17.3.26

Ulss 5 e liste d’attesa, appuntamenti nel 2027 per oculistica e cardiologia



Dallo Sportello per il Diritto alle Cure del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca, registriamo un netto peggioramento sulle liste d’attesa.

Alcuni casi limite:

  • Oculistica. Controllo da eseguire entro 60 giorni. Appuntamento ad agosto 2027.

  • Cardiologia. Visita di controllo a sei mesi dopo un evento trattato in Pronto Soccorso. Appuntamento a ottobre 2027 perché l’Ulss non riesce a farlo precedere da un esame di controllo indispensabile per il cardiologo.

Durante il 2025, allo Sportello di Trecenta, abbiamo assistito gli altopolesani con 105 ricorsi contro i tempi eccessivi degli appuntamenti. Speravamo che le cose potessero migliorare.

Non è stato così, anzi la situazione appare persino peggiorata.

Si registrano sempre più frequentemente tempi biblici nell’erogazione delle prestazioni e sta tornando una certa tendenza alla mancata presa in carico. Ciò significa che l’utente si presenta allo sportello del Cup (o telefona) e, oltre a non venire inserito in lista d’attesa, non viene nemmeno registrato. «Non abbiamo agende… non abbiamo date» è la risposta che si riceve.

Ma questo è vietato dalla legge 23 dicembre 2005, n. 266 (finanziaria 2006) che all’articolo 1, comma 282 recita: «Alle aziende sanitarie ed ospedaliere è vietato sospendere le attività di prenotazione delle prestazioni». Divieto confermato dalla stessa Regione Veneto con la legge n. 30 del 30 dicembre 2016 che all’articolo 38, comma 4, lettera l) afferma: «non è ammessa la chiusura delle agende di prenotazione».

Belle parole che rimangono lettera morta.

Chi controlla l’applicazione di queste norme?

CHI PUÒ FACCIA QUALCOSA

Segnalate le vostre esperienze alla casella di posta elettronica del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca all’indirizzo:

comitato.ospedaletrecenta@gmail.com

Vedi anche il precedente post “Ulss 5, Cup senza date. Impossibile prenotare 8 volte su 10




14.3.26

Ulss 5, Cup senza date. Impossibile prenotare 8 volte su 10

Continui inserimenti in lista d’attesa o mancate prese in carico. E chi riesce ad avere l’appuntamento può trovarsi catapultato nel 2027 (duemilaventisette)



Allo Sportello per il Diritto alle Cure di Trecenta – dove il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca assiste le persone contro le liste d’attesa – avevamo notato un peggioramento della situazione, ma quello che sta accadendo ora supera ogni più pessimistica previsione.

C’è chi al Cup, dopo l’ennesima mancata presa in carico, con il solito «non abbiamo agende disponibili… non abbiamo date», si è sentito dire da uno sconfortato operatore: «riusciamo a soddisfare una o due persone ogni dieci».

Tutti gli altri rimangono, quando va bene, con un appuntamento in bianco, in attesa, spesso vana, di essere ricontattati. E c’è chi, addirittura, non viene preso in carico: la persona non esiste! E senza alcun documento in mano, non è nemmeno in grado di dimostrare di aver richiesto in tempo utile la prestazione, rischiando così di perdere il diritto alla cura.

Una situazione insostenibile che può causare gravi danni alla salute degli interessati.


CHI PUÒ FACCIA QUALCOSA

Tra le tante foto che mostrano il nuovo direttore generale felicemente in visita presso i vari servizi sanitari dell’Ulss non ne abbiamo vista una che lo ritragga davanti a uno dei Cup della provincia. Sarà un caso?

Segnalate le vostre esperienze alla casella di posta elettronica del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca all’indirizzo:
comitato.ospedaletrecenta@gmail.com




4.3.26

L'ospedale “difficile”. Il nuovo Dg visita il «San Luca»

Il neo direttore generale dell’Ulss 5 ha incontrato medici e operatori.
Struttura segnata da ridimensionamenti chiusure e polemiche negli ultimi anni.
Il “dossier Trecenta” sarà tra i primi sul tavolo della nuova direzione?

Il Gazzettino, mercoledì 4 marzo 2026

Il Gazzettino, 4 marzo 2026

Per leggere gli ultimi aggiornamenti sull'ospedale segnalo i post (cliccare sul titolo per visualizzarli):

“San Luca”, ridotti da 40 a 30 i posti letto del reparto di Medicina

San Luca: pazienti inviati a Rovigo per le medicazioni e i controlli successivi agli interventi ortopedici



Le prime dichiarazioni del nuovo direttore generale dell’Ulss 5 Polesana

Rassegna stampa sulle prime dichiarazioni di Mauro Filippi, nuovo direttore generale dell'Ulss 5.

