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13.1.26

Riforma del SSN. Il governo punta a una legge delega

Una delega per avere le mani libere, ma attenzione: senza un euro in più



Dopo la proposta del nuovo assessore regionale alla sanità del Veneto per gli ospedali "liquidi", il governo introduce quelli "elettivi", senza Pronto Soccorso. Ma gli "ospedali e basta" non esistono più?

«Integrare ospedale e territorio» dice il governo. Ma da quanto tempo se ne parla? Da decenni. E ogni volta è stata una fregatura. Per avere un'idea della prossima vi invito a leggere questo primo articolo di quotidianosanità.it (clicca sul titolo qui sotto per visualizzarlo) contenente anche il testo del disegno di legge del governo.

Al via la riforma del Servizio sanitario nazionale. Nascono gli ospedali di terzo livello e quelli “elettivi” senza Pronto Soccorso. Riordino disciplina per medici di famiglia e pediatri


21.11.25

Lo stato del "San Luca". La cronaca del dibattito in Sala civica a Trecenta

Lo scorso 12 novembre si è tenuto, in sala civica a Trecenta, un dibattito sullo «stato dell'ospedale 'San Luca'» al quale sono stati invitati tutti i candidati del collegio di Rovigo alle prossime elezioni regionali per chiedere loro «impegni, non promesse elettorali».

L'invito del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" è stato accolto da numerosi candidati ma significative sono state le assenze.

Negli articoli che seguono l'annuncio e la cronaca della serata seguita dal pubblico che ha gremito la sala e dal Gazzettino di Rovigo, che ringraziamo per l'attenzione.

Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"

Il Gazzettino, 11-11-2025 Prima pagina

Il Gazzettino, 11-11-2025 Pag. IX

Il Gazzettino, 14-11-2025 Prima pagina

Il Gazzettino, 14-11-2025 Pag. III


8.10.25

Castelmassa. Una sanità pubblica allo sbando su tutti i fronti, pronta a cedere il passo a quella privata

Ci sono (quasi) riusciti.

Il Gazzettino, 8 ottobre 2025

Il Gazzettino, 8 ottobre 2025

In Consiglio comunale a Castelmassa, lo scorso 7 ottobre 2025, la direzione dell'Ulss 5 ha dichiarato fallimento e la risposta, per tutto, è una sola: manca il personale.

E' stato un "si salvi chi può" quello dei dirigenti dell'Ulss 5 ieri durante un consiglio comunale seguito da numerosi attenti cittadini.

Stretta tra due Decreti Ministeriali la sanità pubblica è all'angolo:

  • Da un lato il Dm 70/2015 che ha tagliato reparti (e ospedali) in tutta Italia in nome dell'efficienza e del numero di casi trattati (e che ha fatto chiudere il punto nascite e il reparto di ostetricia e ginecologia a Trecenta);
  • Dall'altro il Dm 77/2022 che vorrebbe rimediare al disastro attraverso una sanità diffusa sul territorio ma che ormai, dopo anni di tagli e di fuga di medici e infermieri verso il privato, si trova a corto di personale e, probabilmente, nell'impossibilità di dare piena attuazione alle Case della Comunità.

Resta un mistero: il numero di posti letto attivi al San Luca.

Ancora una volta, così come nel Consiglio comunale di Badia Polesine (vedi precedente post), anche a Castelmassa il direttore generale e il direttore sanitario dell'Ulss non ci hanno detto - e non lo hanno detto nemmeno ai consiglieri comunali - quanti posti letto siano effettivamente attivi all'ospedale di Trecenta.

La Conferenza dei Sindaci dell'Ulss DEVE verificare la reale situazione dell'ospedale. Basta con i Ponzio Pilato!

3.10.25

L'ospedale di Trecenta in Consiglio comunale a Badia Polesine. Ripulito il quarto piano ma preoccupa il futuro

Resta l'incognita dei posti letto effettivamente attivi. Si conferma l'urgenza di un sopralluogo della conferenza dei sindaci.



L'Interrogazione di Badia Domani sulle criticità al “San Luca” di Trecenta (vedi post) è stata discussa dal consiglio comunale di Badia Polesine lo scorso lunedì 29 settembre 2025.

Ringraziamo il gruppo consiliare per l'iniziativa e l'amministrazione comunale per l'evidenza data all'argomento inserito al primo punto dell'ordine del giorno. Significativa anche la disponibilità ad aprire una discussione più ampia sullo stato dei servizi dell'ospedale e l'invito alla partecipazione dei dirigenti dell'Ulss 5.

