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16 settembre 2026

Il nuovo Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa (PNGLA 2026-2028)

MINISTERO DELLA SALUTE.

DECRETO 26 giugno 2026. Adozione del Piano nazionale di Governo delle liste d'attesa (PNGLA) 2026-2028 e relativi allegati.

MINISTERO DELLA SALUTE

DECRETO 26 giugno 2026 Adozione del Piano nazionale di Governo delle liste d'attesa (PNGLA) 2026-2028 e relativi allegati.

(26A04113) (GU Serie Generale n.195 del 24-08-2026 - Suppl. Ordinario n. 32)

Link alla GU:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/08/24/26A04113/sg

Scarica direttamente:

Scarica il testo in Gazzetta Ufficiale (pdf, 7,2 MB circa)

31 luglio 2026

Ministro Schillaci, marcia indietro sul prontuario farmaceutico

La revisione del prontuario farmaceutico non si farà o al massimo sarà un ritocco




Ennesima marcia indietro per il ministro della salute Orazio Schillaci. La revisione del prontuario farmaceutico non si farà o al massimo sarà un ritocco chirurgico. Secondo le indiscrezioni del sito Quotidiano Sanità, il dietrofront è arrivato dopo un incontro tra il ministro, il sottosegretario Marcello Gemmato, il presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) Robert Nisticò e i vertici dell’associazione delle case farmaceutiche Farmindustria. Eppure la revisione era prevista dall’ultima legge di bilancio allo scopo di razionalizzare la spesa farmaceutica. L’Italia, con 672 euro pro capite contro 481, spende per i farmaci il 40% in più della media europea. Negli ultimi anni è esplosa soprattutto la componente ospedaliera, pari a 16 miliardi di euro e in rapida crescita (+5% nel 2025).

Il tetto di spesa programmato l’anno scorso è stato sforato di oltre 4 miliardi, facendo finire buona parte degli investimenti in sanità pubblica nelle casse delle aziende. Per limitare l’esborso il governo avrebbe dovuto sfoltire il cosiddetto «prontuario farmaceutico nazionale», la lista dei farmaci rimborsati dal Ssn in base a accordi con le società, rimasto senza aggiornamenti dal 1993.

In questo lasso di tempo nell’elenco si sono accumulate diverse molecole con la stessa indicazione terapeutica ma prezzi diversi e altri ormai superati alla luce delle evidenze scientifiche. A giugno l’Aifa aveva proposto un criterio ragionevole per l’aggiornamento: per ogni indicazione terapeutica, il ministero avrebbe pagato a ciascuna azienda un prezzo di riferimento tarato sul farmaco meno costoso tra quelli che hanno analoga efficacia. In questo modo, i produttori sarebbero stati incentivati ad abbassare il prezzo per allinearlo a quello più basso in ciascun settore, con un risparmio per il Ssn di circa 500 milioni in cambio della rinuncia a profitti ingiustificati sul piano medico.

Com’era prevedibile, Farmindustria si è opposta con un ricatto nemmeno tanto velato: le imprese hanno minacciato di alzare i prezzi scaricando sui pazienti il costo della riforma. L’ultimatum ha ottenuto il suo effetto: la revisione del prontuario, ha deciso Schillaci, sarà assai più limitata e solo il prezzo di alcuni farmaci (ad esempio gli omega-3) sarà rinegoziato. I profitti farmaceutici sono salvi ma a farne le spese è il Ssn.

Il problema del prezzo dei farmaci sollevato da Farmindustria in realtà è pretestuoso: con la riforma del prontuario proposta dall’Aifa, ad essere penalizzati sarebbero i farmaci che costano di più ma non portano benefici ai pazienti. Per molte patologie, gli assistiti dispongono infatti di alternative meno costose a parità di efficacia (a patto che i medici di base gliele indichino). Ad esempio, i farmaci generici sono sotto-utilizzati: secondo gli ultimi dati Aifa, da noi rappresentano il 56% del consumo dei principi attivi a brevetto scaduto mentre la media europea è superiore al 70%, in Germania e nel Regno Unito supera l’80%.

