Segnalo questa lunga e interessante intervista al prof. Andrea Crisanti dell'università di Padova.
Visualizzazione post con etichetta padova. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta padova. Mostra tutti i post
26.4.20
Crisanti a TPI: “Le donne si negativizzano prima. Il Veneto si è salvato perché abbiamo blindato gli ospedali”
fonte: tpi.it
Segnalo questa lunga e interessante intervista al prof. Andrea Crisanti dell'università di Padova.
Segnalo questa lunga e interessante intervista al prof. Andrea Crisanti dell'università di Padova.
25.1.18
Così stanno uccidendo la sanità pubblica
Inchiesta de l'Espresso sulla sanità pubblica
22 gennaio 2018
Il Servizio sanitario nazionale compie quarant’anni, sempre più aggredito da tagli e privatizzazioni. E mentre la fetta di Pil per gli ospedali sta scendendo sotto la soglia che garantisce l’accesso alle cure, le liste d’attesa si allungano, i giovani medici vengono sottopagati e gli infermieri sono costretti a turni di 16 ore
Etichette:
costi standard,
governo,
inchiesta,
informazione,
internet,
ministero,
oms,
ospedali,
padova,
pazienti,
risorse internet,
sanità privata,
sindacato,
spesa sanitaria
15.1.15
Ulss 18. L'odissea di alcune famiglie altopolesane
Ospedale di Trecenta: tempi d'attesa che portano utenti nelle strutture private e macchine usate per poche ore la settimana.
Ospedale di Rovigo: esistono ancora camere senza bagno.
In entrambi i casi, lamentele per il cibo.
Con una lettera aperta ai responsabile della sanità polesana e regionale Guglielmo Brusco, ex assessore provinciale, denuncia vari casi di disagio per i cittadini polesani.
----inizio documento
----fine documento
Scarica in formato pdf.
Ospedale di Rovigo: esistono ancora camere senza bagno.
In entrambi i casi, lamentele per il cibo.
Con una lettera aperta ai responsabile della sanità polesana e regionale Guglielmo Brusco, ex assessore provinciale, denuncia vari casi di disagio per i cittadini polesani.
----inizio documento
SANITA’ –
ODISSEA DI FAMIGLIE ALTOPOLESANE –
Lettera aperta al
Direttore Generale dell'Ulss 18, Dr. Arturo Orsini, al Presidente
della Conferenza dei Sindaci Dr. Antonio Bombonato e al Presidente
della Regione Veneto, Dr. Luca Zaia.
In questi ultimi 3
mesi, vissuti da semplice cittadino altopolesano, mi sono reso conto
che, come Assessore Provinciale alla Sanità, nei miei interventi
pubblici a difesa dei nostri concittadini, ho un po’
esagerato. Si, sono stato troppo tenero, troppo moderato.
Naturalmente a
sostegno di questo mia convinzione porto la testimonianza di due
famiglie altopolesane, alle quali in questi ultimi mesi sono successe
alcune spiacevoli cose.
- Per una risonanza magnetica ad una famigliare (schiena-anca), per tempi e modalità più rapidi si è dovuto, nonostante la preferenza per le strutture pubbliche…. ricorrere al privato Centro Medico di Rovigo. Stessa cosa, per far accertare ad un figlio, l’entità di un infortunio al piede.
Insomma, per gli
altopolesani la Risonanza Magnetica è un miraggio da rincorrere non
nel proprio ospedale, il San Luca, ma emigrando almeno a Rovigo e
probabilmente in strutture private.
- Per un altro esame a famigliare, l’elettromiografia (una volta eseguita per gli esterni anche al San Luca), per avere tempi rapidi c’è stata emigrazione persino in un Centro privato del Padovano!
- Infine, la più anziana della famiglia, il 22 gennaio 2015, per esame di densitometria, andrà all’Ospedale di Adria. Tale esame sarebbe possibile anche a Trecenta, ma con più lunghi tempi d’attesa (il macchinario del San Luca funziona solo poche ore la settimana).
Per onor del vero, mi
si dice che in tutti i casi elencati e già finiti , l’accoglienza
e le modalità di erogazione degli esami eseguiti dai soggetti
privati, è stata giudicata buona. Io rimango comunque convinto che
tali esami, con una più forte organizzazione, potrebbero
tranquillamente essere eseguiti in ospedali ed ambulatori pubblici,
anche con notevoli vantaggi economici per le casse regionali.
Per completare le
testimonianze e passare dallo specialistico-ambulatoriale
all’ospedaliero, informo che un’altra famiglia mi ha informato di
una parente che dopo un soddisfacente accesso al Pronto Soccorso di
Rovigo ( perché quello di Trecenta evidentemente non è all’altezza
di quello dell’ospedale del Capoluogo) è stata ricoverata al
Blocco M 1 – SOC Oncologica dell’Ospedale di Rovigo,
fortunatamente senza gravi problemi. Lì, oltre al cordiale ed
efficiente personale, ha trovato, udite udite, una camera senza il
bagno e con servizi igienici promiscui (donne e uomini!), situati in
corridoio. Una vergogna, pensando a quanto speso per la nuova entrata
dell’ospedale di Rovigo ed alle decine di camere con bagno che
esistono al San Luca e che non sono utilizzate per pratiche di
ricovero ospedaliero!!!
Termino riprendendo un
tema già da me sollevato alcuni mesi fa, nelle vesti di assessore
provinciale. L’ultima signora citata, mi ha dichiarato che riusciva
a mangiare ben poco del cibo fornito dall'Ulss 18. Cibo non gradito,
come tanti altri mi hanno testimoniato. Sarebbe il caso di sapere se
ciò deriva da un problema di qualità del cibo fornito o è dovuto
alle particolari e troppo raffinate esigenze alimentari di tutti
quanti mi hanno segnalato questo problema. Situazione conosciuta dal
Direttore Generale? E se si, cosa ha fatto per risolverla?
Domanda finale: cosa
pensano di fare gli altopolesani e i loro sindaci? Patire ancora e
stare zitti? O chiedere con forza ai Dottori Orsini, Bombonato e
Zaia, di fare molto di più per loro?
Trecenta, 13 gennaio
2015
Guglielmo Brusco –
Cittadino altopolesano.
----fine documento
Scarica in formato pdf.
