Pronto soccorso.

A tale scopo

si sollecita una rapida riorganizzazione della struttura ospedaliera di Trecenta che preveda almeno due Dipartimenti autonomi cui ricondurre Strutture Operative Complesse (SOC) e Semplici Dipartimentali (SOC Dpt), in grado di fornire risposte adeguate alla domanda di salute, derivante dalle più comuni e frequenti patologie presenti nel territorio, di tutta la popolazione e in particolare di quella Altopolesana, senza con questo disconoscere la valenza di eccellenze all’interno del “San Luca” quali Chirurgia toracica e protesica.
Indica

quale proposta organizzativa, aperta comunque al confronto con la Direzione Aziendale, che non comporti aggravio di spesa e sia in linea con le Deliberazioni Regionali, la seguente:

a) istituire presso il Presidio Ospedaliero di Trecenta almeno due Dipartimenti strutturali autonomi di cui uno Medico Multidisciplinare (l’attuale Dipartimento di Continuità Assistenziale con le dovute integrazioni) e uno Chirurgico e dell’Urgenza
b) prevedere nei Dipartimenti, oltre alle attuali SOC e SOS Dpt, un numero adeguato di SOS Dpt che garantisca una reale autonomia clinica e gestionale soprattutto nelle branche specialistiche mediche e chirurgiche
c) riacquisire le SOC di Pronto Soccorso e di Radiologia con relative le apicalità.

Auspica

la discussione e la condivisione del presente documento integrativo a quello approvato in data 22/10/07 dalla Conferenza dei Sindaci, da parte dei Consigli Comunali, le cui delibere saranno inviate, a cura del Presidente della Conferenza dei Sindaci, all’attenzione del Presidente della Regione del Veneto e della Giunta regionale.
Rovigo, 29 novembre 2007
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Occhiobello, questa sera di parla del punto sanità

Questa sera, giovedì 6 dicembre 2007, ore 20,30
presso l'Auditorium Comunale di Via Amendola (S.Maria Maddalena)
il Comitato per la difesa del punto sanità animerà una serata per raccogliere il parere dei cittadini su "disagi, lunghe liste d’attesa, mancanza di spazi, tempi lunghi per prelievi, ecc…".

Maggiori informazioni sul sito web del comitato
Salviamo il Punto Sanita' - Home page

04 dicembre 2007

Ulss 18, ‘razionalizzato’ anche il patrono


La fregola efficientistica di razionalizzare ogni cosa che abbia a che fare con l’Ulss 18 ha spinto i dirigenti della stessa a ‘unificare’ il santo potrono. L’Ulss ha sede a Rovigo? Ebbene, che il patrono sia San Bellino per tutti!
E così, lo scorso 26 novembre, quanti a Badia, Lendinara, Castelmassa e Occhiobello si sono recati ai punti sanità si sono trovati davanti a un cartello che li informava della chiusura per la festività del patrono. Stessa sorte a quanti si sono recati all’ospedale “San Luca”, a Trecenta, per ritirare qualche referto o per prendere un appuntamento.

Quando a Lendinara si festeggerà la Beata Vergine del Pilastrello, i cittadini troveranno chiuso il comune, le poste e le banche ma, inaspettatamente, il punto sanità sarà aperto; non lo saprà nessuno ma sarà aperto. Lo stesso accadrà per San Martino a Castelmassa, per San Teobaldo a Badia, per San Lorenzo a Occhiobello e per San Giorgio a Trecenta.

Ma volete mettere l’efficienza!

22 novembre 2007

Occhiobello, consegnate ai partiti le richieste del comitato per il punto sanità


Lo scorso 12 novembre 2007, a Occhiobello, il Comitato per la difesa del Punto Sanità ha incontrato i partiti politici polesani.

Ai partecipanti è stato consegnato un documento con le richieste maturate nel comitato dopo l'esperienza di due anni di 'privatizzazione' del servizio.

Il sito web del comitato di Occhiobello è consultabile cliccando qui.