[fonte Il Manifesto, 29 luglio 2026, leggi l'articolo originale]

02 luglio 2026

Un ricovero su 5 in ospedale a rischio inappropriatezza. Al Sud i dati peggiori. Ma rispetto al passato il trend è in miglioramento

fonte: quotidianosanità.it


Nel 2024 sono circa 1,7 milioni i ricoveri per acuti ad alto rischio di inappropriatezza: 691 mila in regime ordinario e poco più di 1 milione in regime diurno. Il Rapporto SDO (Scheda di dimissione ospedaliera) del Ministero segnala un miglioramento degli indicatori, ma conferma forti differenze regionali e la necessità di rafforzare i setting assistenziali alternativi all’ospedale.

Nel 2024 sono stati circa 1,7 milioni i ricoveri per acuti ad alto rischio di inappropriatezza, uno su 5. È il dato che emerge dal Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero del Ministero della Salute. Nel dettaglio, si tratta di 691 mila dimissioni in regime ordinario e di poco più di 1 milione di dimissioni in regime diurno.

Il dato, va precisato, non fotografa ricoveri “certamente inappropriati”, ma ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza, in particolare quando erogati in modalità ordinaria. Si tratta quindi di un indicatore utile a misurare quanto il sistema ospedaliero riesca a indirizzare i pazienti verso il setting assistenziale più adeguato, evitando il ricorso al ricovero ordinario quando la prestazione può essere erogata in forme meno intensive.

01 Luglio 2026

Leggi l'articolo completo

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Commento: il rapporto del Ministero della Salute (giugno 2026) capita a fagiolo. Il 30 giugno 2026 infatti è la scadenza del Pnrr per l'apertura delle Case della Comunità con tutte le funzioni previste dal decreto ministeriale n. 77/2022. Anche se non se non fotografa ricoveri “certamente inappropriati” suscita il sospetto che almeno in gran parte lo siano; quindi ecco che il governo provvederà con le Case della Comunità ai bisogni di assistenza sanitaria della popolazione! Ne segue che se non troviamo posto in ospedale la causa è da attribuire ai ricoveri inappropriati, non alla decimazione di posti letto tagliati negli ultimi vent'anni (più di 78.000 dal 2000 al 2020).

Nella mia piccolissima esperienza non ho trovato nessuno che desideri essere ricoverato inutilmente in ospedale, per sfizio. Viceversa, in molti casi abbiamo saputo tutti, credo, di persone ferme per giorni nell'astanteria di un pronto soccorso in attesa che si liberi un posto letto nei reparti dell'ospedale.

17 giugno 2026

Quando il ministro Giorgetti diceva «Chi va più dal medico di base?»

Governo con l’acqua alla gola. Mancano 13 giorni alla scadenza del 30 giugno per l’avvio di tutte le funzioni delle Case della Comunità.

A rischio 2 miliardi di fondi del Pnrr.


Il ministro Giancarlo Giorgetti. Foto Wikimedia Commons

Correva l’anno 2019 e il Ministro Giorgetti dichiarava: «Nei prossimi 5 anni mancheranno 45mila medici di base, ma chi va più dal medico di base, senza offesa per i professionisti qui presenti. Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su Internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito».

Si legga in proposito l’articolo de Il Sole 24 ore, 24 agosto 2019, intitolato “Giorgetti: «Chi va più dal medico di base?». Ma il 74% degli italiani ci va almeno una volta all’anno”, clicca qui per visualizzare l’articolo).

Giancarlo Giorgetti dal 22 ottobre 2022 è il ministro dell'economia e delle finanze nel governo Meloni.

