Il presidente della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 chiede chiarezza sugli ospedali di Trecenta e Rovigo.
Da La Voce di Rovigo, lunedì 3 giugno 2013
Il presidente della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18, e sindaco di Costa di Rovigo, Antonio Bombonato, fa il punto sullo stato della sanità polesana , in vista della pubblicazione delle schede ospedaliere.
....
Da quell'ormai lontano gennaio del 2012 aspetto e aspettiamo di conoscere i contenuti delle schede ospedaliere e di quelle territoriali determinanti nell'applicazione del nuovo Pssr ma alla data odierna, almeno personalmente, non ho ancora avuto il privilegio di vederle.
Era stata una promessa, che oserei dire solenne, ottenuta quel gennaio di oltre un anno fa alla presenza del prefetto di Rovigo, da parte della Regione del Veneto lì rappresentata ai massimi livelli dall'assessore regionale Coletto e dal segretario regionale alla Sanità Mantoan.
Perché così tanto e tanto lunga riservatezza?
... Non ci bastano più le rassicurazioni che non sarà cambiato il ruolo di hub dell'ospedale di Rovigo, quando sembra che invece le schede di Padova richiamino una sorta di dipendenza di Rovigo da Padova rendendo di fatto l'ospedale civile di Rovigo "degradato a spoke"? Ovviamente non ne faccio un problema di terminologia ma di ciò che c'è dietro a questo. Al di là delle rassicurazioni le alte specializzazioni che sono presenti a Rovigo, quali ad esempio malattie infettive e medicina nucleare per citarne due, restano o spariranno come abbiamo sempre temuto e sottolineato già alle prime letture del nuovo Pssr?
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4.6.13
1.5.12
Il volantino del comitato dei cittadini per la sanità - alto polesine
Il Comitato dei cittadini per il San Luca, integrato da nuovi contributi, sta diffondendo in tutto l'alto polesine un volantino i cui contenuti sono dettagliatamente supportati dalle notizie e dai documenti che il comitato stesso e questo blog hanno pubblicato nei mesi scorso.
Chi ne condivide i contenuti è invitato a diffonderlo tra amici e conoscenti, nei luoghi di lavoro, per posta elettronica. Anche poche copie sono importanti.
Cittadini, Istituzioni, Sacerdoti e Vescovo
hanno provato a farsi sentire
SONO STATI IGNORATI
adesso ci facciamo vedere
PER NON FARCI RUBARE
il nostro diritto alla Sanità
Scarica il volantino.
2.4.12
Teatro, è stato solo teatro
Lo si era capito dalla lettura del verbale della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 dello scorso 24 febbraio: per le assunzioni al San Luca non c'è un euro in più rispetto ai limiti di spesa già stabiliti dalla giunta regionale del Veneto. In quella occasione il presidente della conferenza Antonio Bombonato aveva affermato che la regione "non assegna nuovi fondi se non per uno sforamento temporale che entro il 31 dicembre comunque deve ritornare all’interno dei parametri fissati" (si veda il verbale della riunione a pagina 3).
Ora sono in grado di pubblicare il testo della lettera del 14 febbraio 2012 con cui il dirigente regionale alla sanità Domenico Mantoan ha risposto alla richiesta di chiarimenti che la stessa conferenza dei sindaci aveva inviato in regione.
Ne riporto il testo con alcuni link ai documenti richiamati, almeno per quelli che è stato possibile rintracciare nel sito della regione. Alla fine qualche considerazione.
-----inizio documento
REGIONE DEL VENETO
giunta regionale
14 FEB 2012 71088 /64.00.04 E.900.12.2
Richiesta chiarimenti su limite di costo dei personale anno 2012 - Rif. Vs. nota prot. n. 6468
del 6/2/2012.
Al Signor Direttore Generale
dell'Azienda ULSS n. 18 di
ROVIGO
e, p.c. all'Assessore alla Sanità
Luca Coletto
Con riferimento alla nota citata si ritiene che Codesta Azienda, visti gli impegni assunti nelle diverse sedi istituzionali, debba procedere in via prioritaria alle assunzioni del personale previste per l'ospedale di Trecenta e autorizzate con nota dello scrivente del 2 febbraio scorso.
L'Azienda potrà procedere in tal senso anche nell'ipotesi di un eventuale temporaneo superamento che dovesse essere evidenziato da un'analisi prospettica rispetto al tetto di spesa relativo al personale indicato nella circolare prot. n. 51384 del 2/2/2012 o al corrispondente limite che venisse eventualmente fissato dalla Giunta Regionale. Resta quindi inteso che tale limite dovrà comunque essere assicurato.
Si coglie altresì l'occasione per sottolineare che il limite della spesa per il personale disposto dall'art. 37 della LR. 19/02/2007, n. 2 - disciplinato nel dettaglio da ultimo con la DGR n. 2358 del 29/12/2012 - e i tetti di spesa fissati nel 2011 con DGR n.1l06 del 26/7/2011 e per il 2012, con la circolare citata, in attesa di eventuale DGR, costituiscono vincoli che devono essere autonomamente rispettati.
Distinti saluti.
Il Segretario regionale
per la Sanità
Dr. Domenico Mantoan
-----fine documento
Link:
LR. 19/02/2007, n. 2 http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioLegge.aspx?id=195472
Ora sono in grado di pubblicare il testo della lettera del 14 febbraio 2012 con cui il dirigente regionale alla sanità Domenico Mantoan ha risposto alla richiesta di chiarimenti che la stessa conferenza dei sindaci aveva inviato in regione.
Ne riporto il testo con alcuni link ai documenti richiamati, almeno per quelli che è stato possibile rintracciare nel sito della regione. Alla fine qualche considerazione.
-----inizio documento
REGIONE DEL VENETO
giunta regionale
14 FEB 2012 71088 /64.00.04 E.900.12.2
Richiesta chiarimenti su limite di costo dei personale anno 2012 - Rif. Vs. nota prot. n. 6468
del 6/2/2012.
Al Signor Direttore Generale
dell'Azienda ULSS n. 18 di
ROVIGO
e, p.c. all'Assessore alla Sanità
Luca Coletto
Con riferimento alla nota citata si ritiene che Codesta Azienda, visti gli impegni assunti nelle diverse sedi istituzionali, debba procedere in via prioritaria alle assunzioni del personale previste per l'ospedale di Trecenta e autorizzate con nota dello scrivente del 2 febbraio scorso.
