Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta partiti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta partiti. Mostra tutti i post

09 settembre 2026

La verità, quella che manca

Due le notizie che mi hanno colpito ieri. Una riguarda le liste d’attesa, l’altra le case di riposo (Rsa).



La prima. Il gruppo di Avs ha portato in consiglio regionale una mozione sulle liste d’attesa. Si chiede che vengano monitorate le tutte le visite ed esami, non soltanto, come invece avviene, una settantina di prime visite / primi accessi, ma tutte le prestazioni, quindi le rivalutazioni, i tempi per gli interventi chirurgici non urgenti e i controlli che, attualmente, vengono completamente ignorati, zero assoluto.

La mozione viene illustrata e motivata dai proponenti, Carlo Cunegato e Elena Ostanel, e si apre il dibattito.

Ebbene, nessun consigliere di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, i partiti che governano da sempre in regione, è intervenuto. Al termine, tutti i consiglieri di maggioranza, anche quelli eletti in polesine, obbedienti a un invisibile burattinaio, hanno votato contro. Senza una motivazione, senza un’argomentazione.

Risultato: continueremo a non sapere perché dobbiamo attendere tanto per una visita o per un esame di controllo o per una delle prime visite / primi accessi che non rientrano nelle poche decine monitorate. La verità è quella che ci manca.

Per approfondire clicca qui.

La seconda. L’aumento dei costi di gestione della case di riposo (Rsa) porterà a ulteriori consistenti incrementi delle rette a carico degli ospiti. Fino a 5 euro al giorno (1.800 l’anno).



Uripa, l’associazione che raggruppa le case di riposo pubbliche (Ipab) e private accreditate del Veneto, stima in 100 milioni il fabbisogno annuale (clicca qui per il servizio di ieri della Tgr).

L’amministrazione regionale non eroga l’impegnativa di residenzialità a tutti gli aventi diritto. In polesine il 23,8% (vedi precedente post) degli anziani non gode di questo beneficio di legge nonostante l’elevato grado di non autosufficienza.

Situazione denunciata da mesi da Uripa ma nessuna risposta concreta da parte dell’assessora regionale ai servizi sociali Paola Roma, soltanto una nuvola di aria fritta che rinvia a «tavoli tecnici provinciali», «ascolto del territorio» (come non conoscesse benissimo la situazione), a riunioni su riunioni. Impegni economici nessuno, in sede di bilancio si vedrà.

06 settembre 2026

Dopo Trecenta, Adria. Lo smantellamento degli ospedali periferici


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

La Regione Veneto, con il Piano Socio Sanitario scaduto il 31/12/2023, attua una programmazione "di fatto" fuori da ogni controllo democratico da parte del Consiglio regionale.

La mancanza di un aggiornamento del Pssr consente all’amministrazione regionale di mantenere formalmente in piedi il vecchio piano (clicca qui per verificare) e, soprattutto, di evitare un consuntivo di quanto attuato nel quinquennio 2019-2023.

Emergerebbe allora che a Trecenta invece di 132 posti letto ne sono attivi soltanto 74. Buona amministrazione addio, per la prima volta la programmazione non viene attuata. Ecco allora che non conviene far sapere ai consiglieri regionali quello che, con ogni probabilità, sta accadendo in molti altri ospedali del Veneto. Si taglia, si riorganizza, si accompagna verso il declino gli ospedali periferici.


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

Per quanto riguarda Adria – e purtroppo non è accaduto per Trecenta per la prima volta si registra una comunità di intenti oltre che tra i tradizionali sindacati della funzione pubblica (Cgil, Cisl e Uil) anche con quelli che rappresentano i medici: Aaroi-Emac, Anaao Assomed, Fassid, Fials, Fvm, Cisl Medici e le rappresentanze mediche di Cgil e Uil (vedi l’articolo del Gazzettino qui sotto)

Vogliono sapere le reali intenzioni della Giunta regionale che l’Ulss 5 dovrà attuare sull’ospedale di Adria. Vogliono sapere «se, pezzo dopo pezzo, si stia preparando a fare i conti semplicemente con meno servizi».


