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24.2.26

“San Luca”, ridotti da 40 a 30 i posti letto del reparto di Medicina

L’Ulss 5 Polesana comunica la nomina del nuovo Direttore del reparto di Medicina.
Ufficializzato il taglio di dieci posti letto.


Il Gazzettino 18 febbraio 2026, pag X

È stato nominato il nuovo direttore del reparto di Medicina generale di Trecenta. Bene, buon lavoro a lui e ai suoi collaboratori.

Tuttavia a chi segue le vicende dell’ospedale “San Luca” non è però sfuggito un dettaglio assai rilevante e preoccupante. Nel comunicato stampa dell’Ulss si afferma che il reparto dispone di 30 posti letto attivi (erano 40). E questo significa che l’ospedale ha perso altri dieci posti letto.

Durante l’estate era consuetudine dell’Ulss far “pesare” sull’ospedale di Trecenta la turnazione per ferie del personale dipendente dimezzando i posti letto attivi di medicina, perdendo sostanzialmente un’ala del reparto. A Fine estate venivano poi ripristinati. Nel 2025 non è accaduto.

Nel post del 16/10/2025 “È confermato: al San Luca non sono stati ripristinatii posti letto di Medicina dopo le ferie estive” riportavamo le dichiarazioni del Nursind, il sindacato degli infermieri, secondo il quale i posti letto non erano stati riattivati a Medicina dopo le ferie.

Ora è la stessa Ulss a confermarlo.

Il “San Luca” dispone ormai di soli 70 posti letto in totale: 30 a Medicina, 16 nel reparto di riabilitazione fisica, 4 in terapia intensiva e 20 in chirurgia (che però funziona soltanto dal lunedì al venerdì, sabato e domenica chiude!).

Di questo passo dove andremo a finire?

Il Piano Socio Sanitario Regionale (Pssr) è scaduto da tempo, che cosa ci sarà per l’ospedale di Trecenta nel nuovo?

Altopolesani protestiamo! Facciamoci sentire, informiamo i sindaci dei nostri Comuni, i candidati per i quali abbiamo votato, i politici che conosciamo. Nessuno di loro si può chiamare fuori dalla responsabilità di assicurare anche in altopolesine un’assistenza sanitaria decente.

2.2.26

Ospedale di Trecenta: dopo l’intervento i pazienti di ortopedia costretti ad andare a Rovigo

TGR Veneto

Il "San Luca" è una struttura al servizio di 70 mila cittadini dell'Alto Polesine che ha subito una serie di tagli a personale, reparti e servizi



01 febbraio 18:33
Antonello Profita, montaggio Andrea Lucchetta

A Trecenta, nell'Alto Polesine, c'è un comitato che da anni è impegnato nella difesa dell'ospedale San Luca, una struttura al servizio di 70 mila cittadini che ha subito una serie di tagli a personale, reparti e servizi.

Il comitato questa volta, pur sottolineando capacità e impegno del personale sanitario, denuncia il grave disagio che devono sopportare i pazienti di ortopedia che hanno subito un intervento chirurgico costretti ad andare all'ospedale di Rovigo per le medicazioni e le visite di controllo.

Guarda il servizio





30.1.26

San Luca: pazienti inviati a Rovigo per le medicazioni e i controlli successivi agli interventi ortopedici

L’intervento a Trecenta, la medicazione a Rovigo, la riabilitazione a Trecenta.
Un disagio da risolvere rapidamente


L'ospedale "San Luca" di Trecenta

La chirurgia dell’ospedale di Trecenta lavora moltissimo, l’ortopedia in particolare: medici, infermieri e operatori socio sanitari si prodigano per rispondere alle esigenze della popolazione che, in particolare dall’altopolesine, si rivolge al “San Luca”.

Insomma “produce molto”, come direbbe un direttore generale di Azienda Ulss o il direttore tecnico di un’azienda metalmeccanica.

