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09 settembre 2026

La verità, quella che manca

Due le notizie che mi hanno colpito ieri. Una riguarda le liste d’attesa, l’altra le case di riposo (Rsa).



La prima. Il gruppo di Avs ha portato in consiglio regionale una mozione sulle liste d’attesa. Si chiede che vengano monitorate le tutte le visite ed esami, non soltanto, come invece avviene, una settantina di prime visite / primi accessi, ma tutte le prestazioni, quindi le rivalutazioni, i tempi per gli interventi chirurgici non urgenti e i controlli che, attualmente, vengono completamente ignorati, zero assoluto.

La mozione viene illustrata e motivata dai proponenti, Carlo Cunegato e Elena Ostanel, e si apre il dibattito.

Ebbene, nessun consigliere di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, i partiti che governano da sempre in regione, è intervenuto. Al termine, tutti i consiglieri di maggioranza, anche quelli eletti in polesine, obbedienti a un invisibile burattinaio, hanno votato contro. Senza una motivazione, senza un’argomentazione.

Risultato: continueremo a non sapere perché dobbiamo attendere tanto per una visita o per un esame di controllo o per una delle prime visite / primi accessi che non rientrano nelle poche decine monitorate. La verità è quella che ci manca.

Per approfondire clicca qui.

La seconda. L’aumento dei costi di gestione della case di riposo (Rsa) porterà a ulteriori consistenti incrementi delle rette a carico degli ospiti. Fino a 5 euro al giorno (1.800 l’anno).



Uripa, l’associazione che raggruppa le case di riposo pubbliche (Ipab) e private accreditate del Veneto, stima in 100 milioni il fabbisogno annuale (clicca qui per il servizio di ieri della Tgr).

L’amministrazione regionale non eroga l’impegnativa di residenzialità a tutti gli aventi diritto. In polesine il 23,8% (vedi precedente post) degli anziani non gode di questo beneficio di legge nonostante l’elevato grado di non autosufficienza.

Situazione denunciata da mesi da Uripa ma nessuna risposta concreta da parte dell’assessora regionale ai servizi sociali Paola Roma, soltanto una nuvola di aria fritta che rinvia a «tavoli tecnici provinciali», «ascolto del territorio» (come non conoscesse benissimo la situazione), a riunioni su riunioni. Impegni economici nessuno, in sede di bilancio si vedrà.

06 settembre 2026

Dopo Trecenta, Adria. Lo smantellamento degli ospedali periferici


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

La Regione Veneto, con il Piano Socio Sanitario scaduto il 31/12/2023, attua una programmazione "di fatto" fuori da ogni controllo democratico da parte del Consiglio regionale.

La mancanza di un aggiornamento del Pssr consente all’amministrazione regionale di mantenere formalmente in piedi il vecchio piano (clicca qui per verificare) e, soprattutto, di evitare un consuntivo di quanto attuato nel quinquennio 2019-2023.

Emergerebbe allora che a Trecenta invece di 132 posti letto ne sono attivi soltanto 74. Buona amministrazione addio, per la prima volta la programmazione non viene attuata. Ecco allora che non conviene far sapere ai consiglieri regionali quello che, con ogni probabilità, sta accadendo in molti altri ospedali del Veneto. Si taglia, si riorganizza, si accompagna verso il declino gli ospedali periferici.


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

Per quanto riguarda Adria – e purtroppo non è accaduto per Trecenta per la prima volta si registra una comunità di intenti oltre che tra i tradizionali sindacati della funzione pubblica (Cgil, Cisl e Uil) anche con quelli che rappresentano i medici: Aaroi-Emac, Anaao Assomed, Fassid, Fials, Fvm, Cisl Medici e le rappresentanze mediche di Cgil e Uil (vedi l’articolo del Gazzettino qui sotto)

Vogliono sapere le reali intenzioni della Giunta regionale che l’Ulss 5 dovrà attuare sull’ospedale di Adria. Vogliono sapere «se, pezzo dopo pezzo, si stia preparando a fare i conti semplicemente con meno servizi».


