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16 settembre 2026

Il nuovo Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa (PNGLA 2026-2028)

MINISTERO DELLA SALUTE.

DECRETO 26 giugno 2026. Adozione del Piano nazionale di Governo delle liste d'attesa (PNGLA) 2026-2028 e relativi allegati.

MINISTERO DELLA SALUTE

DECRETO 26 giugno 2026 Adozione del Piano nazionale di Governo delle liste d'attesa (PNGLA) 2026-2028 e relativi allegati.

(26A04113) (GU Serie Generale n.195 del 24-08-2026 - Suppl. Ordinario n. 32)

Link alla GU:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/08/24/26A04113/sg

Scarica direttamente:

Scarica il testo in Gazzetta Ufficiale (pdf, 7,2 MB circa)

09 settembre 2026

La verità, quella che manca

Due le notizie che mi hanno colpito ieri. Una riguarda le liste d’attesa, l’altra le case di riposo (Rsa).



La prima. Il gruppo di Avs ha portato in consiglio regionale una mozione sulle liste d’attesa. Si chiede che vengano monitorate le tutte le visite ed esami, non soltanto, come invece avviene, una settantina di prime visite / primi accessi, ma tutte le prestazioni, quindi le rivalutazioni, i tempi per gli interventi chirurgici non urgenti e i controlli che, attualmente, vengono completamente ignorati, zero assoluto.

La mozione viene illustrata e motivata dai proponenti, Carlo Cunegato e Elena Ostanel, e si apre il dibattito.

Ebbene, nessun consigliere di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, i partiti che governano da sempre in regione, è intervenuto. Al termine, tutti i consiglieri di maggioranza, anche quelli eletti in polesine, obbedienti a un invisibile burattinaio, hanno votato contro. Senza una motivazione, senza un’argomentazione.

Risultato: continueremo a non sapere perché dobbiamo attendere tanto per una visita o per un esame di controllo o per una delle prime visite / primi accessi che non rientrano nelle poche decine monitorate. La verità è quella che ci manca.

Per approfondire clicca qui.

La seconda. L’aumento dei costi di gestione della case di riposo (Rsa) porterà a ulteriori consistenti incrementi delle rette a carico degli ospiti. Fino a 5 euro al giorno (1.800 l’anno).



Uripa, l’associazione che raggruppa le case di riposo pubbliche (Ipab) e private accreditate del Veneto, stima in 100 milioni il fabbisogno annuale (clicca qui per il servizio di ieri della Tgr).

L’amministrazione regionale non eroga l’impegnativa di residenzialità a tutti gli aventi diritto. In polesine il 23,8% (vedi precedente post) degli anziani non gode di questo beneficio di legge nonostante l’elevato grado di non autosufficienza.

Situazione denunciata da mesi da Uripa ma nessuna risposta concreta da parte dell’assessora regionale ai servizi sociali Paola Roma, soltanto una nuvola di aria fritta che rinvia a «tavoli tecnici provinciali», «ascolto del territorio» (come non conoscesse benissimo la situazione), a riunioni su riunioni. Impegni economici nessuno, in sede di bilancio si vedrà.

06 settembre 2026

Dopo Trecenta, Adria. Lo smantellamento degli ospedali periferici


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

La Regione Veneto, con il Piano Socio Sanitario scaduto il 31/12/2023, attua una programmazione "di fatto" fuori da ogni controllo democratico da parte del Consiglio regionale.

La mancanza di un aggiornamento del Pssr consente all’amministrazione regionale di mantenere formalmente in piedi il vecchio piano (clicca qui per verificare) e, soprattutto, di evitare un consuntivo di quanto attuato nel quinquennio 2019-2023.

Emergerebbe allora che a Trecenta invece di 132 posti letto ne sono attivi soltanto 74. Buona amministrazione addio, per la prima volta la programmazione non viene attuata. Ecco allora che non conviene far sapere ai consiglieri regionali quello che, con ogni probabilità, sta accadendo in molti altri ospedali del Veneto. Si taglia, si riorganizza, si accompagna verso il declino gli ospedali periferici.


