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5.5.26

«Qui l’ortopedico non c’è… MAI»

Una delle differenze tra un Pronto Soccorso e un Punto di Primo Intervento.
Altopolesani, a Trecenta abbiamo bisogno di un vero Pronto Soccorso.


Il Punto di Primo Intervento dell'ospedale di Trecenta

 L’infermiera dell’accettazione ha letto con attenzione l’impegnativa, mi hai poi guardato dritto negli occhi per essere certa che l’informazione arrivasse forte e chiara, e mi ha detto:

«Qui l’ortopedico non c’è… MAI».

Il “MAI” mi è sembrato in maiuscolo, grassetto e doppio sottolineato.

Questo è accaduto al Punto di Primo Intervento dell’ospedale “San Luca” di Trecenta nello scorso mese di aprile.

Da una ventina di giorni il ricorrente dolore alla base del pollice non accennava a risolversi, anzi. Avviata la terapia con cortisone, per attenuare l’infiammazione, dopo sei giorni in cui il dolore era persino aumentato il mio medico di medicina generale mi ha prescritto una visita ortopedica urgente.

Chiamo subito il Cup e ho una prima sorpresa. Invece di una visita ambulatoriale il giorno dopo a Trecenta o nei punti sanità di Badia, Lendinara o Castelmassa, l’operatore del Cup mi indirizza al Pronto Soccorso. “Deve essere le procedura standard”, mi dico.

È un lunedì, all’ospedale di Trecenta operano anche gli ortopedici, magari al termine degli interventi trovano dieci minuti per vedermi. La mia compagna mi porta al “San Luca” e qui vengo informato, in modo inequivocabile, che nel Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Trecenta l’ortopedico non c’è, ma proprio mai.

Al Pronto Soccorso di Rovigo ovviamente mi assegnano un codice bianco, non sono certo in pericolo di vita, ma io dovevo fare una visita ambulatoriale non un accesso al Ps. La differenza è sostanziale, anche dal punto di vista economico: per la visita in ambulatorio sarei stato esente da ticket per patologia, invece, con il codice bianco del Ps dovrò pagarlo; se ne vanno 89 euro su una spesa di 119, niente male!

A Rovigo il Ps ortopedico ha due ambulatori, ben organizzati. L’infermiere della specialità, prese alcune necessarie informazioni, mi manda nell’adiacente radiologia. Quando è il mio turno, avevo dieci persone davanti, vengo chiamato in uno dei due ambulatori ortopedici.

Qui trovo un giovane medico, perfettamente al corrente della mia patologia di base, che esamina a video praticamente tutte le radiografie che avevo fatto nelle strutture pubbliche dell’Ulss 5. Per la mano mi prescrive i farmaci da assumere, mi indica gli accorgimenti da tenere, il tipo di tutore più adatto e le possibili soluzioni. Tanto di cappello.

Ecco, la mia è stata un’esperienza emblematica della differenza tra un Pronto Soccorso e un Punto di Primo Intervento. E questo nel caso di un problema ortopedico, non riesco nemmeno a immaginare per tutto il resto.

Altopolesani, a Trecenta abbiamo bisogno di un vero Pronto Soccorso.

Pietro Tosarello - Badia Polesine


--- Se volete potete segnalare le vostre esperienze in materia alla casella di posta elettronica del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca all’indirizzo comitato.ospedaletrecenta@gmail.com


16.3.25

Sanità: pagando, visita in 15 giorni. In esenzione, un anno di attesa

da rovigo.news, 16 marzo 2025

Due pesi e due misure per la medesima richiesta sanitaria. La denuncia di un paziente dell'Ulss 5 Polesana e la sua esperienza al Cup a confronto con quella della moglie

....

Viviamo in una Regione dove la Sanità è un fiore all’occhiello, nonostante i fatti lo contraddicano” dichiara l’uomo nella propria denuncia di quanto accaduto. “Mi sento un diversamente sano polesano. Per mia moglie con pagamento ticket sono state proposte varie soluzioni, per me, che ho invece l’esenzione, se ne parla a partire dal 27/04/2026.

Questa è l’amara realtà. Chi ha i soldi, vince”.

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22.8.23

Veneto, crollano i ticket: «La gente non si cura o sceglie i centri privati»

Fonte: Il Mattino di Padova, 30 luglio 2023

Agenas ha analizzato i dati dal 2018 al 2022: mancano all’appello 39 milioni. Barutta (Anaao Assomed): «C’è chi deve rinunciare perché non ha soldi»

ENRICO FERRO

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6.8.23

Quanto dovremmo pagare per curarci se non ci fosse più il Ssn?

fonte: quotidianosanita.it



L’Anaao Assomed presenta il “conto ombra”.

