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| Il Gazzettino, 27 febbraio 2026 |
28 febbraio 2026
24 febbraio 2026
“San Luca”, ridotti da 40 a 30 i posti letto del reparto di Medicina
L’Ulss 5 Polesana comunica la nomina del nuovo Direttore del
reparto di Medicina.
Ufficializzato il
taglio di dieci posti letto.
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| Il Gazzettino 18 febbraio 2026, pag X |
È stato nominato il nuovo direttore del reparto di Medicina generale di Trecenta. Bene, buon lavoro a lui e ai suoi collaboratori.
Tuttavia a chi segue le vicende dell’ospedale “San Luca” non è però sfuggito un dettaglio assai rilevante e preoccupante. Nel comunicato stampa dell’Ulss si afferma che il reparto dispone di 30 posti letto attivi (erano 40). E questo significa che l’ospedale ha perso altri dieci posti letto.
Durante l’estate era consuetudine dell’Ulss far “pesare” sull’ospedale di Trecenta la turnazione per ferie del personale dipendente dimezzando i posti letto attivi di medicina, perdendo sostanzialmente un’ala del reparto. A Fine estate venivano poi ripristinati. Nel 2025 non è accaduto.
Nel post del 16/10/2025 “È confermato: al San Luca non sono stati ripristinatii posti letto di Medicina dopo le ferie estive” riportavamo le dichiarazioni del Nursind, il sindacato degli infermieri, secondo il quale i posti letto non erano stati riattivati a Medicina dopo le ferie.
Ora è la stessa Ulss a confermarlo.
Il “San Luca” dispone ormai di soli 70 posti letto in totale: 30 a Medicina, 16 nel reparto di riabilitazione fisica, 4 in terapia intensiva e 20 in chirurgia (che però funziona soltanto dal lunedì al venerdì, sabato e domenica chiude!).
Di questo passo dove andremo a finire?
Il Piano Socio Sanitario Regionale (Pssr) è scaduto da tempo, che cosa ci sarà per l’ospedale di Trecenta nel nuovo?
Altopolesani protestiamo! Facciamoci sentire, informiamo i sindaci dei nostri Comuni, i candidati per i quali abbiamo votato, i politici che conosciamo. Nessuno di loro si può chiamare fuori dalla responsabilità di assicurare anche in altopolesine un’assistenza sanitaria decente.
03 aprile 2024
Ospedale "San Luca". Il nuovo direttore generale dell'Ulss 5 tra promesse e propaganda
Il nuovo direttore generale dell'Ulss visita il "San Luca" e l'approccio non è dei migliori:
"No al ripristino del Pronto Soccorso". Ben che vada ci sarà forse un medico in più, la notte, per non lasciare il Punto di Primo intervento completamente sguarnito in caso di chiamate al 118.
E poi l'esaltazione dell'ospedale di comunità, una struttura che fornisce soltanto un'assistenza di tipo infermieristico e che potrebbe essere collocata anche esternamente all'ospedale, in un punto sanità o in una casa di riposo.
Per il nuovo direttore generale dell'Ulss 5 Polesana i problemi del "San Luca" consisterebbero nelle "polemiche alimentate" dal nostro comitato per il "presunto ridimensionamento dell'ospedale" (vedi Rovigo News https://www.rovigo.news/il-dg-dellulss-5-polesana-pietro-girardi-ha-incontrato-la-sindaca-anna-gotti/).
Di seguito si riporta la risposta del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca".
------INIZIO DOCUMENTO
Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Aderente a CoVeSaP, Coordinamento Veneto Sanità Pubblica - sito internet: https://ospedaletrecenta.blogspot.com/
Cominciamo male!
Per il nuovo direttore generale dell'Ulss 5 Polesana i problemi del "San Luca" consisterebbero nelle "polemiche alimentate" dal nostro comitato per il "presunto ridimensionamento dell'ospedale" (vedi https://www.rovigo.news/il-dg-dellulss-5-polesana-pietro-girardi-ha-incontrato-la-sindaca-anna-gotti/).