Motore di tutto è stata l'interrogazione presentata a fine giugno dal deputato Enrico Cappelletti (M5S) sullo stato di degrado di tre dei quattro reparti al quarto piano del "San Luca" (vedi il precedente post Ospedale di Trecenta. Il degrado di tre reparti al quarto piano). Dopo un'iniziale smentita del direttore generale e del direttore sanitario dell'Ulss, c'era stata la contro-smentita del deputato che ha pubblicato su facebook foto purtroppo assai eloquenti delle condizioni in cui versavano il reparto malattie infettive e i due ex reparti Covid, abbandonati dopo la pandemia. Nessuna comunicazione è pervenuta in questi mesi dalla Conferenza dei Sindaci dell'Ulss.



Come Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" abbiamo formalizzato via pec alla Conferenza dei sindaci (vedi post) la richiesta di nomina di una delegazione incaricata di effettuare un sopralluogo all'ospedale di Trecenta per verificare lo stato dei reparti citati e l'effettiva dotazione di posti letto attivi in tutti i reparti dell'ospedale. Nessuna risposta dal presidente della conferenza.



L'interrogazione del consigliere comunale Manuel Berengan (Badia Domani) ha sbloccato la situazione, almeno per quanto riguarda il Comune di Badia Polesine.
Abbiamo così appreso che i tre reparti al quarto piano sono stati ripuliti e riordinati. Un video di sei minuti è stato appositamente proiettato in consiglio. Bene.


L'occasione ha dato modo ai dirigenti dell'Ulss di comunicare alcuni dati e di fornire la loro visione del futuro degli ospedali. E qui qualche considerazione va fatta.


La fisarmonica dei posti letto

I posti letto assegnati dalle schede ospedaliere del Piano Socio Sanitario Regionale all'ospedale di Trecenta sono 132 (centotrentadue). I posti letto dell'ospedale di comunità, collocato al San Luca ma che poteva essere ospitato in un punto sanità o in una casa di riposo, non sono posti letto ospedalieri e, infatti, sono inseriti nelle schede territoriali del Pssr.

Ma il Direttore Sanitario dell'Ulss non distingue: ha fatto credere al consiglio comunale che sono la stessa cosa e li ha contabilizzati nel totale dei posti letto dell'ospedale. Non ha precisato ai consiglieri che l'ospedale di comunità fornisce, per un massimo di trenta giorni, soltanto un'assistenza infermieristica supportata, per poche ore al giorno, da un medico di medicina generale. Dal totale dei posti letto, comunque assai lontani dalla programmazione regionale, occorre quindi togliere i 29 posti letto "territoriali" dell'ospedale di comunità. Poco tempo fa il Direttore Generale dell'Ulss ne comunicava 84, la Dr.ssa Destro non ha fornito un dato preciso.

Non ha detto la Dr.ssa Destro che, da giugno, i posti letto della medicina di Trecenta (e solo quella di Trecenta) sono stati dimezzati per le ferie del personale. Non ci ha detto neanche - e non lo ha detto al Consiglio comunale - se quei posti letto sono stati ripristinati dopo il periodo estivo.

E allora quanti sono effettivamente i posti letto attivi nell'ospedale di Trecenta?


L'indicazione del Punto di Primo Intervento al "San Luca"

Il Punto di Primo Intervento non è un Pronto Soccorso

Per tutto il tempo del suo intervento la Dr.ssa Destro, direttore sanitario, ha sempre parlato di Pronto Soccorso mentre quello del San Luca è, purtroppo, soltanto un Punto di Primo Intervento. Come tale può trattare solo codici bianchi e verdi; oltre un certo orario del pomeriggio c'è la possibilità di non trovare un medico e, più di una persona, si è sentita rispondere che "non si deve venire a Trecenta di sera o di notte".


Il destino degli ospedali?

La sanità del futuro, per il direttore generale dell'Ulss, sta negli ospedali di comunità. Da rabbrividire!

Spero di aver sentito male e che non sia così, spero che la registrazione della seduta, di scarsa qualità, mi abbia tratto in inganno. Spero proprio di sbagliarmi perché, nel caso abbia inteso correttamente le parole del Dg, significherebbe che, all'interno della pubblica amministrazione, c'è chi pensa di trasformare la sanità pubblica come la riserva indiana dei poveri, degli indigenti e di quanti non hanno le risorse per pagarsi la sanità privata.


Per il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"
il presidente/portavoce - Pietro Tosarello

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E' possibile ascoltare la seduta del consiglio a questo link:

18.7.25

Interrogazione del Pd in Regione: “riportare l’Ospedale di Trecenta ad un livello adeguato”

fonte: ROVIGO.NEWS 17 luglio 2025

A ricostruire il quadro è la consigliera regionale del Pd, Chiara Luisetto, che ha presentato un’interrogazione sul tema, sottoscritta dalle colleghe Vanessa Camani, Anna Maria Bigon e Francesca Zottis.