Fino a 1.200 euro al giorno per un ricovero in un ospedale privato

La sala operatoria? 1.200 euro l'ora. La parcelle del chirurgo? Da 3.000 a 10.000 euro. Per l'Anaao Assomed è solo una questione di scelte. “E i cittadini - spiega il sindacato - devono sapere che le decisioni in tema di sanità di chi ci governa avrà inevitabili e pesanti ripercussioni sulle loro tasche. Si, perché se non ci fosse più il Servizio Sanitario Nazionale, che oggi grava sui cittadini solo per la fiscalità generale, il conto delle cure sarebbe assai salato”.

01 AGO - 

Vogliamo mantenere in piedi l'attuale Sistema sanitario nazionale o siamo pronti a modifiche drastiche? E, prima di addentrarci in questa seconda ipotesi, abbiamo chiari in mente i costi che dovremmo sostenere per curarci privatamente se non esistesse un servizio sanitario pubblico universalistico? A porsi queste domande e 'presentare i conti' di ricoveri, interventi chirurgici e check up è l'Anaao Assomed.

"Siamo in una fase rischiosa per la tutela del diritto alla salute e le cause hanno radici antiche moltiplicatesi nel tempo: il cronico insufficiente finanziamento pubblico del servizio sanitario nazionale che ci qualifica come “il primo dei paesi poveri “paragonabile a Grecia e Romania; l’autonomia differenziata, l’eccessiva frammentazione regionale e territoriale che subordina il diritto alla salute alla residenza, causando drammatiche differenze di aspettativa di vita e degradanti viaggi della speranza; la mancanza di riforme organiche nazionali del servizio sanitario che innovando e aggiornando tengano il passo con le straordinarie novità scientifiche e tecnologiche di cui disponiamo, affrontando i cambiamenti demografici e sociali in cui siamo immersi. Per non parlare di Covid e post Covid con tutte le conseguenze sanitarie, sociali economiche. A questo si aggiungono la carenza di personale, l’incremento vertiginoso dei costi di tutte le attività sanitarie", spiega Anaao.

...

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20.12.18

CITTADINANZaTTIVA, presentato il XXI Rapporto PIT Salute

fonte: cittadinanzattiva.it Studio condotto nel 2017

Costi e liste di attesa bloccano l’accesso alle cure: abrogare il Superticket in Legge di Bilancio e approvare subito il nuovo Piano Nazionale sulle Liste di Attesa.

Sempre di più le segnalazioni di cittadini che denunciano di non poter accedere ai servizi sanitari: nel 2017 si tratta di oltre un cittadino su tre (37,3%, il 6% in più rispetto all’anno precedente) fra quelli che si sono rivolti a Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Le liste di attesa, soprattutto per esami diagnostici come mammografie, risonanze e tac, e i costi a carico dei cittadini, in particolar modo per ticket, farmaci e prestazioni in intramoenia, restano le note dolenti per curarsi nel nostro Paese.
...
Assistenza territorialeCirca il 15% dei cittadini segnala carenze nell’assistenza territoriale, in particolare incontrano difficoltà nell’assistenza primaria di base, ossia quella erogata da medici di famiglia, pediatri e guardie mediche: si segnala il rifiuto delle prescrizioni (30,6%), l’inadeguatezza degli orari (20,7%), la sottostima del problema segnalato dal paziente (15,6%).
Seconda voce è quella dell’assistenza residenziale, per la quale i cittadini lamentano i costi eccessivi (35%), la scarsa assistenza medico-infermieristica (28,9%), le lunghe liste di attesa (24,6%).
Scarsa qualità del servizio, carenza di strutture e di posti letto sono invece i problemi indicati come prioritari per la riabilitazione in ricovero (50,3%), domiciliare (26,9%) e ambulatoriale(23,7%). In particolare, per i servizi di riabilitazione a domicilio, le persone lamentano disagi nella erogazione del servizio (58,7%) e ore insufficienti (41,3%).
In tema di assistenza domiciliare, un terzo circa dei cittadini segnala problemi di informazione e di eccessiva burocrazia, mentre circa il 14% lamenta l’inesistenza del servizio sul proprio territorio.
Chi ne risente di più sono adulti con gravi disabilità (47.3%), anziani appena operati o dimessi (27,7%), malati cronici (18%) e bambini con disabilità (7%).
...
Invalidità ed handicapPur in calo rispetto allo scorso anno, le segnalazioni inerenti l’invalidità civile (12,2%) evidenziano come sempre la lentezza dell’iter burocratico (50,5%), a seguire l’esito negativo degli accertamenti (26,7%) e i lunghi tempi per l’erogazione dei benefici e delle agevolazioni (16,6%). Per la convocazione a prima visita si può attendere fino a 7 mesi e mezzo, per la ricezione del verbale fino a 9 mesi e mezzo e per la erogazione dei benefici economici anche 12 mesi. In media per tutto l’iter il cittadino attende 12 mesi.

