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27.11.25

Fondazione Gimbe. Sanità: il pubblico arretra, i privati occupano gli spazi vuoti

Spesa delle famiglie oltre i 41 miliardi di euro.
Dal 2022 al 2024 più di 1,7 milioni di persone rinunciano a prestazioni sanitarie.
Il privato convenzionato domina RSA e riabilitazione, ma mostra segni di crisi.
E si registra il Boom del privato puro: in 7 anni +137%


«Non serve cercare un piano occulto di smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN): basta leggere i numeri per capire che la privatizzazione della sanità pubblica è già una triste realtà». Con queste parole Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, apre la sua relazione al 20° Forum Risk Management di Arezzo, presentando un’analisi indipendente sull’ecosistema dei soggetti privati in sanità e sulla privatizzazione strisciante del SSN. L’analisi documenta che il progressivo indebolimento della sanità pubblica lascia sempre più spazio all’espansione silenziosa di una moltitudine di attori privati, spesso identificati erroneamente con le sole strutture private accreditate.


fonte: Comunicato stampa della Fondazione Gimbe, 26 novembre 2025.

E' tutta da leggere, piano piano, con attenzione, l'analisi della Fondazione Gimbe. Impressionante l'incremento di spesa delle famiglie (che se lo possono permettere) verso il privato puro (cioè non convenzionato con il sistema sanitario nazionale).

Ricordo che qualche mese fa sulla stampa - vedi articolo del Gazzettino del 27 agosto 2025 riportato in fondo - infermieri e sindacato lanciavano l'allarme sulle condizioni di lavoro alla Casa di cura (convenzionata) di Porto Viro. A fronte del raddoppio del Pronto Soccorso numerosi infermieri avevano rassegnato le dimissioni volontarie dalla struttura (in fuga verso il privato puro?) esasperando ulteriormente le condizioni di lavoro di chi rimaneva in servizio.

Insomma, per il cittadino, oltre al continuo ricorso da parte delle Ulss al privato convenzionato, si delinea lo spettro del privato privato puro, senza rimborsi da parte del Ssn. Dalla padella alla brace.

Gazzettino 27 agosto 2025 - Porto Viro


5.10.23

Il sabotaggio del San Luca

Oculistica, Radiologia, Ortopedia: a Trecenta non c'è posto


Notizie di ieri.

  • Chiamata al Cup per prenotare una visita oculistica con priorità 30 giorni. Prima data utile 2025 (duemilaventicinque!!!!!!!!!).

  • Richiesta di radiografia al ginocchio con priorità 10 giorni. Nessuna disponibilità a Trecenta mentre c'è un po' dappertutto in giro per polesine, da Adria al privato convenzionato.

  • Richiesta di visita ortopedica con priorità 10 giorni. Anche in questo caso nessuna data disponibile per Trecenta, molte in giro per il polesine.

Ne dobbiamo dedurre che l'Ulss sta sabotando l'ospedale di Trecenta, l'unico che non si vuole far funzionare. Visite specialistiche ed esami vengono dirottati in altre strutture (radiologia e ortopedia) oppure rese con tempi talmente lunghi da renderne impossibile la fruizione (oculistica).

Con due effetti deleteri:

  1. A fine anno la direzione generale e la direzione sanitaria dell'Ulss 5 Polesana potranno attestare lo scarso utilizzo dell'ospedale fornendo dati penosi per radiologia e ortopedia;

  2. Costringere i pazienti alla sanità totalmente privata per quanto riguarda oculistica.

C'è chi lavora per sabotare il nostro ospedale e, più in generale, per sabotare la sanità pubblica e il Servizio Sanitario Nazionale.

E li paghiamo, pure profumatamente, con le nostre tasse.



Il 28 ottobre 2023 partecipiamo alla manifestazione regionale contro il sabotaggio della sanità pubblica.

Ritrovo alle 14:30 davanti alla stazione ferroviaria di Belluno.