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

Per quanto riguarda Adria – e purtroppo non è accaduto per Trecenta per la prima volta si registra una comunità di intenti oltre che tra i tradizionali sindacati della funzione pubblica (Cgil, Cisl e Uil) anche con quelli che rappresentano i medici: Aaroi-Emac, Anaao Assomed, Fassid, Fials, Fvm, Cisl Medici e le rappresentanze mediche di Cgil e Uil (vedi l’articolo del Gazzettino qui sotto)

Vogliono sapere le reali intenzioni della Giunta regionale che l’Ulss 5 dovrà attuare sull’ospedale di Adria. Vogliono sapere «se, pezzo dopo pezzo, si stia preparando a fare i conti semplicemente con meno servizi».


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

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Aggiornamento (cliccare sul titolo per visualizzare il contenuto)

Sanità nel Basso Polesine, sindacati in allarme: «Serve chiarezza sul futuro di Adria e Porto Viro», Rovigo.News

01 settembre 2026

Punto Nascite di Adria. "Accompagnamento" verso Rovigo e Chioggia

In provincia di Rovigo si potrà nascere solo nel capoluogo. Un solo punto nascite per 100 Km di territorio.

Di Vonvikken - Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15128505

Il titolo della deliberazione è il più anonimo possibile ma la sostanza è che il punto nascite di Adria viene dato per perso. Fumo negli occhi l'assunzione delle giovani ostetriche che avrebbero dovuto tenerlo aperto per l'estate. Ora c'è un piano ben delineato e particolareggiato per indirizzare le partorienti del basso polesine a Rovigo e Chioggia.

Lo si può scaricare, entro il 15 settembre, a questo indirizzo:

https://www.aulss5.veneto.it/albo-online

cliccando su Deliberazioni del Direttore Generale e, finalmente, visualizzando la deliberazione del direttore generale n. 1002 dal titolo "DGRV 453 del 28/05/2026 - Atti conseguenti".

Ancora una volta, l'ennesima, scena muta della Conferenza dei sindaci dell'Ulss, lasciati soli i dieci comuni del basso polesine che pure avevano provato a organizzarsi.

Il punto nascite dell'ospedale di Trecenta è stato chiuso nel 2016.

Per approfondire, vedi su questo blog i precedenti articoli (clicca sul titolo per visualizzarli)

I Sindaci di Adria e Trecenta oggi a Venezia da Stefani e Gerosa

Adria, Punto nascita a rischio

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Aggiornamento del 2 settembre 2026

Punto nascite di Adria verso la riconversione, il PD incalza: «Quando verrà Filippi in Consiglio comunale?». Rovigo.News

24 agosto 2026

Case di Riposo di Badia e Lendinara, da fusione a “collaborazione”

 

Il Gazzettino Rovigo 22 Agosto 2026

Lo scorso 21 agosto è avvenuto l’incontro delle delegazioni delle due case di riposo e dei relativi sindaci, a Venezia, con l’assessora regionale ai servizi sociali Paola Roma.

Quello che si prospettava come un progetto di fusione tra le Rsa pubbliche (Ipab) viene derubricato a sperimentazione di forme di collaborazione nella gestione di vari servizi. Tra questi il servizio di ristorazione, il supporto all’assistenza domiciliare e la condivisione di strumenti di gestione e amministrazione (software? personale amministrativo?), «con lo scopo di ottimizzare la gestione e sfruttare le economie di scala», secondo l’assessora.

«Il percorso comune tra le due Ipab sarà coadiuvato e supportato da una cabina di regia regionale – ha dichiarato ancora Paola Roma – (e) questo modello potrà essere replicato nei territori di tutti gli Ats per rafforzare il ruolo delle Ipab, anche nelle more della riforma». Riforma, quella delle Ipab, annunciata con un disegno di legge regionale undici anni fa dall’allora presidente della giunta regionale Luca Zaia (clicca qui per approfondire).

Forse un sospiro di sollievo per il Cda della Casa albergo per anziani di Lendinara che aveva manifestato maggiori perplessità alla vigilia della riunione a Venezia, quando si pensava a una proposta di fusione tra le due case di riposo. Forse un incontro deludente per il presidente della Casa del sorriso di Badia che dalla fusione immaginava “risparmi consistenti” (clicca qui per leggere Il Gazzettino del 15 agosto 2026).

Intanto in Veneto 11.000 anziani sono in lista di attesa per un posto letto in casa di riposo e mancano 100 milioni al fondo regionale per la non autosufficienza (vedi articolo su quotidianosanità.it).