L'Azienda potrà procedere in tal senso anche nell'ipotesi di un eventuale temporaneo superamento che dovesse essere evidenziato da un'analisi prospettica rispetto al tetto di spesa relativo al personale indicato nella circolare prot. n. 51384 del 2/2/2012 o al corrispondente limite che venisse eventualmente fissato dalla Giunta Regionale. Resta quindi inteso che tale limite dovrà comunque essere assicurato.
Si coglie altresì l'occasione per sottolineare che il limite della spesa per il personale disposto dall'art. 37 della LR. 19/02/2007, n. 2 - disciplinato nel dettaglio da ultimo con la DGR n. 2358 del 29/12/2012 - e i tetti di spesa fissati nel 2011 con DGR n.1l06 del 26/7/2011 e per il 2012, con la circolare citata, in attesa di eventuale DGR, costituiscono vincoli che devono essere autonomamente rispettati.
Distinti saluti.
Il Segretario regionale
per la Sanità
Dr. Domenico Mantoan
-----fine documento
Link:
LR. 19/02/2007, n. 2 http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioLegge.aspx?id=195472
DGR n. 2358 del 29/12/2012 (? anno 2011)
http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=237448
http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=237448
DGR n.1l06 del 26/7/2011 http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=233899
circolare prot. n. 51384 del 2/2/2012 (non trovata).
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E ora qualche considerazione.
Domenico Mantoan, firmatario della lettera, è la stessa persona che nella riunione in prefettura dello scorso 27 gennaio ha apertamente accusato il direttore generale dell'Ulss di non aver dato corso a decisioni già prese affermando che può assumere medici e infermieri anche da domani, senza la necessità di alcuna autorizzazione regionale, perchè i servizi di base vanno garantiti e l'ospedale da peso deve diventare opportunità. Come è possibile che la stessa persona, a distanza di pochi giorni, smentisca se stesso?
Da notare che il direttore generale dell'Ulss non si è minimamente difeso. Da notare anche che il dirigente regionale, rassicurando i sindaci riuniti in prefettura, e il direttore generale dell'Ulss, facendo scena muta, hanno tolto l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto da un grosso imbarazzo. Così facendo hanno però preso in giro prefetto, sindaci e utenti dell'ospedale.
Teatro, è stato solo teatro. Una bella messa in scena, non c'è altra spiegazione a quanto è successo.
Che cosa rimane in piedi delle rassicurazioni e delle promesse di quella riunione? E che cosa potrà fare il gruppo di lavoro per il rilancio del San Luca se la regione non è disponibile a corrispondere all'Ulss la spesa per il personale da assumere?
18.3.12
Lunedì prima riunione del gruppo di lavoro per il San Luca
Lunedì 19 marzo alle 15.30, in Cittadella sanitaria a Rovigo, cominciano i lavori del tavolo tecnico per l'ospedale di Trecenta, costituito nell'ultima riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18.
Un'occhiata ai tempi: riunione in prefettura il 27 gennaio; costituzione del gruppo di lavoro il 24 febbraio; prima riunione il 19 marzo. Confermo le mie perplessità.
Il Comitato dei Cittadini per il San Luca, non ammesso a far parte del gruppo di lavoro, si farà vedere presso la sede della riunione per mantenere vivo il pensiero alle persone che dell'ospedale possono avere bisogno.
Un'occhiata ai tempi: riunione in prefettura il 27 gennaio; costituzione del gruppo di lavoro il 24 febbraio; prima riunione il 19 marzo. Confermo le mie perplessità.
Il Comitato dei Cittadini per il San Luca, non ammesso a far parte del gruppo di lavoro, si farà vedere presso la sede della riunione per mantenere vivo il pensiero alle persone che dell'ospedale possono avere bisogno.
Passato lo giorno, gabbato lo santo
Dal verbale dell'ultima riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 si apprende che la spesa per il personale è stata tagliata, per il 2012, di 1 milione e 100mila euro, l'equivalente di circa 35 persone.
Quella che è stata definita come 'autorizzazione regionale all'assunzione di 17 persone' non consente, come in un primo momento è stato spacciato, di andare oltre i limiti imposti. Sarà possibile solo uno sforamento temporale, uno o due trimestri, ma poi, a fine anno, la spesa complessiva non potrà essere di un solo euro superiore.
E allora, che fine fanno le assunzioni promesse anzi, date per scontate, nella riunione in prefettura dello scorso 27 gennaio? In quella occasione il direttore regionale alla sanità Domenico Mantoan ha addirittura rimproverato il direttore dell'Ulss 18 di non aver ancora provveduto!
Che cosa si prospetta? Ci saranno alcune assunzioni a tempo determinato, un trimestre o due, tanto per far passare le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio e poi tutto come prima? Tanto, passato lo giorno, gabbato lo santo.
Quella che è stata definita come 'autorizzazione regionale all'assunzione di 17 persone' non consente, come in un primo momento è stato spacciato, di andare oltre i limiti imposti. Sarà possibile solo uno sforamento temporale, uno o due trimestri, ma poi, a fine anno, la spesa complessiva non potrà essere di un solo euro superiore.
E allora, che fine fanno le assunzioni promesse anzi, date per scontate, nella riunione in prefettura dello scorso 27 gennaio? In quella occasione il direttore regionale alla sanità Domenico Mantoan ha addirittura rimproverato il direttore dell'Ulss 18 di non aver ancora provveduto!
Che cosa si prospetta? Ci saranno alcune assunzioni a tempo determinato, un trimestre o due, tanto per far passare le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio e poi tutto come prima? Tanto, passato lo giorno, gabbato lo santo.
27.2.12
Ulss 18, la risposta di Davide Benazzo
A seguito del precedente post "Ulss 18, un po' di confusione nel sindacato?" ho ricevuto da Davide Benazzo la mail che riproduco di seguito.
