2.2.26

Ospedale di Trecenta: dopo l’intervento i pazienti di ortopedia costretti ad andare a Rovigo

TGR Veneto

Il "San Luca" è una struttura al servizio di 70 mila cittadini dell'Alto Polesine che ha subito una serie di tagli a personale, reparti e servizi



01 febbraio 18:33
Antonello Profita, montaggio Andrea Lucchetta

A Trecenta, nell'Alto Polesine, c'è un comitato che da anni è impegnato nella difesa dell'ospedale San Luca, una struttura al servizio di 70 mila cittadini che ha subito una serie di tagli a personale, reparti e servizi.

Il comitato questa volta, pur sottolineando capacità e impegno del personale sanitario, denuncia il grave disagio che devono sopportare i pazienti di ortopedia che hanno subito un intervento chirurgico costretti ad andare all'ospedale di Rovigo per le medicazioni e le visite di controllo.

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30.1.26

San Luca: pazienti inviati a Rovigo per le medicazioni e i controlli successivi agli interventi ortopedici

L’intervento a Trecenta, la medicazione a Rovigo, la riabilitazione a Trecenta.
Un disagio da risolvere rapidamente


L'ospedale "San Luca" di Trecenta

La chirurgia dell’ospedale di Trecenta lavora moltissimo, l’ortopedia in particolare: medici, infermieri e operatori socio sanitari si prodigano per rispondere alle esigenze della popolazione che, in particolare dall’altopolesine, si rivolge al “San Luca”.

Insomma “produce molto”, come direbbe un direttore generale di Azienda Ulss o il direttore tecnico di un’azienda metalmeccanica.

E allora perché non completare il “ciclo produttivo”?

Accade, infatti, che a fronte dei molti interventi ortopedici i pazienti debbano poi recarsi all’ospedale di Rovigo per togliere i punti di sutura e per le medicazioni e i controlli normalmente necessari dopo l’operazione.

Con un piccolo sforzo, con qualche “risorsa umana” in più, si potrebbero eseguire al “San Luca” anche queste attività di routine, senza trasferimenti a Rovigo. Tanto più che presso l’ospedale di Trecenta è presente anche il reparto di riabilitazione fisica che spesso è chiamato a completare il percorso di cura.

Manca solo un tassello per rendere autonomo l’ospedale dell’altopolesine nella gestione degli interventi ortopedici. Uno sforzo che l’Ulss 5 dovrebbe fare dedicando, tutto sommato, una modesta quantità di risorse, col vantaggio di risparmiare agli assistiti onerosi e disagiati trasferimenti a Rovigo.

Gli altopolesani sono, da anni, costretti a percorrere tutta la provincia, spesso fino a Porto Viro, per esami e visite. Aggiungere altri trasferimenti per normalissime medicazioni e controlli postoperatori è un’ulteriore vessazione che dovrebbe essere rapidamente risolta.

30 gennaio 2026

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca


21.1.26

L’Ulss 5 ordina lo stop alle infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio


Una brutta sorpresa per chi ha bisogno di questa terapia
Servizio interrotto nei Punti Sanità di Badia e Castelmassa


Ingresso degli ambulatori al Punto Sanità di Badia Polesine

Chi si è recato in questi giorni al Cup di Badia Polesine per rinnovare le terapie, generalmente annuali, con infiltrazioni ai ginocchi, ha scoperto che l’Ulss 5 Polesana ha dato ordine di interrompere le prenotazioni.

Nessuna motivazione è stata fornita né dal Cup né dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico immediatamente interpellato.

Semplicemente Stop, fine, arrangiati. E per continuare le cure c’è solo la possibilità di ricorrere alla sanità privata “pura”, si badi bene, non quella convenzionata. Da notare che i pazienti dovevano già procurarsi autonomamente il farmaco (acido ialuronico) e pagare il ticket se non esenti.

Poiché l’ortopedico in servizio a Badia è il medesimo che effettua questo tipo di infiltrazioni anche a Castelmassa è presumibile che il problema riguarderà anche quanti si rivolgono a quel punto sanità.

La logica è, come sempre, quella del risparmio, niente di sanitario, anzi. Chi smetterà di curarsi per motivi economici andrà incontro in pochi anni alla necessità di una protesi, intervento con qualche rischio, con un costo, tra l’altro, molto più alto per il servizio sanitario.

Anche la tattica dell’Ulss 5 è sempre la stessa: nessuna comunicazione ufficiale, si tagliano i servizi nel silenzio più totale. Solo le persone direttamente coinvolte ne verranno a conoscenza e a quel punto il problema dovrà essere affrontato nella più completa solitudine. E chi potrà permetterselo si curerà nella sanità privata mentre gli altri, i più disagiati, saranno costretti a rinunciare alle cure, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita, come già fanno sei milioni di residenti in questo Paese.

21 gennaio 2026

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

--- Aggiornamento

Corriere del Veneto 23 gennaio 2026


18.1.26

Diritto alle Cure, i volontari hanno assistito 140 pazienti. Il Gazzettino, 18 gennaio 2026

I due Sportelli per il Diritto alle Cure comunicano i risultati di un anno di attività contro le liste d'attesa.