Etichette:
adria,
azzalin,
conferenza dei sindaci,
coppola,
corazzari,
documenti,
liste d'attesa,
mainardi,
orsini,
ospedali,
padova,
partiti,
pazienti,
polesine,
provincia,
regione,
rovigo,
sanità privata,
sprechi
12.6.14
Dopo il Mose l’ospedale di Padova «La cricca cercava altri fondi neri»
LA TANGENTOPOLI VENETA
Nuova pista dalle intercettazioni: ecco perché il Consorzio puntava al nuovo megaprogetto della sanità veneta
VENEZIA - Il Mose, la più grande e costosa opera idraulica del mondo, all'improvviso è diventato piccolo. Non per le acque della laguna, ma per gli appetiti del doge, del re indiscusso del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati che deve mantenere in vita il sistema. Già nel 2010 l'ingegnere a capo della cupola delle fatture false, l'uomo che decideva chi lavorava e chi no nelle acque veneziane e che secondo le carte in mano ai magistrati teneva a libro paga i vertici politici della Regione, aveva deciso di espandersi e puntare al nuovo ospedale di Padova. Secondo i pm che hanno pazientemente ascoltato centinaia di intercettazioni e decine di deposizioni, a un certo punto «è diventato del tutto evidente l’interesse (per l'ospedale di Padova) e l’avidità di Mazzacurati che nonostante l’età avanzata (82 anni) continuava a cercare nuove fonti di guadagno per conto proprio e per conto di altri soggetti quando la costruzione del Mose da parte del Consorzio è entrata nella fase terminale ».
....
Leggi l'articolo completo sul Corriere del Veneto.
8.5.14
Inchiesta sui project financing ospedalieri. Affari d'oro per i partner privati e appalti affidati ai soliti noti
In Veneto si tagliano posti letto per
acuti che vengono rimpiazzati con ospedali di comunità dove si
pagano il posto letto e i ticket sulle prestazioni ricevute.
Contemporaneamente, in Veneto, le Ulss
coinvolte nei project financing dovranno sborsare ratei pesantissimi,
talmente esagerati da richiamare l'attenzione della procura di
Venezia che sta verificando l'ipotesi di usura.
I project financing sono un'idea della
giunta Galan. Luca Zaia, attuale presidente della giunta regionale,
intende realizzare a Padova un nuovo ospedale che costerà 654
milioni di euro.
Quanti posti letto verranno
sacrificati? Quanti ticket verranno applicati? E quale sarà il
destino della sanità pubblica regionale?
Da Il Mattino di Padova, domenica 27
aprile 2014
Sanità, fascicolo della procura di
Venezia
Inchiesta sui project financing
ospedalieri
È
un nuovo filone scaturito dallo scandalo Mantovani-Mose. Il sospetto:
interessi contrattuali da usura a carico delle Ulss
Dalle
inchieste veneziane sulla Mantovani e sul Mose sta nascendo un
troncone giudiziario incentrato sul meccanismo del project financing
applicato agli ospedali veneti.
L'ipotesi
di reato è: aver preteso (e accettato) tassi d'interesse ampiamente
al di sopra della soglia di usura. Se confermata i contratti in
essere perderebbero valore e dovrebbero essere rinegoziati.
LA
FINANZA DI PROGETTO NEL VENETO
Affari
d'oro per i partner privati e appalti affidati ai soliti noti
Se
l'Ulss 4 avesse chiesto i soldi in banca per costruire il nuovo
ospedale di Santorso, pagherebbe oggi un canone di 3.865.284 euro
all'anno contro i 7.629.600 che sta sborsando.
Cifre
che proiettate sui 24 anni di durata del contratto diventano
232.131.660 euro con il project, mentre sarebbero stati 89.026.135
nella peggiore delle ipotesi con un mutuo bancario.
Tutti
gli ospedali costruiti o ristrutturati in project financing. Gli
appaltatori.
Vedi anche, su questo blog:
Etichette:
coletto,
galan,
inchiesta,
ospedali,
padova,
pssr,
regione,
spesa sanitaria,
sprechi,
ticket,
zaia
19.2.14
Bilancio veneto bocciato dalla Commissione sanità
Fonte: Il Mattino di Padova, mercoledì 19 febbraio 2014
... In ballo ci sono oltre 180 milioni di euro del fondo sanitario che la manovra finanziaria 2014 attribuisce a funzioni non sanitarie.
... Ma tra i motivi di scontento e preoccupazione della commissione c'è anche il nuovo ospedale di Padova: «In questo bilancio non c'è un euro, evidenzia Padrin a nome anche degli altri consiglieri padovani, mentre dovremmo cominciare già da quest'anno a capitalizzare le risorse per finanziare la nuova struttura».
Leggi l'articolo del Mattino.
SCONTRO IN REGIONE
Segnale alla giunta su 180 milioni contesi
La commissione sanità del Consiglio regionale del Veneto, su proposta del presidente Leonardo Padrin (Forza Italia), non ha espresso parere favorevole alla manovra finanziaria 2014.... In ballo ci sono oltre 180 milioni di euro del fondo sanitario che la manovra finanziaria 2014 attribuisce a funzioni non sanitarie.
... Ma tra i motivi di scontento e preoccupazione della commissione c'è anche il nuovo ospedale di Padova: «In questo bilancio non c'è un euro, evidenzia Padrin a nome anche degli altri consiglieri padovani, mentre dovremmo cominciare già da quest'anno a capitalizzare le risorse per finanziare la nuova struttura».
Leggi l'articolo del Mattino.
15.12.13
Nuovo ospedale di Padova. Dossier Legambiente: «Nuovo ospedale rischioso, costi raddoppieranno»
La magia del project financing: privatizzare i ricavi, socializzare i costi.
fonte: Il Mattino di Padova, 15 dicembre 2013Allarme dell’associazione ambientalista che denuncia: «Troppe incognite». Le richieste: no al project e garanzie per l’area che verrà dismessa.
PADOVA. Troppe incertezze, a partire dai costi, che rischiano di raddoppiare rispetto alle previsioni, finendo per pesare sulle spalle dei cittadini. In un nuovo dossier sul nuovo ospedale, Legambiente denuncia i limiti dell’operazione, mettendo in dubbio l’opportunità di realizzare l’opera.
