Si è concluso il rito delle nomine dei nuovi direttori generali
delle Ulss, delle Aziende ospedaliere universitarie di Padova e
Verona, dell’Istituto Oncologico Veneto (Iov) e di Azienda Zero.
Come sempre ci sono
grandi aspettative. Nonostante tutto si spera per il meglio, anche se
l’esperienza suggerisce una grande cautela.
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| Il Gazzettino 1 marzo 2026 |
Cinque Dg vengono confermati ma cambiano sede. Un rimescolamento nel
collaudato “modello veneto”, sempre più ispirato a quello
lombardo con un progressivo e strisciante spostamento di risorse
dalla sanità pubblica a quella convenzionata e al privato puro (per
chi può permetterselo).
E allora proviamo a
vedere se cambiano gli indirizzi della politica sanitaria regionale
dopo il quindicennio di Zaia.
Per prima cosa
occorre scremare dalle dichiarazioni pubbliche l’abbondante dose di
propaganda alla quale ci hanno abituati.
Alberto Stefani, presidente della giunta regionale al posto
dell’ineleggibile Luca Zaia, propone però una serie di ovvietà:
vicinanza ai territori, spirito di servizio, capacità di lavorare in
squadra, immediata operatività. E ci mancherebbe!
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| La Voce, 1 marzo 2026 |
Pone poi l’accento sulla medicina territoriale, e qui torna alla
mente quell’idea di «ospedale liquido» annunciata dall’assessore
alla sanità Gerosa. Ma c’è anche una constatazione da fare: tutte
le volte che l’amministrazione regionale ha parlato di medicina
territoriale per gli ospedali polesani
– e per il “San Luca” in particolare -, sono stati dolori.
Taglio di posti letto, ambulatori invece di reparti, ospedali di
comunità al posto della lungodegenza, come è accaduto a Trecenta.
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| Il Mattino di Padova, 1 marzo 2026 |
Stefani parla anche della necessità di proseguire con
«l’implementazione del fascicolo sanitario elettronico, rendendo
interoperabili i dati e favorendo il dialogo tra le Ulss». Peccato
che nell’Ulss 9 (Verona) non sia mai stato realizzato il Cup unico
provinciale ma ne esistano ben sei: 3 per Ulss9 , 1 per Azienda
Ospedaliera, 1 per Clinica Pederzoli privata convenzionata, 1 per
Ospedale Sacro Cuore di Negrar.
E il Cup unico regionale, previsto dalla normativa nazionale, rimane
un lontano obiettivo.
Infine, il presidente della giunta regionale parla anche delle Case
della Comunità ma non dice nulla circa la carenza di personale e
intanto si avvicina la scadenza del 30 giugno.