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21.9.17

Ospedale di Trecenta. BASTA LA SALUTE?


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

data 16 settembre 2017

BASTA LA SALUTE?


Ci sembra purtroppo che continuino nella sanità scelte che non tengono sempre conto di caratteristiche ambientali e umane. Le decisioni regionali ignorano peculiarità che la regione stessa ha voluto apporre al PSSR, quale la specificità territoriale del Polesine, e le decisioni della direzione dell’Asl 5 sempre più appaiono frutto di “creatività fantasiosa” piuttosto che di seria programmazione.
Facciamo esempi pensando a quanto detto dal dott. Compostella a Trecenta in Consiglio Comunale.
La neuroriabilitazione non può considerarsi un fiore all’occhiello se i servizi delle stanze e gli ausili non sono attrezzati per persone con disabilità. E’ ottima la professionalità  del personale, ma non sono utilizzabili adeguatamente i servizi. E non è di poco conto la mancanza della Risonanza Magnetica perché il trasporto di un paziente a Rovigo crea disagio,costa, impegna personale, rende il tutto poco tempestivo e quindi meno efficace. A meno che non si faccia lavorare meglio e di più quelle che ci sono. Dimenticavo: per farle funzionare ci vorrebbero altri radiologi che non ci sono (sono già in carenza) ed è anche per questo che ci sono lunghe liste d’attesa.
L’aumento del numero delle stanze di astanteria, al pronto soccorso, si sta trasformando nell’occupazione della stanza attrezzata anni fa proprio per una risonanza magnetica mai arrivata.
PMA: manca personale infermieristico-medico-sociosanitario e amministrativo. Gli infermieri presenti sono così tenuti a compiere diverse funzioni.
Perché sentiamo parlare di riduzione dell’attività di chirurgia ortopedica e poi vengono concessi 5 posti letto proprio per interventi Ortopedici a Porto Viro?
Attività radiologiche: Liste d’attesa indecenti e deserto nelle sale d’attesa. Poi c’è l’enigma del sabato: la presenza di operatori, ma senza appuntamenti.
Quando si dice l’organizzazione...)
Ambulatorio oncologico: riduzione del personale che, formalmente, si dice trasferito a Rovigo per ADDESTRAMENTO in attesa del servizio terapie in day surgery.
Si sta ignorando il problema di angiologia medica ed ematologia che si presenterà gravissimo con il prossimo pensionamento del primario dott. Ramazzina che, oltre a lasciare un enorme vuoto umano e professionale, lascerà scoperte 850 visite ematologiche l’anno. E poiché la (dichiarata) carenza di ematologi comporta già liste di attesa di 1 anno a Rovigo, è verosimile che questi pazienti si troveranno senza riferimento.
Servizio di medicina di base: un’assemblea tenuta a Baruchella annunciava per l’inizio di luglio l’allargamento della partecipazione di medici per il 1° luglio. Subito dopo è stato bloccata l’operazione.
Ambulatori: se non c’è il deserto il pomeriggio come tempo fa, c’è il deserto la mattina. La richiesta di un calendario dei servizi più volte avanzata non riesce a trovare risposta: non si è assolutamente in grado di contare su un quadro preciso con giorno - ora - scadenze dei servizi. Ma sappiamo che gli ambulatori vuoti sono dovuti per la gran parte alla carenza di personale (medico e infermieristico), aggravata dall'unificazione con Adria. Si parla di personale inferiore per il 13% rispetto alla Pianta Organica = 436 figure in meno.
Sono numeri che ci portano a ringraziare quotidianamente il personale che attualmente lavora spesso in  difficili condizioni.

Innumerevoli sono stati i tentativi del Comitato altopolesano dei Cittadini per il San Luca di sensibilizzare l'Ulss sui problemi del San Luca. Con risultati molto scarsi.
E martedì 12 sett. il Dg dell'Ulss nelle critiche al suo operato vede una sorta di complotto denigratorio (!?). Ovviamente inesistente. Ma la relazione tecnica, letta a sostegno delle sue affermazioni, conferma quanto da noi denunciato.
E ci dispiace sentire, anche in questa occasione, l'irritazione del presidente del Comitato dei Sindaci per quanto «viene riportato» sulla stampa.
Collaborare con l'Ulss per noi non significa accettare passivamente le decisioni spesso illogiche e disorganizzate che vengono dalla dirigenza. Punitive per i cittadini e sfregio al diritto alla salute.
E temiamo per il futuro.
Ricordare le dichiarazioni di Compostella radicalmente diverse nel tempo (3 maggio2016: «Troppi tre ospedali e tre case di cura» Pronto il piano dei tagli
6 maggio: «Nessun taglio agli ospedali» «non esiste alcun piano di tagli per l'Ulss 5 Polesana» non ci aiuta a sperare.
Temiamo ad esempio che il REPARTO VACCINAZIONI possa essere spostato arbitrariamente…
Noi segnaleremo nuovamente alla Corte dei Conti la situazione che ci dicono critica perché non ci sono soldi, ma che noi vediamo critica anche perché si spende male, troppo poco nel pubblico (ne è prova la relazione del dott. Marcolongo). E troppo nel privato.
Vorremmo ottenere una risposta soddisfacente, perché all’ospedale San Luca vediamo situazioni che non riteniamo proprie di una sanità pubblica efficiente che si dichiara virtuosa.
Noi paghiamo le tasse e vorremmo che i beni, le finanze, i servizi pubblici, fossero la destinazione finale dei nostri soldi. Che non devono finire nei profitti di cliniche e centri medici privati. Ma ci pare che l' obiettivo non sia la salute della gente.

