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31 ottobre 2026

SSN, De Pascale: “Sistema al collasso, a rischio l’universalità del servizio. Così la destra favorisce i privati”

Per il Presidente della giunta regionale dell’Emilia Romagna «C’è la volontà di distruggere il servizio sanitario nazionale».


La Repubblica, 30 ottobre 2026

Le Regioni chiedevano 6,8 miliardi aggiuntivi, ne hanno avuti soltanto 2,4. Calcolando i costi di rinnovo dei contratti, gli aumenti dell’energia, la spesa per i farmaci e inflazione, non saranno neanche lontanamente sufficienti.

Resta l’alternativa: aumentare l’imposizione locale o ridurre i servizi. Il Veneto ha già manifestato l’intenzione di non applicare l’addizionale del 2 per mille sui redditi più alti (le tasse sono “sacre”, soprattutto per i più ricchi), non resta dunque che ridurre i servizi. La salute non sarebbe altrettanto “sacra”.

Il Servizio sanitario nazionale è al collasso ma il governo si rifiuta di ammetterlo, solo così può far passare un assurdo aumento delle spese militari.

La Repubblica, 30 ottobre 2026. L'intervista, prima parte

La Repubblica, 30 ottobre 2026. L'intervista, seconda parte


26 ottobre 2026

Ulss 5 verso uno smembramento totale

L’amministrazione regionale avrebbe individuato nel Polesine l’anello debole, dove l’ignavia dei sindaci non opporrà grande resistenza.


La contestazione del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca

Alla fine la passerella di amministratori comunali organizzata dal Comitato Amici del San Luca - il luogo ideale dove darsi reciprocamente ragione senza muovere un dito, perfetta per guadagnare con poca fatica un po’ di attenzione sui giornali dimostrando di esistere - qualcosa di concreto lo ha portato, e non sono buone notizie. Non per iniziativa dei numerosi sindaci intervenuti ma per il pericolo «e non sono fantasie» di una dissoluzione dell’Ulss 5. Ad affermarlo, con grande decisione, il rappresentante sindacale della Cgil Funzione Pubblica Riccardo Mantovan, evidentemente meglio informato dei rappresentanti politici locali su quanto sta maturando in regione.

«Ci sarà uno smembramento totale e non sono voci – ha annunciato – perché l’Ulss 5 non ci sarà più e l’ospedale di Trecenta passerà di competenza all’Ulss 9 di Verona, quello di Adria all’Ulss 3 di Venezia e quello di Rovigo all’Ulss 6 (Padova ndr)». Si veda l’articolo del Gazzettino riportato qui sotto.

Ora i sindaci, gli amministratori locali, gli esponenti politici polesani sono informati. Attendiamo le loro iniziative.

Il Gazzettino, 25 ottobre 2026

Come Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca abbiamo contestato la decisione degli organizzatori di non far parlare il pubblico e abbiamo mostrato alcuni cartelli che riassumono lo stato di depauperamento a cui è stato ridotto l’ospedale di Trecenta. Non sono stati graditi, li riportiamo qui per chi segue questo blog.











20 ottobre 2026

Liste d'attesa nell'Ulss 5. A Castelmassa informati centinaia di cittadini

Sabato 17 ottobre, dalle ore 9 alle 12, presso la loggia del Teatro Cotogni di Castelmassa, i volontari del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca in collaborazione con l’Associazione Cittadini senza Confini hanno organizzato un banchetto informativo sulle liste d’attesa.



Abbiamo parlato con decine di persone, particolarmente attente al problema, e distribuito alcune centinaia di volantini informativi con i recapiti degli Sportelli per il Diritto alle Cure di Trecenta e Bergantino. Dallo scorso 14 ottobre, infatti, è attivo anche lo sportello di Bergantino grazie al lavoro dei volontari dell’Associazione Cittadini senza Confini. Un’occasione in più per gli altopolesani per avere consapevolezza dei propri diritti, informazioni sulle norme a tutela dei cittadini e assistenza gratuita per la compilazione dei ricorsi.