5.9.23

Un fantasma si aggira per il San Luca: Mario Gallani.


Un fantasma si aggira per l'ospedale di Trecenta, appare raramente, circa una volta l'anno, percorre i corridoi deserti e vede un nugolo di medici intenti in visite specialistiche in ambulatori che appaiono vuoti per il resto del mondo, vede la radiologia affollata di pazienti, un febbrile brulicare di attività a servizio dei cittadini polesani.

Ha una vista straordinaria il nostro fantasma, vede persino tutto quello che i dirigenti dell'Ulss gli dicono esistere. Ed è contento, giulivo! E' contento di sapere che sono attivi, pensate un po', 82 posti letto: è contento anche se, dopo tutti i tagli operati dagli ultimi piani socio-sanitari di Zaia, i posti letto dovrebbero essere 132. E' felice di sapere che sono attivi 16 posti letto di riabilitazione: non ricorda il nostro fantasma che l'assessora Lanzarin ne aveva inaugurati 20 poco tempo fa ma che le schede ospedaliere ne prevedono 50. Ma lui è contento!

E' contento perché ci sono 15 posti letto di terapia intensiva, anche se sono l'effetto della trasformazione in ospedale Covid e ora non hanno più la stessa importanza. E' strafelice che ci sia l'ospedale di comunità, anche se è un pallido sostituto del reparto di lungodegenza.

Bisogna essere ottimisti, ci dice il nostro fantasma, sempre meglio di un calcio nei denti! In effetti, come dargli torto.

Qui sopra trovate l'articolo apparso su La Voce del 5 settembre.

per il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca
il portavoce - Pietro Tosarello

3.9.22

Da qui al 2025 mancheranno almeno 16.500 medici specialisti. Ecco la mappa Regione per Regione. Studio Anaao

fonte: quotidianosanità.it

Impressiona leggere oggi questo articolo del 20 marzo 2019

Da qui al 2025 mancheranno almeno 16.500 medici specialisti. La carenza maggiore per i medici dell’emergenza e i pediatri. Ecco la mappa Regione per Regione. Studio Anaao

di M.D Arienzo, F.Ragazzo, A.Rossi, C.Rivetti, E.Marcante, D.Montemurro, C.Palermo

A guidare la classifica delle carenze conseguenti all’analisi delle curve di pensionamento e dei nuovi specialisti formati nel periodo 2018-2025 sono il Piemonte al Nord, la Toscana al Centro, la Sicilia al Sud. Unica eccezione il Lazio che sarà in grado di soddisfare il disavanzo netto determinato dalla fuoriuscita di specialisti, anche se non in tutte le discipline. Ecco la mappa Regione per Regione.

Leggi l'articolo completo

9.4.21

Covid ferma le cure. Censis: «Saltate 46 milioni di visite, 14.000 diagnosi di tumore in meno»

fonte: https://www.ilmessaggero.it/salute/medicina/tumori_malattie_saltano_visite_oggi_8_aprile_2021-5885128.html


«46 milioni di visite specialistiche ed esami diagnostici in meno (-31%) - ha dichiarato -, 700.000 ricoveri in meno in medicina interna (-70%) e 3 milioni in meno di screening oncologici (-55%) con 14.000 diagnosi di tumore in meno».

La pandemia, tuttavia, ha aggiunto Valerii, «è stata uno straordinario fattore di accelerazione di fenomeni preesistenti e in atto e ha finito per squarciare il velo sulle nostre fragilità strutturali».

Nel periodo 2014-2019 la spesa sanitaria pubblica in Italia ha registrato una riduzione dell'1,2%, mentre aumentava in Germania (+18,4%), Francia (+15,1%), Regno Unito (+12,5%), e questo ha avuto i suoi effetti sul Sistema sanitario.

Tra 20 anni, infatti, «la spesa sanitaria pubblica per gli anziani rappresenterà il 63% della spesa sanitaria pubblica. Quindi anche senza lo shock del Covid la politica avrebbe dovuto affrontare una riorganizzazione del Sistema sanitario nazionale».