Per i “complottisti” del Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca
La portavoce - Jenny Azzolini Rossi

24.11.16

Ospedale di Trecenta. Il piano della direzione generale



Il direttore generale e il direttore sanitario dell'Ulss 18 hanno presentato un programma per il "San Luca" alla conferenza dei sindaci dello scorso martedì.

Una proposta complessa che ora i comuni dovranno valutare con attenzione formulando anche ulteriori proposte e integrazioni.

Il dibattito è aperto (vedi sotto la rassegna stampa) e c'è da sperare che sia approfondito. Entro la prima decade di dicembre si riunirà nuovamente la conferenza dei sindaci per esprimere ufficialmente il proprio orientamento.

Scarica il piano della direzione Ulss 18

Consulta la Rassegna stampa (i nuovi articoli saranno aggiunti in coda):
Gazzettino 23 novembre 2016
Resto del Carlino 23 novembre 2016
La Voce 23 novembre 2016
RovigoOggi.it 23 novembre 2016, Corazzari
RovigoOggi.it 23 novembre 2016, Punto nascite
Resto del Carlino 24 novembre 2016, Brusco
RovigoOggi.it, 26 novembre 2016, Bartelle
Il Gazzettino, 27 novembre 2016, Bartelle
RovigoOggi.it, 28 novembre 2016, Brusco
Il Gazzettino di martedì 6 dicembre 2016
RovigoOggi.it, 9 dicembre 2016

21.11.16

CHE FINE HA FATTO LA CICOGNA? Incontro pubblico con la PMA dell'ospedale di Trecenta


Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell'ospedale "San Luca" di Trecenta

CHE FINE HA FATTO LA CICOGNA?
Fertilità: un bene prezioso per la donna e per la società
Come prendersene cura e aiutarla

Incontro con il Centro PMA

GIOVEDI' 24 NOVEMBRE 2016, ore 21.00

Sala "Paiolo"del Comune di Trecenta

6.4.16

In ginocchio la sanità del Regno Unito. Parliamone, prima che accada anche da noi

Fonte: quotidianosanità.it

Anni di tagli hanno messo in ginocchio la sanità del Regno Unito. Ora arriveranno 10 miliardi sterline per ammodernare il sistema e il parco tecnologico. Ma i conti della spesa corrente non tornano e il rischio è quello di ticket per tutti i servizi: dal medico di famiglia all’ospedale. E in Italia?

Leggi l'articolo completo.

E a Trecenta?

In Italia molti i segnali di malessere, fra tutti il sensibile aumento della mortalità registrato dall'Istat nel 2015. Vedi il precedente post Istat certifica aumento mortalità nel 2015: 54mila decessi in più rispetto al 2014.
E le notizie che vengono dal San Luca non sono confortanti. I problemi sono principalmente dovuti alla carenza di specialisti. I bandi per la copertura di posti a tempo determinato e le mobilità da altre Ulss vanno deserte. Ai concorsi si presentano pochi candidati, molti dei quali del sud, che non appena hanno il ruolo chiedono il trasferimento. Tutto questo comporta inevitabilmente una riduzione dell'attività chirurgica con enorme allungamento dei tempi d'attesa (per le colecisti si arriva a un anno). La Pma (procreazione medicalmente assistita) funziona regolarmente solo una settimana al mese per la mancata assunzione delle due biologhe necessarie. Attualmente il servizio vivacchia con un incarico precario rinnovato ogni quattro mesi. Anche qui liste di attesa lunghissime.
C'è un gran bisogno di rinnovamento tecnologico, molti strumenti risalgono all'anno di apertura dell'ospedale e non sono più riparabili.
Da ultimo, si parla della prossima eliminazione del medico del 118 a Trecenta nelle ore notturne, che dovrebbe essere sostituito dal medico di pronto soccorso che a sua volta dovrebbe essere sostituito dall'internista di guardia, come avveniva negli anni 70. Indietro di quarant'anni.