Nella loro ansia di comprimere il ruolo dello Stato nel servizio sanitario nazionale per lasciare via libera alla sanità privata, pur nella piena consapevolezza della drastica riduzione del numero dei medici di famiglia che di li a poco si sarebbe verificata, hanno continuato a nascondere il problema. «Chi va più dal medico di base», diceva l’attuale ministro, ma l’Istat lo smentiva: il 74% degli italiani ci andava almeno una volta l’anno.

Ora, a pochi giorni dalla scadenza del Pnrr, si accorgono, dopo ben quattro anni dal decreto che le istituisce, che i medici di medicina generale servono a «popolare le case di comunità» (clicca qui per il relativo post).

Non ho parole o meglio le avrei ma non sono pubblicabili.


15 giugno 2026

A 15 giorni dalla scadenza il governo non sa ancora come «popolare le case di comunità»

Lavori in corso alla Casa della Comunità di Badia Polesine

Entro il 30 giugno 2026 le Case della Comunità dovranno essere aperte e attive con tutti i servizi previsti dal decreto ministeriale 77 del 23 maggio 2022 (clicca qui per il testo in gazzetta ufficiale). Dopo quattro anni dal decreto siamo, come al solito, in emergenza. Questo Paese vive in uno stato di emergenza continua.

Al Forum “G19+2 Sanità” a Genova il ministro Schillaci ha dichiarato: «Sono gli atti e le leggi a muovere le leve dello Stato in concreto, ma dobbiamo partire da un sentire comune e credo nessuna categoria, tantomeno i medici, possa pensare di dare una risposta negativa quando parliamo di popolare le case di comunità e di offrire una medicina più forte ai cittadini».

Dopo quattro anni e a quindici giorni dalla scadenza!

Leggi l'articolo completo di quotidianosanità.it del 15 giugno a questo link.

Riporto di seguito i servizi che devono essere presenti nelle Case della Comunità per rispettare il Pnrr.




15 agosto 2025

Vaccinazioni, “Scelti dal Ministro Schillaci due ultrà no-vax”

fonte: quotidianosanità.it 06 AGOSTO 2025


Vaccinazioni. Nominato il nuovo Nitag che guiderà la strategia nazionale per i prossimi tre anni. Ma scoppia la polemica, le opposizioni: “Scelti dal Ministro Schillaci due ultrà no-vax”.

Con un decreto firmato dal Ministro della Salute è stato istituito il nuovo Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni (Nitag), che sarà presieduto da Roberto Parrella. Il Nitag avrà il compito di supportare le politiche vaccinali nazionali con raccomandazioni basate su evidenze scientifiche, valutazioni indipendenti e un approccio integrato alle tecnologie sanitarie. Ma è polemica per la presenza nella lista di due membri che in passato hanno criticato le politiche vaccinali. IL DECRETO



Molte le reazioni tra i sanitari:
AGGIORNAMENTO

Nitag. Travolto dalle polemiche Schillaci revoca la commissione vaccini dopo appena dieci giorni

Il Ministro della Salute ha firmato oggi un decreto di revoca della commissione dopo appena dieci giorni dalla nomina. Dopo le polemiche e le critiche da parte della comunità scientifica, delle opposizioni e di parte della maggioranza per l’inserimento nella lista dei componenti di Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite (che in passato hanno criticato le politiche vaccinali) Schillaci azzera tutto. Se ne riparlerà a settembre.

12 febbraio 2025

Nell’ultimo decennio tagliati 10 mila posti letto e chiusi oltre 70 ospedali. Cresce il privato



Il ministero della Salute pubblica l'Annuario del Servizio sanitario nazionale relativo al 2023
Medicina del territorio sempre più in affanno

Sorprendente: in calo gli accessi ai pronto soccorso
Impietoso il raffronto tra i il 2013 e il 2023.