E allora perché non completare il “ciclo produttivo”?

Accade, infatti, che a fronte dei molti interventi ortopedici i pazienti debbano poi recarsi all’ospedale di Rovigo per togliere i punti di sutura e per le medicazioni e i controlli normalmente necessari dopo l’operazione.

Con un piccolo sforzo, con qualche “risorsa umana” in più, si potrebbero eseguire al “San Luca” anche queste attività di routine, senza trasferimenti a Rovigo. Tanto più che presso l’ospedale di Trecenta è presente anche il reparto di riabilitazione fisica che spesso è chiamato a completare il percorso di cura.

Manca solo un tassello per rendere autonomo l’ospedale dell’altopolesine nella gestione degli interventi ortopedici. Uno sforzo che l’Ulss 5 dovrebbe fare dedicando, tutto sommato, una modesta quantità di risorse, col vantaggio di risparmiare agli assistiti onerosi e disagiati trasferimenti a Rovigo.

Gli altopolesani sono, da anni, costretti a percorrere tutta la provincia, spesso fino a Porto Viro, per esami e visite. Aggiungere altri trasferimenti per normalissime medicazioni e controlli postoperatori è un’ulteriore vessazione che dovrebbe essere rapidamente risolta.

30 gennaio 2026

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca


18.7.25

Interrogazione del Pd in Regione: “riportare l’Ospedale di Trecenta ad un livello adeguato”

fonte: ROVIGO.NEWS 17 luglio 2025

A ricostruire il quadro è la consigliera regionale del Pd, Chiara Luisetto, che ha presentato un’interrogazione sul tema, sottoscritta dalle colleghe Vanessa Camani, Anna Maria Bigon e Francesca Zottis.


«Nato quasi 30 anni fa come polo destinato a servire il bacino di utenza dell’Alto Polesine, nel corso degli anni, l’ospedale San Luca di Trecenta ha subito un progressivo e costante depotenziamento, con la chiusura di reparti e servizi essenziali che ne avevano contraddistinto l’eccellenza, tra cui il punto nascite, le unità di ostetricia e ginecologia, chirurgia, lungodegenza e psichiatria. Addirittura, malgrado sia stata superata da tempo l’emergenza Covid, il Pronto Soccorso, che era stato trasformato in punto di primo intervento, non risulta ancora riattivato. Col risultato che sono numerose le segnalazioni che testimoniano il reindirizzamento dei pazienti residenti nel territorio presso altri ospedali, se non addirittura verso strutture private convenzionate, vista la carenza di offerta pubblica e i lunghi tempi di attesa. Uno scenario sul quale la Regione ha il dovere di intervenire».



Tra le criticità, nel testo del documento indirizzato all’assessora regionale alla Sanità, si sottolinea che “l’ospedale San Luca vanta ormai da numerosi anni un servizio di medicina di gruppo, chiamato Trecenta Med, che svolge un essenziale servizio di assistenza sanitaria ai pazienti. Negli ultimi anni, complice la riduzione del personale di segreteria e dei medici di medicina generale, si sta registrando un peggioramento del servizio. Ne è testimone la crescente difficoltà dei pazienti nel prendere appuntamento con il proprio medico: solitamente è presente un’unica dipendente della segreteria che deve infatti interfacciarsi con un bacino di circa diecimila pazienti”.



Con l’interrogazione le consigliere dem chiedono: “Quando tornerà a essere operativo il Pronto Soccorso dell’ospedale di Trecenta? Quali e quanti sono i posti letto non ancora attivati rispetto a quanto previsto dalle schede ospedaliere? C’è infine l’intenzione di valorizzare e potenziare la medicina di gruppo Trecenta Med presente presso l’ospedale?”.

Leggi su RovigoNews

Sempre su RovigoNews viene riportato il commento del direttore generale dell'Ulss 5. Ancora una volta Pietro Girardi è bravissimo a enfatizzare quel po' che è rimasto al San Luca dopo la fine della pandemia da Covid.