15.11.14

Pma di Trecenta. Verso la soluzione e la ripresa del servizio

Un atto concreto. Con un proprio provvedimento, il numero 684 dell'11 novembre scorso, il direttore generale dell'Ulss 18 ha approvato un incarico provvisorio per 24 ore settimanali alla biologa che, negli ultimi tempi, aveva già svolto questo incarico.
Il provvedimento è esecutivo dal 12 novembre per cui la ripresa effettiva del servizio dovrebbe essere veramente imminente.
Interessante la motivazione: "al fine di evitare ipotesi di interruzione di pubblico servizio". Inoltre, si legge, per evitare "grave danno alle circa 300 coppie in lista d’attesa per PMA secondo livello".
L'incarico è provvisorio e potrà durare al massimo sei mesi. Ma anche qui interviene, molto opportunamente, il decreto del direttore generale. Viene infatti deliberato di pubblicare un bando per la copertura stabile del posto di specialista ambulatoriale biologo con particolare capacità e cioè essere in grado di svolgere in prima persona e in autonomia le attività proprie della procreazione medicalmente assistita.

Scarica:
Il decreto del direttore generale n. 684 dell'11 novembre 2014
Il comunicato stampa di Guglielmo Brusco che per primo ha denunciato l'interruzione del servizio.
Leggi su questo argomento anche i post:
Blocco della Pma a Trecenta. Il responsabile minimizza: questione di giorni. Vedremo
Trecenta, bloccato il centro di procreazione medicalmente assistita

1.11.14

Blocco della Pma a Trecenta. Il responsabile minimizza: questione di giorni. Vedremo


Sul blocco delle attività del centro di procreazione medicalmente assistita dell'ospedale San Luca (vedi post precedente) interviene oggi il dott. Giancarlo Stellin. Il responsabile del centro minimizza e individua le cause nell'obiezione di coscienza espressa dichiarata (cinque mesi fa) dalle due biologhe in servizio e nelle lunghe pratiche burocratiche per l'indizione del concorso.
Sembra che la capacità di minimizzare sia un requisito indispensabile per poter ricoprire incarichi di rilievo all'interno dell'Ulss 18.
Stellin non spiega perché non è stato prorogato l'incarico provvisorio che ha consentito, fino a ieri, di continuare l'attività del centro. Ne vanta i buoni risultati, fino al 50% di successi in ottobre, ma non spende una parola sul motivo che ha determinato la mancata proroga dell'incarico e l'interruzione del servizio.
Intanto decine di donne, in lista d'attesa da mesi, dovranno attendere ancora.
Alle dichiarazioni del dott. Stellin ha prontamente replicato Guglielmo Brusco che ieri aveva sollevato il problema.

Leggi l'articolo completo del Resto del Carlino di oggi.
Leggi questo secondo articolo del RdC.
Vedi la replica di Brusco.

31.10.14

Trecenta, bloccato il centro di procreazione medicalmente assistita


Un servizio che funziona con ottimi risultati, un'eccellenza.
Ebbene non c'è pace neanche per questo nell'Ulss 18

Come un fulmine a ciel sereno arriva il comunicato di Guglielmo Brusco (Prc) che ci informa che il centro per la procreazione medicalmente assistita dell'ospedale di Trecenta è stato bloccato. Non sarebbe stato rinnovato l'incarico alla biologa chiamata a sostituire le due dipendenti dell'Ulss che hanno dichiarato obiezione di coscienza.

In ogni occasione i dirigenti dell'Ulss vantano, giustamente, la Pma di Trecenta come un'eccellenza per la sanità polesana. Bene, ma allora come si può arrivare a questa situazione di paralisi?

Scarica il comunicato completo.

10.2.14

Ultime notizie sull'ospedale di Trecenta

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Portavoce Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 04 – 02 - 2014


Ultime notizie sul "San Luca"

Noi vogliamo invitare gli altopolesani a non lasciarsi andare a profezie drammatiche (“i dise ch’i lo sara…”), ma ad esami obiettivi dell’efficienza del nostro ospedale e ad analisi attente delle responsabilità istituzionali: Regione (che assegna i fondi ai direttori generali), Dirigenti ULS, Sindaci.
Non va trascurato il danno che deriva dal disinteresse di troppi cittadini nei vari paesi, ma è bene che i cittadini siano informati in modo chiaro e comprensibile.

Per essere di aiuto in questo compito, il Comitato Altopolesano per il San Luca si impegna a fornire in tempi relativamente brevi un elenco dettagliato delle prestazioni e delle risposte che possiamo trovare nell’ospedale di Trecenta, cui contiamo di aggiungere informazioni sui servizi territoriali, una volta definito il quadro che sarà frutto del lavoro della dirigenza dell’azienda e dell’impegno di collaborazione dei sindaci.

L’esame delle schede ospedaliere suscita notevoli perplessità per quanto riguarda il San Luca: è prevista infatti una riduzione sensibile dei posti letto, compensata solo in parte da posti letto nelle strutture intermedie.
E non ci piace quanto abbiamo sentito dire sabato scorso dal vicepresidente della V Commissione Sanità Regionale, che cioè tagli importanti sono stati fatti solo nel pubblico, per noi non è in discussione la priorità del servizio pubblico rispetto al privato.

Ma la situazione suggerisce qualche riflessione ulteriore sul progetto regionale.

