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21 agosto 2026

Ovociti congelati, c'è richiesta ma alla PMA di Trecenta non si può fare

L’Ulss 5: «Riceviamo parecchie domande»
Ma ci si può affidare solo alle cliniche private

In Italia, nel 2025, sono nati meno di 355.000 bambini. Mai così pochi.

Il Gazzettino, 20 Agosto 2026

Il Gazzettino, 20 Agosto 2026


11 agosto 2026

La corsa al business delle Rsa, «Rendimenti alti, i fondi investono»


Corriere del Veneto 9 agosto 2026

Corriere del Veneto 9 agosto 2026

Strutture dismesse da recuperare, nuovi insediamenti, acquisizioni: in Veneto si muovono anche svizzeri e francesi.

Poiché l'articolo di Martina Zambon è di difficile lettura dall'immagine sopra ne riporto per intero il testo. Prepariamoci al peggio (se non faremo nulla per impedirlo).

---- inizio articolo

Rsa, boom di fondi e società private per costruirne di nuove e, in alcuni casi, gestirle.

Il fenomeno, non nuovo, sta vivendo una nuova età dell’oro. Complici le proiezioni demografiche, il business c’è tutto. Al punto che si parla già di «silver economy».

Il rendimento, ma si tratta di investimenti a medio-lungo termine dicono gli operatori, viaggia intorno al 6-7%. Di buono, secondo gli investitori, c’è che è sicuro.

La demografia e le statistiche non mentono: i veneti vivono sempre più a lungo e, inevitabilmente, cresce il bisogno di assistenza. Il fermento è palese. Ne sanno qualcosa i consiglieri regionali e gli assessori avvicinati con proposte spesso di riconversione di strutture sanitarie dismesse.

Ad attestare l’impennata dell’interesse dei privati nel settore dell’assistenza agli anziani non autosufficienti sono gli esempi concreti che si moltiplicano.

Un advisor lombardo, lo Studio De Simone, che rappresenta più fondi di investimento, è interessato a una struttura sanitaria dismessa a Mezza Selva di Roana; la corazzata friulana di Sereni Orizzonti annuncia, fra acquisizioni e aperture, sei nuove strutture con il Veneto protagonista; e ancora un altro colosso, Numeria, che lavora con fondi di private equity e istituzionali, soprattutto francesi e svizzeri (per citare solo gli interventi più recenti, Campodarsego, San Martino di Lupari, Vigonza, Maserà, Pianiga) è sempre in prima fila. Tutto questo senza entrare nell’universo contiguo delle Ipab sempre più spesso, necessariamente, ibridate con il privato convenzionato. È il caso dell’Ipab di San Donà retta da Michele Basso che, però, osserva: «A livello regionale serve una cabina di regia che faccia analisi costi-benefici dei rapporti dei partenariati pubblico privati, in nome della trasparenza». Per non parlare della presenza, importante, del privato, anche nel segmento dei centri diurni per anziani non autosufficienti.

Un mondo, quello delle Rsa, che sta cambiando pelle. Ma Roberto Volpe, voce di Uripa, aggiunge tranchant: «Il problema è sempre lo stesso, mancano 100 milioni di euro dalla Regione per le impegnative inevase, poi possiamo discutere di tutto, ma si parte da lì».

Nel frattempo, però, le proposte dei privati si moltiplicano. Eugenio De Simone, dell’omonimo studio, spiega: «Il nostro studio ha sedi a Milano e Brescia, siamo advisor di più fondi che hanno manifestato l’interesse di investire in Veneto. In particolare, in strutture che magari oggi sono fatiscenti, quindi hanno bisogno di essere ristrutturate per essere trasformate in centri medici e Rsa, come a Roana. Oggi i fondi sono a caccia di queste opportunità e scalpitano, vorrebbero già fare qualche sopralluogo, fare la stima degli investimenti per arrivare a un business plan però sappiamo che i tempi della politica sono diversi».

Con Sereni Orizzonti c’è il portafogli della milanese Over Spa, specializzata, appunto, in «silver economy» per le recenti residenze a Ca’ Vio (Cavallino Treporti, Venezia, 50 posti) e l’Istituto Padre Pio a Tarzo (Treviso, 113) e con la padovana Codess per la Rsa di Gruaro, nel Veneziano (120 posti).

