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08 febbraio 2026

Infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio, tre badiesi chiedono il ripristino del servizio

Ingresso degli ambulatori al Punto Sanità di Badia Polesine

Alla vigilia dell’apertura delle Case della Comunità di Badia e Castelmassa sono state interrotte le infiltrazioni di acido ialuronico al ginocchio presso i Punti Sanità dei due Comuni.

Le Case della Comunità dovrebbero assorbire tutta una serie di servizi attualmente svolti dai punti sanità e fornirne di nuovi, 24 ore su 24, sette giorni su sette, per alleggerire i Pronto Soccorso dagli interventi più semplici. Le premesse non sono buone.

Tre persone residenti a Badia, assistite dal Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”, hanno presentato all’Ulss 5 Polesana una richiesta di ripristino del servizio. L’istanza è stata comunicata, per opportuna conoscenza, anche al sindaco.

Questo il testo dell’istanza inviata per posta elettronica certificata.

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Egregio Direttore Generale,

I sottoscritti;

Aderenti al Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca", avvalendoci del diritto di tutela (“Osservazioni, opposizioni, denunce e reclami in via amministrativa” art. 14, c. 5, titolo IV d.lgs.502/1992) e secondo quanto previsto dalla Carta dei Servizi di codesta Azienda, esponiamo quanto accaduto:

  • Lo scorso anno, in varie date, ci è stato prescritto dal Dott. Bardi Costantino, presso il Punto Sanità di Badia Polesine, l’abituale ciclo, semestrale o annuale, di 3 infiltrazioni terapeutiche alle ginocchia, terapia che ci ha consentito di evitare, fino ad oggi, la necessità di ricorrere alla protesi.

  • Nello scorso mese di gennaio ci siamo rivolti al Centro Unico di Prenotazione presso il Punto Sanità di Badia Polesine, dove ci è stato comunicato che le prenotazioni della prestazione sono state bloccate per ordine dell’Ulss 5 Polesanae che “non erano a conoscenza dei motivi della decisione”. Affermazioni che sono state confermate a chi tra noi ha appositamente interpellato l’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Ulss.

  • Nessuno di noi ha ricevuto comunicazione di inserimento in lista di galleggiamento (DGRV del 12 marzo 2013, n. 320) o pre-appuntamento (DGRV n.626/2024 - Allegato A al punto 1.1.1).

Tutto ciò premesso,

CHIEDIAMO

- Che ci sia fornita una spiegazione per l’interruzione di questo importante servizio sanitario che continua, invece, a essere erogato, senza variazioni, presso l’Ulss di Verona;

- Che il servizio venga ripreso con sollecitudine a beneficio nostro e delle decine di persone che, come noi, necessitano periodicamente di questa terapia.

Li, 05/02/2026

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Su questo argomento vedi anche il precedente post:

L’Ulss 5 ordina lo stop alle infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio

21 gennaio 2026

L’Ulss 5 ordina lo stop alle infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio


Una brutta sorpresa per chi ha bisogno di questa terapia
Servizio interrotto nei Punti Sanità di Badia e Castelmassa


Ingresso degli ambulatori al Punto Sanità di Badia Polesine

Chi si è recato in questi giorni al Cup di Badia Polesine per rinnovare le terapie, generalmente annuali, con infiltrazioni ai ginocchi, ha scoperto che l’Ulss 5 Polesana ha dato ordine di interrompere le prenotazioni.

Nessuna motivazione è stata fornita né dal Cup né dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico immediatamente interpellato.

Semplicemente Stop, fine, arrangiati. E per continuare le cure c’è solo la possibilità di ricorrere alla sanità privata “pura”, si badi bene, non quella convenzionata. Da notare che i pazienti dovevano già procurarsi autonomamente il farmaco (acido ialuronico) e pagare il ticket se non esenti.

Poiché l’ortopedico in servizio a Badia è il medesimo che effettua questo tipo di infiltrazioni anche a Castelmassa è presumibile che il problema riguarderà anche quanti si rivolgono a quel punto sanità.

La logica è, come sempre, quella del risparmio, niente di sanitario, anzi. Chi smetterà di curarsi per motivi economici andrà incontro in pochi anni alla necessità di una protesi, intervento con qualche rischio, con un costo, tra l’altro, molto più alto per il servizio sanitario.

Anche la tattica dell’Ulss 5 è sempre la stessa: nessuna comunicazione ufficiale, si tagliano i servizi nel silenzio più totale. Solo le persone direttamente coinvolte ne verranno a conoscenza e a quel punto il problema dovrà essere affrontato nella più completa solitudine. E chi potrà permetterselo si curerà nella sanità privata mentre gli altri, i più disagiati, saranno costretti a rinunciare alle cure, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita, come già fanno sei milioni di residenti in questo Paese.

21 gennaio 2026

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

--- Aggiornamento

Corriere del Veneto 23 gennaio 2026