Dimentica però di dire che l'ospedale è ben lontano dall'obiettivo di 132 posti letto attivi previsto dal Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023 e dalle relative schede ospedaliere. Per la prima volta nella storia di questa provincia non viene applicata la programmazione regionale, già molto restrittiva per il San Luca.



Dimentica anche il direttore generale di informare il pubblico e gli amministratori dei comuni altopolesani che durante il periodo estivo la medicina viene sistematicamente dimezzata, da 40 a 20 posti letto. E i posti letto attivi diventano così 60.

Non ci spiega neanche come mai il reparto di riabilitazione fisica abbia soltanto 16 posti letto attivi, mentre dovrebbe averne 50.


Con una piccola magia da illusionista ci fa credere che l'Ospedale di Comunità equivalga a un reparto di geriatria. Purtroppo non è così, la geriatria è stata soppressa al San Luca con il Piano Socio Sanitario del 2019, l'Ospedale di Comunità è solo un pallidissimo surrogato.

Conclude con questa affermazione priva di riscontri oggettivi: «L'Ulss 5 conferma il proprio impegno per valorizzare il San Luca». Impegno che non si vede.

Che cosa è cambiato da quando Pietro Girardi è direttore generale dell'Ulss Polesana? La smetta di riproporre sempre le stesse parziali verità e dica a tutti gli altopolesani in cosa ha migliorato l'ospedale di Trecenta! Due o tre cose soltanto, ma vere.

Invito in proposito a leggere su questo il precedente post: Ospedale San Luca. Le smentite hanno le gambe corte.

20.3.25

«Il Reparto di Riabilitazione del "San Luca" mi ha fatto rinascere»

L'esperienza di riabilitazione vissuta da Franco Rossi nell'ospedale di Trecenta

Il mio nome è Franco Rossi, professore in pensione, ottantatré anni, che ha avuto dalla Sanità veneta il privilegio e l'omaggio di un soggiorno prolungato, ma non desiderato, presso istituti ospedalieri polesani.

Premetto che non farò rimostranze, né accuse di disservizi. Anche se... Voglio invece offrire qualche motivo di riflessione che generi scoperte piacevoli.

Dopo il (troppo) lungo periodo trascorso all'ospedale di Rovigo per un tardivo intervento chirurgico (ben riuscito) e l'assistenza umile e preziosa di infermieri e Oss sono passato alla Medicina fisica e riabilitativa (M.F.R.) di Trecenta. Dove sono nato a nuova vita. Dove mi hanno letteralmente "rimesso in piedi". Onestamente, visto com'ero ridotto (-15 Kg, quasi anoressico) la speranza di un ritorno alla cosiddetta normalità poteva sembrare un sogno esageratamente ottimistico. Invece...

Invece gli operatori del reparto M.F.R.: medici, infermieri. Oss, fisioterapisti hanno realizzato nei miei confronti obiettivi eccellenti, che io sognavo soltanto nei momenti di grande ottimismo. Grazie a loro, alla loro competenza, alla disponibilità, alla paziente capacità di ascolto, sto ritornando alla normalità di una vecchiaia socialmente attiva.

E, visto che a Trecenta i miei coetanei sono numerosi e soggetti a infortuni, li invito amichevolmente a considerare la presenza di una realtà come l'MFR di Trecenta, un'eccellenza sanitaria rassicurante.

P.S.

Naturalmente la giusta esaltazione del lavoro in M.F.R. non significa rinunciare alla denuncia dello svuotamento del San Luca, ridotto ormai al fantasma dell'onesto ospedale altopolesano.