E' ancora uno studio del Censis a confermare che, oltre il 40% non crede che la sanità della propria regione sarebbe pronta ad affrontare nuove eventuali emergenze, mentre il 93% ritiene una priorità investire maggiori risorse nella sanità e nel personale dedicato. Rispetto a come allocare le risorse che arriveranno, il 91,7% dei cittadini è dell'idea che bisognerebbe
dare un forte impulso alle attività di prevenzione dai virus come da altre malattie. Quasi all'unanimità (94%), gli italiani chiedono inoltre il potenziamento della sanità di territorio. E infine, il 70,3% considera necessario un maggior ricorso a telemedicina e soluzioni digitali per controlli, diagnosi e cure a distanza.

Leggi l'articolo completo

19.3.19

Nel Polesine, periferia degradata del Veneto


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini,Via Matteotti 82 45027 Trecenta (Ro) Tel. 0425701126 –Cell.3473490340
sito internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/

Data, 19 marzo 2019

Nel Polesine, periferia degradata del Veneto

1. Il fatto che nell’ospedale pubblico trecentano, si sia raggiunto il record di 14 posti letto bis (e non solo per il picco influenzale!!!) conferma che tra Pronto Soccorso – Medicina – Lungodegenza,  non sempre si riesce a dare accoglienza e cura ai tanti pazienti di una popolazione anziana come quella altopolesana.
Perché al San Luca, la direzione generale ha tagliato tanti posti letto soprattutto nell’Area Medica.
Senza che i sindaci abbiano (molto) protestato.
Piccola considerazione: il punto nascite è stato chiuso in altopolesine perché la popolazione è anziana, dice la regione Veneto.
Ma se la popolazione è anziana, perché a medicina - lungodegenza sono stati tolti posti letto?

2. Nell’ospedale di comunità non si è mai concretizzata la possibilità (come dice il precedente piano socio-sanitario) di offrire al paziente la degenza superiore a 1 mese, con partecipazione economica. Perché?

3. Pronto Soccorso, promessa ufficiale del dg.(lo scorso anno in consiglio comunale aperto, a Trecenta): una nuova sala d’attesa e due camere di astanteria. Fatta SOLTANTO la nuova sala d’attesa (quindi letti bis in astanteria).

4. Lunghe liste d’attesa: si scarica la responsabilità sui medici di famiglia,quando si sa che i veri motivi sono altri.
Ora la legge del 1998 è riproposta (come novità) e un limite massimo viene fissato anche per le prestazioni programmate.
Come facciamo a crederci?

5. PREVENZIONE (la chiamano così...):per screening mammario tempi lunghi per refertare. Mesi! anche in casi problematici.
Perché certi medici in servizio (ottimi per i pazienti) non possono refertare e i medici pensionati  sì?
E chi deve sottoporsi ad ulteriori controlli deve attendere sperando di non avere un male da intervento rapido.

6. ZAIA è costretto a denunciare una fuga numericamente consistente di personale medico qualificato. Dal pubblico al privato.
Il governatore vuol sembrare preoccupato ma evita di assumersi la sua (grossa) fetta di responsabilità. Insieme ai suoi devoti ed obbedienti direttori generali.
Perché sa bene che il personale è pagato poco e soprattutto ha spesso un orario di servizio pesante; anche la reperibilità notturna, magari con turno regolare il giorno dopo.
Quindi perché fingere di stupirsi di conseguenze sgradevoli ma ampiamente prevedibili?

7. Le difficoltà quotidiane, gli spostamenti abbastanza ripetuti di appuntamenti, la mancanza di informazione precisa, la dislocazione variabile di ambulatori ci portano a una conclusione: forse sarebbe il caso di definire un calendario che preveda anche la frequenza e la collocazione degli ambulatori.
Chiaro - preciso - facilmente comprensibile.
Per tutti e 3 gli ospedali pubblici: Rovigo - Adria - Trecenta.

