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31 luglio 2026

Ministro Schillaci, marcia indietro sul prontuario farmaceutico

La revisione del prontuario farmaceutico non si farà o al massimo sarà un ritocco




Ennesima marcia indietro per il ministro della salute Orazio Schillaci. La revisione del prontuario farmaceutico non si farà o al massimo sarà un ritocco chirurgico. Secondo le indiscrezioni del sito Quotidiano Sanità, il dietrofront è arrivato dopo un incontro tra il ministro, il sottosegretario Marcello Gemmato, il presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) Robert Nisticò e i vertici dell’associazione delle case farmaceutiche Farmindustria. Eppure la revisione era prevista dall’ultima legge di bilancio allo scopo di razionalizzare la spesa farmaceutica. L’Italia, con 672 euro pro capite contro 481, spende per i farmaci il 40% in più della media europea. Negli ultimi anni è esplosa soprattutto la componente ospedaliera, pari a 16 miliardi di euro e in rapida crescita (+5% nel 2025).

Il tetto di spesa programmato l’anno scorso è stato sforato di oltre 4 miliardi, facendo finire buona parte degli investimenti in sanità pubblica nelle casse delle aziende. Per limitare l’esborso il governo avrebbe dovuto sfoltire il cosiddetto «prontuario farmaceutico nazionale», la lista dei farmaci rimborsati dal Ssn in base a accordi con le società, rimasto senza aggiornamenti dal 1993.

In questo lasso di tempo nell’elenco si sono accumulate diverse molecole con la stessa indicazione terapeutica ma prezzi diversi e altri ormai superati alla luce delle evidenze scientifiche. A giugno l’Aifa aveva proposto un criterio ragionevole per l’aggiornamento: per ogni indicazione terapeutica, il ministero avrebbe pagato a ciascuna azienda un prezzo di riferimento tarato sul farmaco meno costoso tra quelli che hanno analoga efficacia. In questo modo, i produttori sarebbero stati incentivati ad abbassare il prezzo per allinearlo a quello più basso in ciascun settore, con un risparmio per il Ssn di circa 500 milioni in cambio della rinuncia a profitti ingiustificati sul piano medico.

Com’era prevedibile, Farmindustria si è opposta con un ricatto nemmeno tanto velato: le imprese hanno minacciato di alzare i prezzi scaricando sui pazienti il costo della riforma. L’ultimatum ha ottenuto il suo effetto: la revisione del prontuario, ha deciso Schillaci, sarà assai più limitata e solo il prezzo di alcuni farmaci (ad esempio gli omega-3) sarà rinegoziato. I profitti farmaceutici sono salvi ma a farne le spese è il Ssn.

Il problema del prezzo dei farmaci sollevato da Farmindustria in realtà è pretestuoso: con la riforma del prontuario proposta dall’Aifa, ad essere penalizzati sarebbero i farmaci che costano di più ma non portano benefici ai pazienti. Per molte patologie, gli assistiti dispongono infatti di alternative meno costose a parità di efficacia (a patto che i medici di base gliele indichino). Ad esempio, i farmaci generici sono sotto-utilizzati: secondo gli ultimi dati Aifa, da noi rappresentano il 56% del consumo dei principi attivi a brevetto scaduto mentre la media europea è superiore al 70%, in Germania e nel Regno Unito supera l’80%.

[fonte Il Manifesto, 29 luglio 2026, leggi l'articolo originale]

11 febbraio 2026

Farmaci gastroprotettori, paga il paziente. I medici di base: «Batosta per i cittadini»

Ma in Polesine è già così, da anni. Com’è stato possibile?


Corriere delle Alpi, 5 febbraio 2026

I farmaci gastroprotettori - i vari Esomeprazolo, Lansoprazolo, Omeprazolo, Pantoprazolo e Rabeprazolo – potranno essere prescritti a carico del servizio sanitario per un massimo di 4-8 settimane. Solo in casi molto circoscritti il trattamento potrà essere prolungato, in tutti gli altri casi – e sono la stragrande maggioranza – il farmaco sarà a totale carico del paziente.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha recentemente approvato la nota “N01” con contestuale abrogazione delle precedenti Note 1 e 48. L’effetto sarà una drastica riduzione della prescrivibilità di questi farmaci e molti cittadini dovranno pagarli per intero.