Come non fosse vero che:
dei 132 posti letto programmati dalla regione ne sono attivi solo 80;
il Pronto Soccorso non è più stato ripristinato dopo il Covid;
gli accessi al Punto di Primo Intervento si sono ridotti di 5.000 unità ;
l'orario di funzionamento del Laboratorio Analisi è stato limitato a sole sei ore al giorno;
il reparto di Riabilitazione, a fronte dei 50 posti programmati e 26 inaugurati, ne ha attivi soltanto 16 (o 20);
l'ospedale ha un solo vero reparto per acuti, quello di Medicina, coadiuvato dalla terapia intensiva;
la Chirurgia svolge solo interventi programmati che si risolvono dal lunedì al venerdì: chiude il sabato e la domenica.
L'Ulss 5 vive di propaganda, getta fumo negli occhi, confonde le acque. Come quando spaccia per reparto ospedaliero l'ospedale di comunità che, invece, dispone soltanto di assistenza infermieristica e che potrebbe essere collocato anche esternamente all'ospedale, in un punto sanità o in una casa di riposo.
Ma l'ospedale di Trecenta no, non vive di propaganda. Vive se viene ripristinato il Pronto Soccorso, se accoglie reparti e servizi utili alla popolazione.
Nessun ospedale in Veneto è stato tanto taglieggiato dai Piani Socio Sanitari Regionali. E l'Ulss 5 non da attuazione nemmeno a quelli.
Le soluzioni proposte dal nuovo direttore generale sono lontanissime dal necessario: un medico in più per il Punto di Primo Intervento non lo trasformerà in un Pronto Soccorso. Promettere di valorizzare l'ospedale con "reparti e servizi di eccellenza oltre che con l’ospedale di comunità" suona come una presa in giro. Ci basterebbe la normalità.
All'ospedale di Trecenta SERVE MOLTO, MOLTO DI PIU'
Data, 2 aprile 2024
Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
-----FINE DOCUMENTO
31 maggio 2021
Università di Padova, “La mancata zona rossa d’autunno in Veneto ha provocato 3mila morti in più”
fonte: Il Fatto quotidiano, 29 maggio 2021
Uno studio dell'Università di Padova prospetta un bilancio ancor più disastroso della gestione della pandemia in Veneto durante la seconda ondata.
Il permanere del Veneto in zona gialla durante l’autunno e la prima fase invernale del 2020 è alla base della drammatica escalation di morti. Ed è quantificabile in almeno 3mila decessi che si sarebbero potuti evitare. A sostenerlo è uno studio condotto dal professore Enrico Rettore, docente di Econometria all’Università di Padova, che ha analizzato l’andamento della pandemia in relazione ai vari livelli di lockdown, raffrontandoli con le regioni confinanti, la Lombardia, l’Emilia-Romagna e la Provincia autonoma di Trento.
28 maggio 2021
CoVeSaP condanna attacco di Azienda Zero (leggi Zaia) al prof. Crisanti
Inchiesta Report (Rai3) su criticità seconda ondata pandemia Covid in Veneto
CoVeSaP (Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica) condanna attacco di Azienda Zero al prof. Crisanti
La trasmissione Report di lunedì 26 aprile su Rai3 ha mostrato le gravi criticità della seconda ondata della pandemia in Veneto per numero di contagi, ricoveri e, soprattutto, decessi da Covid-19, in forte contrasto con quanto accaduto nel corso della prima ondata. Nei mesi di novembre e dicembre, il pervicace mantenimento della Zona Gialla malgrado la situazione pandemica fuori controllo, ha creato le condizioni di quella che CoVeSaP ha definito “l’Anomalia veneta”. A nulla sono serviti i numerosi allarmi e gli esposti alla magistratura di CoVeSaP e di altri autorevoli soggetti che chiedevano misure più restrittive urgenti.
Le testimonianze di scienziati, operatori sanitari e cittadini costituiscono l’evidenza per capire le cause della tragedia: la permanenza in Zona Gialla prima di tutto, basata sulla dichiarazione, da parte della Regione, di un numero gonfiato di posti letto di terapia intensiva disponibili, ma anche il tracciamento inefficace o inesistente e l’uso improprio dei tamponi rapidi (antigenici di prima e seconda generazione) nelle RSA, nei pronto soccorso e nel personale sanitario. Questi, secondo CoVeSaP, sono i fattori che hanno contribuito maggiormente all’esplosione di contagi, ricoveri e decessi (stimati in almeno 2.000 oltre gli attesi, sulla base dell’incidenza media nazionale dei decessi per settimana riportata sul sito della Protezione Civile per il periodo dal 1° dicembre 2020 al 1° marzo 2021).