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25.9.16

Sanità: Cgil, in arrivo ticket per 60 mln con i nuovi Livelli di assistenza

Il trucco è semplice: classificare alcune prestazioni chirurgiche, finora effettuate in Day Surgery e quindi gratuitamente,  come "prestazioni ambulatoriali" e quindi soggette a ticket.
L'intervento di cataratta, ad esempio, non sarà più gratuito.

fonte: ANSA, 24 settembre 2016

Nuovi ticket a carico dei cittadini pari ad un totale stimato di 60 mln di euro: verranno introdotti con i nuovi Livelli di assistenza (Lea). Lo segnala la Cgil, sulla base dei dati della relazione tecnica del ministero della Salute al decreto sui Lea. Circa ''20 mln - spiega all'ANSA Stefano Cecconi, responsabile Politiche Salute Cgil - si otterranno dai nuovi ticket derivati dallo spostamento di alcune prestazioni dal regime Day Surgery a quello ambulatoriale e 40 mln dall'introduzione di nuove prestazioni ambulatoriali''.
L'intervento di cataratta, ad esempio, non sarà più gratuito.
''Sono in arrivo nuovi ticket - afferma Stefano Cecconi - e questo anche perchè, con i nuovi Lea, varie prestazioni chirurgiche finora effettuate in Day Surgery, e quindi gratuitamente, saranno trasferite in regime di prestazione ambulatoriale che implica il pagamento del ticket''. Sono prestazioni chirurgiche che vanno dalla cataratta al tunnel carpale, dall'ernia al dito a martello. Secondo ''le stime del ministero - spiega Cecconi - con i nuovi Lea si realizzeranno maggiori entrate per il Servizio sanitario nazionale pari a 60,4 mln di euro: in particolare, circa 20 mln si otterranno dai nuovi ticket derivati dallo spostamento di alcune prestazioni dal regime Day Surgery a quello ambulatoriale e 40 mln dalla introduzione di nuove prestazioni ambulatoriali nell'elenco dei Lea''.
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13.7.16

Addio ticket su 40 prestazioni, per le altre deciderà il medico

fonte: www.StudioCataldi.it

Va in soffitta il contrastato "decreto appropriatezza" abrogato dal Dpcm sui nuovi Livelli essenziali di assistenza

di Marina Crisafi
Mesi di proteste e caos negli ospedali e negli ambulatori sono serviti a mandare in soffitta il contrastato "decreto appropriatezza" che poneva a carico dei malati il costo di oltre 200 tra visite specialistiche e prestazioni considerate "inutili" (leggi in merito: "Addio ticket su 203 visite ed esami"). La vicenda, infatti, giunge alla fine con l'abrogazione del decreto (del dicembre scorso) che sarà sostituito dal dpcm sui nuovi livelli di assistenza, la cui bozza, come anticipato dal ministro Lorenzin, attende ormai solo il via libera formale del Mef. Oltre all'ormai imminente dpcm, altrettanto atteso è l'accordo tra il ministero della Salute e Fnomceo, che, come dichiarato dal segretario della Fimmg provinciale di Bergamo, Guido Marinoni, sembra ormai finalmente definito e che si occuperà di ridisegnare la materia "in modo da garantire al medico autonomia e responsabilità, tutelando il rapporto fiduciario ed evitando accertamenti inutili e ridondanti".
Cosa cambia con il dpcm sui Lea
In sostanza, le "condizioni di erogabilità", ossia le situazioni in cui la prescrivibilità, "e quindi la rimborsabilità a carico del Ssn sarà limitata a specifiche situazioni, per cui dovrà essere apposta una nota sulla ricetta, saranno pochissime".
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Leggi l'articolo completo: Addio ticket su 40 prestazioni, per le altre deciderà il medico
(www.StudioCataldi.it)