Fra i gestori si stanno affermando anche Peralba e Gheron. Fra gli investitori di Numeria, invece, ci sono investitori istituzionali italiani ma anche francesi e svizzeri che, specifica Gianluigi Rocco, amministratore di Numeria, «hanno un approccio a lungo termine come i fondi pensione e assicurazioni e guardano al settore socio sanitario con attenzione, penso, per restare agli ultimi 5 anni, a Bnp Paribas che ha investito sulle Rsa di Istrana, Jesolo, San Martino di Lupari, Campodarsego, Swiss Life, fondo svizzero francese ha realizzato Lavagno, Praemia, grossa sgr francese per Frassinelle, nel Rodigino, Euryale, un altro investitore francese magari non enorme ma sui 3-4 miliardi di gestito, sua la Rsa di Vigonovo, Lifento altro fondo francese, in Italia c’è Ream sgr, fondazioni bancarie piemontesi. Ed è un settore destinato a crescere». Ben oltre quei 36.597 posti accreditabili.

La Regione stanzia per gli anziani non autosufficienti nelle Rsa, le famose impegnative, 565 milioni di euro, al lordo delle risorse per i Centri Diurni, gli Stati vegetativi permanenti e i Religiosi non autosufficienti. Il numero di utenti medi con impegnativa arriva a 25.939 unità, insomma la copertura è del 76,5%. Il rimanente 23,5% paga la retta per intero.

Corriere del Veneto 9 agosto 2026

La gestione dei cittadini anziani, sempre più numerosi, richiede, probabilmente, regole nuove. «Per rafforzare l’integrazione pubblico-privato serve creare le condizioni per attrarre capitali privati - chiude Rocco - e favorire l’incremento quantitativo e qualitativo della risposta assistenziale e la sostenibilità del sistema nel medio lungo periodo. Tra queste, ad esempio, lo snellimento delle procedure di autorizzazione, il rafforzamento dei sistemi di vigilanza e controllo, una cabina di regia per valorizzare il personale anche con forme di aiuto nell’accesso alla casa e percorsi formativi permanenti, assegnazione delle impegnative di residenzialità, anche sulla base del criterio del reddito, differenziare l’accesso delle strutture al budget pubblico anche con criteri di qualità secondo le norme di concorrenza europea e, infine, studiare forme di coinvolgimento delle compagnie di assicurazione per la diffusione delle Long Term Care».

È, appunto, la «silver economy».

di Martina Zambon


Corriere del Veneto 9 agosto 2026

---- fine articolo

Alcune mie osservazioni, preliminari perché ciò che ci si prospetta è di portata enorme.

  • Sparisce il problema del personale ma le Rsa sono in grave carenza di infermieri e Oss già ora. Una possibile spiegazione è che intendono gestirle solo «in alcuni casi».

  • L’integrazione pubblico-privato mi ricorda la Superstrada Pedemontana Veneta. Il rischio d’impresa sarà trasferito a una compiacente amministrazione regionale?

  • L’assegnazione di tutte le impegnative di residenzialità ci sarà quando questi gruppi avranno ottenuto tutto il resto. E non è neanche certo.

  • Questa calata speculativa è un'ulteriore minaccia per le Rsa pubbliche.

 Link:

Uripa Unione Regionale Istituti Per Anziani Della Regione Veneta (https://www.uripa.it/).


21 luglio 2026

Il Polesine non è una provincia per vecchi, ma gli anziani sono tanti. Ancora un caso di riabilitazione negata

Dopo il caso del 95enne di Castelmassa che non trova posto in riabilitazione a Trecenta (clicca qui per leggere il relativo post) ci è arrivata questa nuova segnalazione dall’altopolesine.


«Ciao Pietro, ti volevo segnalare il caso di mio padre in relazione all'ospedale di Rovigo.

Il 19 giugno cade a casa e si rompe il femore, dimenticavo ha 88 anni, viene ricoverato e operato dopo due giorni. Io sono andato a trovarlo regolarmente tutti i giorni, negli orari di visita, senza mai poter parlare con i medici.

Dopo una settimana mi chiamano e mi dicono che se non mando qualcuno ad assisterlo mio padre rimane fermo a letto tutto il giorno.

Mi organizzo e mando la badante per 3 o 4 giorni, poi lo dimettono. In buona sostanza è ritornato a casa senza fare la riabilitazione.

Il 28 Giugno mi è stata chiesta la certificazione della 104 per poter usufruire del sollevatore; hanno detto "faccia presto a portare la documentazione così quando lo dimettono ha già il sollevatore a casa".

Oggi 17 luglio ancora nessuna notizia del sollevatore, ho dovuto affittarne uno manuale con cui faccio una fatica terribile, a 4 euro al giorno.

Questa è la sanità di eccellenza di cui ci si vanta a Venezia.

Se puoi dai evidenza di questo caso di malasanità.

Grazie per il lavoro che portate avanti come Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca».

(lettera firmata)

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Cosa sta succedendo alla riabilitazione gestita dall’Ulss 5?

