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06 settembre 2026

Dopo Trecenta, Adria. Lo smantellamento degli ospedali periferici


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

La Regione Veneto, con il Piano Socio Sanitario scaduto il 31/12/2023, attua una programmazione "di fatto" fuori da ogni controllo democratico da parte del Consiglio regionale.

La mancanza di un aggiornamento del Pssr consente all’amministrazione regionale di mantenere formalmente in piedi il vecchio piano (clicca qui per verificare) e, soprattutto, di evitare un consuntivo di quanto attuato nel quinquennio 2019-2023.

Emergerebbe allora che a Trecenta invece di 132 posti letto ne sono attivi soltanto 74. Buona amministrazione addio, per la prima volta la programmazione non viene attuata. Ecco allora che non conviene far sapere ai consiglieri regionali quello che, con ogni probabilità, sta accadendo in molti altri ospedali del Veneto. Si taglia, si riorganizza, si accompagna verso il declino gli ospedali periferici.


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

Per quanto riguarda Adria – e purtroppo non è accaduto per Trecenta per la prima volta si registra una comunità di intenti oltre che tra i tradizionali sindacati della funzione pubblica (Cgil, Cisl e Uil) anche con quelli che rappresentano i medici: Aaroi-Emac, Anaao Assomed, Fassid, Fials, Fvm, Cisl Medici e le rappresentanze mediche di Cgil e Uil (vedi l’articolo del Gazzettino qui sotto)

Vogliono sapere le reali intenzioni della Giunta regionale che l’Ulss 5 dovrà attuare sull’ospedale di Adria. Vogliono sapere «se, pezzo dopo pezzo, si stia preparando a fare i conti semplicemente con meno servizi».


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

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Aggiornamento (cliccare sul titolo per visualizzare il contenuto)

Sanità nel Basso Polesine, sindacati in allarme: «Serve chiarezza sul futuro di Adria e Porto Viro», Rovigo.News

01 settembre 2026

Punto Nascite di Adria. "Accompagnamento" verso Rovigo e Chioggia

In provincia di Rovigo si potrà nascere solo nel capoluogo. Un solo punto nascite per 100 Km di territorio.

Di Vonvikken - Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15128505

Il titolo della deliberazione è il più anonimo possibile ma la sostanza è che il punto nascite di Adria viene dato per perso. Fumo negli occhi l'assunzione delle giovani ostetriche che avrebbero dovuto tenerlo aperto per l'estate. Ora c'è un piano ben delineato e particolareggiato per indirizzare le partorienti del basso polesine a Rovigo e Chioggia.

Lo si può scaricare, entro il 15 settembre, a questo indirizzo:

https://www.aulss5.veneto.it/albo-online

cliccando su Deliberazioni del Direttore Generale e, finalmente, visualizzando la deliberazione del direttore generale n. 1002 dal titolo "DGRV 453 del 28/05/2026 - Atti conseguenti".

Ancora una volta, l'ennesima, scena muta della Conferenza dei sindaci dell'Ulss, lasciati soli i dieci comuni del basso polesine che pure avevano provato a organizzarsi.

Il punto nascite dell'ospedale di Trecenta è stato chiuso nel 2016.

Per approfondire, vedi su questo blog i precedenti articoli (clicca sul titolo per visualizzarli)

I Sindaci di Adria e Trecenta oggi a Venezia da Stefani e Gerosa

Adria, Punto nascita a rischio

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Aggiornamento del 2 settembre 2026

Punto nascite di Adria verso la riconversione, il PD incalza: «Quando verrà Filippi in Consiglio comunale?». Rovigo.News

15 luglio 2026

I Sindaci di Adria e Trecenta oggi a Venezia da Stefani e Gerosa

Corriere del Veneto, 15 luglio 2026

Il destino degli ospedali pubblici minori della provincia sarà al centro degli incontri.

Da ricordare che il precedente direttore generale dell'Ulss 5, Pietro Girardi, promosso a pieni voti dalla Conferenza dei sindaci, riteneva che il futuro fosse negli ospedali di comunità. Vedi il post "L'ospedale di Trecenta in Consiglio comunale a Badia Polesine. Ripulito il quarto piano ma preoccupa il futuro" (clicca qui per visualizzarlo).

12 luglio 2026

Adria, Punto nascita a rischio

Ma il problema è più grande, si tratta di salvare il servizio sanitario nazionale


La locandina

Giovedì sera ho partecipato a questa iniziativa contro la chiusura del Punto Nascita dell’ospedale di Adria. L’ennesimo colpo alla sanità. Se attuato, infatti, la provincia rimarrebbe con un solo ospedale idoneo ad accogliere le donne in gravidanza, quello di Rovigo.

Un fallimento gravissimo per un’amministrazione regionale che pretende di vantare, un giorno si e l’altro pure, la migliore assistenza sanitaria del paese.

L’amministrazione regionale ha recepito con la delibera di giunta n. 453 del 28 maggio 2026 (clicca qui per visualizzarla) il parere negativo del Comitato Percorso Nascita nazionale alla deroga per il mantenimento in attività del Punto Nascita dell’ospedale di Adria. La chiusura è stata sospesa dall’Ulss per l’estate ma la deliberazione non è stata modificata.

