25.3.26
A Stienta il 30 marzo si parlerà di sanità in Polesine e nel Veneto
Ulss 5, Cup senza date. Rovigo.News del 19 marzo 2026
Pietro Tosarello: "Una situazione insostenibile, che può causare gravi danni alla salute degli interessati. Eppure non è ammessa la chiusura delle agende di prenotazione".
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Su questo argomento vedi i precedenti post:
Ulss 5 e liste d’attesa, appuntamenti nel 2027 per oculistica e cardiologia
Liste d'attesa nell'Ulss 5. Il Gazzettino del 19 marzo 2026
Il Comitato dei cittadini per il San Luca denuncia l'aggravarsi dei tempi per effettuare le visite specialistiche e gli esami.
Dall'oculistica alla cardiologia a molto altro, al Cup danno appuntamenti a oltre un anno o neanche mettono in coda.
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| Il Gazzettino del 19 marzo 2026 |
Su questo argomento vedi su questo blog i precedenti post:
Ulss 5 e liste d’attesa, appuntamenti nel 2027 per oculistica e cardiologia
18.3.26
Veneto, la crisi senza fine dei medici di base. Servizio del TGR Veneto
Nuovo rapporto Gimbe
Le prospettive sono nere: 774 generalisti in meno in regione. Aumentano inoltre le aree cosiddette "carenti", cioè prive di assistenza sanitaria di base.
Medico di base, no grazie, dicono i giovani. 774 medici di medicina generale in meno in Veneto, solo nel 2025: questi i professionisti che mancano anche oggi. Entro il 2028 ne andranno in pensione altri 469. Un'emorragia continua, registrata dalla fondazione Gimbe in tutto il Paese, privo ormai di 5.700 camici bianchi. Il numero medio di assistiti a medico nella nostra regione è di 1.526, contro una media nazionale di 1.383. Meno dottori uguale più pazienti da seguire pro capite. Tra il 2019 e il 2024 sono diminuiti di numero dell'11.1 per cento.
di Alessia Piovesan, montaggio di Massimo Serena
17/03/2026
Vedi il servizio, 1 minuto e 30" circa
17.3.26
Ulss 5 e liste d’attesa, appuntamenti nel 2027 per oculistica e cardiologia
Dallo Sportello per il Diritto alle Cure del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca, registriamo un netto peggioramento sulle liste d’attesa.
Alcuni casi limite:
- Oculistica. Controllo da eseguire entro 60 giorni. Appuntamento ad agosto 2027.
- Cardiologia. Visita di controllo a sei mesi dopo un evento trattato in Pronto Soccorso. Appuntamento a ottobre 2027 perché l’Ulss non riesce a farlo precedere da un esame di controllo indispensabile per il cardiologo.
Durante il 2025, allo Sportello di Trecenta, abbiamo assistito gli altopolesani con 105 ricorsi contro i tempi eccessivi degli appuntamenti. Speravamo che le cose potessero migliorare.
Non è stato così, anzi la situazione appare persino peggiorata.
Si registrano sempre più frequentemente tempi biblici nell’erogazione delle prestazioni e sta tornando una certa tendenza alla mancata presa in carico. Ciò significa che l’utente si presenta allo sportello del Cup (o telefona) e, oltre a non venire inserito in lista d’attesa, non viene nemmeno registrato. «Non abbiamo agende… non abbiamo date» è la risposta che si riceve.
Ma questo è vietato dalla legge 23 dicembre 2005, n. 266 (finanziaria 2006) che all’articolo 1, comma 282 recita: «Alle aziende sanitarie ed ospedaliere è vietato sospendere le attività di prenotazione delle prestazioni». Divieto confermato dalla stessa Regione Veneto con la legge n. 30 del 30 dicembre 2016 che all’articolo 38, comma 4, lettera l) afferma: «non è ammessa la chiusura delle agende di prenotazione».
Belle parole che rimangono lettera morta.
Chi controlla l’applicazione di queste norme?
CHI PUÒ FACCIA QUALCOSA
Segnalate le vostre esperienze alla casella di posta elettronica del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca all’indirizzo:
comitato.ospedaletrecenta@gmail.com
Vedi anche il precedente post “Ulss 5, Cup senza date. Impossibile prenotare 8 volte su 10”
14.3.26
Ulss 5, Cup senza date. Impossibile prenotare 8 volte su 10
Continui inserimenti in lista d’attesa o mancate prese in carico. E chi riesce ad avere l’appuntamento può trovarsi catapultato nel 2027 (duemilaventisette)
Allo Sportello per il Diritto alle Cure di Trecenta – dove il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca assiste le persone contro le liste d’attesa – avevamo notato un peggioramento della situazione, ma quello che sta accadendo ora supera ogni più pessimistica previsione.
C’è chi al Cup, dopo l’ennesima mancata presa in carico, con il solito «non abbiamo agende disponibili… non abbiamo date», si è sentito dire da uno sconfortato operatore: «riusciamo a soddisfare una o due persone ogni dieci».
Tutti gli altri rimangono, quando va bene, con un appuntamento in bianco, in attesa, spesso vana, di essere ricontattati. E c’è chi, addirittura, non viene preso in carico: la persona non esiste! E senza alcun documento in mano, non è nemmeno in grado di dimostrare di aver richiesto in tempo utile la prestazione, rischiando così di perdere il diritto alla cura.
Una situazione insostenibile che può causare gravi danni alla salute degli interessati.
CHI PUÒ FACCIA QUALCOSA
Tra le tante foto che mostrano il nuovo direttore generale felicemente in visita presso i vari servizi sanitari dell’Ulss non ne abbiamo vista una che lo ritragga davanti a uno dei Cup della provincia. Sarà un caso?