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

----

Aggiornamento (cliccare sul titolo per visualizzare il contenuto)

Sanità nel Basso Polesine, sindacati in allarme: «Serve chiarezza sul futuro di Adria e Porto Viro», Rovigo.News

01 settembre 2026

Punto Nascite di Adria. "Accompagnamento" verso Rovigo e Chioggia

In provincia di Rovigo si potrà nascere solo nel capoluogo. Un solo punto nascite per 100 Km di territorio.

Di Vonvikken - Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15128505

Il titolo della deliberazione è il più anonimo possibile ma la sostanza è che il punto nascite di Adria viene dato per perso. Fumo negli occhi l'assunzione delle giovani ostetriche che avrebbero dovuto tenerlo aperto per l'estate. Ora c'è un piano ben delineato e particolareggiato per indirizzare le partorienti del basso polesine a Rovigo e Chioggia.

Lo si può scaricare, entro il 15 settembre, a questo indirizzo:

https://www.aulss5.veneto.it/albo-online

cliccando su Deliberazioni del Direttore Generale e, finalmente, visualizzando la deliberazione del direttore generale n. 1002 dal titolo "DGRV 453 del 28/05/2026 - Atti conseguenti".

Ancora una volta, l'ennesima, scena muta della Conferenza dei sindaci dell'Ulss, lasciati soli i dieci comuni del basso polesine che pure avevano provato a organizzarsi.

Il punto nascite dell'ospedale di Trecenta è stato chiuso nel 2016.

Per approfondire, vedi su questo blog i precedenti articoli (clicca sul titolo per visualizzarli)

I Sindaci di Adria e Trecenta oggi a Venezia da Stefani e Gerosa

Adria, Punto nascita a rischio

----

Aggiornamento del 2 settembre 2026

Punto nascite di Adria verso la riconversione, il PD incalza: «Quando verrà Filippi in Consiglio comunale?». Rovigo.News

14 agosto 2026

Rette nelle Case di riposo: c'è chi studia come vessare ulteriormente gli anziani


Il Gazzettino 13 agosto 2026

Il commissario regionale della Lega del Veneto, Andrea Tomaello, chiederà ai parlamentari del suo partito di presentare una proposta di legge che non faccia ricadere sui Comuni le integrazioni della retta per gli ospiti delle Case di riposo.

E fin qui va tutto bene, nessuno vuole il dissesto dei bilanci comunali, lo chiarisco perché ho avuto l'impressione che qualche amministratore comunale non abbia ben compreso il contenuto dell'ultimo post "Case di riposo, sentenza a Venezia. Effetto domino: «paghino i Comuni»" (clicca qui per visualizzarlo).

Ma poi il commissario della Lega spiega che lo scopo è quello di «Rivedere i criteri Isee». Il che, tradotto dal politichese, significa scaricare sugli ospiti una quota ancora maggiore della retta, già ora difficilmente sostenibile. L'esponente leghista non chiede, come sarebbe logico, un aumento del Fondo Nazionale per le non Autosufficienze (FNA) (clicca qui per maggiori informazioni), no chiede di cambiare i criteri di calcolo dell'Isee (Indicatore della situazione economi equivalente) in modo da innalzare la quota a carico dell'ospite. Geniale, veramente geniale!

Evidentemente il commissario leghista non vuole disturbare i suoi colleghi al governo nazionale, men che meno quelli alla guida del Veneto, che poi sono sempre gli stessi. Preferisce adottare il fumoso linguaggio del politichese per nascondere ai più la sostanza della sua proposta: far pagare di più gli ospiti.