 A fine serata ho avuto qualche minuto per portare l’esperienza del Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca” con l’ospedale di Trecenta.

Anche in altopolesine tutto è cominciato con il pretesto delle ferie: «chiudiamo solo per un mese per dar modo al personale di andare in ferie», dicevano dall’Ulss. L’anno seguente la stessa storia e, infine, la chiusura definitiva del Punto Nascita del “San Luca” nel 2016.

Poi sono arrivati altri colpi, altri tagli all’assistenza sanitaria presso il nostro ospedale. Nel 2019 il Piano Socio Sanitario Regionale ha ridotto i posti letto a soli 132. Nel 2020 è diventato ospedale Covid e ha perso il Pronto Soccorso, sostituito da un Punto di Primo Intervento abilitato soltanto alla gestione dei codici bianchi e verdi. Finita la pandemia il Ps non è stato riattivato.

Intanto gli altopolesani hanno cominciato a imparare a memoria la strada di Porto Viro per innumerevoli visite ed esami.

Ho informato i presenti che attualmente l’ospedale di Trecenta dispone di soli 74 posti letto attivi: 30 in medicina (ne abbiamo “persi per ferie” 10 la scorsa estate, clicca qui per il relativo post); 20 in chirurgia che però chiude il sabato e la domenica; 16 o 20 in riabilitazione fisica; 4 in terapia intensiva. Totale 74 pl, 54 il sabato e la domenica.

Ho augurato agli amici di Adria e aver maggior fortuna e, soprattutto, maggior forza per difendere l’ospedale del bassopolesine.

Per farlo dovranno espugnare la Fortezza Chiusa, vale a dire la Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 5, organismo che non da segni di vita (non una dichiarazione, nessun comunicato stampa) dal lontano 2019. I verbali della conferenza, peraltro pieni di omissis, sono fermi al maggio del 2025, quelli del Comitato dei Sindaci del distretto 1 (ex Ulss 18) si fermano al 2023 e quelli del Comitato dei Sindaci del distretto 2 (ex Ulss 19) si fermano al 2018 (clicca qui pervisualizzare la pagina del sito Ulss 5). Sappiamo soltanto che, immancabilmente, ogni anno, attribuiscono il massimo del punteggio all’operato del direttore generale di turno. Questo è l’unico segno di vita di cui si ha notizia.

Noi non siamo riusciti a stanarli per il San Luca, ce la faranno gli amici di Adria?

Ho proposto di costituire un Comitato permanente che vigili sui servizi sanitari attivi sul territorio. Unire le forze è l’unica speranza che abbiamo, tutti, in provincia di Rovigo e nel resto del Veneto, dove abbiamo visto degradare i servizi in maniera assolutamente allarmante. Pensiamo solo a com’era la sanità in Veneto quindici anni fa, all’inizio dell’era Zaia: nessuno sapeva cosa fossero le liste d’attesa, ora è la regola.

Di seguito trovate gli articoli del Gazzettino e della Voce sulla serata del 9 luglio.

Pietro Tosarello, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca

Il Gazzettino, 11 luglio 2026

La Voce, 11 luglio 2026


25 agosto 2024

‘Mio figlio n. 499’ – Il racconto di Stefano Massini

Sui punti nascita soppressi perché non arrivavano a 500 parti l'anno.
Come quello del San Luca.

Massini racconta la drammatica storia di una coppia che a causa dei tagli ai piccoli ospedali si vede costretta a una corsa contro il tempo di 100 km per raggiungere un reparto Maternità. Ecco che cos’è, davvero, la tanto celebrata “razionalizzazione dei costi”.

01 agosto 2018

L'ALLARME DI FP CGIL: “Pochi medici, consultorio a rischio, servizi al collasso”. Altro che valutazione positiva del direttore generale dell'Ulss 5

Mentre la Conferenza dei sindaci "promuove" col massimo dei voti l'attività del direttore generale dell'Ulss 5, i problemi si aggravano.

Scarseggiamo i medici, a rischio chiusura alcuni servizi. E la regione riduce le impegnative sanitarie alle case di riposo.


da rovigoindiretta.it

“Basito leggo sulla stampa della posizione assunta dalla Conferenza dei sindaci in merito all’operato del direttore generale dottor Compostella: ma allora nel sistema sanitario e socio sanitario del Polesine tutto va bene?”. Se lo domanda Davide Benazzo, segretario generale per il Polesine della sigla sindacale Fp di Cgil, che segue anche i lavoratori della sanità, all’indomani del giudizio positivo espresso dai primi cittadini sull’operato del numero uno dell’Ulss 5 Polesana Antonio Compostella.
...
Perché, assicura Benazzo, i problemi che potrebbero giustificare una valutazione non così positiva ci sono tutti, davvero tutti. “Servizi al collasso per mancanza di personale, basti pensare che nell’area delle Medicine mancano almeno 9 medici, il Consultorio e la Tutela Minori (servizio che i Sindaci hanno delegato all’Ulss) dove per la carenza di personale si rischia l’interruzione di pubblico servizio, le case di Riposo che si sono viste ridurre le così dette impegnative sanitarie senza chiare motivazioni con riflessi drammatici sui bilanci e perciò su lavoratori e famiglie, la mancanza di strategia che ha visto l’apice con la chiusura del punto nascite di Adria, l’Ospedale di Trecenta dove sulla carta molto si è programmato, ma che continua ad essere l’ombra dell’Ospedale che potrebbe essere, l’ospedale di Rovigo che rischia il declassamento con la drammatica situazione successiva che porterebbe alla perdita delle alte specialità e lo spostamento del baricentro sanitario del Polesine verso Padova con i conseguenti riflessi negativi per il nostro territorio e per i cittadini. Ma la Conferenza dei sindaci dà il massimo dei voti al direttore generale”.