Dal comitato informano che:

Abbiamo una nuova sezione nel nostro sito (sezione documenti il cui link è http://puntosanita.occhiobello.altervista.org/puntosanita/?Documenti) nella quale è disponibile per il download il documento consegnato la sera stessa del 12 ai politici presenti.

Interessante anche seguire la Cronologia degli eventi.


19 novembre 2007

ADI, mancano le ‘perette’

Parlarne è un po’ imbarazzante. La cosa potrebbe far sorridere chi ha la fortuna di non dover affrontare questi problemi.
Per due settimane di seguito ho trovato l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) priva delle cosiddette ‘perette’ per i pazienti che, a causa delle patologie di cui sono affetti, devono essere sottoposti a clistere. In particolare, a causa della mancanza di mobilizzazione, sono le persone costrette a letto le più soggette a questo tipo di trattamento.
Gli operatori mi dicono che richiedono da quattro settimane, senza esito, il rinnovo della fornitura.

Spesso, quando si sollevano critiche alla gestione dell’Ulss, si suscita persino qualche fastidio. In questi termini si è espresso il Sindaco di Rovigo il giorno della posa della prima pietra della nuova struttura dell’ospedale di Rovigo (si veda il Resto del Carlino del 17 novembre 2007).
Da parte dei massimi dirigenti dell’Ulss, invece, il ritornello, di fronte alle critiche, è il solito “noi siamo tecnici”, “noi abbiamo le competenze per …” oppure “voi non sapete …”. Già, è vero: non siamo tecnici, perché non abbiamo un diploma di ‘paziente’ o di ‘familiare di paziente’; non siamo competenti e non possiamo sapere, perché ci troviamo soltanto a subire e non a gestire i problemi di salute. Ma non mi pare che per garantire la regolarità di forniture di ordinaria amministrazione ci sia bisogno di un master alla Bocconi!

E allora, sperando di non infastidere ulteriormente il sindaco di Rovigo e parafrasando la pubblicità di un noto lassativo, si potrebbe dire: “Ai bravi amministratori della sanità, la dolce Euchessina”.
E per gli altri?
Che i penta” :-)



16 novembre 2007

Operazione macedonia per i servizi di neuropsichiatria infantile e disabilità evolutiva

DOCUMENTO

Ennesima ‘riorganizzazione’ per servizi sanitari e socio-sanitari. Questa volta sono coinvolti i servizi di Neuropsichiatria Infantile e Disabilità.
Del servizio di Neuropsichiatria Infantile (NPI) dell’Ulss n. 18 ci siamo occupati su questo blog nelle scorse settimane. Si veda in proposito il post del
22 ottobre 2007.
Riprendiamo il tema per ospitare un documento sottoscritto da tutti gli operatori della Struttura Operativa Semplice (SOS) di NPI che si occupa di bambini/ragazzi (età da 0 a 18 anni). Gli utenti attualmente vengono assistiti da un’equipe di specialisti che li segue anche nel percorso scolastico.

In questi ultimi anni il servizio di Neuropsichiatria Infantile ha perso molto personale per mobilità o per pensionamento.
La lettera, inviata ai massimi dirigenti dell’Ulss 18 e, per conoscenza, alle organizzazioni sindacali, esamina criticamente la proposta di riorganizzazione che coinvolge il servizio gestito dagli operatori stessi e il servizio di Disabilità che, per sua natura, è indifferenziato per età e non altrettanto strutturato per il lavoro d’equipe.
La materia è specialistica ma riguarda una quantità di utenti particolarmente vulnerabili e, pertanto, da parte di tutti, va fatto uno sforzo per comprendere quanto sta accadendo.


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Al Direttore Generale
Al Direttore Sanitario
Al Direttore Sociale
Al Responsabile del Distretto
Al Direttore Dipartimento Materno Infantile e della Famiglia
Al Responsabile U.O.C. Pediatria
Al Responsabile S.O.S. NPI e Disabilità in Età Evolutiva


e, per conoscenza


Al Responsabile Sindacato AUPI
Al Responsabile Sindacato CISL
Al Responsabile Sindacato UIL


OGGETTO: Comunicazione.


