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02 luglio 2026

Un ricovero su 5 in ospedale a rischio inappropriatezza. Al Sud i dati peggiori. Ma rispetto al passato il trend è in miglioramento

fonte: quotidianosanità.it


Nel 2024 sono circa 1,7 milioni i ricoveri per acuti ad alto rischio di inappropriatezza: 691 mila in regime ordinario e poco più di 1 milione in regime diurno. Il Rapporto SDO (Scheda di dimissione ospedaliera) del Ministero segnala un miglioramento degli indicatori, ma conferma forti differenze regionali e la necessità di rafforzare i setting assistenziali alternativi all’ospedale.

Nel 2024 sono stati circa 1,7 milioni i ricoveri per acuti ad alto rischio di inappropriatezza, uno su 5. È il dato che emerge dal Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero del Ministero della Salute. Nel dettaglio, si tratta di 691 mila dimissioni in regime ordinario e di poco più di 1 milione di dimissioni in regime diurno.

Il dato, va precisato, non fotografa ricoveri “certamente inappropriati”, ma ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza, in particolare quando erogati in modalità ordinaria. Si tratta quindi di un indicatore utile a misurare quanto il sistema ospedaliero riesca a indirizzare i pazienti verso il setting assistenziale più adeguato, evitando il ricorso al ricovero ordinario quando la prestazione può essere erogata in forme meno intensive.

01 Luglio 2026

Leggi l'articolo completo

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Commento: il rapporto del Ministero della Salute (giugno 2026) capita a fagiolo. Il 30 giugno 2026 infatti è la scadenza del Pnrr per l'apertura delle Case della Comunità con tutte le funzioni previste dal decreto ministeriale n. 77/2022. Anche se non se non fotografa ricoveri “certamente inappropriati” suscita il sospetto che almeno in gran parte lo siano; quindi ecco che il governo provvederà con le Case della Comunità ai bisogni di assistenza sanitaria della popolazione! Ne segue che se non troviamo posto in ospedale la causa è da attribuire ai ricoveri inappropriati, non alla decimazione di posti letto tagliati negli ultimi vent'anni (più di 78.000 dal 2000 al 2020).

Nella mia piccolissima esperienza non ho trovato nessuno che desideri essere ricoverato inutilmente in ospedale, per sfizio. Viceversa, in molti casi abbiamo saputo tutti, credo, di persone ferme per giorni nell'astanteria di un pronto soccorso in attesa che si liberi un posto letto nei reparti dell'ospedale.

27 novembre 2025

Fondazione Gimbe. Sanità: il pubblico arretra, i privati occupano gli spazi vuoti

Spesa delle famiglie oltre i 41 miliardi di euro.
Dal 2022 al 2024 più di 1,7 milioni di persone rinunciano a prestazioni sanitarie.
Il privato convenzionato domina RSA e riabilitazione, ma mostra segni di crisi.
E si registra il Boom del privato puro: in 7 anni +137%


«Non serve cercare un piano occulto di smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN): basta leggere i numeri per capire che la privatizzazione della sanità pubblica è già una triste realtà». Con queste parole Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, apre la sua relazione al 20° Forum Risk Management di Arezzo, presentando un’analisi indipendente sull’ecosistema dei soggetti privati in sanità e sulla privatizzazione strisciante del SSN. L’analisi documenta che il progressivo indebolimento della sanità pubblica lascia sempre più spazio all’espansione silenziosa di una moltitudine di attori privati, spesso identificati erroneamente con le sole strutture private accreditate.


fonte: Comunicato stampa della Fondazione Gimbe, 26 novembre 2025.

E' tutta da leggere, piano piano, con attenzione, l'analisi della Fondazione Gimbe. Impressionante l'incremento di spesa delle famiglie (che se lo possono permettere) verso il privato puro (cioè non convenzionato con il sistema sanitario nazionale).

Ricordo che qualche mese fa sulla stampa - vedi articolo del Gazzettino del 27 agosto 2025 riportato in fondo - infermieri e sindacato lanciavano l'allarme sulle condizioni di lavoro alla Casa di cura (convenzionata) di Porto Viro. A fronte del raddoppio del Pronto Soccorso numerosi infermieri avevano rassegnato le dimissioni volontarie dalla struttura (in fuga verso il privato puro?) esasperando ulteriormente le condizioni di lavoro di chi rimaneva in servizio.

Insomma, per il cittadino, oltre al continuo ricorso da parte delle Ulss al privato convenzionato, si delinea lo spettro del privato privato puro, senza rimborsi da parte del Ssn. Dalla padella alla brace.