Leggi l'articolo completo

14 luglio 2018

Punti nascita, già chiuso quello di Piove di Sacco. Adria e Valdagno a breve

Coletto vola a Roma ma è solo fumo negli occhi. In realtà la regione ha attivato i direttori delle Ulss a chiudere.


L'assessore regionale alla sanità Luca Coletto vola a Roma per bloccare la chiusura dei punti nascite di Adria, Piove di Sacco e Valdagno.

Contemporaneamente una nota della "Segreteria regionale della Sanità ha esortato i direttori generali delle Usl Polesana, Antonio Compostella, Euganea, Domenico Scibetta, e Berica, Giovanni Pavesi, ad adempiere alle disposizioni contenute nel decreto ministeriale 70 del 2015, che prevede appunto la dismissione in tutta Italia dei 561 punti nascita sotto i 500 parti l'anno."

Lo rivela il Corriere del Veneto di venerdì 13 luglio 2018 (scarica l'articolo completo).

Il viaggio di Coletto è solo teatro. Trova conferma (vedi post precedente) che l'amministrazione regionale - in realtà - voglia chiudere i punti nascita più piccoli e che il decreto ministeriale sia solo il paravento per nascondere convenientemente le proprie intenzioni. Vuoi per motivi di costi, per carenza di personale, o per la mania di accentrare, concentrare. "Razionalizzare", dicono.

Cittadini del Polesine, quando ci ribelleremo?

10 luglio 2018

Ulss 5 Polesana, sempre peggio: si nasce in un posto solo

La Regione Veneto vuole autonomia ma per che accidenti farne? Niente di niente o, peggio, massacrare ulteriormente la sanità pubblica.

Dopo Trecenta chiude anche il punto nascite di Adria.
L'eterno imbroglio sulla sanità.


Il massacro della sanità pubblica va avanti a passi da gigante in un'accelerazione esponenziale. La Regione Veneto non oppone resistenza, lascia scorrere come acqua fresca un decreto del governo "centralista e statalista" di centro sinistra senza opporre un decimo della resistenza attuata sulle norme riguardanti i vaccini. Perché?
Il motivo è che fa il loro gioco, quello di Zaia, di Coletto, della Lega e di Forza Italia, a rimorchio, o al guinzaglio ormai, della Lega. Ci hanno fracassato i genitali con la loro "autonomia" per mesi, ci hanno imposto un referendum che li ha legittimati a chiedere un'autonomia ai limiti dello statuto autonomo al governo centrale - ovviamente "centralista e statalista" - e ora, prendono atto di un decreto ministeriale vecchio come il cucco per avere il pretesto di chiudere nel giro di dieci giorni - ripeto "dieci giorni" - il punto nascite di Adria.

Ma non basta, ci prendono pure per i fondelli quando fanno dichiarare al direttore generale dell'Ulss più scassata d'Italia che "Non ci saranno altre sorprese". E che ci dobbiamo aspettare direttore Antonio Compostella, cecchini sui tetti per evitarci la sofferenza di una lenta dipartita in avanzata vecchiaia?
Cittadini del Polesine
quando ci ribelleremo?

14 gennaio 2017

A rischio taglio anche il punto nascite di Adria

fonte: RovigoOggi.it, 14 gennaio 2017

SANITA' E SERVIZI ADRIA (ROVIGO) Dopo Trecenta, chiuso, anche il capoluogo del Basso Polesine vede la struttura inserita nella lista delle sette che, a livello regionale, dovrebbero essere "accorpate"


Di Trecenta, ormai, purtroppo si sa. Il punto nascite di fatto è già chiuso, non avendo riaperto i battenti dopo la sospensione estiva che si è trasformata in qualcosa di molto simile a una chiusura anticipata. Ma ora anche Adria scopre il proprio punto nascite come pesantemente in bilico. Potrebbe essere chiuso, esattamente come quello dell'Alto Polesine.

Leggi l'articolo completo

24 novembre 2016

Ospedale di Trecenta. Il piano della direzione generale



Il direttore generale e il direttore sanitario dell'Ulss 18 hanno presentato un programma per il "San Luca" alla conferenza dei sindaci dello scorso martedì.

Una proposta complessa che ora i comuni dovranno valutare con attenzione formulando anche ulteriori proposte e integrazioni.

Il dibattito è aperto (vedi sotto la rassegna stampa) e c'è da sperare che sia approfondito. Entro la prima decade di dicembre si riunirà nuovamente la conferenza dei sindaci per esprimere ufficialmente il proprio orientamento.