Nel bellunese i medici di famiglia protestano, vedi l’articolo sopra riportato.

Qui in Polesine però si sono anticipati i tempi. Da anni gli interessati se lo devono comprare a prezzo pieno: ma come è stato possibile?

Se le restrizioni sono state appena introdotte, sulla base di quale norma, legge o qualsivoglia provvedimento, l’Ulss 5 costringe, da anni, i polesani ad acquistare il farmaco di cui necessitano per lunghi periodi, se non a vita, a pagare per intero?

08 maggio 2025

“Non possiamo restare in silenzio. La società civile in difesa della sanità pubblica”. L’appello in 10 punti di 130 associazioni

fonte: Quotidiano Sanità

Nel testo i punti fondamentali per il rilancio del Servizio sanitario nazionale e la riaffermazione di principi e valori alla base del Servizio sanitario nazionale, strumento fondamentale per la tutela del diritto costituzionale alla salute.

29 aprile 2025

Leggi l'articolo e scarica il documento completo

08 gennaio 2024

Sanità, Remuzzi: “A che serve tagliare il cuneo fiscale se la gente non può pagare le medicine? La povertà è la prima causa di malattia”

Fonte: Il Fatto Quotidiano, 6 gennaio 2024

Intervista a Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, che analizza e commenta le prospettive della sanità pubblica italiana nel 2024.

Stanziamenti esigui. "Pensate che in dollari noi spendiamo pro capite 2.500 dollari, i francesi 3.500, i tedeschi 6.000". E invece "il Servizio Sanitario Nazionale è una fonte di stabilità economica e sociale. Ed è una chiave per ridurre la povertà. Se andiamo verso la povertà, la gente si ammala e si innesca un circolo vizioso dal quale si rischia di non uscire più. Non c’è altra soluzione se non il servizio sanitario pubblico. Di questo si sono resi conto persino gli Usa dopo il Covid".

Vi invito a leggere/ascoltare l'intervista a questo link:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/01/06/sanita-remuzzi-a-che-serve-tagliare-il-cuneo-fiscale-se-la-gente-non-puo-pagare-le-medicine-la-poverta-e-la-prima-causa-di-malattia/7402362/?fbclid=IwAR0cD6qbwwLXeASxieRl9timbdF3A76hdIL2O3zOWYN9zs9VzuBqdxDa8tc


22 luglio 2016

Ulss 18. Senza risposte i problemi dell'assistenza domiciliare integrata (Adi)

Nello scorso mese di aprile una delegazione del Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca” ha incontrato il direttore generale dell'Ulss 18 Antonio Compostella. In quella occasione il comitato ha consegnato una lista dei problemi dell'ospedale di Trecenta e del servizio di assistenza domiciliare integrata (Adi) [vedi il post Forse resistere serve ancora].

Ho curato personalmente la parte riguardante l'Adi leggendo e consegnando al direttore dell'Ulss una breve relazione sui problemi che si presentano per i pazienti a domicilio. L'improvviso arrivo di un assessore regionale ha indotto il responsabile dell'Ulss 18 a interrompere la riunione, con la promessa che, su questi punti, avrebbe risposto per iscritto. Risposta che a tutt'oggi non è arrivata.

Quelli che seguono sono i contenuti illustrati ad Antonio Compostella.

Prelievi

Modalità

Nel 2016 non è possibile inviare validamente per fax o per posta elettronica il promemoria rilasciato dal medico di medicina generale che prescrive l'effettuazione di prelievi (es. sangue e utine). Il servizio infermieristico pretende di ricevere l'originale del promemoria. Una richiesta al limite del ridicolo se non costringesse persone anziane, prive di mezzi di trasporto, a spendere cifre non trascurabili per un'auto a noleggio e a sottrarre tempo all'assistenza del congiunto in Adi.
Ma di che originale parla il servizio infermieristico? L'originale è il documento informatico già acquisito dal sistema sanitario regionale nel momento stesso in cui è stato rilasciato da parte del medico di medicina generale. Su questo l'amministrazione regionale ha riempito i tg.