Ma il dato più sorprendente è quello riguardante gli accessi al pronto soccorso. In questi mesi ci hanno fatto una testa così affermando l'esatto contrario: "troppi codici bianchi e verdi", "troppi accessi impropri" e via di questo passo. Invece se nel 2023 si sono registrati 18.353.118 accessi nei pronto soccorso (311 accessi ogni 1000 abitanti), nel 2013 erano stati 20.551.053 con una media di 338 accessi ogni 1.000 abitanti. Nel 2023 sono quindi stati 2 milioni in meno.

Domanda: ma quante balle ci raccontano?

Sempre meno ospedali. In 10 anni ne sono stati chiusi 74, ben il 7%.

Posti letto: Rispetto a 10 anni fa tra pubblico e privato ne sono stati tagliati oltre 10.000. Nel 2013 ce n’erano 226.387 contro i 215.827 del 2023.

Chiuso un decimo dei Consultori.

Centri di Salute mentale - 17% (erano 1.603 dieci anni e fa sono diventati 1.334 nel 2023).

Meno medici convenzionati. I medici di famiglia dai 45.203 che erano nel 2013 sono diventati 37.983 nel 2023 (-7.220). In calo anche i pediatri (-999 in 10 anni per un totale nel 2023 di 6.706 unità). In frenata anche i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) che dagli 11.533 che erano nel 2013 sono diventati 10.050 nel 2023 (-1.483).

Le Ulss/Asl sono passate dalle 143 del 2013 alle 110 del 2023.

Cresce l’assistenza domiciliare integrata (Adi). In 10 anni sono praticamente raddoppiate le persone assistite: dai 732.780 pazienti del 2013 nel 2023 esse sono state 1.645.234. A peggiorare però sono le ore dedicate a ciascun paziente: nel 2013 erano 18 contro le 15 ore del 2023.

Invito a leggere l'articolo nella sua interezza con la possibilità di scaricare gli annuari 2023 e 2013.

Vedi anche la sintesi prodotta dall'Ansa.

27 agosto 2024

LISTE D'ATTESA, aggiornata la normativa vigente


Aggiornato il post Liste d'attesa, la normativa nazionale e regionale (Veneto) con:

  • la Deliberazione della Giunta Regionale n. 626 del 04 giugno 2024 "Aggiornamento del Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (PRGLA). Deliberazione/CR n. 35 del 9 aprile 2024".
  • DECRETO-LEGGE 7 giugno 2024, n. 73 "Misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie" e relativa legge di conversione.

Vai al post

17 aprile 2024

Liste d'attesa, la normativa nazionale e regionale (Veneto)

Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2025.

Post in corso di aggiornamento ma già ora è possibile rilevare alcune irregolarità nella gestione delle liste d'attesa. I comitati aderenti al Coordinamento Veneto Sanità Pubblica (CoVeSaP) si stanno organizzando per assistere i cittadini nei confronti dei quali non vengono rispettati i tempi per l'effettuazione di visite ed esami strumentali.

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" ha aperto un primo Sportello per il Diritto alle Cure a Trecenta.

Lo Sportello per il Diritto alle Cure di Trecenta è ospitato presso la Sala parrocchiale dell'Oratorio Don Bosco, in Piazza San Giorgio 125, e sarà attivo ogni giovedì dalle 16.30 alle 18.30.

La normativa

Art. 19 legge 833/1978

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 1992, n. 502 "Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421"

Vedi Art. 14, comma 5:

5. Il direttore sanitario e il dirigente sanitario del servizio, a richiesta degli assistiti, adottano le misure necessarie per rimuovere i disservizi che incidono sulla qualità dell'assistenza.
Al fine di garantire la tutela del cittadino avverso gli atti o comportamenti con i quali si nega o si limita la fruibilità delle prestazioni di assistenza sanitaria, sono ammesse osservazioni, opposizioni, denunce o reclami in via amministrativa, redatti in carta semplice, da presentarsi entro quindici giorni, dal momento in cui l'interessato abbia avuto conoscenza dell'atto o comportamento contro cui intende osservare od opporsi, da parte dell'interessato, dei suoi parenti o affini, degli organismi di volontariato o di tutela dei diritti accreditati presso la regione competente, al direttore generale dell'unità sanitaria locale o dell'azienda che decide in via definitiva o comunque provvede entro quindici giorni, sentito il direttore sanitario. La presentazione delle anzidette osservazioni ed opposizioni non impedisce ne preclude la proposizione di impugnative in via giurisdizionale.