Gazzettino 27 agosto 2025 - Porto Viro


28 luglio 2022

Comitati e comitati. C'è chi dice si, che va tutto bene madama la marchesa

E' insolito che nasca un comitato popolare per celebrare i risultati di una pubblica istituzione, ma è quello che accaduto nei giorni scorsi. Un'operazione che ha trovato ampio spazio nei quotidiani locali e che, addirittura, è stata distribuita ai consiglieri comunali. Come ha fatto il sindaco di Badia Polesine (scarica). Peccato che lo stesso sindaco non abbia inviato ai consiglieri anche la nota del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca con cui, lo scorso 12 marzo, si chiedeva che i primi cittadini si attivassero affinché l'ospedale uscisse dalla precarietà in cui lo costringeva la qualifica di ospedale-covid (vedi precedente post).
Ciò che segue è il commento del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca su questa surreale vicenda.
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Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Cell. 3473490340
sito internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
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Data 28/07/2022
In questi ultimi giorni è stato recapitato alle famiglie trecentane (e a quelle di centri limitrofi) un patinato volantino di quattro facciate dall’allettante titolo “Ospedale San Luca ‘Un sogno che si avvera’ Nasce il nuovo servizio di Riabilitazione”.
Il mittente risulta essere il comitato “Cittadini per la Tutela della Salute e del San Luca” che, è bene precisarlo, nulla ha a che vedere con il “Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca” che da molti anni, e ben prima dell’apparente “gemello”, porta avanti un’azione di difesa della struttura altopolesana, nel tempo sempre più impoverita di servizi e personale e svilita nel suo ruolo di ospedale per acuti.
Il documento, nell’illustrare ai cittadini l’arricchimento che deriverà al San Luca dall’entrata in funzione del “nuovo” servizio di Riabilitazione, non lesina certo complimenti: “un impegno mantenuto dalla Direzione Generale”; “Il comitato, dopo aver espresso il proprio plauso alla Direzione Generale e a tutto il personale medico e paramedico che si avvia a realizzare un così ambizioso progetto”; “Al di là della soddisfazione per i risultati raggiunti”. Non solo: “Il Comitato rivolge apprezzamento all’assessore Corazzari e ai Consiglieri regionali Bisaglia e Cestari, al Presidente della Provincia….a tutti i sindaci…”. “Punto! Due punti! Ma si, fai vedere che abbondiamo” diceva in una celebre scena il grande Totò.
Sorge l’interrogativo del perché non sia la stessa Azienda Ulss 5 Polesana a dare la notizia e l’informazione sia invece veicolata, non si sa a quale titolo, da questo Comitato. Certamente siamo ben lieti di apprendere che il servizio di Riabilitazione del San Luca sarà potenziato e che i pazienti potranno trovare una più adeguata risposta alle loro necessità, ci mancherebbe! Ma non sentiamo di unirci al coro esultante per questa operazione non ancora concretizzatasi. Il motivo? Il San Luca, entrato in funzione nel 1996 come ospedale dell’Altopolesine dopo la chiusura delle quattro preesistenti strutture, è stato oggetto, in questo quarto di secolo, di un continuo tiro al bersaglio da parte della Regione Veneto che l’ha reso una struttura ben diversa da quella che avrebbe dovuto e potuto essere. Suggeriamo al comitato ficarolese, se davvero ha a cuore la salute dei cittadini e la tutela del San Luca, di concentrarsi su aspetti che ci sembrano ben più importanti di quelli che hanno scatenato il suo entusiasmo ed i suoi toni trionfalistici.
Il 20 marzo 2019, mentre ancora si discuteva delle nuove schede ospedaliere 2019-2023, l’ex assessore provinciale alla Sanità Brusco, l’unico politico polesano che ha portato avanti, negli anni, una vera difesa del nostro ospedale, scriveva: “Il San Luca di Trecenta ormai esausto per i tagli leghisti, passerebbe nello stesso periodo (2002-2019 n.d.r.) da 222 a 132 posti letto (- 90, – 40%, addirittura 11 in meno anche delle ultime schede!)”.
Il taglio forsennato dei posti letto (struttura più colpita nel Veneto); la sua trasformazione, dal mese di aprile 2020, in “ospedale covid” senza che si sia mai pensato di distribuire anche ad altre strutture, magari private, l’enorme peso derivante da una tale destinazione; la chiusura del Pronto Soccorso, che ancora si protrae (!), e che costringe le persone bisognose di cure a rivolgersi a quello di Rovigo con le conseguenze negative facilmente immaginabili; il funzionamento “al minimo” dei poliambulatori (quando si prenotano appuntamenti al Cup per visite specialistiche, Trecenta è, molto spesso, cronologicamente, l’ultima opzione, cosicché i pazienti sono costretti a raggiungere mete anche lontanissime (Adria, Porto Viro, centinaia di chilometri…, stress psico-fisico e spese); una medicina di gruppo che non è mai decollata come filtro del Pronto Soccorso, con la presa in carico dei pazienti meno gravi al fine di impedire accessi “impropri” a tale struttura.
Benvenuto alla (nuova) Riabilitazione ma, forse, i problemi del San Luca ci sembrano molti di più (non certo “il posizionamento di raccoglitori di rifiuti nelle zone verdi” e “la manutenzione periodica degli spazi verdi esterni e il rinnovo del parco alberi”, un tocco green non guasta mai di questi tempi)!
Nel volantino il Comitato ammette - bontà sua - di avere consapevolezza “che all’interno del servizio sanitario polesano i problemi non mancano”: ma che sarà mai rispetto agli obbiettivi che si stanno raggiungendo? Non dimentichiamo che lo stesso Gruppo, forse in possesso di informazioni o di facoltà divinatorie precluse ai più, aveva già a suo tempo invaso il comune con manifesti dal gioioso e rassicurante titolo “Il San Luca ha un futuro sicuro”.
Poi venne la pandemia e la trasformazione della struttura in “ospedale covid”…. Futuro, Sogno… (una terminologia da convention motivazionali). Meglio guardare la realtà in faccia per quanto sgradevole possa essere. Il nostro Comitato, ci teniamo a ribadirlo, ha sempre cercato di mettere in luce i problemi del San Luca non per certo per alimentare focolai di sterile polemica, ma perché chi di competenza se ne facesse carico nell’interesse dei cittadini altopolesani (e non solo), che non possono essere considerati e trattati come cittadini di serie b o c.
Abbiamo fatto politica? Certo che l’abbiamo fatta! Fare politica significa cercare di impegnarsi a favore della “polis”, della Comunità dove viviamo.
Non certo per adulare i potenti di turno o per essere di ausilio al raggiungimento dei loro obiettivi.
Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca
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24 maggio 2022

Liste d’attesa infinite e i cittadini rinunciano alle cure, allarme di Cittadinanzattiva, 1 cittadino su 3 rinuncia alle cure

Secondo il «Rapporto civico sulla salute 2022. I diritti dei cittadini e il federalismo sanitario» di Cittadinanzattiva 1 cittadino su 3 rinuncia alle cure. Ritardi in esami, screening e interventi chirurgici

di Valentina Arcovio

Quasi due anni di attesa per una mammografia, circa un anno per una ecografia, una tac, o un intervento ortopedico. Le liste d’attesa, da sempre «tallone di Achille» del Servizio Sanitario Nazionale in tempi ordinari, durante l’emergenza hanno rappresentato la principale criticità per i cittadini. E, anche per questo, a rinunciare alle cure della sanità pubblica, nel 2021, è stato più di un cittadino su dieci. Questo è stato uno dei lasciti più importanti della pandemia, evidenziato dal «Rapporto civico sulla salute 2022. I diritti dei cittadini e il federalismo sanitario», presentato oggi da Cittadinanzattiva.