Tempi

Con questa procedura, del tutto illegittima per una pubblica amministrazione (art. 1, comma2 della legge 241/1990: “La pubblica amministrazione non può aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria”), i tempi per un prelievo a domicilio arrivano normalmente a 12-13 giorni.
Consideriamo che chiunque possa muoversi con le proprie gambe, per ottenere un prelievo di sangue può presentarsi in qualunque punto sanità ed effettuare il prelievo in mattinata. Chi non può muoversi, chi è allettato, chi è affetto da patologie degenerative che non possono far altro che aggravarsi, con questa procedura, del tutto illegittima e irragionevole, deve aspettare due settimane.

Farmaci

Modalità

L'Ulss provvede alla fornitura dei farmaci necessari ai pazienti attraverso un servizio che prevede:
- la compilazione mensile da parte del medico di medicina generale dell'elenco dei farmaci secondo uno specifico formulario;
- la trasmissione dell'elenco all'Adi a cura dei familiari del paziente.

Risparmio

L'Ulss, attraverso la fornitura diretta, realizza un sensibile risparmio rispetto al costo in farmacia. I pazienti, in qualche caso, possono ottenere anche farmaci che sarebbero a pagamento se acquistati presso una farmacia. Bene.

Tempi

Si sappia che per ottenere i farmaci passano anche due o tre settimane. Possibile che non si riesca a ridurre sensibilmente questi tempi?
Inoltre, non tutto ciò che è necessario viene fornito. Occorrerebbe ampliare il ventaglio dei farmaci disponibili; le famiglie avrebbero un minimo di sollievo dalle spese che, in qualche caso, arrivano a 500 euro al mese.

Presìdi

I presìdi forniti (garze, siringhe, pomate) sono erogati col contagocce e il sistema è rigido mentre, al contrario, dovrebbe essere flessibile. Un paziente grave non è quasi mai stabile e la rigidità è inconciliabile con la sua condizione.
Ora tutto è ingessato. Anche qui c'è un elenco che il servizio vorrebbe scolpito nel marmo, uno e per sempre. Capisco che questo consentirebbe di programmare la spesa ma la realtà non è così meccanica. La flessibilità deve essere prevista anche nei fogli di calcolo dei dirigenti.
Per ottenere qualcosa di più o di diverso i parenti devono andare dal medico di famiglia, chiedere e ottenere una certificazione, consegnarla all'Adi e sperare che venga approvata. Anche quando la necessità è evidente all'infermiere che viene a casa ma che, evidentemente, non può segnalare alcunché ai suoi superiori e non può dare alcun suggerimento se questo può comportare il rischio di una maggiore spesa.

La finalità dell'Adi è quella di assicurare sul territorio un'assistenza paragonabile a quella ospedaliera, con costi per il sistema sanitario di gran lunga inferiori al ricovero.

Il nuovo Pssr (piano socio-sanitario regionale) prevede di ridurre i posti letto negli ospedali migliorando i servizi territoriali ma sull'assistenza domiciliare non abbiamo visto alcun miglioramento.

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Per ottenere tutti post pubblicati sull'Adi, cliccare sulla relativa etichetta qui a lato.
Vedi in particolare il post del 3 giugno 2015 Servizio infermieristico. Si studia come complicare la vita dei pazienti

05 giugno 2016

Sanità veneta, peggiorano i conti. La Regione ordina la cura dimagrante

Rispunta la parola magica RAZIONALIZZAZIONE. Altri 240 milioni da tagliare alle Ulss. Insomma, sembra che al peggio non ci sia fine.