31.3.16

Ticket. Nel 2015 ci sono costati 2,857 miliardi tra farmaci, specialistica e pronto soccorso

fonte: quotidianosanita.it

La compartecipazione fa però registrare una lieve diminuzione per i ticket extra farmaco (- 3,1%) mentre aumentano quelli per l’acquisto di medicinali (+ 1,3%). A livello procapite i ticket pesano 47 euro l’anno (calcolando anche gli esenti). Con punte di 61,6 euro in Veneto e 32,4 in Sicilia. Il calo più vistoso nelle Regioni in Piano di rientro. Ecco i dati della Corte dei conti.

29 MAR - Nel 2015 gli italiani hanno pagato 2.857,4 milioni di ticket sanitari tra compartecipazione alla spesa farmaceutica, specialistica e per l’accesso al pronto soccorso nei casi non gravi (codici bianco e verde).
....
A livello procapite gli italiani (calcolando anche quelli che il ticket non lo pagano perché esenti) hanno pagato 47 euro a testa, di cui 23,9 per i farmaci e 23,1 per le altre prestazioni.

La quota procapite di ticket più alta si registra in Veneto con 61,6 euro a testa e in Valle d’Aosta con 59,5 euro. La più bassa in Sicilia con 32,4 euro e in Calabria con 36,7 euro.
....

22.11.15

Farmaci, esenzione svanita? Dipende dalle note AIFA

Se da qualche giorno dovete pagare farmaci che prima erano in esenzione ecco dove trovare le note dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) in base alle quali ci stanno fregando.

Vai alla pagina delle note AIFA

2.4.15

Le criticità dell'ospedale e le esigenze degli altopolesani alla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18

Il documento presentato dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca: bloccare l'applicazione delle schede ospedaliere

Ieri si è riunita la Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 per discutere esclusivamente della situazione dell'ospedale di Trecenta. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca è stato invitato a rappresentare i problemi del San Luca e della popolazione altopolesana.
Ciò che segue è la relazione presentata da Jenny Azzolini, portavoce del Comitato.

----- inizio documento

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

data 1 aprile 2015

Un conto è leggere una carta che dà disposizioni, tutt’altra cosa è toccare con mano la realtà, particolarmente quando si parla di servizi ospedalieri e sanitari.
A noi pare che, nel progetto della Regione, il San Luca non resti ospedale per acuti.
Passo subito alle situazioni problematiche:

la chirurgia: riduce la sua offerta in quanto tutte le urgenze chirurgiche, anche dei pazienti già ricoverati al San Luca, devono essere trasferite a Rovigo. E, come spesso avviene, soprattutto i pazienti più critici e fragili, non trovando posto a Rovigo (s’intende anche in terapia intensiva) e vengono nuovamente trasferiti negli ospedali e nelle rianimazioni limitrofe o anche più lontane nel Veneto(Schiavonia,Chioggia,Adria etc.)
Questa nuova situazione non è rassicurante e per questo abbiamo inviato interrogazione in Procura.
Noi proponiamo che la chirurgia del San Luca mantenga il servizio di day e wick surgery ma allargato a tutta la settimana, così da mantenere la disponibilità per l’urgenza-emergenza.

2 situazione: I letti intermedi non sono intercambiabili con i letti per acuti, sono dotati unicamente di assistenza infermieristica (che per ora sarà svolta dallo stesso personale di medicina)e i pazienti saranno pure soggetti a pagare ticket e quota alberghiera secondo i tempi di degenza.

Questi letti derivano da un diverso utilizzo di parte dei letti per acuti di medicina e di lungodegenza, ora tale manovra ridurrà di ben
600-700 ricoveri l’anno l’offerta per acuti.
Dove troveranno risposta alle loro necessità questi pazienti? Difficile che trovino posto a Rovigo perché anche quell'ospedale dovrà fare i conti con le schede ospedaliere.
Già ora il San Luca non riesce a far fronte alle necessità e ricorre a letti aggiuntivi. Non è successo solo a gennaio con il picco delle influenze: code al pronto soccorso e mancanza di posti letto sono anche di questi giorni.
Portare a soli 143 i posti letto dell'ospedale di Trecenta significa condannare più di qualcuno.
Proposta: ci sono gli spazi necessari a dare risposte adeguate, quindi perché ridurre i posti letto a medicina?