Cittadinanzattiva: «abbiamo bisogno di recuperare milioni di prestazioni»

21 giugno 2020

Badia Polesine. La Casa del Sorriso...non sorride più!

Il Resto del Carlino, 19 giugno 2020

Da alcuni anni, da quando nostra madre, per motivi di salute è dovuta entrare in casa di riposo, stiamo seguendo le sorti di questo Ente.

Un Centro Servizi di indubbio valore, dove le figure professionali sono all’altezza dei compiti delicati ai quali debbono far fronte giorno dopo giorno.

Il loro intervento non è su cose, oggetti, apparecchiature, ma su persone che stanno affrontando, forse, l’ultimo periodo della loro vita.

In questo contesto ruotano diverse, figure, professionali e no.

In tutti questi anni, da quando è sorta, la nostra casa di riposo è riuscita a fornire un servizio prezioso di assistenza sociale e sanitaria, ma anche umana e spirituale alla cittadinanza locale ma anche al Polesine e alle provincie confinanti.

La situazione, dal punto di vista economico, ormai da alcuni anni, si è aggravata e l’Ente in questo ultimo periodo di “lockdown” si trova in grave difficoltà.

Le motivazioni sono molteplici, bisognerebbe tornare indietro di alcuni anni, scelte non sempre oculate fatte da precedenti amministrazioni, ma anche, la concorrenza con il privato accreditato che ha avuto il suo peso.

La Regione Veneto non sta facendo la sua parte; le difficoltà che stanno affrontando tutte le IPAB del Polesine e non solo, sono da reputare ad una riduzione nel complesso delle impegnative sanitarie e della quota sanitaria non aggiornata da almeno una decina di anni, ed inoltre da una riforma delle IPAB ancora da realizzare.

Vani sono stati finora i tentativi, dell’opposizione politica, dei sindacati della funzione pubblica, dei comitati familiari, di convincere la Giunta Regionale Veneta a interessarsi dei problemi delle RSA pubbliche, in maniera concreta ed efficace.

Il nostro Comitato Familiari degli ospiti della Casa del Sorriso di Badia Polesine, di cui anch’io faccio parte, ha più volte attirato l’attenzione dei media, facendo conoscere anche nel dettaglio la difficoltà in cui versa l’Ente.

Abbiamo coinvolto la popolazione locale, che si è mostrata interessata e preoccupata nello stesso tempo.

Siamo riusciti ad ottobre dell’anno scorso a parlare direttamente con l’Assessore ai Servizi Socio Sanitari e Assistenziali della Regione, Dott.ssa Manuela Lanzarin.

La quale ci ha fornito informazioni che ci facevano ben sperare per la soluzione dei problemi che versano le IPAB del Veneto.

Ma, ad oggi, quelle promesse non hanno dato alcun esito, anzi, la situazione si è aggravata maggiormente; I familiari degli ospiti si sono visti aumentare in due anni le rette in maniera considerevole sia a libero mercato sia per chi è in convenzione.

Ad ottobre dell’anno scorso il CDA della Casa del Sorriso ha portato la retta a libero mercato a circa 3000 euro al mese, mettendo in difficoltà molte famiglie e impedendo, di fatto, alle meno abbienti di entrare in struttura.

E’ una situazione che ritengo e riteniamo inaccettabile, occorre che la Regione Veneto intervenga al più presto se non vuole che molte case di riposo, compreso la nostra, abbiano un destino infausto.

La politica a livello locale e non solo, deve fare il possibile per aiutare la nostra Casa di riposo affinché continui a sorridere ancora per molti anni.

Badia Polesine 16- 06- 2020

Il Coordinatore del Comitato Familiari della Casa del Sorriso

15 giugno 2020

"Scuola di Medicina a Treviso... e meno risorse per l’assistenza sanitaria dei cittadini"

fonte: https://www.rovigoindiretta.it/in-posta/2020/06/15/news/scuola-di-medicina-a-treviso-e-meno-risorse-per-lassistenza-sanitaria-dei-cittadini-91623/

Così il Coordinamento Veneto Sanità Pubblica sulla proposta del governatore Zaia


15/06/2020 - 10:46

Come cittadini veneti e membri di comitati di difesa del Servizio Sanitario Pubblico, ci sentiamo in dovere ed in diritto di intervenire in merito alla proposta del governatore Zaia di istituire l’intero corso della Scuola di Medicina nella “sua Treviso”.

Tale richiesta che sembra ad una prima lettura assolutamente condivisibile ha però un grave “difetto” : il denaro per finanziare il Corso universitario e le strutture viene sottratto a quello destinato dallo Stato alla realizzazione dei LEA, cioè all’ Assistenza sanitaria dei cittadini.

Allora ci chiediamo : perché distogliere risorse destinate all’ Assistenza sanitaria per creare nuovi corsi quando è noto universalmente che non sono le Facoltà di medicina a scarseggiare?

Per avere più medici basta aumentare il numero degli ammessi, aumentare le Borse di studio delle Scuole di Specializzazione e soprattutto indire concorsi ed assunzioni nel Sistema Sanitario Pubblico.

