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18.3.26

Veneto, la crisi senza fine dei medici di base. Servizio del TGR Veneto

Nuovo rapporto Gimbe

Le prospettive sono nere: 774 generalisti in meno in regione. Aumentano inoltre le aree cosiddette "carenti", cioè prive di assistenza sanitaria di base.



Medico di base, no grazie, dicono i giovani. 774 medici di medicina generale in meno in Veneto, solo nel 2025: questi i professionisti che mancano anche oggi. Entro il 2028 ne andranno in pensione altri 469. Un'emorragia continua, registrata dalla fondazione Gimbe in tutto il Paese, privo ormai di 5.700 camici bianchi. Il numero medio di assistiti a medico nella nostra regione è di 1.526, contro una media nazionale di 1.383. Meno dottori uguale più pazienti da seguire pro capite. Tra il 2019 e il 2024 sono diminuiti di numero dell'11.1 per cento.

di Alessia Piovesan, montaggio di Massimo Serena
17/03/2026

Vedi il servizio, 1 minuto e 30" circa



4.3.26

I nuovi direttori delle Ulss. Il rito delle nomine

Si è concluso il rito delle nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss, delle Aziende ospedaliere universitarie di Padova e Verona, dell’Istituto Oncologico Veneto (Iov) e di Azienda Zero.

Come sempre ci sono grandi aspettative. Nonostante tutto si spera per il meglio, anche se l’esperienza suggerisce una grande cautela.

Il Gazzettino 1 marzo 2026

Cinque Dg vengono confermati ma cambiano sede. Un rimescolamento nel collaudato “modello veneto”, sempre più ispirato a quello lombardo con un progressivo e strisciante spostamento di risorse dalla sanità pubblica a quella convenzionata e al privato puro (per chi può permetterselo).

E allora proviamo a vedere se cambiano gli indirizzi della politica sanitaria regionale dopo il quindicennio di Zaia.

Per prima cosa occorre scremare dalle dichiarazioni pubbliche l’abbondante dose di propaganda alla quale ci hanno abituati.

Alberto Stefani, presidente della giunta regionale al posto dell’ineleggibile Luca Zaia, propone però una serie di ovvietà: vicinanza ai territori, spirito di servizio, capacità di lavorare in squadra, immediata operatività. E ci mancherebbe!


La Voce, 1 marzo 2026

Pone poi l’accento sulla medicina territoriale, e qui torna alla mente quell’idea di «ospedale liquido» annunciata dall’assessore alla sanità Gerosa. Ma c’è anche una constatazione da fare: tutte le volte che l’amministrazione regionale ha parlato di medicina territoriale per gli ospedali polesani – e per il “San Luca” in particolare -, sono stati dolori. Taglio di posti letto, ambulatori invece di reparti, ospedali di comunità al posto della lungodegenza, come è accaduto a Trecenta.


Il Mattino di Padova, 1 marzo 2026

Stefani parla anche della necessità di proseguire con «l’implementazione del fascicolo sanitario elettronico, rendendo interoperabili i dati e favorendo il dialogo tra le Ulss». Peccato che nell’Ulss 9 (Verona) non sia mai stato realizzato il Cup unico provinciale ma ne esistano ben sei: 3 per Ulss9 , 1 per Azienda Ospedaliera, 1 per Clinica Pederzoli privata convenzionata, 1 per Ospedale Sacro Cuore di Negrar.

E il Cup unico regionale, previsto dalla normativa nazionale, rimane un lontano obiettivo.

Infine, il presidente della giunta regionale parla anche delle Case della Comunità ma non dice nulla circa la carenza di personale e intanto si avvicina la scadenza del 30 giugno.

13.1.26

Riforma del SSN. Il governo punta a una legge delega

Una delega per avere le mani libere, ma attenzione: senza un euro in più



Dopo la proposta del nuovo assessore regionale alla sanità del Veneto per gli ospedali "liquidi", il governo introduce quelli "elettivi", senza Pronto Soccorso. Ma gli "ospedali e basta" non esistono più?