1) Le previste strutture intermedie prendono in carico pazienti che hanno superato la fase acuta della malattia ma hanno ancora problemi tali da non permettere loro il passaggio dall’ospedale alla propria casa con notevoli problemi per il paziente e suoi familiari. Ovviamente le strutture suddette devono affrontare costi per personale, farmaci, ecc., ma la regione prevede una diminuzione della spesa aziendale.
Meno soldi per qualche servizio in più: sarà possibile solo se tali strutture saranno attivate all'interno degli ospedali recuperando ambienti e personale precedentemente legato alla quota di posti letto per acuti che verranno “tagliati”. Questa pare la sfida su cui contare.

2) Il progetto però prevede un peso economico per il cittadino che dovrà spendere per le degenze sanitarie superiori ai 30 giorni.
NB.le degenze che superano tale periodo sono in genere legate a problemi di gestione familiare o sociale.

3) I tempi di realizzazione possono essere brevi se si tratta di una riconversione ospedaliera, perché al San Luca non mancano spazi e attrezzature; ma diventa insufficiente il personale, già scarso numericamente).
Resta sempre determinante il finanziamento della Regione.
Consola il fatto che la riduzione dei posti letto ospedalieri dovrà comunque avvenire - per legge - contemporaneamente all’attivazione dei posti letto per l’assistenza territoriale.

4) E’ stata aumentata l’offerta al San Luca del servizio di chirurgia a bassa complessità e per appuntamento, ed è previsto un servizio riabilitativo di più elevato livello.
Preoccupa la mancata citazione, nelle schede, di Chirurgia d’urgenza-emergenza e di Ginecologia.
Visto l’attuale potere di attrazione del nostro ospedale si teme che, se viene ridotto al San Luca il servizio di Ginecologia-Ostetricia, le donne che ora fanno riferimento a Trecenta non si rivolgano in massa all’ospedale di Rovigo e ciò comporterebbe un ulteriore problema economico per l’ULSS 18.
Per ostetricia-ginecologia verrà mantenuto il punto nascita che garantisce il parto in analgesia per circa il 30% dei parti naturali e viene mantenuta un’eccellenza quale la procreazione assistita.
Il fatto che resti il Punto Nascite, e quindi il reparto, fa sperare che si risolva positivamente anche il discorso ginecologia che non comporta particolare peso economico suppletivo.
Senz’altro verranno mantenuti al San Luca gli interventi ginecologici in regime di day surgery.

5) Rimarranno attivi gli altri servizi per acuti: Pronto Soccorso, Radiologia, Terapia Intensiva, Medicina.

Preoccupa (non poco) una dichiarazione poco chiara del Segretario Regionale della Sanità Veneta dottor Mantoan: “le risorse ci sono – è problema di pianificazione e condivisione”. Ora, dopo altre affermazioni come “la spesa sanitaria crescente per affrontare la cronicità” e “la sostenibilità sociale si realizza attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini e della comunità” il burocratese un po’ criptico del segretario regionale non è per noi tranquillizzante.

Noi non perderemo di vista le azioni che si succedono.

PS: negli ultimi tempi intanto si nota una crescita sensibile del numero di automobili nel parcheggio ospedaliero. Questo per noi significa qualcosa di positivo.

Per il Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca
La portavoce prof. Jenny Azzolini

Scarica il documento in formato pdf.

17.10.13

Mamma al San Luca con l'aiuto prezioso di tutto il reparto

Il ringraziamento di Valentina Borella

Diventare mamma è una bella esperienza, ma ha bisogno di essere accompagnata. Lo hanno fatto gli esperti del San Luca con Valentina Sorella, che tramite la Voce di Rovigo, ringrazia.

Il giorno 6 ottobre ho imparato tante cose in poche ore da quando sono stata ricoverata nel reparto di ostetricia - Ginecologia dell'Ospedale San Luca di Trecenta.
Ho imparato che l'ostetrica che ti accoglie non accetta che tu le dia del lei, accorcia le distanze dandoti del tu e ti senti subito meglio; che il monitor segna il battito cardiaco della creatura che ti abita ma in sala parto quella creatura non è solo figlio tuo, è il figlio di tutti i presenti; che il monitor segna le tue contrazioni e mentre tu vivi il dolore il personale che ti segue lo condivide con te insegnandoti a gestirlo; che nei momenti più duri ti vengono riservati gesti gentili che ti sollevano dalla fatica; che il camice e le divise del personale non sono scudi ma solo una divisa, nessuno in sala parto è indenne dalle emozioni; ho imparato che anche i medici, le ostetriche, le infermiere hanno paura così come ce l'hai tu ma hanno anche la stessa adrenalina che ti scorre nelle vene perché la vita sta per manifestarsi nella sua forma più grande.
Nel reparto di ostetricia - Ginecologia dell'Ospedale del San Luca mi hanno insegnato che sono una mamma e in quanto tale avrei saputo partorire e mio figlio avrebbe saputo nascere. A tutto il personale vorrei dire grazie di cuore perché mi sono sentita accolta e sostenuta dal primo all'ultimo momento, rimarrete per sempre i protagonisti dei ricordi del momento più bello della nostra vita.
Un particolare ringraziamento va alla dottoressa Cristina Dibello per essere stata in questi anni per me una preziosa compagna di viaggio, un valoroso sostegno quando le probabilità e le statistiche mi giocavano contro, un'amica preziosa, l'altra me stessa quando non ero in grado di prendermi cura di me stessa, la mia forza quando avrei voluto mollare la lotta. Per la sua professionalità, la sua disponibilità, la sua competenza e il suo entusiasmo per il suo essere la dottoressa ginecologa, ma prima di tutto la straordinaria persona Cristina Dibello. Grazie sempre.
Valentina Borella mamma di Riccardo Bin

Scarica la lettera pubblicata oggi su La Voce.