Nel mirino, project financing, messa in sicurezza idraulica dell’area, costi del campus, degli espropri e problemi di mobilità. A questo si aggiunge la domanda sul destino dell’area dell’attuale ospedale: verrà riconsegnata alla città o servirà solo per fare cassa?
Leggi tutto l'articolo.
Per ottenere tutti i post su questo argomento clicca sull'etichetta "padova" qui a lato. Ti segnalo in particolare:
28.11.13
Ospedale di Padova, 350 milioni dalla Bei
Da Il Mattino di Padova, 26 e 27 novembre 2013
------
Il retroscena
------
Leggi l'articolo completo.
Il prestito venticinquennale della Banca europea d'investimenti è all'esame della Regione: coprirebbe metà della spesa
Leggi l'articolo completo.------
Il retroscena
Idea nata a pranzo da un suggerimento di Malvestio a Zaia
Leggi l'articolo completo.------
«Bene i fondi della Bei ma il project non sfuma»
Rossi accoglie con cauto ottimismo la notizia del prestito di 350 milioni «Speriamo di poter accordare gli interventi con la seconda linea del tram»Leggi l'articolo completo.
Etichette:
documenti,
ospedali,
padova,
pssr,
regione,
spesa sanitaria,
sprechi,
statistica,
zaia
20.11.13
Veneto, i costi della finanza di progetto
| I costi dei project, Il Mattino di Padova 4 novembre 2013 |
Troppi lavori per l'ospedale. Ecco l'elenco: cento milioni per le opere idrauliche
Il rischio idraulico minaccia i cantieri
La Commissione tecnica della Regione elenca gli interventi
Cento milioni per bonificare l'area dei privati a Padova Ovest
Veneto, i costi astronomici della finanza di progetto
A leggere il lungo e documentato articolo pubblicato dal Mattino di Padova lo scorso 4 novembre si rimane esterrefatti. Come è possibile che la giunta Zaia insista sulla costruzione di un nuovo ospedale a Padova? Costi esorbitanti, almeno 652 milioni, nessuna possibilità di finanziamenti nazionali, mancanza di risorse proprie, la follia del ricorso alla finanza di progetto.
Oltre a questo emerge che l'area scelta è particolarmente infelice. Serviranno 100 milioni di euro solo per metterla in sicurezza idraulica: un'altra follia.
Il lungo articolo del Mattino (il pdf da scaricare conta quattro pagine) riporta una tabella che riassume il costo della finanza di progetto nei quattro casi in cui è stata applicata alla sanità.
Ho elaborato i dati del Mattino - vedi tabella estesa - e ho riscontrato che:
- a fronte del concorso privato alla spesa la pubblica amministrazione riconosce un canone da 8,12 a 11,46 volte il contributo privato.
- in pratica dopo sole tre annualità il canone ripaga il contributo del privato. Tutto il resto delle annualità è grasso che cola. Si consideri che l'amministrazione dovrà corrispondere il canone, nei quattro casi citati in tabella, per 28, 24(+8), 30 e 30 anni.
| Nostra elaborazione sui dati del Mattino di Padova |
Articolo del Mattino di Padova.
Nostra elaborazione dei dati pubblicati dal Mattino sui costi della finanza di progetto.
Etichette:
documenti,
ospedali,
padova,
pssr,
regione,
spesa sanitaria,
sprechi,
statistica,
zaia
3.11.13
Nuovo ospedale di Padova. Da Roma neanche un euro
Potrebbe essere una buona notizia, se ci fosse un po' di buon senso. Invece la giunta Zaia insiste:«è una priorità». A costo di massacrare la sanità pubblica.
Luca Coletto, assessore regionale alla
sanità, ha dichiarato «I fondi ex articolo 20 destinati
all'edilizia sanitaria sono esauriti. Le Regioni devono lavorare in
autonomia, per questo motivo è fondamentale valutare una forma di
finanziamento mista tra pubblico e privato». Si veda Il Mattino di Padova del 27/10/2013.
Dichiarazione importante per due
motivi. Ammette che dal bilancio nazionale non arriverà alcun
finanziamento per la costruzione del nuovo
mega-ultra-ospedale-galattico del mega-ultra-presidente-Luca Zaia,
come era del tutto ovvio immaginare in un periodo di recessione senza
precedenti dal dopoguerra. E poi perché l'ospedale si farà
ugualmente. Lo farà la regione attraverso lo strumento della finanza
di progetto.
La finanza di progetto è un
marchingegno perverso nel quale sia il pubblico (la regione) sia il privato
(una finanziaria in questo caso) concorrono alla spesa. Il privato
costruisce e in cambio riceve concessioni pluridecennali su alcuni
servizi erogati nella struttura e riscuote un canone annuale, particolarmente oneroso, dall'amministrazione pubblica.
Le esperienze fatte fino a questo
momento sono state disastrose. Su questo mi ripropongo di ritornare
riportando i casi concreti elencati nel volume “I padroni delVeneto” di Renzo Mazzaro, Laterza. Per il momento va registrato che
i canoni annuali si sono rivelati estremamente onerosi.
Per il momento chiediamoci: con quali risorse la
regione finanzierà la propria quota? Il sospetto che lo faccia
tagliando posti letto è concreto. Il piano socio sanitario regionale
è lì a testimoniarlo, con il suo interminabile elenco di tagli ai
posti letto, ai reparti, ai servizi. Un massacro col quale finanziare
un'opera faraonica, almeno 652 milioni euro.
Su questo argomento segnalo i post:
21.10.13
Zaia mondiale
Un Luca Zaia smisurato parla di quello che sarà il nuovo ospedale di Padova come di "un grande centro universitario del sapere medico a livello mondiale". Si veda la dichiarazione a agi.it.
La politica, in larga parte, è diventata questo: spararle grosse, il più possibile, che la nuova sparata cancelli la precedente. Guadagnare due minuti di attenzione e ripetere l'operazione dopo un po' di tempo.
Per il momento non ha trovato 1 euro dei 652 milioni necessari per costruirlo. Un giorno dice che non ci sarà il villaggio universitario, perché servirebbero altri 350 milioni. Il giorno dopo non solo ci sarà il villaggio universitario ma sarà a livello mondiale. Potenza della nuova politica!