DECRETO LEGISLATIVO 29 aprile 1998, n. 124

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 16 aprile 2002 "Linee guida sui criteri di priorità per l'accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e sui tempi massimi di attesa. (GU Serie Generale n.122 del 27-05-2002)"

LEGGE 23 dicembre 2005, n. 266 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006)". Vedi art. 1, comma 282

282. Alle aziende sanitarie ed ospedaliere è vietato sospendere le attività di prenotazione delle prestazioni di cui al citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 novembre 2001. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano, sentite le associazioni a difesa dei consumatori e degli utenti, operanti sul proprio territorio e presenti nell'elenco previsto dall'articolo 137 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, disposizioni per regolare i casi in cui la sospensione dell'erogazione delle prestazioni è legata a motivi tecnici, informando successivamente, con cadenza semestrale, il Ministero della salute secondo quanto disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 aprile 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 27 maggio 2002. (20)

(20) La Corte costituzionale con sentenza 18 aprile - 8 maggio 2007, n. 162 (in G.U. 1a s.s. 16/5/2007, n. 19) ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 282, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2006), limitatamente alle parole "sentite le associazioni a difesa dei consumatori e degli utenti, operanti sul proprio territorio e presenti nell'elenco previsto dall'articolo 137 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206"".

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 600 del 13 marzo 2007 "Piano Nazionale di contenimento dei tempi di attesa per il triennio 2006-2008 di cui all'articolo 1, comma 280 della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Piano Attuativo Regionale: integrazione D.G.R. n. n. 3535 del 12.11.2004 e n. 2066 del 27.06.06."

LEGGE REGIONALE  n. 19 del 25 ottobre 2016 "Istituzione dell'ente di governance della sanità regionale veneta denominato "Azienda per il governo della sanità della Regione del Veneto - Azienda Zero". Disposizioni per la individuazione dei nuovi ambiti territoriali delle Aziende ULSS." Vedi art. 28 sulle liste d'attesa.

Deliberazione della Giunta Regionale n. 320 del 12 marzo 2013 "Il governo delle liste di attesa nelle Aziende Sanitarie della Regione Veneto".

LEGGE REGIONALE  n. 30 del 30 dicembre 2016 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2017".
Vedi art. 38, comma 4, lettera f) e lettera l).

  • f)    almeno il 90 per cento delle prestazioni prioritarizzate deve essere erogato entro i tempi massimi previsti da ogni classe di priorità da parte delle Aziende ULSS e ospedaliere nonché dalle strutture private accreditate. Il restante 10 per cento deve essere erogato entro i successivi dieci giorni nel caso di classe B, entro i successivi trenta giorni negli altri casi.
  • l)    non è ammessa la chiusura delle agende di prenotazione.

Decreto del presidente del consiglio dei ministri 12 gennaio 2017
Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. (17A02015)
(G.U. Serie Generale , n. 65 del 18 marzo 2017)

LEGGE REGIONALE  n. 48 del 28 dicembre 2018 "Piano socio sanitario regionale 2019-2023".

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 479 del 23 aprile 2019 "Recepimento dell'intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e Provincie Autonome di Trento e Bolzano, sul Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa per il triennio 2019-2021, di cui all'articolo 1, comma 280, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, del 21 febbraio 2019".
Aggiornamento: relativamente alle prestazioni ambulatoriali le disposizioni contenute in questa Dgr sono superate dalla Deliberazione della Giunta Regionale n. 626 del 2024 (vedi più sotto). Rimangono, invece, in vigore le disposizioni riguardanti le prestazioni ospedaliere.