Questo accade mentre in Veneto sono poco più di 33.000 i posti disponibili nelle case di riposo, la popolazione sta invecchiando e 11.000 anziani sono in lista d'attesa. Una Regione in cui mancano strutturalmente 100 milioni di euro l'anno per la copertura di tutte le impegnative residenziali (contributi sulla quota sanitaria della retta); in Polesine rimane fuori da questo contributo fondamentale il 23,8% degli aventi diritto (vedi qui sotto l'articolo del Gazzettino di oggi).
Mentre si dovrebbe puntare su un consistente aumento del Fondo nazionale per la non autosufficienza, per la quota sociale della retta, e l'erogazione di tutte le impegnative residenziali, per la quota sanitaria, c'è chi studia come vessare ulteriormente anziani che arrivano a pagare anche più di 3.000 euro al mese.
Le Case di riposo sono sempre più chiamate a sopperire al taglio dei reparti di lungodegenza, attuato dall'amministrazione regionale, con il personale soggetto al contratto degli enti locali e non a quello, più remunerativo, della sanità, mentre è diventata preponderante l'assistenza sanitaria da garantire agli ospiti. I dipendenti sono tentati di passare al lavoro dipendente presso le Ulss e questo aggrava ulteriormente le condizioni di lavoro per chi resta.
Il Gazzettino 14 agosto 2026

Questo post è stato ripreso da Rovigo.News il 17 agosto 2026 (clicca qui)

17 maggio 2026

Ulss 5, le mezze verità del direttore generale sul Punto di Primo Intervento del “San Luca”

Rimangono tutte le incertezze sulle Case della Comunità a poco più di mese dalla scadenza del Pnrr

Il Gazzettino, 29 aprile 2026

La nota con cui il direttore generale dell’Ulss 5 risponde all’interrogazione del consigliere regionale Flavio Baldan (capogruppo del M5S) rivolta alla giunta regionale (clicca qui per ilrelativo post) richiede qualche osservazione.


Il direttore generale continua a definire “Pronto Soccorso” il Punto di Primo Intervento del “San Luca”.

Non solo, afferma anche che «può gestire tutti i tipi di codice», ma “gestire” non significa “prendere direttamente in carico dall’inizio alla soluzione” il paziente. Infatti, le persone cui viene assegnato un codice giallo, arancione o rosso vengono stabilizzate (“gestite”) e inviate al Ps di Rovigo; così come, qualunque sia il colore del codice, nel caso di pazienti ortopedici, come abbiamo verificato lo scorso mese di aprile (clicca qui per il relativo post).


“Gestire” diventa allora sinonimo di “inviare”, “spedire”, “indirizzare”, “sbolognare”. Significa tutto, per il direttore generale, niente per chi viene classificato con codice giallo, arancione o rosso, o se ha un qualsiasi problema ortopedico. Abilissimi i direttori generali a dichiarare una mezza verità che porta però assai lontano dalla realtà dei fatti.

Chi legge le dichiarazioni del direttore generale dell’Ulss 5 resta nell’illusione di trovare al San Luca un pronto soccorso vero e proprio ma, invece, come ben sappiamo, non è così.

In tutte le pagine del proprio sito istituzionale l’Ulss 5 dichiara il Punto di Primo intervento dell’ospedale di Trecenta come Pronto Soccorso. Ciò non corrisponde a quanto dichiarato dalla stessa Ulss nell’incontro richiesto dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca il 24-01-2024 alla presenza della dirigenza dell’epoca (Il DG Patrizia Simionato, il Direttore Amministrativo Leopoldo Ciato; il Direttore Sanitario Alberto Rigo; il Direttore dei Servizi Socio Sanitari Marcello Mazzo).

Il precedente direttore generale dell'Ulss (Pietro Girardi), a Castelmassa, lo scorso 7 ottobre 2025, ha dichiarato «A Trecenta mai più pronto soccorso» (clicca qui per l'articolo del Gazzettino). E allora come la mettiamo?

L’Ulss 5 ha riclassificato il servizio? Quando e con quale provvedimento?

Perché i casi sono due: o il Punto di Primo intervento è tornato ad essere un vero Pronto Soccorso (e noi in altopolesine non ce ne siamo accorti) oppure il direttore generale dell’Ulss 5 deve smettere di spacciarlo come tale. È una questione di correttezza, nella comunicazione a mezzo stampa dell’Ulss 5 e in tutte le pagine del sito web in cui viene indicato come Ps e non come Ppi.