Quale sarà la prossima dichiarazione del presidente della giunta regionale del Veneto sul nuovo ospedale di Padova? Azzardo qualche ipotesi: "fulcro del sistema solare", no meglio "punto di riferimento galattico", di più "centro dell'universo". Evvai!
Intanto a Padova, col nuovo piano socio sanitario, perdono 400 posti letto. I primi mattoni per l'ospedale di Zaia. Si perchè a questo serviranno i tagli ai posti letto, a finanziare "l'ospedale Zaia".
La politica, in larga parte, è diventata questo: spararle grosse, il più possibile, che la nuova sparata cancelli la precedente. Guadagnare due minuti di attenzione e ripetere l'operazione dopo un po' di tempo.
Per il momento non ha trovato 1 euro dei 652 milioni necessari per costruirlo. Un giorno dice che non ci sarà il villaggio universitario, perché servirebbero altri 350 milioni. Il giorno dopo non solo ci sarà il villaggio universitario ma sarà a livello mondiale. Potenza della nuova politica!
Quale sarà la prossima dichiarazione del presidente della giunta regionale del Veneto sul nuovo ospedale di Padova? Azzardo qualche ipotesi: "fulcro del sistema solare", no meglio "punto di riferimento galattico", di più "centro dell'universo". Evvai!
Intanto a Padova, col nuovo piano socio sanitario, perdono 400 posti letto. I primi mattoni per l'ospedale di Zaia. Si perchè a questo serviranno i tagli ai posti letto, a finanziare "l'ospedale Zaia".
23.8.13
Padova, per il “vecchio” ospedale chiesti 40 milioni
Si interviene sull'attuale ospedale di Padova ma il finanziamento è incerto.
In ribasso le quotazioni per la costruzione del nuovo ospedale.
Fermiamoci un attimo. Se è tutt’altro che scontato un finanziamento di 'soli' 40 milioni quante prospettive ci sono che il governo ne sborsi 350 (o addirittura 650) per finanziare il nuovo ospedale?
28.7.13
Dall'inchiesta Mose spunta il nuovo ospedale di Padova
Appalti e grandi opere. Cene e consulenze.
C'è l’ombra del Consorzio Venezia Nuova sulla sanità veneta
L'inchiesta sul Consorzio Venezia Nuova legata alla costruzione del Mose ha un filone che porta alla sanità e, in particolare, alla costruzione del nuovo ospedale di Padova. I primi fatti risalgono all'8 giugno del 2011. Le intercettazioni della guardia di finanza pongono molti interrogativi su appalti e grandi opere nel Veneto.Segnalo, tra gli altri, due articoli del Corriere del Veneto e del Mattino di Padova. Nei prossimi giorni cercheremo di ragionarci sopra.
Cene e consulenze. C'è l’ombra del Consorzio sulla sanità veneta
L’uomo del Mose a tavola con Zanonato e Zaccaria «Pressing su Zaia per il nuovo ospedale di Padova»
(Alberto Zorzi, Il Corriere del Veneto 24 luglio 2013)
Dall'inchiesta Mose spunta l'ospedale
Cena alle Calandre con Mazzacurati, Zanonato e Zaccaria. II rettore: «Incontro normale». II ministro: «Querelo»
(Il Mattino di Padova, giovedì 25 luglio 2013)
5.7.13
Nuovo ospedale di Padova. Prima pietra nel 2015, e rispunta il campus
Da Il Mattino di Padova, 3 luglio 2013
Ieri la firma del pre-accordo di programma tra gli enti protagonisti Zaia: «Chiederò a Roma che finanzi l’intera spesa, 650 milioni»
D’ora in poi ognuno sa cosa deve fare. E dovrà farlo in fretta perché, ha annunciato il presidente della Regione Luca Zaia, la prima pietra del nuovo ospedale dovrà essere posata nel 2015 nell’area di Padova ovest. Pensando in grande ovvero che, in un secondo momento, si possa aggiungere anche il campus universitario. Intanto, l’obiettivo primario e fondamentale è reperire le risorse. Anche se il governatore annuncia la volontà di «chiedere tutti i 650 milioni» a Roma. Ben sapendo che l’arido pozzo cui attingere è quello dell’ex articolo 20 (risorse destinate all’edilizia immobiliare). La prospettiva più verosimile rimane quindi quella di un finanziamento misto pubblico-privato.
... Del resto, nella proposta è previsto un contributo pubblico di 318 milioni (più Iva) esclusi espropri e dismissioni.
Il campus.
Tra le novità, pur in un futuro non meglio precisato, potrebbe esserci la costruzione del campus universitario. A “riesumarlo” è Zaia: «Non abbiamo abbandonato l’idea, le cose possono essere fatte anche per step».
Sull'argomento vedi anche il precedente post Per il nuovo ospedale di Padova si sacrifica tutta la sanità della regione.
Ieri la firma del pre-accordo di programma tra gli enti protagonisti Zaia: «Chiederò a Roma che finanzi l’intera spesa, 650 milioni»
Rispunta il campus universitario. E così dalla "spannometrica" previsione di 650 milioni di euro la spesa schizzerà alle stelle.
D’ora in poi ognuno sa cosa deve fare. E dovrà farlo in fretta perché, ha annunciato il presidente della Regione Luca Zaia, la prima pietra del nuovo ospedale dovrà essere posata nel 2015 nell’area di Padova ovest. Pensando in grande ovvero che, in un secondo momento, si possa aggiungere anche il campus universitario. Intanto, l’obiettivo primario e fondamentale è reperire le risorse. Anche se il governatore annuncia la volontà di «chiedere tutti i 650 milioni» a Roma. Ben sapendo che l’arido pozzo cui attingere è quello dell’ex articolo 20 (risorse destinate all’edilizia immobiliare). La prospettiva più verosimile rimane quindi quella di un finanziamento misto pubblico-privato.
... Del resto, nella proposta è previsto un contributo pubblico di 318 milioni (più Iva) esclusi espropri e dismissioni.
Il campus.
Tra le novità, pur in un futuro non meglio precisato, potrebbe esserci la costruzione del campus universitario. A “riesumarlo” è Zaia: «Non abbiamo abbandonato l’idea, le cose possono essere fatte anche per step».
Sull'argomento vedi anche il precedente post Per il nuovo ospedale di Padova si sacrifica tutta la sanità della regione.