Una considerazione: ci sfugge il criterio ispiratore delle scelte, la Regione ha deciso che entro il 2015 dal San Luca debba sparire ginecologia. La decisione lascia perplessi, visto che la maggior parte delle donne altopolesane non è proprio giovanissima, comunque ginecologia da luglio resterà solo come day surgery mentre gli interventi più complessi avverranno a Rovigo.
Alla perplessità subentra presto il sospetto: è il primo passo della Regione per arrivare a chiudere anche il servizio di ostetricia? Chiaramente ostetricia resta finché il ministero non decreterà (pare entro l’anno) l’accorpamento dei punti nascita con meno di 500 parti.
Ma una buona parte dei punti nascita nel Veneto sono sotto i 500 parti, anche sotto 400 e 300. Con che criterio si deciderà?

Noi abbiamo contattato più volte la Regione per richiamare a impegni assunti e disattesi.
Ma la Regione non ha mai ritenuto suo dovere dare risposte.
Ora si va ad alterare un equilibrio accettabile per trovare un nuovo equilibrio, ma non si è in grado di definire se e quando ogni obiettivo del progetto sarà raggiungibile.
Perché il cambiamento previsto non è solo organizzativo, è radicale e va a scontrarsi con mille difficoltà sociali, territoriali, economiche.
Il problema (non da poco) è quello di governare l’intero processo senza lasciare spazi a rischi.
Per questo abbiamo chiesto di poterci confrontare con le posizioni dei sindaci e mettere insieme le nostre risorse.

La riabilitazione neurologica e l’unità spinale (partite a metà dicembre) ma ci pare siano partite perché si possa dire che ci sono: più sulla carta che nella realtà, perché è ridotto il personale e non ci sono soldi per fare assunzioni. Intanto la situazione grava sul servizio di riabilitazione fisica e si allungano ulteriormente le liste d’attesa.
L'alternativa a nuove nomine, impossibili per motivi economici, non può essere lo spostamento di personale.
Entro la fine del 2015, medici, infermieri e operatori sanitari diminuiranno ulteriormente e gli ospedali di Rovigo e Trecenta dovranno fare a meno, in totale, di circa 30 persone.
E’ il segretario della Cgil,che denuncia il problema «L'ultima delibera regionale ha deciso il taglio di circa un milione di euro per la spesa del personale, ridotto di un altro milione già nel periodo 2013-2014».
Ci preoccupa inoltre leggere dichiarazioni discordanti a distanza di pochi giorni:
20 gennaio 2015 un’indagine regionale rivela negligenze e tempi morti nell’impiego dei macchinari.
27 gennaio il discorso cambia: nel Veneto virtuoso è stato effettuato un lavoro corrispondente alle costose risorse tecnologiche in dotazione.

A noi risulta che le liste d’attesa (anche per prestazioni senza macchinari) lasciano molto a desiderare continuiamo da tempo a ripetere che ad esempio la densitometria è usata solo qualche ora la settimana, che servizi svolti nel pubblico farebbero risparmiare rispetto al servizio privato (non siamo noi a dirlo, c’è una relazione di Marcolongo al vaglio della Corte dei Conti e sulla stessa linea sono le dichiarazioni di tecnici radiologi del Veneto) restano scadenze di 60 giorni per referti di screening, appuntamenti a volte dopo 10/12 mesi per osteoporosi.

Si dice che la sanità moderna è una sanità territoriale che cura e accompagna l’ammalato a casa. Bene. Ma a che punto è l’efficienza delle strutture territoriali?
Sarebbe interessante se ne parlasse con chiarezza, senza autoflagellazioni ma anche senza ottimismi di facciata.
Ad esempio: si riesce a realizzare nel territorio i servizi non prettamente ospedalieri, necessari ai cittadini altopolesani?
A noi la realtà sembra questa: viene smantellato il San Luca e contemporaneamente è ridotta l’attività di assistenza sul territorio (intendo ADI per cui tra i tanti problemi c’è quello dei tempi da dedicare ai pazienti – forse si riducono per aggiustare l’organico?e intendo punti sanità che a volte si trovano senza personale è successo che utenti fossero dirottati da Lendinara a Badia e poi a Trecenta per i prelievi).