In merito alla proposta di riorganizzazione della SOS N.P.I. e Disabilità Evolutiva proposta dal Direttore Sociale, gli Operatori del Dipartimento Materno Infantile e della Famiglia, affermano quanto segue:


1. La presa in carico dei minori, siano essi disabili o meno, prevede una specificità operativa che richiede alla base una formazione specifica, una visione evolutiva e complessa del mi­nore e della sua famiglia, all'interno del contesto di vita dello stesso (scuola, tempo libero ...) non riducibile ad una valutazione in sede di UVMD. Prevedere un intervento, separato tra sanitario e sociale è contrario a tutte le linee legislative e tecniche esistenti nel trattamen­to dei disturbi o disagi in Età Evolutiva per l'efficacia della cura, della riabilitazione e dell'integrazione: non si può intervenire sul bambino senza coinvolgere la famiglia e le agenzie socio-educative e terapeutico-riabilitative in un progetto comune di cambiamento. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto questi concetti alla base dell'ICF (nuovo strumento di classificazione e descrizione della disabilità). La nuova riorganizzazio­ne a tale proposito porta in sé il rischio di trasformare (per quanto riguarda l'utenza certifi­cata ai fini del sostegno scolastico) ciò che avviene naturalmente, come prassi lavorativa consolidata da anni di esperienza e che è contraddistinta dalla multidisciplinarietà dell'intervento, in un iter a grossa valenza burocratica e dispendioso in termini di tempo de­gli operatori coinvolti.


2. L'organizzazione proposta è attualmente adottata solo in due ULSS del Veneto: L'Azienda Socio Sanitaria di Thiene e quella di Bassano. Contattati gli operatori di codeste Aziende, gli stessi segnalano difficoltà di integrazione dei Servizi di Riabilitazione e problemi a ga­rantire un servizio integrato e qualificato all'utenza intesa come singolo o struttura (minore, famiglia, scuola, agenzie di integrazione sociale e educative extra scolastiche).


3. L'attuale organizzazione della nostra Azienda, in essere dal 2000, non ha avuto riscontri negativi da parte dell'utenza. Non vengono negate che esistano delle criticità e nulla ci im­pedisce di discutere per migliorare la situazione, ma le difficoltà principalmente, derivano dal sovraccarico operativo dei singoli professionisti, conseguente alla quiescenza e alla mo­bilità degli stessi:
- 4 Neuropsichiatri con contratto Sumai: non è stata attivata alcuna sostituzione;
- 4 Assistenti Sociali solo 1 è stata sostituita;
- 4 Psicologi non è stata attivata alcuna sostituzione.


4. Da sempre le famiglie residenti nel territorio dell'ULSS 18 di Rovigo hanno avuto una continuità di interventi da parte del Servizio NPI dalla presa in carico alle dimissioni o al momento del passaggio all'Età Adulta. La stesura del Protocollo Operativo che prevede la predisposizione del relativo "Modulo di Passaggio" tra la SOS di NPI e il Dipartimento Età Adulta, di recente applicazione, ha finora garantito un passaggio fluido tra le due realtà aziendali, ben capito dalle famiglie che lo hanno accettato come naturale evoluzione del per­corso socio-riabilitativo del proprio figlio. Un precoce inquadramento dei minori certificati, disabili (disabili riconosciuti con la certificazione della Commissione Invalidi) e non all'interno del Dipartimento della Disabilità (0 - 100 anni), rischia di avere un forte impatto emotivo con ricadute negative sul piano della progettualità che la famiglia, scuola e altre istituzioni avranno sul minore stesso.