Sembra abbastanza fondato il dubbio che queste risorse milionarie vengano tolte alla medicina pubblica per favorire la medicina privata e crediamo che sia obbligatorio e doveroso insorgere contro questa tendenza.

Purtroppo si ha la netta sensazione che la programmazione sanitaria nel Veneto non si basi sulla analisi dei bisogni e sulla valutazione delle risorse disponibili, ma sia indirizzata spesso da interessi di campanile se non vogliamo usare la parola clientelismo politico.
Se la Giunta Regionale vuole migliorare l’assistenza sanitaria in Veneto esistono mezzi più economici ed efficaci che istituire nuovi corsi di laurea:
- Assumere personale sanitario medici, infermieri estremamente carenti in tutti gli ospedali e soprattutto nei servizi territoriali, diminuendo le liste di attesa e il ricorso ai privati
- Aumentare Posti Letto e ospedali di prossimità
- riorganizzare e potenziare i Distretti Sociosanitari e le Cure Domiciliari potenziando la Medicina Generale

per CoVeSaP (Coordinamento Veneto Sanità Pubblica):

Comitati Polesani per la difesa della salute (Rovigo)
Comitato per la difesa dell’Ospedale Fracastoro di San Bonifacio (Verona)
Comitato Sanità Pubblica Alto Vicentino (Vicenza)
Movimento per la difesa della Sanità Pubblica Veneziana (Venezia)
Comitato Alta Padovana (Padova)
Comitato S.O.S S. Antonio (Padova)

03 gennaio 2019

Ospedale San Luca. Risolto, nel corso della mattinata, il caso della signora che aveva dimenticato le impegnative

La paziente ha potuto eseguire la visita ortopedica e l'esame radiografico.

Rimane il problema della dipendenza dei servizi da quei pezzi di carta che sono nei computer dell'Ulss già dal momento della stampa.


Quella che segue è la mail ricevuta dall'infermiera citata nel precedente post che ci informa di come, durante la stessa mattinata, superati alcuni scogli burocratici, la paziente abbia ricevuto le prestazioni di cui aveva bisogno.

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3 gen 2019, 20:37

Mi permetto di informare, per la tranquillità della Sig.ra Pradella, ma soprattutto per difendere il nome del San Luca e l’impegno, la disponibilità e l’attenzione del personale infermieristico, che la signora con il braccio che pareva ingessato (ma non lo era), dopo qualche problema di tipo amministrativo, ha fatto sia l’esame radiografico che il controllo ortopedico.
Risultato: la signora è ritornata a Rovigo libera dal tutore e serena.
Molto meno serena è stata l’operatrice che dopo avere letto la lettera della Sig.ra Pradella che ha , si spera, involontariamente travisato la situazione e non ha aspettato la soluzione di un problema, ripeto, soprattutto amministrativo, prima di prendere carta e penna e lanciare accuse rivelatesi infondate.

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02 gennaio 2019

Ulss 5, ospedale San Luca. Salta la visita ortopedica, manca il promemoria e anche un po' di buona volontà

Siamo nel 2019 ma non sembra.
E' ancora una volta il "promemoria" a creare problemi agli utenti. In questo caso ci ha messo del suo anche il personale.
Alla paziente, col suo braccio ingessato, viene consigliato di prenotare la visita a Rovigo.


Quella che segue è la mail inviata da Patrizia Pradella, assessore ai servizi sociali del Comune di Castelguglielmo, testimone dell'accaduto, all'ufficio relazioni con il pubblico dell'Ulss 5.

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mer 2 gen 2019 alle ore 14:17

Questa mattina mi sono trovata per una visita ortopedica presso l'ospedale di Trecenta.
Ho assistito ad una scena disgustosa.
Una signora di Rovigo accompagnava la mamma con un braccio ingessato che doveva fare raggi e visita.
Aveva con sè il foglio di prenotazione ma si era dimenticata a casa le impegnative.
L'infermiera presente in ambulatorio dopo aver anche controllato e verificato che la signora era in appuntamento, senza dire niente al medico presente, ha mandato via in malo modo la signora dicendole che non poteva fare nulla, consigliandola di disdire le prenotazioni di oggi e di prenotare per ROVIGO visto che là è residente.
Mi mangio le mani ora per non essere intervenuta.
Se la signora era in elenco vuol dire che aveva prenotato con l'impegnativa.
Quindi si poteva recuperare in rete.
Una vergogna.
Sono anche assessore ai servizi sociali del mio paese e queste cose mi fanno imbestialire.
Una persona aspetta per mesi e poi basta una infermiera lunatica per fare spostare un appuntamento senza neanche sentire il medico?
Confido in una sua risposta in merito e sicuramente riferirò il fatto ai dirigenti dell'Azienda sanitaria nella prossima conferenza dei sindaci.

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12 settembre 2018

TGR Veneto. Trecenta, cittadini contro i tagli all'ospedale


Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" ha incontrato mercoledì della settimana scorsa la giornalista della TGR Rossana Caviglioli. Il servizio è andato poi in onda nei giorni successivi. E' possibile rivederlo cliccando qui.
Alle proteste del comitato per il taglio dei posti letto e dei servizi, che costringono gli utenti a spostamenti disagevoli, ha risposto il direttore sanitario dell'Ulss 5 con la favola dei servizi territoriali.

Un servizio breve, un minuto e mezzo, dove però trova spazio la favola, raccontata per l'ennesima volta dalla dirigenza dell'Ulss, di servizi territoriali che compenserebbero il taglio dei posti letto.
Noi osserviamo però che i posti letto sono spesso insufficienti e che i servizi territoriali non hanno avuto alcun incremento.

L'aver schiaffato la medicina di gruppo, praticamente i medici di famiglia del circondario, all'interno dell'ospedale, non è aumentare i servizi territoriali. I medici di base potevano essere in qualsiasi altro luogo del centro cittadino e svolgere ugualmente la loro funzione. Vantare questa scelta come un servizio territoriale aggiuntivo è un trucco, un vero e proprio imbroglio.