Scarica il piano della direzione Ulss 18

Consulta la Rassegna stampa (i nuovi articoli saranno aggiunti in coda):
Gazzettino 23 novembre 2016
Resto del Carlino 23 novembre 2016
La Voce 23 novembre 2016
RovigoOggi.it 23 novembre 2016, Corazzari
RovigoOggi.it 23 novembre 2016, Punto nascite
Resto del Carlino 24 novembre 2016, Brusco
RovigoOggi.it, 26 novembre 2016, Bartelle
Il Gazzettino, 27 novembre 2016, Bartelle
RovigoOggi.it, 28 novembre 2016, Brusco
Il Gazzettino di martedì 6 dicembre 2016
RovigoOggi.it, 9 dicembre 2016

27 settembre 2016

In pensione il primario di ostetricia e ginecologia Stellin

fonte: Il Resto del Carlino, domenica 25 settembre 2016

Ha contribuito a far nascere 40mila bambini
Senza possibilità di appello il suo giudizio sul punto nascite di Trecenta

Riporto la parte riguardante il San Luca.

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Come lascia il suo reparto?
«L'ostetricia e la ginecologia vanno bene, abbiamo rinvigorito l'organico avendo chiuso Trecenta. Siamo un buon numero, cioè nel numero adatto alle esigenze dell'ospedale. I medici giovani sono cresciuti molto e si sono resi autosufficienti. A Trecenta il punto nascite non è stato riaperto (è stato chiuso quest'estate) e speriamo che il populismo della politica non lo voglia riaprire perché per riaprirlo servirebbero talmente tante risorse che verrebbero distolte dall'ospedale di Rovigo senza ragione. Sarebbe dannoso. Trecenta dava risposte a pochi bambini, in sei mesi ne sono nati 49. Tenere aperto un punto nascite per 49 bambini diventa rischioso».
....
Leggi l'articolo completo

24 settembre 2016

San Luca "situazione critica". Il punto nascite potrebbe non riaprire

Da RovigoOggi.it, 19 settembre 2016

OSPEDALE TRECENTA (ROVIGO) Doccia fredda sulle speranze di migliaia di famiglie. Manca il personale, la riapertura dopo il periodo estivo non è più garantita come annunciato dall'Ulss 18


L'annuncio della sospensione del servizio era arrivato a metà giugno(LEGGI ARTICOLO), con l'Ulss 18 che aveva garantito che si sarebbe trattato di un provvedimento temporaneo, alla luce della carenza di personale dovuta alle ferie estive. Ora, però, pare che il problema sia strutturale e che non ci sia davvero nessuna sicurezza sulla ripresa dell'attività a Trecenta.

Rovigo - "La situazione è critica, l'azienda Ulss 18 non ha in questo momento personale a sufficienza. E' una fase di transizione, in vista anche dell'entrata in vigore della fusione tra Ulss 18 e Ulss 19". E' estremamente chiaro, prudente e conciso il messaggio che lancia Riccardo Mantovan, referente per il Polesine per Cgil dei lavoratori del settore sanità. Non è garantita la riapertura del punto nascite dell'ospedale di Trecenta.
Questo perché il problema non sono solo le ferie del personale. Le difficoltà sono ben più strutturali e profonde. I lavoratori che dovrebbero garantire non solo l'apertura, ma anche l'assoluta sicurezza per gestanti e nascituri, sono stati dirottati altrove, almeno in parte. Per tappare altri buchi. Insomma: all'orizzonte si presenta una decisione che per l'Ulss 18 non sarà facile prendere.
Perché si deve decidere, in sostanza, tra il "campanilismo" e i servizi al territorio da un lato e la garanzia di un servizio il più sicuro possibile per li utenti dall'altro, dal momento che il parto è sempre un momento delicato, che presenta comunque rischi. Non a caso spesso, in passato, si era pensato a un solo reparto a Rovigo, che offrisse le massime garanzie. Proprio questo è il punto.
Sulla vicenda attacca anche Guglielmo Brusco, trecentano, esponente di Rifondazione Comunista, ex assessore provinciale e vicepresidente della Provincia di Rovigo, esperto in tematiche di sanità e sociale. "A Trecenta - dice - sembrava che le Tre Notti di Festa celebrate a fine agosto, fossero la premessa gioiosa alla ripresa dell’attività  del locale Punto Nascite. I sindaci altopolesani, a partire da quello di Trecenta Antonio Laruccia,  non davano segnali di preoccupazione, come faceva del resto gran parte della cittadinanza ormai insensibile ai pericoli che certi nostri diritti stanno correndo".
"Anche questo lunedì 19 settembre 2016, però - prosegue Brusco - a me non risulta ripresa l’attività del Punto nascite dell’ospedale altopolesano. Così mi sono chiesto: Quando succederà questa ripresa completa delle attività? Sarà stato assunto il personale che manca?". Il problema insomma esiste. E appare improbabile che sia risolto in tempi brevi.
19 settembre 2016

08 gennaio 2016

Due reparti maternità a rischio: Trecenta e Adria

da La Voce di Rovigo, venerdì 8 gennaio 2016


Gli indirizzi del ministero prevedono la chiusura dei punti nascita di Adria e Trecenta
Il direttore Compostella: "L'organizzazione la da la Regione. Io lavoro per farli funzionare bene"