In pochi giorni due segnalazioni documentate e rese pubbliche dai familiari delle “vittime” ma sono molti i casi che ci vengono segnalati per le difficoltà di accesso ai servizi riabilitativi, in particolare per i pazienti esterni.

Si sta forse pensando a una drastica, anche se strisciante, riduzione della riabilitazione per passare il “pacchetto” delle prestazioni a cliniche e servizi privati? Privati che spesso stanno esaurendo o hanno già esaurito il budget stanziato dall’Ulss e che, pertanto, chiedono di essere pagati al 100% dal paziente.

Da notare che questi segnali di progressiva “dismissione” dei servizi riabilitativi si verificano anche in altre Ulss. E allora sorge una domanda: a che cosa stanno pensando in giunta regionale? A un ulteriore taglio di servizi gestiti dal pubblico per “regalarli” al privato?


29 giugno 2026

Scuola e sanità, rischi di «privatizzazione sostanziale»


Il Sole 24 ore, 25 giugno 2026


Il Sole 24 ore, 25 giugno 2026

… gli stipendi bassi rendono meno appetibile il posto di lavoro e gli investimenti insufficienti abbassano la qualità dei servizi, con la conseguenza che dipendenti e utenti si spostano verso il privato: quando possono.

La Corte dei conti vede in azione queste due dinamiche gemelle in due settori cruciali delle politiche pubbliche, la scuola e la sanità.

L’evoluzione corre sotterranea, senza un disegno politico esplicito: ma appare strutturale, e solidamente fondata sui numeri del bilancio pubblico.

«polarizzazione delle risorse in un numero ristretto di missioni», concentrato su difesa e ordine pubblico, grandi infrastrutture di trasporto, giustizia e beni culturali; e in questo «quadro di sviluppo non pienamente equilibrato», altri settori di intervento «risultano penalizzati o caratterizzati da dinamiche recessive».

Tra questi ci sono appunto scuola e sanità, in cui è il Procuratore generale Pio Silvestri a leggere i segni di una parallela «privatizzazione sostanziale».

«Gli impegni tesi al rilancio della sanità pubblica devono fare ancora i conti con la crisi del personale che continua a rappresentare uno dei principali problemi del servizio sanitario nazionale, e che si riverbera sulla qualità e sull’efficienza del sistema », spiega senza mezzi termini Silvestri sottolineando la «carenza di personale medico e infermieristico» che azzoppa i progetti di rafforzamento della sanità di prossimità, come mostra il tramonto del progetto organico sulle case di comunità, e di taglio delle liste d’attesa, su cui gli ambiziosi obiettivi fissati dal Governo continuano a perdersi nella vischiosità della spesa effettiva delle Regioni oscurata anche da una rendicontazione spesso caotica.

«Bisogna investire sul capitale umano altrimenti inevitabilmente attratto dalla medicina privata, non bisogna più indugiare o lesinare risorse per il tangibile miglioramento del trattamento economico, della formazione e dell’aggiornamento e dei livelli assunzionali», sostiene Silvestri rimarcando un’urgenza che però fatica a farsi strada nel dibattito politico.


Stipendi bassi e investimenti insufficienti allontanano dipendenti e utenti.


29 maggio 2026

Il reparto di riabilitazione del San Luca dirotta i pazienti nel privato puro?


In queste ultime settimane il Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca” ha raccolto alcune segnalazioni che sembrano indicare un cambio di rotta del reparto di riabilitazione fisica dell’ospedale di Trecenta.

I pazienti esterni (non ricoverati) verrebbero, sempre più spesso, esclusi dai percorsi riabilitativi direttamente erogati al “San Luca” e dirottati nel privato puro. Attenzione, privato puro non convenzionato, cioè a totale carico del paziente e non soggetto al semplice ticket.

Non solo, ortopedici e fisiatri del servizio pubblico promuoverebbero le infiltrazioni ecoguidate che poi loro stessi somministrerebbero in strutture private, convenzionate o meno, ma sempre a totale carico del paziente.

L’infiltrazione guidata è di moda, ma fuori dal servizio sanitario nazionale.

Secondo il quadro che si delinea dalle segnalazioni raccolte la fisiatria di Trecenta tenderebbe a non prescrivere più terapie a carico del Servizio Sanitario Nazionale per gli esterni: una pacca sulle spalle e via, con annessa prescrizione di antidolorifici, che il paziente già prende, e di costosi integratori a pagamento di incerta utilità.

L'Ulss ne sarebbe più che contenta, visto che paga l'ammalato di tasca sua, e perché non deve prendersi in carico il paziente, riducendo anche le liste d’attesa. Bingo!