«Nato quasi 30 anni fa come polo destinato a servire il bacino di utenza dell’Alto Polesine, nel corso degli anni, l’ospedale San Luca di Trecenta ha subito un progressivo e costante depotenziamento, con la chiusura di reparti e servizi essenziali che ne avevano contraddistinto l’eccellenza, tra cui il punto nascite, le unità di ostetricia e ginecologia, chirurgia, lungodegenza e psichiatria. Addirittura, malgrado sia stata superata da tempo l’emergenza Covid, il Pronto Soccorso, che era stato trasformato in punto di primo intervento, non risulta ancora riattivato. Col risultato che sono numerose le segnalazioni che testimoniano il reindirizzamento dei pazienti residenti nel territorio presso altri ospedali, se non addirittura verso strutture private convenzionate, vista la carenza di offerta pubblica e i lunghi tempi di attesa. Uno scenario sul quale la Regione ha il dovere di intervenire».



Tra le criticità, nel testo del documento indirizzato all’assessora regionale alla Sanità, si sottolinea che “l’ospedale San Luca vanta ormai da numerosi anni un servizio di medicina di gruppo, chiamato Trecenta Med, che svolge un essenziale servizio di assistenza sanitaria ai pazienti. Negli ultimi anni, complice la riduzione del personale di segreteria e dei medici di medicina generale, si sta registrando un peggioramento del servizio. Ne è testimone la crescente difficoltà dei pazienti nel prendere appuntamento con il proprio medico: solitamente è presente un’unica dipendente della segreteria che deve infatti interfacciarsi con un bacino di circa diecimila pazienti”.



Con l’interrogazione le consigliere dem chiedono: “Quando tornerà a essere operativo il Pronto Soccorso dell’ospedale di Trecenta? Quali e quanti sono i posti letto non ancora attivati rispetto a quanto previsto dalle schede ospedaliere? C’è infine l’intenzione di valorizzare e potenziare la medicina di gruppo Trecenta Med presente presso l’ospedale?”.

Leggi su RovigoNews

Sempre su RovigoNews viene riportato il commento del direttore generale dell'Ulss 5. Ancora una volta Pietro Girardi è bravissimo a enfatizzare quel po' che è rimasto al San Luca dopo la fine della pandemia da Covid.

Dimentica però di dire che l'ospedale è ben lontano dall'obiettivo di 132 posti letto attivi previsto dal Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023 e dalle relative schede ospedaliere. Per la prima volta nella storia di questa provincia non viene applicata la programmazione regionale, già molto restrittiva per il San Luca.



Dimentica anche il direttore generale di informare il pubblico e gli amministratori dei comuni altopolesani che durante il periodo estivo la medicina viene sistematicamente dimezzata, da 40 a 20 posti letto. E i posti letto attivi diventano così 60.

Non ci spiega neanche come mai il reparto di riabilitazione fisica abbia soltanto 16 posti letto attivi, mentre dovrebbe averne 50.


Con una piccola magia da illusionista ci fa credere che l'Ospedale di Comunità equivalga a un reparto di geriatria. Purtroppo non è così, la geriatria è stata soppressa al San Luca con il Piano Socio Sanitario del 2019, l'Ospedale di Comunità è solo un pallidissimo surrogato.

Conclude con questa affermazione priva di riscontri oggettivi: «L'Ulss 5 conferma il proprio impegno per valorizzare il San Luca». Impegno che non si vede.

Che cosa è cambiato da quando Pietro Girardi è direttore generale dell'Ulss Polesana? La smetta di riproporre sempre le stesse parziali verità e dica a tutti gli altopolesani in cosa ha migliorato l'ospedale di Trecenta! Due o tre cose soltanto, ma vere.

Invito in proposito a leggere su questo il precedente post: Ospedale San Luca. Le smentite hanno le gambe corte.

12.9.18

TGR Veneto. Trecenta, cittadini contro i tagli all'ospedale


Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" ha incontrato mercoledì della settimana scorsa la giornalista della TGR Rossana Caviglioli. Il servizio è andato poi in onda nei giorni successivi. E' possibile rivederlo cliccando qui.
Alle proteste del comitato per il taglio dei posti letto e dei servizi, che costringono gli utenti a spostamenti disagevoli, ha risposto il direttore sanitario dell'Ulss 5 con la favola dei servizi territoriali.

Un servizio breve, un minuto e mezzo, dove però trova spazio la favola, raccontata per l'ennesima volta dalla dirigenza dell'Ulss, di servizi territoriali che compenserebbero il taglio dei posti letto.
Noi osserviamo però che i posti letto sono spesso insufficienti e che i servizi territoriali non hanno avuto alcun incremento.

L'aver schiaffato la medicina di gruppo, praticamente i medici di famiglia del circondario, all'interno dell'ospedale, non è aumentare i servizi territoriali. I medici di base potevano essere in qualsiasi altro luogo del centro cittadino e svolgere ugualmente la loro funzione. Vantare questa scelta come un servizio territoriale aggiuntivo è un trucco, un vero e proprio imbroglio.

