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30 giugno 2026

L'Italia delle Case di comunità: dove sono pronte, dove no (e chi ci troveremo dentro)

fonte Avvenire, 30 giugno 2026

La Casa della Comunità di Badia Polesine un paio di settimane fa

Oggi la scadenza fissata dal Pnrr per queste strutture: delle 1.350 previste inizialmente ne sono aperte 781. Al Nord percentuali di completamento molto superiori. Bene la Sardegna. C'è l'accordo coi medici, ma mancano all'appello migliaia di specialisti e di infermieri

Leggi l'articolo completo

29 giugno 2026

Scuola e sanità, rischi di «privatizzazione sostanziale»


Il Sole 24 ore, 25 giugno 2026


Il Sole 24 ore, 25 giugno 2026

… gli stipendi bassi rendono meno appetibile il posto di lavoro e gli investimenti insufficienti abbassano la qualità dei servizi, con la conseguenza che dipendenti e utenti si spostano verso il privato: quando possono.

La Corte dei conti vede in azione queste due dinamiche gemelle in due settori cruciali delle politiche pubbliche, la scuola e la sanità.

L’evoluzione corre sotterranea, senza un disegno politico esplicito: ma appare strutturale, e solidamente fondata sui numeri del bilancio pubblico.

«polarizzazione delle risorse in un numero ristretto di missioni», concentrato su difesa e ordine pubblico, grandi infrastrutture di trasporto, giustizia e beni culturali; e in questo «quadro di sviluppo non pienamente equilibrato», altri settori di intervento «risultano penalizzati o caratterizzati da dinamiche recessive».

Tra questi ci sono appunto scuola e sanità, in cui è il Procuratore generale Pio Silvestri a leggere i segni di una parallela «privatizzazione sostanziale».

«Gli impegni tesi al rilancio della sanità pubblica devono fare ancora i conti con la crisi del personale che continua a rappresentare uno dei principali problemi del servizio sanitario nazionale, e che si riverbera sulla qualità e sull’efficienza del sistema », spiega senza mezzi termini Silvestri sottolineando la «carenza di personale medico e infermieristico» che azzoppa i progetti di rafforzamento della sanità di prossimità, come mostra il tramonto del progetto organico sulle case di comunità, e di taglio delle liste d’attesa, su cui gli ambiziosi obiettivi fissati dal Governo continuano a perdersi nella vischiosità della spesa effettiva delle Regioni oscurata anche da una rendicontazione spesso caotica.

«Bisogna investire sul capitale umano altrimenti inevitabilmente attratto dalla medicina privata, non bisogna più indugiare o lesinare risorse per il tangibile miglioramento del trattamento economico, della formazione e dell’aggiornamento e dei livelli assunzionali», sostiene Silvestri rimarcando un’urgenza che però fatica a farsi strada nel dibattito politico.


Stipendi bassi e investimenti insufficienti allontanano dipendenti e utenti.


19 giugno 2026

Ulss 5, un primario incassa fino a 580.000 euro l’anno in libera professione

Oltre quattro volte il pur ragguardevole stipendio

Il sito web dell'Ulss 5 Polesana

Nell’Ulss 5 Polesana c’è un primario che oltre allo stipendio di 130.000 euro l’anno, ne guadagna altri 580.000 in libera professione. Vale a dire per visite e interventi chirurgici (si anche interventi chirurgici) effettuati privatamente dal medico all’interno dell’ospedale pubblico, utilizzandone ambulatori, sale operatorie, attrezzature e personale di supporto.

Non ho abbastanza fantasia per immaginare come possa riuscirci.

Non riesco proprio a figurarmi come si possa, dopo il proprio orario settimanale di 38 ore lavorative, avere la forza e soprattutto il tempo, per svolgere un’attività privata aggiuntiva in grado di produrre un reddito annuale di oltre mezzo milione di euro.


A sinistra lo stipendio, a destra la libera professione. Anno 2025

Il dato è pubblicato dalla stessa Ulss sul proprio sito web, un po’ nascosto a dire il vero, ma c’è. Per legge, infatti, le amministrazioni pubbliche sono tenute a rendere note annualmente le retribuzioni dei propri dirigenti.

Nel caso dell’Ulss 5 le trovate a questo indirizzo (cliccateci sopra per accedervi):

https://www.aulss5.veneto.it/retribuzione-dei-dirigenti

Sono visibili le retribuzioni erogate dal 2018 al 2025.