Le Case della Comunità

«Per quanto riguarda le Case della Comunità, è fondamentale chiarire che il personale necessario è già ora in larga parte disponibile, trattandosi di risorse già operanti sul territorio». Così Filippi sul Gazzettino e sulla Voce del 29 aprile scorso. Non è chiaro a quale personale intenda riferirsi il direttore generale dell’Ulss 5: quello già attivo nell’assistenza domiciliare? Quello già ora in servizio nei punti sanità? Perché, in questo caso, si tratterebbe di un cambio di etichetta e nient’altro.


La Voce, 29 aprile 2026

Ci dica piuttosto se verranno attuati tutti i servizi previsti dal decreto ministeriale n. 77 del 23 maggio 2022 (Vedi qui sotto la Tabella 4 - Servizi previsti da standard nelle Case della Comunità allegata al decreto).



Tabella 4 - Servizi previsti da standard nelle Case della Comunità

Chi dichiara cosa

Approfittando di una svista dell’interrogante, il direttore generale dell’Ulss 5 precisa che «non ha mai rilasciato le dichiarazioni a lui attribuite, né ha preso parte alla riunione pubblica citata». Si riferisce, infatti, all’assemblea organizzata dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca il 17 aprile scorso alla quale non ha partecipato (clicca qui per il relativo post). Nell’occasione era stata la sindaca del Comune di Trecenta, Anna Gotti, a riferire che «Filippi sta cercando di fare un monitoraggio dei reparti per capire di quanto si possono implementare i posti letto con il personale a disposizione».


La sindaca Anna Gotti durante l'assemblea del 17 aprile 2026

Rimaniamo in attesa di nuove smentite.


Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"
il portavoce - Pietro Tosarello

20 aprile 2026

Appello per salvare il San Luca, il Gazzettino del 19 aprile 2026

Il Gazzettino, domenica 19 aprile 2026

La sicurezza sanitaria degli altopolesani è stato l’argomento della serata. Il diritto di avere un vero Pronto Soccorso e non soltanto un Punto di primo intervento; il diritto di poter avere visite ed esami al San Luca e non all’altro capo del Polesine; il diritto di poter contare su un ospedale efficiente mentre ora è semivuoto.

Non possiamo sprecare così un ospedale pubblico!


Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca ringrazia la Pro Loco di Trecenta per la gentile disponibilità della sala polivalente.

Vedi il precedente post L’OSPEDALE DI TRECENTA DEVE RINASCERE. Assemblea pubblica il 17 aprile a Trecenta

07 aprile 2026

L’OSPEDALE DI TRECENTA DEVE RINASCERE. Assemblea pubblica il 17 aprile a Trecenta


Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca invita gli altopolesani, i partiti, i sindacati, i sindaci, gli eletti nelle istituzioni a

FARE "CATENACCIO" SUL SAN LUCA

sospeso tra la programmazione regionale (Pssr) e le nuove Case della Comunità

QUALE SARÀ IL DESTINO DELL'OSPEDALE DI TRECENTA?

Tutti gli altopolesani sono invitati

Scarica il pdf della locandina

03 aprile 2026

La sanità pubblica in Polesine e nel Veneto, Stienta 30 marzo 2026

Carlo Cunegato, Paolo Forti, Pietro Tosarello e Nicola Zanca

Lunedì sera a Stienta si è parlato di sanità, di servizi sociosanitari. Davanti ad un pubblico numeroso Paolo Forti, capogruppo di Stienta Coraggiosa, ha illustrato lo scopo della serata, organizzata per fare mettere al centro dell’agenda politico-amministrativa il delicato tema della sanità. La si è voluta organizzare in quanto nelle sedi istituzionali, come il Consiglio Comunale, non si è mai trovato il tempo ed il modo di affrontare tali tematiche.

Paolo Forti, Gruppo consigliare di Stienta Coraggiosa

Si è partiti dalla rapida disamina degli eventi che hanno portato alla realizzazione dell’ospedale San Luca di Trecenta, è intervenuto Pietro Tosarello, portavoce del Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca. Citando numeri ed affermazioni dei Direttori Generali che sino ad oggi si sono succeduti, riferendo delle istanze dei cittadini, dei ritardi, delle chiusure, delle insopportabili liste di attesa, Tosarello ha lanciato un grido di allarme, dichiarandosi estremamente preoccupato sul futuro dell’ospedale di Trecenta.