Punti nascita degli ospedali di Adria e Trecenta a rischio chiusura. Un allarme rilanciato dalle indicazioni del ministro della salute Beatrice Lorenzin che prevedono la chiusura di sette punti in Veneto, fra questi quelli di Adria e Trecenta.
....
Dall'Ulss 18 però di Rovigo si tende a non considerare affatto oro colato la linea guida del ministero, perché in materia di sanità la programmazione spetta alla Regione. E infatti è lo stesso neodirettore generale dell'Ulss 18, e commissario dell'Ulss 19, Antonio Compostella, a precisare che "la chiusura dei punti nascita è uno dei punti delle linee guide del ministero. Il ministro Lorenzin, le ha espresse sulla scorta di approfondimenti scientifici, ma non sono cogenti, perché in tema di sanità è il legislatore regionale che ispone". Entrando nello specifico poi Compostella aggiunge che "io mi occupo di cose oggettive, e a fare fede sono le schede ospedaliere che la Regione Veneto ha varato alla fine del 2013, schede dove si elencano i fabbisogni in tema di sanità dei territori regionali. Ed è in base a queste esigenze di ciascun bacino territoriale che si stabilisce che i punti nascita di Rovigo, Adria e Trecenta sono punti fissi dell'organizzazione sanitaria veneta. Io a questo mi devo attenere e il mio compito sarà quello di farli funzionare, non certo di chiuderli".
....
"La permanenza dei punti nascita più piccoli è comunque una scelta strategica, perché presidi irrinunciabili. Se per una programmazione territoriale si decide di tenere aperti punti nascita sotto i 500 parti l'anno bisogna garantire a ognuno di essi il minimo del personale necessario".

Leggi l'articolo completo.
Leggi anche Veneto, sette in odore di taglio.

18 maggio 2015

Il punto nascita chiude per l'estate?

È una voce, solo una voce. Niente di sicuro, ma poiché non è la prima volta che circola è meglio riferirla.
Col pretesto dell'assenza di un'ostetrica il dott. Stellin, primario del punto di nascita di Trecenta, ne avrebbe chiesto la chiusura a partire dal prossimo 10 giugno.
Una richiesta che sarebbe già stata avanzata in aprile alla direzione dell'Ulss 18 ma respinta da quest'ultima, forse per evitare problemi alla vigilia delle elezioni regionali.

Ora, considerato che si vota il 31 maggio, la nuova richiesta di chiusura 'estiva' del punto nascita a partire dal 10 giugno avrebbe efficacia dopo le elezioni. La direzione dell'Ulss come risponderà?

15 novembre 2014

Pma di Trecenta. Verso la soluzione e la ripresa del servizio

Un atto concreto. Con un proprio provvedimento, il numero 684 dell'11 novembre scorso, il direttore generale dell'Ulss 18 ha approvato un incarico provvisorio per 24 ore settimanali alla biologa che, negli ultimi tempi, aveva già svolto questo incarico.
Il provvedimento è esecutivo dal 12 novembre per cui la ripresa effettiva del servizio dovrebbe essere veramente imminente.
Interessante la motivazione: "al fine di evitare ipotesi di interruzione di pubblico servizio". Inoltre, si legge, per evitare "grave danno alle circa 300 coppie in lista d’attesa per PMA secondo livello".
L'incarico è provvisorio e potrà durare al massimo sei mesi. Ma anche qui interviene, molto opportunamente, il decreto del direttore generale. Viene infatti deliberato di pubblicare un bando per la copertura stabile del posto di specialista ambulatoriale biologo con particolare capacità e cioè essere in grado di svolgere in prima persona e in autonomia le attività proprie della procreazione medicalmente assistita.

Scarica:
Il decreto del direttore generale n. 684 dell'11 novembre 2014
Il comunicato stampa di Guglielmo Brusco che per primo ha denunciato l'interruzione del servizio.
Leggi su questo argomento anche i post:
Blocco della Pma a Trecenta. Il responsabile minimizza: questione di giorni. Vedremo
Trecenta, bloccato il centro di procreazione medicalmente assistita

01 novembre 2014

Blocco della Pma a Trecenta. Il responsabile minimizza: questione di giorni. Vedremo


Sul blocco delle attività del centro di procreazione medicalmente assistita dell'ospedale San Luca (vedi post precedente) interviene oggi il dott. Giancarlo Stellin. Il responsabile del centro minimizza e individua le cause nell'obiezione di coscienza espressa dichiarata (cinque mesi fa) dalle due biologhe in servizio e nelle lunghe pratiche burocratiche per l'indizione del concorso.
Sembra che la capacità di minimizzare sia un requisito indispensabile per poter ricoprire incarichi di rilievo all'interno dell'Ulss 18.
Stellin non spiega perché non è stato prorogato l'incarico provvisorio che ha consentito, fino a ieri, di continuare l'attività del centro. Ne vanta i buoni risultati, fino al 50% di successi in ottobre, ma non spende una parola sul motivo che ha determinato la mancata proroga dell'incarico e l'interruzione del servizio.
Intanto decine di donne, in lista d'attesa da mesi, dovranno attendere ancora.
Alle dichiarazioni del dott. Stellin ha prontamente replicato Guglielmo Brusco che ieri aveva sollevato il problema.

Leggi l'articolo completo del Resto del Carlino di oggi.
Leggi questo secondo articolo del RdC.
Vedi la replica di Brusco.