In polesine, secondo uno studio della Uil-Funzione pubblica, il 23,8% degli anziani ospitati nelle Rsa, pur avendone diritto, non ottiene dall’amministrazione regionale le impegnative di residenzialità (contributi sulla quota sanitaria) che dimezzerebbero il costo della retta mensile (clicca qui per approfondire).

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Aggiornamenti: 

20 agosto 2026

Progetto di fusione delle Case di riposo di Lendinara e Badia. Domani a Venezia le delegazioni dei due Comuni

Contrari “per ora” i Consigli di amministrazione delle due strutture

 Il Gazzettino, 15 agosto 2026


(Dal Gazzettino del 15 agosto 2026)

«La Regione proporrà una possibile fusione tra le case di riposo di Lendinara e Badia Polesine, un’ipotesi che per ora trova i due presidenti molto cauti e fondamentalmente contrari, a meno che non vi siano grossi vantaggi in termini economici.
...
Sono stati invitati a parlare i presidenti dei Consigli di amministrazione e i direttori delle strutture, rispettivamente Tosca Sambinello e Vittorio Boschetti per la Casa albergo di Lendinara, Tommaso Zerbinati ed Enrica Avanzi per Casa del sorriso di Badia, insieme ai due sindaci Francesca Zeggio e Giovanni Rossi.»

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Le due case di riposo sono pubbliche (Ipab, Istituti pubblici di assistenza e beneficenza) e già undici anni fa c’è stato il tentativo, poi naufragato, di trasformare la Casa del sorriso di Badia Polesine in una fondazione di diritto privato.

Si pensa a qualcosa di analogo anche per questa eventuale fusione? È la preoccupazione della Uil Funzione pubblica (si veda qui sotto l’articolo del Gazzettino del 17 agosto 2026).

Insolito questo "invito" a Venezia. Che cosa si sta preparando in Regione per le case di riposo?

Domani ne sapremo di più, i sindaci dei due Comuni e i consigli di amministrazione delle due case di riposo ci potranno dire il reale contenuto delle proposte che verranno avanzate dall’assessora regionale ai servizi sociali Paola Roma.

Il Gazzettino, 17 agosto 2026


21 luglio 2026

Il Polesine non è una provincia per vecchi, ma gli anziani sono tanti. Ancora un caso di riabilitazione negata

Dopo il caso del 95enne di Castelmassa che non trova posto in riabilitazione a Trecenta (clicca qui per leggere il relativo post) ci è arrivata questa nuova segnalazione dall’altopolesine.


«Ciao Pietro, ti volevo segnalare il caso di mio padre in relazione all'ospedale di Rovigo.

Il 19 giugno cade a casa e si rompe il femore, dimenticavo ha 88 anni, viene ricoverato e operato dopo due giorni. Io sono andato a trovarlo regolarmente tutti i giorni, negli orari di visita, senza mai poter parlare con i medici.

Dopo una settimana mi chiamano e mi dicono che se non mando qualcuno ad assisterlo mio padre rimane fermo a letto tutto il giorno.

Mi organizzo e mando la badante per 3 o 4 giorni, poi lo dimettono. In buona sostanza è ritornato a casa senza fare la riabilitazione.

Il 28 Giugno mi è stata chiesta la certificazione della 104 per poter usufruire del sollevatore; hanno detto "faccia presto a portare la documentazione così quando lo dimettono ha già il sollevatore a casa".

Oggi 17 luglio ancora nessuna notizia del sollevatore, ho dovuto affittarne uno manuale con cui faccio una fatica terribile, a 4 euro al giorno.

Questa è la sanità di eccellenza di cui ci si vanta a Venezia.

Se puoi dai evidenza di questo caso di malasanità.

Grazie per il lavoro che portate avanti come Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca».

(lettera firmata)

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Cosa sta succedendo alla riabilitazione gestita dall’Ulss 5?

In pochi giorni due segnalazioni documentate e rese pubbliche dai familiari delle “vittime” ma sono molti i casi che ci vengono segnalati per le difficoltà di accesso ai servizi riabilitativi, in particolare per i pazienti esterni.