24.6.13
Per il nuovo ospedale di Padova si sacrifica tutta la sanità della regione
Tutta la rivoluzione assistenziale (leggi schede ospedaliere e schede territoriali) è funzionale a questo progetto.
E' l'idea che avevo maturato in questi mesi. Trova conferma in un articolo del Mattino di Padova del 21 giugno. Un articolo chiarissimo in cui si afferma che si tratta di "Una rivoluzione assistenziale che punta a un unico obiettivo, il nuovo ospedale di Padova".
Trova conferma anche la possibilità che il costo preventivato (si è parlato di 642, 648, 652 milioni si euro) sia solo una parte della spesa effettiva. Infatti non si parla solo di costruire un nuovo ospedale ma di realizzare la "cittadella sanitaria di Padova Ovest".
Tutti i posti letto e i reparti tagliati con la programmazione della giunta regionale, serviranno a questo. La balla - perché a questo punto bisogna chiamarla così - della sanità territoriale, degli ospedali di comunità, della medicina di base H24, sono fumo negli occhi per nascondere una spesa colossale, senza precedenti, la più grande opera pubblica che si sia mai realizzata in Veneto. Forse verrà a costare un miliardo. E una volta costruita continuerà a costare una montagna di soldi, ogni anno per decenni, fino a quando durerà il project financing che ingrasserà i privati e impoverirà gli utenti, fino a quando non sarà il momento di ristrutturarlo perché si accorgeranno che i materiali utilizzati non erano di qualità o che il progetto aveva della pecche o per qualunque altro motivo, se ne trovano sempre di ottimi per alimentare la spesa pubblica.
A Padova un nuovo ospedale, in project financing
Finanza di progetto, la crisi della sanità veneta ha radici lontane
La finanza di progetto, uno dei frutti della finanza creativa di berlusconiana e tremontiana memoria, sta presentando il conto.
Un miliardo di euro per passare alla storia
«Ma a Padova serve davvero un nuovo ospedale?»
Parole in "libertà immobiliare"
Il peso degli ospedali. Un'inchiesta giornalistica sui costi dei nuovi ospedali e della finanza 'creativa'
Per visualizzare tutti i post che hanno a che fare con l'arcomento clicca sull'etichetta 'padova' qui a lato.
E' l'idea che avevo maturato in questi mesi. Trova conferma in un articolo del Mattino di Padova del 21 giugno. Un articolo chiarissimo in cui si afferma che si tratta di "Una rivoluzione assistenziale che punta a un unico obiettivo, il nuovo ospedale di Padova".
Trova conferma anche la possibilità che il costo preventivato (si è parlato di 642, 648, 652 milioni si euro) sia solo una parte della spesa effettiva. Infatti non si parla solo di costruire un nuovo ospedale ma di realizzare la "cittadella sanitaria di Padova Ovest".
Tutti i posti letto e i reparti tagliati con la programmazione della giunta regionale, serviranno a questo. La balla - perché a questo punto bisogna chiamarla così - della sanità territoriale, degli ospedali di comunità, della medicina di base H24, sono fumo negli occhi per nascondere una spesa colossale, senza precedenti, la più grande opera pubblica che si sia mai realizzata in Veneto. Forse verrà a costare un miliardo. E una volta costruita continuerà a costare una montagna di soldi, ogni anno per decenni, fino a quando durerà il project financing che ingrasserà i privati e impoverirà gli utenti, fino a quando non sarà il momento di ristrutturarlo perché si accorgeranno che i materiali utilizzati non erano di qualità o che il progetto aveva della pecche o per qualunque altro motivo, se ne trovano sempre di ottimi per alimentare la spesa pubblica.
Domandiamoci, seriamente, perché sta accadendo. Domandiamoci, seriamente, se possiamo sopportarlo.
Su questo argomento segnalo i post:A Padova un nuovo ospedale, in project financing
Finanza di progetto, la crisi della sanità veneta ha radici lontane
La finanza di progetto, uno dei frutti della finanza creativa di berlusconiana e tremontiana memoria, sta presentando il conto.
Un miliardo di euro per passare alla storia
«Ma a Padova serve davvero un nuovo ospedale?»
Parole in "libertà immobiliare"
Il peso degli ospedali. Un'inchiesta giornalistica sui costi dei nuovi ospedali e della finanza 'creativa'
Per visualizzare tutti i post che hanno a che fare con l'arcomento clicca sull'etichetta 'padova' qui a lato.
12.6.13
Abbracciamo l'ospedale di Rovigo, difendiamo la sanità pubblica in polesine
Abbracciamo l'ospedale di Rovigo. Martedì 18 giugno 2013, dalle ore 9 alle 11, manifestazione per la sanità.
fonte: http://www.youtube.com/watch?v=uHGJl6qIOJI
fonte: http://www.youtube.com/watch?v=uHGJl6qIOJI
Pubblicato in data 11/giu/2013
Le Segreterie provinciali di CGIL CISL e UIL unitamente alle RSU della Azienda Sanitaria ULSS 18 di Rovigo. manifestano davanti al Comune in occasione della relazione al Consiglio Comunale del Direttore Generale Arturo Orsini.
Motivo della manifestazione è richiamare l'attenzione delle forze politiche, della cittadinanza, affinché si definisca in modo chiaro, attraverso le schede ospedaliere di imminente uscita, che l'ospedale di Rovigo rimanga "HUB", ovvero centro di riferimento provinciale.
In caso contrario sono a rischio le alte specialità come RADIOTERAPIA, MEDICINA NUCLEARE, ONCOEMATOLOGIA, CHIRURGIA VASCOLARE, CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA, NEUROCHIRURGIA.
Il ridimensionamento di questi servizi strategici per la salute dei cittadini polesani avrebbe ripercussioni pesanti sulla salute di soggetti deboli come gli anziani e i cittadini che risiedono in località periferiche della provincia, costretti a lunghi tragitti per raggiungere Padova, Verona o altre località dove i servizi saranno spostati.
per questo motivo le organizzazioni sindacali chiedono alla Regione il mantenimento di ciò che era contenuto nel Piano Socio Sanitario e che molte volte è stato ribadito anche in incontri pubblici dal presidente della V Commissione Sanità Leonardo Padrin, ossia il mantenimento dell'ospedale di Rovigo e dei suoi servizi, come riferimento provinciale "HUB".