Pietro Tosarello, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca

Una situazione insostenibile, soprattutto per i cittadini altopolesani che rischiano di vedere ulteriormente indebolito quel presidio sanitario rappresentato dal San Luca. Come Comitato ha invitato i presenti e soprattutto i rappresentati tutti delle amministrazioni locali, provinciali e regionali a partecipare alla manifestazione indetta per venerdì 17 aprile, in difesa dell’ospedale di Trecenta.

Nicola Zanca, sindaco di Gaiba


Nicola Zanca, Sindaco di Gaiba, condividendo le preoccupazioni del Comitato, ha voluto evidenziare come le amministrazioni comunali siano in estrema difficoltà nel gestire i disagi provocati dal taglio governativo ai fondi destinati alla sanità e ai comuni. Difficoltà derivanti dalla mancata competenza dei Comuni stessi in materia sanitaria, derivanti dall’aumento delle richieste di servizi dovuti al costante invecchiamento della popolazione, soprattutto in regione Veneto, soprattutto nella provincia di Rovigo, derivanti sostanzialmente da una assenza di visione del futuro da parte del governo nazionale e regionale, anche in tema di personale infermieristico e medico.

Carlo Cunegato, consigliere regionale AVS


E proprio dall’indice di invecchiamento della popolazione veneta, pari a 211, è partito l’intervento del Consigliere Regionale Carlo Cunegato. Un indice preoccupante che dovrebbe determinare una radicale modifica all’approccio delle tematiche sociosanitarie da parte della regione Veneto. Invece, ancora una volta si preferisce puntare sull’incremento della sanità privata, sull’aumento dei pazienti afferenti ai medici di medicina generale, sul taglio dei fondi destinati agli ospedali e alle case di riposo. Una proposta avanzata circa l’aumento di tassazione per i redditi superiori a 55.000 euro (comportanti un aumento del prelievo fiscale annuo pari a120 euro) è stata bocciata, così come sono state bocciate tutte quelle proposte che avevano come fine un sollievo alle tante famiglie che si trovano in difficoltà ad affrontare i disagi di una sanità costosa ed, in alcuni casi, inefficiente.

Il pubblico presente in Sala civica


Sono seguiti interventi dei presenti, fra cui il dott. Sergio Severi, Manuela Nicoletti, già Sindaco di Ficarolo e Guglielmo Brusco, già assessore provinciale, tutti molto critici nei confronti della gestione della sanità regionale, tutti uniti nel chiedere al mondo della politica e del sindacato di farsi parte attiva per invertire una rotta che sta provocando il declino della sanità altopolesana.


Sergio Severi


Manuela Nicoletti

Guglielmo Brusco

A cura del gruppo consiliare “Stienta Coraggiosa”

La Voce, 2 aprile 2026

25 marzo 2026

A Stienta il 30 marzo si parlerà di sanità in Polesine e nel Veneto

Per Lunedì 30 marzo 2026 sono stato invitato a portare l'esperienza ultraventennale del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca a questa iniziativa del gruppo consigliare Stienta Coraggiosa.
Come potete vedere ci sarà anche il sindaco di Gaiba, Nicola Zanca. Speriamo che qualche altro sindaco decida di prendere in mano, con decisione, le sorti dell'ospedale dell'alto polesine.
Ci sarà anche Carlo Cunegato, consigliere regionale eletto nelle liste di Alleanza Verdi Sinistra, persona impegnata da sempre per la difesa della sanità pubblica e ben noto ai comitati spontanei che sono nati in tutto il Veneto.
Il Consiglio regionale a breve sarà chiamato a discutere a approvare il nuovo Piano Socio Sanitario Regionale. E questo potrà essere decisivo per il destino dell'ospedale di Trecenta.