Ma l'impoverimento dei servizi erogati dall'ospedale non coinvolge solo gli utenti che si rivolgono da "esterni" al San Luca. Riguarda anche i pazienti ricoverati.

L'aver spostato alcuni esami strumentali a Rovigo impegna il personale in un estenuante lavorio organizzativo e i pazienti a lunghe trasferte a causa della scarsa disponibilità di ambulanze. Per la sorveglianza dei malcapitati pazienti in attesa del loro mezzo di trasporto, spesso, vengono mobilitati i parenti dei degenti.

Di questo il direttore sanitario, ovviamente, non parla.

14 luglio 2018

Punti nascita, già chiuso quello di Piove di Sacco. Adria e Valdagno a breve

Coletto vola a Roma ma è solo fumo negli occhi. In realtà la regione ha attivato i direttori delle Ulss a chiudere.


L'assessore regionale alla sanità Luca Coletto vola a Roma per bloccare la chiusura dei punti nascite di Adria, Piove di Sacco e Valdagno.

Contemporaneamente una nota della "Segreteria regionale della Sanità ha esortato i direttori generali delle Usl Polesana, Antonio Compostella, Euganea, Domenico Scibetta, e Berica, Giovanni Pavesi, ad adempiere alle disposizioni contenute nel decreto ministeriale 70 del 2015, che prevede appunto la dismissione in tutta Italia dei 561 punti nascita sotto i 500 parti l'anno."

Lo rivela il Corriere del Veneto di venerdì 13 luglio 2018 (scarica l'articolo completo).

Il viaggio di Coletto è solo teatro. Trova conferma (vedi post precedente) che l'amministrazione regionale - in realtà - voglia chiudere i punti nascita più piccoli e che il decreto ministeriale sia solo il paravento per nascondere convenientemente le proprie intenzioni. Vuoi per motivi di costi, per carenza di personale, o per la mania di accentrare, concentrare. "Razionalizzare", dicono.

Cittadini del Polesine, quando ci ribelleremo?

19 giugno 2018

Piano Socio Sanitario regionale 2019-2023, il progetto di legge

Segui i lavori di revisione del piano


Lo scorso 31 maggio la giunta regionale ha presentato il PDL n. 357 "Piano Socio Sanitario regionale 2019-2023".
Per seguire l'iter di approvazione vai alla pagina dedicata sul sito del consiglio regionale. Scarica il testo presentato dalla giunta (formato pdf di circa 26 MB).

08 giugno 2018

Fondazione Gimbe. La sanità pubblica di fronte a un bivio: rilanciare o smantellare?

IL RAPPORTO
La Fondazione Gimbe analizza le criticità del Ssn e propone un piano di salvataggio in 12 punti
6 Giugno 2018

Segnalo questa sintesi dell'ultimo rapporto della Fondazione Gimbe sul servizio sanitario nazionale.
Pagina della fondazione dalla quale scaricare il rapporto integrale, il comunicato stampa e la presentazione (pdf).

24 febbraio 2018

Ulss 5 Polesana. Salute e gossip

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Portavoce Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

24 febbraio 2018

Salute e gossip

La notiziona. Con un sussulto (latente) di autonomia decisionale il dg Compostella, (forse) anche senza l’input di Zaia, ha ascoltato (una tantum) il suo orgoglio dirigenziale: ha firmato un accordo con l’emittente tv “Antenna Tre” (39.000 euro di spesa) per diffondere il suo verbo fra le plebi polesane.
Quindi: basta col “giornale della salute”, basta con la carta patinata, basta con gli slogan innovativi di travolgente effetto come “Paga il ticket … perché il tempo è denaro” o “ La salute è tranquillità paga il ticket”, capaci di sedurre anche le menti più pigre.
Serviva un salto di qualità, uno scatto di scioccante innovazione ed ecco l’accordo terapeutico televisivo.
Quindi, aspettando i messaggi di Antenna Tre, godiamoci l’attesa con qualche riflessione.
Prima riflessione. Compostella parla di «motivazione e coinvolgimento di tutti gli operatori, quindi efficacia organizzativa, benessere del personale per la qualità soddisfacente delle relazioni interpersonali, e gratificazione per la qualità del servizio offerto».
In seguito all’indagine voluta dalla Regione Veneto sul benessere organizzativo Compostella afferma “All’indagine ha partecipato attivamente circa il 40% dei dipendenti, la finalità era di conoscere l’opinione su alcuni aspetti riguardanti l’organizzazione e l’ambiente di lavoro, il rapporto con i colleghi e con i superiori, al fine di migliorarli nel prossimo futuro. stimolando i dipendenti a dare il meglio di sé e riconoscendo «il merito come un valore fondamentale».
E dopo la prima giornata di studio sul benessere organizzativo aziendale, (27 novembre Aula Magna Cittadella) a cui sono stati invitati tutti i responsabili di servizio, dirigenti, coordinatori,  il direttore conclude «… noi, risultati alla mano, cominciamo subito, per dare forza a un clima aziendale motivante e positivo, a mettere in campo una serie di azioni che hanno lo scopo di migliorare la qualità delle relazioni tra professionisti, e quindi, i risultati generali.»
Dubbi.
1. che il merito sia un valore è ovvio, ma che sia "sempre" il criterio su cui si fonda la scelta per l’assegnazione degli incarichi lo credono solo quelli cresciuti nel giardino delle fate.
2. Compostella parla anche di piena dignità per l’ospedale di Trecenta, dice che      l’unificazione delle due Ulss ha significato integrazione e servizi non toccati, con ospedali che lavorano a pieno regime. Per noi l’affermazione tradisce la verità.
Altro che "servizi non toccati": al "San Luca", ad esempio, c'è stata una drastica riduzione delle prestazioni di endoscopia, che erano un fiore all’occhiello dell'ospedale; la perdita di interventi di Pronto Soccorso per incerta presenza di specialisti negli ambulatori; il taglio di decine di posti letto per acuti, tra i quali anche quelli dell’Area Medica.
Ora si parla pure della possibilità di chiusura o riduzione del servizio ospedaliero di diabetologia. E pare che, dai prossimi mesi, almeno una parte importante delle prestazioni Tac sarà fruibile solo dai pazienti interni al San Luca.
Altro che “pieno regime”. Nella foto la sala d'attesa di un martedì qualunque a fisiatria: vuota.