Il Gazzettino, 18 gennaio 2026


13.1.26

Riforma del SSN. Il governo punta a una legge delega

Una delega per avere le mani libere, ma attenzione: senza un euro in più



Dopo la proposta del nuovo assessore regionale alla sanità del Veneto per gli ospedali "liquidi", il governo introduce quelli "elettivi", senza Pronto Soccorso. Ma gli "ospedali e basta" non esistono più?

«Integrare ospedale e territorio» dice il governo. Ma da quanto tempo se ne parla? Da decenni. E ogni volta è stata una fregatura. Per avere un'idea della prossima vi invito a leggere questo primo articolo di quotidianosanità.it (clicca sul titolo qui sotto per visualizzarlo) contenente anche il testo del disegno di legge del governo.

Al via la riforma del Servizio sanitario nazionale. Nascono gli ospedali di terzo livello e quelli “elettivi” senza Pronto Soccorso. Riordino disciplina per medici di famiglia e pediatri


26.12.25

Dal primo gennaio 2026 le ricette con priorità B avranno validità limitata a venti giorni

Un provvedimento della Regione Veneto che può causare gravi problemi.
Massima attenzione al Cup in caso di blocco delle agende di prenotazione.
Lo Sportello per il Diritto alle Cure del Comitato altopolesano dei cittadini per il ‘San Luca’ vi assiste gratuitamente.


Con Decreto n. 173 dell’Area Sanità e Sociale (scarica), in data 24 novembre 2025, la Regione Veneto ha stabilito un limite temporale limitato a venti giorni per la validità delle ricette con priorità B. Oltre tale limite le ricette non potranno più essere utilizzate.

La priorità B contenuta nella prescrizione del medico curante o dello specialista prevede che la prestazione venga resa dalle Ulss del Veneto entro dieci giorni.

Se può quindi apparire “logico” che debbano essere richieste entro un termine discretamente breve, il decreto regionale si scontra spesso con la realtà che ne cambia la natura. Non è raro, infatti, che l’utente che si reca allo sportello del Cup non trovi spazio per mancanza di agende o perché le stesse risultano chiuse, circostanza in contrasto con la legge - le agende non possono essere chiuse se non per motivi tecnici e per un massimo di 24 ore - ma che si concretizza in una mancata presa in carico da parte del servizio sanitario regionale.

In questi casi non risulta in nessun modo che il cittadino abbia richiesto la prestazione nei termini, col rischio di veder decadere il periodo di validità della ricetta trascorsi venti giorni dall’emissione della stessa.

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il ‘San Luca’ assiste gratuitamente quanti incontrino difficoltà nell’ottenimento delle prestazioni entri i termini della priorità stabilita dal proprio medico curante attraverso lo Sportello per il Diritto alle Cure di Trecenta, in Piazza San Giorgio 477, aperto tutti i giovedì non festivi dalle ore 16:30 alle 18:30.

Suggeriamo, in questi casi, di rivolgersi allo Sportello prima possibile.

Un altro suggerimento utilizzabile nel caso in cui il Cup fisico comunichi l’indisponibilità di date e non vi includa nella lista di attesa (che è pur sempre una presa in carico) è quello di richiedere la prestazione attraverso il Cup telefonico avendo cura di annotare data e orario della chiamata. Le telefonate vengono infatti registrate e perciò costituiscono una prova che può essere fatte valere a tutela dei propri diritti.

Ci rendiamo conto che tutto questo può apparire ostico a chi non ha dimestichezza con l’argomento ‘liste d’attesa’ ma lo Sportello per il Diritto alle Cure è a disposizione per fornire tutti i chiarimenti necessari al vostro specifico caso. Non esitate a contattarci anche per email all’indirizzo comitato.ospedaletrecenta@gmail.com .


 La nota di Massimo Annichiarico, direttore dell’Area Sanità e Sociale, alle Ulss del Veneto



23.12.25

Pnrr. Cgil: “Per la Mission 6 Salute speso meno di un terzo dei finanziamenti, non c’è più tempo”

fonte: quotidianosanità.it

Il report del sindacato: “Dei 10.127 progetti finanziati per 19,6 miliardi di euro complessivi (di cui 14,6 miliardi di euro di risorse PNRR) a ottobre 2025 sono stati spesi 6,1 miliardi di euro, pari al 31,2% dei fondi disponibili e completati il 41,5% dei progetti complessivi”. IL REPORT

Numeri che smentiscono la propaganda del Governo

Resta poi il nodo personale – aggiunge Daniela Barbaresi – perché per migliorare la qualità della vita delle persone non è sufficiente costruire le strutture, ma è fondamentale dotarle del personale necessario per assicurare servizi efficienti e un’adeguata assistenza sanitaria. Per il corretto funzionamento di Case e Ospedali di Comunità occorrerebbe assumere almeno 36 mila unità tra infermieri, operatori sociosanitari, assistenti sociali e altre figure professionali, senza contare i medici. Ma nella Legge di Bilancio 2026, in procinto di essere votata, il Governo sembra aver ignorato il problema”. 

“Non c’è più tempo: restano pochi mesi o sarà troppo tardi per evitare il fallimento annunciato di un’occasione irripetibile”, conclude la segretaria confederale della Cgil.

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E’ urgente difendere e rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale. Fermare lo smantellamento del SSN e la privatizzazione della salute.