-----inizio documento
Carissimo Piero, ho letto come sempre il tuo blog, ma stavolta sono rimasto veramente dispiaciuto e costernato per quanto hai scritto. Accusi la CGIL di lentezza (riluttanza?) a partecipare alle iniziative per Trecenta. Parli come se la CGIL fosse connivente con le scelte che hanno impoverito il San Luca. Non riesco proprio a capire... di cosa parli? a cosa ti riferisci? Sono anni che io e tutti i compagni della CGIL siamo impegnati nella tutela dell'Ospedale di Trecenta. Io personalmente insieme ai delegati CGIL e ai lavoratori ho organizzato, anche solo come CGIL, decine di presidi davanti al San Luca. Eravamo la a volantinare anche ad aprile dell'anno scorso quando si paventavano gli accorpamenti e le chiusure a Trecenta e c'era solo il Nostro di Sindacato (avevo disegnato io il lenzuolo davanti l'entrata che poi è apparso sui giornali). Ricordo la Coppola con i Rappresentanti della Regione ad assicurare che non sarebbe avvenuto nessun taglio. Nella stessa giornata ho rilasciato anche un intervista su Rai Tre in merito. Ho fatto decine di denunce pubbliche sui tagli a Trecenta. Abbiamo, sempre come CGIL, fatto un iniziativa nell'estate/autunno del 2009 a difesa della sanità in Polesine (e perciò anche Trecenta) dove abbiamo organizzato molti incontri anche nelle leghe pensionati dell'Alto Polesine, raccolto oltre 1000 firme tra i lavoratori dell'ULSS 18, Trecenta compresa, per denunciare la situazione del personale direttamente in Regione dove le abbiamo consegnate all'Assessore Sandri, concludendo il tutto con una bella manifestazione provinciale con l'intento di unire lavoratori e cittadini in un'unica lotta. Abbiamo organizzato poche settimane fa tre incontri (uno anche a Trecenta in Villa Pepoli) sul piano socio sanitario dove nel documento che ho esposto è chiara la posizione della CGIL in merito alla difesa e rilancio del San Luca. Ero presente insieme ad altri della CGIL anche al presidio davanti alla Prefettura. Perciò veramente non capisco come, da una frase presa in un articolo costruito sui tagli effettuati dal giornalista di quanto avevo mandato come comunicato (se vuoi te lo invio), tu possa fare certe conclusione che non rappresentano minimamente la realtà. Ho già parlato anche con Guglielmo chiedendogli quale articolo avesse letto, visto che nel mio comunicato stampa non avevo assolutamente affermato che qualcuno aveva vinto e soprattutto non ho mai ritenuto o detto che Trecenta fosse soltanto un problema mediatico. Spero poi di parlare anche con la rappresentante del comitato per capire in che modo io li avrei attaccati vista la sua reazione di difesa e giustificazione delle loro posizioni. Venendo poi alla frase "Forse è il caso di chiedersi se sia effettivamente una vittoria aver ottenuto a Trecenta il cardiologo, per poi inviare il paziente a Padova o Verona perché intanto abbiamo smantellato il servizio che dava risposta a Rovigo", è stata purtroppo interpretata nel senso negativo e staccata da quanti sino al quel momento avevo detto. Rovigo e Trecenta non sono due realtà separate e la maggior parte dei servizi sono composti da una unica equipe che, molte volte soprattutto i medici, si trova a ruotare su entrambe le strutture. Conseguentemente l'esempio si lega alla circolare Regionale dove si scrive assumi il personale per Trecenta ma però devi risparmiare sul costo totale del personale. Questo significa che ci stanno prendendo per il culo. Con quanto chiede la Regione la cardiologia, a prescindere da dove va il cardiologo, subisce dei tagli ed essendo i servizi di urgenza a Rovigo, conseguentemente i danni sono per tutti i cittadini dell'ULSS 18, e perciò ne subisce una danno anche l'infartuato di Trecenta. Ti faccio un altro esempio per meglio comprendere il riferimento della mia affermazione: per il polesine a Rovigo esiste, come servizio della Cardiologia, l'Interventistica Vascolare dove cioè se uno fa un infarto acuto viene portato d'urgenza per tentare di riaprirgli la coronaria e salvarlo; è una eccellenza. Purtroppo, se continua così, è a rischio. Ecco perché dico quanto sopra. Nella lettera dove la regione parla di assunzioni per Trecenta (se vuoi te la faccio vedere), citata anche da Guglielmo nel suo articolo, alla fine si dice chiaramente che è confermato il taglio di oltre 1 milione di euro sul costo del personale e perciò ribadisco, come ho fatto nel mio articolo, che ci stanno prendendo per il culo, cardiologo o non cardiologo. Penso purtroppo che l'errore che ho commesso sia stato proprio il tipo di esempio visto che il giorno prima si parlava di mettere il Cardiologo a Trecenta e qualcuno ha forse pensato che stessi giudicando negativamente la richiesta. No io attaccavo la Regione e i loro rappresentanti di maggioranza del nostro territorio che purtroppo stanno tagliando le risorse per tutta la sanità del Polesine. La questione non è semplice e spiegarla per e-mail risulta riduttivo. Se vuoi ci possiamo anche incontrare con Te o con chiunque voglia confronto e chiarimenti, con i documenti ufficiali per meglio capire. Ciao e continua con l'ottimo lavoro che stai facendo con il tuo blog.
Davide Benazzo
-----fine documento
25.2.12
Ulss 18, un po' di confusione nel sindacato?
Sulle dichiarazioni di Davide Benazzo, responsabile provinciale della Cgil Funzione Pubblica, al Gazzettino e, presumo, agli altri quotidiani locali, si può essere d'accordo su tutto, tranne che per una frase.
Dopo aver ricordato le ultime vicende del San Luca e le contraddizioni presenti negli atti regionali, afferma: "Forse è il caso di chiedersi se sia effettivamente una vittoria aver ottenuto a Trecenta il cardiologo, per poi inviare il paziente a Padova o Verona perché intanto abbiamo smantellato il servizio che dava risposta a Rovigo". Si veda Il Gazzettino di mercoledì 22 febbraio 2012 «Ulss 18, caos sul personale».
Una frase infelice che tuttavia forse spiega la lentezza (riluttanza?) con cui il sindacato, non solo la Cgil, ha partecipato alle mobilitazioni sull'ospedale di Trecenta. Ne è un esempio la chiusura del reparto di pneumologia, avvenuta nell'ottobre del 2006. La mobilitazione dei cittadini era iniziata da un paio di mesi ma Cgil, Cisl e Uil si sono mobilitati il 31 ottobre ... di un anno dopo (si veda il relativo post).
Insomma, fa capolino la sgradevole sensazione che nel sindacato si privilegi l'ospedale di Rovigo, abbandonando anche le tardive rivendicazioni avanzate nel 2007 per il San Luca e l'adeguamento degli organici in particolare.
