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25 marzo 2026

Ulss 5, Cup senza date. Rovigo.News del 19 marzo 2026

Pietro Tosarello: "Una situazione insostenibile, che può causare gravi danni alla salute degli interessati. Eppure non è ammessa la chiusura delle agende di prenotazione".


Leggi l'articolo completo su ROVIGO.NEWS

Su questo argomento vedi i precedenti post:

Ulss 5 e liste d’attesa, appuntamenti nel 2027 per oculistica e cardiologia

Ulss 5, Cup senza date. Impossibile prenotare 8 volte su 10

Liste d'attesa nell'Ulss 5. Il Gazzettino del 19 marzo 2026

Il Comitato dei cittadini per il San Luca denuncia l'aggravarsi dei tempi per effettuare le visite specialistiche e gli esami.

Dall'oculistica alla cardiologia a molto altro, al Cup danno appuntamenti a oltre un anno o neanche mettono in coda.

Il Gazzettino del 19 marzo 2026

Su questo argomento vedi su questo blog i precedenti post:

Ulss 5 e liste d’attesa, appuntamenti nel 2027 per oculistica e cardiologia

Ulss 5, Cup senza date. Impossibile prenotare 8 volte su 10

17 marzo 2026

Ulss 5 e liste d’attesa, appuntamenti nel 2027 per oculistica e cardiologia



Dallo Sportello per il Diritto alle Cure del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca, registriamo un netto peggioramento sulle liste d’attesa.

Alcuni casi limite:

  • Oculistica. Controllo da eseguire entro 60 giorni. Appuntamento ad agosto 2027.

  • Cardiologia. Visita di controllo a sei mesi dopo un evento trattato in Pronto Soccorso. Appuntamento a ottobre 2027 perché l’Ulss non riesce a farlo precedere da un esame di controllo indispensabile per il cardiologo.

Durante il 2025, allo Sportello di Trecenta, abbiamo assistito gli altopolesani con 105 ricorsi contro i tempi eccessivi degli appuntamenti. Speravamo che le cose potessero migliorare.

Non è stato così, anzi la situazione appare persino peggiorata.

Si registrano sempre più frequentemente tempi biblici nell’erogazione delle prestazioni e sta tornando una certa tendenza alla mancata presa in carico. Ciò significa che l’utente si presenta allo sportello del Cup (o telefona) e, oltre a non venire inserito in lista d’attesa, non viene nemmeno registrato. «Non abbiamo agende… non abbiamo date» è la risposta che si riceve.

Ma questo è vietato dalla legge 23 dicembre 2005, n. 266 (finanziaria 2006) che all’articolo 1, comma 282 recita: «Alle aziende sanitarie ed ospedaliere è vietato sospendere le attività di prenotazione delle prestazioni». Divieto confermato dalla stessa Regione Veneto con la legge n. 30 del 30 dicembre 2016 che all’articolo 38, comma 4, lettera l) afferma: «non è ammessa la chiusura delle agende di prenotazione».

Belle parole che rimangono lettera morta.

Chi controlla l’applicazione di queste norme?

CHI PUÒ FACCIA QUALCOSA

Segnalate le vostre esperienze alla casella di posta elettronica del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca all’indirizzo:

comitato.ospedaletrecenta@gmail.com

Vedi anche il precedente post “Ulss 5, Cup senza date. Impossibile prenotare 8 volte su 10




14 marzo 2026

Ulss 5, Cup senza date. Impossibile prenotare 8 volte su 10

Continui inserimenti in lista d’attesa o mancate prese in carico. E chi riesce ad avere l’appuntamento può trovarsi catapultato nel 2027 (duemilaventisette)



Allo Sportello per il Diritto alle Cure di Trecenta – dove il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca assiste le persone contro le liste d’attesa – avevamo notato un peggioramento della situazione, ma quello che sta accadendo ora supera ogni più pessimistica previsione.

C’è chi al Cup, dopo l’ennesima mancata presa in carico, con il solito «non abbiamo agende disponibili… non abbiamo date», si è sentito dire da uno sconfortato operatore: «riusciamo a soddisfare una o due persone ogni dieci».