Eppure c’è domanda di prestazioni, con liste di attesa lunghissime.
Invece al privato, guarda caso, si accede con rapida ma inquietante solerzia. Come mai?
E se Compostella chiude “in bellezza” il 2017 con un deficit in calo a noi pare che non ci sia eliminazione dello spreco e razionalizzazione vera delle spese perché poi mancano ad esempio ecografi, i ventilatori hanno 20 anni e l’adeguamento tecnologico è relativo e discutibile.
Tutti possono leggere i commenti su Face book che parlano delle fiabe di cattivo gusto narrate dal direttore generale dell'Ulss.
Il clima che si respira in ospedale è pesante per responsabilità che non sono della gente che ci lavora.
Per il personale la situazione è difficile. Anzi noi dobbiamo essere grati a chi lavora in situazioni gravate da carenze, come il 13% in meno di operatori rispetto alla pianta organica.
A questo si aggiungano gli spostamenti (obbligati proprio per mancanza di personale) che impegnano infermieri in settori spesso delicati senza una temporanea preparazione specifica ( ad esempio in oncologia, nel gruppo operativo, in terapia intensiva)
BOLLINI ROSA 2018-2019: ROVIGO, ADRIA E TRECENTA BRILLANO
Il Bollino Rosa è un riconoscimento nazionale che viene concesso dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna agli ospedali che offrono servizi d’eccellenza
Orbene al San Luca è stato chiuso il Punto Nascite. Cioè nell’Altopolesine, i cui comuni avevano (e probabilmente hanno) il più alto numero di nati, non si nasce più a Trecenta. E le nascite avvengono solo in piccola parte a Rovigo.
Per fortuna resta l’ottima qualità del servizio di procreazione medicalmente assistita (PMA). Quindi pensiamo sia dovuto a questo il merito del bollino rosa. (Però va ricordato che qualche anno fa al San Luca erano stati attribuiti 3 bollini rosa)
Il Direttore Generale dell’ULSS 5 dice di aver coinvolto le unità operative “rosa” dei tre Ospedali, il direttore sanitario Contato aggiunge: “… siamo riusciti ad arrivare ad un livello di cure molto alto per la prevenzione e la cura dell’universo femminile, i bollini rosa sono la migliore attestazione della bontà di scelte fatte per raggiungere capillarmente le donne …”.
Membri del nostro Comitato sono andati a ringraziare i professionisti della PMA. Non sapevano dell'attribuzione del bollino rosa. Non sono stati interpellati per i questionari, non sono stati avvisati del riconoscimento.
Altro che riconoscimento del merito come valore fondamentale.
Questo è il clima reale nell’Asl 5. Le cosiddette giornate di studio non sono sufficienti nemmeno se condotte da docenti di formazione bocconiana. Se non c’è fra tutti gli operatori quella carica, anche emotiva, che nasce da rispetto e fiducia (non solo formali) di chi rappresenta le istituzioni. E il rispetto cresce e si stabilizza se chi dirige mostra di meritarlo con le azioni. Definite non dalle chiacchiere. Ma dai fatti.
Per il Comitato la portavoce Jenny Azzolini

10 gennaio 2018

Tanti sinceri auguri ai responsabili della sanità

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" ha inviato, in occasione delle recenti festività, i propri auguri ai responsabili della sanità, dalla ministra della salute Beatrice Lorenzin al presidente della giunta regionale Luca Zaia, dall'assessore alla sanità Luca Coletto al direttore generale dell'Ulss 5 Polesana Antonio Compostella.
Ecco il testo.



Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro)
Tel. 0425701126 – Cell.  347 349 0340
sito internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/

Data, 21 dicembre 2017

TANTI   SINCERI   AUGURI

Prima degli auguri rivolgiamo una domanda ai molti che si fingono difensori della sacralità della vita: togliere servizi che rispondono alle esigenze di un territorio è l'alternativa etica all'eutanasia?
Noi dell’Altopolesine ci permettiamo di “rendere grazie” a chi ci aveva promesso un servizio per la salute ed ora un po’ alla volta ce lo toglie.
Grazie con tutto il cuore perché a chi di noi sarà malato grave sarà accorciata l’agonia, visto che il primo posto vicino per la salute sarà troppo lontano. 
E facciamo tanti auguri.
Ma non i soliti auguri formali, retorici, imposti dal calendario.
Gesù, che nasce per amore, vi dia la nausea di un agire senza profonde motivazioni etiche e vi conceda la forza di praticare (finalmente!!!) una politica carica di onesto coraggio.
Dio che diventa uomo vi faccia provare vergogna ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita, la vita del prossimo un indecente strumento delle vostre scalate.
Maria, con i suoi occhi feriti, vi faccia sentire almeno una volta lo struggimento di una vita sofferente.
Gli angeli, che annunciano la pace, cancellino l’incapacità di vedere che vicino a voi un vecchio muore solo perché non ha nessuno o è troppo lontano da chi potrebbe garantirgli assistenza.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il vostro letto duro come un macigno, perché, pur avendo il potere, non avete scelto di aiutare i più deboli, le persone che soffrono, tenendo conto della loro povertà e della loro solitudine. 
Vi siete preoccupati soprattutto dei vostri interessi, degli interessi della vostra parte politica. 
Ma poi ci ricordiamo che Gesù ha convinto anche il pubblicano Zaccheo, perciò non abbandoniamo le speranze
Non abbandoniamo nemmeno l’impegno. Anzi.
Scenda la speranza sul nostro ospedale, sulla nostra sanità, come sul nostro mondo soffocato dal vuoto e dalla sensazione che si viva affidandoci a sogni di carta, inseguendo beni materiali fragili come castelli di sabbia.
Gesù Bambino, a pensarci bene, deve proprio rinascere. Ma non nei cuori dei bambini, dei piccoli e dei deboli,  nel cuore dei grandi, dei grandi e dei potenti, perché rinascano anch'essi: piccoli – semplici- umili e in-nocenti. 
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
(Con la fraterna condivisione di Tonino Bello)
La portavoce del Comitato Jenny Azzolini