Di fronte a questo contesto CoVeSaP condanna le accuse e la denuncia per diffamazione rivolte da Azienda Zero al prof. Crisanti che per primo, a fine ottobre, quando l’esplosione dei contagi non era ancora iniziata, aveva comunicato tempestivamente all’Azienda Ospedale-Università e alla Regione i risultati preliminari delle analisi comparative tra tamponi rapidi e molecolari, che documentavano la scarsa affidabilità (70%) dei rapidi, e i rischi derivanti da un loro uso generalizzato. Lo studio, retrospettivo osservazionale ed indipendente, è stato effettuato in collaborazione con altri ricercatori dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, approvato dal Comitato Etico e inviato per pubblicazione ad un’importante rivista internazionale.
Il Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica esprime la sua piena solidarietà, personale e istituzionale, al prof. A. Crisanti, riconoscendogli il ruolo fondamentale svolto fin dal primo momento e continuativamente nella lotta alla pandemia. Non solo con la dimostrazione dell’importanza dei soggetti non sintomatici e con altre osservazioni originali pubblicate su prestigiose riviste internazionali, ma anche con la segnalazione dei rischi di un uso improprio dei tamponi rapidi. E’ inaccettabile che chi lavora al servizio della scienza possa essere oggetto di minacce e denunce a causa dei risultati dei propri studi. CoVeSaP incoraggia dunque il prof. Crisanti a resistere alle intimidazioni, continuando a svolgere il suo ruolo di scienziato indipendente e rigoroso. E con lui incoraggiamo a resistere e sosteniamo anche tutti i ricercatori e i sanitari impegnati nella lotta alla pandemia e nella difesa e crescita della sanità pubblica.
Per CoVeSaP:
Comitato per la difesa dell’ospedale di Adria e dei servizi socio-sanitari (RO); Comitato Alto Polesano dei cittadini per S. Luca di Trecenta (RO); Comitato per la difesa della Sanità Pubblica Alta Marca (TV); Comitato Sanità Pubblica Alto Vicentino (VI); Movimento per la difesa della Sanità Pubblica Veneziana (VE); Associazione tutela salute del cittadino e salvaguardia Ospedali di Pieve di Cadore ed Agordo (BL); Comitato per la difesa dell’ospedale Fracastoro di S. Bonifacio (VR); Associazione APRI; Comitato SOS Ospedale Sant’Antonio (PD); Comitato Alta Padovana Camposampiero (PD); Comitato Popolare “Lasciateci respirare” (Bassa Padovana).
Maurizio Manno Orianna Zaltron Massimo Marco Rossi Paolo Fumagalli
27 maggio 2021
Report, il giallo veneto. Sanità veneta durante la seconda ondata. Duemila morti in più. Il servizio di Report di lunedì 26 aprile 2021
fonte: Report
Cosa è successo alla sanità veneta? Nella gestione del virus all'inizio sono stati i primi della classe. Ma a gennaio hanno registrato il tasso di mortalità più alto d'Italia. Nonostante il parametro di occupazione delle terapie intensive fosse stato superato, già a novembre, il Veneto è rimasto in zona gialla. Perché? Uno degli artefici dei successi della prima ondata è stato il prof. Andrea Crisanti che però durante la seconda ondata è stato messo da parte e non sono stati ascoltati i suoi allarmi sulla sensibilità dei tamponi rapidi di cui il Veneto ha fatto largo uso.
28 marzo 2020
Combattere COVID-19 in Italia: etica, logistica e terapie dalla linea del fronte dell'epidemia
traduzione Dr. Simone Sbrenna, MD, PhD, medico convenzionato SSN
Introduzione a cura del Dr. Simone Sbrenna
Con un articolo sul prestigioso New England Journal of Medicine, la Dr.ssa Lisa Rosenbaum, cardiologa di Boston, Massachusetts, invita la comunità scientifica a non negare l’evidenza: a fronte di risorse ospedaliere limitate, l’epidemia da COVID-19 mette ogni giorno i medici italiani nella condizione di dover scegliere quali pazienti salvare e quali lasciar morire. Come il diritto al lavoro, anche il diritto alla salute (riconosciuto all’articolo 32 dalla Costituzione italiana come diritto fondamentale dell'individuo) è ormai lettera morta, essendo stato sacrificato sull’altare del pareggio di bilancio. In altre parole, l’obiettivo perseguito dal sistema sanitario nazionale non è più quello di tutelare la salute dei cittadini, ma di contenere la spesa sanitaria. Oltre ad auspicare la massima trasparenza su ciò che sta accadendo in Lombardia per ottenere maggiore cooperazione dalla popolazione (concetto condivisibile), la dr.ssa Rosenbaum insiste sul fatto che la scarsità delle risorse sia un dato di fatto ineludibile e non una precisa scelta di politica economica (concetto su cui vale la pena, invece, di riflettere). Dunque la giusta domanda da porsi forse non è “quale di questi due pazienti è più etico salvare?”, bensì “cosa ha reso impossibile salvarli tutti e due?”.