Tutti gli altri rimangono, quando va bene, con un appuntamento in bianco, in attesa, spesso vana, di essere ricontattati. E c’è chi, addirittura, non viene preso in carico: la persona non esiste! E senza alcun documento in mano, non è nemmeno in grado di dimostrare di aver richiesto in tempo utile la prestazione, rischiando così di perdere il diritto alla cura.

Una situazione insostenibile che può causare gravi danni alla salute degli interessati.


CHI PUÒ FACCIA QUALCOSA

Tra le tante foto che mostrano il nuovo direttore generale felicemente in visita presso i vari servizi sanitari dell’Ulss non ne abbiamo vista una che lo ritragga davanti a uno dei Cup della provincia. Sarà un caso?

Segnalate le vostre esperienze alla casella di posta elettronica del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca all’indirizzo:
comitato.ospedaletrecenta@gmail.com




04 marzo 2026

I nuovi direttori delle Ulss. Il rito delle nomine

Si è concluso il rito delle nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss, delle Aziende ospedaliere universitarie di Padova e Verona, dell’Istituto Oncologico Veneto (Iov) e di Azienda Zero.

Come sempre ci sono grandi aspettative. Nonostante tutto si spera per il meglio, anche se l’esperienza suggerisce una grande cautela.

Il Gazzettino 1 marzo 2026

Cinque Dg vengono confermati ma cambiano sede. Un rimescolamento nel collaudato “modello veneto”, sempre più ispirato a quello lombardo con un progressivo e strisciante spostamento di risorse dalla sanità pubblica a quella convenzionata e al privato puro (per chi può permetterselo).

E allora proviamo a vedere se cambiano gli indirizzi della politica sanitaria regionale dopo il quindicennio di Zaia.

Per prima cosa occorre scremare dalle dichiarazioni pubbliche l’abbondante dose di propaganda alla quale ci hanno abituati.

Alberto Stefani, presidente della giunta regionale al posto dell’ineleggibile Luca Zaia, propone però una serie di ovvietà: vicinanza ai territori, spirito di servizio, capacità di lavorare in squadra, immediata operatività. E ci mancherebbe!


La Voce, 1 marzo 2026

Pone poi l’accento sulla medicina territoriale, e qui torna alla mente quell’idea di «ospedale liquido» annunciata dall’assessore alla sanità Gerosa. Ma c’è anche una constatazione da fare: tutte le volte che l’amministrazione regionale ha parlato di medicina territoriale per gli ospedali polesani – e per il “San Luca” in particolare -, sono stati dolori. Taglio di posti letto, ambulatori invece di reparti, ospedali di comunità al posto della lungodegenza, come è accaduto a Trecenta.


Il Mattino di Padova, 1 marzo 2026

Stefani parla anche della necessità di proseguire con «l’implementazione del fascicolo sanitario elettronico, rendendo interoperabili i dati e favorendo il dialogo tra le Ulss». Peccato che nell’Ulss 9 (Verona) non sia mai stato realizzato il Cup unico provinciale ma ne esistano ben sei: 3 per Ulss9 , 1 per Azienda Ospedaliera, 1 per Clinica Pederzoli privata convenzionata, 1 per Ospedale Sacro Cuore di Negrar.

E il Cup unico regionale, previsto dalla normativa nazionale, rimane un lontano obiettivo.

Infine, il presidente della giunta regionale parla anche delle Case della Comunità ma non dice nulla circa la carenza di personale e intanto si avvicina la scadenza del 30 giugno.

08 febbraio 2026

Infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio, tre badiesi chiedono il ripristino del servizio

Ingresso degli ambulatori al Punto Sanità di Badia Polesine

Alla vigilia dell’apertura delle Case della Comunità di Badia e Castelmassa sono state interrotte le infiltrazioni di acido ialuronico al ginocchio presso i Punti Sanità dei due Comuni.

Le Case della Comunità dovrebbero assorbire tutta una serie di servizi attualmente svolti dai punti sanità e fornirne di nuovi, 24 ore su 24, sette giorni su sette, per alleggerire i Pronto Soccorso dagli interventi più semplici. Le premesse non sono buone.

Tre persone residenti a Badia, assistite dal Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”, hanno presentato all’Ulss 5 Polesana una richiesta di ripristino del servizio. L’istanza è stata comunicata, per opportuna conoscenza, anche al sindaco.

Questo il testo dell’istanza inviata per posta elettronica certificata.

