L’intervento a Trecenta, la medicazione a Rovigo, la riabilitazione
a Trecenta.
Un disagio da
risolvere rapidamente
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| L'ospedale "San Luca" di Trecenta |
La chirurgia dell’ospedale di Trecenta lavora moltissimo,
l’ortopedia in particolare: medici, infermieri e operatori socio
sanitari si prodigano per rispondere alle esigenze della popolazione
che, in particolare dall’altopolesine, si rivolge al “San Luca”.
Insomma “produce
molto”, come direbbe un direttore generale di Azienda Ulss o il
direttore tecnico di un’azienda metalmeccanica.
E allora perché non
completare il “ciclo produttivo”?
Accade, infatti, che
a fronte dei molti interventi ortopedici i pazienti debbano poi
recarsi all’ospedale di Rovigo per togliere i punti di sutura e per
le medicazioni e i controlli normalmente necessari dopo l’operazione.
Con un piccolo
sforzo, con qualche “risorsa umana” in più, si potrebbero
eseguire al “San Luca” anche queste attività di routine, senza
trasferimenti a Rovigo. Tanto più che presso l’ospedale di
Trecenta è presente anche il reparto di riabilitazione fisica che
spesso è chiamato a completare il percorso di cura.
Manca solo un
tassello per rendere autonomo l’ospedale dell’altopolesine nella
gestione degli interventi ortopedici. Uno sforzo che l’Ulss 5
dovrebbe fare dedicando, tutto sommato, una modesta quantità di
risorse, col vantaggio di risparmiare agli assistiti onerosi e
disagiati trasferimenti a Rovigo.
Gli altopolesani
sono, da anni, costretti a percorrere tutta la provincia, spesso fino
a Porto Viro, per esami e visite. Aggiungere altri trasferimenti per
normalissime medicazioni e controlli postoperatori è un’ulteriore
vessazione che dovrebbe essere rapidamente risolta.
30 gennaio 2026
Il Comitato
altopolesano dei cittadini per il San Luca