16 novembre 2017

Sanità. Il sindaco di Rovigo convoca i Comuni e la Provincia


Il sindaco di Rovigo invita in municipio tutti i comuni della provincia.
Motivo, la situazione sanitaria in polesine

Il sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin, e l'assessore alle politiche sanitarie, Patrizia Borile, invitano a Rovigo tutti i comuni della provincia e l'amministrazione provinciale. Invitati anche il direttore generale e il direttore sanitario dell'Ulss 5 Polesana.
La riunione avrà luogo mercoledì 22 novembre 2017, alle ore 9.30, presso la sala consiliare del Comune di Rovigo.

Un'iniziativa sorprendente - da quando è nato questo blog non ricordo niente di analogo - che riunisce entrambi i comitati dei sindaci dei distretti 1 e 2, rispettivamente ex Ulss 18 e ex Ulss 19.
Saranno sorprendenti anche i contenuti? O accadrà come negli altri incontri della dirigenza Ulss 5 in singoli comuni: una quantità narcotizzante di rassicurazioni e promesse poi disattese nell'esperienza di tutti i giorni? Vedremo.

Mercoledì 22 mi prendo un giorno di ferie, vado a sentire e vi racconto.


13 novembre 2017

Ospedale di Trecenta, «Ecco come in questi anni hanno impoverito il San Luca»



RASSEGNA STAMPA

Il Comitato Altopolesano dei cittadini interviene e si interroga sul futuro dell'ospedale
"Al San Luca servizi con prestazioni ridotte"
Il gruppo attacca: "Progressiva riduzione delle attività e liste di attesa lunghissime"
La Voce di Rovigo, domenica 12 novembre 2017

SOS JENNY AZZOLINI, REFERENTE DEL COMITATO ALTOPOLESANO DELL'OSPEDALE
«Ecco come in questi anni hanno impoverito il San Luca»
Il Resto del Carlino, Rovigo, domenica 12 novembre 2017

Ospedale, tagli e riordino a scatola chiusa
I1 comitato per il San Luca boccia Compostella
«I sindaci hanno solo ascoltato la relazione del direttore generale senza vedere il piano»
Il Gazzettino, Rovigo, domenica 12 novembre 2017

OSPEDALE TRECENTA (ROVIGO) Jenny Azzolini, del comitato polesano per il San Luca, commenta negativamente la programmazione da parte del direttore generale Antonio Compostella nel diminuire i servizi all’ospedale
“Avevamo delle eccellenze, ora smantellate. È buona sanità?”
Rovigo Oggi, 11 novembre 2017

29 ottobre 2017

L'Ulss 5 presenta l'atto aziendale 2017. Informati di striscio i comitati dei sindaci di Rovigo e Adria

Nessuna consultazione preliminare, i sindaci hanno potuto solo ascoltare il verbo del direttore generale


Subito dopo la riunione lampo del comitato dei sindaci dello scorso 26 ottobre, la dirigenza dell'Ulss 5, a comitati unificati (Rovigo e Adria), ha illustrato il nuovo atto aziendale, vale a dire la programmazione della sanità provinciale per il prossimo futuro.

Nessuna consultazione preliminare dei sindaci, tutto già pronto, confezionato e approvato con una deliberazione del direttore generale adottata quello stesso giorno. Persino la presentazione stessa è stata inviata ai comuni successivamente per posta elettronica.

Documentazione da scaricare:
- Deliberazione del direttore generale n. 1347 del 23/10/2017 con il relativo atto aziendale;
- Presentazione in formato ppt e pdf.

20 maggio 2017

Ospedale di Trecenta, insufficienti i posti letto di medicina e lungodegenza

Lettera del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" indirizzata ai sindaci della zona, ai consiglieri regionali eletti in polesine, all'assessore regionale polesano Corazzari, al presidente della giunta regionale Zaia, ai parlamentari eletti in polesine, al ministro Lorenzin, ai sindacati e ai giornali locali.


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Portavoce  Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 17 maggio 2017

Trecenta 2 maggio: parla il direttore generale dell’Ulss 5 Antonio Compostella. 
Consiglio comunale aperto, sala piena, necessarie sedie aggiuntive (proprio come in ospedale).
Presentazione articolata, però sui numeri sorgono dubbi.

Riesaminiamo i decreti del DG, le proposte approvate dalla Conferenza dei sindaci (13/12/2016), e carte con le cosiddette opportunità di miglioramento delle attività assistenziali svolte presso il San Luca.
Non ci siamo accorti di miglioramenti, nell’offerta di servizi si tratta di un arricchimento estremamente limitato , che induce le persone ad andare nel privato.
Eppure il DG parla di scelte necessarie "a far fronte ai crescenti bisogni assistenziali determinati dall’invecchiamento della popolazione e dalla comorbilità" (più semplicemente pluripatologia).

Primo punto dolente: Medicina e Lungodegenza.