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

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Aggiornamento (cliccare sul titolo per visualizzare il contenuto)

Sanità nel Basso Polesine, sindacati in allarme: «Serve chiarezza sul futuro di Adria e Porto Viro», Rovigo.News

01 settembre 2026

Punto Nascite di Adria. "Accompagnamento" verso Rovigo e Chioggia

In provincia di Rovigo si potrà nascere solo nel capoluogo. Un solo punto nascite per 100 Km di territorio.

Di Vonvikken - Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15128505

Il titolo della deliberazione è il più anonimo possibile ma la sostanza è che il punto nascite di Adria viene dato per perso. Fumo negli occhi l'assunzione delle giovani ostetriche che avrebbero dovuto tenerlo aperto per l'estate. Ora c'è un piano ben delineato e particolareggiato per indirizzare le partorienti del basso polesine a Rovigo e Chioggia.

Lo si può scaricare, entro il 15 settembre, a questo indirizzo:

https://www.aulss5.veneto.it/albo-online

cliccando su Deliberazioni del Direttore Generale e, finalmente, visualizzando la deliberazione del direttore generale n. 1002 dal titolo "DGRV 453 del 28/05/2026 - Atti conseguenti".

Ancora una volta, l'ennesima, scena muta della Conferenza dei sindaci dell'Ulss, lasciati soli i dieci comuni del basso polesine che pure avevano provato a organizzarsi.

Il punto nascite dell'ospedale di Trecenta è stato chiuso nel 2016.

Per approfondire, vedi su questo blog i precedenti articoli (clicca sul titolo per visualizzarli)

I Sindaci di Adria e Trecenta oggi a Venezia da Stefani e Gerosa

Adria, Punto nascita a rischio

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Aggiornamento del 2 settembre 2026

Punto nascite di Adria verso la riconversione, il PD incalza: «Quando verrà Filippi in Consiglio comunale?». Rovigo.News

24 agosto 2026

Case di Riposo di Badia e Lendinara, da fusione a “collaborazione”

 

Il Gazzettino Rovigo 22 Agosto 2026

Lo scorso 21 agosto è avvenuto l’incontro delle delegazioni delle due case di riposo e dei relativi sindaci, a Venezia, con l’assessora regionale ai servizi sociali Paola Roma.

Quello che si prospettava come un progetto di fusione tra le Rsa pubbliche (Ipab) viene derubricato a sperimentazione di forme di collaborazione nella gestione di vari servizi. Tra questi il servizio di ristorazione, il supporto all’assistenza domiciliare e la condivisione di strumenti di gestione e amministrazione (software? personale amministrativo?), «con lo scopo di ottimizzare la gestione e sfruttare le economie di scala», secondo l’assessora.

«Il percorso comune tra le due Ipab sarà coadiuvato e supportato da una cabina di regia regionale – ha dichiarato ancora Paola Roma – (e) questo modello potrà essere replicato nei territori di tutti gli Ats per rafforzare il ruolo delle Ipab, anche nelle more della riforma». Riforma, quella delle Ipab, annunciata con un disegno di legge regionale undici anni fa dall’allora presidente della giunta regionale Luca Zaia (clicca qui per approfondire).

Forse un sospiro di sollievo per il Cda della Casa albergo per anziani di Lendinara che aveva manifestato maggiori perplessità alla vigilia della riunione a Venezia, quando si pensava a una proposta di fusione tra le due case di riposo. Forse un incontro deludente per il presidente della Casa del sorriso di Badia che dalla fusione immaginava “risparmi consistenti” (clicca qui per leggere Il Gazzettino del 15 agosto 2026).

Intanto in Veneto 11.000 anziani sono in lista di attesa per un posto letto in casa di riposo e mancano 100 milioni al fondo regionale per la non autosufficienza (vedi articolo su quotidianosanità.it).