Segnalate le vostre
esperienze alla casella di posta elettronica del Comitato
altopolesano dei cittadini per il San Luca all’indirizzo:
comitato.ospedaletrecenta@gmail.com
4.3.26
L'ospedale “difficile”. Il nuovo Dg visita il «San Luca»
Il neo direttore generale dell’Ulss 5 ha incontrato medici e operatori.
Struttura segnata da ridimensionamenti chiusure e polemiche negli ultimi anni.
Il “dossier Trecenta” sarà tra i primi sul tavolo della nuova direzione?
Il Gazzettino, mercoledì 4 marzo 2026
Per leggere gli ultimi aggiornamenti sull'ospedale segnalo i post (cliccare sul titolo per visualizzarli):
- “San Luca”, ridotti da 40 a 30 i posti letto del reparto di Medicina
Le prime dichiarazioni del nuovo direttore generale dell’Ulss 5 Polesana
I nuovi direttori delle Ulss. Il rito delle nomine
Si è concluso il rito delle nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss, delle Aziende ospedaliere universitarie di Padova e Verona, dell’Istituto Oncologico Veneto (Iov) e di Azienda Zero.
Come sempre ci sono grandi aspettative. Nonostante tutto si spera per il meglio, anche se l’esperienza suggerisce una grande cautela.
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| Il Gazzettino 1 marzo 2026 |
Cinque Dg vengono confermati ma cambiano sede. Un rimescolamento nel collaudato “modello veneto”, sempre più ispirato a quello lombardo con un progressivo e strisciante spostamento di risorse dalla sanità pubblica a quella convenzionata e al privato puro (per chi può permetterselo).
E allora proviamo a vedere se cambiano gli indirizzi della politica sanitaria regionale dopo il quindicennio di Zaia.
Per prima cosa occorre scremare dalle dichiarazioni pubbliche l’abbondante dose di propaganda alla quale ci hanno abituati.
Alberto Stefani, presidente della giunta regionale al posto dell’ineleggibile Luca Zaia, propone però una serie di ovvietà: vicinanza ai territori, spirito di servizio, capacità di lavorare in squadra, immediata operatività. E ci mancherebbe!
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| La Voce, 1 marzo 2026 |
Pone poi l’accento sulla medicina territoriale, e qui torna alla mente quell’idea di «ospedale liquido» annunciata dall’assessore alla sanità Gerosa. Ma c’è anche una constatazione da fare: tutte le volte che l’amministrazione regionale ha parlato di medicina territoriale per gli ospedali polesani – e per il “San Luca” in particolare -, sono stati dolori. Taglio di posti letto, ambulatori invece di reparti, ospedali di comunità al posto della lungodegenza, come è accaduto a Trecenta.
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| Il Mattino di Padova, 1 marzo 2026 |
Stefani parla anche della necessità di proseguire con «l’implementazione del fascicolo sanitario elettronico, rendendo interoperabili i dati e favorendo il dialogo tra le Ulss». Peccato che nell’Ulss 9 (Verona) non sia mai stato realizzato il Cup unico provinciale ma ne esistano ben sei: 3 per Ulss9 , 1 per Azienda Ospedaliera, 1 per Clinica Pederzoli privata convenzionata, 1 per Ospedale Sacro Cuore di Negrar.
E il Cup unico regionale, previsto dalla normativa nazionale, rimane un lontano obiettivo.
Infine, il presidente della giunta regionale parla anche delle Case della Comunità ma non dice nulla circa la carenza di personale e intanto si avvicina la scadenza del 30 giugno.
24.2.26
“San Luca”, ridotti da 40 a 30 i posti letto del reparto di Medicina
L’Ulss 5 Polesana comunica la nomina del nuovo Direttore del
reparto di Medicina.
Ufficializzato il
taglio di dieci posti letto.
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| Il Gazzettino 18 febbraio 2026, pag X |
È stato nominato il nuovo direttore del reparto di Medicina generale di Trecenta. Bene, buon lavoro a lui e ai suoi collaboratori.
Tuttavia a chi segue le vicende dell’ospedale “San Luca” non è però sfuggito un dettaglio assai rilevante e preoccupante. Nel comunicato stampa dell’Ulss si afferma che il reparto dispone di 30 posti letto attivi (erano 40). E questo significa che l’ospedale ha perso altri dieci posti letto.
Durante l’estate era consuetudine dell’Ulss far “pesare” sull’ospedale di Trecenta la turnazione per ferie del personale dipendente dimezzando i posti letto attivi di medicina, perdendo sostanzialmente un’ala del reparto. A Fine estate venivano poi ripristinati. Nel 2025 non è accaduto.
Nel post del 16/10/2025 “È confermato: al San Luca non sono stati ripristinatii posti letto di Medicina dopo le ferie estive” riportavamo le dichiarazioni del Nursind, il sindacato degli infermieri, secondo il quale i posti letto non erano stati riattivati a Medicina dopo le ferie.
Ora è la stessa Ulss a confermarlo.
Il “San Luca” dispone ormai di soli 70 posti letto in totale: 30 a Medicina, 16 nel reparto di riabilitazione fisica, 4 in terapia intensiva e 20 in chirurgia (che però funziona soltanto dal lunedì al venerdì, sabato e domenica chiude!).
Di questo passo dove andremo a finire?
Il Piano Socio Sanitario Regionale (Pssr) è scaduto da tempo, che cosa ci sarà per l’ospedale di Trecenta nel nuovo?
Altopolesani protestiamo! Facciamoci sentire, informiamo i sindaci dei nostri Comuni, i candidati per i quali abbiamo votato, i politici che conosciamo. Nessuno di loro si può chiamare fuori dalla responsabilità di assicurare anche in altopolesine un’assistenza sanitaria decente.

