31 ottobre 2014

Trecenta, bloccato il centro di procreazione medicalmente assistita


Un servizio che funziona con ottimi risultati, un'eccellenza.
Ebbene non c'è pace neanche per questo nell'Ulss 18

Come un fulmine a ciel sereno arriva il comunicato di Guglielmo Brusco (Prc) che ci informa che il centro per la procreazione medicalmente assistita dell'ospedale di Trecenta è stato bloccato. Non sarebbe stato rinnovato l'incarico alla biologa chiamata a sostituire le due dipendenti dell'Ulss che hanno dichiarato obiezione di coscienza.

In ogni occasione i dirigenti dell'Ulss vantano, giustamente, la Pma di Trecenta come un'eccellenza per la sanità polesana. Bene, ma allora come si può arrivare a questa situazione di paralisi?

Scarica il comunicato completo.

18 giugno 2014

Dentro l’ospedale San Luca

difendere il Servizio Sanitario Nazionale è nostro dovere
avere cure e assistenza è nostro diritto
Vogliamo invitare gli altopolesani a non lasciarsi andare a profezie drammatiche per il San Luca, ma anche a difendere il diritto alla salute e per questo
proponiamo un esame dell’efficienza del nostro ospedale.
Prima però suggeriamo analisi attente delle responsabilità istituzionali:
  1. Regione: stanzia i fondi per i servizi e decide le quote da assegnare al servizio sanitario pubblico e al privato convenzionato
  2. Direzione generale Ulss 18: ha il compito di perseguire gli obiettivi socio-sanitari posti dalla Regione, in condizioni di massima efficienza ed efficacia
  3. Sindaci: per i quali tutela e promozione della SALUTE e collaborazione con le altre istituzioni sono missioni fondamentali.

Parliamo dei servizi:
  1. Sono attivi Pronto Soccorso, Radiologia, Medicina (qui però le schede prevedono una riduzione dei posti letto);
  2. c’è il servizio di Terapia Intensiva, che,oltre i 4 letti con monitoraggio singolo e centralizzato + 1 letto di stabilizzazione, ha una centrale di monitoraggio che registra i segnali provenienti da 4 letti in medicina (2 reparto femminile e 2 reparto maschile) e dai letti monitorizzabili in chirurgia multidisciplinare e in ostetricia-ginecologia. Ci dà fiducia.
  3. è aumentata l’offerta del servizio di Chirurgia di elezione, cioè una chirurgia che lavora dal lunedì al venerdì
Ma le schede ospedaliere fanno sparire 10 posti letto di Chirurgia d’urgenza-emergenza: le urgenze chirurgiche, anche quelle dei pazienti già ricoverati, dove verranno trasferite?
  1. è previsto un Servizio Riabilitativo di elevato livello, (neuro-riabilitazione e unità spinale) ed una Attività di riabilitazione cardiovascolare, eccellenze che possono coprire le esigenze di un vasto territorio;
  2. è mantenuto il punto nascita ed è mantenuta un’eccellenza quale la Procreazione Medicalmente Assistita.
Però le schede regionali cancellano Ginecologia: è sostenibile Ostetricia, senza Ginecologia, vista la diminuzione dei parti, particolarmente nel Veneto?
O la Regione vuol trovare in futuro un motivo per togliere anche ostetricia?
  1. è attivo il laboratorio di Farmacologia e Biologia Molecolare: altamente specializzato, impegnato principalmente nel settore della personalizzazione delle cure per i tumori. L’integrazione continua del personale del laboratorio con quello clinico è il punto di forza, che ha portato a raggiungere risultati importanti
Tra l’altro l’attività ha reso possibile un significativo risparmio economico.
  1. ambulatori: le liste d’attesa sono regolate secondo classi di priorità
ma restano lunghe le liste di Endoscopia
(solo due giorni settimanali di ambulatorio nonostante l’alto gradimento)
La presenza di particolari professionalità può potenziare i servizi ambulatoriali che già vedono nuove specialità (per es. Andrologia) e un certo incremento di aperture settimanali (ad es. Reumatologia- Cardiologia).
Però non mancano le difficoltà: dopo che al "San Luca" sono state ridotte da 4 a 1 le presenze dell'ortottista il Cup non accetta più alcuna prenotazione in tutta l'Ulss 18.
Ultimo punto:
si dice che parte di posti letto saranno eliminati
solo quando ci sarà la disponibilità nelle strutture intermedie,
ma il progetto prevede un peso economico:
una quota alberghiera”, per degenze superiori ai 30 giorni;
dopo il 30° giorno di ricovero i pazienti pagheranno anche la
quota di compartecipazione” sulle prestazioni sanitarie.
Queste degenze sono in genere legate a problemi familiari o sociali:
anziani soli o senza risorse economiche o che i familiari non possono accogliere casa
e chiede:
che gli Ospedali di Comunità possano erogare prestazioni
COMPLETAMENTE GRATUITE,
che il loro finanziamento derivi dal ridimensionamento dei posti letto per acuti
non venga di conseguenza chiesta
NESSUNA COMPARTECIPAZIONE AL PAZIENTE
anche perché così facendo si rischia di iniziare quel pericoloso percorso che potrebbe portare a non più garantire una forma di Sanità gratuita per i cittadini.
La regione non deve risparmiare sui posti letto per acuti e chiedere
i ticket e le compartecipazione ai posti letto di comunità che li sostituiranno.