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 1164 del 06 agosto 2019 "Adozione del Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (PRGLA) a seguito del recepimento dell'Intesa tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome sul Piano Nazionale di Governo delle liste d'attesa per il triennio 2019-2021 con DGR del 23 aprile 2019 n. 479. Deliberazione n. 69/CR del 28 giugno 2019".
Aggiornamento: relativamente alle prestazioni ambulatoriali le disposizioni contenute in questa Dgr sono superate dalla Deliberazione della Giunta Regionale n. 626 del 2024 (vedi più sotto). Rimangono, invece, in vigore le disposizioni riguardanti le prestazioni ospedaliere.

Deliberazione della Giunta Regionale n. 341 del 17 marzo 2020 "Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (PRGLA). Integrazione alla delibera n. 1164 del 6 agosto 2019. Deliberazione n. 16/CR del 18 febbraio 2020."

Deliberazione della Giunta Regionale n. 626 del 04 giugno 2024 "Aggiornamento del Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (PRGLA). Deliberazione/CR n. 35 del 9 aprile 2024".
Pubblicata sul Bur n. 78 del 14 giugno 2024, entro sessanta giorni le "
le Aziende ULSS, Ospedaliere e IOV di aggiornare i propri Piani Attuativi Aziendali" e "trasmetterli alla competente Direzione Programmazione Sanitaria per le valutazioni di competenza".

DECRETO-LEGGE 7 giugno 2024, n. 73 Misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie. Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 29 luglio 2024, n. 107. Testo unificato, link a normattiva.it

Deliberazione della Giunta Regionale n. 333 del 01 aprile 2025 "Prestazioni sanitarie erogate a favore dei cittadini residenti nella Regione del Veneto. Contenimento dei tempi di attesa per l'erogazione delle prestazioni Sanitarie - Finanziamento aggiuntivo per l'anno 2025."
Con questa deliberazione la Giunta Regionale destina 
42.300.000,00 euro al contenimento delle liste di attesa. Di questi 22,3 milioni di euro finanzieranno l'attività aggiuntiva del personale mentre 20 milioni di euro andranno ad aggiungersi a quanto già destinato per l’acquisto di prestazioni erogate dalle strutture private accreditate.

24 novembre 2023

Privatizzazioni in sanità, se non ci pensa Zaia provvede il governo Meloni

Il governo aumenta i posti universitari per medicina ma privilegia il privato. Le università di Padova e Verona restano a bocca asciutta

Ignorato il parere contrario del Coreco


In sanità le privatizzazioni fanno un altro passo avanti. Dopo le case di cura private convenzionate con il pubblico, arriva ora un corso universitario di medicina, a Venezia, proposto da UniCamillus, ente totalmente privato.

Ignorato dal governo il parere contrario del Comitato regionale di coordinamento delle Università del Veneto (Coreco).

Le Università di Padova e Verona, che già avevano ottenuto un aumento del numero chiuso rispettivamente di 60 e 30 unità e che si erano dichiarate pronte ad assorbire un ulteriore incremento di posti a medicina, sono state ignorate. La ministra Bernini la preferito decretare in favore della proposta privata.

UniCamillus ringrazia - "ettecredo" direbbero a Roma - e immagino che sarà riconoscente.

Leggi l'articolo del Gazzettino del 15 novembre 2023.

18 maggio 2022

“Dm 71”. In Gazzetta le motivazioni alla base della decisione del Governo di andare avanti anche senza l’intesa in Stato-Regioni


di Luciano Fassari

Pubblicata la delibera del Cdm che dà il via libera all'adozione del decreto del Ministro della salute, di concerto con il Mef, recante “Modelli e standard per lo sviluppo  dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale”. Dalla scadenza imminente della milestone del Pnrr, alla necessità di affiancare al Dm 70/2015 la riforma del territorio fino ai rilievi della Corte dei conti sulla debolezza dell’assistenza territoriale e a tutti i tentativi fatti per convincere la Regione Campania a dare l’intesa ecco tutte le motivazioni per cui il Governo ha deciso che il Dm 71 deve andare avanti. LA DELIBERA