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Egregio Direttore Generale,

I sottoscritti;

Aderenti al Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca", avvalendoci del diritto di tutela (“Osservazioni, opposizioni, denunce e reclami in via amministrativa” art. 14, c. 5, titolo IV d.lgs.502/1992) e secondo quanto previsto dalla Carta dei Servizi di codesta Azienda, esponiamo quanto accaduto:

  • Lo scorso anno, in varie date, ci è stato prescritto dal Dott. Bardi Costantino, presso il Punto Sanità di Badia Polesine, l’abituale ciclo, semestrale o annuale, di 3 infiltrazioni terapeutiche alle ginocchia, terapia che ci ha consentito di evitare, fino ad oggi, la necessità di ricorrere alla protesi.

  • Nello scorso mese di gennaio ci siamo rivolti al Centro Unico di Prenotazione presso il Punto Sanità di Badia Polesine, dove ci è stato comunicato che le prenotazioni della prestazione sono state bloccate per ordine dell’Ulss 5 Polesanae che “non erano a conoscenza dei motivi della decisione”. Affermazioni che sono state confermate a chi tra noi ha appositamente interpellato l’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Ulss.

  • Nessuno di noi ha ricevuto comunicazione di inserimento in lista di galleggiamento (DGRV del 12 marzo 2013, n. 320) o pre-appuntamento (DGRV n.626/2024 - Allegato A al punto 1.1.1).

Tutto ciò premesso,

CHIEDIAMO

- Che ci sia fornita una spiegazione per l’interruzione di questo importante servizio sanitario che continua, invece, a essere erogato, senza variazioni, presso l’Ulss di Verona;

- Che il servizio venga ripreso con sollecitudine a beneficio nostro e delle decine di persone che, come noi, necessitano periodicamente di questa terapia.

Li, 05/02/2026

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Su questo argomento vedi anche il precedente post:

L’Ulss 5 ordina lo stop alle infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio

21 gennaio 2026

L’Ulss 5 ordina lo stop alle infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio


Una brutta sorpresa per chi ha bisogno di questa terapia
Servizio interrotto nei Punti Sanità di Badia e Castelmassa


Ingresso degli ambulatori al Punto Sanità di Badia Polesine

Chi si è recato in questi giorni al Cup di Badia Polesine per rinnovare le terapie, generalmente annuali, con infiltrazioni ai ginocchi, ha scoperto che l’Ulss 5 Polesana ha dato ordine di interrompere le prenotazioni.

Nessuna motivazione è stata fornita né dal Cup né dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico immediatamente interpellato.

Semplicemente Stop, fine, arrangiati. E per continuare le cure c’è solo la possibilità di ricorrere alla sanità privata “pura”, si badi bene, non quella convenzionata. Da notare che i pazienti dovevano già procurarsi autonomamente il farmaco (acido ialuronico) e pagare il ticket se non esenti.

Poiché l’ortopedico in servizio a Badia è il medesimo che effettua questo tipo di infiltrazioni anche a Castelmassa è presumibile che il problema riguarderà anche quanti si rivolgono a quel punto sanità.

La logica è, come sempre, quella del risparmio, niente di sanitario, anzi. Chi smetterà di curarsi per motivi economici andrà incontro in pochi anni alla necessità di una protesi, intervento con qualche rischio, con un costo, tra l’altro, molto più alto per il servizio sanitario.

Anche la tattica dell’Ulss 5 è sempre la stessa: nessuna comunicazione ufficiale, si tagliano i servizi nel silenzio più totale. Solo le persone direttamente coinvolte ne verranno a conoscenza e a quel punto il problema dovrà essere affrontato nella più completa solitudine. E chi potrà permetterselo si curerà nella sanità privata mentre gli altri, i più disagiati, saranno costretti a rinunciare alle cure, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita, come già fanno sei milioni di residenti in questo Paese.

21 gennaio 2026

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

--- Aggiornamento

Corriere del Veneto 23 gennaio 2026


18 gennaio 2026

Diritto alle Cure, i volontari hanno assistito 140 pazienti. Il Gazzettino, 18 gennaio 2026

I due Sportelli per il Diritto alle Cure comunicano i risultati di un anno di attività contro le liste d'attesa.