Le reazioni alle dichiarazioni di Davide Benazzo non si sono fatte attendere. Il giorno dopo l'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco ha commentato: "i problemi del San Luca non sono propriamente una priorità mediatica" ma "sono un’emergenza sanitaria".
Il Comitato dei cittadini per il San Luca ha emesso in proposito il comunicato che riporto di seguito.
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Non ce l’aspettavamo
Noi abbiamo mandato alla CGIL una condivisione di impegno nell’occasione del convegno di Adria del 4 febbraio.
Eravamo convinti che parlare di rispetto dei diritti non dovesse comportare dare spazio a campanilismi, perché pensiamo che politica seria sia evitare privilegi che limitano la dignità e la libertà delle persone.
Quando parliamo di difesa della salute che si muove parallelamente alla difesa del lavoro noi parliamo di difesa per tutti.
Invece in questi tempi si sente il sindaco di Rovigo che sbotta contro l’ospedale di Trecenta perché toglie spazio a quello di Rovigo, si sente Benazzo della CGIL lasciar intendere che la nomina di un cardiologo a Trecenta diventa un problema per gli infartuati perché impoverisce Rovigo, si sente dire che nasce tensione tra il personale di Rovigo e quello di Trecenta.
Vogliamo ripeterci e pretendiamo di non essere volutamente fraintesi: il Comitato dei Cittadini dell’altopolesine si batte per chiedere il ripristino dei servizi al San Luca perché vogliamo che siano garantiti diritti uguali per tutti.
I cittadini dell’altopolesine devono veder riconosciuto il diritto alla salute come i cittadini del medio e del basso polesine. Lo stesso vale per il diritto al lavoro.
Per il Comitato dei ciittadini la portavoce Jenny Azzolini
-----fine documento
4.2.12
Miracolo a Trecenta
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| Un momento del presidio davanti alla prefettura |
In seguito alla riunione avvenuta in prefettura a Rovigo lo scorso 27 gennaio, dal resoconto del quotidiano apprendiamo che uno scettico Adriano Marcolongo, direttore generale dell'Ulss 18, ha inviato alla regione, in data 31 gennaio, la richiesta per l'assunzione del personale ritenuto necessario all'ospedale di Trecenta. E l'autorizzazione è arrivata due giorni dopo a firma di Domenico Mantoan, segretario regionale alla sanità, che in questo senso si era impegnato davanti al prefetto e ai sindaci dell'altopolesine.
Il provvedimento dovrebbe riguardare l'assunzione di due medici per la chirurgia generale, cinque infermieri, tre tecnici di radiologia, tre ostetriche. Al fine di assicurare il turnover è stata autorizzata anche l'assunzione di altri quattro medici da assegnare a cardiologia, radiodiagnostica, ortopedia-traumatologia e anestesia-rianimazione.
Insomma, alle parole sembra che stiano seguendo i fatti. L'impegno di spesa c'è, 720 mila euro l'anno, ora è possibile assumere. Quando medici, infermieri, ostetriche e tecnici saranno al lavoro al San Luca potremo dire che la grande mobilitazione popolare organizzata dal Comitato dei Cittadini per il San Luca avrà avuto un primo risultato.
1.2.12
E se fosse una sfacciata messa in scena?
Dopo la riunione dello scorso 27 gennaio in prefettura a Rovigo, il Comitato dei Cittadini per il San Luca si è riunito per fare il punto della situazione. Quello che segue è il comunicato diffuso agli organi di informazione da parte della portavoce Jenny Azzolini.
Da parte mia ho inserito solo i link agli argomenti trattati in precedenza nel blog.
-----inizio documento
A pensar male si fa peccato, disse un noto politico, ma spesso ci si indovina.
29 gen. 2012: il direttore generale dell’ULS 18 dice “io opero con risorse certe, il resto sono chiacchere” sconfessando quello che era stato detto nell’incontro col Prefetto.
Facciamo un passo indietro.
Nell’incontro col Prefetto del 27 gennaio si è deciso di arrivare entro un mese alla stesura di un progetto sanitario per il San Luca.
Ora, dopo l’affermazione del dottor Marcolongo, prende corpo il sospetto di quanti ritengono che nella riunione del 27 gennaio si sia organizzata da parte dei rappresentanti politici del governo Regionale una commedia con ruoli prestabiliti: il cattivo, il colpevole, il buono, il provocatore e gli ingenui di turno che abboccano ad ogni esca che venga loro offerta.
Noi ascoltiamo tutti, riflettiamo, discutiamo, scegliamo una linea di comportamento.
Certo che le difficoltà aumentano, perché se dobbiamo dubitare (fortemente ) anche dei politici che avrebbero l’obbligo morale di rappresentarci, allora siamo in grossa difficoltà noi, ma soprattutto l’ospedale che è diventato l’oggetto intorno al quale si intrecciano l’interesse dei partiti di governo regionale, interessi vari in un gioco di ruolo spudorato a danno dei cittadini ignari sulla cui testa volteggiano non politici seri, ma avvoltoi della politica.
Che fare?
Sicuramente non dobbiamo rinunciare a batterci, anche se c’è la consapevolezza che sarà una lotta dura, difficile, tutta giocata sull’attesa dell’esito delle prossime elezioni e sul nostro cedimento.
Aspettando la verifica già stabilita noi rilanciamo e riproponiamo a tutti i cittadini altopolesani il nostro impegno e la nostra costante attenzione non solo verso l’ospedale San Luca, ma anche e soprattutto nei confronti della programmazione sanitaria regionale per evitare che si verifichi quello che molti temono: pioveranno promesse abbondanti e qualche fatto concreto provvisorio fino al momento delle elezioni in tutto il Veneto, poi gli attori si toglieranno la maschera e torneranno i problemi di prima.
Torneranno anche i vecchi pretesti e le vecchie giustificazioni.
In ogni caso noi ci saremo: potranno toglierci dei servizi, ma non la volontà, non la giustezza della nostra fatica, non la responsabilità che abbiamo nei confronti dei nostri concittadini e soprattutto nessuno ci toglierà la forza della speranza.
Comitato dei Cittadini per il San Luca
Ps: stiano attenti però i nostri governanti: non devono sottovalutare la rabbia dei buoni, potrebbe esplodere al momento del voto.