Ciò potrebbe essere possibile con l'unificazione delle 2 Aziende Sanitarie 18 e 19, con una razionalizzazione dei servizi e dei posti letto, che garantirebbe una sanità di eccellente qualità a tutti i polesani.
Martedì 18 giugno è prevista una grande manifestazione organizzata da CGIL, CISL e UIL che porterà i cittadini i dipendenti, e il personale medico a ritrovarsi per abbracciare e circondare tutto l'ospedale, una catena umana lunga più di un chilometro, in un simbolico gesto di cura a favore di chi le cure le deve ricevere.
Motivo della manifestazione è richiamare l'attenzione delle forze politiche, della cittadinanza, affinché si definisca in modo chiaro, attraverso le schede ospedaliere di imminente uscita, che l'ospedale di Rovigo rimanga "HUB", ovvero centro di riferimento provinciale.
In caso contrario sono a rischio le alte specialità come RADIOTERAPIA, MEDICINA NUCLEARE, ONCOEMATOLOGIA, CHIRURGIA VASCOLARE, CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA, NEUROCHIRURGIA.
Il ridimensionamento di questi servizi strategici per la salute dei cittadini polesani avrebbe ripercussioni pesanti sulla salute di soggetti deboli come gli anziani e i cittadini che risiedono in località periferiche della provincia, costretti a lunghi tragitti per raggiungere Padova, Verona o altre località dove i servizi saranno spostati.
per questo motivo le organizzazioni sindacali chiedono alla Regione il mantenimento di ciò che era contenuto nel Piano Socio Sanitario e che molte volte è stato ribadito anche in incontri pubblici dal presidente della V Commissione Sanità Leonardo Padrin, ossia il mantenimento dell'ospedale di Rovigo e dei suoi servizi, come riferimento provinciale "HUB".
Ciò potrebbe essere possibile con l'unificazione delle 2 Aziende Sanitarie 18 e 19, con una razionalizzazione dei servizi e dei posti letto, che garantirebbe una sanità di eccellente qualità a tutti i polesani.
Martedì 18 giugno è prevista una grande manifestazione organizzata da CGIL, CISL e UIL che porterà i cittadini i dipendenti, e il personale medico a ritrovarsi per abbracciare e circondare tutto l'ospedale, una catena umana lunga più di un chilometro, in un simbolico gesto di cura a favore di chi le cure le deve ricevere.
Etichette:
adria,
hub,
orsini,
ospedali,
padova,
padrin,
polesine,
pssr,
rovigo,
schede ospedaliere,
sindacato
11.6.13
IL SAN LUCA RESTA UNA FERITA APERTA E NON E’ SOLO
COMUNICATO STAMPA
Comitato
altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso
Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel.
0425701126 – Cell. 3473490340
sito
internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
Data,
9 giugno 2013 h.12
IL SAN LUCA RESTA UNA
FERITA APERTA E NON E’ SOLO
La dichiarazione più
recente dell’assessore Coppola è perfettamente coerente con quanto
aveva già detto in un incontro promosso tempo fa dalla Cgil (nella
Sala Convegni dell’Ospedale di Rovigo) e in un incontro a Trecenta
(presso il Teatro Comunale).
Per chiarezza riporto
quanto letto: “Il Polesine ha già operato significative
riduzioni in passato … , è già in linea con i parametri
prefissati previsti per i posti letto e gode del significativo
riconoscimento compensativo legato alla specificità territoriale.
Nessun declassamento è previsto per Rovigo …”
Ma a queste parole segue
la riflessione: “… non è il momento di dare numeri precisi
perché occorre ancora definire la partita fino in fondo.”
Queste parole non liberano
dall'ansia, dal pessimismo dell’incertezza, dalla “rabbia”
che sta sostituendo quello che un tempo si liquidava come
qualunquismo, cioè la sfiducia nella politica e l’accusa “sono
tutti uguali, una volta eletti non pensano più al bene degli
elettori, ma solo ai propri interessi” ( non posso credere che in
tutti i politici ci sia solo interesse personale).
In questo clima il
Comitato Altopolesano per il San Luca si muove senza “pause di
riflessioni”, né pause elettorali, senza per questo svilire
l'etica dell’impegno civile.
Ma stranamente (?) non
troviamo risposte e non troviamo sempre spazio adeguato nei fogli di
informazione.
Il Comitato Altopolesano (
composto da rappresentanti di tutti i comuni dell’Altopolesine) si
tiene sempre in contatto con la nuova direzione dell’ULSS 18. Il
dott. Orsini e il dott. Sortino ci dicono di voler fare della sanità
dell’altopolesine (e del medio) un servizio adeguato alle
necessità dei cittadini e impegnato ad affrontare il problema in
un’ottica di obiettivi sanitari etici ed economici.
Però il dottor Orsini,
invitato in consiglio comunale a Trecenta, ha fatto presente che la
Regione Veneto ha concesso 20 milioni di € in meno nel suo badget e
il 10% va obbligatoriamente alle cliniche private.
Sappiamo poi che la
Regione ha “elargito” altri 23 milioni ai privati “per evitare
il licenziamenti”, senza però tener conto della dichiarata
disponibilità del dottor Orsini ad utilizzare i lavoratori in
esubero (nella sanità privata), con addirittura un vantaggio
economico per la sanità pubblica.
Nella
gravità della situazione il Comitato Altopolesano ha contatto anche
il sindaco di Rovigo Piva dichiarando la volontà di collaborazione
per difendere l'ULSS 18: temiamo che il
progetto che sta per essere approvato in regione (complici tutti
Pd-Pdl-Lega) comporterà la trasformazione di Rovigo in ospedale
spoke, cioè privo di molte delle più importanti specialità, e la
riduzione dell’ospedale di Trecenta ad ospedale di comunità.
Forse
tutto questo a favore di Padova e del nuovo monoblocco di Monselice?
C’era proprio bisogno di un costosissimo ospedale a Monselice,
piuttosto vicino a Padova e a Rovigo?