Se questo quadro dovesse essere confermato sarebbe assai grave.

Verrebbe minata dalle fondamenta la buona reputazione fin qui guadagnata dal reparto di riabilitazione fisica dell’Ospedale di Trecenta. Ma forse potrebbe essere questo lo scopo di questa ulteriore deriva verso la privatizzazione della sanità.

Come Comitato non possiamo che raccogliere le segnalazioni degli altopolesani. Non possiamo verificare la reale situazione. Le segnalazioni sono attendibili ma non possiamo controllare quanto siano generalizzate.

Chi lo farà? La Conferenza dei sindaci? Il Comitato dei sindaci del distretto 1? I carabinieri dei NAS?

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
il portavoce – Pietro Tosarello


Dal sito dell'Ulss: https://www.aulss5.veneto.it/medicina-fisica-e-riabilitativa-trecenta


04 aprile 2026

La crisi colpisce la salute: 1 su 4 rinuncia a curarsi. L’insostenibile costo della salute

Indagine statistica in Veneto e Friuli commissionata dal Gazzettino.

Alla domanda: «Nell’ultimo anno ha rinunciato a visite e cure mediche perché non poteva permettersele?» il 27% risponde di Si.


Il Gazzettino, mercoledì 25 marzo 2026


03 aprile 2026

La sanità pubblica in Polesine e nel Veneto, Stienta 30 marzo 2026

Carlo Cunegato, Paolo Forti, Pietro Tosarello e Nicola Zanca

Lunedì sera a Stienta si è parlato di sanità, di servizi sociosanitari. Davanti ad un pubblico numeroso Paolo Forti, capogruppo di Stienta Coraggiosa, ha illustrato lo scopo della serata, organizzata per fare mettere al centro dell’agenda politico-amministrativa il delicato tema della sanità. La si è voluta organizzare in quanto nelle sedi istituzionali, come il Consiglio Comunale, non si è mai trovato il tempo ed il modo di affrontare tali tematiche.

Paolo Forti, Gruppo consigliare di Stienta Coraggiosa

Si è partiti dalla rapida disamina degli eventi che hanno portato alla realizzazione dell’ospedale San Luca di Trecenta, è intervenuto Pietro Tosarello, portavoce del Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca. Citando numeri ed affermazioni dei Direttori Generali che sino ad oggi si sono succeduti, riferendo delle istanze dei cittadini, dei ritardi, delle chiusure, delle insopportabili liste di attesa, Tosarello ha lanciato un grido di allarme, dichiarandosi estremamente preoccupato sul futuro dell’ospedale di Trecenta.

Pietro Tosarello, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca

Una situazione insostenibile, soprattutto per i cittadini altopolesani che rischiano di vedere ulteriormente indebolito quel presidio sanitario rappresentato dal San Luca. Come Comitato ha invitato i presenti e soprattutto i rappresentati tutti delle amministrazioni locali, provinciali e regionali a partecipare alla manifestazione indetta per venerdì 17 aprile, in difesa dell’ospedale di Trecenta.

Nicola Zanca, sindaco di Gaiba


Nicola Zanca, Sindaco di Gaiba, condividendo le preoccupazioni del Comitato, ha voluto evidenziare come le amministrazioni comunali siano in estrema difficoltà nel gestire i disagi provocati dal taglio governativo ai fondi destinati alla sanità e ai comuni. Difficoltà derivanti dalla mancata competenza dei Comuni stessi in materia sanitaria, derivanti dall’aumento delle richieste di servizi dovuti al costante invecchiamento della popolazione, soprattutto in regione Veneto, soprattutto nella provincia di Rovigo, derivanti sostanzialmente da una assenza di visione del futuro da parte del governo nazionale e regionale, anche in tema di personale infermieristico e medico.

Carlo Cunegato, consigliere regionale AVS


E proprio dall’indice di invecchiamento della popolazione veneta, pari a 211, è partito l’intervento del Consigliere Regionale Carlo Cunegato. Un indice preoccupante che dovrebbe determinare una radicale modifica all’approccio delle tematiche sociosanitarie da parte della regione Veneto. Invece, ancora una volta si preferisce puntare sull’incremento della sanità privata, sull’aumento dei pazienti afferenti ai medici di medicina generale, sul taglio dei fondi destinati agli ospedali e alle case di riposo. Una proposta avanzata circa l’aumento di tassazione per i redditi superiori a 55.000 euro (comportanti un aumento del prelievo fiscale annuo pari a120 euro) è stata bocciata, così come sono state bocciate tutte quelle proposte che avevano come fine un sollievo alle tante famiglie che si trovano in difficoltà ad affrontare i disagi di una sanità costosa ed, in alcuni casi, inefficiente.