Comitato dei Cittadini per il San Luca
La portavoce Jenny Azzolini
-----fine documento
30.1.12
Il direttore dell’Ulss 18: "Io opero con risorse certe. Il resto sono chiacchiere". Intervista al Resto del Carlino
Sul Resto del Carlino di ieri è apparsa un'intervista al direttore generale dell'Ulss 18 nella quale Adriano Marcolongo risponde alle accuse che gli sono state addossate nella riunione di venerdì 27 gennaio.
L'intervista è molto importante perché, dopo aver fatto scena muta davanti al prefetto e ai sindaci, ora il direttore generale dell'Ulss dice il suo punto di vista ed è un'opinione in aperto contrasto con quanto dichiarato dai rappresentanti della regione Veneto.
Poiché ho constatato che il link all'intervista spesso non funziona, ne riporto di seguito il testo.
-----inizio documento
Il direttore dell’Ulss 18: "Io opero con risorse certe. Il resto sono chiacchiere"
Nel mirino Adriano Marcolongo e la sua gestione della sanità polesana
Rovigo 29 gennaio 2012 - Un intero pomeriggio di passione, stretto nella morsa delle critiche dei cittadini imbufaliti da una parte, e della Regione con in primis il segretario alla Sanità Domenico Mantoan dall’altra. Nel mirino, venerdì prima, dopo e durante l’incontro in prefettura sul futuro dell’ospedale San Luca di Trecenta, è finito Adriano Marcolongo, direttore generale dell’Ulss 18, e la sua gestione della sanità polesana.
Dottor Marcolongo, partiamo dalla fine. Si aspettava le contestazioni della gente, di fronte alla prefettura?
«Sapevo che ci sarebbe stata una protesta. La gente giustamente difende un presidio ospedaliero. Io penso però una cosa: bisogna spiegare alle persone, anche le cose antipatiche. Non bisogna illudere o fare false promesse. Succede come nel rapporto genitori e figli: io di figli ne ho quattro bambini, mi hanno fatto diverse richieste ma io gli ho detto anche qualche no. Certo, è più difficile dire qualche no piuttosto che dire sì».
Si riferisce a quello che hanno detto il dirigente Mantoan e l’assessore Coletto a proposito del San Luca che deve restare un ospedale per acuti?
«Coletto ha confermato che il San Luca è e deve restare un ospedale per acuti. Ha ragione, neppure io ho mai detto che non lo fosse. Non c’è nessun documento che smentisce questo».
Esiste però il documento da lei presentato a Mantoan il 17 gennaio scorso con la riorganizzazione degli ospedali di Trecenta e Rovigo da cui emergono una serie di tagli al San Luca.
«Si tratta di un documento di rivisione dell’offerta chirurgica sulla base delle risorse».
E quindi?
«Quindi io opero con atti e risorse certe, non con le fantasie. Tutto il resto sono chiacchiere».
Quello che le ha imposto Mantoan di dotare il San Luca dei medici e di ciò che serve per far funzionare a regime la chirurgia, che «a pagare ci pensa la Regione» secondo lei, dunque, non è realistico?
«Se il segretario dice che ci sono più risorse, che tutto è possibile...».
Lei cosa dice?
«Io avevo fatto un piano con le risorse a disposizione, circa 417 milioni di euro. Se ci sono più risorse siamo tutti più felici. Mi pare ci sia una visione piuttosto distorta dei comuni mortali: sembra che con le risorse a disposizione non assuma».
Ora cosa intende fare?
«Chiederò le risorse necessarie per assumere i chirurghi e poi vedremo».
E fino ad oggi non ha chiesto?
«Certo che ho chiesto. Avevo già chiesto risorse lo scorso anno ma non me le hanno date. E io che dovrei fare? Me lo dica lei».
Lei ha presentato nel 2008, e riproposto anche poi, un altro documento sulla ridefinizione dei tetti e del budget economico delle strutture private preaccreditate grazie alla quale si riusciva a ottenere un risparmio annuo di 14 milioni di euro. Che ne è stato?
«Quel documento viene ripresentato ogni anno. Noi non è che cambiamo idea perché i problemi sono rimasti quelli di quattro anni fa. Ognuno però deve assumere la propria parte, io penso di avere fatto la mia».
L'intervista è molto importante perché, dopo aver fatto scena muta davanti al prefetto e ai sindaci, ora il direttore generale dell'Ulss dice il suo punto di vista ed è un'opinione in aperto contrasto con quanto dichiarato dai rappresentanti della regione Veneto.
Poiché ho constatato che il link all'intervista spesso non funziona, ne riporto di seguito il testo.
-----inizio documento
Il direttore dell’Ulss 18: "Io opero con risorse certe. Il resto sono chiacchiere"
Nel mirino Adriano Marcolongo e la sua gestione della sanità polesana
Rovigo 29 gennaio 2012 - Un intero pomeriggio di passione, stretto nella morsa delle critiche dei cittadini imbufaliti da una parte, e della Regione con in primis il segretario alla Sanità Domenico Mantoan dall’altra. Nel mirino, venerdì prima, dopo e durante l’incontro in prefettura sul futuro dell’ospedale San Luca di Trecenta, è finito Adriano Marcolongo, direttore generale dell’Ulss 18, e la sua gestione della sanità polesana.
Dottor Marcolongo, partiamo dalla fine. Si aspettava le contestazioni della gente, di fronte alla prefettura?
«Sapevo che ci sarebbe stata una protesta. La gente giustamente difende un presidio ospedaliero. Io penso però una cosa: bisogna spiegare alle persone, anche le cose antipatiche. Non bisogna illudere o fare false promesse. Succede come nel rapporto genitori e figli: io di figli ne ho quattro bambini, mi hanno fatto diverse richieste ma io gli ho detto anche qualche no. Certo, è più difficile dire qualche no piuttosto che dire sì».
Si riferisce a quello che hanno detto il dirigente Mantoan e l’assessore Coletto a proposito del San Luca che deve restare un ospedale per acuti?
«Coletto ha confermato che il San Luca è e deve restare un ospedale per acuti. Ha ragione, neppure io ho mai detto che non lo fosse. Non c’è nessun documento che smentisce questo».
Esiste però il documento da lei presentato a Mantoan il 17 gennaio scorso con la riorganizzazione degli ospedali di Trecenta e Rovigo da cui emergono una serie di tagli al San Luca.