Noi non vogliamo essere creduti sulla carta, ma chiediamo di verificare di persona la realtà che altera il ruolo per acuti del San Luca (e non corrisponde alla domanda del Gruppo Tecnico del 24 maggio 2012). E condividiamo il documento condiviso all’unanimità dall’amministrazione di Trecenta.
----- fine documento
Scarica in formato pdf.
Vedi anche i precedenti post:
Sul San Luca la prossima riunione della Conferenza dei sindaci
Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»
Il rapporto emendato, integrato e (forse) definitivo del gruppo tecnico

20.3.15

Punto sanità di Badia. La cassa non funziona. Odissea per le analisi

fonte: Resto del Carlino 20 marzo 2015

LA MACCHINETTA per pagare è rotta, niente analisi. È il calvario di un cittadino di Badia, Fabrizio Gabrieli. Era andato di mattina al punto sanità dell'Ulss 18, a Badia, nell'edificio dell'ex ospedale Migliorini- Balzan, per fare un prelievo di sangue.  da lì è partita l'odissea.
Leggi l'articolo completo.

24.2.15

Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»

È la richiesta del consiglio comunale di Trecenta

All'unanimità il consiglio comunale di Trecenta ha approvato un documento senza precedenti. Rivolto al presidente della giunta regionale Luca Zaia, all'assessore regionale alla sanità Luca Coletto e al dirigente regionale Domenico Mantoan, il documento, intitolato "Stato di crisi al San Luca", chiede che venga immediatamente bloccata l'applicazione delle schede ospedaliere.

Le schede ospedaliere sono lo strumento che attua concretamente il piano socio-sanitario regionale (Pssr). Per l'ospedale di Trecenta, originariamente dotato di 208 posti letto ma ridotto a 180 nel corso di questi anni, è prevista un'ulteriore insostenibile riduzione a 143 posti letto per acuti (vedi post).
Nessuno si fa più illusioni, infatti, sull'efficacia dei posti letto intermedi, quelli che dovrebbero costituire gli ospedali di comunità, reparti all'interno delle strutture ospedaliere dotati unicamente di assistenza infermieristica. Una sorta di parcheggio in cui sistemare provvisoriamente pazienti non più acuti ma nemmeno in condizione di essere dimessi che, per la degenza, saranno pure costretti a pagare vari ticket.

Il consiglio comunale di Trecenta chiede che, prima di qualsiasi riduzione dei posti letto per acuti, siano definite, concordemente con i sindaci altopolesani dell'Ulss 18, le funzionalità da mantenere nell'ospedale di Trecenta.
Il documento è stato inviato anche ai consiglieri regionali polesani e a tutti i gruppi consiliari, al direttore generale dell'Ulss 18 e al presidente della conferenza dei sindaci e, infine, a tutti i sindaci dell'Ulss.
Ai sindaci il comune di Trecenta non chiede esplicitamente la solidarietà degli altri comuni ma è del tutto evidente che ogni autentica, non formale, azione a sostegno del blocco delle schede ospedaliere sarà la benvenuta.
Vedremo!
Scarica il documento approvato dal consiglio comunale di Trecenta.
Scarica la lettera accompagnatoria.

18.6.14

Dentro l’ospedale San Luca

difendere il Servizio Sanitario Nazionale è nostro dovere
avere cure e assistenza è nostro diritto
Vogliamo invitare gli altopolesani a non lasciarsi andare a profezie drammatiche per il San Luca, ma anche a difendere il diritto alla salute e per questo
proponiamo un esame dell’efficienza del nostro ospedale.
Prima però suggeriamo analisi attente delle responsabilità istituzionali:
  1. Regione: stanzia i fondi per i servizi e decide le quote da assegnare al servizio sanitario pubblico e al privato convenzionato
  2. Direzione generale Ulss 18: ha il compito di perseguire gli obiettivi socio-sanitari posti dalla Regione, in condizioni di massima efficienza ed efficacia
  3. Sindaci: per i quali tutela e promozione della SALUTE e collaborazione con le altre istituzioni sono missioni fondamentali.