In polesine, secondo uno studio della Uil-Funzione pubblica, il 23,8% degli anziani ospitati nelle Rsa, pur avendone diritto, non ottiene dall’amministrazione regionale le impegnative di residenzialità (contributi sulla quota sanitaria) che dimezzerebbero il costo della retta mensile (clicca qui per approfondire).

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Aggiornamenti: 

21 agosto 2026

Ovociti congelati, c'è richiesta ma alla PMA di Trecenta non si può fare

L’Ulss 5: «Riceviamo parecchie domande»
Ma ci si può affidare solo alle cliniche private

In Italia, nel 2025, sono nati meno di 355.000 bambini. Mai così pochi.

Il Gazzettino, 20 Agosto 2026

Il Gazzettino, 20 Agosto 2026


20 agosto 2026

Progetto di fusione delle Case di riposo di Lendinara e Badia. Domani a Venezia le delegazioni dei due Comuni

Contrari “per ora” i Consigli di amministrazione delle due strutture

 Il Gazzettino, 15 agosto 2026


(Dal Gazzettino del 15 agosto 2026)

«La Regione proporrà una possibile fusione tra le case di riposo di Lendinara e Badia Polesine, un’ipotesi che per ora trova i due presidenti molto cauti e fondamentalmente contrari, a meno che non vi siano grossi vantaggi in termini economici.
...
Sono stati invitati a parlare i presidenti dei Consigli di amministrazione e i direttori delle strutture, rispettivamente Tosca Sambinello e Vittorio Boschetti per la Casa albergo di Lendinara, Tommaso Zerbinati ed Enrica Avanzi per Casa del sorriso di Badia, insieme ai due sindaci Francesca Zeggio e Giovanni Rossi.»

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Le due case di riposo sono pubbliche (Ipab, Istituti pubblici di assistenza e beneficenza) e già undici anni fa c’è stato il tentativo, poi naufragato, di trasformare la Casa del sorriso di Badia Polesine in una fondazione di diritto privato.

Si pensa a qualcosa di analogo anche per questa eventuale fusione? È la preoccupazione della Uil Funzione pubblica (si veda qui sotto l’articolo del Gazzettino del 17 agosto 2026).

Insolito questo "invito" a Venezia. Che cosa si sta preparando in Regione per le case di riposo?

Domani ne sapremo di più, i sindaci dei due Comuni e i consigli di amministrazione delle due case di riposo ci potranno dire il reale contenuto delle proposte che verranno avanzate dall’assessora regionale ai servizi sociali Paola Roma.

Il Gazzettino, 17 agosto 2026


15 agosto 2026

Detrazioni nel 730. Spese per cure sanitarie sempre al top

Le spese sanitarie pesano per il 72% del totale e sono in crescita del 5,5%

Il Sole 24 ore, 15 agosto 2026

fonte: Il Sole 24 ore, 15 agosto 2026.

«Secondo i primi risultati della Consulta nazionale Caf, che analizzato un panel di quasi 600mila soggetti che hanno già presentato la dichiarazione 2026, nel pacchetto di oneri considerati, restano preponderanti le spese sanitarie che “pesano” per il 72% sul totale e registrano una crescita del 5,5% sull’anno precedente».

Il Sole 24 ore, 15 agosto 2026

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Questo super-sondaggio sulle dichiarazioni dei redditi (600mila, normalmente i sondaggi si fermano a mille rilevazioni) conferma l’aumento delle spese sanitarie degli italiani.

Le liste d’attesa spingono verso la sanità privata o alle prestazioni in libera professione (intramoenia), a totale carico del contribuente. E così, rispetto alle dichiarazioni dei redditi dello scorso anno, dai 730 presentati quest’anno emerge che abbiamo speso il 5,5% in più.

Il Sole 24 ore, 15 agosto 2026