23.5.13

Viaggio nella procreazione medicalmente assistita (Pma)

Sul territorio polesano la procreazione medicalmente assistita (Pma) si esercita dal 1996, quando ancora le tecniche biomediche erano agli albori. Oggi il reparto di Pma è un fiore all'occhiello dell'Azienda Ulss 18 e ha sede all'ospedale di Trecenta.
Le schede ospedaliere allo studio della regione dovrebbero tenerne conto.

Vai alla notizia sul sito dell'Ulss 18.
Vai alla scheda di dettaglio (sito Ulss 18)

Rassegna stampa

Quei medici che regalano una piccola vita
L'aiuto alle coppie sterili
(Il Resto del Carlino, 22 maggio 2013)

Procreazione assistita, fiore all'occhiello per il San Luca
(La Voce di Rovigo, 22 maggio 2013)

Procreazione assistita, eccellenza dell'Ulss 18
(Il Gazzettino, 22 maggio 2013)

Su questo blog, vedi il post "...un piccolo ma splendido ospedale di campagna in provincia di Rovigo", Il parere di una neomamma ferrarese sull'ospedale di Trecenta.

16.5.13

Il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca sollecita una risposta da Zaia

Dallo scorso 9 maggio (vedi post precedente) il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca attende una risposta alla richiesta di incontro col presidente della giunta regionale Luca Zaia.
Le notizie sui tagli ai posti letto per acuti previsti dalle nuove bozze delle schede ospedaliere non fanno che aumentare la preoccupazione del comitato e di quanti hanno a cuore le sorti della sanità pubblica.
Ecco allora che Jenny Azzolini, portavoce del comitato, sollecita una risposta al presidente della giunta regionale. Questo il testo dell'e-mail inviata.


-----inizio documento
Ho visto sui quotidiani il suo annuncio circa la riduzione dei posti letto. Notizia generica che in sé non dice molto, ma che fa preoccupare.
Visto che giustamente parla ai giornali per informare sulla posizione della Regione in tema di sanità, mi sorprende che non risposta a una mail di un Comitato di cittadini, mail inviata una settimana fa e alla quale hanno fatto seguito mie telefonate interrogative alla sua segreteria..
Il problema salute, non c'è bisogno che glielo ricordi, è per tutti un problema serio. In Altopolesine lo è particolarmente per l'estensione geografica e per le caratteristiche sociali e abitative. Per questo infatti è stato inserito nel PSSR come territorio debole.
Nel contatto via email precedente il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca (di cui sono portavoce) ha allegato un documento (che le riproponiamo): conosciamo i problemi, ma sappiamo che ci sono soluzioni che si possono adottare e che possono essere anche un rinforzo economico.
Per questo trovo strano il suo silenzio. Ma confido che, sollecitato, dimostri la sua sensibilità e il suo impegno.
(Siccome desideriamo un confronto con lei, insieme a rappresentanza di sindaci, abbiamo bisogno di fissare una data che ci permetta di organizzare il viaggio).
La saluto e aspetto risposta a breve. La ringrazio.
Per il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca, Jenny Azzolini.
-----fine documento

9.5.13

Il Comitato altopolesano per il San Luca chiede un incontro al presidente della giunta regionale Luca Zaia

Dopo aver inviato un appello ai sindaci con la richiesta di sostenerne i contenuti presso la Regione Veneto (vedi post precedente) il Comitato altopolesano per il San Luca ha chiesto formalmente un incontro al presidente della giunta regionale Luca Zaia.
Ecco il testo dell'e-mail inviata da Jenny Azzolini, portavoce del comitato.

----inizio documento
----Messaggio originale----
Da: jazz1942@libero.it
Data: 9-mag-2013 15.08
A: "presidente Zaia"
Cc: "antonio.bombonato@nest2.com \\\\\\\\\\\\\\\"dott Orsini Arturo\\\\\\\\\\\\\\\", \\\\\\\\\\\\\\\"Dott. Francesco Provolo prefetto\\\\\\\\\\\\\\\", \\\\\\\\\\\\\\\"tiziana virgili\\\\\\\\\\\\\\\", \\\\\\\\\\\\\\\"vescovo soravito"
Ogg: impegno per il San Luca

Come già annunciato telefonicamente alla sua segreteria il Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca (che comprende rappresentanti di tutti i paesi dell'area) chiede formalmente un incontro con la S.V.per avere una risposta chiara e rassicurante sul futuro dell'ospedale San Luca e della sanità territoriale.