Abbiamo anche inviato mail
al Presidente Zaia per chiedere il rispetto dell’impegno (preso
davanti al Prefetto nel gennaio del 2012) di discutere con i comuni
le schede ospedaliere; abbiamo informato sindaci e presidente della
conferenza dei sindaci , la presidente della provincia, vescovo,
sindacati. Abbiamo informato del grave disagio popolare politici
provinciali, regionali, nazionali.
Abbiamo ricevuto mail di condivisione e disponibilità dal Vescovo, dalla Presidente della Provincia, dai sindaci di Canda-Bagnolo-Stienta- Ceneselli –Occhiobello- Fratta-Fiesso; ha comunicato la propria preoccupazione il presidente della conferenza dei sindaci.
Abbiamo ricevuto mail di condivisione e disponibilità dal Vescovo, dalla Presidente della Provincia, dai sindaci di Canda-Bagnolo-Stienta- Ceneselli –Occhiobello- Fratta-Fiesso; ha comunicato la propria preoccupazione il presidente della conferenza dei sindaci.
Nient’altro.
Il presidente Zaia,
attraverso la sua segretaria, ha detto di non voler strumentalizzare
il problema in periodo elettorale(?). Dagli altri interpellati solo
avvisi automatici di ricevimento mail.
Vogliamo essere chiari:
noi non facciamo solo contestazione, conosciamo bene i
problemi, anche quelli economici, ma sappiamo che ci sono soluzioni
che si possono adottare e che possono essere anche un rinforzo
economico.
Ci sembra interessante la
proposta della direzione dell’ULSS 18 che, puntualizzando l’inutile
dispendiosità di doppioni propone per il San Luca tre punti di forza
che siano insieme freno all’emigrazione sanitaria (che comporta
uscite economiche) e offerta aggiuntiva di servizio (che comporta
entrate).
Questo significa vedere il
San Luca come: polo plurispecialistico chirurgico - polo
riabilitativo di alto livello - punto di riferimento per
Procreazione Medico Assistita.
Vogliamo sia chiaro che un
progetto di sviluppo di questo genere non deve togliere assolutamente
al San Luca le caratteristiche di Ospedale per Acuti con Pronto
Soccorso, anzi la presenza di particolari professionalità dovrebbe
potenziare i servizi ambulatoriali.
Il Comitato Altopolesano
dei cittadini per il “San Luca”, nelle sue richieste, rinnova
l’urgenza di definire ambulatori polispecialistici che operino
con continuità in modo da ridurre i tempi di attesa; la necessità
di non interrompere durante i mesi estivi il day hospital
oncologico (problema che pare in via di soluzione); un pronto
soccorso h.24; una radiologia con un efficiente servizio di
teleradiologia; un reparto medico multidisciplinare che
garantisca il trattamento di tutte le più comuni patologie
internistiche del nostro territorio; l’HRSA tramite tra ospedale
e territorio; Ostetricia e Ginecologia; una Chirurgia day surgery con
Chirurgia d’Urgenza 7 giorni su 7.
Ripetiamo: non vogliamo
essere presi in giro, perché se il concetto di sanità territoriale
può avere una sua logica etica ed economica, non può essere
strumento di cattura ingannevole di consenso, né significare
riduzione dei servizi ospedalieri senza compensazioni territoriali.
Per il Comitato
Altopolesano, la portavoce Jenny Azzolini.
Etichette:
comitati,
comuni,
conferenza dei sindaci,
coppola,
informazione,
monselice,
orsini,
padova,
partiti,
polesine,
prefetto,
provincia,
rovigo,
sanità privata,
schede ospedaliere,
sindacato,
zaia
26.5.13
«Ma a Padova serve davvero un nuovo ospedale?»
Parole in "libertà immobiliare"
Otto anni fa doveva essere realizzato un nuovo ospedale pediatrico: nulla di fatto. Il nuovo megaospedale costerà undici volte di di più ma mancano i soldi.
Dopo l'esempio di Mestre l'incubo del project finance.
Sul Mattino di Padova dello scorso 4 maggio la lettera di un medico, già assessore e consigliere provinciale, si pone la domanda citata nel titolo.
Ne riporto alcuni brani.
"...non posso fare a meno di sottolineare come nella nostra Regione, per la sanità, ci siano entusiasmo e apparente disponibilità di fondi solo per il suo aspetto immobiliare!"
La gente intanto vede che "non ci sono soldi per assumere medici nei reparti dove gli strutturati arrivano a fare anche 60-70 ore la settimana! In una normale azienda italiana ciò comporterebbe l'arresto del datore di lavoro per violazione della legge sul lavoro. Nelle Ulss per lo stesso "reato", si premiano i direttori generali perché 'risparmiano'!"
L'esperienza di Verona. "Verona ha da poco inaugurato il più grande ospedale chirurgico d'Europa, con 33 sale operatorie, 96 posti letto in terapia intensiva e 513 letti nei vari reparti, 10 sale endoscopiche, pronto soccorso, tre risonanze magnetiche, tac (anche intraoperatoria) e 100 ambulatori spendendo 223 milioni di euro. Il 50% di queste risorse è venuto dal territorio, 105 milioni dati dalla Fondazione Cariverona e solo meno della metà dell'investimento è arrivato da Regione e Stato. Per spendere così poco Verona ha scelto di rimanere dentro il vecchio Ospedale di Borgo Trento, rinunciando al più periferico e accessibile Borgo Roma o a una nuova sede."
... "Proviamo a chiederci: a Padova serve un nuovo ospedale? Se sì, dove? Quanto costa? ... Quanto mettiamo a disposizione noi padovani e quanto dobbiamo chiedere a Stato e Regione?"
Prima di proporre un progetto in project finance "Dovranno spiegarci il fallimento (per le casse regionali si intende) di questo importante esperimento!" (Mestre).
Ubaldo Lonardi
medico di base
già assessore e consigliere provinciale
Scarica l'articolo completo.
L'interrogativo della lettera è posto in ottica provinciale ma sarebbe ora che diventasse una domanda all'attenzione dell'intera regione. Il costo dell'opera, 650 milioni, probabilmente assai sottostimato, è infatti tale da prosciugare per anni le risorse destinate al settore socio-sanitario. Insomma è una decisione che non mancherà di avere ricadute a tutti i livelli, meglio che se ne parli a tutti i livelli.
Otto anni fa doveva essere realizzato un nuovo ospedale pediatrico: nulla di fatto. Il nuovo megaospedale costerà undici volte di di più ma mancano i soldi.
