A cura del Comitato dei cittadini di Rovigo per il Diritto alla Salute nella Sanità Pubblica.
Il blog del Comitato altopolesano dei cittadini per il 'San Luca'. Salvare l'ospedale di Trecenta.
In caso di necessità è sempre attiva la casella di posta elettronica:
Oggi, alle 20:45, sarò a questa iniziativa a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare presentata dalla Cgil.
Dopo il caso del 95enne di Castelmassa che non trova posto in riabilitazione a Trecenta (clicca qui per leggere il relativo post) ci è arrivata questa nuova segnalazione dall’altopolesine.
«Ciao Pietro, ti volevo segnalare il caso di mio padre in relazione all'ospedale di Rovigo.
Il 19 giugno cade a casa e si rompe il femore, dimenticavo ha 88 anni, viene ricoverato e operato dopo due giorni. Io sono andato a trovarlo regolarmente tutti i giorni, negli orari di visita, senza mai poter parlare con i medici.
Dopo una settimana mi chiamano e mi dicono che se non mando qualcuno ad assisterlo mio padre rimane fermo a letto tutto il giorno.
Mi organizzo e mando la badante per 3 o 4 giorni, poi lo dimettono. In buona sostanza è ritornato a casa senza fare la riabilitazione.
Il 28 Giugno mi è stata chiesta la certificazione della 104 per poter usufruire del sollevatore; hanno detto "faccia presto a portare la documentazione così quando lo dimettono ha già il sollevatore a casa".
Oggi 17 luglio ancora nessuna notizia del sollevatore, ho dovuto affittarne uno manuale con cui faccio una fatica terribile, a 4 euro al giorno.
Questa è la sanità di eccellenza di cui ci si vanta a Venezia.
Se puoi dai evidenza di questo caso di malasanità.
Grazie per il lavoro che portate avanti come Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca».
(lettera firmata)
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In pochi giorni due segnalazioni documentate e rese pubbliche dai familiari delle “vittime” ma sono molti i casi che ci vengono segnalati per le difficoltà di accesso ai servizi riabilitativi, in particolare per i pazienti esterni.
Si sta forse pensando a una drastica, anche se strisciante, riduzione della riabilitazione per passare il “pacchetto” delle prestazioni a cliniche e servizi privati? Privati che spesso stanno esaurendo o hanno già esaurito il budget stanziato dall’Ulss e che, pertanto, chiedono di essere pagati al 100% dal paziente.
Da notare che questi segnali di progressiva “dismissione” dei servizi riabilitativi si verificano anche in altre Ulss. E allora sorge una domanda: a che cosa stanno pensando in giunta regionale? A un ulteriore taglio di servizi gestiti dal pubblico per “regalarli” al privato?
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| L'Ulss 5 pochi giorni fa sui social |
Ricoverato a Rovigo dallo scorso 7 luglio per la frattura del femore, operato tempestivamente il giorno seguente, un 95enne di Castelmassa è ora in contenzione presso il reparto di ortopedia senza usufruire di alcuna riabilitazione.
L’unica figlia di 73 anni, residente a Calto, è in grave difficoltà ad assistere il padre e deve ricorrere a trasporti privati piuttosto onerosi per raggiungere Rovigo. Ha ripetutamente chiesto il trasferimento del papà all’ospedale di Trecenta allo scopo di poterlo raggiungere in autonomia e di avere quella riabilitazione fisica che il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana vantava fino a due giorni fa sui social. Fino a questo momento le hanno risposto che a Trecenta si deve liberare un letto.
L’altopolesine ha 1 posto letto per mille abitanti mentre lo standard è di 3,5. E arriviamo così a questa situazione di malasanità per cui un grande anziano, non sempre lucido, si trova spaesato in un ambiente in cui non può usufruire di una più frequente assistenza della figlia e non riceve le cure riabilitative indispensabili dopo l’intervento al femore.
Come Comitato chiediamo che la persona venga urgentemente trasferita all’ospedale di Trecenta per ricevere le cure di cui ha bisogno.
16 luglio 2026
Comitato
altopolesano dei cittadini per il San Luca
il portavoce –
Pietro Tosarello
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Lo scorso 26 maggio 2026 i Comitati aderenti al CoVeSaP (Coordinamento Veneto Sanità Pubblica) e i Comitati veronesi hanno presentato presso la sede del Consiglio regionale i risultati del secondo anno di attività degli Sportelli per il Diritto alle Cure del Veneto.
I ricorsi contro le liste d’attesa (3.207 ) sono aumentati del 49,4% rispetto all’anno precedente (2.146).
Gli Sportelli si sono moltiplicati, ora sono 65, presenti in tutte le province grazie al lavoro di 284 volontari che assistono gratuitamente i pazienti.
Visualizza/Scarica la Presentazione
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Visite ed esami, boom di ricorsi. In un anno 2.000 solo da Verona
Report sulle
attività degli Sportelli ‘Diritto alle Cure’ – CoVeSaP.
Ostanel (AVS) e
Bigon (Pd): “Regione garantisca ai cittadini le prestazioni nei
tempi previsti. Serve investire molto di più nella sanità
pubblica.”
https://www.consiglioveneto.it/web/crv/dettaglio?id=74438425&pageTitle=Notizie&type=news
Report sulle attività degli Sportelli ‘Diritto alle Cure’ – CoVeSaP
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| Il Gazzettino, 29 aprile 2026 |
La nota con cui il direttore generale dell’Ulss 5 risponde all’interrogazione del consigliere regionale Flavio Baldan (capogruppo del M5S) rivolta alla giunta regionale (clicca qui per ilrelativo post) richiede qualche osservazione.