Suggerimento: scaricatele ma non fatevi il sangue cattivo.



 Pietro Tosarello, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”


Su questo argomento può essere utile la lettura di un precedente post del 18 aprile 2024 (cliccare sul titolo per visualizzarlo):

Scoprire che con l'intramoenia (visite private all'interno degli ospedali pubblici) l'Ulss ci guadagna


17 giugno 2026

Quando il ministro Giorgetti diceva «Chi va più dal medico di base?»

Governo con l’acqua alla gola. Mancano 13 giorni alla scadenza del 30 giugno per l’avvio di tutte le funzioni delle Case della Comunità.

A rischio 2 miliardi di fondi del Pnrr.


Il ministro Giancarlo Giorgetti. Foto Wikimedia Commons

Correva l’anno 2019 e il Ministro Giorgetti dichiarava: «Nei prossimi 5 anni mancheranno 45mila medici di base, ma chi va più dal medico di base, senza offesa per i professionisti qui presenti. Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su Internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito».

Si legga in proposito l’articolo de Il Sole 24 ore, 24 agosto 2019, intitolato “Giorgetti: «Chi va più dal medico di base?». Ma il 74% degli italiani ci va almeno una volta all’anno”, clicca qui per visualizzare l’articolo).

Giancarlo Giorgetti dal 22 ottobre 2022 è il ministro dell'economia e delle finanze nel governo Meloni.

Nella loro ansia di comprimere il ruolo dello Stato nel servizio sanitario nazionale per lasciare via libera alla sanità privata, pur nella piena consapevolezza della drastica riduzione del numero dei medici di famiglia che di li a poco si sarebbe verificata, hanno continuato a nascondere il problema. «Chi va più dal medico di base», diceva l’attuale ministro, ma l’Istat lo smentiva: il 74% degli italiani ci andava almeno una volta l’anno.

Ora, a pochi giorni dalla scadenza del Pnrr, si accorgono, dopo ben quattro anni dal decreto che le istituisce, che i medici di medicina generale servono a «popolare le case di comunità» (clicca qui per il relativo post).

Non ho parole o meglio le avrei ma non sono pubblicabili.


15 giugno 2026

A 15 giorni dalla scadenza il governo non sa ancora come «popolare le case di comunità»

Lavori in corso alla Casa della Comunità di Badia Polesine

Entro il 30 giugno 2026 le Case della Comunità dovranno essere aperte e attive con tutti i servizi previsti dal decreto ministeriale 77 del 23 maggio 2022 (clicca qui per il testo in gazzetta ufficiale). Dopo quattro anni dal decreto siamo, come al solito, in emergenza. Questo Paese vive in uno stato di emergenza continua.

Al Forum “G19+2 Sanità” a Genova il ministro Schillaci ha dichiarato: «Sono gli atti e le leggi a muovere le leve dello Stato in concreto, ma dobbiamo partire da un sentire comune e credo nessuna categoria, tantomeno i medici, possa pensare di dare una risposta negativa quando parliamo di popolare le case di comunità e di offrire una medicina più forte ai cittadini».

Dopo quattro anni e a quindici giorni dalla scadenza!

Leggi l'articolo completo di quotidianosanità.it del 15 giugno a questo link.

Riporto di seguito i servizi che devono essere presenti nelle Case della Comunità per rispettare il Pnrr.




03 giugno 2026

Polesine, la provincia più anziana del Veneto

Il Gazzettino del 22 maggio 2026

I dati del censimento sono molto significativi. Pubblichiamo questo articolo del Gazzettino per la rilevanza che i temi demografici hanno - e avranno sempre più in futuro - sulla programmazione sanitaria.





Per approfondire l'argomento proponiamo il documento dell'Istat "Il Censimento permanente

della popolazione in Veneto" (clicca qui o sul titolo del documento per scaricarlo).

01 giugno 2026

Altopolesine, gli Sportelli che ti aiutano contro le liste d'attesa

Sono attivi in altopolesine tre Sportelli dove trovare assistenza gratuita contro le liste d'attesa.
Qui sotto trovate le locandine e i relativi recapiti.

Trecenta, lo Sportello del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"

Badia Polesine, lo Sportello dello Spi-Cgil in Via Roma 251

Badia Polesine, lo Sportello dello Spi-Cgil presso il CRAB, in Via Cigno 109/a