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05 ottobre 2026

La fuga dei medici dagli ospedali pubblici, è boom di dimissioni

Fonte RaiNews

Nel 2025 aumentate del 150%. Superati i pensionamenti. Il sindacato Anaao Assomed: "Turni massacranti e stipendi bassi". Criticità in 4 regioni


Nel 2025 le dimissioni volontarie dei medici italiani che lavorano in ospedale sono state 3.767 e hanno superato per la prima volta i pensionamenti (2.876). In un solo anno sono schizzate del 150% rispetto alle 1.503 del 2024, toccando quota 3,5% del totale dei medici della sanità pubblica, una soglia che non era stata registrata neppure in pandemia.

Il fenomeno riguarda gran parte del Paese: in 12 regioni su 20 nel 2025 le dimissioni hanno superato i pensionamenti.

A lanciare l'allarme è il sindacato Anaao Assomed, che punta il dito contro "turni massacranti e stipendi bassi" che fanno fuggire dal Servizio sanitario nazionale professionisti in carriera, con un'età media intorno ai 48 anni, che spesso lasciano per andare all'estero o in strutture sanitarie private.

Il dato emerge dall’analisi decennale del Centro studi Anaao Assomed sulla demografia del personale medico del Servizio sanitario nazionale, realizzata sulla base dei dati Onaosi, Conto annuale dello Stato e Mef.

... Per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato nel 2025, 43 hanno rassegnato le dimissioni e 77 sono complessivamente usciti dal sistema pubblico, considerando pensionamenti e altre cause di cessazione.

“Non si tratta di una fisiologica mobilità professionale, ma di un vero e proprio esodo guidato da turni massacranti, stipendi non allineati all’Europa, condizioni di lavoro al limite del burnout, carichi burocratici insostenibili e aggressioni nei reparti”, commenta Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed.

In Trentino Alto Adige, ad esempio, le dimissioni volontarie dei medici ospedalieri sono quasi triplicate in dieci anni. In Piemonte da 105 del 2015 sono passate a 245 nel 2025. In Puglia, nel 2025 sono state 308 e il dato è superiore di cinque volte rispetto a quello del 2024, che si era fermato a 56 e pari al doppio dei pensionamenti. In Campania, nel 2025, a fronte di 728 assunzioni a tempo indeterminato, 246 medici hanno scelto di lasciare il reparto. In Veneto la “fuga” dagli ospedali pubblici ha riguardato 214 professionisti nel 2025, a fronte dei 115 nel 2015.

Nelle Marche gli abbandoni volontari nel 2015 erano 33 mentre nel 2025 sono state 139, anche in questo caso quasi il doppio dei pensionamenti.

... "A fronte di un ricambio generazionale avviato con successo -spiega Di Silverio - oggi si rischia di vanificare tutto. Nel 2025, per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato, 43 si sono dimessi e 77 sono usciti dal sistema pubblico, tra pensionamenti e altre cause".

Perciò "per fermare la frana", l'Anaao propone un piano straordinario in 10 punti, dal superamento del tetto di spesa per il personale a retribuzioni più alte e incentivi per le sedi disagiate.

Leggi l'articolo completo.

Su questo argomento vedi anche il servizio della Tgr Veneto "Verona, sanitari in fuga dalle strutture pubbliche". Le condizioni di lavoro dei dipendenti dell’Azienda ospedaliera universitaria sono sempre più difficili. Quasi il 90 per cento dei 4000 infermieri e medici negli ultimi 12 mesi ha pensato di andarsene. (Clicca qui per vedere il servizio).

26 settembre 2026

Trecenta e Rovigo. «Un medico in pensione e visite rinviate», dal Gazzettino del 25 settembre 2026

Segnalazione del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca. L'Ulss rassicura: «Stiamo provvedendo».

Il Gazzettino di Rovigo, 25 settembre 2026


La parola magica questa volta è “rimodulazione”, in pratica i controlli ritenuti meno pressanti vengono rinviati per fare spazio alle visite valutate come più urgenti.

Interpellata dal Gazzettino (vedi articolo sotto) l’Ulss esclude di voler “risparmiare” lo stipendio e di aver «tempestivamente avviato le procedure per l’inserimento di nuovo personale medico… Le procedure sono attualmente in corso – assicurano - e prevedono l’ingresso a breve di nuove professionalità».

Resta da capire perché non si sia provveduto per tempo, quando si è avuta conoscenza del pensionamento.

In un recente passato ematologi dell’ospedale di Castelfranco Veneto venivano a Rovigo proprio per dare una mano nelle visite. Questa collaborazione con l’Ulss trevigiana è stata interrotta? E per volontà di chi?


Il Gazzettino di Rovigo, 25 settembre 2026


22 settembre 2026

Ulss 5 Polesana, il problema delle visite di controllo

Visite ematologiche e oncoematologiche, a Trecenta e Rovigo, annullate dall’Ulss. Pazienti in attesa.



  • Appuntamento al San Luca di Trecenta per una visita ematologica di controllo per lo scorso mese di luglio. Poco prima la paziente riceve dall’Ulss una telefonata con cui la si informa che la visita viene annullata e che sarà ricontattata per un nuovo appuntamento. Dopo una decina di giorni l’interessata si reca in ospedale per avere notizie: a quanto pare il disservizio è causato dal pensionamento di una ematologa che non è stata rimpiazzata.

  • Visita oncoematologica di controllo, programmata per fine agosto a Rovigo, sospesa con una telefonata all’inizio del mese “per problemi organizzativi”. Il paziente dovrà attendere una telefonata o un messaggio per un nuovo appuntamento. A metà settembre, considerata la mancanza di comunicazioni da parte dell’Ulss 5, dopo vari tentativi, la moglie riesce a parlare con il reparto e viene informata che il marito è in lista d’attesa e che sarà richiamato, ma non a breve.