Ma l'impoverimento dei servizi erogati dall'ospedale non coinvolge solo gli utenti che si rivolgono da "esterni" al San Luca. Riguarda anche i pazienti ricoverati.

L'aver spostato alcuni esami strumentali a Rovigo impegna il personale in un estenuante lavorio organizzativo e i pazienti a lunghe trasferte a causa della scarsa disponibilità di ambulanze. Per la sorveglianza dei malcapitati pazienti in attesa del loro mezzo di trasporto, spesso, vengono mobilitati i parenti dei degenti.

Di questo il direttore sanitario, ovviamente, non parla.

14.3.17

Autostrada batte Sanità 300milioni a Zero

C'è da finire un'autostrada signori!


Il mito del Veneto che, unico in Italia, non applica l'addizionale Irpef, è definitivamente caduto. I contribuenti con reddito superiore a 25mila euro l'anno la dovranno pagare dal 2018. Il gettito previsto è di 300 milioni di euro.
C'è da finire un'autostrada, cavolo!
Vedi Il Mattino di Padova, 7 marzo 2017
(A sinistra il manifesto di Zaia per le elezioni regionali del 2015)

Non conta che la sanità pubblica si stia sgretolando, che manchino i posti letto per acuti, che gli ospedali di comunità siano bloccati, che la genialata della "sanità sul territorio" si sia rivelata una presa per i fondelli, che i pronto soccorso siano sovraccarichi di lavoro, che manchi personale medico, tecnico e gli operatori socio-sanitari.
Quello che conta, per la giunta regionale, è l'autostrada tal dei tali. Perché si sono sbagliati, han fatto male i conti e ora, se si vuol finire questo accidenti di pedemontana è necessario che intervenga il pubblico.

La sanità pubblica non conta. Anzi se è in difficoltà è meglio, così qualcuno si rivolgerà a quella privata, convenzionata con la Regione Veneto, che, in questi anni, non ha subito tagli ma ha visto addirittura incrementati i propri posti letto.


I tagli alla sanità sono stati programmati.
Mi è capitata tra le mani una pubblicazione della regione sul bilancio di previsione triennale 2016-2018.
Se lo stanziamento per la sanità era di 8.989 milioni per il 2016, nel 2017 sarà di 8.913 (-76 milioni), e nel 2018 sarà di 8.900 (-13 milioni).

27.12.16

L'Ulss formalizza la sua proposta riorganizzativa per l'ospedale "San Luca"


I sindaci recuperano solo 5 posti letto
E non è detto che la regione approvi

Come segnalato nel precedente post Ospedale San Luca, si dei sindaci al piano della direzione dell'Ulss18 la dirigenza dell'Ulss 18 ha adottato il decreto del direttore generale n. 1142 del 16 dicembre 2016 con cui si formalizza, nei confronti della giunta regionale, la proposta di revisione organizzativa illustrata e discussa nelle riunioni della conferenza dei sindaci del 22 novembre e del 13 dicembre.
In quest'ultima riunione i sindaci avevano chiesto due modifiche alla proposta dell'Ulss: 1) l'aumento di 5 posti letto di lungodegenza, in modo da contenere la riduzione originariamente prevista di 10 unità, e 2) l'aumento di 5 posti letto di riabilitazione. I posti letto ospedalieri, originariamente previsti nella proposta della direzione dell'Ulss, sarebbero passati da 146 a 156, contenendo così la drastica perdita di posti letto programmata dall'amministrazione regionale (143) con il piano socio-sanitario e la delibera applicativa della giunta regionale n.2122 del 2013.
Solo la prima delle richiesta è stata accolta. I posti letto passeranno così da 146 a 151.

14.12.16

Ospedale San Luca, si dei sindaci al piano della direzione dell'Ulss 18

fonte: Il Gazzettino, mercoledì 14 dicembre 2916

La conferenza dell'Ulss 18 ha accolto la proposta del direttore Compostella
Congelato il punto nascite per mantenere i posti letto e aggiungerne 29 di comunità"

Via libera al piano per il San Luca. La conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 ha approvato all'unanimità la proposta che era stata presentata il 22 novembre dal direttore generale Antonio Compostella. Accettando di fatto lo scambio fra il "congelamento" del punto nascite e il mantenimento di posti letto aggiuntivi rispetto ai tagli previsti.
Lunedì sera, 12 dicembre, il consiglio comunale di Trecenta aveva approvato, all'unanimità, una proposta che mirava a una vera rinascita.
Il quadro di riferimento, però, è quello delineato dalle schede ospedaliere della Regione, quindi i margini di manovra erano ridotti. E stata di fatto parzialmente accolta la proposta principale contenuta nel documento trecentano, nel quale si sottolineava come « l'attivazione di 29 posti letto di ospedale di comunità non devono essere sostitutivi di reali posti letto ospedalieri. A sostegno di questa fondamentale richiesta si evidenziano le percentuali di occupazione dei posti letto di lungodegenza e di medicina che si collocano rispettivamente al 114 % e quasi al 100%».
....
Leggi l'articolo completo
Leggi il documento approvato dal consiglio comunale di Trecenta

Ora il direttore generale dell'Ulss dovrà formalizzare questa proposta con un decreto da sottoporre all'approvazione dell'amministrazione regionale in quanto è parzialmente modificativa delle schede ospedaliere approvate con la delibera della giunta regionale n- 2122 del 2013. Durante la riunione Antonio Compostella ha ricevuto una telefonata da parte dell'assessore regionale alla sanità Luca Coletto.
Tra i comuni assenti dalla riunione spiccavano Badia e Lendinara.