«Integrare ospedale e territorio» dice il governo. Ma da quanto tempo se ne parla? Da decenni. E ogni volta è stata una fregatura. Per avere un'idea della prossima vi invito a leggere questo primo articolo di quotidianosanità.it (clicca sul titolo qui sotto per visualizzarlo) contenente anche il testo del disegno di legge del governo.

Al via la riforma del Servizio sanitario nazionale. Nascono gli ospedali di terzo livello e quelli “elettivi” senza Pronto Soccorso. Riordino disciplina per medici di famiglia e pediatri


17.9.25

"CANDIDATO ASCOLTACI!" Manifestazione Regionale in Difesa della Sanità Pubblica, sabato 4 ottobre 2025 a Mestre. ATTENZIONE: E' STATA RINVIATA



CoVeSaP (Coordinamento Veneto Sanità Pubblica) invita ad aderire e partecipare a "Candidato, ascoltaci". 

In vista delle prossime elezioni regionali, inviteremo i candidati a portare alla manifestazione le loro progettualità e i loro impegni su alcune specifiche richieste:

📌Prevenzione e promozione della Salute
📌Accesso alle cure
📌Assistenza ospedaliera
📌 Assistenza territoriale 
📌Servizi territoriali
📌Non Autosufficienza

Cittadine e Cittadini, mandiamo a rappresentarci chi si impegna a difendere il Servizio Sanitario Pubblico e il nostro Diritto alla Salute.

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" aderisce a CoVeSaP e vi invita a partecipare per LEGITTIMA DIFESA

ATTENZIONE: E' STATA RINVIATA
a Sabato 8 novembre 2025

3.1.25

Salute mentale. Nel centenario della nascita di Basaglia il Veneto spinge verso l'istituzionalizzazione dei pazienti psichiatrici

In questo articolo, pubblicato da quotidianosanità.it, Andrea Angelozzi riepiloga le scelte della giunta regionale del Veneto sulla salute mentale.


Salute mentale stretta tra residenzialità e semiresidenzialità 

di Andrea Angelozzi

18 DIC 2024 - Gentile Direttore,

spesso ci si dimentica che la psichiatria non segue il buon senso comune e le sue scorciatoie, che sembrano offrire la facile soluzione ai problemi. Quello che sta emergendo nella Regione Veneto in Salute Mentale (e non credo sia un elemento isolato nel quadro Italiano) è una aumentata richiesta di soluzioni istituzionali, sotto forma di residenzialità e semiresidenzialità. Parlo di soluzioni istituzionali, perché la attenzione è rivolta ai luoghi ove collocare le persone, e non alle attività che con le persone possono essere fatte perché stiano meglio, che prescindono dai luoghi, ma di cui non si parla e che pare non siano sentite come un problema.

Già nel 2018 vi era stata in Veneto una prima revisione della residenzialità, che aveva ampliato i posti letto rispetto ai 1859 allora esistenti. La programmazione, nelle varie tipologie di intensità assistenziale definite dalla DGR 1616/2008, consentiva di espanderli complessivamente a 2048, anche se di fatto il loro aumento si è fermato a 1874. A questi però andavano aggiunti 280 posti in strutture di nuova individuazione, le RSSP, dove la mancanza di un limite di permanenza, per ospiti i cui requisiti erano una età superiore a 45 anni e il non avere risposto a non meglio definiti interventi riabilitativi, dando al tutto una sinistra ombra neomanicomiale.

Il 14 novembre 2024 è stata approvata la DGR 1299, che mantiene i 280 posti di queste RSSP, riducendo la restante offerta. Il risultato è una residenzialità di 2076 posti letto , con quindi oltre 200 posti in più rispetto al 2018 e con i posti riservati a queste nuove sperimentazioni neomanicomiali che passano dal 12 al 14%.