Ora va detto che un medico non va in pensione dall’oggi al domani, che la data di pensionamento è prevedibile e che le dimissioni vanno comunicate con un congruo anticipo.

E allora come può accadere che l’Ulss non abbia sostituito per tempo l’ematologa cessata dal servizio? E sta cercando di farlo o pensa di “risparmiare” uno stipendio?

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Aggiornamento

16 settembre 2026

Il nuovo Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa (PNGLA 2026-2028)

MINISTERO DELLA SALUTE.

DECRETO 26 giugno 2026. Adozione del Piano nazionale di Governo delle liste d'attesa (PNGLA) 2026-2028 e relativi allegati.

MINISTERO DELLA SALUTE

DECRETO 26 giugno 2026 Adozione del Piano nazionale di Governo delle liste d'attesa (PNGLA) 2026-2028 e relativi allegati.

(26A04113) (GU Serie Generale n.195 del 24-08-2026 - Suppl. Ordinario n. 32)

Link alla GU:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/08/24/26A04113/sg

Scarica direttamente:

Scarica il testo in Gazzetta Ufficiale (pdf, 7,2 MB circa)

14 settembre 2026

Il calvario delle liste d'attesa. Rovigo 16 settembre 2026

 

A cura del Comitato dei cittadini di Rovigo per il Diritto alla Salute nella Sanità Pubblica.

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Aggiornamento.

Il Gazzettino, 19 settembre 2026


09 settembre 2026

La verità, quella che manca

Due le notizie che mi hanno colpito ieri. Una riguarda le liste d’attesa, l’altra le case di riposo (Rsa).



La prima. Il gruppo di Avs ha portato in consiglio regionale una mozione sulle liste d’attesa. Si chiede che vengano monitorate le tutte le visite ed esami, non soltanto, come invece avviene, una settantina di prime visite / primi accessi, ma tutte le prestazioni, quindi le rivalutazioni, i tempi per gli interventi chirurgici non urgenti e i controlli che, attualmente, vengono completamente ignorati, zero assoluto.

La mozione viene illustrata e motivata dai proponenti, Carlo Cunegato e Elena Ostanel, e si apre il dibattito.

Ebbene, nessun consigliere di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, i partiti che governano da sempre in regione, è intervenuto. Al termine, tutti i consiglieri di maggioranza, anche quelli eletti in polesine, obbedienti a un invisibile burattinaio, hanno votato contro. Senza una motivazione, senza un’argomentazione.

Risultato: continueremo a non sapere perché dobbiamo attendere tanto per una visita o per un esame di controllo o per una delle prime visite / primi accessi che non rientrano nelle poche decine monitorate. La verità è quella che ci manca.

Per approfondire clicca qui.

La seconda. L’aumento dei costi di gestione della case di riposo (Rsa) porterà a ulteriori consistenti incrementi delle rette a carico degli ospiti. Fino a 5 euro al giorno (1.800 l’anno).



Uripa, l’associazione che raggruppa le case di riposo pubbliche (Ipab) e private accreditate del Veneto, stima in 100 milioni il fabbisogno annuale (clicca qui per il servizio di ieri della Tgr).

L’amministrazione regionale non eroga l’impegnativa di residenzialità a tutti gli aventi diritto. In polesine il 23,8% (vedi precedente post) degli anziani non gode di questo beneficio di legge nonostante l’elevato grado di non autosufficienza.

Situazione denunciata da mesi da Uripa ma nessuna risposta concreta da parte dell’assessora regionale ai servizi sociali Paola Roma, soltanto una nuvola di aria fritta che rinvia a «tavoli tecnici provinciali», «ascolto del territorio» (come non conoscesse benissimo la situazione), a riunioni su riunioni. Impegni economici nessuno, in sede di bilancio si vedrà.

06 settembre 2026

Dopo Trecenta, Adria. Lo smantellamento degli ospedali periferici


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

La Regione Veneto, con il Piano Socio Sanitario scaduto il 31/12/2023, attua una programmazione "di fatto" fuori da ogni controllo democratico da parte del Consiglio regionale.

La mancanza di un aggiornamento del Pssr consente all’amministrazione regionale di mantenere formalmente in piedi il vecchio piano (clicca qui per verificare) e, soprattutto, di evitare un consuntivo di quanto attuato nel quinquennio 2019-2023.

Emergerebbe allora che a Trecenta invece di 132 posti letto ne sono attivi soltanto 74. Buona amministrazione addio, per la prima volta la programmazione non viene attuata. Ecco allora che non conviene far sapere ai consiglieri regionali quello che, con ogni probabilità, sta accadendo in molti altri ospedali del Veneto. Si taglia, si riorganizza, si accompagna verso il declino gli ospedali periferici.


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

Per quanto riguarda Adria – e purtroppo non è accaduto per Trecenta – per la prima volta si registra una comunità di intenti oltre che tra i tradizionali sindacati della funzione pubblica (Cgil, Cisl e Uil) anche con quelli che rappresentano i medici: Aaroi-Emac, Anaao Assomed, Fassid, Fials, Fvm, Cisl Medici e le rappresentanze mediche di Cgil e Uil (vedi l’articolo del Gazzettino qui sotto)

Vogliono sapere le reali intenzioni della Giunta regionale che l’Ulss 5 dovrà attuare sull’ospedale di Adria. Vogliono sapere «se, pezzo dopo pezzo, si stia preparando a fare i conti semplicemente con meno servizi».


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

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Aggiornamento (cliccare sul titolo per visualizzare il contenuto)

Sanità nel Basso Polesine, sindacati in allarme: «Serve chiarezza sul futuro di Adria e Porto Viro», Rovigo.News