Marzo 2025

Franco Rossi Candian
Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"


2.3.25

I problemi del "San Luca" all'attenzione del presidente della giunta regionale, che svicola

Zaia è entrato da un ingresso secondario ma i cartelli del Comitato altopolesano sono stati visti da molti. Dalle leggende sulle meraviglie dell'autonomia regionale alla concretezza della sanità pubblica: ospedali ridotti ai minimi termini e liste d'attesa scandalose, con molti cittadini nemmeno presi in carico dalle Ulss del Veneto.



Venerdì 28 febbraio 2025 il presidente della giunta regionale Zaia è stato a Lendinara per la sua autonomia. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca era presente, con i suoi cartelli, per ricordare i problemi dell'ospedale di Trecenta.

Avvisato della nostra presenza Zaia non è entrato dall'ingresso principale, probabilmente ha usato un ingresso di servizio o un'uscita di sicurezza.

Comunque sia, le nostre locandine sono state viste da buona parte del pubblico che è entrato in teatro, dall'assessore regionale Corazzari, dal sindaco di Gaiba e dalla sindaca di Lendinara che si sono fermati a salutare, così come il direttore generale dell'Ulss. È passata anche la sindaca di Trecenta ma ha tirato dritto appena ha capito che erano locandine dedicate al San Luca.











Il Gazzettino, 2 marzo 2025











3.4.24

Ospedale "San Luca". Il nuovo direttore generale dell'Ulss 5 tra promesse e propaganda

Il nuovo direttore generale dell'Ulss visita il "San Luca" e l'approccio non è dei migliori:

"No al ripristino del Pronto Soccorso". Ben che vada ci sarà forse un medico in più, la notte, per non lasciare il Punto di Primo intervento completamente sguarnito in caso di chiamate al 118.

E poi l'esaltazione dell'ospedale di comunità, una struttura che fornisce soltanto un'assistenza di tipo infermieristico e che potrebbe essere collocata anche esternamente all'ospedale, in un punto sanità o in una casa di riposo.

Per il nuovo direttore generale dell'Ulss 5 Polesana i problemi del "San Luca" consisterebbero nelle "polemiche alimentate" dal nostro comitato per il "presunto ridimensionamento dell'ospedale" (vedi Rovigo News https://www.rovigo.news/il-dg-dellulss-5-polesana-pietro-girardi-ha-incontrato-la-sindaca-anna-gotti/).

Di seguito si riporta la risposta del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca".

------INIZIO DOCUMENTO

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

Aderente a CoVeSaP, Coordinamento Veneto Sanità Pubblica - sito internet: https://ospedaletrecenta.blogspot.com/

Cominciamo male!

Per il nuovo direttore generale dell'Ulss 5 Polesana i problemi del "San Luca" consisterebbero nelle "polemiche alimentate" dal nostro comitato per il "presunto ridimensionamento dell'ospedale" (vedi https://www.rovigo.news/il-dg-dellulss-5-polesana-pietro-girardi-ha-incontrato-la-sindaca-anna-gotti/).

Come non fosse vero che:

  • dei 132 posti letto programmati dalla regione ne sono attivi solo 80;

  • il Pronto Soccorso non è più stato ripristinato dopo il Covid;

  • gli accessi al Punto di Primo Intervento si sono ridotti di 5.000 unità ;

  • l'orario di funzionamento del Laboratorio Analisi è stato limitato a sole sei ore al giorno;

  • il reparto di Riabilitazione, a fronte dei 50 posti programmati e 26 inaugurati, ne ha attivi soltanto 16 (o 20);

  • l'ospedale ha un solo vero reparto per acuti, quello di Medicina, coadiuvato dalla terapia intensiva;

  • la Chirurgia svolge solo interventi programmati che si risolvono dal lunedì al venerdì: chiude il sabato e la domenica.

L'Ulss 5 vive di propaganda, getta fumo negli occhi, confonde le acque. Come quando spaccia per reparto ospedaliero l'ospedale di comunità che, invece, dispone soltanto di assistenza infermieristica e che potrebbe essere collocato anche esternamente all'ospedale, in un punto sanità o in una casa di riposo.