La stessa delibera ha anche aumentato le rette con un aumento progressivo negli anni, che porterà nel 2026 la quota per le strutture sanitarie ad un 10-11% in più rispetto all’attuale, e quella per le socio sanitarie a un 5-6% in più.
Per quanto riguarda i Centri Diurni, già nel 2022 la Regione aveva incrementato i posti da 1397 a 1646, e definito le nuove tariffe.

Tutto questo lavoro è stato motivato da un incremento delle richieste per queste strutture segnalato dai DSM, con la difficoltà di reperire posti disponibili, un problema sollevato pubblicamente sulla stampa locale anche recentemente dalle varie associazioni che riuniscono i gestori di queste strutture. Parliamo di “gestori" anche perché questo è il primo elemento di interesse.

Di fatto quello che sta avvenendo in Salute Mentale, e non solo nel Veneto, è un crescente doppio binario. Da una parte la residenzialità e la semiresidenzialità vede come protagonisti i soggetti privati, che espandono anche i posti letto ospedalieri mentre dall’altra gli SPDC si riducono come si riducono i servizi territoriali pubblici.

Il secondo elemento, strettamente collegato, è che questi costi crescenti, per strutture istituzionali dove “mettere” i pazienti, non avviene con ulteriori specifici fondi, ma con una attribuzione al fondo sanitario indistinto delle singole ASL. Questo significa che, dal momento che non verrà certo espansa la parte localmente attribuita alla Salute Mentale e non potrà essere contratta la spesa ospedaliera, che è anzi in espansione, il costo sarà sostenuto da un minore finanziamento alla parte territoriale, i Centri di Salute Mentale, destinati ad essere sempre più dei semplici ambulatori ad ore.

Il terzo elemento è che questa espansione della spesa per la residenzialità renderà ancora più difficile la situazione dei pazienti, delle loro famiglie e dei Comuni, ove chiamati a compartecipare. Di fatto già adesso i Comuni si trovano in grandi difficoltà a sostenere questo tipo di costi. Aggiungiamo che la recente DGR sul budget di salute approvata in Veneto ha in sè la possibilità di chiedere supporto ai Comuni anche per spese riabilitative che sarebbero integralmente a carico sanitario.

Ma soprattutto c’è una considerazione, che ci riporta alla questione del senso comune e della psichiatria. Certo, a fronte della aumentata richiesta di residenzialità la soluzione più ovvia è aumentarla e renderla economicamente più gestibile per i privati. Ma questa scorciatoia del pensiero non funziona a favore dei pazienti, soprattutto perché comporta un impoverimento di quel territorio che dovrebbe evitare la cronicizzazione di cui si occupano queste strutture e favorire comunque soluzioni non istituzionali; riporta comunque la psichiatria a modelli pre Legge 180/78; e comporta una progressiva perdita di centralità per la struttura pubblica che dovrebbe coordinare gli interventi, secondo logiche di erogazione di servizi e non di profitto economico.

La apparente soluzione in realtà rischia di non risolvere nulla e di aprire la strada non solo ad una progressiva impossibilità nel gestire economicamente la soluzione, ma a una visione della salute mentale dove la minima difficoltà clinica trova automatica e pronta soluzione mettendo da qualche parte il paziente, una soluzione che la psichiatria italiana credeva di avere superato nel 1978.

Andrea Angelozzi
Psichiatra



18 dicembre 2024

22.3.24

L'appello per l'adesione alla Manifestazione regionale di Mestre

Per il Veneto la Manifestazione sarà a MESTRE Sabato 6 APRILE 2024, ore 14.00, dal piazzale della stazione ferroviaria

Le adesioni all'appello sotto riportato, singole o di gruppo, vanno inviate alla mail di CoVeSaP:

mail.covesap@gmail.com

Covesap - Coordinamento Veneto Sanità Pubblica

#sanitàpubblica

#mestre6aprile2024





Scarica la versione in pdf












20.3.24

Mestre, Sabato 6 Aprile 2024: 4^ Manifestazione Regionale in Difesa della Sanità Pubblica


Per il pieno rispetto dell'art. 32 della Costituzione che tutela la salute come diritto fondamentale

Per la salvaguardia e il rilancio di un sistema sanitario nazionale, equo, accessibile, universale

Contro i tagli e lo smantellamento dei servizi socio sanitari pubblici

Contro la privatizzazione della sanità

@Covesap - Coordinamento Veneto Sanità Pubblica

#sanitàpubblica

#mestre6aprile2024

3.10.23

3^ Manifestazione Regionale in Difesa della Sanità Pubblica. BELLUNO Sabato 28 OTTOBRE 2023

Non c'è più tempo. Ultima chiamata. Partecipiamo.