«Si tratta di un documento di rivisione dell’offerta chirurgica sulla base delle risorse».
E quindi?
«Quindi io opero con atti e risorse certe, non con le fantasie. Tutto il resto sono chiacchiere».
Quello che le ha imposto Mantoan di dotare il San Luca dei medici e di ciò che serve per far funzionare a regime la chirurgia, che «a pagare ci pensa la Regione» secondo lei, dunque, non è realistico?
«Se il segretario dice che ci sono più risorse, che tutto è possibile...».
Lei cosa dice?
«Io avevo fatto un piano con le risorse a disposizione, circa 417 milioni di euro. Se ci sono più risorse siamo tutti più felici. Mi pare ci sia una visione piuttosto distorta dei comuni mortali: sembra che con le risorse a disposizione non assuma».
Ora cosa intende fare?
«Chiederò le risorse necessarie per assumere i chirurghi e poi vedremo».
E fino ad oggi non ha chiesto?
«Certo che ho chiesto. Avevo già chiesto risorse lo scorso anno ma non me le hanno date. E io che dovrei fare? Me lo dica lei».
Lei ha presentato nel 2008, e riproposto anche poi, un altro documento sulla ridefinizione dei tetti e del budget economico delle strutture private preaccreditate grazie alla quale si riusciva a ottenere un risparmio annuo di 14 milioni di euro. Che ne è stato?
«Quel documento viene ripresentato ogni anno. Noi non è che cambiamo idea perché i problemi sono rimasti quelli di quattro anni fa. Ognuno però deve assumere la propria parte, io penso di avere fatto la mia».
29.1.12
Graziano Azzalin, “Sul futuro del San Luca, risposte superficiali e con troppe contraddizioni per essere rassicuranti”
Il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin mostra tutto il proprio scetticismo all’indomani del vertice in Prefettura a Rovigo per cercare di fare il punto sulla situazione della sanità polesana. “Purtroppo – sottolinea Azzalin – quello che è emerso con chiarezza è che il rimpallo di responsabilità non offre una soluzione a problemi che esistono e sono reali. Come reale è il Piano socio sanitario elaborato dalla Giunta, che fissa criteri e paletti precisi, ma che ieri il segretario regionale alla Sanità Mantoan e l’assessore Coletto hanno fatto finta che non esistesse. Il problema è che la maggioranza che dovrebbe guidare il Veneto annaspa fra l’incapacità nel compiere scelte non più rinviabili e fra divisioni sempre più gravi non solo fra i partiti, ma anche nei partiti”.
Leggi tutta la dichiarazione sul sito di Graziano Azzalin.
Leggi tutta la dichiarazione sul sito di Graziano Azzalin.
“L’ospedale San Luca sarà rilanciato”
ROVIGO
PREFETTURA AL PALAZZO DEL GOVERNO IL VERTICE SUL DESTINO DELL’OSPEDALE DI TRECENTA. C’ERA L’ASSESSORE REGIONALE COLETTO
Marco Randolo ROVIGO - Il San Luca non chiude. Anzi: si potenzia. Parola dell’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, mattatore nell’incontro di ieri, nella prefettura di via Celio. “L’ospedale di Trecenta sarà rilanciato”, annuncia in serata Coletto prima di scappare via. Confermando, poi, quanto aveva detto anche appena arrivato a Rovigo, più di due ore prima: “Non abbiamo mai messo in discussione il San Luca”. E’ il sindaco di Trecenta Antonio Laruccia a spiegare meglio i contenuti del vertice. “Sono soddisfattissimo - dice il primo cittadino uscendo dal palazzo del governo - perché la Regione si è chiaramente espressa per un rilancio dell’ospedale”. Il dirigente regionale Domenico Mantoan, nel corso dell’incontro, avrebbe addirittura spronato il direttore generale dell’Ulss 18 Adriano Marcolongo a prevedere a breve nuove assunzioni “per stabilizzare i servizi al momento in carenza, come cardiologia, anestesia e chirurgia”.
Leggi tutto l'articolo su La Voce di Rovigo.
Fischi e proteste contro Marcolongo, il direttore commissariato
Stesso trattamento anche per l’assessore regionale Coletto
Rovigo, 28 gennaio 2012 - TUTTI contro Marcolongo, dalla Regione ai manifestanti. Appena arrivato di fronte alla prefettura, ieri pomeriggio, il direttore generale dell’Ulss 18 è stato accolto con una bordata di fischi dai circa 150 manifestanti, cittadini dell’Alto Polesine, attrezzati di striscioni, fischietti e cartelli coi nomi dei comuni, contro la chiusura o il ridimensionamento dell’ospedale San Luca di Trecenta.
Era atteso anche l’assessore regionale Luca Coletto, arrivato assieme al dirigente della sanità regionale Domenico Mantoan. Anche per l’assessore pioggia di fischi e imprecazioni. Contestato pesantemente dai manifestanti che si sono addirittura avvicinati minacciosi. Tre signore di una certa età, accaldatissime, lo hanno accerchiato con in mano un lenzuolo con su scritto: «Roma ladrona? E la Regione Veneto?».
Leggi tutto l'articolo di Tommaso Moretto su Il Resto del Carlino.
28.1.12
San Luca, riunione in prefettura. E' andata bene ma non si può abbassare la guardia
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| Gli striscioni del Comitato per il San Luca |
Eravamo tanti ieri davanti alla prefettura di Rovigo per difendere il "San Luca" e il nostro diritto alla salute.
Tanti e motivati, decisi ad avere delle risposte precise senza farci prendere il naso. L'esperienza è quella: impegni e promesse si sono sprecati tante volte in passato per constatare poi nuovi tagli e riduzioni di reparti e di servizi. E così quando sono arrivati i rappresentanti del governo regionale e il direttore generale dell'Ulss 18, i fischietti hanno funzionato a pieno regime, un rumore assordante perché questa volevamo farci vedere e sentire.
Non so se questa calorosa accoglienza abbia contribuito all'esito della riunione, sta di fatto che alla fine abbiamo raccolto con una certa incredulità il resoconto che ce ne hanno fatto sindaci e assessori che uscivano dalla prefettura.