Il Gazzettino, 1 marzo 2026

Il Gazzettino, 1 marzo 2026

La Voce, 1 marzo 2026


I nuovi direttori delle Ulss. Il rito delle nomine

Si è concluso il rito delle nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss, delle Aziende ospedaliere universitarie di Padova e Verona, dell’Istituto Oncologico Veneto (Iov) e di Azienda Zero.

Come sempre ci sono grandi aspettative. Nonostante tutto si spera per il meglio, anche se l’esperienza suggerisce una grande cautela.

Il Gazzettino 1 marzo 2026

Cinque Dg vengono confermati ma cambiano sede. Un rimescolamento nel collaudato “modello veneto”, sempre più ispirato a quello lombardo con un progressivo e strisciante spostamento di risorse dalla sanità pubblica a quella convenzionata e al privato puro (per chi può permetterselo).

E allora proviamo a vedere se cambiano gli indirizzi della politica sanitaria regionale dopo il quindicennio di Zaia.

Per prima cosa occorre scremare dalle dichiarazioni pubbliche l’abbondante dose di propaganda alla quale ci hanno abituati.

Alberto Stefani, presidente della giunta regionale al posto dell’ineleggibile Luca Zaia, propone però una serie di ovvietà: vicinanza ai territori, spirito di servizio, capacità di lavorare in squadra, immediata operatività. E ci mancherebbe!


La Voce, 1 marzo 2026

Pone poi l’accento sulla medicina territoriale, e qui torna alla mente quell’idea di «ospedale liquido» annunciata dall’assessore alla sanità Gerosa. Ma c’è anche una constatazione da fare: tutte le volte che l’amministrazione regionale ha parlato di medicina territoriale per gli ospedali polesani – e per il “San Luca” in particolare -, sono stati dolori. Taglio di posti letto, ambulatori invece di reparti, ospedali di comunità al posto della lungodegenza, come è accaduto a Trecenta.


Il Mattino di Padova, 1 marzo 2026

Stefani parla anche della necessità di proseguire con «l’implementazione del fascicolo sanitario elettronico, rendendo interoperabili i dati e favorendo il dialogo tra le Ulss». Peccato che nell’Ulss 9 (Verona) non sia mai stato realizzato il Cup unico provinciale ma ne esistano ben sei: 3 per Ulss9 , 1 per Azienda Ospedaliera, 1 per Clinica Pederzoli privata convenzionata, 1 per Ospedale Sacro Cuore di Negrar.

E il Cup unico regionale, previsto dalla normativa nazionale, rimane un lontano obiettivo.

Infine, il presidente della giunta regionale parla anche delle Case della Comunità ma non dice nulla circa la carenza di personale e intanto si avvicina la scadenza del 30 giugno.

24.2.26

“San Luca”, ridotti da 40 a 30 i posti letto del reparto di Medicina

L’Ulss 5 Polesana comunica la nomina del nuovo Direttore del reparto di Medicina.
Ufficializzato il taglio di dieci posti letto.


Il Gazzettino 18 febbraio 2026, pag X

È stato nominato il nuovo direttore del reparto di Medicina generale di Trecenta. Bene, buon lavoro a lui e ai suoi collaboratori.

Tuttavia a chi segue le vicende dell’ospedale “San Luca” non è però sfuggito un dettaglio assai rilevante e preoccupante. Nel comunicato stampa dell’Ulss si afferma che il reparto dispone di 30 posti letto attivi (erano 40). E questo significa che l’ospedale ha perso altri dieci posti letto.

Durante l’estate era consuetudine dell’Ulss far “pesare” sull’ospedale di Trecenta la turnazione per ferie del personale dipendente dimezzando i posti letto attivi di medicina, perdendo sostanzialmente un’ala del reparto. A Fine estate venivano poi ripristinati. Nel 2025 non è accaduto.

Nel post del 16/10/2025 “È confermato: al San Luca non sono stati ripristinatii posti letto di Medicina dopo le ferie estive” riportavamo le dichiarazioni del Nursind, il sindacato degli infermieri, secondo il quale i posti letto non erano stati riattivati a Medicina dopo le ferie.

Ora è la stessa Ulss a confermarlo.

Il “San Luca” dispone ormai di soli 70 posti letto in totale: 30 a Medicina, 16 nel reparto di riabilitazione fisica, 4 in terapia intensiva e 20 in chirurgia (che però funziona soltanto dal lunedì al venerdì, sabato e domenica chiude!).

Di questo passo dove andremo a finire?

Il Piano Socio Sanitario Regionale (Pssr) è scaduto da tempo, che cosa ci sarà per l’ospedale di Trecenta nel nuovo?