5. Rispetto alla nuova proposta organizzativa, rimane aperto il dubbio relativamente alla mo­dalità di presa in carico di tutta quella utenza che non ha le caratteristiche per essere certificata ai fini del sostegno scolastico, ma che necessità di interventi multidisciplinari che at­tualmente vengono svolti, attraverso l'utilizzo dell'Equipe, dagli operatori della SOS NPI Neuropsichiatri, Psicologi, Assistenti Sociali, Fisioterapisti, Logopedisti, Ortottista, Educa­tori, Operatori Socio Sanitari. Tale strumento strategia che caratterizza il lavoro degli Ope­ratori appartenenti alla Sos di NPI è sicuramente più agile nella sua attivazione e meno di­spendioso in termini economici rispetto ad una convocazione di UVMD.

Gli Operatori (seguono trenta firme)

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11 novembre 2007

Trecenta, battuta d'arresto sul San Luca

Incredibile quanto accaduto nell'ultimo consiglio comunale di Trecenta. Appositamente convocato per discutere ed approvare il documento sul San Luca, proposto dalla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 e di cui lo stesso Comune di Trecenta è stato promotore, si è concluso con un nulla di fatto.
Il fatto meriterebbe molte riflessioni, per nulla confortanti, ma mi limito per il momento a riportare la cronaca della seduta consiliare pubblicata dal Gazzettino.

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Il Gazzettino, 11 novembre 2007

TRECENTA Il documento, ritirato, sull’ospedale San Luca spacca la maggioranza di centrodestra
Il futuro del nosocomio e di Marcolongo a paragone con la situazione esistente ad Adria

Le ha tentate tutte il sindaco Antonio Laruccia per far approvare dal consiglio comunale il documento sul San Luca; alla fine ha però dovuto cedere alle pressioni di An, rappresentata tra il pubblico anche da Isi Coppola. Lo scontro con Renzo Marangon, che di quel documento sembra essere l'occulto ispiratore, è stato dunque vinto dall'assessore regionale al bilancio, che non ha nemmeno atteso la fine della seduta per avere la certezza che non se ne sarebbe fatto nulla. Un consiglio comunale monotematico su un documento, già approvato dalla conferenza dei sindaci e giunto "clandestinamente" sul tavolo di Galan, che la stessa conferenza dei sindaci ha successivamente rinnegato, proponendo di contrapporne uno di stile e toni diversi, pur con il medesimo fine: veder tornare alla piena funzionalità il monoblocco ospedaliero altopolesano.
Peccato originale del documento era il paragone del San Luca con l'ospedale di Adria: pari popolazione, analoghi problemi di territorio e viabilità, ma trattamenti diversi. Alla Coppola, ed ai sindaci dell'Ulss 19, il contenuto del documento non era piaciuto, anche perché rischiava di scatenare un'assurda guerra tra poveri. Argomentazione questa condivisa anche da Paola Panziera, la quale annuncia in ogni caso il voto favorevole di Rc, pur giudicando il documento carente in fatto di critiche all'operato di Marcolongo. Di fronte alla prospettiva della stesura di un nuovo testo, che auspica «rafforzativo rispetto a questo, assai debole», Gilberto Bianchini si mostra contario alla sua immediata approvazione.
A questo punto della seduta il vicesindaco Elia Bellotti, a nome anche di altri due consiglieri di An (ai quali in seguito si associa l'"esule" Zancanella), chiede il ritiro del documento, ritenuto "inutile", in attesa della riunione della conferenza dei sindaci, prevista per il 19 novembre e destinata a produrne uno nuovo. I consiglieri azzurri appaiono visibilmente disorientati, al punto che Dorino Conte chiede «una sospensione per una riunione del gruppo di FI». Per evitare il peggio interviene il sindaco, il quale concede una pausa per «una riunione di maggioranza», da cui scaturisce la proposta di rinvio della discussione sul tema San Luca per «non creare sovrapposizioni e rispettare la volontà della conferenza dei sindaci». Proposta che viene accolta con il solo voto contrario dei tre consiglieri di "Trecenta cambia" (a favore: maggioranza, Bianchini e Zancanella).
Ancora prima che si apra la seduta, il circolo locale di An si dice «fortemente amareggiati dalla piega del confronto che poco porta di concreto al nostro ospedale, se non continue discussioni e documenti spesso frettolosi e di facciata. Continuare a creare un'immagine negativa è deleterio per la crescita e lo sviluppo dell'ospedale. L'allarmismo strumentale della sinistra a nulla gioverà, ma avrà come unico risultato (sperato?) la disaffezione totale dei cittadini alla struttura». Il Prc pone invece una serie di domande: «Il sindaco Laruccia è in grado di dare seguito alle forti e giuste dichiarazioni, contrarie alla gestione del San Luca portata avanti da Marcolongo? Nel caso Marcolongo fosse purtroppo riconfermato alla guida dell'Ulss 18, è azzardato pensare di ringraziare per questo risultato, quale estimatore e sostenitore dell'attuale direttore generale, proprio il partito di An? E se Alleanza nazionale agirà per farci avere, ancora per anni, l'attuale direttore generale alla guida dell'Ulss 18, se i dati del San Luca sopra riportati sono veri, ci può spiegare il perché di tanta sua stima nei confronti di Marcolongo?»
Francesco Romani
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Punto sanità di Occhiobello, il comitato incontra i partiti