Il direttore generale continua a definire “Pronto Soccorso” il Punto di Primo Intervento del “San Luca”.
Non solo, afferma anche che «può gestire tutti i tipi di codice», ma “gestire” non significa “prendere direttamente in carico dall’inizio alla soluzione” il paziente. Infatti, le persone cui viene assegnato un codice giallo, arancione o rosso vengono stabilizzate (“gestite”) e inviate al Ps di Rovigo; così come, qualunque sia il colore del codice, nel caso di pazienti ortopedici, come abbiamo verificato lo scorso mese di aprile (clicca qui per il relativo post).
“Gestire” diventa allora sinonimo di “inviare”, “spedire”, “indirizzare”, “sbolognare”. Significa tutto, per il direttore generale, niente per chi viene classificato con codice giallo, arancione o rosso, o se ha un qualsiasi problema ortopedico. Abilissimi i direttori generali a dichiarare una mezza verità che porta però assai lontano dalla realtà dei fatti.
Chi legge le dichiarazioni del direttore generale dell’Ulss 5 resta nell’illusione di trovare al San Luca un pronto soccorso vero e proprio ma, invece, come ben sappiamo, non è così.
In tutte le pagine del proprio sito istituzionale l’Ulss 5 dichiara il Punto di Primo intervento dell’ospedale di Trecenta come Pronto Soccorso. Ciò non corrisponde a quanto dichiarato dalla stessa Ulss nell’incontro richiesto dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca il 24-01-2024 alla presenza della dirigenza dell’epoca (Il DG Patrizia Simionato, il Direttore Amministrativo Leopoldo Ciato; il Direttore Sanitario Alberto Rigo; il Direttore dei Servizi Socio Sanitari Marcello Mazzo).
Il precedente direttore generale dell'Ulss (Pietro Girardi), a Castelmassa, lo scorso 7 ottobre 2025, ha dichiarato «A Trecenta mai più pronto soccorso» (clicca qui per l'articolo del Gazzettino). E allora come la mettiamo?
L’Ulss 5 ha riclassificato il servizio? Quando e con quale provvedimento?
Perché i casi sono due: o il Punto di Primo intervento è tornato ad essere un vero Pronto Soccorso (e noi in altopolesine non ce ne siamo accorti) oppure il direttore generale dell’Ulss 5 deve smettere di spacciarlo come tale. È una questione di correttezza, nella comunicazione a mezzo stampa dell’Ulss 5 e in tutte le pagine del sito web in cui viene indicato come Ps e non come Ppi.
Le Case della Comunità
«Per quanto riguarda le Case della Comunità, è fondamentale chiarire che il personale necessario è già ora in larga parte disponibile, trattandosi di risorse già operanti sul territorio». Così Filippi sul Gazzettino e sulla Voce del 29 aprile scorso. Non è chiaro a quale personale intenda riferirsi il direttore generale dell’Ulss 5: quello già attivo nell’assistenza domiciliare? Quello già ora in servizio nei punti sanità? Perché, in questo caso, si tratterebbe di un cambio di etichetta e nient’altro.
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| La Voce, 29 aprile 2026 |
Ci dica piuttosto se verranno attuati tutti i servizi previsti dal decreto ministeriale n. 77 del 23 maggio 2022 (Vedi qui sotto la Tabella 4 - Servizi previsti da standard nelle Case della Comunità allegata al decreto).
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| Tabella 4 - Servizi previsti da standard nelle Case della Comunità |
Chi dichiara cosa
Approfittando di una svista dell’interrogante, il direttore generale dell’Ulss 5 precisa che «non ha mai rilasciato le dichiarazioni a lui attribuite, né ha preso parte alla riunione pubblica citata». Si riferisce, infatti, all’assemblea organizzata dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca il 17 aprile scorso alla quale non ha partecipato (clicca qui per il relativo post). Nell’occasione era stata la sindaca del Comune di Trecenta, Anna Gotti, a riferire che «Filippi sta cercando di fare un monitoraggio dei reparti per capire di quanto si possono implementare i posti letto con il personale a disposizione».
| La sindaca Anna Gotti durante l'assemblea del 17 aprile 2026 |
Rimaniamo in attesa di nuove smentite.
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| Il Gazzettino, domenica 19 aprile 2026 |
Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca ringrazia la Pro Loco di Trecenta per la gentile disponibilità della sala polivalente.
Vedi il precedente post L’OSPEDALE DI TRECENTA DEVE RINASCERE. Assemblea pubblica il 17 aprile a Trecenta
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| La Voce, 12 aprile 2026 |
Si è costituito, lo scorso 9 aprile, il Comitato dei Cittadini di Occhiobello per il Diritto alla Salute nella Sanità Pubblica. Un folto e interessato pubblico ha partecipato all’illustrazione delle finalità del nuovo Comitato.
I promotori hanno chiamato gli analoghi comitati di Rovigo e Trecenta a informare delle rispettive esperienze.
Di seguito alcune foto della riunione.
Il Gazzettino Rovigo 22 Agosto 2026 Lo scorso 21 agosto è avvenuto l’incontro delle delegazioni delle due case di riposo e dei relativi s...