Da Corriere del Veneto, mercoledì 1 giugno 2016

Cura dimagrante in vista per i bilanci delle aziende sanitarie del Veneto.
È stata pubblicata ieri sul Bur la delibera con cui la giunta prende atto degli strumenti previsionali presentati dagli enti del sistema sanitario regionale.
«Dall'analisi dei bilanci preventivi - ha spiegato ai colleghi l'assessore di comparto Luca Coletto - emerge una perdita previsionale complessiva delle aziende sanitarie pari a circa 660 milioni di euro, in peggioramento rispetto alla perdita in corso di formazione su dati di quarta trimestrale 2015 di circa 349,5 milioni di euro».
Secondo la giunta le motivazioni di questo aggravamento sono varie: dall'iscrizione prudenziale di minori ricavi dal Fondo sanitario regionale a causa dei tagli, agli incrementi di costo previsti per l'erogazione di farmaci e servizi.
Di qui l'imperativo: «In ragione delle stime più aggiornate disponibili sulle risorse finanziarie per il 2016 nonché degli interventi di razionalizzazione dei costi già programmati, si rende necessario migliorare le previsioni di almeno 240 milioni di euro».
Come? Con l'incarico a Domenico Mantoan, direttore dell'Area sanità e sociale, di «effettuare una puntuale ricognizione sui costi», integrandola con «dettagliate relazioni aziendali contenenti proposte di azioni di razionalizzazione».
In seguito a questa verifica lo stesso Mantoan dovrà proporre eventuali adeguamenti alla programmazione regionale, in modo da rimettere in linea gli obiettivi generali con i vincoli di bilancio.

Leggi l'articolo completo
Delibera della giunta regionale:
Vai alla pagina del BurVeT

02 maggio 2016

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" incontra il Dg dell'Ulss 18


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340
Data, 29 aprile 2016

Sanità

Forse resistere serve ancora

Il Comitato incontra il Dg dell'Ulss 18

Consegnata una lista dei problemi del “San Luca” e dell'Adi


In materia di salute la cosiddetta razionalizzazione in Italia è ormai molto simile al razionamento, e non è garantito che eventuali risparmi possano essere reinvestiti nella sanità. Tanto che c’è chi avanza l’ipotesi che la sanità sia un pozzo da cui attingere risorse per fare altro.
Negli ospedali dell’Ulss 18, ad esempio, gli amministratori finora, per ridurre il deficit, non hanno acquistato/rinnovato tecnologie. Molti strumenti indispensabili risalgono all’anno di apertura dell'ospedale. Gli apparecchi radiologici portatili sono talmente vecchi da non avere più pezzi di ricambio; i respiratori della terapia intensiva di Trecenta sono datati 1998, anno in cui è stata aperta ...
Inoltre le carenze di organico sono talmente gravi da causare problemi insormontabili in diversi settori: la carenza di anestesisti potrebbe creare il presupposto per la chiusura delle sale operatorie e della terapia intensiva di Trecenta e la riduzione dell’attività chirurgica a Rovigo.
Il 22 aprile abbiamo incontrato il direttore generale dottor Compostella.
Gli abbiamo lasciato un promemoria con queste ed altre criticità del San Luca: 1) lunghe attese all’accettazione del punto prelievi; 2) servizio ambulatoriale ridotto, soprattutto il pomeriggio; 3) servizio di terapia antalgica ridotto a 2 giorni la settimana + 1 per visite; 4) insufficiente servizio Reumatologico; 5) liste lunghissime del servizio Fisiatrico (a volte è addirittura interrotto il percorso terapeutico in atto di pazienti esterni per rinforzare il servizio di neuro riabilitazione; 6) la PMA (procreazione medicalmente assistita) lavora 1 sola settimana al mese (nonostante la lunga lista di attese) per la mancata assunzione delle 2 biologhe necessarie, mentre 7) il reparto di Ginecologia Ostetricia da qualche tempo non ha letti occupati perché le indicazioni date dalla commissione regionale sono molto restrittive sulla tipologia di gravide che possono partorire a Trecenta.
La lista lasciata al Direttore Generale non trascura il problema dello scompenso tra i tempi di controllo indicati dagli specialisti e gli appuntamenti dati al CUP; le dimissioni con necessità di controllo ADI che non collimano con la disponibilità in calendario del servizio domiciliare; la necessità di stabilizzare il personale a Biologia Molecolare per poter evitare sprechi.
TRECENTAMED (gruppo di sei medici di base): è ancora lontano il raggiungimento dell’obiettivo di adattare il più possibile le strutture sul territorio alle esigenze dei pazienti e di sgravare gli ospedali da alcuni compiti nonostante l’avviamento del servizio.
Al dottor Compostella abbiamo consegnato anche una lista delle problematicità relative all’assistenza domiciliare integrata (ADI).
La finalità dell'ADI sarebbe quella di assicurare sul territorio un'assistenza paragonabile a quella ospedaliera, con costi per il sistema sanitario di gran lunga inferiori al ricovero.
Il nuovo Pssr (piano socio-sanitario regionale) prevede di ridurre i posti letto migliorando i servizi territoriali: i posti letto sono stati tagliati, ma sull'assistenza domiciliare non abbiamo visto alcun miglioramento. Pare anzi che si studi come complicare la vita dei pazienti.
Ci sono problemi per i prelievi: con una procedura del tutto illegittima per una pubblica amministrazione (art. 1, comma 2 della legge 241/1990) i tempi per un prelievo a domicilio arrivano normalmente a 12-13 giorni.
Macchinosi i tempi di fornitura dei farmaci, come quelli per ottenere presidi, anche quando la necessità è evidente.
Ora pare che l’urgenza sia soprattutto la fusione tra Ulss 18 e Ulss 19 che si dice pensata e realizzata per ridurre i costi di apparato, burocratici e amministrativi, e liberare risorse da destinare ai servizi per i cittadini; ma, ricordando cosa accadde quando si unirono le due aziende del Medio e dell'Alto Polesine, c’è chi dice che "Non è detto che gli accorpamenti delle Ulss facciano risparmiare". E propone di ridurre i soldi ai privati.
Infine un dubbio: cosa vorrà dire l’espressione sfuggita (?) all’assessore Corazzari “l’ospedale di Adria non sarà un San Luca bis”?
Noi ci sforziamo di credere (per ora) a quanto affermato dal dg, secondo cui “il San Luca avrà il suo ruolo nell’Azienda Unica come punto di riferimento dell’Alto Polesine”.
Durante il colloquio ha ricordato ripetutamente i limiti imposti dal ministero e dalla programmazione regionale.
L’esperienza acquisita in (molti) anni di impegno ci insegna ad avere una fiducia limitata. Perciò attendiamo i fatti.
Ma nell’attesa non siamo sereni.