Il Gazzettino, 18 gennaio 2026


26 dicembre 2025

Dal primo gennaio 2026 le ricette con priorità B avranno validità limitata a venti giorni

Un provvedimento della Regione Veneto che può causare gravi problemi.
Massima attenzione al Cup in caso di blocco delle agende di prenotazione.
Lo Sportello per il Diritto alle Cure del Comitato altopolesano dei cittadini per il ‘San Luca’ vi assiste gratuitamente.


Con Decreto n. 173 dell’Area Sanità e Sociale (scarica), in data 24 novembre 2025, la Regione Veneto ha stabilito un limite temporale limitato a venti giorni per la validità delle ricette con priorità B. Oltre tale limite le ricette non potranno più essere utilizzate.

La priorità B contenuta nella prescrizione del medico curante o dello specialista prevede che la prestazione venga resa dalle Ulss del Veneto entro dieci giorni.

Se può quindi apparire “logico” che debbano essere richieste entro un termine discretamente breve, il decreto regionale si scontra spesso con la realtà che ne cambia la natura. Non è raro, infatti, che l’utente che si reca allo sportello del Cup non trovi spazio per mancanza di agende o perché le stesse risultano chiuse, circostanza in contrasto con la legge - le agende non possono essere chiuse se non per motivi tecnici e per un massimo di 24 ore - ma che si concretizza in una mancata presa in carico da parte del servizio sanitario regionale.

In questi casi non risulta in nessun modo che il cittadino abbia richiesto la prestazione nei termini, col rischio di veder decadere il periodo di validità della ricetta trascorsi venti giorni dall’emissione della stessa.

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il ‘San Luca’ assiste gratuitamente quanti incontrino difficoltà nell’ottenimento delle prestazioni entri i termini della priorità stabilita dal proprio medico curante attraverso lo Sportello per il Diritto alle Cure di Trecenta, in Piazza San Giorgio 477, aperto tutti i giovedì non festivi dalle ore 16:30 alle 18:30.

Suggeriamo, in questi casi, di rivolgersi allo Sportello prima possibile.

Un altro suggerimento utilizzabile nel caso in cui il Cup fisico comunichi l’indisponibilità di date e non vi includa nella lista di attesa (che è pur sempre una presa in carico) è quello di richiedere la prestazione attraverso il Cup telefonico avendo cura di annotare data e orario della chiamata. Le telefonate vengono infatti registrate e perciò costituiscono una prova che può essere fatte valere a tutela dei propri diritti.

Ci rendiamo conto che tutto questo può apparire ostico a chi non ha dimestichezza con l’argomento ‘liste d’attesa’ ma lo Sportello per il Diritto alle Cure è a disposizione per fornire tutti i chiarimenti necessari al vostro specifico caso. Non esitate a contattarci anche per email all’indirizzo comitato.ospedaletrecenta@gmail.com .


 La nota di Massimo Annichiarico, direttore dell’Area Sanità e Sociale, alle Ulss del Veneto



05 ottobre 2023

Il sabotaggio del San Luca

Oculistica, Radiologia, Ortopedia: a Trecenta non c'è posto


Notizie di ieri.

  • Chiamata al Cup per prenotare una visita oculistica con priorità 30 giorni. Prima data utile 2025 (duemilaventicinque!!!!!!!!!).

  • Richiesta di radiografia al ginocchio con priorità 10 giorni. Nessuna disponibilità a Trecenta mentre c'è un po' dappertutto in giro per polesine, da Adria al privato convenzionato.

  • Richiesta di visita ortopedica con priorità 10 giorni. Anche in questo caso nessuna data disponibile per Trecenta, molte in giro per il polesine.

Ne dobbiamo dedurre che l'Ulss sta sabotando l'ospedale di Trecenta, l'unico che non si vuole far funzionare. Visite specialistiche ed esami vengono dirottati in altre strutture (radiologia e ortopedia) oppure rese con tempi talmente lunghi da renderne impossibile la fruizione (oculistica).

Con due effetti deleteri:

  1. A fine anno la direzione generale e la direzione sanitaria dell'Ulss 5 Polesana potranno attestare lo scarso utilizzo dell'ospedale fornendo dati penosi per radiologia e ortopedia;

  2. Costringere i pazienti alla sanità totalmente privata per quanto riguarda oculistica.

C'è chi lavora per sabotare il nostro ospedale e, più in generale, per sabotare la sanità pubblica e il Servizio Sanitario Nazionale.