Il pubblico presente in Sala civica


Sono seguiti interventi dei presenti, fra cui il dott. Sergio Severi, Manuela Nicoletti, già Sindaco di Ficarolo e Guglielmo Brusco, già assessore provinciale, tutti molto critici nei confronti della gestione della sanità regionale, tutti uniti nel chiedere al mondo della politica e del sindacato di farsi parte attiva per invertire una rotta che sta provocando il declino della sanità altopolesana.


Sergio Severi


Manuela Nicoletti

Guglielmo Brusco

A cura del gruppo consiliare “Stienta Coraggiosa”

La Voce, 2 aprile 2026

21 febbraio 2026

Ulss 5, bilancio di fine mandato ma senza accenni ai problemi

La replica di Guglielmo Brusco

Il Dg dell’Ulss 5 al termine del proprio mandato, salvo rinnovo, fa il bilancio di questi tre anni ma evita accuratamente di citare i problemi della sanità polesana.

Nel comunicato stampa, infatti, non c’è nessun cenno all’inchiesta della Procura sugli appalti dell’Ulss o sulla definitiva trasformazione del Pronto Soccorso di Trecenta in Punto di Primo Intervento. E nulla da dire sulla perdita di tre primari e di due dirigenti medici che hanno scelto di lavorare per altre Ulss.

Vanta il prossimo avvio delle Case della Comunità ma intanto taglia prestazioni nei Punti Sanità di Badia Polesine e Castelmassa (si veda il precedente post «L’Ulss 5 ordina lo stop alle infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio») vale a dire in quelle sedi dove invece i servizi dovrebbero essere potenziati per concretizzare le finalità delle stesse Case della Comunità. Dichiara un aumento record dell’attività chirurgica al San Luca (dal lunedì al venerdì, sabato e domenica il reparto viene chiuso) ma i pazienti ortopedici che si operano a Trecenta devono poi andare all’ospedale di Rovigo per togliere i punti, le medicazioni e le visite di controllo (vedi il post «SanLuca: pazienti inviati a Rovigo per le medicazioni e i controllisuccessivi agli interventi ortopedici»). Nessun cenno alle liste d’attesa mentre lo Sportello per il Diritto alle Cure organizzato dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca ha assistito, nel primo anno di attività, decine di persone presentando 105 ricorsi contro i tempi di risposta eccessivi o le mancate prese in carico.

Definisce la sanità polesana «in buona salute, inserita in un contesto regionale tra i migliori a livello nazionale» ma tutti abbiamo la netta e concreta sensazione dell’esatto contrario.

Si veda l’articolo del Gazzettino qui sotto.


Il Gazzettino, 16 febbraio 2026

Di tutt’altro avviso Guglielmo Brusco, assiduo lettore dei documenti prodotti dalla stessa Ulss 5, che partendo proprio dai dati pubblicati dall’Ulss mette in evidenza le criticità della sanità nella nostra provincia. Dalla speranza di vita più bassa del Veneto alla contestazione degli interventi chirurgici a Trecenta, poco più di mille e in calo rispetto al 2024.

Ma è nel confronto con il privato convenzionato che le statistiche concretizzano le difficoltà delle strutture pubbliche: a Santa Maria Maddalena e a Porto Viro si opera di più che a Trecenta; mentre a Trecenta e Adria diminuiscono i ricoveri (2.000 a Trecenta, 4.000 ad Adria) nelle cliniche private si arriva a 8.000. Calano le prestazioni ambulatoriali e specialistiche: da 1.008.651 del 2024 a 877.471 del 2025, e ne sanno qualcosa i polesani in lista d’attesa. Infine c’è un buco di oltre 200 dipendenti sul Fabbisogno del Personale per il 2026.

Tutti i dettagli nell’articolo sotto riportato.


Il Gazzettino, 17 febbraio 2027

21 gennaio 2026

L’Ulss 5 ordina lo stop alle infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio


Una brutta sorpresa per chi ha bisogno di questa terapia
Servizio interrotto nei Punti Sanità di Badia e Castelmassa


Ingresso degli ambulatori al Punto Sanità di Badia Polesine

Chi si è recato in questi giorni al Cup di Badia Polesine per rinnovare le terapie, generalmente annuali, con infiltrazioni ai ginocchi, ha scoperto che l’Ulss 5 Polesana ha dato ordine di interrompere le prenotazioni.

Nessuna motivazione è stata fornita né dal Cup né dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico immediatamente interpellato.