Per il Comitato
la portavoce – prof. Jenny Azzolini

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Scarica articolo del Gazzettino, domenica 1 maggio 2016
Ne ha parlato anche RovigoOggi.it il 3 maggio 2016, "Negli ospedali apparecchi vecchi di vent'anni"

15 marzo 2016

Caro farmaco - Presa diretta del 13/03/2016


La giungla dei prezzi

La storia di un farmaco eccezionale, un salvavita, che però è così costoso da mettere in discussione l’accesso alle cure garantito a tutti dalla nostra Costituzione.
Puntata assolutamente da vedere.
Link diretto
Vedi anche il post precedente Sanità, prezzi dei farmaci: Pitruzzella, stop alle clausole di riservatezza Aifa

13 marzo 2016

Sanità, prezzi dei farmaci: Pitruzzella, stop alle clausole di riservatezza Aifa

Il presidente dell'Antitrust critica l'agenzia italiana del farmaco (Aifa)
«Basta prezzi secretati e più trasparenza»


"Il Governo assuma iniziative affinché Aifa non sigli accordi con le case farmaceutiche inerenti alla presenza di clausole di riservatezza, o qualunque altro elemento che mini la piena trasparenza, e affinché vengano pubblicati tutti i dati in possesso dell'Aifa inerenti alle decisioni prese per l'autorizzazione in commercio dei farmaci da parte del Comitato prezzi e rimborsi e del Comitato tecnico scientifico dell'Aifa".

Lo ha detto il presidente dell'Antitrust, Giovanni Pitruzzella, nel corso di un'audizione presso la Commissione Affari sociali della Camera, riferendo che l'Autorità ha deliberato di non ricorrere al Tar per possibili inadempimenti dell'Agenzia italiana del Farmaco in ordine alla modifica del regime di rimborso alle Regioni per la restituzione degli sconti sui nuovi prodotti contro l'epatite C.