Si sta forse pensando a una drastica, anche se strisciante, riduzione della riabilitazione per passare il “pacchetto” delle prestazioni a cliniche e servizi privati? Privati che spesso stanno esaurendo o hanno già esaurito il budget stanziato dall’Ulss e che, pertanto, chiedono di essere pagati al 100% dal paziente.

Da notare che questi segnali di progressiva “dismissione” dei servizi riabilitativi si verificano anche in altre Ulss. E allora sorge una domanda: a che cosa stanno pensando in giunta regionale? A un ulteriore taglio di servizi gestiti dal pubblico per “regalarli” al privato?


15 luglio 2026

I Sindaci di Adria e Trecenta oggi a Venezia da Stefani e Gerosa

Corriere del Veneto, 15 luglio 2026

Il destino degli ospedali pubblici minori della provincia sarà al centro degli incontri.

Da ricordare che il precedente direttore generale dell'Ulss 5, Pietro Girardi, promosso a pieni voti dalla Conferenza dei sindaci, riteneva che il futuro fosse negli ospedali di comunità. Vedi il post "L'ospedale di Trecenta in Consiglio comunale a Badia Polesine. Ripulito il quarto piano ma preoccupa il futuro" (clicca qui per visualizzarlo).

04 luglio 2026

I Sindaci di Gaiba e San Bellino criticano l'amministrazione regionale

Motivo, gli incentivi alla fusione dei Comuni secondo la teoria, non sufficientemente dimostrata, che le fusioni migliorerebbero l'efficienza degli enti.
L’esperienza delle fusioni delle Ulss.


Aldo D'Achille e Nicola Zanca, sindaci di San Bellino e Gaiba

«Servono dati, non slogan» ribattono Nicola Zanza e Aldo D'Achille in questo articolo di Rovigo.News (link). «Sarebbe utile uno studio indipendente che misuri gli effetti concreti di queste esperienze, invece di dare per scontato che la fusione rappresenti sempre la soluzione migliore».

Insomma dei dati regionali non si fidano e, molto probabilmente, fanno bene.

Per noi del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca resta ben viva e probante la memoria dell’effetto che le fusioni delle Ulss hanno avuto sul peggioramento dei servizi sanitari.

Avevamo tre Ulss, la 29 per l'altopolesine, la 30 per il medio e la 31 per il bassopolesine. Con la prima fusione delle Ulss 29 e 30 per dar vita all'Ulss 18, l'ospedale di Trecenta ha iniziato a perdere di importanza. Peggio ancora quando l’amministrazione regionale ha accorpato la 18 e la 19 (Adria) per formare l’attuale Ulss 5 Polesana. Ora abbiamo un ospedale con 74 posti letto, invece di 222, e senza pronto soccorso.

Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca
il portavoce - Pietro Tosarello

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Aggiornamento da Rovigo.News, 11 luglio 2026

«Un Comune non può fondersi sotto ricatto»: San Bellino, Gaiba e Barbona contro il diktat della Regione Veneto

03 luglio 2026

Accordo su medici di famiglia nelle Case della comunità. L’intesa pubblicata in GU

fonte: quotidianosanità.it


Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l’intesa raggiunta in Conferenza Stato. Previste fino a 6 ore settimanali obbligatorie per i medici a ciclo di scelta. Compenso orario di 38,72 euro. IL TESTO

La Conferenza Stato Regioni, nella seduta straordinaria del 26 giugno 2026, ha approvato l’intesa sull’ipotesi di accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale. L’intesa, pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale, dà esecuzione all’accordo per il triennio 2022-2024 e si inserisce nel quadro delle riforme previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per l’attuazione dell’investimento 1.1 “Case della comunità e presa in carico della persona” (Missione 6 – Salute, Componente 1).

Leggi l'articolo completo

Vai al testo in Gazzetta Ufficiale

17 maggio 2026

Ulss 5, le mezze verità del direttore generale sul Punto di Primo Intervento del “San Luca”

Rimangono tutte le incertezze sulle Case della Comunità a poco più di mese dalla scadenza del Pnrr

Il Gazzettino, 29 aprile 2026

La nota con cui il direttore generale dell’Ulss 5 risponde all’interrogazione del consigliere regionale Flavio Baldan (capogruppo del M5S) rivolta alla giunta regionale (clicca qui per ilrelativo post) richiede qualche osservazione.


Il direttore generale continua a definire “Pronto Soccorso” il Punto di Primo Intervento del “San Luca”.