Semplicemente Stop, fine, arrangiati. E per continuare le cure c’è solo la possibilità di ricorrere alla sanità privata “pura”, si badi bene, non quella convenzionata. Da notare che i pazienti dovevano già procurarsi autonomamente il farmaco (acido ialuronico) e pagare il ticket se non esenti.

Poiché l’ortopedico in servizio a Badia è il medesimo che effettua questo tipo di infiltrazioni anche a Castelmassa è presumibile che il problema riguarderà anche quanti si rivolgono a quel punto sanità.

La logica è, come sempre, quella del risparmio, niente di sanitario, anzi. Chi smetterà di curarsi per motivi economici andrà incontro in pochi anni alla necessità di una protesi, intervento con qualche rischio, con un costo, tra l’altro, molto più alto per il servizio sanitario.

Anche la tattica dell’Ulss 5 è sempre la stessa: nessuna comunicazione ufficiale, si tagliano i servizi nel silenzio più totale. Solo le persone direttamente coinvolte ne verranno a conoscenza e a quel punto il problema dovrà essere affrontato nella più completa solitudine. E chi potrà permetterselo si curerà nella sanità privata mentre gli altri, i più disagiati, saranno costretti a rinunciare alle cure, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita, come già fanno sei milioni di residenti in questo Paese.

21 gennaio 2026

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

--- Aggiornamento

Corriere del Veneto 23 gennaio 2026


03 agosto 2025

Sanità veneta. Flavio Tosi getta la maschera: «largo ai privati»

Corriere del Veneto, 2 agosto 2025

Adesso il gioco è alla luce del sole, esplicito, persino rivendicato: si vuole togliere alla sanità pubblica a vantaggio del business della sanità privata convenzionata.

Flavio Tosi (Fi) aspirante candidato presidente per la destra alle prossime elezioni regionali, vuole completare il lavoro di privatizzazione della sanità che aveva cominciato, in un recente passato, come assessore alla sanità, allora in quota Lega.

Afferma: «Al cittadino interessa essere curato, non gli importa se dal pubblico o dal privato convenzionato, visto che il ticket è identico. Il prossimo governo regionale avrà una visione più liberale, il modello è la Lombardia».

Non spiega per quale motivo le cose dovrebbero funzionare meglio, e fa bene perché ogni euro distolto dalla sanità pubblica a vantaggio di quella privata convenzionata va ad alimentare la fuga di medici e infermieri che ben comprendono dove la politica regionale ci sta portando: nel privato ci saranno più soldi e migliori condizioni di lavoro e di reddito. E se ora mancano, in Veneto, 3.500 medici e 4.000 infermieri la politica di Tosi e alleati peggiorerà velocemente le cose: la sanità pubblica sarà ancora più in affanno, i turni saranno più pesanti, le ferie non assicurate. E la fuga di professionisti dal pubblico al privato continuerà, fino al collasso: questo è l'obiettivo Flavio Tosi.

C'è da sperare che i Veneti non si facciano stordire, ancora una volta, dalla lagna sull'immigrazione e che pensino invece a com'era la sanità regionale prima della "cura" Zaia. Quindici anni fa non si parlava di liste d'attesa, non esisteva nemmeno l'espressione "liste d'attesa", ora non c'è famiglia che non le abbia amaramente sperimentate. Per lo meno quando ottieni un appuntamento! Già perché, in molti casi, la risposta del Cup è "non abbiamo, agende" o "per il momento non c'è posto, torni la prossima settimana". E questa è una violazione della legge nazionale - le agende non possono essere chiuse se non per un massimo di 24 ore e solo per motivi tecnici - e persino di quella regionale. Ma il cittadino/elettore non lo sa e l'amministrazione regionale ne approfitta.

E' ORA DI CAMBIARE!


08 maggio 2025

“Non possiamo restare in silenzio. La società civile in difesa della sanità pubblica”. L’appello in 10 punti di 130 associazioni

fonte: Quotidiano Sanità

Nel testo i punti fondamentali per il rilancio del Servizio sanitario nazionale e la riaffermazione di principi e valori alla base del Servizio sanitario nazionale, strumento fondamentale per la tutela del diritto costituzionale alla salute.

29 aprile 2025

Leggi l'articolo e scarica il documento completo

25 aprile 2025

Liste d'attesa. Su 42,3 milioni di euro la giunta regionale ne destina 20 all'acquisto di prestazioni dal privato convenzionato

Rimane l'incognita del "riparto del Fondo Sanitario Nazionale relativo all’anno 2025"

Governo e Conferenza Stato-Regioni in ritardo

Il 1° aprile 2025 la giunta regionale ha adottato la deliberazione n. 333 ad oggetto "Prestazioni sanitarie erogate a favore dei cittadini residenti nella Regione del Veneto. Contenimento dei tempi di attesa per l'erogazione delle prestazioni Sanitarie - Finanziamento aggiuntivo per l'anno 2025".

I 42.300.000 euro individuati verranno così ripartiti:

  • 22.300.000,00 per il finanziamento di attività aggiuntiva del personale della dirigenza area sanità  e del comparto;
  • 20.000.000,00 per integrare l’acquisto di prestazioni erogate dalle strutture private accreditate per la riduzione delle liste di attesa e per le finalità di cui all’art. 1, commi 277 e seguenti della Legge n. 207/2024.


17 febbraio 2025

La migrazione sanitaria sfonda il tetto dei 5 miliardi: si aggravano gli squilibri Nord-Sud

fonte: https://finanza.repubblica.it/News/2025/02/12/la_migrazione_sanitaria_sfonda_tetto_5_miliardi_si_aggravano_squilibri_nord_sud-99/

I dati sono relativi al 2022. Nel frattempo la situazione probabilmente è peggiorata.
Le strutture private convenzionate incassano la maggior parte delle prestazioni.

Nel 2022 la migrazione sanitaria fra regioni italiane ha conosciuto una forte accelerazione, sfondando il tetto dei 5 miliardi di euro di valore. In sole tre regioni del Nord - Lombardia, Emilia Romagna e Veneto - si concentra circa il 94% del saldo attivo del SSN, mentre il 78,8% del saldo passivo grava sul Centro-Sud. Il 54,4% delle prestazioni fuori Regione va al privato accreditato. E' quanto emerge in sintesi dal rapporto della Fondazione GIMBE sulla mobilità sanitaria.

....

Leggi l'articolo completo


03 gennaio 2025

La giunta regionale "regala" ai privati tariffe molto salate

I più attenti ricorderanno il presidente della giunta regionale Luca Zaia invocare, un giorno si e l'altro pure, per tutte le regioni, i costi standard. Chiudeva il cerchio affermando che il Veneto garantiva prestazioni di qualità a costi inferiori a molte altre regioni, in particolare del sud.

Bene, tutto questo è acqua passata. Anzi le parti si sono addirittura invertite: il Veneto vuole spendere di più rispetto al nomenclatore tariffario approvato dal ministero della salute di concerto con quello dell'economia e della finanza. E tutto per garantire compensi più alti alle strutture private convenzionate con il servizio sanitario nazionale.

Tutte le informazioni del caso negli articoli che seguono (Il Mattino, 2 gennaio 2025).

Scarica anche la Delibera della Giunta Regionale (Dgr) n. 1251 del 29 ottobre 2024 con cui la giunta Zaia ha prorogato fino a marzo 2025 le precedenti tariffe.



Aggiornamento. La consigliere regionale Elena Ostanel (gruppo Il Veneto che vogliamo) ha presentato un'interrogazione urgente (Il Mattino, 3 gennaio 2025)



19 dicembre 2024

Sistema Sanitario Nazionale: il nostro diritto alla salute calpestato

Questo volantino è affisso alla porta dell'ambulatorio del Dott. Simone Sbrenna, medico di medicina generale presso la Medicina di gruppo di Badia Polesine.

La documentazione consultata dal Dott. Sbrenna sintetizza i tagli alla sanità pubblica attuati dal governo Monti in poi. Impressionante, 43 miliardi!

La sanità privata, sostenuta da governi compiacenti e "amici", sta minando alle fondamenta il servizio sanitario nazionale: gli ospedali privati hanno ormai raggiunto il numero degli ospedali pubblici (1.003 quelli pubblici, 995 quelli privati).




06 novembre 2024

"Salute per tutti. Storia della sanità in Italia dal dopoguerra a oggi", di Chiara Giorgi. Quante storie, puntata del 05/11/2024


Una puntata da vedere e un libro da leggere, durata circa 28 minuti.

Dal varo della Costituzione ai giorni nostri, la salute pubblica è sempre stata un tema centrale della politica italiana. Ospite di Giorgio Zanchini, la storica Chiara Giorgi ricostruisce la storia della sanità italiana dal dopoguerra a oggi, in una puntata di Quante Storie che analizza l'attuale rapporto tra il sistema sanitario nazionale e la medicina privata.

https://www.raiplay.it/video/2024/10/Quante-storie---Puntata-del-05112024-2ac81f94-7a5d-49c6-a479-19349b8cd212.html



"Codice rosso. Come la sanità pubblica è diventata un affare privato", di Milena Gabanelli e Simona Ravizza


Il cavallo e la torre, puntata del 31/10/2024.