11.12.16

Ospedale "San Luca", il giudizio dei sindaci


Martedì prossimo, 13 dicembre 2016, alle ore 15.30, presso l'Aula Magna della Cittadella socio-sanitaria, nuova riunione della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18.
Al primo punto dell'odg l'ospedale "San Luca" di Trecenta.

I sindaci si dovranno esprimere sulla proposta di riorganizzazione.

Le riunioni della conferenza dei sindaci sono pubbliche.

Vedi i precedenti post:
Ospedale di Trecenta. Il Comitato altopolesano scrive ai sindaci dell'Ulss 18
Una proposta di collaborazione
San Luca, la tribolazione dei posti letto
Ospedale di Trecenta. Il piano della direzione generale
Il futuro del San Luca è nella modifica delle schede ospedaliere

24.11.16

Ospedale di Trecenta. Il piano della direzione generale



Il direttore generale e il direttore sanitario dell'Ulss 18 hanno presentato un programma per il "San Luca" alla conferenza dei sindaci dello scorso martedì.

Una proposta complessa che ora i comuni dovranno valutare con attenzione formulando anche ulteriori proposte e integrazioni.

Il dibattito è aperto (vedi sotto la rassegna stampa) e c'è da sperare che sia approfondito. Entro la prima decade di dicembre si riunirà nuovamente la conferenza dei sindaci per esprimere ufficialmente il proprio orientamento.

Scarica il piano della direzione Ulss 18

Consulta la Rassegna stampa (i nuovi articoli saranno aggiunti in coda):
Gazzettino 23 novembre 2016
Resto del Carlino 23 novembre 2016
La Voce 23 novembre 2016
RovigoOggi.it 23 novembre 2016, Corazzari
RovigoOggi.it 23 novembre 2016, Punto nascite
Resto del Carlino 24 novembre 2016, Brusco
RovigoOggi.it, 26 novembre 2016, Bartelle
Il Gazzettino, 27 novembre 2016, Bartelle
RovigoOggi.it, 28 novembre 2016, Brusco
Il Gazzettino di martedì 6 dicembre 2016
RovigoOggi.it, 9 dicembre 2016

20.11.16

Il futuro del San Luca è nella modifica delle schede ospedaliere


Martedì prossimo, 22 novembre, si riunirà la Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 per discutere dell'ospedale di Trecenta. Annunciato un piano del direttore generale (vedi precedente post).

Sarà una riunione utile a definire e stabilizzare i compiti di un ospedale che in questi anni, e ancor più in questi mesi, è stato privato di servizi e ruolo? O saranno le solite rassicurazioni destinate a essere puntualmente smentite? I sindaci hanno già una notevole esperienza in materia.

C'è un solo modo per verificarlo. L'applicazione o la modifica delle schede ospedaliere approvate dal piano sociosanitario regionale per il “San Luca”.

Senza una modifica delle schede ospedaliere il direttore generale e tutta la dirigenza dell'Ulss 18, dovranno dar corso alla programmazione regionale. Ne va della loro permanenza nella carica e, in parte, del loro stipendio. Non facciamoci illusioni, taglieranno tutto ciò che deve essere tagliato.

Martedì ascolteremo e sapremo se saranno solo chiacchiere o se c'è la volontà di chiedere e ottenere dall'amministrazione regionale una modifica delle schede ospedaliere.


Ricordo che le riunioni della conferenza dei sindaci sono pubbliche, chiunque può assistere.

17.11.16

Una riunione forse decisiva per l'ospedale di Trecenta. Martedì 22 nov. si riunirà la conferenza dei sindaci dell'Ulss 18

La Conferenza dei Sindaci dell'Ulss 18 è convocata per
Martedì 22 novembre 2016, alle ore 15.30,
presso l'Auditorium dell'Ospedale di Rovigo.
All'ordine del giorno:
Situazione Ospedale "San Luca", Trecenta - Presentazione piano direzione generale - Determinazioni.


Una riunione forse decisiva per il futuro dell'ospedale.

Annunciato un piano del direttore generale.

Ricordo che le riunioni della conferenza dei sindaci sono pubbliche, chiunque può partecipare e rendersi conto di persona dei problemi e delle proposte di soluzione.