Pietro Tosarello, Portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"

21 novembre 2025

Lo stato del "San Luca". La cronaca del dibattito in Sala civica a Trecenta

Lo scorso 12 novembre si è tenuto, in sala civica a Trecenta, un dibattito sullo «stato dell'ospedale 'San Luca'» al quale sono stati invitati tutti i candidati del collegio di Rovigo alle prossime elezioni regionali per chiedere loro «impegni, non promesse elettorali».

L'invito del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" è stato accolto da numerosi candidati ma significative sono state le assenze.

Negli articoli che seguono l'annuncio e la cronaca della serata seguita dal pubblico che ha gremito la sala e dal Gazzettino di Rovigo, che ringraziamo per l'attenzione.

Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"

Il Gazzettino, 11-11-2025 Prima pagina

Il Gazzettino, 11-11-2025 Pag. IX

Il Gazzettino, 14-11-2025 Prima pagina

Il Gazzettino, 14-11-2025 Pag. III


26 settembre 2025

Ulss 5 Polesana. Le riunioni "carbonare" dei sindaci. Non vedo, non sento, non parlo!


In questi ultimi mesi è successo di tutto intorno al "San Luca" di Trecenta.

C'è stata un'interrogazione del M5S in Consiglio regionale sul depauperamento di reparti e servizi; un'interrogazione del M5S alla Camera dei Deputati sullo stato di degrado del quarto piano; un'interrogazione del Pd in Consiglio regionale; un'interrogazione del gruppo consiliare di Badia domani a Badia Polesine.

Ma la Conferenza dei sindaci non si è fatta in alcun modo sentire.

Come Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" abbiamo formalizzato via pec al presidente della Conferenza la richiesta di nomina di una commissione incaricata di verificare le condizioni del quarto piano dell'ospedale e l'effettivo numero di posti letto attivi nei vari reparti.

Ignorata anche questa.

Poi sono emersi due fatti.

  • Nella prima metà di luglio c'è stata una riunione a Trecenta alla quale sono stati invitati i sindaci dell'altopolesine per parlare del San Luca con il Dg dell'Ulss 5. Riunione a porte chiuse, una sorta di conclave, di cui non è stata resa nota nemmeno l'esistenza, men che meno il contenuto.
  • Dieci o quindici giorni fa un drappello di sindaci (nominato/scelto da chi?) ha visitato il quarto piano dell'ospedale per constatare le condizioni dei tre reparti al quarto piano oggetto dell'interrogazione del deputato Enrico Cappelletti. Risultato? Anche qui silenzio totale.

Viene da pensare che la Conferenza dei Sindaci dell'Ulss 5 non sia un organo istituzionale, con precisi doveri di trasparenza sul proprio operato, ma una società segreta che agisce nell'ombra e che non comunica in alcun modo con l'esterno: "Non vedo, non sento, non parlo!"


ULTIMA ORA

Fino a un mesetto fa la pubblicazione dei verbali della conferenza era ferma a metà del 2023, due anni di vuoto pneumatico. Ora, dopo le critiche, miracolosamente sono stati pubblicati i verbali fino a maggio di quest'anno.

Ne consigliamo la lettura a questo indirizzo sul sito dell'Ulss 5:

https://www.aulss5.veneto.it/Conferenza-dei-Sindaci-Azienda-ULSS-5-POLESANA

Aggiornamento del 27/06/2026: ora i verbali sono reperibili a questo nuovo indirizzo:

06 settembre 2025

TGR del 5 settembre 2025. L’ospedale di Trecenta in stato di abbandono dopo l’emergenza Covid

Fonte: RaiNews Tgr Veneto


Dal sito di RaiNews - 05 settembre 205. 13:58

Antonello Profita

Il quarto piano dell'ospedale di Trecenta in stato di abbandono dal termine dell'emergenza Covid

Il San Luca ha perso reparti e posti letto. I cittadini chiedono un sopralluogo, mentre i 5 Stelle denunciano degrado e carenze. La direzione replica: “Problemi risolti”

Non si placano le polemiche attorno all’ospedale San Luca di Trecenta, in provincia di Rovigo. A sollevarle, questa volta, è stata un’interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle, che denuncia la riduzione dei reparti e lo stato di degrado igienico del quarto piano della struttura.