Il Governo prepara nuovi tagli, la Regione Veneto nuove privatizzazioni.
Occupiamoci della sanità prima che la sanità, ridotta allo stremo, si occupi di noi.
BELLUNO Sabato 28 OTTOBRE 2023, ore 14.30

La sanità pubblica non è un costo ma il miglior investimento possibile per il nostro futuro.



21.9.22

Difendiamo la Sanità Pubblica. Venezia Sabato 17 settembre 2022. Le immagini dell'evento organizzato da CoVeSaP

Evento organizzato dal Coordinamento Veneto per la Sanità pubblica (CoVeSaP), vedi il precedente post. A causa della pioggia l'evento si è svolto nella sala teatro del Patronato in via Garibaldi (calle San Domenico).

Scarica il testo integrale della nota di CoVeSaP rivolta ai candidati alle elezioni politiche del 24 settembre.



















13.9.22

Difendiamo la Sanità Pubblica. Venezia Sabato 17 settembre 2022

Il Servizio Sanitario Nazionale, negli ultimi decenni, è stato pesantemente sottofinanziato.

Si sono così create criticità sempre più importanti: pesanti carenze di personale con operatori sottoposti a stress inaccettabili, liste di attesa infinite, pronto soccorso intasati o ridotti a punti di primo soccorso, posti letto insufficienti, medicina territoriale non adeguata ai bisogni dei cittadini, mancanza di servizi socio-sanitari per le fasce deboli della popolazione. Questi problemi affliggono oramai tutte le regioni, da nord a sud, e rendono sempre più difficile potersi curare.

Anche il Veneto non sfugge a questa pericolosa tendenza.

Il fondamentale diritto alla salute e alla cura viene negato ad una parte sempre più consistente della popolazione.

Il Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica (CoVeSap) chiede a tutti coloro che saranno eletti alle elezioni del prossimo 25 settembre un’inversione di tendenza alla politica dei tagli, prevedendo un robusto rifinanziamento del Servizio Sanitario Nazionale per realizzare:

  • Una maggiore gestione pubblica e uno stop alle varie forme di privatizzazione;

  • Un investimento massiccio nel personale;

  • La riorganizzazione di una rete ospedaliera che risponda ai bisogni della popolazione;

  • La finalizzazione dei Fondi del PNRR al potenziamento del Servizio Pubblico;

  • Lo sviluppo dei servizi territoriali per i minori, la famiglia, la disabilità, le dipendenze, gli anziani e la salute mentale;

  • La ricostruzione dei Dipartimenti di Prevenzione;

  • La convergenza nel concetto di salute delle politiche sanitarie con quelle ambientali;

  • Il ritorno allo spirito della legge 833 con un giusto equilibrio nel rapporto tra Stato - Regioni - Enti locali.

Il Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica chiede pertanto quanto previsto dalla legge 833/78, ovvero un Servizio Sanitario Pubblico, Universalistico, Gratuito, Equo ed Accessibile a tutti.

Scarica il testo integrale della nota di CoVeSaP rivolta ai candidati alle elezioni politiche del 24 settembre.


1.8.22

MINISTERO DELLA SALUTE - DECRETO 23 maggio 2022, n. 77

MINISTERO DELLA SALUTE - DECRETO 23 maggio 2022, n. 77 "Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale."

(22G00085)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 07/07/2022

(GU n.144 del 22-06-2022)

Visualizza il testo vigente su normattiva.it

Visualizza il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale