Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta zaia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta zaia. Mostra tutti i post

4.3.26

I nuovi direttori delle Ulss. Il rito delle nomine

Si è concluso il rito delle nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss, delle Aziende ospedaliere universitarie di Padova e Verona, dell’Istituto Oncologico Veneto (Iov) e di Azienda Zero.

Come sempre ci sono grandi aspettative. Nonostante tutto si spera per il meglio, anche se l’esperienza suggerisce una grande cautela.

Il Gazzettino 1 marzo 2026

Cinque Dg vengono confermati ma cambiano sede. Un rimescolamento nel collaudato “modello veneto”, sempre più ispirato a quello lombardo con un progressivo e strisciante spostamento di risorse dalla sanità pubblica a quella convenzionata e al privato puro (per chi può permetterselo).

E allora proviamo a vedere se cambiano gli indirizzi della politica sanitaria regionale dopo il quindicennio di Zaia.

Per prima cosa occorre scremare dalle dichiarazioni pubbliche l’abbondante dose di propaganda alla quale ci hanno abituati.

Alberto Stefani, presidente della giunta regionale al posto dell’ineleggibile Luca Zaia, propone però una serie di ovvietà: vicinanza ai territori, spirito di servizio, capacità di lavorare in squadra, immediata operatività. E ci mancherebbe!


La Voce, 1 marzo 2026

Pone poi l’accento sulla medicina territoriale, e qui torna alla mente quell’idea di «ospedale liquido» annunciata dall’assessore alla sanità Gerosa. Ma c’è anche una constatazione da fare: tutte le volte che l’amministrazione regionale ha parlato di medicina territoriale per gli ospedali polesani – e per il “San Luca” in particolare -, sono stati dolori. Taglio di posti letto, ambulatori invece di reparti, ospedali di comunità al posto della lungodegenza, come è accaduto a Trecenta.


Il Mattino di Padova, 1 marzo 2026

Stefani parla anche della necessità di proseguire con «l’implementazione del fascicolo sanitario elettronico, rendendo interoperabili i dati e favorendo il dialogo tra le Ulss». Peccato che nell’Ulss 9 (Verona) non sia mai stato realizzato il Cup unico provinciale ma ne esistano ben sei: 3 per Ulss9 , 1 per Azienda Ospedaliera, 1 per Clinica Pederzoli privata convenzionata, 1 per Ospedale Sacro Cuore di Negrar.

E il Cup unico regionale, previsto dalla normativa nazionale, rimane un lontano obiettivo.

Infine, il presidente della giunta regionale parla anche delle Case della Comunità ma non dice nulla circa la carenza di personale e intanto si avvicina la scadenza del 30 giugno.

7.12.25

Pagelle ai direttori generali delle Ulss: sostanziosi incentivi per tutti!

Deliberazione approvata dall'uscente giunta Zaia il 20 novembre, tre giorni prima delle elezioni regionali, ma pubblicata solo il 5 dicembre

Il Gazzettino, 6 dicembre 2025

Del voto dei primi cittadini in Conferenza dei sindaci avevamo già parlato nel post Incredibile ma vero: Ulss 5 a pieni voti (clicca qui per visualizzarlo).

Con la deliberazione appena pubblicata la giunta regionale conclude la valutazione sui direttori generali. La commissione consiliare regionale ha dato il massimo dei voti a tutti, così come, nella maggior parte dei casi, le conferenze dei sindaci delle singole Ulss come la nostra.

A determinare la differenza di valutazione, in ogni caso molto piccola, è stato il giudizio della giunta. Ma niente di che: tutti i direttori generali, avendo superato il 70% del punteggio massimo, avranno diritto agli incentivi economici: fino al 20% dello stipendio annuo lordo di € 154.937,06.

Per chi desidera approfondire:

Link alla pagina del Bollettino Ufficiale Regionale dal quale leggere o scaricare la Deliberazione della Giunta Regionale n. 1524 del 20 novembre 2025.

Tabella contenuta nell'allegato A

Allegato A alla DGR n. 1524 del 20 novembre 2025


15.10.25

Firmata la convenzione tra le Ulss di Rovigo e Verona per le emergenze di quattro Comuni: Bergantino, Castelmassa, Castelnovo Bariano e Melara


Il Gazzettino, 09 ottobre 2025

Limitata a infarti e ictus che saranno dirottati a Legnago; per tutto il resto anche loro si dovranno "accontentare" del Punto di Primo intervento del "San Luca". Le ambulanze partiranno da Trecenta e Castelmassa.

L'assessore Cristiano Corazzari ha dichiarato: «Garantire rapidità e qualità nell'assistenza per i pazienti tempo-dipendenti è una priorità assoluta». E bravo l'assessore uscente! Ma anche per i residenti negli altri 20 Comuni dell'altopolesine è "una priorità assoluta". E quelli che fanno?

Cosa non si farebbe per qualche votarello in più!

10.9.25

Un nuovo Sportello contro le liste d'attesa a Rovigo

IMPARIAMO A DIFENDERCI DALLE LUNGHE LISTE D'ATTESA



Il Comitato dei cittadini di Rovigo per il diritto alla salute nella sanità pubblica aprirà a Rovigo, ogni lunedì dalle 16:00 alle 18:00, a partire dal 15 settembre 2025, in Via Oberdan 17A, un nuovo Sportello per il Diritto alle Cure, contro le liste d'attesa.

Il Comitato aderisce al Coordinamento Veneto Sanità Pubblica (CoVeSaP) e ne adotta la modulistica.

In altopolesine continua l'attività dello Sportello di Trecenta, in piazza San Giorgio 477, tutti i giovedì dalle 16:30 alle 18:30, a cura dei volontari del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca.



3.8.25

Sanità veneta. Flavio Tosi getta la maschera: «largo ai privati»

Corriere del Veneto, 2 agosto 2025

Adesso il gioco è alla luce del sole, esplicito, persino rivendicato: si vuole togliere alla sanità pubblica a vantaggio del business della sanità privata convenzionata.

Flavio Tosi (Fi) aspirante candidato presidente per la destra alle prossime elezioni regionali, vuole completare il lavoro di privatizzazione della sanità che aveva cominciato, in un recente passato, come assessore alla sanità, allora in quota Lega.

Afferma: «Al cittadino interessa essere curato, non gli importa se dal pubblico o dal privato convenzionato, visto che il ticket è identico. Il prossimo governo regionale avrà una visione più liberale, il modello è la Lombardia».

Non spiega per quale motivo le cose dovrebbero funzionare meglio, e fa bene perché ogni euro distolto dalla sanità pubblica a vantaggio di quella privata convenzionata va ad alimentare la fuga di medici e infermieri che ben comprendono dove la politica regionale ci sta portando: nel privato ci saranno più soldi e migliori condizioni di lavoro e di reddito. E se ora mancano, in Veneto, 3.500 medici e 4.000 infermieri la politica di Tosi e alleati peggiorerà velocemente le cose: la sanità pubblica sarà ancora più in affanno, i turni saranno più pesanti, le ferie non assicurate. E la fuga di professionisti dal pubblico al privato continuerà, fino al collasso: questo è l'obiettivo Flavio Tosi.

C'è da sperare che i Veneti non si facciano stordire, ancora una volta, dalla lagna sull'immigrazione e che pensino invece a com'era la sanità regionale prima della "cura" Zaia. Quindici anni fa non si parlava di liste d'attesa, non esisteva nemmeno l'espressione "liste d'attesa", ora non c'è famiglia che non le abbia amaramente sperimentate. Per lo meno quando ottieni un appuntamento! Già perché, in molti casi, la risposta del Cup è "non abbiamo, agende" o "per il momento non c'è posto, torni la prossima settimana". E questa è una violazione della legge nazionale - le agende non possono essere chiuse se non per un massimo di 24 ore e solo per motivi tecnici - e persino di quella regionale. Ma il cittadino/elettore non lo sa e l'amministrazione regionale ne approfitta.

E' ORA DI CAMBIARE!


22.6.25

Liste d'attesa, il M5S di Rovigo critica l'Ulss 5

Il Gazzettino, 13 giugno 2025

Il Movimento 5 Stelle di Rovigo critica la gestione della sanità pubblica in Veneto e, in particolare, le liste d'attesa, la carenza di personale e la crescente privatizzazione.

Scarica il testo integrale del comunicato stampa.

L'Ulss risponde ma evita, ancora una volta, di informarci che:

  1. Le prestazioni sanitarie monitorate sono solo 70 tra le oltre cinquemila previste dai Livelli Essenziali di Assistenza (Lea);
  2. Il monitoraggio si limita a quelle 70 e considera esclusivamente le Prime visite o Primi accessi;
  3. I "Controlli" (visite ed esami) non vengono considerati e sfuggono a qualsiasi statistica.

Sulle liste d'attesa leggi anche su questo blog:

Rovigo, uno Sportello per il Diritto alle Cure aprirà a settembre

Liste d'attesa. I risultati degli Sportelli per il Diritto alle Cure dopo un anno di lavoro

Liste d'attesa. Su 42,3 milioni di euro la giunta regionale ne destina 20 all'acquisto di prestazioni dal privato convenzionato

Sanità: pagando, visita in 15 giorni. In esenzione, un anno di attesa

15.6.25

Rovigo, uno Sportello per il Diritto alle Cure aprirà a settembre


Una bella notizia!

Il 'Comitato dei cittadini di Rovigo per il diritto alla salute nella sanità pubblica' aprirà a settembre un nuovo Sportello per il Diritto alle Cure.

Il Comitato, aderente al Coordinamento Veneto Sanità Pubblica, adotterà la modulistica del CoVeSaP per assistere gratuitamente i cittadini del medio polesine contro le liste d'attesa che, a dispetto di quanto affermato dal presidente della giunta regionale e dall'assessore regionale alla sanità, continuano a preoccupare i cittadini costretti a tempi d'attesa lunghissimi o ad affrontare spese a volte insostenibili nella sanità privata.

Le trionfalistiche statistiche dell'amministrazione regionale e dell'Ulss 5 non spiegano che:

  • Le prestazioni sanitarie monitorate sono solo 70 tra le oltre cinquemila previste dai Livelli Essenziali di Assistenza (Lea);
  • Il monitoraggio si limita a quelle 70 e solo per le Prime visite o Primi accessi;
  • I "Controlli" (visite ed esami) non vengono considerati e sfuggono a qualsiasi statistica.

Infatti, le persone che hanno avuto bisogno di servizi sanitari non hanno per nulla la sensazione che tutto vada bene. Un conto è la propaganda e un altro la realtà.

Allo Sportello per il Diritto alle Cure che il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca sta gestendo a Trecenta in Piazza San Giorgio 477, ogni giovedì dalle 16:30 alle 18:30, continuano a presentarsi cittadini per avere assistenza gratuita, in particolare proprio per i controlli.



24.3.25

Liste d'attesa e medici di base - Tutto bene in Polesine? - Perché la Sanità Pubblica va difesa


Lo scorso 20 marzo 2025 per iniziativa del Circolo Arci "2 Giugno 1946" e del Forum dei Cittadini di Rovigo si è tenuto un dibattito sul tema "Liste d'attesa e medici di base - Tutto bene in Polesine? - Perché la Sanità Pubblica va difesa".

Invitato per parlare delle liste d'attesa ho illustrato l'attività del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" nello Sportello per il Diritto alle Cure aperto a Trecenta dallo scorso 9 gennaio. Sono decine gli Sportelli attivati dai comitati spontanei per la difesa della sanità pubblica in tutto il Veneto allo scopo di assistere i cittadini contro la violazione dei livelli essenziali di assistenza.

Mirella Zambello ha trattato il tema dei medici di medicina generale nel contesto dei servizi socio-sanitari.

Carlo Cunegato ha commentato le recenti dichiarazioni di Zaia sulla riduzione delle liste di attesa: il "trucco" dei monitoraggi che si limitano alle prime visite; i controlli che sfuggono alla verifica dell'efficienza del sistema regionale.
Monitoraggio sui Lea (Livelli Essenziali di Assistenza): su 6.000 Lea ne vengono misurati solo 27. La Regione concentra le risorse per soddisfare quei 27 parametri per "guadagnare" illusoriamente il primato. Come spacciare una misurazione parziale e per un monitoraggio generale.
Gimbe ha recentemente pubblicato uno studio che dimostra che sui medici di base (medici di medicina generale) il Veneto è la peggiore regione d'Italia dopo la Lombardia.
Uno studio Agenas pubblicato dalla Cgil rileva che il Veneto è di gran lunga la regione dove sono più alti i codici bianchi e verdi nei pronto soccorso.
Viene mantenuto il tetto di spesa sul personale della sanità, ma le Ulss possono spendere moltissimo per contratti privatistici con i medici esterni. Spendiamo solo il 6,2% del Pil ma dobbiamo concentrare le risorse nel pubblico e non nel privato.
Il limite fra civiltà e barbarie è sulla sanità.

Radio BlueTu, che ringrazio, ha reso disponibile la registrazione dell'iniziativa.

Pietro Tosarello


2.3.25

I problemi del "San Luca" all'attenzione del presidente della giunta regionale, che svicola

Zaia è entrato da un ingresso secondario ma i cartelli del Comitato altopolesano sono stati visti da molti. Dalle leggende sulle meraviglie dell'autonomia regionale alla concretezza della sanità pubblica: ospedali ridotti ai minimi termini e liste d'attesa scandalose, con molti cittadini nemmeno presi in carico dalle Ulss del Veneto.



Venerdì 28 febbraio 2025 il presidente della giunta regionale Zaia è stato a Lendinara per la sua autonomia. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca era presente, con i suoi cartelli, per ricordare i problemi dell'ospedale di Trecenta.

Avvisato della nostra presenza Zaia non è entrato dall'ingresso principale, probabilmente ha usato un ingresso di servizio o un'uscita di sicurezza.

Comunque sia, le nostre locandine sono state viste da buona parte del pubblico che è entrato in teatro, dall'assessore regionale Corazzari, dal sindaco di Gaiba e dalla sindaca di Lendinara che si sono fermati a salutare, così come il direttore generale dell'Ulss. È passata anche la sindaca di Trecenta ma ha tirato dritto appena ha capito che erano locandine dedicate al San Luca.











Il Gazzettino, 2 marzo 2025











3.1.25

La giunta regionale "regala" ai privati tariffe molto salate

I più attenti ricorderanno il presidente della giunta regionale Luca Zaia invocare, un giorno si e l'altro pure, per tutte le regioni, i costi standard. Chiudeva il cerchio affermando che il Veneto garantiva prestazioni di qualità a costi inferiori a molte altre regioni, in particolare del sud.

Bene, tutto questo è acqua passata. Anzi le parti si sono addirittura invertite: il Veneto vuole spendere di più rispetto al nomenclatore tariffario approvato dal ministero della salute di concerto con quello dell'economia e della finanza. E tutto per garantire compensi più alti alle strutture private convenzionate con il servizio sanitario nazionale.

Tutte le informazioni del caso negli articoli che seguono (Il Mattino, 2 gennaio 2025).

Scarica anche la Delibera della Giunta Regionale (Dgr) n. 1251 del 29 ottobre 2024 con cui la giunta Zaia ha prorogato fino a marzo 2025 le precedenti tariffe.



Aggiornamento. La consigliere regionale Elena Ostanel (gruppo Il Veneto che vogliamo) ha presentato un'interrogazione urgente (Il Mattino, 3 gennaio 2025)



9.12.24

Sanità veneta, tutti 'promossi' i direttori generali. Il compenso sale del 20%

Il Gazzettino, 9 dicembre 2024

Da notare che non tutte le Conferenze dei sindaci attribuiscono il punteggio massimo come invece avviene puntualmente e acriticamente ogni anno in provincia di Rovigo per l'Ulss 5.

Da notare anche che lo stipendio dei direttori generali è di € 154.937,06 annui lordi, ai quali aggiungere ora un altro 20%.

17.11.24

Si ripete il calvario di un'anziana altopolesana di 97 anni al PS di Rovigo

La mancanza di un vero Pronto Soccorso a Trecenta espone gli altopolesani a disagi e rischi maggiori del resto dei residenti nel territorio dell'Ulss 5.

Il PS di Trecenta è stato declassato a Punto di Primo Intervento, tratta solo codici bianchi e verdi

Si ripete il calvario di un'anziana altopolesana di 97 anni al PS di Rovigo, di Rovigo perché a Trecenta non c'è un Pronto Soccorso ma soltanto un Punto di Primo Intervento.

La signora, residente presso la Casa di Riposo di Badia Polesine, è stata trasportata direttamente a Rovigo poiché il Punto di Primo Intervento di Trecenta non poteva gestire il caso.

Il figlio, Graziano Berto, ha reso nota la vicenda che ricalca quanto era già accaduto nello scorso mese di maggio. Allora l'Ulss 5 Polesana si era scusata per il disservizio ma, evidentemente, non ha preso alcun provvedimento affinché migliorasse l'assistenza.

Di seguito pubblico i post di Graziano Berto il quale, dopo l'esperienza di maggio, aveva puntualmente informato anche l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin. Senza esito.

Post di Graziano Berto, 6 novembre 2024

Anche oggi una bella puntata al Pronto soccorso di Rovigo con la mamma di 97 anni. Lei è arrivata alle 9.30 di questa mattina in codice bianco per sospetta 'flebite' alla gamba sx. Dopo gli opportuni esami e visite, l'ultima alle ore 16.15, alle 20.30 siamo ancora in P.S. per attendere la diagnosi dell'ultima visita. Nello stesso tempo attendiamo l'arrivo di un'autoambulanza per il rientro in struttura.  Credo che la protesta pubblica che ho fatto a maggio 2024 NON SIA SERVITA A NULLA.  Ringrazio la dott.ssa Lanzarin e il presidente Zaia, per aver provveduto a "MIGLIORARE QUESTO SERVIZIO, INDISPENSABILE PER I CITTADINI VENETI". In fede Berto Graziano

Post di Graziano Berto, 30 maggio 2024

Ieri 29 maggio 2024 mia madre di 97 anni, non autosufficiente, ma  ancora sufficientemente presente é stata ricoverata al pronto soccorso di Rovigo verso le ore 15, per una sospetta flebite alla gamba sx. Dopo le opportune analisi, Rx alla gamba, effettuate verso le 16.30, abbiamo atteso fino alle 18.30 per avere una visita dall'ortopedico e di conseguenza la diagnosi che ha riscontrato un frattura composta sia al perone che alla tibia. Dopo aver effettuato  l'opportuno intervento medicale, il medico di turno ha stabilito che mia madre poteva rientrare in struttura protetta nella stessa serata. L'ospedale, in questi casi,  ha l'obbligo di riaccompagnare il paziente non autosufficiente nella sua residenza. Per fare questo,  si serve  di un "Taxi Ambulanza" della CIDAS , la quale è convenzionata con l'ULSS5 polesana per questo servizio. Verso le 19.15 ci viene comunicato da un'infermiere del  pronto soccorso che si occuperanno loro di contattare il trasporto. Passano le ore e noi rimaniamo in attesa dell'evolversi della situazione. Mia madre stesa sul lettino ed io al suo fianco. Alle 21.15 dopo due ore di attesa, mi viene comunicato che verso le 22 arriverà l'ambulanza. Passano le 22, le 23, alle 23.45 chiedo gentilmente se questa ambulanza é in arrivo o se forse sarebbe stato meglio ricoverarla. Mi viene risposto dall'infermiera di turno all'entrata del P.S. che dobbiamo pazientare perché c'è UNA SOLA AMBULANZA CHE FA QUESTO SERVIZIO PER TRE OSPEDALI, dal Basso Polesine a Castelbaldo(?). Faccio presente all'infermiera che mia madre ed io siamo in pronto soccorso dalle ore 15 ed ora sono le 24 e sono passate 9 ore e che forse avremo il diritto di rientrare nelle nostre case. L'infermiera non risponde e si occupa di un'altro paziente. Mi rassegno , ritorno vicino a mia madre, e cerco di rasserenarla standole vicino. Passa un'altra ora e finalmente arrivano i barellieri della CIDAS. Sono le 0.50 del 30 maggio 2024. Mia madre arriva in struttura alle 1.15 circa, il suo CALVARIO É FINITO. 

Mi chiedo É UMANO TENERE DELLE PERSONE ANZIANE NON AUTOSUFFICIENTI PER COSÌ TANTE ORE IN UN PRONTO SOCCORSO? CON MIA MADRE C'ERANO ALTRE PERSONE ANZIANE CHE HANNO DOVUTO ATTENDERE COSÌ TANTO TEMPO PRIMA DI ESSERE RIACCOMPAGNATE.  NON SAREBBE IL CASO DI POTENZIARE QUESTO SERVIZIO PER ACCELERARE I RIENTRI , O PER L'ULSS5 È UN COSTO TROPPO ONEROSO E IL CITTADINO DEVE CONTRIBUIRE ANCHE PER QUESTO SERVIZIO? CONCENTRARE TUTTO IN UN PRONTO SOCCORSO É STATA UNA SCELTA CORRETTA? Forse , anche questa esperienza vissuta in prima persona non lascerà alcun segno, ma  ciò non toglie che sia un segnale, brutto, di dove stiamo andando.

22.3.24

L'appello per l'adesione alla Manifestazione regionale di Mestre

Per il Veneto la Manifestazione sarà a MESTRE Sabato 6 APRILE 2024, ore 14.00, dal piazzale della stazione ferroviaria

Le adesioni all'appello sotto riportato, singole o di gruppo, vanno inviate alla mail di CoVeSaP:

mail.covesap@gmail.com

Covesap - Coordinamento Veneto Sanità Pubblica

#sanitàpubblica

#mestre6aprile2024





Scarica la versione in pdf












20.3.24

Mestre, Sabato 6 Aprile 2024: 4^ Manifestazione Regionale in Difesa della Sanità Pubblica


Per il pieno rispetto dell'art. 32 della Costituzione che tutela la salute come diritto fondamentale

Per la salvaguardia e il rilancio di un sistema sanitario nazionale, equo, accessibile, universale

Contro i tagli e lo smantellamento dei servizi socio sanitari pubblici

Contro la privatizzazione della sanità

@Covesap - Coordinamento Veneto Sanità Pubblica

#sanitàpubblica

#mestre6aprile2024

24.11.23

Privatizzazioni in sanità, se non ci pensa Zaia provvede il governo Meloni

Il governo aumenta i posti universitari per medicina ma privilegia il privato. Le università di Padova e Verona restano a bocca asciutta

Ignorato il parere contrario del Coreco


In sanità le privatizzazioni fanno un altro passo avanti. Dopo le case di cura private convenzionate con il pubblico, arriva ora un corso universitario di medicina, a Venezia, proposto da UniCamillus, ente totalmente privato.

Ignorato dal governo il parere contrario del Comitato regionale di coordinamento delle Università del Veneto (Coreco).

Le Università di Padova e Verona, che già avevano ottenuto un aumento del numero chiuso rispettivamente di 60 e 30 unità e che si erano dichiarate pronte ad assorbire un ulteriore incremento di posti a medicina, sono state ignorate. La ministra Bernini la preferito decretare in favore della proposta privata.