Ora, le nuove schede ospedaliere che dicono l’ospedale di Rovigo Hub provinciale,  definiscono l’ospedale di Trecenta "ospedale in zona disagiata". (Alibi per giustificare l’impoverimento / scadimento?)
Per l’ospedale di Adria è prevista la richiesta di deroga per il punto nascita. (repetita NON iuvant).

Non son chiusi ospedali, per ora sopravvivono, ma si continua a svuotarli senza investire in tecnologia e in personale qualificato.

I comuni cittadini altopolesani sentono di essere considerati una categoria inferiore. Sensazione giustifica dai piccoli-grandi eventi sanitari di ogni giorno.

Ma il problema, evidentemente, non tocca da vicino i sindaci dell’Altopolesine.

Per il Comitato Altopolesano - Jenny Azzolini Rossi.

3.1.19

Ospedale San Luca. Risolto, nel corso della mattinata, il caso della signora che aveva dimenticato le impegnative

La paziente ha potuto eseguire la visita ortopedica e l'esame radiografico.

Rimane il problema della dipendenza dei servizi da quei pezzi di carta che sono nei computer dell'Ulss già dal momento della stampa.


Quella che segue è la mail ricevuta dall'infermiera citata nel precedente post che ci informa di come, durante la stessa mattinata, superati alcuni scogli burocratici, la paziente abbia ricevuto le prestazioni di cui aveva bisogno.

----inizio documento

3 gen 2019, 20:37

Mi permetto di informare, per la tranquillità della Sig.ra Pradella, ma soprattutto per difendere il nome del San Luca e l’impegno, la disponibilità e l’attenzione del personale infermieristico, che la signora con il braccio che pareva ingessato (ma non lo era), dopo qualche problema di tipo amministrativo, ha fatto sia l’esame radiografico che il controllo ortopedico.
Risultato: la signora è ritornata a Rovigo libera dal tutore e serena.
Molto meno serena è stata l’operatrice che dopo avere letto la lettera della Sig.ra Pradella che ha , si spera, involontariamente travisato la situazione e non ha aspettato la soluzione di un problema, ripeto, soprattutto amministrativo, prima di prendere carta e penna e lanciare accuse rivelatesi infondate.

----fine documento

2.1.19

Ulss 5, ospedale San Luca. Salta la visita ortopedica, manca il promemoria e anche un po' di buona volontà

Siamo nel 2019 ma non sembra.
E' ancora una volta il "promemoria" a creare problemi agli utenti. In questo caso ci ha messo del suo anche il personale.
Alla paziente, col suo braccio ingessato, viene consigliato di prenotare la visita a Rovigo.


Quella che segue è la mail inviata da Patrizia Pradella, assessore ai servizi sociali del Comune di Castelguglielmo, testimone dell'accaduto, all'ufficio relazioni con il pubblico dell'Ulss 5.

----inizio documento

mer 2 gen 2019 alle ore 14:17

Questa mattina mi sono trovata per una visita ortopedica presso l'ospedale di Trecenta.
Ho assistito ad una scena disgustosa.
Una signora di Rovigo accompagnava la mamma con un braccio ingessato che doveva fare raggi e visita.
Aveva con sè il foglio di prenotazione ma si era dimenticata a casa le impegnative.
L'infermiera presente in ambulatorio dopo aver anche controllato e verificato che la signora era in appuntamento, senza dire niente al medico presente, ha mandato via in malo modo la signora dicendole che non poteva fare nulla, consigliandola di disdire le prenotazioni di oggi e di prenotare per ROVIGO visto che là è residente.
Mi mangio le mani ora per non essere intervenuta.
Se la signora era in elenco vuol dire che aveva prenotato con l'impegnativa.
Quindi si poteva recuperare in rete.
Una vergogna.
Sono anche assessore ai servizi sociali del mio paese e queste cose mi fanno imbestialire.
Una persona aspetta per mesi e poi basta una infermiera lunatica per fare spostare un appuntamento senza neanche sentire il medico?
Confido in una sua risposta in merito e sicuramente riferirò il fatto ai dirigenti dell'Azienda sanitaria nella prossima conferenza dei sindaci.