Secondo il comitato Altopolesano in Difesa del San Luca, il vero problema non è soltanto la diminuzione dei posti letto, ma la chiusura di interi reparti e servizi che dovrebbero garantire assistenza a circa 70mila cittadini: ostetricia e ginecologia, chirurgia, lungodegenza e psichiatria. Anche il pronto soccorso è stato ridimensionato a punto di primo intervento, con la presenza di un medico solo nei giorni feriali e nelle ore diurne.

Già a giugno l’onorevole Enrico Cappelletti (M5S) aveva presentato un’interrogazione alla Camera denunciando il progressivo impoverimento della struttura. Il direttore generale della Ulss 5 Polesana, Pietro Girardi, aveva replicato che non esistevano criticità strutturali tali da compromettere sicurezza e igiene. Una posizione messa in dubbio da alcune foto scattate nei locali abbandonati del quarto piano dopo l’emergenza Covid.

Oggi Girardi precisa che le segnalazioni sono state prese in carico e che i problemi evidenziati sono stati risolti: "Il reparto è pienamente riattivabile al bisogno in tempi brevi". Dichiarazioni che non bastano al Comitato, che chiede alla conferenza dei sindaci un sopralluogo immediato per verificare con i propri occhi la situazione.

Abbiamo intervistato Pietro Tosarello, presidente Comitato Altopolesano in Difesa del San Luca; Enrico Cappelletti, deputato Movimento 5 stelle.

Vedi il servizio dell'edizione delle 14:00

Interrogazione di Badia domani sulle criticità al “San Luca” di Trecenta

Da Rovigo.News, 30 agosto 2025



Manuel Berengan sollecita l’Amministrazione Rossi ad attivarsi, come richiesto anche dal portavoce del Comitato in difesa dell’Ospedale

BADIA POLESINE (Rovigo) – Corredata da foto che illustrano il degrado del “San Luca” di Trecenta, cioè quello che avrebbe dovuto essere un polo sanitario di raccordo in sostituzione dei quattro ex ospedali territoriali dell’Alto Polesine, compreso il Punto Sanità di Badia, il gruppo “Badia domani” presenta un’interrogazione al sindaco e all’assessore dei servizi sociali Valeria Targa. 

“Recentemente – si legge nel documento – l’Onorevole Enrico Cappelletti del gruppo parlamentare “Movimento 5 Stelle” ha depositato un’interrogazione a risposta orale al Ministro della Salute Prof. Orazio Schillaci per avere chiarimenti circa la situazione attuale dei servizi presenti nel presidio ospedaliero e, al contempo, segnalando che tre reparti del quarto piano della struttura trecentana, già destinato all’accoglienza dei pazienti Covid, che “versa in stato di abbandono e degrado, con materiale sanitario dismesso, letti nuovi inutilizzati, e una situazione igienica compromessa da infestazioni di topi e perdite dal tetto, gestite in modo precario con contenitori di rifiuti pericolosi, senza alcun intervento di manutenzione”.

In attesa della risposta del Ministro, il Dg dell’Ulss 5 Polesana Dott. Girardi Pietro e il Direttore Sanitario Dott.ssa Destro Carla, sono intervenuti a mezzo stampa per rassicurare sulle condizioni di disagio rilevate nell’interrogazione parlamentare, sottolineando che “non risultano criticità strutturali che possano compromettere l’igiene o la sicurezza del presidio”.

Alla precisazione di cui sopra, è seguita la replica dell’Onorevole Cappelletti,ha veicolata a mezzo della sua pagina personale, con le foto ricevute da privati cittadini che documentano il contrario.

Ora il gruppo consiliare “Badia Domani”, tramite Manuel Berengan, sollecita l’Amministrazione Rossi ad attivarsi, come richiesto anche dal portavoce del Comitato in difesa del San Luca, Pietro Tosarello, ad attivarsi presso la Conferenza dei Sindaci (organismo preposto a verificare l’andamento delle attività nell’ambito dell’Azienda Sanitaria) affinché una delegazione di Sindaci dell’Alto Polesine verifichi, con apposito sopralluogo, lo stato delle criticità igienico-strutturali, evidenziate dalle foto pubblicate dall’onorevole Cappelletti. Il gruppo consigliare chiede, inoltre, se l’Amministrazione intenda rapportarsi con la Direzione Generale e la Direzione Sanitaria al fine di porre detti reparti in condizioni decorose.