Vai all'articolo completo

Legge di Bilancio 2022. Tutte le misure per la sanità

Per la sanità il pacchetto è nutrito a partire dalla dote di finanziamento corrente che cresce di 2 miliardi l'anno per tre anni, cui si aggiungono altri 2 miliardi in conto capitale. Ma sono moltissime le norme di interesse per il settore: dalla proroga delle Usca alle indennità per il personale dei pronto soccorso. IL TESTOLEGGI L'ARTICOLO

Vai allo speciale di quotidianosanita.it

15 aprile 2021

I sindacati dei medici: OSPEDALI SONO SOVRACCARICHI, NO A UN ALLENTAMENTO PREMATURO DELLE RESTRIZIONI

 


Covid-19
Rallenta la crescita dei contagi ma continua il sovraccarico di tutto il sistema ospedaliero. Gli indici di occupazione delle terapie intensive e dei reparti Covid sono ben oltre le soglie critiche. Oltre mezzo milione di contagi attivi, centinaia di morti ogni giorno.

Scarica in formato pdf il comunicato stampa in data  13 aprile 2021 firmato dai sindacati ANAAO ASSOMED – CIMO-FESMED – AAROI-EMAC – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – UIL FPL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA, VETERINARIA SANITARIA – CISL MEDICI.

Lo straordinario impiego di risorse umane nella lotta alla pandemia ha causato la perdita di milioni di prestazioni sanitarie. In proposito vedi il precedente post Covid ferma le cure. Censis: «Saltate 46 milioni di visite, 14.000 diagnosi di tumore in meno».

17 gennaio 2020

CARENZA SPECIALISTI ED ESODO PENSIONI: gli studi Anaao Assomed dal 2010 ad oggi



Dal sito:
✅ Inizia nel 2010 l'attività dell'Anaao Assomed di analisi e studio dei fenomeni legati alla cattiva programmazione del personale, con la conseguente carenza di specialisti fino all'esodo di medici e dirigenti per effetto dei pensionamenti.
✅ Numeri allarmanti che alla fine sono riusciti a portare il tema nell'agenda politica.
✅ E grazie all'azione dell'Anaao dopo dieci anni si parla anche di soluzioni.

Vai alla pagina dedicata.

25 gennaio 2018

Così stanno uccidendo la sanità pubblica

Inchiesta de l'Espresso sulla sanità pubblica

22 gennaio 2018

Il Servizio sanitario nazionale compie quarant’anni, sempre più aggredito da tagli e privatizzazioni. E mentre la fetta di Pil per gli ospedali 
sta scendendo sotto la soglia che garantisce l’accesso alle cure, le liste d’attesa si allungano, i giovani medici vengono sottopagati e gli infermieri sono costretti a turni di 16 ore

DI GLORIA RIVA
Vai al sito

02 marzo 2017

25 settembre 2016

Sanità: Cgil, in arrivo ticket per 60 mln con i nuovi Livelli di assistenza

Il trucco è semplice: classificare alcune prestazioni chirurgiche, finora effettuate in Day Surgery e quindi gratuitamente,  come "prestazioni ambulatoriali" e quindi soggette a ticket.
L'intervento di cataratta, ad esempio, non sarà più gratuito.