E li paghiamo, pure profumatamente, con le nostre tasse.



Il 28 ottobre 2023 partecipiamo alla manifestazione regionale contro il sabotaggio della sanità pubblica.

Ritrovo alle 14:30 davanti alla stazione ferroviaria di Belluno.


18 aprile 2018

“Aiutaci a migliorare la sanità veneta”, un cittadino ci prova.

Un cittadino prende in parola la campagna della Regione Veneto “Aiutaci a migliorare la sanità veneta” e, oltre ad inserire le sue osservazioni e le sue domande, le invia ai giornali locali e a questo blog.

Scopriamo così che, ancora nel 2018, la tanto pubblicizzata ricetta elettronica non serve a un fico secco: o hai con te quell'assurdo promemoria di carta o paghi per intero la prestazione. E che per donare il sangue è necessario presentare: tesserino Avis (con foto), tessera sanitaria e documento d'identità.

Ma leggete com'è andata.

-----inizio documento

Sig. Direttore Ulss 5 Polesana
Alla stampa locale 

   Egregio Sig. Direttore Generale, colgo il suo invito a presentare suggerimenti, reclami e apprezzamenti con lo slogan “Aiutaci a migliorare la sanità veneta”, lanciato con un vistoso “baldacchino”, corredato della sua foto e di quella dei massimi dirigenti dell’Ulss, presso il Punto sanità di Lendinara. 
   Nelle prime ore del mattino del 17/03 u.s. sono stato colto da una colica renale, recatomi dalla guardia medica mi è stato consigliato di ricorrere al Pronto Soccorso. A Rovigo sono stato accettato con codice verde e dopo un’attesa di circa mezz’ora, vista la mia sofferenza sono stato tempestivamente curato.
   Fin qui tutto bene: tempi brevi, attenzione ed efficienza del personale infermieristico e medico. 
Il medico curante ha ritenuto di non fare nessuno degli accertamenti che (mi è stato detto) sono normalmente previsti in casi del genere: TAC e/o Ecografia. Nei giorni successivi, con impegnativa del medico di base ho prenotato un’ecografia tramite CUP: prima data disponibile il 30/03 a Porto Viro, 60 Km. di andata e 60 Km. di ritorno da Lendinara dove risiedo. I disagi li lascio immaginare, vista la necessità di presentarsi con la vescica piena a 1 ora da casa (salvo imprevisti del viaggio di cui tenere conto). Arrivato in accettazione a Porto Viro, ho scoperto di aver colpevolmente dimenticato l’impegnativa a casa: ero però tranquillo considerata la prenotazione tramite CUP, con registrazione di tutti i dati. Cortese ma ferma l’impiegata, a nulla è valso l’impegno a spedire un fax o a riportare l’impegnativa nel pomeriggio. La sentenza è stata questa: senza carte non si fa l’esame.   
   Per fortuna (!) la soluzione si trova sempre: pagando per intero (82,00 € invece dei 46,00 € di ticket, che già non sono pochi) faccio l’esame. Medico ed infermieri gentilissimi ed efficienti e in pochi minuti concludo gli accertamenti. 
   Per concludere, mi permetto di fare qualche domanda:
1) per il surplus di costo si potrebbe dire “chi è causa del suo mal pianga se stesso” ma è possibile che, nonostante tutta l’informatica utilizzata, l’impegnativa del medico, la prenotazione al CUP, il tesserino sanitario, senza carta non si riesca a fare niente? A proposito di carte l’ultima volta che ho donato il sangue ho dovuto esibire tessera Avis con foto, tesserino sanitario e documento di identità. Spero la prossima volta non siano necessari anche due testimoni;
2) perché le strutture pubbliche, magari vicine al luogo di residenza, non riescono a farsi carico almeno delle urgenze riducendo costi e disagi per i pazienti spesso anziani?
3) visto l’alto numero di pazienti in attesa a Porto Viro e la velocità di effettuazione diagnostica, è possibile conoscere tempi e numeri delle strutture private e di quelle pubbliche?
Ringraziando per l’attenzione, auguro buon lavoro e porgo cordiali saluti.
Lendinara, 12 aprile 2018
Carlo Alberto Merlo

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