9.6.16

Quando tremano i “pilastri” della sanità. Appello ai sindaci


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Trecenta 6 giugno 2016

Quando tremano i “pilastri” della sanità

Davanti a chi finge di scoprire ora le carenze del San Luca o di sorprendersi e dolersi di casi di sanità carente, proviamo delusione e irritazione come cittadini e come utenti. Perché, se le disfunzioni sanitarie” ora sono tante e pesanti, non sono un male solo di oggi ma durano da tempo e sono da tempo ben note “a chi di dovere”.
La causa principale è la mancanza di personale (medici, infermieri, tecnici): e la conseguenza più vistosa e poco tollerabile è la lunghezza (sfacciata) delle liste d’attesa, che danneggia soprattutto (guarda caso!) i più poveri, mentre i cittadini più abbienti trovano risposte rapide nel privato. Che ingrassa a vista d’occhio.
Tra l’altro rimangono anche scarsamente produttivi vari costosi macchinari non accompagnati da personale tecnico qualificato.
Il Veneto resta la Regione con meno medici, i primari non vengono sostituiti e mancano infermieri.
Se non si sono raggiunti obiettivi non è per scarso impegno degli operatori, ma per carenza di risorse e se il denaro scarseggia non dipende solo dai tagli romani, ma dalla scelta di iniziative che sono solo spot. La trovata delle visite di notte, senza centrare l’obiettivo, è costata ai Veneti, in un anno, 7 milioni di € e molte ULSS per aprire gli ambulatori di notte li hanno chiusi di giorno. Ora, visto che i maggiori fruitori sono anziani …
Con la realizzazione del Piano socio-sanitario regionale ci troveremo con ulteriore carenza di posti letto, ulteriore insufficienza di medici, di infermieri, di operatori socio-sanitari.
Con le schede ospedaliere, uscite nel 2012, pareva che la regione razionalizzasse le risposte sanitarie creando una continuità assistenziale tra ospedale e territorio.
Invece, soprattutto per mancanza di personale, mentre nella realtà viene smantellato il San Luca, contemporaneamente è ridotta l’attività di assistenza sul territorio (Adi - ambulatori - punti sanità).
E intanto un fiume di denaro è affluito e affluisce costantemente a cliniche e centri medici privati in modo molto discutibile. Un fenomeno definito “spreco “ in più relazioni del dott. Marcolongo. Il dirigente aveva più volte detto al Governo della Regione Veneto che l’ULSS 18, se avesse realizzato in proprio parte dei servizi regalati ai privati, avrebbe potuto risparmiare quasi 14 milioni di euro all’anno. Nessuno ha mai detto che Marcolongo aveva fatto conti sbagliati, ma si è continuato ad andare avanti come se lui non avesse detto niente.
Adesso però si esagera con gli interventi riduttivi: al San Luca è già stata dimezzata l’attività chirurgica e si teme che nelle prossime settimane si debba sospendere del tutto.
Questo perché gli anestesisti non sono più numericamente sufficienti a garantire il servizio.
La gara indetta dall’azienda per appaltare temporaneamente le guardie a professionisti esterni è stata vinta da una cooperativa di Bo che però per ora non è in grado di assicuraci i turni richiesti.
E situazione più o meno simile hanno i ginecologi, che pur ricorrendo all’istituzione di convenzioni libero-professionali esterne, non sono a tutt’oggi in grado di sostenere i reparti di Trecenta e Rovigo.
E desta preoccupazione pure il servizio di Terapia Antalgica.
Dicono che non si trova un numero di specialisti sufficiente a colmare le carenze di organico date da pensionamenti e turnistica europea. E, pur essendo queste evenienze prevedibili, purtroppo non è stata fatta adeguata programmazione nelle università.
Dicono che il problema è su scala regionale.
Lo slogan “meno ospedale e più territorio” che ha accompagnato tutto l’iter di approvazione del nuovo piano socio-sanitario, alla realtà dei fatti, si sta sempre più modificando in “meno ospedale e meno territorio”, che non significa certo tutti più sani, significa invece sicuramente meno servizi.
I principali strumenti di integrazione socio-sanitaria e di sviluppo delle attività territoriali non decollano.
Il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca pertanto rinnova l’invito ai sindaci dell’Ulss 18 a rispettare fedelmente il significato della loro carica istituzionale e il mandato ricevuto dai loro concittadini.
Abbiamo difficoltà a credere nell'impegno dei nostri rappresentanti regionali, impegno promesso ripetutamente, ma altrettanto ripetutamente disatteso.
Speriamo che i sindaci, che vivono la realtà del territorio, diano prova concreta di voler difendere il diritto alla salute dei propri cittadini.
Siamo stanchi di impegni di facciata (spesso illogici e offensivi); chiediamo azioni ferme nei confronti della Regione per difendere l’efficienza dei nostri ospedali.
L’assessore Coletto ha spiegato in questi giorni ai colleghi della giunta veneta che “gli esperti”(?) hanno scoperto (!?) «Dall'analisi dei bilanci preventivi… una perdita previsionale complessiva delle aziende sanitarie pari a circa 660 milioni di euro.”
Per cui, viste le risorse finanziarie disponibili per il 2016 e dati gli interventi di razionalizzazione dei costi già programmati, si rende necessario migliorare le previsioni di almeno 240 milioni di euro».
Domenico Mantoan, direttore dell'Area sanità e sociale, dovrà«effettuare una puntuale ricognizione sui costi», integrandola con «dettagliate relazioni aziendali contenenti proposte di azioni di razionalizzazione».
In seguito a questa verifica lo stesso Mantoan dovrà proporre eventuali adeguamenti alla programmazione regionale, in modo da rimettere in linea gli obiettivi generali con i vincoli di bilancio.
Detto brutalmente: taglieranno ancora. E il taglio non sarà indolore per noi cittadini. Siamo colpevoli di delegare una fiducia eccessiva a chi non la merita.
Mettiamoci il cuore in pace: pagheremo caro, pagheremo tutto.