Non solo, afferma anche che «può gestire tutti i tipi di codice», ma “gestire” non significa “prendere direttamente in carico dall’inizio alla soluzione” il paziente. Infatti, le persone cui viene assegnato un codice giallo, arancione o rosso vengono stabilizzate (“gestite”) e inviate al Ps di Rovigo; così come, qualunque sia il colore del codice, nel caso di pazienti ortopedici, come abbiamo verificato lo scorso mese di aprile (clicca qui per il relativo post).


“Gestire” diventa allora sinonimo di “inviare”, “spedire”, “indirizzare”, “sbolognare”. Significa tutto, per il direttore generale, niente per chi viene classificato con codice giallo, arancione o rosso, o se ha un qualsiasi problema ortopedico. Abilissimi i direttori generali a dichiarare una mezza verità che porta però assai lontano dalla realtà dei fatti.

Chi legge le dichiarazioni del direttore generale dell’Ulss 5 resta nell’illusione di trovare al San Luca un pronto soccorso vero e proprio ma, invece, come ben sappiamo, non è così.

In tutte le pagine del proprio sito istituzionale l’Ulss 5 dichiara il Punto di Primo intervento dell’ospedale di Trecenta come Pronto Soccorso. Ciò non corrisponde a quanto dichiarato dalla stessa Ulss nell’incontro richiesto dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca il 24-01-2024 alla presenza della dirigenza dell’epoca (Il DG Patrizia Simionato, il Direttore Amministrativo Leopoldo Ciato; il Direttore Sanitario Alberto Rigo; il Direttore dei Servizi Socio Sanitari Marcello Mazzo).

Il precedente direttore generale dell'Ulss (Pietro Girardi), a Castelmassa, lo scorso 7 ottobre 2025, ha dichiarato «A Trecenta mai più pronto soccorso» (clicca qui per l'articolo del Gazzettino). E allora come la mettiamo?

L’Ulss 5 ha riclassificato il servizio? Quando e con quale provvedimento?

Perché i casi sono due: o il Punto di Primo intervento è tornato ad essere un vero Pronto Soccorso (e noi in altopolesine non ce ne siamo accorti) oppure il direttore generale dell’Ulss 5 deve smettere di spacciarlo come tale. È una questione di correttezza, nella comunicazione a mezzo stampa dell’Ulss 5 e in tutte le pagine del sito web in cui viene indicato come Ps e non come Ppi.

Le Case della Comunità

«Per quanto riguarda le Case della Comunità, è fondamentale chiarire che il personale necessario è già ora in larga parte disponibile, trattandosi di risorse già operanti sul territorio». Così Filippi sul Gazzettino e sulla Voce del 29 aprile scorso. Non è chiaro a quale personale intenda riferirsi il direttore generale dell’Ulss 5: quello già attivo nell’assistenza domiciliare? Quello già ora in servizio nei punti sanità? Perché, in questo caso, si tratterebbe di un cambio di etichetta e nient’altro.


La Voce, 29 aprile 2026

Ci dica piuttosto se verranno attuati tutti i servizi previsti dal decreto ministeriale n. 77 del 23 maggio 2022 (Vedi qui sotto la Tabella 4 - Servizi previsti da standard nelle Case della Comunità allegata al decreto).



Tabella 4 - Servizi previsti da standard nelle Case della Comunità

Chi dichiara cosa

Approfittando di una svista dell’interrogante, il direttore generale dell’Ulss 5 precisa che «non ha mai rilasciato le dichiarazioni a lui attribuite, né ha preso parte alla riunione pubblica citata». Si riferisce, infatti, all’assemblea organizzata dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca il 17 aprile scorso alla quale non ha partecipato (clicca qui per il relativo post). Nell’occasione era stata la sindaca del Comune di Trecenta, Anna Gotti, a riferire che «Filippi sta cercando di fare un monitoraggio dei reparti per capire di quanto si possono implementare i posti letto con il personale a disposizione».


La sindaca Anna Gotti durante l'assemblea del 17 aprile 2026

Rimaniamo in attesa di nuove smentite.


Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"
il portavoce - Pietro Tosarello

15 aprile 2026

Occhiobello, è nato il Comitato a difesa della Sanità Pubblica

La Voce, 12 aprile 2026

Si è costituito, lo scorso 9 aprile, il Comitato dei Cittadini di Occhiobello per il Diritto alla Salute nella Sanità Pubblica. Un folto e interessato pubblico ha partecipato all’illustrazione delle finalità del nuovo Comitato.

I promotori hanno chiamato gli analoghi comitati di Rovigo e Trecenta a informare delle rispettive esperienze.

Di seguito alcune foto della riunione.














07 aprile 2026

A Occhiobello nasce un nuovo Comitato a difesa della Sanità Pubblica

Un'altra bella notizia!

Il prossimo 9 aprile, alle ore 18, a Occhiobello si costituirà il Comitato dei cittadini di Occhiobello per il Diritto alla Salute nella Sanità Pubblica.

La cittadinanza è invitata.


Il Comitato aderisce al Coordinamento Veneto Sanità Pubblica (CoVeSaP) che raccoglie venti comitati spontanei nati in tutta la regione.

Tra le prime iniziative del Comitato di Occhiobello ci sarà l'apertura di uno Sportello per il Diritto alle Cure che fornirà assistenza gratuita contro le liste d'attesa.



03 aprile 2026

La sanità pubblica in Polesine e nel Veneto, Stienta 30 marzo 2026

Carlo Cunegato, Paolo Forti, Pietro Tosarello e Nicola Zanca

Lunedì sera a Stienta si è parlato di sanità, di servizi sociosanitari. Davanti ad un pubblico numeroso Paolo Forti, capogruppo di Stienta Coraggiosa, ha illustrato lo scopo della serata, organizzata per fare mettere al centro dell’agenda politico-amministrativa il delicato tema della sanità. La si è voluta organizzare in quanto nelle sedi istituzionali, come il Consiglio Comunale, non si è mai trovato il tempo ed il modo di affrontare tali tematiche.

Paolo Forti, Gruppo consigliare di Stienta Coraggiosa

Si è partiti dalla rapida disamina degli eventi che hanno portato alla realizzazione dell’ospedale San Luca di Trecenta, è intervenuto Pietro Tosarello, portavoce del Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca. Citando numeri ed affermazioni dei Direttori Generali che sino ad oggi si sono succeduti, riferendo delle istanze dei cittadini, dei ritardi, delle chiusure, delle insopportabili liste di attesa, Tosarello ha lanciato un grido di allarme, dichiarandosi estremamente preoccupato sul futuro dell’ospedale di Trecenta.

Pietro Tosarello, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca

Una situazione insostenibile, soprattutto per i cittadini altopolesani che rischiano di vedere ulteriormente indebolito quel presidio sanitario rappresentato dal San Luca. Come Comitato ha invitato i presenti e soprattutto i rappresentati tutti delle amministrazioni locali, provinciali e regionali a partecipare alla manifestazione indetta per venerdì 17 aprile, in difesa dell’ospedale di Trecenta.

Nicola Zanca, sindaco di Gaiba


Nicola Zanca, Sindaco di Gaiba, condividendo le preoccupazioni del Comitato, ha voluto evidenziare come le amministrazioni comunali siano in estrema difficoltà nel gestire i disagi provocati dal taglio governativo ai fondi destinati alla sanità e ai comuni. Difficoltà derivanti dalla mancata competenza dei Comuni stessi in materia sanitaria, derivanti dall’aumento delle richieste di servizi dovuti al costante invecchiamento della popolazione, soprattutto in regione Veneto, soprattutto nella provincia di Rovigo, derivanti sostanzialmente da una assenza di visione del futuro da parte del governo nazionale e regionale, anche in tema di personale infermieristico e medico.

Carlo Cunegato, consigliere regionale AVS


E proprio dall’indice di invecchiamento della popolazione veneta, pari a 211, è partito l’intervento del Consigliere Regionale Carlo Cunegato. Un indice preoccupante che dovrebbe determinare una radicale modifica all’approccio delle tematiche sociosanitarie da parte della regione Veneto. Invece, ancora una volta si preferisce puntare sull’incremento della sanità privata, sull’aumento dei pazienti afferenti ai medici di medicina generale, sul taglio dei fondi destinati agli ospedali e alle case di riposo. Una proposta avanzata circa l’aumento di tassazione per i redditi superiori a 55.000 euro (comportanti un aumento del prelievo fiscale annuo pari a120 euro) è stata bocciata, così come sono state bocciate tutte quelle proposte che avevano come fine un sollievo alle tante famiglie che si trovano in difficoltà ad affrontare i disagi di una sanità costosa ed, in alcuni casi, inefficiente.