Ottenere visite e esami nei tempi stabiliti dal medico curante è nostro diritto!

Le agende dell’Ulss non possono essere chiuse, è contro la legge nazionale e regionale. Le priorità indicate dal medico nella prescrizione devono essere rispettate, è il fondamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea).

Gli Sportelli per il Diritto alle Cure sono un’iniziativa dei comitati spontanei di tutto il Veneto aderenti al Coordinamento Veneto Sanità Pubblica (CoVeSaP). Nel secondo anno di attività sono stati presentati 3.200 ricorsi, in gran parte andati a buon fine.

I diritti e le norme che ci tutelano:





Difendiamoci dalle liste d’attesa
Difendiamo la sanità pubblica




Per il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca
il presidente/portavoce – Pietro Tosarello

13 ottobre 2026

Liste d’attesa. Banchetto informativo Sabato 17 ottobre 2026 a Castelmassa




Sabato 17 ottobre, dalle ore 9 alle 12, presso la loggia del Teatro Cotogni di Castelmassa, i volontari del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca in collaborazione con l’Associazione Cittadini senza Confini organizzeranno un banchetto informativo sulle liste d’attesa.

Ottenere visite e esami nei tempi stabiliti dal medico curante è nostro diritto!

Dal 14 ottobre prossimo sarà attivo anche lo Sportello per il Diritto alle Cure di Bergantino grazie al lavoro dei volontari dell’Associazione Cittadini senza Confini. Un’occasione in più per gli altopolesani per avere consapevolezza dei propri diritti, informazioni sulle norme a tutela dei cittadini e assistenza gratuita per la compilazione dei ricorsi (vedi il precedente post).

Le agende del Cup non possono essere chiuse, è contro la legge nazionale e regionale. Le priorità indicate dal medico nella prescrizione devono essere rispettate, è il fondamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea).

Gli Sportelli per il Diritto alle Cure sono un’iniziativa dei comitati spontanei di tutto il Veneto aderenti al Coordinamento Veneto Sanità Pubblica (CoVeSaP). Nel secondo anno di attività sono stati presentati 3.200 ricorsi (+49,4% sull'annata precedente), in gran parte andati a buon fine.

Per le prime informazioni vieni a trovarci a Castelmassa sabato 17 ottobre, dalle 9 alle 12, al mercato settimanale, sotto la loggia del Teatro Cotogni.

Difendiamoci dalle liste d’attesa
Difendiamo la sanità pubblica



12 ottobre 2026

Contro le Liste d'attesa apre lo Sportello per il Diritto alle Cure di Bergantino


Tutto è pronto per la riapertura di AIUTO VICINO: lo Sportello per il Diritto alle Cure del CoVeSaP (Coordinamento Veneto Sanità Pubblica), promosso dal Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca, operato da Cittadini senza confini.

Da mercoledì 14 ottobre 2026, a mercoledì alterni, dalle 9 alle 11, saremo presso il locale sotto i portici di fronte al municipio di Bergantino per dare una mano a chi ha difficoltà ad accedere a visite e esami medici nella sanità pubblica.

Proviamo a darci una mano!

05 ottobre 2026

La fuga dei medici dagli ospedali pubblici, è boom di dimissioni

Fonte RaiNews

Nel 2025 aumentate del 150%. Superati i pensionamenti. Il sindacato Anaao Assomed: "Turni massacranti e stipendi bassi". Criticità in 4 regioni


Nel 2025 le dimissioni volontarie dei medici italiani che lavorano in ospedale sono state 3.767 e hanno superato per la prima volta i pensionamenti (2.876). In un solo anno sono schizzate del 150% rispetto alle 1.503 del 2024, toccando quota 3,5% del totale dei medici della sanità pubblica, una soglia che non era stata registrata neppure in pandemia.

Il fenomeno riguarda gran parte del Paese: in 12 regioni su 20 nel 2025 le dimissioni hanno superato i pensionamenti.