Per il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca
La portavoce Jenny Azzolini


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Ne hanno parlato:

27.4.16

Veneto. La Regione approva le nuove tariffe di ospedale di comunità e unità riabilitativa territoriale

fonte: sito Uneba

130 euro al giorno per l’ospedale di comunità e 135 euro al giorno per l’unità riabilitativa territoriale. Queste le nuove tariffe per le strutture per cure intermedie in Veneto dal 1 gennaio 2016.
Le ha fissate la delibera della giunta regionale 2091 del 30 dicembre 2015 pubblicata sul Burv 10 del 5 febbraio 2016.
La precedente dgr 2621 2012 fissava tariffe di 117 euro per l’ospedale di comunità e 121 euro per l’unità riabilitativa.
La composizione della tariffa nel dettaglio.



Regione Veneto. Area web dedicata alla programmazione in materia di strutture di ricovero intermedie

Dal sito web della Regione Veneto.

AREA ODC - URT

ODC: Ospedale di comunità
URT: Unità Riabilitativa Territoriale

L’articolo 10 della Legge regionale 29 giugno 2012 n. 23 ha dato mandato alla Giunta regionale di approvare, sentita la competente commissione consiliare, “le schede di dotazione territoriale delle unità organizzative dei servizi e delle strutture di ricovero intermedie da garantire in ogni Azienda ULSS, tenendo conto dell’articolazione distrettuale, della distribuzione delle strutture sul territorio regionale nonché dell’accessibilità da parte del cittadino”.
Nelle more di predisposizione del provvedimento contenente le schede di dotazione territoriale, la Giunta regionale ha anticipato con la DGR 2718 del 18 dicembre 2012 la definizione di strutture di ricovero intermedie e, contestualmente, ha definito ed approvato la relativa classificazione ed i requisiti minimi specifici di autorizzazione e dei relativi standard.

Il provvedimento ha disposto che sono strutture di ricovero intermedie: l’Hospice, l’Ospedale di Comunità (OdC) e l’Unità Riabilitativa Territoriale (URT).
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31.12.15

Bilancio in profondo rosso per l'Ulss 18

Dopo 3 anni di tagli alla spesa per 53 milioni di euro, previsto un buco di 43,5 mil per il 2016.
Colpiti i servizi, non gli sprechi.


L'Ulss 18 prevede una perdita di 43,5 milioni per il 2016. La notizia, attestata da un atto del direttore generale, è per me sorprendente. Lo rende noto Guglielmo Brusco in un'intervista a RovigoOggi.it.
Mi chiedo: ma a cosa sono serviti i tagli - il massacro sarebbe giusto dire - di questi anni? In gennaio (Gazzettino del 16 gennaio 2015) il direttore amministrativo dell'Ulss si vantava di aver tagliato una ventina di milioni (23 tra il 2013 e il 2014) e di avere «un piano di rientro di 30 milioni» per il 2015. Affermava anche che «la situazione è abbastanza tranquilla». Una tranquillità contabile evidentemente.
Una tranquillità che però viene ora smentita: l'Ulss 18, nonostante il taglio di 53 milioni di euro in tre anni, si trova ancora in una pesante situazione di bilancio.
E questo nonostante i pesanti disagi che sono stati imposti alla popolazione dell'alto e medio polesine.
Il problema delle liste di attesa si è aggravato. Mancano 300 persone dalla pianta organica, 36 di questi sono primari e medici, mancano 43 tra farmacisti, biologi e tecnici e 80 infermieri.
I servizi territoriali che avrebbero dovuto compensare, almeno nelle intenzioni, la riduzione dei posti letto ospedalieri, semplicemente non esistono: niente di niente. E tra quelli esistenti, l'assistenza infermieristica domiciliare, continua a perseguitare le famiglie dei pazienti con insensate richieste burocratiche, e nessun dirigente dell'Ulss interviene per fermare questo abuso.
E poi le macchine che non vengono riparate o sostitutite, il punto sanità di Badia chiuso per ferie ...