Sorpresi nell'apprendere che il dirigente regionale alla sanità Domenico Mantoan ha apertamente accusato il direttore generale dell'Ulss di non aver dato corso a decisioni già prese: può assumere medici e infermieri anche da domani, senza la necessità di alcuna autorizzazione regionale, perchè i servizi di base vanno garantiti e l'ospedale da peso deve diventare opportunità.
E Marcolongo non ha detto una parola! Ha incassato la critica senza replicare nulla. Sorprendente anche questo.
Jenny Azzolini, portavoce del Comitato dei Cittadini per il San Luca, conferma l'andamento della riunione ma ha dovuto chiedere esplicitamente una data precisa entro cui verificare l'attuazione degli impegni presi dalla regione e, infatti, fra un mese ci sarà una nuova riunione in prefettura, più ristretta, per fare il punto della situazione.
Qualche amministratore comunale mi ha detto: "l'ospedale non verrà chiuso ma rafforzato, è andata bene, forse troppo". Lasciando intendere: speriamo che, questa volta, gli impegni vengano mantenuti.
Il prefetto Romilda Tafuri, che molto si è spesa per organizzare la riunione, si è impegnata a fare da garante della difesa del diritto dei cittadini e ha ringraziato il Comitato per il San Luca con cui si terrà in contatto per il controllo dei tempi.
E' andata bene ma non è finita. Fino a quando i risultati non si saranno concretizzati non potremo abbassare la guardia. Sono tempi duri e dobbiamo essere perseveranti e tenaci.
24.1.12
Chiusura ospedali. Leonardo Padrin: "Siamo sempre di fronte agli stessi allarmi infondati"
Leonardo Padrin, presidente della V commissione regionale sanità, smentisce le voci circolate a più riprese nei giorni scorsi sulla chiusura di 24 o 26 ospedali nel Veneto. "Siamo sempre di fronte agli stessi allarmi infondati" afferma a Rovigooggi.it il 22 gennaio scorso.
Chi segue questo blog ha imparato che, purtroppo, gli allarmi sul San Luca non sono mai stati infondati. Questo blog è nato perché c'erano voci di chiusura del reparto di riabilitazione pneumologica. E il reparto, dopo un'infinità di smentite, rassicurazioni, e accuse di allarmismo, è stato effettivamente chiuso. Le voci di chiusura del reparto di chirurgia non erano infondate: c'è voluta la mobilitazione di società e amministratori locali per fermarla lo scorso anno. Ed è di pochi giorni fa la testimonianza di un paziente che dovrebbe sostenere un intervento in aprile al quale dicono che, forse, dovrà farlo a Rovigo perché a Trecenta il reparto sarà chiuso nel prossimo mese di febbraio.
Leonardo Padrin è un'eccezione? Le sue non sono accuse di allarmismo che mirano a nascondere le reali intenzioni della giunta regionale? Lo spero, per la sua reputazione e, soprattutto, per l'ospedale di Trecenta.
Ma non ci vorrà molto tempo per appurare la consistenza della dichiarazione del presidente della commissione regionale per la sanità. Lo sapremo venerdì prossimo, quando l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto, in prefettura a Rovigo, davanti a tutti i sindaci dell'altopolesine e all'amministrazione provinciale dovrà parlare chiaro. Saremo lì e sapremo subito che cosa intende fare la regione dell'ospedale di Trecenta.
Scarica il volantino del Comitato dei Cittadini per il San Luca.
Chi segue questo blog ha imparato che, purtroppo, gli allarmi sul San Luca non sono mai stati infondati. Questo blog è nato perché c'erano voci di chiusura del reparto di riabilitazione pneumologica. E il reparto, dopo un'infinità di smentite, rassicurazioni, e accuse di allarmismo, è stato effettivamente chiuso. Le voci di chiusura del reparto di chirurgia non erano infondate: c'è voluta la mobilitazione di società e amministratori locali per fermarla lo scorso anno. Ed è di pochi giorni fa la testimonianza di un paziente che dovrebbe sostenere un intervento in aprile al quale dicono che, forse, dovrà farlo a Rovigo perché a Trecenta il reparto sarà chiuso nel prossimo mese di febbraio.
Leonardo Padrin è un'eccezione? Le sue non sono accuse di allarmismo che mirano a nascondere le reali intenzioni della giunta regionale? Lo spero, per la sua reputazione e, soprattutto, per l'ospedale di Trecenta.
Ma non ci vorrà molto tempo per appurare la consistenza della dichiarazione del presidente della commissione regionale per la sanità. Lo sapremo venerdì prossimo, quando l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto, in prefettura a Rovigo, davanti a tutti i sindaci dell'altopolesine e all'amministrazione provinciale dovrà parlare chiaro. Saremo lì e sapremo subito che cosa intende fare la regione dell'ospedale di Trecenta.
Scarica il volantino del Comitato dei Cittadini per il San Luca.
22.1.12
Ficarolo, l'intervento di Jenny Azzolini, portavoce del comitato dei cittadini per il San Luca
Pubblico un ampio stralcio dell'intervento di Jenny Azzolini, portavoce del comitato dei cittadini per il San Luca, in occasione della serata "A difesa del San Luca" che ha avuto luogo a Ficarolo venerdì scorso.
Buona sera a tutti, grazie per avermi invitata, grazie della vostra presenza.
Io leggo il mio intervento per evitare qualsiasi strumentalizzazione e non voglio dimenticare di dire qualcosa che per il comitato è importante.
Mi fa piacere si allarghino le occasioni di incontro, sono prova di volontà di collaborazione, voglia di conoscere con precisione e direttamente i problemi senza limitarsi ad un, a volte superficiale, sentito dire,
questo incontro dimostra la voglia di esserci come cittadini, perché impegno civile non è solo andare a votare, ma è anche controllare i comportamenti, le scelte e le prese di posizione di chi ci guida.
Spesso chi ci governa ha anche bisogno dei nostri stimoli.
Innanzitutto vorrei precisare che io non sono il presidente del Comitato, ma soltanto il portavoce a disposizione di un gruppo spontaneo nato per difendere la salute dei cittadini dell’Altopolesine, aperto a persone di tutti i paesi, di tutti i partiti, di ogni posizione ideologica (infatti per il problema di cui stiamo parlando sono in contatto con Bellotti – Coppola – Azzalin, quindi…).
L’esperienza del Comitato Intercomunale è nata nel 2004, ha avuto intenso impegno per qualche anno.