Niente scuse per togliere al San Luca la caratteristica di
Ospedale per Acuti

18/06/2014

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
portavoce prof. Jenny Azzolini, http://ospedaletrecenta.blogspot.it
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Documento inviato a stampa, sindaci, regione. Scarica in formato pdf.

10 febbraio 2014

Ultime notizie sull'ospedale di Trecenta

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Portavoce Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 04 – 02 - 2014


Ultime notizie sul "San Luca"

Noi vogliamo invitare gli altopolesani a non lasciarsi andare a profezie drammatiche (“i dise ch’i lo sara…”), ma ad esami obiettivi dell’efficienza del nostro ospedale e ad analisi attente delle responsabilità istituzionali: Regione (che assegna i fondi ai direttori generali), Dirigenti ULS, Sindaci.
Non va trascurato il danno che deriva dal disinteresse di troppi cittadini nei vari paesi, ma è bene che i cittadini siano informati in modo chiaro e comprensibile.

Per essere di aiuto in questo compito, il Comitato Altopolesano per il San Luca si impegna a fornire in tempi relativamente brevi un elenco dettagliato delle prestazioni e delle risposte che possiamo trovare nell’ospedale di Trecenta, cui contiamo di aggiungere informazioni sui servizi territoriali, una volta definito il quadro che sarà frutto del lavoro della dirigenza dell’azienda e dell’impegno di collaborazione dei sindaci.

L’esame delle schede ospedaliere suscita notevoli perplessità per quanto riguarda il San Luca: è prevista infatti una riduzione sensibile dei posti letto, compensata solo in parte da posti letto nelle strutture intermedie.
E non ci piace quanto abbiamo sentito dire sabato scorso dal vicepresidente della V Commissione Sanità Regionale, che cioè tagli importanti sono stati fatti solo nel pubblico, per noi non è in discussione la priorità del servizio pubblico rispetto al privato.

Ma la situazione suggerisce qualche riflessione ulteriore sul progetto regionale.

1) Le previste strutture intermedie prendono in carico pazienti che hanno superato la fase acuta della malattia ma hanno ancora problemi tali da non permettere loro il passaggio dall’ospedale alla propria casa con notevoli problemi per il paziente e suoi familiari. Ovviamente le strutture suddette devono affrontare costi per personale, farmaci, ecc., ma la regione prevede una diminuzione della spesa aziendale.
Meno soldi per qualche servizio in più: sarà possibile solo se tali strutture saranno attivate all'interno degli ospedali recuperando ambienti e personale precedentemente legato alla quota di posti letto per acuti che verranno “tagliati”. Questa pare la sfida su cui contare.

2) Il progetto però prevede un peso economico per il cittadino che dovrà spendere per le degenze sanitarie superiori ai 30 giorni.
NB.le degenze che superano tale periodo sono in genere legate a problemi di gestione familiare o sociale.

3) I tempi di realizzazione possono essere brevi se si tratta di una riconversione ospedaliera, perché al San Luca non mancano spazi e attrezzature; ma diventa insufficiente il personale, già scarso numericamente).
Resta sempre determinante il finanziamento della Regione.
Consola il fatto che la riduzione dei posti letto ospedalieri dovrà comunque avvenire - per legge - contemporaneamente all’attivazione dei posti letto per l’assistenza territoriale.

4) E’ stata aumentata l’offerta al San Luca del servizio di chirurgia a bassa complessità e per appuntamento, ed è previsto un servizio riabilitativo di più elevato livello.
Preoccupa la mancata citazione, nelle schede, di Chirurgia d’urgenza-emergenza e di Ginecologia.
Visto l’attuale potere di attrazione del nostro ospedale si teme che, se viene ridotto al San Luca il servizio di Ginecologia-Ostetricia, le donne che ora fanno riferimento a Trecenta non si rivolgano in massa all’ospedale di Rovigo e ciò comporterebbe un ulteriore problema economico per l’ULSS 18.
Per ostetricia-ginecologia verrà mantenuto il punto nascita che garantisce il parto in analgesia per circa il 30% dei parti naturali e viene mantenuta un’eccellenza quale la procreazione assistita.
Il fatto che resti il Punto Nascite, e quindi il reparto, fa sperare che si risolva positivamente anche il discorso ginecologia che non comporta particolare peso economico suppletivo.
Senz’altro verranno mantenuti al San Luca gli interventi ginecologici in regime di day surgery.

5) Rimarranno attivi gli altri servizi per acuti: Pronto Soccorso, Radiologia, Terapia Intensiva, Medicina.

Preoccupa (non poco) una dichiarazione poco chiara del Segretario Regionale della Sanità Veneta dottor Mantoan: “le risorse ci sono – è problema di pianificazione e condivisione”. Ora, dopo altre affermazioni come “la spesa sanitaria crescente per affrontare la cronicità” e “la sostenibilità sociale si realizza attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini e della comunità” il burocratese un po’ criptico del segretario regionale non è per noi tranquillizzante.

Noi non perderemo di vista le azioni che si succedono.

PS: negli ultimi tempi intanto si nota una crescita sensibile del numero di automobili nel parcheggio ospedaliero. Questo per noi significa qualcosa di positivo.