Scarica l'articolo originale in formato pdf
16 marzo 2020
Coronavirus. COME SI COMBATTE IN MODO EFFICACE UN’EPIDEMIA? Uno studio del Dr. Simone Sbrenna di Badia Polesine
Dal link sotto riportato è possibile scaricare un elaborato del Dr. Simone Sbrenna, Medico di Medicina Generale con ambulatorio in Badia Polesine.
Il documento è soggetto alla seguente licenza Creative Commons:
Si tratta di un lavoro specialistico che, infatti, è stato inviato alla direzione sanitaria dell'Ulss 5 quale contributo alla lotta contro il contagio da Covid-19. Tuttavia, per i lettori più interessati, può essere comunque comprensibile e di notevole interesse.
Nel testo sono linkate le fonti utilizzate.
Riporto qui le conclusioni.
- L’epidemia da COVID-19 non è una “banale influenza stagionale” ed è gravata da una significativa mortalità, specie nelle fasce più anziane della popolazione.
- Come risulta evidente da quanto visto finora, il modo più efficace per contrastare l’epidemia è eseguire un elevato numero di tamponi naso-faringei per diagnosticare precocemente i sospetti contagiati e di isolarli.
Scarica il testo integrale in formato pdf
AGGIORNAMENTO
Intervista al Dr. Simone Sbrenna, Il Resto del Carlino 24 marzo 2020
14 marzo 2020
Coronavirus. Le risorse disponibili per avere informazioni sicure
Per ottenere informazioni certe sullo stato del contagio, sulla mortalità e sulle guarigioni, segnalo alcune risorse di semplice consultazione.
Innanzi tutto il sito del ministero della salute http://www.salute.gov.it/portale/home.html cliccando sul banner in evidenza dedicato al nuovo coronavirus
Si accederà così alla sezione Notizie, e attendere che compaia, ad es. Covid-19: i casi in Italia alle ore XX del XX marzo per accedere al bollettino del giorno prima. Subito sotto, alla voce Consulta Tabelle è possibile visualizzare la Situazione in Italia e la Ripartizione per province alla stessa data.
Ancora più sotto, alla sezione Vai è possibile cliccare su Mappa della situazione in Italia per accedere ai dati elaborati dalla Protezione civile. Molto interessante.
Dalla parte in basso a destra, sezione Download dati: è possibile scaricare, in vari formati, tutte le informazioni utili sulla diffusione del contagio. Lo storico delle rilevazioni rimane disponibile.
La raccolta dei provvedimenti urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 è disponibile sul sito della Gazzetta Ufficiale a questo link: https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglioArea/12
13 marzo 2020
Covid-19. A proposito dell'ospedale San Luca, della terapia intensiva e degli ospedali privati convenzionati
05 marzo 2020
Corona virus, attivo il numero verde regionale per il Veneto: 800462340
In caso di dubbi o sospetti chiamate il numero verde regionale 800462340, in caso di sintomi non andate in ospedale ma chiamate il 118!
Seguire costantemente i canali social regionali https://www.facebook.com/RegionedelVeneto
https://twitter.com/RegioneVeneto e i comunicati stampa con oggetto "Coronavirus"
(fonte: sito web della Regione Veneto)
05 giugno 2019
Benazzo (Cgil): all'Ulss 5 Polesana, nonostante l'azione dei sindaci e del sindacato, pesanti i tagli negli ospedali pubblici
Davide Benazzo, segretario provinciale di FP Cgil Rovigo fa un resoconto dei posti letto e delle apicalità che si sono perse in provincia di Rovigo dopo l’approvazione delle schede ospedaliere
01 aprile 2019
Le schede ospedaliere in conferenza dei sindaci. Ultima occasione per dimostrare di esistere
Per i sindaci polesani sarà l'ultima occasione per dimostrare che si fanno carico dei bisogni sanitari dei propri cittadini. L'ultima possibilità perché la conferenza dei sindaci non si riveli un vuoto teatrino, un'inutile passerella.