Domani, lunedì 12 novembre 2007


Riportiamo l'annuncio di una importante iniziativa messa in cantiere dal comitato per la difesa del punto sanità di Occhiobello (vedi il sito web).


«Vogliamo capire cosa intendono fare i nostri politici per la sanità del nostro territorio». E' questo l'appello lanciato dal comitato intercomunale per il ripristino del Punto sanità pubblico, a due anni dalla sua chiusura e dal trasferimento delle prestazioni alla Casa di cura e nella palazzina ex Cassa di Risparmio a Santa Maria. Il comitato ha organizzato per domani sera alle 20.30, nella sala consiliare del comune di Occhiobello, un incontro con le segreterie altopolesane di tutti i partiti politici per chiedere lumi su come la politica intende muoversi sulla vicenda Punto sanità, a poche settimane dalla scadenza del trasferimento delle prestazioni in Casa di cura, che con tutta probabilità verrà prorogato dall'Ulss18. L'incontro non sarà un'assemblea pubblica, ma sarà comunque aperta alla partecipazione dei cittadini.

«In questi mesi - ha dichiarato in conferenza stampa una delle portavoce del comitato Doriana Corà - c'è stato molto silenzio da parte dei nostri politici sulla vicenda, mentre i problemi sono rimasti gli stessi: lunghe liste di attesa, gli specialisti di fiducia attivi nell'ex mutua che ora sono stati trasferiti in altri ambulatori altopolesani e soprattutto il servizio di base di pediatria, ora presente a Ficarolo con grandi disagi per i genitori che devono percorrere oltre 20 chilometri per arrivare all'ambulatorio».

Insomma, quello che il comitato tornerà a richiedere anche lunedì è che politici e amministratori si mobilitino per il ripristino del Punto sanità pubblico, pur riconoscendo il ruolo svolto dalla Casa di cura e dagli investimenti per migliorare i servizi fatti negli ultimi mesi. «Non abbiamo nulla contro il privato - ha aggiunto Stefano Cantelli - però abbiamo dati che confermano come nonostante la chiusura del Punto sanità di Occhiobello e lo smantellamento di altre strutture sul territorio i costi dell'Ulss 18 sono comunque aumentati, con un peggioramento complessivo dei servizi. Vogliamo capire il perchè». Sulla proposta avanzata invece dalla Casa di cura di farsi carico del ripristino dell'ex Punto sanità di via Eridania, il comitato si mantiene ancora cauto nell'esprimere giudizi. «Non abbiamo ancora una posizione definita - dice Corà - ci riserviamo una valutazione più attenta dopo aver sentito il parere di partiti e amministratori. La nostra mobilitazione comunque continuerà anche dopo l'incontro di domani».