A lanciare l'allarme è il sindacato Anaao Assomed, che punta il dito contro "turni massacranti e stipendi bassi" che fanno fuggire dal Servizio sanitario nazionale professionisti in carriera, con un'età media intorno ai 48 anni, che spesso lasciano per andare all'estero o in strutture sanitarie private.

Il dato emerge dall’analisi decennale del Centro studi Anaao Assomed sulla demografia del personale medico del Servizio sanitario nazionale, realizzata sulla base dei dati Onaosi, Conto annuale dello Stato e Mef.

... Per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato nel 2025, 43 hanno rassegnato le dimissioni e 77 sono complessivamente usciti dal sistema pubblico, considerando pensionamenti e altre cause di cessazione.

“Non si tratta di una fisiologica mobilità professionale, ma di un vero e proprio esodo guidato da turni massacranti, stipendi non allineati all’Europa, condizioni di lavoro al limite del burnout, carichi burocratici insostenibili e aggressioni nei reparti”, commenta Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed.

In Trentino Alto Adige, ad esempio, le dimissioni volontarie dei medici ospedalieri sono quasi triplicate in dieci anni. In Piemonte da 105 del 2015 sono passate a 245 nel 2025. In Puglia, nel 2025 sono state 308 e il dato è superiore di cinque volte rispetto a quello del 2024, che si era fermato a 56 e pari al doppio dei pensionamenti. In Campania, nel 2025, a fronte di 728 assunzioni a tempo indeterminato, 246 medici hanno scelto di lasciare il reparto. In Veneto la “fuga” dagli ospedali pubblici ha riguardato 214 professionisti nel 2025, a fronte dei 115 nel 2015.

Nelle Marche gli abbandoni volontari nel 2015 erano 33 mentre nel 2025 sono state 139, anche in questo caso quasi il doppio dei pensionamenti.

... "A fronte di un ricambio generazionale avviato con successo -spiega Di Silverio - oggi si rischia di vanificare tutto. Nel 2025, per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato, 43 si sono dimessi e 77 sono usciti dal sistema pubblico, tra pensionamenti e altre cause".

Perciò "per fermare la frana", l'Anaao propone un piano straordinario in 10 punti, dal superamento del tetto di spesa per il personale a retribuzioni più alte e incentivi per le sedi disagiate.

Leggi l'articolo completo.

Su questo argomento vedi anche il servizio della Tgr Veneto "Verona, sanitari in fuga dalle strutture pubbliche". Le condizioni di lavoro dei dipendenti dell’Azienda ospedaliera universitaria sono sempre più difficili. Quasi il 90 per cento dei 4000 infermieri e medici negli ultimi 12 mesi ha pensato di andarsene. (Clicca qui per vedere il servizio).

Vedi anche: È fuga dei medici dalla sanità pubblica. Studio Anaao: “Sono più quelli che si dimettono rispetto a chi va in pensione. È un vero e proprio esodo”.

26 settembre 2026

Trecenta e Rovigo. «Un medico in pensione e visite rinviate», dal Gazzettino del 25 settembre 2026

Segnalazione del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca. L'Ulss rassicura: «Stiamo provvedendo».

Il Gazzettino di Rovigo, 25 settembre 2026


La parola magica questa volta è “rimodulazione”, in pratica i controlli ritenuti meno pressanti vengono rinviati per fare spazio alle visite valutate come più urgenti.

Interpellata dal Gazzettino (vedi articolo sotto) l’Ulss esclude di voler “risparmiare” lo stipendio e di aver «tempestivamente avviato le procedure per l’inserimento di nuovo personale medico… Le procedure sono attualmente in corso – assicurano - e prevedono l’ingresso a breve di nuove professionalità».

Resta da capire perché non si sia provveduto per tempo, quando si è avuta conoscenza del pensionamento.

In un recente passato ematologi dell’ospedale di Castelfranco Veneto venivano a Rovigo proprio per dare una mano nelle visite. Questa collaborazione con l’Ulss trevigiana è stata interrotta? E per volontà di chi?


Il Gazzettino di Rovigo, 25 settembre 2026