Altopolesani protestiamo! Facciamoci sentire, informiamo i sindaci dei nostri Comuni, i candidati per i quali abbiamo votato, i politici che conosciamo. Nessuno di loro si può chiamare fuori dalla responsabilità di assicurare anche in altopolesine un’assistenza sanitaria decente.

21.2.26

Ulss 5, bilancio di fine mandato ma senza accenni ai problemi

La replica di Guglielmo Brusco

Il Dg dell’Ulss 5 al termine del proprio mandato, salvo rinnovo, fa il bilancio di questi tre anni ma evita accuratamente di citare i problemi della sanità polesana.

Nel comunicato stampa, infatti, non c’è nessun cenno all’inchiesta della Procura sugli appalti dell’Ulss o sulla definitiva trasformazione del Pronto Soccorso di Trecenta in Punto di Primo Intervento. E nulla da dire sulla perdita di tre primari e di due dirigenti medici che hanno scelto di lavorare per altre Ulss.

Vanta il prossimo avvio delle Case della Comunità ma intanto taglia prestazioni nei Punti Sanità di Badia Polesine e Castelmassa (si veda il precedente post «L’Ulss 5 ordina lo stop alle infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio») vale a dire in quelle sedi dove invece i servizi dovrebbero essere potenziati per concretizzare le finalità delle stesse Case della Comunità. Dichiara un aumento record dell’attività chirurgica al San Luca (dal lunedì al venerdì, sabato e domenica il reparto viene chiuso) ma i pazienti ortopedici che si operano a Trecenta devono poi andare all’ospedale di Rovigo per togliere i punti, le medicazioni e le visite di controllo (vedi il post «SanLuca: pazienti inviati a Rovigo per le medicazioni e i controllisuccessivi agli interventi ortopedici»). Nessun cenno alle liste d’attesa mentre lo Sportello per il Diritto alle Cure organizzato dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca ha assistito, nel primo anno di attività, decine di persone presentando 105 ricorsi contro i tempi di risposta eccessivi o le mancate prese in carico.

Definisce la sanità polesana «in buona salute, inserita in un contesto regionale tra i migliori a livello nazionale» ma tutti abbiamo la netta e concreta sensazione dell’esatto contrario.

Si veda l’articolo del Gazzettino qui sotto.


Il Gazzettino, 16 febbraio 2026

Di tutt’altro avviso Guglielmo Brusco, assiduo lettore dei documenti prodotti dalla stessa Ulss 5, che partendo proprio dai dati pubblicati dall’Ulss mette in evidenza le criticità della sanità nella nostra provincia. Dalla speranza di vita più bassa del Veneto alla contestazione degli interventi chirurgici a Trecenta, poco più di mille e in calo rispetto al 2024.

Ma è nel confronto con il privato convenzionato che le statistiche concretizzano le difficoltà delle strutture pubbliche: a Santa Maria Maddalena e a Porto Viro si opera di più che a Trecenta; mentre a Trecenta e Adria diminuiscono i ricoveri (2.000 a Trecenta, 4.000 ad Adria) nelle cliniche private si arriva a 8.000. Calano le prestazioni ambulatoriali e specialistiche: da 1.008.651 del 2024 a 877.471 del 2025, e ne sanno qualcosa i polesani in lista d’attesa. Infine c’è un buco di oltre 200 dipendenti sul Fabbisogno del Personale per il 2026.

Tutti i dettagli nell’articolo sotto riportato.


Il Gazzettino, 17 febbraio 2027

11.2.26

Farmaci gastroprotettori, paga il paziente. I medici di base: «Batosta per i cittadini»

Ma in Polesine è già così, da anni. Com’è stato possibile?


Corriere delle Alpi, 5 febbraio 2026

I farmaci gastroprotettori - i vari Esomeprazolo, Lansoprazolo, Omeprazolo, Pantoprazolo e Rabeprazolo – potranno essere prescritti a carico del servizio sanitario per un massimo di 4-8 settimane. Solo in casi molto circoscritti il trattamento potrà essere prolungato, in tutti gli altri casi – e sono la stragrande maggioranza – il farmaco sarà a totale carico del paziente.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha recentemente approvato la nota “N01” con contestuale abrogazione delle precedenti Note 1 e 48. L’effetto sarà una drastica riduzione della prescrivibilità di questi farmaci e molti cittadini dovranno pagarli per intero.

Nel bellunese i medici di famiglia protestano, vedi l’articolo sopra riportato.

Qui in Polesine però si sono anticipati i tempi. Da anni gli interessati se lo devono comprare a prezzo pieno: ma come è stato possibile?

Se le restrizioni sono state appena introdotte, sulla base di quale norma, legge o qualsivoglia provvedimento, l’Ulss 5 costringe, da anni, i polesani ad acquistare il farmaco di cui necessitano per lunghi periodi, se non a vita, a pagare per intero?