Il “potenziamento” riduce i posti letto per acuti e i posti letto di lungodegenza.
E la riduzione dei posti letto di lungodegenza crea enormi problemi a tutta l’azienda. Ai reparti sia di area medica che chirurgica.
E’ drammatica la situazione dei posti letto a Rovigo e il DG dovrebbe sapere che molti pazienti dell’Alto Polesine ricoverati in ambito specialistico quell'ospedale non riescono ad essere trasferiti in Lungodegenza a Trecenta proprio per mancanza di posto letto.

La lungodegenza dovrebbe avere posti letti che accolgono gli ex acuti precedentemente ricoverati in medicina - neurologia – chirurgia - ortopedia (anche quelli ricoverati in specialistica di Rovigo)

Il DG sa benissimo (credo) che se i pazienti post acuti (ripetiamo perché sia chiaro :anche quelli di specialistica a Rovigo) non liberano posti letto, non c’è spazio per nuovi ricoveri per acuti.
E i problemi di ricovero inoltre colpiscono  il Pronto Soccorso e l’uso dei letti di astanteria (per questo nella proposta di revisione si programmano interventi edilizi di 50.000 euro per un arricchimento di 2 posti letto? )


Onestamente, non si può ritenere un consolidamento del ruolo di un ospedale per acuti la riduzione di 7 posti letto in medicina (da 55+2 dh. per POLISONNOGRAFIA a 50) e di 5 di Lungodegenza (da 25 a 20 MA SOLO 10 di internistica).
E già con questa organizzazione i posti letto non sarebbero forse sufficienti per far fronte alle richieste del territorio essendo elevatissimo l’utilizzo di posti letto in area medica (vari letti bis non è una notizia nuova). 
Senza contare la mobilità verso altri ospedali (vedi sindaco Melara) dovuta all’incertezza della disponibilità al San Luca.

E non è lontano il 1° febbraio 2018, giorno del pensionamento del dr Ramazzina che oltre a lasciare enorme vuoto umano e professionale lascerà scoperte 850 visite ematologiche l’anno a Trecenta
E poiché la carenza di ematologi comporta già lista di attesa di 1 anno a Rovigo, è verosimile che questi pazienti si troveranno senza riferimento.
Quindi con certezza non si consolidano neppure le carenze.

E i nuovi posti letto di Comunità (attività di continuità assistenziale nel territorio) devono aggiungersi agli attuali posti letto di Medicina e Lungodegenza
Non devono sostituirli.

Il gioco delle tre carte non si addice al San Luca.

Per il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca
La portavoce Jenny Azzolini
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13 maggio 2017

Ospedale San Luca, 2 maggio 2017. La presentazione del direttore generale dell'Ulss 5

Lo scorso 2 maggio l'amministrazione comunale di Trecenta ha preso un'iniziativa importante per l'ospedale San Luca. Si è tenuto, infatti, un consiglio comunale aperto sullo stato dell'ospedale e sul suo futuro (vedi precedente post). Invitato il direttore generale dell'Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella che ha presentato lo stato di attuazione della revisione organizzativa approvata con decreto n. 1142 del 2016.
Invitati anche i sindaci ma non erano molti quelli presenti.
Scarica la presentazione del direttore dell'Ulss 5
Nelle foto alcuni momenti della serata.








04 marzo 2017

Post-it. Le rassicurazioni del direttore generale dell'Ulss 5 sull'ospedale di Adria


Alla vigilia della manifestazione di Adria a difesa dell'ospedale, arrivano le rassicurazioni e gli impegni del direttore generale Antonio Compostella, supportato dall'assessore regionale alla sanità Luca Coletto e dall'assessore Cristiano Corazzari, eletto in polesine.
Dal resoconto della conferenza stampa pubblicato da RovigoOggi.it leggo che è stata tutta una sequela di "l’azienda sanitaria sta progettando" ... "siamo in attesa" ... "prossimamente" ... "si sono creati i presupposti" ... "si sta riorganizzando" ... "concorsi ... ad aprile" ..." possibilmente".

Apprendiamo così che "è stata valutata e decisa la realizzazione, con fondi aziendali, del nuovo Pronto soccorso", ma c'è un però: l'Ulss non sa se la la regione esprimerà parere favorevole.
E così è anche per la "palazzina dei servizi con la realizzazione nel terzo piano dei posti letto per l’ospedale di comunità e la realizzazione di sei posti letto di Hospice". Anche qui si è in attesa di parere della Commissione regionale per l'investimento in tecnologia ed edilizia (CRITE).
Apprendiamo dal direttore generale dell'Ulss che "si sta riorganizzando l’assistenza domiciliare" ma se il modello è quello in uso nell'ex Ulss 18 c'è poco da stare allegri (si clicchi sull'etichetta "adi" qui a lato per averne conferma).
Per il servizio di cucina il Dg afferma che "la posizione dell’Azienda è di tutela dei lavoratori e si farà parte attiva con la ditta che vincerà la gara di assegnazione al fine di garantire possibilmente i livelli occupazionali dell’attuale personale".

Insomma, di sicuro non c'è niente di buono. I guai per i dipendenti delle cooperative che da anni svolgono le loro attività all'ospedale di Adria, sono invece certi.

Compostella fa riferimento ad alcune assunzioni che sarebbero, il condizionale è d'obbligo, state attuate dall'Ulss, ma non indica in che arco di tempo e in che servizi. E, soprattutto, si guarda bene dal dire da quanti anni - anni - non veniva rimpiazzato il personale che se ne andava per pensionamento, dimissioni o mobilità verso altre Ulss.

Propongo ai lettori di questo blog di tornare di tanto in tanto sull'articolo di RovigoOggi. Di verificare quanto verrà realizzato e quanto sarà disatteso. Di mantenere una luce accesa sulla sanità in polesine perché quanto sto osservando per l'ospedale di Adria mi ricorda da vicino la storia dell'ospedale "San Luca" di Trecenta.