----fine documento

6.12.18

Incognite sull'ambulatorio di medicina di base di Castelguglielmo


A fine dicembre il dott. Maurizio Passerini andrà in pensione ma non si sa ancora chi lo sostituirà nell'ambulatorio di Via Magenta.


L'Ulss ha fatto recapitare ai pazienti del dott. Passerini (circa 1.700) l'invito a scegliere un nuovo medico. Nessuna indicazione su chi farà servizio a Castelguglielmo nell'ambulatorio recentemente ristrutturato dall'amministrazione comunale.

Ai cittadini che si sono rivolti al punto sanità sono state date risposte che non mancano di preoccupare. Dall'invito a scegliere un nuovo medico nelle vicinanze, prima che raggiunga il massimale, all'affermazione che nell'ambulatorio di Castelguglielmo non verrà nessuno.

Oggi pomeriggio c'è stata la riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 5 ma, invece di chiarirsi, il problema si è complicato. Oltre al dott. Passerini, infatti, andrà in pensione anche il dott. Ferrigato (quasi 1.300 pazienti) della medicina di gruppo di Ceneselli-Trecenta. Si assottiglia così il ventaglio dei professionisti tra i quali poter scegliere mentre aumenta il numero dei pazienti che rimarranno senza medico di fiducia.

Al momento non si sa se, ed eventualmente chi, farà servizio presso l'ambulatorio di Via Magenta a Castelguglielmo.