Parliamo dei servizi:
  1. Sono attivi Pronto Soccorso, Radiologia, Medicina (qui però le schede prevedono una riduzione dei posti letto);
  2. c’è il servizio di Terapia Intensiva, che,oltre i 4 letti con monitoraggio singolo e centralizzato + 1 letto di stabilizzazione, ha una centrale di monitoraggio che registra i segnali provenienti da 4 letti in medicina (2 reparto femminile e 2 reparto maschile) e dai letti monitorizzabili in chirurgia multidisciplinare e in ostetricia-ginecologia. Ci dà fiducia.
  3. è aumentata l’offerta del servizio di Chirurgia di elezione, cioè una chirurgia che lavora dal lunedì al venerdì
Ma le schede ospedaliere fanno sparire 10 posti letto di Chirurgia d’urgenza-emergenza: le urgenze chirurgiche, anche quelle dei pazienti già ricoverati, dove verranno trasferite?
  1. è previsto un Servizio Riabilitativo di elevato livello, (neuro-riabilitazione e unità spinale) ed una Attività di riabilitazione cardiovascolare, eccellenze che possono coprire le esigenze di un vasto territorio;
  2. è mantenuto il punto nascita ed è mantenuta un’eccellenza quale la Procreazione Medicalmente Assistita.
Però le schede regionali cancellano Ginecologia: è sostenibile Ostetricia, senza Ginecologia, vista la diminuzione dei parti, particolarmente nel Veneto?
O la Regione vuol trovare in futuro un motivo per togliere anche ostetricia?
  1. è attivo il laboratorio di Farmacologia e Biologia Molecolare: altamente specializzato, impegnato principalmente nel settore della personalizzazione delle cure per i tumori. L’integrazione continua del personale del laboratorio con quello clinico è il punto di forza, che ha portato a raggiungere risultati importanti
Tra l’altro l’attività ha reso possibile un significativo risparmio economico.
  1. ambulatori: le liste d’attesa sono regolate secondo classi di priorità
ma restano lunghe le liste di Endoscopia
(solo due giorni settimanali di ambulatorio nonostante l’alto gradimento)
La presenza di particolari professionalità può potenziare i servizi ambulatoriali che già vedono nuove specialità (per es. Andrologia) e un certo incremento di aperture settimanali (ad es. Reumatologia- Cardiologia).
Però non mancano le difficoltà: dopo che al "San Luca" sono state ridotte da 4 a 1 le presenze dell'ortottista il Cup non accetta più alcuna prenotazione in tutta l'Ulss 18.
Ultimo punto:
si dice che parte di posti letto saranno eliminati
solo quando ci sarà la disponibilità nelle strutture intermedie,
ma il progetto prevede un peso economico:
una quota alberghiera”, per degenze superiori ai 30 giorni;
dopo il 30° giorno di ricovero i pazienti pagheranno anche la
quota di compartecipazione” sulle prestazioni sanitarie.
Queste degenze sono in genere legate a problemi familiari o sociali:
anziani soli o senza risorse economiche o che i familiari non possono accogliere casa
e chiede:
che gli Ospedali di Comunità possano erogare prestazioni
COMPLETAMENTE GRATUITE,
che il loro finanziamento derivi dal ridimensionamento dei posti letto per acuti
non venga di conseguenza chiesta
NESSUNA COMPARTECIPAZIONE AL PAZIENTE
anche perché così facendo si rischia di iniziare quel pericoloso percorso che potrebbe portare a non più garantire una forma di Sanità gratuita per i cittadini.
La regione non deve risparmiare sui posti letto per acuti e chiedere
i ticket e le compartecipazione ai posti letto di comunità che li sostituiranno.

Niente scuse per togliere al San Luca la caratteristica di
Ospedale per Acuti

18/06/2014

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
portavoce prof. Jenny Azzolini, http://ospedaletrecenta.blogspot.it
----
Documento inviato a stampa, sindaci, regione. Scarica in formato pdf.

8.5.14

Inchiesta sui project financing ospedalieri. Affari d'oro per i partner privati e appalti affidati ai soliti noti

In Veneto si tagliano posti letto per acuti che vengono rimpiazzati con ospedali di comunità dove si pagano il posto letto e i ticket sulle prestazioni ricevute.
Contemporaneamente, in Veneto, le Ulss coinvolte nei project financing dovranno sborsare ratei pesantissimi, talmente esagerati da richiamare l'attenzione della procura di Venezia che sta verificando l'ipotesi di usura.
I project financing sono un'idea della giunta Galan. Luca Zaia, attuale presidente della giunta regionale, intende realizzare a Padova un nuovo ospedale che costerà 654 milioni di euro.
Quanti posti letto verranno sacrificati? Quanti ticket verranno applicati? E quale sarà il destino della sanità pubblica regionale?