Leggi l'articolo originale

03 settembre 2025

Formalizzata la richiesta di sopralluogo all'ospedale di Trecenta

Verrà ignorata anche questa?

Un'immagine del quarto piano dell'ospedale di Trecenta

Visto il perdurante disinteresse della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 5 sullo stato di degrado di tre reparti su quattro al quarto piano del "San Luca" (vedi precedente post) il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca ha formalizzato al Presidente della Conferenza dei sindaci la richiesta di sopralluogo all'ospedale di Trecenta.

La richiesta è stata inviata per posta elettronica certificata al protocollo dell'Ulss e al Comune di Corbola, sede del sindaco presidente della conferenza. Il sistema ha restituito le relative ricevute di consegna. Verrà ignorata anche questa richiesta?








24 agosto 2025

Ospedale di Trecenta. Il degrado di tre reparti al quarto piano

Dopo due mesi non si muove foglia. Disinteressata la Conferenza dei sindaci dell’Ulss 5 Polesana.




Sul finire dello scorso mese di giugno il deputato del M5S Enrico Cappelletti ha depositato alla Camera un’interrogazione sullo stato di degrado dei reparti al quarto piano dell’ospedale di Trecenta. Dei quattro reparti esistenti solo uno risultava utilizzato dalla chirurgia, gli altri venivano definiti in uno stato di completo abbandono.


Immediata la risposta dell'Ulss 5: il direttore generale dell’Ulss 5 Pietro Girardi e il direttore sanitario Carla Destro hanno decisamente negato che vi sia un cattivo stato di manutenzione per i locali inutilizzati al quarto piano del San Luca.


Queste le loro precise parole: «Si tratta di spazi organizzati in 4 blocchi di cui uno adibito a week surgery, uno come locali di servizio e supporto delle attività sanitarie e due, preclusi al pubblico ed al personale non autorizzato, immediatamente attivabili in caso di necessità». Concludendo che «Non risultano criticità strutturali che possano compromettere l'igiene o la sicurezza del presidio». (si veda sotto Il Gazzettino di domenica 29 giugno 2025).


La “smentita” dei dirigenti dell’Ulss ha dimostrato però di avere “le gambe corte. Il deputato Cappelletti ha subito pubblicato sulla sua pagina Facebook le foto relative ai tre reparti inutilizzati al quarto piano e che qui riportiamo.


Il quadro è impressionante: infiltrazioni d’acqua dal soffitto danneggiato, bidoni di fortuna per la raccolta dell’acqua, materiale sanitario e mobili d’ufficio abbandonati alla polvere, intonaci impregnati d’umidità, insetti morti, sporcizia ovunque.


Ci chiediamo come sia possibile lasciare andare in malora locali e attrezzature tanto preziose. Come si possa affermare che «Non risultano criticità strutturali che possano compromettere l'igiene o la sicurezza del presidio» e che questi locali sarebbero «immediatamente attivabili in caso di necessità». Alla replica del deputato non si è più avuta notizia sull’argomento dai dirigenti dell’Ulss.


È sbalorditivo che la Conferenza dei sindaci dell’Ulss non abbia detto una parola e non abbia verificato una denuncia tanto esplicita e grave. C’è un piano dell’ospedale che per tre quarti rischia di subire danni ancor più rilevanti e nessun amministratore comunale si sente in dovere di intervenire?


Chiediamo che la Conferenza dei sindaci nomini una delegazione di propri rappresentanti per effettuare un sopralluogo all’ospedale di Trecenta, verifichi le condizioni reali del "San Luca" e, in piena trasparenza, ne comunichi i risultati a tutti i polesani. Ne abbiamo diritto.

24 agosto 2025

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”