Il San Luca, ospedale dell'ULSS18, è punto di riferimento per una popolazione di circa 80.000 persone che attendono con fiducia ed ansia risposte circa il loro presente e futuro di "pazienti".

Della delegazione faranno parte anche sindaci dell'altopolesine o loro delegati.

In attesa di una cortese sollecita risposta invio distinti saluti. Jenny Azzolini, portavoce del Comitato.

0425701126/cell.3473490340   via Matteotti 82 - 45027 TRECENTA- Ro-

(Allego documento con le proposte del Comitato, di cui i sindaci sono a conoscenza)
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8.5.13

«Dare un futuro al nostro ospedale». Il comitato chiede un incontro alla Regione


Un appello ai 26 sindaci dell'altopolesine

Il Comitato altopolesano per il San Luca ha inviato un appello ai sindaci del Medio e dell'Alto Polesine, perché, in Regione, si facciano portavoce dell'importanza dell'ospedale San Luca e si battano per il
suo mantenimento e, ove necessario, potenziamento.

Visualizza l'appello completo

Scarica la rassegna stampa:

Dal comitato appello a 26 sindaci per difendere il territorio in Regione
la Voce di Rovigo, domenica 05-05-2013

«Dare un futuro al nostro ospedale»
Il comitato chiede un incontro alla Regione e si appella ai sindaci perché facciano altrettanto
Il Gazzettino, domenica 05-05-2013

Procreazione assistita e day hospital oncologico priorità per il comitato dell'ospedale di Trecenta
Il Resto del Carlino, domenica 05-05-2013

29.4.13

Ospedale di Trecenta: "Ora possiamo sperare!"

Da La Voce, venerdì 19 aprile 2013

La nota del Comitato altopolesano per il San Luca dopo l'importante incontro con la dirigenza dell'Ulss 18

Lo scorso 16 aprile il Comitato altopolesano per il San Luca ha incontrato il direttore generale e il direttore sanitario dell'Ulss 18, Orsini e Sortino.
Jenny Azzolini, portavoce del comitato, ha inviato ai giornali locali una nota che riassume l'esito della riunione.

"... E' lecito pensare al rafforzamento di oculistica, di endoscopia, di cardiologia, procreazione assistita, del day hospital chirurgico multidisciplinare e della Riabilitazione.
"Noi abbiamo chiesto ancora una volta la possibilità di vedere gli ambulatori specialistici operativi in modo continuativo. Possibilmente di giorno, quando per tutti è possibile accedervi. Pensiamo che solo così si possano accorciare i tempi di attesa."
"... Il Comitato a questo punto riconosce la disponibilità, ma intende riprendere il contatto con tutti i comuni dell'Altopolesine per un'azione tesa a ribadire le nostre necessità, i nostri diritti .
"Con tutta la comprensione per le difficoltà economiche del momento - è la conclusione - con una visione razionale delle possibilità, ma con la ferma intenzione di difendere il servizio pubblico come servizio prioritario.
"La Regione, il direttore Orsini, la Provincia , le amministrazioni devono dare risposte non solo formali , ma che siano la garanzia di un impegno reale".

Leggi l'articolo completo.

29.3.13

Procreazione assistita: sono quasi 5 mila le coppie che ne hanno fatto ricorso nel 2011

dalla pagina facebook del consigliere regionale Claudio Sinigaglia.

Sono quasi 5 mila le coppie che nel corso del 2011 hanno fatto ricorso alla procreazione medicalmente assistita rivolgendosi ai 36 centri autorizzati presenti in Veneto. Le coppie assistite sono state 1571 nei centri di primo livello (per il 60 per cento sono pubblici), e 3202 nei centri di secondo e terzo livello (22 per cento pubblici). Mentre i centri della sanità pubblica sono in flessione (due chiusure nell'ultimo quinquennio), quelli privati sono passati da 15 a 21. Le media regionale dei tempi di attesa per le coppie che fanno ricorso alle tecniche di inseminazione per avere un figlio oscilla - per il primo colloquio - tra i 4 mesi di Padova e i 12 mesi di Oderzo; per avere il primo trattamento bisogna aspettare 6 mesi a Padova e 24 mesi sempre ad Oderzo, con una media regionale di attesa che si attesta sui nove mesi. In aumento, infine, il numero delle coppie che provengono da altre Regioni. Questi i primi dati forniti alla commissione Sanità dall'assessore alla Sanità sull'attività e i tempi di attesa nei centri di procreazione medicalmente assistita in Veneto. Ad una prima informativa farà seguito una relazione più dettagliata.
In quella sede saranno dettagliati e analizzati i dati su provenienza delle coppie, percentuali di successo anche in relazione all'età delle donne, ripartizione dell'attività tra centri pubblici, centri privati e privati convenzionati, costi delle diverse tecniche, nel pubblico e nel privato.
Il consigliere Sinigaglia ha chiesto, inoltre, di verificare le ricadute della decisione veneta di autorizzare la fecondazione assistita in regime di servizio pubblico nelle donne fino ai 50 anni di età.