Giovedì 4 aprile 2019, alle ore 15.00, presso l'aula magna della cittadella sanitaria a Rovigo, si riunirà la conferenza dei sindaci.
Si discuterà delle schede ospedaliere approvate dalla giunta regionale e della valutazione annuale del direttore generale dell'Ulss 5.
Con le schede ospedaliere la giunta Zaia prevede l'eliminazione della terapia intensiva presso l'ospedale Trecenta (vedi post precedente) e la decimazione dei primari all'ospedale di Adria.
Una proposta inaccettabile, senza se e senza ma, senza distinguo e senza sfumature. Inaccettabile e basta.
Qualunque documento venga approvato dalla conferenza dei sindaci, o respingerà completamente la programmazione della giunta regionale o sarà inutile, assolutamente privo di efficacia, definitivamente lontano dai bisogni della popolazione polesana. Serve una terapia d'urto, dichiarare lo scontro frontale contro chi vuole affossare la sanità pubblica.
La conferenza dei sindaci dovrà poi
valutare l'operato del direttore generale dell'Ulss, dirigente che è
diretta emanazione del presidente della giunta regionale e che ne
attua, pena il licenziamento, le politiche sanitarie. Le politiche di
cui sopra.
Logica vorrebbe che se ne traessero le
conseguenze.
Conferenza dei sindaci, se ci sei batti un colpo
25 marzo 2019
Ospedale di Trecenta senza terapia intensiva. Conseguenze drammatiche
La giunta regionale vuole eliminare la terapia intensiva dall'ospedale "San Luca" di Trecenta.
Quali saranno le conseguenze?
La terapia intensiva del "San Luca" ha sempre avuto come principale nemico il suo stesso primario che, da quanto ci viene segnalato, a più riprese ne ha proposto la chiusura. Ora ci si mette anche la giunta regionale.
Con le nuove schede ospedaliere i posti letto saranno 16 a Rovigo e 4 a Adria. E tutto ciò senza che nessun politico alzi la testa e la voce.
Perdere quei posti letto significa, per l'ospedale di Trecenta, togliere preziose possibilità di cura soprattutto ai pazienti anziani con patologie di tipo medico, mentre a Rovigo la priorità dei posti letto è per i pazienti chirurgici.
A riforma esecutiva gli anziani ricoverati al San Luca, senza la terapia intensiva, dovranno farcela con le loro forze e con il solo supporto del reparto medico.
Ovviamente togliere la terapia intensiva significa anche togliere la presenza del medico rianimatore di notte e nei festivi.
Infine, l'attività chirurgica. Senza terapia intensiva non potranno più essere eseguiti interventi complessi che ne prevedono il supporto. La chirurgia diventerà un'attività residuale, patetica.
La drammatica carenza di anestesisti (nella nostra Ulss ne mancano 15), di cui è responsabile prioritariamente l'amministrazione regionale, farà il gioco della giunta Zaia che troverà un ottimo appiglio per proseguire nella sua opera di devastazione della sanità pubblica.
23 marzo 2019
Ospedale di Trecenta, sparita la Terapia Intensiva. Nemmeno una parola sui giornali
Nell'immagine potete vedere la scheda ospedaliera proposta dalla giunta regionale a corredo del nuovo piano socio-sanitario. Deliberazione n. 22 del 13 marzo 2019.
24 febbraio 2018
Ulss 5 Polesana. Salute e gossip
24 febbraio 2018
Salute e gossip
La notiziona. Con un sussulto (latente) di autonomia decisionale il dg Compostella, (forse) anche senza l’input di Zaia, ha ascoltato (una tantum) il suo orgoglio dirigenziale: ha firmato un accordo con l’emittente tv “Antenna Tre” (39.000 euro di spesa) per diffondere il suo verbo fra le plebi polesane.