Il pubblico presente in Sala civica


Sono seguiti interventi dei presenti, fra cui il dott. Sergio Severi, Manuela Nicoletti, già Sindaco di Ficarolo e Guglielmo Brusco, già assessore provinciale, tutti molto critici nei confronti della gestione della sanità regionale, tutti uniti nel chiedere al mondo della politica e del sindacato di farsi parte attiva per invertire una rotta che sta provocando il declino della sanità altopolesana.


Sergio Severi


Manuela Nicoletti

Guglielmo Brusco

A cura del gruppo consiliare “Stienta Coraggiosa”

La Voce, 2 aprile 2026

02 aprile 2026

Case della Comunità in forte ritardo, anche a Badia Polesine

Il Punto Sanità di Badia Polesine, futura Casa della Comunità, al 1° aprile 2026

Entro il 31 marzo 2026 le Case della Comunità, finanziate dal PNRR, dovrebbero essere state completate, perlomeno nelle opere murarie, e dovrebbero funzionare a pieno regime entro il 30 giugno con i servizi previsti dal Decreto Ministeriale n. 77/2022.

Dei 2 miliardi euro destinati a queste opere a livello nazionale soltanto poco più di un quarto risulta effettivamente speso.

Ma veniamo a casa nostra, nell'Ulss 5 Polesana, e in particolare al Punto Sanità di Badia Polesine che dovrebbe diventare una Casa della Comunità. Da tempo i lavori di adeguamento sono in corso, almeno per quanto riguarda le opere edili, ma non sembrano certo ultimati entro la scadenza di marzo.

Il Punto Sanità di Badia Polesine, futura Casa della Comunità, al 1° aprile 2026

Le foto a corredo di questo post sono state scattate nel pomeriggio del 1° aprile 2026. E non è uno scherzo.

C'è da sperare che non siano a rischio i finanziamenti del PNRR.

Il Punto Sanità di Badia Polesine, futura Casa della Comunità, al 1° aprile 2026

25 marzo 2026

A Stienta il 30 marzo si parlerà di sanità in Polesine e nel Veneto

Per Lunedì 30 marzo 2026 sono stato invitato a portare l'esperienza ultraventennale del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca a questa iniziativa del gruppo consigliare Stienta Coraggiosa.
Come potete vedere ci sarà anche il sindaco di Gaiba, Nicola Zanca. Speriamo che qualche altro sindaco decida di prendere in mano, con decisione, le sorti dell'ospedale dell'alto polesine.
Ci sarà anche Carlo Cunegato, consigliere regionale eletto nelle liste di Alleanza Verdi Sinistra, persona impegnata da sempre per la difesa della sanità pubblica e ben noto ai comitati spontanei che sono nati in tutto il Veneto.
Il Consiglio regionale a breve sarà chiamato a discutere a approvare il nuovo Piano Socio Sanitario Regionale. E questo potrà essere decisivo per il destino dell'ospedale di Trecenta.

Pietro Tosarello, Portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"

18 marzo 2026

Veneto, la crisi senza fine dei medici di base. Servizio del TGR Veneto

Nuovo rapporto Gimbe

Le prospettive sono nere: 774 generalisti in meno in regione. Aumentano inoltre le aree cosiddette "carenti", cioè prive di assistenza sanitaria di base.



Medico di base, no grazie, dicono i giovani. 774 medici di medicina generale in meno in Veneto, solo nel 2025: questi i professionisti che mancano anche oggi. Entro il 2028 ne andranno in pensione altri 469. Un'emorragia continua, registrata dalla fondazione Gimbe in tutto il Paese, privo ormai di 5.700 camici bianchi. Il numero medio di assistiti a medico nella nostra regione è di 1.526, contro una media nazionale di 1.383. Meno dottori uguale più pazienti da seguire pro capite. Tra il 2019 e il 2024 sono diminuiti di numero dell'11.1 per cento.

di Alessia Piovesan, montaggio di Massimo Serena
17/03/2026

Vedi il servizio, 1 minuto e 30" circa