23.1.13

Guglielmo Brusco: “Difendiamo i punti nascita polesani”


I tagli alla sanità e il silenzio sulle schede ospedaliere.
L'organico del punto nascita di Trecenta va completato.

Guglielmo Brusco, assessore provinciale alla salute, interviene sul pericolo di chiusura dei punti nascita polesani.
Eppure le nascite ci sono. Il centro per la procreazione medicalmenteassistita è molto apprezzato, così come la casa del parto. E' la carenza di personale e la forzata riduzione dell'operatività del reparto a provocare lo spostamento degli utenti verso altre strutture.
Le bozze delle schede ospedaliere circolano in modo clandestino, in pochi le hanno viste, alla faccia degli impegni alla condivisione con i comuni.

Riporto integralmente il testo del comunicato del vice presidente della provincia.

-----inizio documento
Ho letto con grande attenzione della protesta di Ginecologi e Ostetriche contro il Ministro Balduzzi. Un ministro che sarà ricordato soprattutto per i tagli portati al sistema sanitario pubblico. Condivido le richieste di questi operatori sanitari e condivido anche le preoccupazioni del Dr. Giancarlo Stellin, circa il futuro dei Punti Nascite di Adria e Trecenta.
Questa preoccupazione deriva anche dal silenzio che circonda le schede ospedaliere.
I più alti rappresentanti regionali, anche polesani, ci avevano detto che le schede sarebbero state condivise con le istituzioni e le popolazioni territoriali. Invece dopo molti mesi le ipotesi sono a conoscenza di pochi addetti ai lavori, che rischiano di partorire soluzioni funzionali più a certi equilibri politici che alla popolazione. Il caso dei Punti Nascite è uno dei più evidenti.

Vediamo alcuni dati del nostro territorio polesano. I nati iscritti all’anagrafe dei comuni della provincia di Rovigo, sono per il 2011 (dati ancora provvisori) 674 nel Distretto 1 dell'Ulss 18 (Medio Polesine), 692 nel Distretto 2 (Alto Polesine) e 492 nell'Ulss 19 (Basso Polesine).
Premesso che Adria, proprio per essere sede ospedaliera principale dell'Ulss 19, pare essere più sicura, penso che ancora una volta l’assalto potrebbe arrivare, se non vengono mantenute tutte le promesse fatte di fronte al Prefetto e in tantissime riunioni pubbliche da esponenti politici regionali come l’Assessore Coppola, il Consigliere Corazzari, l’Assessore Coletto, il Presidente della Quinta Commissione Regionale Padrin e il Direttore Generale della Sanità Veneta Dr. Mantoan, nei confronti del San Luca di Trecenta.
Sarebbe l’ennesima ingiustizia nei confronti di una popolazione già molto penalizzata rispetto a tante altre genti del Veneto.
Bisognerebbe invece, partendo dai contenuti del Piano Regionale Socio-Sanitario che il concetto di ospedale su due sedi previsto in tale programma, fosse effettivamente praticato non solo quando serve per tagliare al San Luca (come successo quando il Dr. Marcolongo ha tagliato la Riabilitazione Pneumologica a Trecenta per trasferirla a Rovigo), ma anche quando ciò è utile per salvare ottime strutture come il Punto Nascite di Trecenta. Valutato ospedale unico su due sedi, questo avrebbe avuto in totale ben 1.228 nati (dato 2012), molto di più dei mille previsti in modo schematico da qualche politico poco attento.
Vogliamo aiutare o no le famiglie? Vogliamo che questa frase non sia soltanto uno slogan elettorale, ma trovi una sua reale applicazione? Per l’Alto Polesine questo vuol dire mantenere il Punto Nascite al San Luca, anzi svilupparne le potenzialità che sono molte.
Le nascite al San Luca nel 2012, sono state 393 (in leggero aumento rispetto al 2011), ma come abbiamo visto i nati dei comuni del Distretto 2, sono stati invece 692 (299 in più dei nati al San Luca). Esisteva perciò un buon 43% di bambini altopolesani in più che potevano nascere al San Luca. Non facciamo emigrare mamme e bambini. Rafforziamo e completiamo l’organico del Punto Nascite dell’Ospedale di Trecenta, più volte premiato per il settore donna, che ha già al suo interno una moderna Casa Parto, un’esperienza consolidata del parto indolore, la presenza 24 ore di Ginecologo e Anestesista e, a quanto mi è stato riferito un indice di problematiche tra i più bassi d’Italia. Possiamo anche vantare un Centro di Fecondazione Assistita molto apprezzato.
Di tutto ciò ringrazio a partire dal Dr. Stellin, tutto il personale che ha contribuito a questo centro di qualità, con l’auspicio che i rappresentanti politici polesani, riescano in Regione a difendere questo presidio utile alle famiglie altopolesane e non solo.
Rovigo, 21.01.2013
Brusco Guglielmo – Assessore provinciale alla Salute
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21.1.13