Quindi: basta col “giornale della salute”, basta con la carta patinata, basta con gli slogan innovativi di travolgente effetto come “Paga il ticket … perché il tempo è denaro” o “ La salute è tranquillità paga il ticket”, capaci di sedurre anche le menti più pigre.
Serviva un salto di qualità, uno scatto di scioccante innovazione ed ecco l’accordo terapeutico televisivo.
Quindi, aspettando i messaggi di Antenna Tre, godiamoci l’attesa con qualche riflessione.
Prima riflessione. Compostella parla di «motivazione e coinvolgimento di tutti gli operatori, quindi efficacia organizzativa, benessere del personale per la qualità soddisfacente delle relazioni interpersonali, e gratificazione per la qualità del servizio offerto».
In seguito all’indagine voluta dalla Regione Veneto sul benessere organizzativo Compostella afferma “All’indagine ha partecipato attivamente circa il 40% dei dipendenti, la finalità era di conoscere l’opinione su alcuni aspetti riguardanti l’organizzazione e l’ambiente di lavoro, il rapporto con i colleghi e con i superiori, al fine di migliorarli nel prossimo futuro. stimolando i dipendenti a dare il meglio di sé e riconoscendo «il merito come un valore fondamentale».
E dopo la prima giornata di studio sul benessere organizzativo aziendale, (27 novembre Aula Magna Cittadella) a cui sono stati invitati tutti i responsabili di servizio, dirigenti, coordinatori, il direttore conclude «… noi, risultati alla mano, cominciamo subito, per dare forza a un clima aziendale motivante e positivo, a mettere in campo una serie di azioni che hanno lo scopo di migliorare la qualità delle relazioni tra professionisti, e quindi, i risultati generali.»
Dubbi.
1. che il merito sia un valore è ovvio, ma che sia "sempre" il criterio su cui si fonda la scelta per l’assegnazione degli incarichi lo credono solo quelli cresciuti nel giardino delle fate.
2. Compostella parla anche di piena dignità per l’ospedale di Trecenta, dice che l’unificazione delle due Ulss ha significato integrazione e servizi non toccati, con ospedali che lavorano a pieno regime. Per noi l’affermazione tradisce la verità.
Altro che "servizi non toccati": al "San Luca", ad esempio, c'è stata una drastica riduzione delle prestazioni di endoscopia, che erano un fiore all’occhiello dell'ospedale; la perdita di interventi di Pronto Soccorso per incerta presenza di specialisti negli ambulatori; il taglio di decine di posti letto per acuti, tra i quali anche quelli dell’Area Medica.
Ora si parla pure della possibilità di chiusura o riduzione del servizio ospedaliero di diabetologia. E pare che, dai prossimi mesi, almeno una parte importante delle prestazioni Tac sarà fruibile solo dai pazienti interni al San Luca.
Altro che “pieno regime”. Nella foto la sala d'attesa di un martedì qualunque a fisiatria: vuota.Invece al privato, guarda caso, si accede con rapida ma inquietante solerzia. Come mai?
E se Compostella chiude “in bellezza” il 2017 con un deficit in calo a noi pare che non ci sia eliminazione dello spreco e razionalizzazione vera delle spese perché poi mancano ad esempio ecografi, i ventilatori hanno 20 anni e l’adeguamento tecnologico è relativo e discutibile.
Tutti possono leggere i commenti su Face book che parlano delle fiabe di cattivo gusto narrate dal direttore generale dell'Ulss.
Il clima che si respira in ospedale è pesante per responsabilità che non sono della gente che ci lavora.
Per il personale la situazione è difficile. Anzi noi dobbiamo essere grati a chi lavora in situazioni gravate da carenze, come il 13% in meno di operatori rispetto alla pianta organica.
A questo si aggiungano gli spostamenti (obbligati proprio per mancanza di personale) che impegnano infermieri in settori spesso delicati senza una temporanea preparazione specifica ( ad esempio in oncologia, nel gruppo operativo, in terapia intensiva)
BOLLINI ROSA 2018-2019: ROVIGO, ADRIA E TRECENTA BRILLANO
Il Bollino Rosa è un riconoscimento nazionale che viene concesso dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna agli ospedali che offrono servizi d’eccellenza
Orbene al San Luca è stato chiuso il Punto Nascite. Cioè nell’Altopolesine, i cui comuni avevano (e probabilmente hanno) il più alto numero di nati, non si nasce più a Trecenta. E le nascite avvengono solo in piccola parte a Rovigo.