Marco Damilano dialoga con le autrici del libro. Durata 11 minuti e mezzo circa.

10 luglio 2024

L'Ulss 5 Polesana aumenta la spesa per le cliniche private convenzionate

Un momento della manifestazione a sostegno della sanità pubblica lo scorso 6 aprile a Mestre

Quasi 75 milioni di euro per il 2024

Lo segnala Guglielmo Brusco del Prc polesano commentando le dichiarazioni del direttore generale dell'Ulss alla stampa.

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Anche il nuovo Direttore Generale dell'Ulss Polesana, prevede più soldi per cliniche ed ambulatori privati – Quasi 75 milioni di euro per il 2024

E’ bello vedere un direttore generale dell'URSS 5 Polesana, così impegnato in conferenze stampe, interviste e comunicati. Anche ieri il Sig. Girardi è apparso sulla stampa, informandoci che, nell'Ulss 5 Polesana “dalle 651.739 prestazioni erogate nel 2019 si è arrivati alle 659.796 del 2023…...”

“Con questi dati alla mano sfatiamo il mito del settore privato”, dice Girardi. Privato che è passato da 126mila a 115mila prestazioni, nel confronto tra i primi quadrimestri 2019 e 2024.

Preso atto con piacere di tutto questo, chiedo perciò al direttore:

Perché la Regione, non taglia il numero dei posti letto convenzionati e le prestazioni ambulatoriali, assegnati alle cliniche private polesane? E perché non ripristina il numero di posti letto ospedalieri pubblici, tagliati anche se previsti, dalle schede regionali del 2019?

Posti letto tagliati negli ospedali pubblici di Adria e Trecenta ed invece aumentati per i privati di Porto Viro, Rovigo e Occhiobello!!! Ma perché decine di migliaia di persone altopolesane, non posso avere al San Luca di Trecenta, neanche il Pronto Soccorso, invece del Punto di Primo Intervento (con buona attività e ottimo personale, ma non un vero Pronto Soccorso)?

Perché decine di migliaia di altopolesani , non possono riavere al San Luca, almeno i precedenti 132 posti letto (non i 108 scritti da Girardi a pagina 16 della sua Relazione Performance 2023, né tantomeno, i 70 che oggi invece potrebbero essere il numero più vicino alla realtà)?

- Altra domanda semplice: Perché a fronte della sua documentata constatazione, con un calo di circa 11mila prestazioni della sanità privata convenzionata polesana, lei con le Deliberazioni n. 746-786-788 del giugno 2024, al posto almeno di un proporzionale calo, ha previsto invece di stanziare ancora più soldi, per le prestazioni, da comprare dalle cliniche private polesane? Soldi che sommati a quelli per il Gruppo Bianalisi (circa 4,2 milioni di euro), erogatore esclusivamente ambulatoriale (ex- Centro Medico, Centro Attività Motorie e Centro Medico Polesano), ammonterebbero (salvo errori di calcolo di cui mi scuso preventivamente), quasi a 75 milioni di euro per il 2024?

Circa 29 milioni per la Clinica Privata di S. Maria Maddalena, poco più di 9 milioni per il Città di Rovigo e circa 32,5 milioni per la clinica privata di Porto Viro.

Insomma, circa 3,4 milioni di euro in più dell’anno scorso! Il 4,7% in più di quanto assegnato come budget alla sanità privata polesana, nel 2023 (circa 71,4 milioni)! Ma, Sig. Girardi, se i privati calano le loro prestazioni, perché lei prevede di assegnare loro, maggiori entrate di soldi pubblici?

Altra nota incoraggiante, sarebbe l’aumento del numero del personale. “Nel 2019 i medici dipendenti dell’azienda erano 424” mentre a maggio 2024 sarebbero stati 453. E sempre a maggio del 2024, gli infermieri avrebbero raggiunto quota 1.369.

Ultima domanda: E se ci sono questi aumenti da lei dichiarati (+33% di OSS, +10% di infermieri, +14% di dipendenti in generale, +29 medici) rispetto al 2019, la domanda è sempre la stessa: perché il direttore dell'URSS 5, con un’organizzazione così “rafforzata”, stanzia comunque ancora più soldi, per chiedere prestazioni a pagamento dai privati? Perché non risparmia facendo in proprio?

Dr. Girardi, rimetta in moto l’Ospedale di Trecenta. Difenda quello di Adria e migliori quello pubblico di Rovigo. Meno soldi ai privati e risparmio per il rafforzamento della Sanità Pubblica! Lei, che ne pensa?

Trecenta, 5 Luglio 2024

Brusco Guglielmo – PRC Polesine - Sanità

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