Leggi l'articolo completo su Milano Finanza
Leggi anche l'articolo di Sanità24
Il comunicato stampa del presidente dell'Antitrust
Audizione in Commissione Affari sociali (video) Mercoledì 2 Marzo 2016

22 novembre 2015

Farmaci, esenzione svanita? Dipende dalle note AIFA

Se da qualche giorno dovete pagare farmaci che prima erano in esenzione ecco dove trovare le note dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) in base alle quali ci stanno fregando.

Vai alla pagina delle note AIFA

21 dicembre 2014

Stato Sanitario del Paese. Tutti i topics della relazione del ministero

fonte: quotidianosanita.it

Italiani più 'vecchi' e più 'cronici'. Bambini troppo sedentari. Odontoiatria pubblica sempre più chimera.

Consumo alcol sotto media Ue e si fuma di meno. Prime di cause di morte: malattie circolatorie, tumori e patologie respiratorie. Sempre meno prestazioni odontoiatriche nel pubblico. Boom della farmacovigilanza: ma solo 1 caso su 3 è stato ritenuto grave. Il futuro del Ssn? Riordino ospedali e cure primarie, farmacia dei servizi e potenziamento del ruolo delle professioni sanitarie.

Documenti scaricabili:

29 dicembre 2013

Istat. La crisi e la sanità. Nel 2012, l'11% degli italiani non si è curato per motivi economici.

fonte: quotidianosanità.it
Crollano le visite odontoiatriche (- 23%)

Crescono le prestazioni a pagamento per accertamenti (+ 3,9%). Aumentano gli over 65 con difficoltà economiche che dichiarano di star male (+ 1,6%). Gli anziani del Sud sono i più vulnerabili. Il livello di soddisfazione per il Ssn è stabile rispetto al 2005: il voto medio è 6. E' quanto emerso da un'indagine Istat realizzata con il sostegno del Ministero della Salute e delle Regioni. IL RAPPORTO

24 dicembre 2013

Vai alla sintesi su quotidianosanità.it

29 novembre 2013

Ocse. Il Rapporto sanità 2013

fonte: http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=18238

Spesa sanitaria italiana in calo: - 2,4% nel 2011-2012. Ma restiamo i più longevi dopo la Svizzera

Il dato nell’edizione 2013 di Health at a Glance 2013. Contrazioni in altri 10 Pesi europei a seguito della crisi e della conseguente necessità di consolidamento fiscale. Tra i rilievi dell’Ocse al nostro Paese: tanti medici e pochi infermieri, pochi generici, troppi cesarei, obesità infantile. Ma per l'influenza i nostri anziani si vaccinano più di molti altri. IL RAPPORTO INTEGRALE.

La spesa sanitaria pro-capite italiana si é ridotta del 2% in termini reali nel 2011. Si stima poi che un’ulteriore riduzione pari allo 0,4% si sia verificata nel 2012.
Argomenti trattati nell'articolo:
In Italia si vive più a lungo
Tanti medici e pochi infermieri
L'Italia, il Paese dei parti cesarei
Ancora contenuta la quota dei farmaci generici nel mercato farmaceutico italiano
Influenza. Gli anziani si vaccinano più in Italia che in altri Paesi
Alti tassi di obesità tra i bambini italiani
21 novembre 2013
Leggi l'articolo completo

01 novembre 2013

Farmaci, medici, ospedali: ecco i tagli del «Patto-salute»

fonte: Il Sole 24 Ore, 31 Ott 2013
di Roberto Turno

sito: http://www.associazionelucacoscioni.it

Costi standard da riscrivere daccapo, ma fuori dal «Patto», dando 5 anni di tempo per farcela alle regioni sotto piano di rientro ma intanto premiando chi ha i conti in regola. Almeno 14mila posti letto da rottamare e decine di ospedaletti ai quali dare un apparentemente morbido («riconversione») addio. Una nuova stangata su farmaci e dispositivi medici. Il pugno di ferro per Policlinici e medici universitari. Camici bianchi del Ssn dirigenti solo dopo concorso. Basta ai medici di famiglia solisti: dovranno lavorare in team. Salvata dalla legge di stabilità, la spesa sanitaria deve ora passare le forche caudine del «Patto per la salute». E i governatori, ieri riuniti in via «straordinaria», stanno preparando la loro ricetta. Per un'intesa col Governo che - situazione politica permettendo - potrebbe arrivare entro fine anno. Perché il «Patto», nelle intenzioni, sarà la vera manovra per la sanità pubblica nei prossimi anni.