UniCamillus ringrazia - "ettecredo" direbbero a Roma - e immagino che sarà riconoscente.

Leggi l'articolo del Gazzettino del 15 novembre 2023.

3.10.23

3^ Manifestazione Regionale in Difesa della Sanità Pubblica. BELLUNO Sabato 28 OTTOBRE 2023

Non c'è più tempo. Ultima chiamata. Partecipiamo.

Il Governo prepara nuovi tagli, la Regione Veneto nuove privatizzazioni.
Occupiamoci della sanità prima che la sanità, ridotta allo stremo, si occupi di noi.
BELLUNO Sabato 28 OTTOBRE 2023, ore 14.30

La sanità pubblica non è un costo ma il miglior investimento possibile per il nostro futuro.



16.9.23

Luca Zaia spinge per un accordo vergognoso con i sindacati autonomi dei medici di famiglia.

Per qualche euro in più

Scandalosa trattativa tra Regione e sindacati autonomi (Fimmg, Snami e Smi)

Già operativo nell'Ulss di Belluno ora si mira ad applicarlo a tutto il Veneto.

In pratica, ai medici di famiglia verranno erogati degli incentivi economici se prescriveranno meno visite ed esami urgenti, se ricorreranno di meno alla tac e alla risonanza magnetica, se chiederanno meno visite specialistiche.

Sorprende l'adesione dei sindacati autonomi maggiormente rappresentativi (Fimmg, Snami e Smi) a questa scandalosa trattativa.

I mmg sono già sotto pressione, in caso di accordo lavoreranno in condizioni ancora peggiori.



Il 28 ottobre partecipiamo alla manifestazione regionale di Belluno, difendiamo la sanità pubblica o ci toglieranno anche l'aria.

Leggi la notizia completa su DottNet Veneto, medici pagati un euro in più a paziente se prescrivono meno esami e visite urgenti.

24.7.23

Indagine CoVeSaP, tre cittadini su quattro costretti a rivolgersi al privato e ancora tre su quattro finiscono in lista di attesa.

Un momento della manifestazione dello scorso 15 aprile a Vicenza in difesa della sanità pubblica.


Il Coordinamento Veneto Sanità Pubblica (CoVeSaP) a partire dalla manifestazione di Vicenza dello scorso 15 aprile ha proposto ai cittadini del Veneto un questionario sull'accesso ai servizi sanitari.

Il primo scoglio da superare è, in molti casi, l'accesso al Medico di Medicina Generale (MMG), il medico di famiglia: una parte consistente dei rispondenti deve attendere anche più di una settimana, una buona parte oltre il mese. Inaccettabile.

Poi c'è da prenotare la prestazione, e qui sono dolori. Ma il peggio viene dopo, quando tre quarti delle persone affermano di essere stati messe in lista di attesa. E quanto hanno aspettato? Le risposte sono sorprendenti: solo il 25% di loro ha avuto una risposta nei tempi indicati dal MMG, la maggioranza ha aspettato da 4 settimane a oltre 3 mesi in più, e una percentuale molto consistente ha rinunciato perché stava passando troppo tempo. Questi ritardi nella diagnosi si traducono spesso, purtroppo, in un aggravamento della prognosi, con prolungamento delle cure, maggiori disagi per la persona e maggiori costi per la spesa pubblica.

Superati questi scogli soltanto il 35% ottiene la prestazione presso le strutture pubbliche, il resto o in sistema misto o esclusivamente in strutture convenzionate. È il frutto della scelta della Regione di abbattere le liste d’attesa puntando sull’acquisto di ingenti quantità di prestazioni dal privato.


Per maggiori dettagli scarica:

Rassegna stampa:

CoVeSaP, questionario su ULSS venete: lunghe attese e insoddisfazione

Sanità veneta, sondaggio dei Comitati: 3 utenti su 4 costretti a rivolgersi al privato per le prestazioni


Come funziona in Veneto l’accesso ai servizi sanitari?