Abbiamo lavorato con qualche sindaco, abbiamo fatto gruppi di studio, qualche assemblea con il sostegno anche allora del Vescovo che ha fatto sentire la sua vicinanza con Don Fantinati.
Ma abbiamo fatto un errore, non ci siamo esposti sui giornali, non abbiamo fatto un lavoro capillare con la gente, se non con la raccolta di 6000 firme , depositate in Regione ed ignorate.
Ora lasciamo stare difficoltà, errori, mancanze del passato e vogliamo a tutti i costi andare avanti fino a che il discorso salute, che prevede chiarezza sul San Luca e sulla sanità nel territorio, non è definito.
Perché si gioca al massacro sul San Luca dicendo che la sanità moderna è una sanità territoriale che cura e accompagna l’ammalato a casa (e su questo possiamo essere d’accordo ), ma nella realtà viene smantellato il San Luca ed è contemporaneamente ridotta l’attività di assistenza sul territorio (Adi – ambulatori – punti sanità).
Ed il gioco è facilitato dal fatto che non c’è un progetto chiaro, scritto, motivato dalle esigenze reali dei cittadini.
L’unico progetto puntuale di ciò che si intende per servizio ospedaliero è la pubblicazione del 1997 fatta ai tempi del dott. Tessari.
Da qualche tempo a questa parte c’è un’alternanza di riduzioni, spostamenti, riorganizzazioni, sospensioni momentanee (che magari diventano permanenti) senza che ci sia o che si conosca una seria valutazione della domanda della popolazione altopolesana, che è prevalentemente anziana.
Così come pare manchi un’idea chiara della realtà geografica in rapporto alla distribuzione dei centri ospedalieri.
Senz’altro va tenuta presente l’offerta dell’ospedale di Santa Maria, ma la Regione non può privilegiare finanziamenti al privato a danno del pubblico: Noi cittadini dobbiamo aver ben presente che se la spesa personale sanitaria nel privato convenzionato è la stessa del pubblico, lo stato spende molto di più per i servizi del privato e questi sono sempre soldi nostri che sborsiamo anche se non direttamente.
Un elemento che amareggia, per non dire offende, è l’affermazione più volte riproposta sia da Marcolongo, sia dallo staff dirigenziale dell’ULS 18 e ripresa nella sostanza se non nella forma dai politici Coppola, Corazzari e Mainardi “il San Luca muore perché non c’è domanda”.
Ora è facile ribattere ed abbiamo scritto qualcosa pubblicato ieri (19 gennaio) sulla Voce, ma non troviamo sia segno di rispetto raggirare i cittadini, che in questo caso sono provati da problemi di salute e spesso sono i più poveri che non hanno possibilità economiche per difendersi e trovare alternative.
(.....) Noi siamo fermamente decisi a continuare ad oltranza: la nostra disponibilità e la nostra pazienza sono solide. Sollecitiamo in continuazione giornali, Tv (Striscia la Notizia – Tele estense), politici di tutte le correnti, con telefonate e messaggi, i sindaci dell’altopolesine.
Non dobbiamo dimenticare che più siamo numerosi più forza abbiamo e non ci lasceremo impressionare dal qualunquistico “ormai è tutto deciso, ogni sforzo è inutile, noi non contiamo niente”.
Anche le scelte apparentemente immutabili possono cambiare. Il San Luca ne è un esempio.
Ficarolo 20 gennaio 2012
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Ficarolo "A difesa del San Luca"
Venerdì scorso, a Ficarolo, la sala Auser era gremita, molte le persone in piedi, diversi giovani con macchina fotografica e blocco da appunti e nessuno si è perso una parola. Il titolo della serata "A difesa del San Luca" spiega tanta partecipazione. Tutti hanno avuto la sensazione che il momento sia decisivo per il futuro dell'ospedale di Trecenta.
Erano presenti i sindaci di Trecenta e di Ficarolo, il parroco di Ficarolo, l'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco, il consigliere regionale Corazzari, e Jenny Azzolini del comitato dei cittadini per il San Luca. In sala anche Gianni Tessari, già direttore generale dell'Ulss, che però non ha preso la parola.
E’ stata ribadita la necessità di riportare il San Luca allo stato di ospedale per acuti. L’alto Polesine ha già dato tanto, con la chiusura di 4 ospedali, e non può permettersi di perdere anche il San Luca, attorno al quale ruota un bacino d’utenza che conta circa 84.000 persone.
Si è parlato dei costi della sanità privata convenzionata e si è accennato a quelli per mantenere la nuova struttura d’ingresso dell’ospedale di Rovigo. Quella del capoluogo resta una struttura vecchia che non può compensare, per quanto rimaneggiato, il ruolo del San Luca.
E’ stata posta attenzione alla struttura del territorio e alla popolazione che lo abita, formata in prevalenza da persone anziane, e ai costi che la nostra unità sanitaria affronta per spostare queste persone in altre realtà sanitarie.
L'attuale direttore generale dell'Ulss 18, Adriano Marcolongo, è stato chiamato in causa per il suo impegno nel 'distruggere' la sanità altopolesana.
In vista della riunione di venerdì prossimo, i due sindaci presenti hanno ribadito l’opportunità di depositare la fascia nel caso non si ottengano soluzioni positive. I presenti sono stati sollecitati a partecipare numerosi al presidio davanti alla prefettura in concomitanza con la riunione.
(ringrazio Paola per la collaborazione)
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18.1.12
Ospedale di Trecenta, adesso ci facciamo vedere
Cittadini, sindaci, provincia, sacerdoti e vescovo hanno provato a farsi sentire, sono stati ignorati. Ora il Comitato dei Cittadini per il San Luca ritiene sia il momento di farsi vedere.
Venerdì 27 gennaio, alle 15.30, in prefettura, si riuniranno i sindaci del distretto socio- sanitario n.2, rappresentanti istituzionali, regionali e nazionali, il presidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss, la rappresentanza del comitato dei cittadini, presidente e vice-presidente della provincia, l'assessore alla sanità al Comune di Trecenta, l'assessore regionale alla anità Luca Coletto, il segretario generale e il direttore generale dell'ULSS 18.
Il comitato invita tutti i cittadini dell'altopolesine a dar vita a un presidio davanti alla prefettura in concomitanza con la riunione. L'appuntamento è per le ore 15.00.
Se saremo numerosi la nostra presenza - e il suo significato - non potranno essere ignorati.
Scarica il volantino del comitato.
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