Dopo l'esempio di Mestre l'incubo del project finance.
Sul Mattino di Padova dello scorso 4 maggio la lettera di un medico, già assessore e consigliere provinciale, si pone la domanda citata nel titolo.
Ne riporto alcuni brani.
"...non posso fare a meno di sottolineare come nella nostra Regione, per la sanità, ci siano entusiasmo e apparente disponibilità di fondi solo per il suo aspetto immobiliare!"
La gente intanto vede che "non ci sono soldi per assumere medici nei reparti dove gli strutturati arrivano a fare anche 60-70 ore la settimana! In una normale azienda italiana ciò comporterebbe l'arresto del datore di lavoro per violazione della legge sul lavoro. Nelle Ulss per lo stesso "reato", si premiano i direttori generali perché 'risparmiano'!"
L'esperienza di Verona. "Verona ha da poco inaugurato il più grande ospedale chirurgico d'Europa, con 33 sale operatorie, 96 posti letto in terapia intensiva e 513 letti nei vari reparti, 10 sale endoscopiche, pronto soccorso, tre risonanze magnetiche, tac (anche intraoperatoria) e 100 ambulatori spendendo 223 milioni di euro. Il 50% di queste risorse è venuto dal territorio, 105 milioni dati dalla Fondazione Cariverona e solo meno della metà dell'investimento è arrivato da Regione e Stato. Per spendere così poco Verona ha scelto di rimanere dentro il vecchio Ospedale di Borgo Trento, rinunciando al più periferico e accessibile Borgo Roma o a una nuova sede."
... "Proviamo a chiederci: a Padova serve un nuovo ospedale? Se sì, dove? Quanto costa? ... Quanto mettiamo a disposizione noi padovani e quanto dobbiamo chiedere a Stato e Regione?"
Prima di proporre un progetto in project finance "Dovranno spiegarci il fallimento (per le casse regionali si intende) di questo importante esperimento!" (Mestre).
Ubaldo Lonardi
medico di base
già assessore e consigliere provinciale
Scarica l'articolo completo.
L'interrogativo della lettera è posto in ottica provinciale ma sarebbe ora che diventasse una domanda all'attenzione dell'intera regione. Il costo dell'opera, 650 milioni, probabilmente assai sottostimato, è infatti tale da prosciugare per anni le risorse destinate al settore socio-sanitario. Insomma è una decisione che non mancherà di avere ricadute a tutti i livelli, meglio che se ne parli a tutti i livelli.
12.5.13
Taglio dei posti letto, precisazione di Zaia: «Non 1800, bensì 400 su 75 ospedali»
fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/11-maggio-2013/zaia-posti-letto-tolti-tutto-400-numeri-stampa-strumentalizzati-2121092529839.shtml
Il governatore del Veneto a Monastier: dati strumentalizzati, 1400 posti recuperati dalla Regione e grazie alla mobilità. Sul futuro ospedale di Padova: pronto verosimilmente nel 2017
MONASTIER (Treviso) - L'ipotesi di chiusura di 1.800 posti letto negli ospedali veneti emersa in questi giorni sulla stampa si fonda, secondo il governatore Luca Zaia, «su numeri strumentalizzati». Il presidente del Veneto ne ha parlato a margine dell'inaugurazione di una casa di riposo a Monastier. «Il taglio, soprattutto romano - ha detto - è di 1.800 posti su 17mila. Sui primi 200 vengono recuperati, perché ci riconoscono la mobilità da fuori regione. Dei 1.600 rimanenti la Regione ne recupera 1.200 per gli ospedali di comunità e ne restano perciò 400». «Si tratta perciò - ha sottolineato - di 400 posti su 75 ospedali, lascio a tutti fare l'operazione».Zaia ha affrontato anche il tema del nuovo ospedale di Padova, sostenendo che «lo si potrà inaugurare nel 2017». «Il giro delle scartoffie è finito - ha spiegato Zaia - abbiamo già approvato su sede tecnica, e alcune amministrazioni anche su sede ufficiale, l'accordo di programma. Poi si passerà - ma è questione di ore - il dossier al direttore generale dell'azienda sanitaria di Padova, Claudio Dario, che diventerà stazione appaltante e l'opera poi velocemente partirà». «È un'opera da 650 milioni di euro - ha concluso Zaia - rispetto ai quali abbiamo già richiesto 400 milioni di euro come opera da finanziare con l'articolo 20 che è lo strumento nazionale per finanziare queste grandi opere. Direi che se facciamo veloci, considerando che sono partito da zero, verosimilmente in quattro anni l'ospedale lo si potrà avere». (Ansa)
11 maggio 2013
------------------------------------------
Riepilogando:
- I posti letto da tagliare (per effetto della spending review e del piano socio sanitario regionale) sarebbero 1.800. In pratica sono 1.600.
- Di questi 1.200 diventano posti letto in ospedali di comunità.
- Gli altri 400 posti letto vengono ridotti tagliando un po' qua e un po' là nei 75 ospedali della regione. Zaia invita a fare l'operazione 400 / 75 = 5,3.
- Intanto "Avanti tutta" sul nuovo ospedale di Padova: una montagna di soldi. 650 milioni per la precisione, almeno a oggi, poi si sa come vanno a finire queste grandi opere (Zaia ha già dichiarato, nel recente passato, che «sarà una partita da un miliardo». Ciò che non arriverà dal governo (400 milioni) sarà finanziato in project financing, uno strumento di finanza creativa che ha già causato parecchi problemi in giro per il Veneto.
6.4.13
Il peso degli ospedali. Un'inchiesta giornalistica sui costi dei nuovi ospedali e della finanza 'creativa'
Altreconomia :: Il peso degli ospedali
La crisi economica del sistema sanitario italiano ha un attore poco conosciuto: i costi per le nuove strutture in regime di project financing. A favore dei privati.
di Luca Martinelli - 27 dicembre 2012
Leggi l'articolo completo.
La crisi economica del sistema sanitario italiano ha un attore poco conosciuto: i costi per le nuove strutture in regime di project financing. A favore dei privati.
di Luca Martinelli - 27 dicembre 2012
Leggi l'articolo completo.
Iscriviti a:
Post (Atom)