Leggi tutto l'articolo.
Costi standard da riscrivere daccapo, ma fuori dal «Patto», dando 5 anni di tempo per farcela alle regioni sotto piano di rientro ma intanto premiando chi ha i conti in regola. Almeno i 4mila posti letto da rottamare e decine di ospedaletti ai quali dare un apparentemente morbido («riconversione») addio. Una nuova stangata su farmaci e dispositivi medici. Il pugno di ferro per Policlinici e medici universitari. Camici bianchi del Ssn dirigenti solo dopo concorso. Basta ai medici di famiglia solisti: dovranno lavorare in team. Salvata dalla legge di stabilità, la spesa sanitaria deve ora passare le forche caudine del «Patto per la salute». E i governatori, ieri riuniti in via «straordinaria», stanno preparando la loro ricetta. Per un'intesa col Governo che - situazione politica permettendo - potrebbe arrivare entro fine anno. Perché il «Patto», nelle intenzioni, sarà la vera manovra per la sanità pubblica nei prossimi anni. - See more at: http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/farmaci-medici-ospedali-ecco-i-tagli-del-patto-salute#sthash.o7kv66SP.dpuf
Costi standard da riscrivere daccapo, ma fuori dal «Patto», dando 5 anni di tempo per farcela alle regioni sotto piano di rientro ma intanto premiando chi ha i conti in regola. Almeno i 4mila posti letto da rottamare e decine di ospedaletti ai quali dare un apparentemente morbido («riconversione») addio. Una nuova stangata su farmaci e dispositivi medici. Il pugno di ferro per Policlinici e medici universitari. Camici bianchi del Ssn dirigenti solo dopo concorso. Basta ai medici di famiglia solisti: dovranno lavorare in team. Salvata dalla legge di stabilità, la spesa sanitaria deve ora passare le forche caudine del «Patto per la salute». E i governatori, ieri riuniti in via «straordinaria», stanno preparando la loro ricetta. Per un'intesa col Governo che - situazione politica permettendo - potrebbe arrivare entro fine anno. Perché il «Patto», nelle intenzioni, sarà la vera manovra per la sanità pubblica nei prossimi anni. - See more at: http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/farmaci-medici-ospedali-ecco-i-tagli-del-patto-salute#sthash.o7kv66SP.dpuf

23 agosto 2013

Caritas e Banco farmaceutico. Gli italiani non hanno più soldi per i farmaci

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=16561&fr=n

Questa la conclusione del dossier presentato al meeting di Comunione e Liberazione che misura l'indice di "povertà sanitaria". Negli ultimi sette anni si è quasi raddoppiato con un incremento del 97%. Il dato riguarda anche l'acquisto di farmaci con prescrizione medica. Le richieste agli enti assistenziali aumentano soprattutto al Centro Italia. 

22 AGO - In Italia dal 2006 al 2013 la povertà sanitaria è aumentata in media del 97%. In sostanza sono aumentati i cittadini che hanno difficoltà ad acquistare i medicinali, anche quelli con prescrizione medica. Se prima la crisi colpiva le famiglie costringendole a fare a meno di alimenti, di vestiario e di generi di consumo, oggi è in difficoltà anche la capacità di procurarsi le medicine. È questo uno dei dati che emerge dal dossier realizzato dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus e presentato insieme alla Caritas Italiana in occasione della XXXIV edizione del Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione.
I dati sono il frutto del lavoro svolto da sette anni, dal 2006 al 2013, dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus che su tutto il territorio nazionale raccoglie – grazie alla Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco e alle donazioni aziendali – e distribuisce agli enti convenzionati che fanno richiesta di medicinali. Tra questi le Caritas diocesane, il centro Astalli e la Comunità di Sant’Egidio. Le categorie sociali che fanno richiesta di medicinali sono ampie: dalle famiglie numerose, agli anziani con pensione minima, fino agli immigrati, anche irregolari.

Leggi l'articolo completo.