15.4.18

Servi e bugiardi


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell.  3473490340
sito internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
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Data, 5 aprile 2018
Servi e bugiardi
A Trecenta, le persone che hanno tolto il cellophane dal cervello si interrogano su un problema che riguarda un settore della vita pubblica fondamentale, imprescindibile, come la sanità.
Fino a pochi mesi fa (Trecenta, consiglio comunale del 2 maggio 2017) il direttore generale dell'Ulss 5 "Polesana" Antonio Compostella affermava, rassicurante, che non era il caso di preoccuparsi per il "San Luca", che anzi sarebbe stato oggetto di miglioramenti tali da garantire, dopo una intelligente razionalizzazione, una presenza qualificata e di lungo respiro nel panorama dell’offerta di servizi sanitari polesani.
Le rassicurazioni del direttore non convincono quanti seguono con costante interesse e giustificata apprensione la situazione sanitaria polesana. Con un po’ di malizia, nata da un recente passato, qualcuno fa notare che le acque intorno al “San Luca” si agitano sempre di fronte all’avvicinarsi di qualche evento elettorale.
Infatti, marzo 2018: poco prima delle ultime elezioni politiche, Trecenta viene coperta di manifesti e volantini inneggianti soddisfatti al magnifico e solido futuro dell'ospedale.
Nasce l’affermazione trionfante: “il San Luca ha un futuro certo”.
La gloriosa (?) iniziativa è firmata da un sedicente Comitato dei cittadini per la tutela della salute, un numerino di individui che diventano attivi in fase preelettorale, sollecitati opportunamente da chi di dovere, sorretti e motivati dal desiderio di servire, ma non il prossimo tutto.
Ora leggiamo (Gazzettino 3 aprile 2018) un’affermazione da brividi del direttore Compostella: “difficile mantenere aperti 3 ospedali” . L’affermazione è sorretta da motivazioni raggelanti in cui la fanno da padroni i numeri dei bilanci e alcune valutazioni che si prestano a qualche riflessione.
A questo punto chiediamo al dott. Compostella come possa aver condiviso, il 29 gennaio scorso, con il Comitato cui abbiamo accennato “il progetto di stabilità all’ospedale San Luca”, per dichiarare poi al Gazzettino il 3 aprile “il finanziamento assegnato potrebbe comportare, per l’anno 2018 e successivi, difficoltà per il mantenimento sul territorio di 3 strutture ospedaliere pubbliche, 3 case di cura private accreditate, e di tutte le strutture territoriali”.
Ma Zaia non aveva affermato (24 giugno 2012): “taglieremo le Ulss e i funzionari, non certo gli ospedali” chiamando “atto di sciacallaggio” l’eventuale “demagogia” di parlare di chiusura di ospedali?
Dottor Compostella, non ci è molto chiaro quali “numerose strutture siano state attivate e mantenute per servire adeguatamente gli utenti e ridurre le fughe dei pazienti”. A noi risultano tagli di servizi nel territorio e nel "San Luca" (doloroso il taglio del servizio nascite, taglio ora bocciato del Tar) e la riduzione di offerta di 600-700 ricoveri l’anno con la trasformazione di letti per acuti e lunga degenza in letti intermedi (ospedale di comunità).
Stupisce, a dir poco, la sua affermazione di “ impegno massimo nell’individuare e adattare le misure più idonee per contenere la spesa”. La soluzione era già stata consigliata alla Regione dal dott. Marcolongo. Nella relazione 13-3-2012 diceva che il contenimento dei costi  è condizionato” ... dall’importante rilievo riconosciuto dalla Regione ai privati accreditati ( per le degenze e per le prestazioni specialistiche ambulatoriali) ... l’azienda Ulss 18 potrebbe far fronte con proprie  risorse all’erogazione di tali prestazioni permettendo così un fortissimo risparmio.
Il risparmio di questo tipo non è mai stato preso in considerazione.
La Regione ha scelto invece di tagliare servizi nel pubblico e aumentare posti letto per acuti nel privato. Inoltre ai privati sono state "regalate" garanzie di previsioni triennali che potrebbero significare, dal 2017, oltre 60 milioni annui (Delibere di Compostella n.1004-1007-1028 (per S.Maria M. -Porto Viro - Città Rovigo del 11.08.2017 / Derivanti da indicazione della delibera di giunta regionale n. 597/2017)
E lei, direttore, dice oggi di preoccuparsi per la fuga di pazienti. Questo finto alibi è già stato abbracciato tempo fa da più di un rappresentante regionale.
Fuggono i pazienti o li fate fuggire?
Tutti capiscono che più ambulatori, liste di attesa a misura d’uomo, pronto soccorso di efficienza garantita con specialisti disponibili, più posti letto possono dissuadere da ogni fuga. 
Ammesso che si possa chiamare fuga la stanchezza impotente di chi non trova risposte soddisfacenti ai suoi problemi di salute.
Ora sentiamo parlare di corsa ad incontri con “occasionali” difensori del San Luca per mostrare l’efficienza di eccellenze e servizi che solo un personale serio, preparato, “generoso” garantisce. Nonostante tutto.
Sia chiaro che chi si impegna seriamente per difendere il diritto alla salute non dimentica la carenza di personale, le riduzioni di posti letto, lo spostamento improvvisato di infermieri, la risposta insufficiente di servizi ambulatoriali (le prestazioni sono patologicamente distanziate nel tempo; ad esempio: Andrologia: 1 giovedì al mese; Pneumologia Pediatrica 2 volte al mese; Gastroenterologia Pediatrica: 1 volta al mese; Nefrologia Pediatrica: 1 volta al mese ; Terapia Antalgica: ridotta a 2 volte la settimana).
Il taglio colpevole del personale, il sovraccarico di lavoro per tutti i lavoratori, lo spreco di denaro conseguenza dei cambi di progetti, il rapporto malato con la sanità privata: ma siamo sicuri che sia questo un modo competente di amministrare la salute?

Per il Comitato Altopolesano dei Cittadini per il "San Luca" - Jenny Azzolini Rossi
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