Se osserviamo il decreto del direttore generale che rappresenta la proposta di bilancio dell'Ulss 18 per il 2016, a pagina 3, troviamo che il "Valore della produzione" ammonta a 361 milioni di euro a fronte di un costo di 395 milioni. La differenza di 34 mil circa si somma ad altri oneri per formare una perdita di esercizio, come detto, di 43,5 milioni.
La politica fin qui perseguita dall'Ulss sembra essere stata soltanto quella di non sostituire il personale che si è dimesso o che è andato in pensione. Una scelta che, rapportata alle 300 unità mancanti, ha presumibilmente fatto risparmiare 13/15 mil di euro l'anno.
Ma occorre tener conto che la riduzione del personale ha inevitabilmente portato alla riduzione del numero delle prestazioni erogate, riducendo quel "Valore della produzione" che rappresenta la voce attiva del bilancio. Meno personale, meno prestazioni, meno valore prodotto.
Forse è ora di cambiare politica.

20.3.15

Castelmassa, nessuna solidarietà al San Luca

fonte: Il Gazzettino, venerdì 20 marzo 2015

Il Consiglio boccia il documento in difesa dell'ospedale


L'ospedale San Luca fa discutere anche il Consiglio comunale di Castelmassa. Punto di partenza, il documento votato all'unanimità dal Comunedi Trecenta a sostegno del nosocomio. La chiusura del reparto di Chirurgia aveva infatti spinto il comitato dei cittadini per la tutela dell'ospedale a presentare alla Procura della Repubblica di Rovigo la domanda per valutare l'ipotesi di aprire un fascicolo per "interruzione dipubblico servizio". La minoranza massese ha quindi avanzato la proposta di affrontare l'argomento: «Le problematiche legate alla sanità - ha spiegato l'opposizione - interessano tutti i nostri cittadini, che rischiano di venire penalizzati ancora una volta dalle scelte contenute nelle schede ospedaliere della Regione, che chiediamo vengano bloccate. C'è poi il problema dei posti letto: quelli dichiarati sono 208, ma di fatto sarebbero 170. E quelli "intermedi" verrebbero tolti al reparto di medicina».
La maggioranza guidata da Eugenio Boschini ha però bocciato il documento del comune di Trecenta, e quindi la richiesta dell'opposizione, sostenendo che le proposte vanno inoltrate alla Conferenza dei sindaci dell'Ulss: «Il trasferimento del reparto di chirurgia ha poi una sua motivazione: l'ospedale di Rovigo è infatti più adeguato in questo».
Il vicesindaco Barbara Bernardoni ha poi spiegato come «meno allarmismo e un'adeguata politica d'informazione potrebbero fare una migliore "pubblicità" all'ospedale di Trecenta, che altrimenti rischia di essere dequalificato. La struttura manterrà sicuramente i servizi esistenti».
Leggi l'articolo completo.
Strana amministrazione quella di Castelmassa, da un lato il sindaco afferma che è giusto perdere il reparto di chirurgia, dall'altro il vicesindaco sostiene che l'ospedale manterrà i servizi esistenti. Una contraddizione palese, inconciliabile.
La maggioranza di centrodestra di Castelmassa lascia sola l'amministrazione di Trecenta, sempre di centrodestra, anche questo sorprende. Parenti serpenti?
Leggi il documento sostenuto dalla maggioranza.

6.3.15

Le capriole del sindaco di Trecenta

Faccio fatica a trovare una logica nel comportamento del sindaco di Trecenta.
Il 16 febbraio approva, assieme all'intero consiglio comunale, un documento nettissimo contro i tagli ai posti letto. Ricorda la «drammatica storia dell'ospedale di Trecenta» il quale «ha subito una sistematica e continua spoliazione di risorse e servizi». Afferma che con i tagli ai posti letto previsti dalle schede ospedaliere, gli altopolesani sono «i più danneggiati del Veneto e questa è discriminazione, non riorganizzazione». E il documento, intitolato "Stato di crisi al San Luca", chiede di «bloccare immediatamente l'applicazione delle nuove schede ospedaliere» per l'ospedale di Trecenta.
Tutto logico e condivisibile, ma dura poco. Il 4 marzo, in un'intervista al Resto del Carlino, il sindaco di Trecenta cambia completamente registro e dichiara che «Le notizie che abbiamo non sono così devastanti», esalta la funzione dell'ospedale di comunità, e che, in definitiva, c'è stato solo «molto rumore per nulla».
Io non riesco più a seguire: il "rumore" è quello che ha fatto lui stesso in consiglio comunale?

Vedi anche su questo blog: Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»