02 luglio 2013

Due nuovi anticancro e un anti Aids solo a pagamento. I "salvavita" solo per pochi?

fonte: quotidianosanita.it

Lo denuncia l’Espresso on line. Ed è quanto sta accadendo in base al decreto Balduzzi di novembre 2012 che prevede l’immissione automatica in commercio nella fascia C dei nuovi farmaci già approvati dalla UE, nelle more della negoziazione del prezzo per la rimborsabilità. Nel primo provvedimento anche due anticancro e un anti Aids.

30 dicembre 2012

Balduzzi vara i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=12736

Stop agli esami "inutili" (ma esistono ancora?).
Entrano 110 malattie rare e 5 croniche

Il ministro della Salute ha mantenuto l'impegno. Ora il testo è all'esame dell'Economia.

Per essere attuato serve il parere delle Commissioni parlamentari sulla sanità di Camera e Senato e l'intesa in conferenza Stato-Regioni.

Le Regioni dovranno monitorare almeno il 5% delle prescrizioni diagnostiche per verificarne l'appropriatezza.

I Livelli essenziali di assistenza sono organizzati in tre grandi Aree:
- l’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro, che comprende tutte le attività di prevenzione rivolte alle collettività ed ai singoli (tutela dagli effetti dell’inquinamento, dai rischi infortunistici negli ambienti di lavoro, sanità veterinaria, tutela degli alimenti, profilassi delle malattie infettive, vaccinazioni e programmi di diagnosi precoce, medicina legale)
l’assistenza distrettuale, vale a dire le attività e i servizi sanitari e sociosanitari diffusi capillarmente sul territorio, dalla medicina di base all’assistenza farmaceutica, dalla specialistica e diagnostica ambulatoriale alla fornitura di protesi ai disabili, dai servizi domiciliari agli anziani e ai malati gravi ai servizi territoriali consultoriali (consultori familiari, SERT, servizi per la salute mentale, servizi di riabilitazione per i disabili, ecc.), alle strutture semiresidenziali e residenziali (residenze per gli anziani e i disabili, centri diurni, case famiglia e comunità terapeutiche)
l’assistenza ospedaliera, in pronto soccorso, in ricovero ordinario, in day hospital e day surgery, in strutture per la lungodegenza e la riabilitazione, e così via.
Lea rappresentano il livello “essenziale” garantito a tutti i cittadini ma le Regioni, come hanno fatto fino ad oggi, potranno utilizzare risorse proprie per garantire servizi e prestazioni ulteriori rispetto a quelle incluse nei Lea.
30 dicembre 2012

Leggi l'articolo completo per vedere le novità, le esenzioni sui ticket, e le misure sull’appropriatezza della assistenza specialistica ambulatoriale. Consulta anche lo speciale "Legge di stabilità 2013, tutte le norme sanitarie".

01 novembre 2012

Il decreto Balduzzi è legge.


fonte: http://www.quotidianosanita.it

Il senato ha approvato in via definitiva il ddl di conversione del decreto sanità. Il testo non ha subito modifiche ulteriori ed è dunque identico a quello approvato due settimane fa dalla Camera. Cure primarie, intramoenia, responsabilità professionale, Lea, farmaci. Ecco come cambieranno. Tutte le norme, articolo per articolo.

31 OTT - Il Senato (con 181 sì, 43 no e 23 astenuti) ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, recante "Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute", senza alcuna modifica rispetto al testo già approvato dalla Camera.
 

Leggi la sintesi delle norme e il testo completo.

31 luglio 2012

Spending review, il senato approva. Per la sanità tagli per 6,8 miliardi da qui al 2015

fonte: quotidianosanita.it
Per la sanità cresce l'ammontare dei risparmi ora calcolati fino al 2015. Tagli ai farmaci, ai beni e servizi e ai posti letto.
Il testo passerà ora alla camera per l'approvazione definitiva.
Vai all'articolo originale dal quale leggere una sintesi delle modifiche apportate al testo originario, il maxiemendamento sul quale in governo ha posto la fiducia,  gli articoli di interesse sanitario e il testo dell'art. 15 "Disposizioni urgenti per l’equilibrio del settore sanitario e misure di governo della spesa farmaceutica" con le modifiche in grassetto (vedere, in particolare il comma 13, lettera c).