Per il Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca
La portavoce prof. Jenny Azzolini

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12 ottobre 2013

Ospedale di Trecenta. Intanto si taglia e poi … si vedrà

DOCUMENTO
Il Comitato Altopolesano per la difesa del "San Luca" scrive a tutte le autorità che hanno competenza in materia sanitaria.


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 7 ottobre 2013
Alle SS.LL.
Presidente Regione Veneto
Luca Zaia
Assessore alla Sanità Regione Veneto
Luca Coletto
Presidente V Commissione Regionale
Leonardo Padrin
Vicepresidente V Commissione Regionale
Claudio Sinigaglia
Direttore Regionale Sanità
Domenico Mantoan
Direttore Generale ULSS18
Arturo Orsini
Vescovo di Adria-Rovigo
Lucio Soravito De Franceschi
Consiglieri Regione Veneto Polesani
Azzalin, Coppola, Corazzari, Mainardi
Presidente Conferenza dei Sindaci Distretto 2
Antonio Bombonato
Sindaci dei Comuni del
Distretto 2, Ulss 18
Presidente Provincia di Rovigo
Tiziana Virgili
Assessore alla Salute Provincia di Rovigo
Guglielmo Brusco
Oggetto
Ospedale San Luca
Intanto si taglia e poi … si vedrà
Il San Luca e le schede

Il Comitato Altopolesano per la difesa del "San Luca" ha chiesto più volte alla Regione di discutere le schede ospedaliere e territoriali, per onorare quella TRASPARENZA, su cui tutti siamo d’accordo, esaltata dal Governo Regionale.
Ma alle nostre mail non hanno risposto né il presidente della giunta Zaia né l'assessore regionale alla sanità Coletto. Non rispondono il segretario della Sanità Veneta Mantoan, non risponde il padre del PSSR Padrin.
Non ha risposto nemmeno l’assessore Coppola, che in altre occasioni ha rassicurato sul futuro della sanità polesana e dell’ospedale di Trecenta. Nessun riscontro né da Corazzari, né da Mainardi, né da Azzalin.
Noi cerchiamo collegamenti con i Sindaci del Distretto 2, il Presidente Bombonato, il Direttore dell’Ulss 18 dottor Orsini, la Presidente della Provincia dott. Virgili, il Vescovo Soravito, i sindacati e i consiglieri regionali Pettenò e Sinigaglia che hanno dimostrato attenzione anche se non sono polesani.
Gli impegni e le promesse non mantenute e il dovere della trasparenza non onorato seminano sfiducia e preoccupazione sul destino della nostra sanità.
Le schede ospedaliere e territoriali devono affrontare il dibattito pubblico prima della loro stesura, non dopo la loro approvazione.
E’ sorprendente che siano state approvate le schede ospedaliere mentre non c’è ancora nessuna certezza sulle schede territoriali la cui progettazione/attuazione dovrebbe essere strettamente connessa alla ridefinizione della mappa sanitaria del territorio. Per non compromettere la condivisa idea di continuità ospedale–territorio.
Però ufficialmente conosciamo solo le schede ospedaliere.
Il Polesine ha in assoluto i tagli più alti di posti letto per acuti di tutte le province venete.
L’Ospedale San Luca di Trecenta è il più colpito.
Sono state fatte alcune correzioni positive:
- il San Luca viene confermato come Ospedale per acuti con Pronto soccorso, ma rischia di perdere uno dei capisaldi per essere tale: la Chirurgia Generale 24 h. su 24 7 giorni su 7; pur vedendo la realizzazione di una chirurgia multidisciplinare in regime di week surgery che tratti le patologie di pertinenza chirurgica più frequenti in tempi brevi
-è stato ripristinato il numero di posti letto per Terapia Intensiva
-è aumentato il numero di posti letto per la Riabilitazione di livello superiore, una riabilitazione polispecialistica per le patologie neurologiche prima non trattate (neuro-riabilitazione e unità spinale). Ciò riconosce alla riabilitazione del San Luca la valenza di servizio per un’area vasta sovra provinciale.
Appare invece molto proccupante il problema di Ginecologia la cui mancanza nell’attuale contesto Ginecologia-Ostetricia è difficilmente spiegabile. Infatti la popolazione femminile altopolesana è in buona percentuale anziana.
Condividiamo la preoccupazione del Vicepresidente della Commissione Sociosanitaria Regionale che si dissocia dalla “ strada imboccata…: tagliare posti letto ospedalieri senza garantire in cambio servizi e risorse nei territori …”
Il Comitato Altopolesano per il San Luca chiede una data certa entro la quale Direttore Generale e Conferenza dei Sindaci possano e debbano attivare gli ospedali di comunità e le èquipe operative dei medici di base 24h. su 24.
Sappiamo che è difficile poter garantire ed ampliare i servizi senza milioni di euro, ma noi continuiamo a dire che, se i soldi scarseggiano, è giusto privilegiare la sanità pubblica rispetto a quella privata.
L’associazione Cittadinanzattiva lamenta che l’austerità ha di fatto fortemente danneggiato il servizio sanitario pubblico a favore del privato.
Che essere complementare rispetto al pubblico.
Sarebbe bene applicare l’articolo 32 della nostra Costituzione.

Per il Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca
la portavoce Jenny Azzolini

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