fonte: ANSA, 24 settembre 2016

Nuovi ticket a carico dei cittadini pari ad un totale stimato di 60 mln di euro: verranno introdotti con i nuovi Livelli di assistenza (Lea). Lo segnala la Cgil, sulla base dei dati della relazione tecnica del ministero della Salute al decreto sui Lea. Circa ''20 mln - spiega all'ANSA Stefano Cecconi, responsabile Politiche Salute Cgil - si otterranno dai nuovi ticket derivati dallo spostamento di alcune prestazioni dal regime Day Surgery a quello ambulatoriale e 40 mln dall'introduzione di nuove prestazioni ambulatoriali''.
L'intervento di cataratta, ad esempio, non sarà più gratuito.
''Sono in arrivo nuovi ticket - afferma Stefano Cecconi - e questo anche perchè, con i nuovi Lea, varie prestazioni chirurgiche finora effettuate in Day Surgery, e quindi gratuitamente, saranno trasferite in regime di prestazione ambulatoriale che implica il pagamento del ticket''. Sono prestazioni chirurgiche che vanno dalla cataratta al tunnel carpale, dall'ernia al dito a martello. Secondo ''le stime del ministero - spiega Cecconi - con i nuovi Lea si realizzeranno maggiori entrate per il Servizio sanitario nazionale pari a 60,4 mln di euro: in particolare, circa 20 mln si otterranno dai nuovi ticket derivati dallo spostamento di alcune prestazioni dal regime Day Surgery a quello ambulatoriale e 40 mln dalla introduzione di nuove prestazioni ambulatoriali nell'elenco dei Lea''.
Leggi l'articolo originale

28 luglio 2016

PIANO NON AUTOSUFFICIENZE, TESTO PRONTO. "MISURERÀ LO STATO DI BISOGNO REALE"


(27 luglio 2016)

L'iter dovrebbe concludersi in un paio di mesi, visto che, di fatto, le regioni hanno già dato ieri il loro via libera.

Il Tavolo interministeriale ha licenziato il documento, arrivato in Conferenza Stato-Regioni il decreto di riparto del fondo 2016: alle regioni vanno 390 milioni, i restanti 10 al ministero del Lavoro. Lamanna (Comitato 16 novembre): "Grazie a eroi che, a volte in barella, hanno sopportato 16 presìdi per ottenere questo risultato. Ora il fondo raddoppi"

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08 gennaio 2016

Due reparti maternità a rischio: Trecenta e Adria

da La Voce di Rovigo, venerdì 8 gennaio 2016


Gli indirizzi del ministero prevedono la chiusura dei punti nascita di Adria e Trecenta
Il direttore Compostella: "L'organizzazione la da la Regione. Io lavoro per farli funzionare bene"


Punti nascita degli ospedali di Adria e Trecenta a rischio chiusura. Un allarme rilanciato dalle indicazioni del ministro della salute Beatrice Lorenzin che prevedono la chiusura di sette punti in Veneto, fra questi quelli di Adria e Trecenta.
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Dall'Ulss 18 però di Rovigo si tende a non considerare affatto oro colato la linea guida del ministero, perché in materia di sanità la programmazione spetta alla Regione. E infatti è lo stesso neodirettore generale dell'Ulss 18, e commissario dell'Ulss 19, Antonio Compostella, a precisare che "la chiusura dei punti nascita è uno dei punti delle linee guide del ministero. Il ministro Lorenzin, le ha espresse sulla scorta di approfondimenti scientifici, ma non sono cogenti, perché in tema di sanità è il legislatore regionale che ispone". Entrando nello specifico poi Compostella aggiunge che "io mi occupo di cose oggettive, e a fare fede sono le schede ospedaliere che la Regione Veneto ha varato alla fine del 2013, schede dove si elencano i fabbisogni in tema di sanità dei territori regionali. Ed è in base a queste esigenze di ciascun bacino territoriale che si stabilisce che i punti nascita di Rovigo, Adria e Trecenta sono punti fissi dell'organizzazione sanitaria veneta. Io a questo mi devo attenere e il mio compito sarà quello di farli funzionare, non certo di chiuderli".
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"La permanenza dei punti nascita più piccoli è comunque una scelta strategica, perché presidi irrinunciabili. Se per una programmazione territoriale si decide di tenere aperti punti nascita sotto i 500 parti l'anno bisogna garantire a ognuno di essi il minimo del personale necessario".

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