Ma l'ospedale di Trecenta no, non vive di propaganda. Vive se viene ripristinato il Pronto Soccorso, se accoglie reparti e servizi utili alla popolazione.

Nessun ospedale in Veneto è stato tanto taglieggiato dai Piani Socio Sanitari Regionali. E l'Ulss 5 non da attuazione nemmeno a quelli.

Le soluzioni proposte dal nuovo direttore generale sono lontanissime dal necessario: un medico in più per il Punto di Primo Intervento non lo trasformerà in un Pronto Soccorso. Promettere di valorizzare l'ospedale con "reparti e servizi di eccellenza oltre che con l’ospedale di comunità" suona come una presa in giro. Ci basterebbe la normalità.

All'ospedale di Trecenta SERVE MOLTO, MOLTO DI PIU'

Data, 2 aprile 2024

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

-----FINE DOCUMENTO

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3.3.24

«Un ospedale dimenticato» Sit-in e volantini a Trecenta. Articolo del Corriere del Veneto del 27 febbraio 2024

Riporto l'articolo pubblicato dal Corriere del Veneto, che ringraziamo per l'attenzione, lo scorso 27 febbraio. Preciso soltanto che il "San Luca" non è in concorrenza con Adria e Rovigo, anche loro taglieggiati dagli ultimi piani sociosanitari regionali, ma la sanità privata, convenzionata o meno, che ha beneficiato dei tagli agli ospedali pubblici per le favorevoli politiche adottate dall'amministrazione regionale.

L'articolo riporta la replica dell'Ulss 5 Polesana. Interessante il tentativo di spostare l'attenzione, una vecchia tecnica abitualmente utilizzata in passato e sempre più caratterizzante la comunicazione dell'ente. L'Ulss 5, infatti, accusa il Comitato di lamentare la chiusura del laboratorio analisi mentre il problema reso noto all'opinione pubblica è la riduzione dell'attività dello stesso a sole sei ore giornaliere. E questo, per l'utente, cambia parecchio.

Ma l'apice del travisamento riguarda la riabilitazione fisica. Il dato di soli 16 posti letto attivi - a fronte dei 26 inaugurati e dei 50 previsti nel 2019 dalle schede ospedaliere del Piano sociosanitario regionale - ce lo ha fornito l'Ulss stessa nelle persone del Direttore Generale, del Direttore Sanitario, del Direttore Amministrativo e di quello ai Servizi Socio Sanitari, nell'incontro che il comitato ha avuto lo scorso 24 gennaio.

Ora, magicamente, i posti letto attivi sarebbero 20. Da quando? Dallo scorso 20 febbraio! Sei giorni prima della nostra manifestazione.

Sarebbe bello che qualcuno, avendone il potere, andasse a verificare, reparto per reparto, quanti sono i letti effettivamente attivi. Un lavoro che potrebbero fare i sindaci dell'altopolesine.



«Ospedale di Trecenta dimenticato dopo il Covid» Domani sit-in. Articolo pubblicato sul Corriere del Veneto il 25 febbraio 2024


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28.2.24

San Luca: cresce la protesta. Articolo pubblicato sul Gazzettino lo scorso 27 febbraio 2024

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Per il "San Luca" serve MOLTO, MOLTO DI PIÙ. Le foto del sit-in davanti all'ospedale e al mercato di Trecenta

Lo scorso lunedì 26 febbraio 2024 si è svolto il sit-in promosso dal Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca". La maggior parte delle immagini che seguono sono state riprese davanti all'ospedale, le ultime tre durante il mercato settimanale a Trecenta.

Grazie ai numerosi partecipanti provenienti anche dai comuni limitrofi, come Badia Polesine, Lendinara, Castelnovo Bariano, Castelguglielmo.

Rimaniamo in contatto, c'è ancora molto da fare.

p. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"
il portavoce - Pietro Tosarello