Per fortuna resta l’ottima qualità del servizio di procreazione medicalmente assistita (PMA). Quindi pensiamo sia dovuto a questo il merito del bollino rosa. (Però va ricordato che qualche anno fa al San Luca erano stati attribuiti 3 bollini rosa)
Il Direttore Generale dell’ULSS 5 dice di aver coinvolto le unità operative “rosa” dei tre Ospedali, il direttore sanitario Contato aggiunge: “… siamo riusciti ad arrivare ad un livello di cure molto alto per la prevenzione e la cura dell’universo femminile, i bollini rosa sono la migliore attestazione della bontà di scelte fatte per raggiungere capillarmente le donne …”.
Membri del nostro Comitato sono andati a ringraziare i professionisti della PMA. Non sapevano dell'attribuzione del bollino rosa. Non sono stati interpellati per i questionari, non sono stati avvisati del riconoscimento.
Altro che riconoscimento del merito come valore fondamentale.
Per il Comitato la portavoce Jenny Azzolini
13 maggio 2016
Terapia intensiva. "Non chiudete quel reparto: hanno ridato la vita a mio marito"
OSPEDALE ULSS 18 SAN LUCA TRECENTA (ROVIGO) La toccante lettera di una rodigina che ha toccato con mano la professionalità dei medici: "Gli hanno insegnato di nuovo a camminare, a parlare, a vivere"
(da RovigoOggi.it)Comincia così la testimonianza di Laura Marchetti, che arriva in un momento non facile per la sanità polesana in genere e per l'ospedale San Luca in particolare, spesso al centro di ipotesi di chiusura o comunque di ridimensionamento.
"Non sono un politico - prosegue la testimonianza - e so far quadrare a malapena i conti della mia famiglia, non certo quelli di un ospedale o una regione. Ma so per certo che i letti della terapia intensiva non sono mai abbastanza purtroppo. Lo so perché mio marito ci ha passato quasi 2 mesi, dopo 50 minuti di arresto cardiaco. E so anche che la terapia intensiva di un grande ospedale ha ritmi molto diversi da quelli di un piccolo ospedale in mezzo alla campagna, ma non per questo è meno utile o importante, anzi!".
"Senza le strategie e le terapie messe in atto a Rovigo forse mio marito non sarebbe qui ora, ma senza le cure e le attenzioni che ha ricevuto al San Luca non avrebbe avuto un recupero così importante, perché non basta la terapia giusta, servono anche tanti stimoli per tornare alla propria vita! E la nostra vita è ricominciata grazie a quei medici e infermieri che ogni giorno hanno dato il massimo per curarlo, aiutarlo, incoraggiarlo, facendo una diagnosi tempestiva e al tempo stesso stimolando le sue capacità, facendogli ricordare e memorizzare il nome delle sue bimbe, spronandolo a non arrendersi e a non abbattersi, a sforzarsi a parlare, a muoversi, a guardare anche dove la vista lo ingannava".
"In questo modo ha iniziato il suo percorso riabilitativo fin da subito, sfruttando al massimo le sue potenzialità, che gli hanno permesso un pieno recupero contro ogni iniziale prospettiva! La dottoressa Anna Bocchi è una persona straordinaria, che fa il proprio lavoro con competenza, amore e passione, che non dimentica mai il lato umano della terapia, che sa trovare le parole giuste per il paziente e i suoi familiari. E straordinario è tutto il suo staff, nessuno escluso, fatto di medici e infermieri preparati e attenti ad ogni esigenza! Sono i 'cugini di campagna' e si sa che l'aria di campagna fa davvero bene".
"Per cui prima di chiudere questo reparto pensate se davvero si risparmia qualcosa, se davvero vale la pena perdere una risorsa del genere. Perché i letti a Rovigo non saranno mai abbastanza, perché ci sono pazienti che devono passare molto tempo in terapia intensiva, che non possono andare in reparti dove i ritmi sono veloci e le attenzioni ridotte. Perché quando una cosa funziona bisognerebbe trovare tutte le risorse disponibili per supportarla. Perché sarebbe una grande perdita per tutto il territorio. Perché a volte il vero guadagno è investire invece che tagliare".



