"Punti nascita a rischio a Trecenta e Adria"

Dal Resto del Carlino di lunedì 21 gennaio 2013

GINECOLOGI E OSTETRICHE SUL PIEDE DI GUERRA
E anche medici polesani aderiscono allo sciopero nazionale del 12 febbraio
«LA REGIONE VENETO NON HA ANCORA RESO NOTE LE SCHEDE OSPEDALIERE E DA ANNI SI LAVORA CON POCO PERSONALE»
«Prima potevamo operare cinque giorni a settimana - continua Stellin - ora siamo stati costretti a ridurli a quattro»

GINECOLOGI e ostetriche fanno sciopero anche in Polesine. La prima giornata di protesta il prossimo 12 febbraio.
Oltre al taglio dei fondi alla sanità previsti dal decreto Balduzzi, in Polesine ci sono altri motivi motivi per incrociare le braccia.
Il dottor Giancarlo Stellin, primario del reparto di ginecologia dell'ospedale di Rovigo e responsabile del centro per la fecondazione assistita di Trecenta spiega: «Innanzitutto la Regione Veneto non ha ancora reso note le schede ospedaliere (necessarie alla programmazione dei servizi ospedalieri, per capire dove e come saranno investiti i soldi, ndr) - inoltre da due anni si parla della chiusura dei punti nascite che non raggiungono i 500 parti l'anno e sembra sempre che quelli di Adria e Trecenta siano sul punto di sparire, senza contare che anni di continui tagli alla spesa sanitaria non permettono di migliorare né la sicurezza degli operatori né quella dei pazienti».
In rapporto alla pianta organica dell'Ulss 18, ad esempio, il reparto di ginecologia attualmente sta lavorando con due medici in meno e mancano anche alcune ostetriche. «Prima potevamo operare cinque giorni a settimana - continua Stellin - ora siamo stati costretti a ridurli a quattro».
Inutile chiedere al dottor Stellin se aderirà allo sciopero: «In quel periodo sarei in ferie, ma rientrerò per partecipare e spero si vada avanti a oltranza, come in Francia".

Leggi l'articolo completo.

5.10.12

Codice rosso per il San Luca

Il direttore generale dell'Ulss 18 ha bloccato tutte le assunzioni
Il direttore generale dell'Ulss 18 ha bloccato tutte le assunzioni fino alla fine del 2012. Martedì prossimo ci sarà una riunione urgente dello stesso direttore generale con i direttori del dipartimento emergenza, del dipartimento chirurgico e del laboratorio analisi.

La notizia è una bomba perché molti reparti e servizi sono in sofferenza proprio per carenza di personale, anche per quanto riguarda i medici. Degli impegni assunti dalla regione nella riunione dello scorso 27 gennaio in prefettura a Rovigo non c'è traccia. Nel frattempo c'è stata la spending review e soprattutto l'urgenza della regione Veneto di rientrare dal buco sulla spesa sanitaria.
Proviamo a riepilogare le situazioni più critiche per l'ospedale di Trecenta.
Ostetricia-ginecologia. Un medico trasferito.
Anestesia-rianimazione. Organico già ridotto; entro fine anno si perderà il primario e un altro medico.
Punto nascite. Potrebbe essere accorpato a Rovigo perché non raggiunge i mille parti l'anno. Che ne sarà del servizio di procreazione medicalmente assistita?
Protesi ortopediche. L'ordine è ridurre il numero degli interventi fino a fine anno.

7.8.12

...un piccolo ma splendido ospedale di campagna in provincia di Rovigo

Il parere di una neomamma ferrarese sull'ospedale di Trecenta.
Salve sono una neomamma ferrarese e, leggendo le varie polemiche riguardo l’apertura del nuovo Ospedale di Cona, volevo aggiungere una riflessione. A me e mio marito qualche anno fa è stata fatta diagnosi di infertilità di coppia. Da quel momento è iniziato un lungo cammino pieno di paure ma anche di speranze. Ora , dopo diversi tentativi e qualche fallimento, siamo finalmente genitori felicissimi di una stupenda bambina nata grazie a una FIVET eseguita al Centro PMA di Trecenta (RO).
Ora mi chiedo perché mai Ferrara, sede di un Ospedale Provinciale con annessa Università, sia l’unico capoluogo di provincia dell’Emilia Romagna dove non esiste un centro di procreazione assistita di 2 livello e le donne che necessitano di una fecondazione in vitro sono costrette ad emigrare in provincie limitrofe per trovare assistenza. Forse che un piccolo ma splendido ospedale di campagna in provincia di Rovigo ha più tecnologia e migliori professionalità del tanto blasonato Arcispedale Ospedaliero Universitario S. Anna? La cosa è ancora più assurda pensando che i 2 professionisti che lavorano al Centro PMA di Trecenta, il Dr Dossi e la Dssa Tomasi sono ferraresi! Entrambi sono nati, vivono, hanno studiato, si sono laureati, specializzati all’Università di Ferrara.
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