Da Il Mattino di Padova, domenica 27 aprile 2014

Sanità, fascicolo della procura di Venezia
Inchiesta sui project financing ospedalieri
È un nuovo filone scaturito dallo scandalo Mantovani-Mose. Il sospetto: interessi contrattuali da usura a carico delle Ulss

Dalle inchieste veneziane sulla Mantovani e sul Mose sta nascendo un troncone giudiziario incentrato sul meccanismo del project financing applicato agli ospedali veneti.
L'ipotesi di reato è: aver preteso (e accettato) tassi d'interesse ampiamente al di sopra della soglia di usura. Se confermata i contratti in essere perderebbero valore e dovrebbero essere rinegoziati.


LA FINANZA DI PROGETTO NEL VENETO
Affari d'oro per i partner privati e appalti affidati ai soliti noti
Se l'Ulss 4 avesse chiesto i soldi in banca per costruire il nuovo ospedale di Santorso, pagherebbe oggi un canone di 3.865.284 euro all'anno contro i 7.629.600 che sta sborsando.
Cifre che proiettate sui 24 anni di durata del contratto diventano 232.131.660 euro con il project, mentre sarebbero stati 89.026.135 nella peggiore delle ipotesi con un mutuo bancario.
Tutti gli ospedali costruiti o ristrutturati in project financing. Gli appaltatori.


Vedi anche, su questo blog:

11.4.14

Ticket negli ospedali di comunità. Rassegna stampa.

Articolo 32, appello ai politici
SANITA' "Un tavolo per contrastare i ricoveri a pagamento"
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
Leggi l'articolo.

Barbierato: "No ai pagamenti"
ADRIA-SALUTE Appello del Comitato sugli ospedali di comunità
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
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Il Comitato plaude ai sindaci
TRECENTA Il San Luca, entro fine anno, avrà un reparto con 30 posti per i ricoveri
Il gruppo commenta soddisfatto "la contrarietà ai pagamenti negli ospedali di comunità"
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
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San Luca, fronte comune contro i ticket
A Trecenta mobilitazione per eliminare il pagamento della quota alberghiera
Il Gazzettino, 9 aprile 2014
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Salasso degenza breve
PD Azzalin sui costi degli ospedali di comunità
La Voce di Rovigo, 8 aprile 2014
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7.4.14

Il comitato altopolesano per il "San Luca" chiede...

Nell'ultima riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 è stata espressa l'assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità.
Affinché non resti un pronunciamento isolato il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" chiede alla conferenza dei sindaci di coinvolgere gli analoghi organismi delle altre Ulss del Veneto.
Quello che segue è il testo della nota inviata al presidente della conferenza Antonio Bombonato, al direttore generale dell'Ulss Arturo Orsini e al direttore sanitario Ferdinando Sortino.

-----inizio documento
Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 5 aprile 2014
Al Presidente della Conferenza dei Sindaci dell'ULSS18
Antonio Bombonato

Al direttore Generale dell'Ulss 18
Dott. Arturo Orsini

Al direttore sanitario dell'Ulss 18
Dott. Ferdinando Sortino

Oggetto: Richiesta di sollecita diffusione alle conferenze dei sindaci delle altre ULSS del Veneto del documento votato all’unanimità nella seduta del 4 aprile 2014 contenente assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità.

La sottoscritta Jenny Azzolini, portavoce del Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”, presente con una delegazione del comitato alla riunione di ieri della Conferenza dei sindaci dell'ULSS 18,

chiede

che il documento approvato dalla conferenza sull'assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità venga inviato alle conferenze dei sindaci di tutte le ULSS del Veneto.
La richiesta ha lo scopo evidente di ottenere analoghi pronunciamenti dagli altri sindaci del Veneto, condizione per sperare nell'abolizione delle tariffe stabilite dalla DGR n. 2718 del 24 dicembre 2012 sia per la quota alberghiera che per la quota di compartecipazione.
Il pronunciamento della conferenza è un fatto molto importante.
Ora, a nostro avviso, bisogna renderlo noto e sollecitare corrispondenti orientamenti dal maggior numero di sindaci del Veneto.
Ringrazio per l'attenzione e auguro buon lavoro.

per il Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

Jenny Azzolini
-----fine documento

4.4.14

Sindaci Ulss 18. Assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità


ULTIM'ORA

Gli amici del comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" che hanno assistito oggi alla riunione della conferenza dei sindaci mi danno una buona notizia.

All'unanimità dei voti i rappresentanti dei comuni dell'Ulss 18 hanno votato un documento in cui si manifesta l'assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità. Quei ticket stabiliti dalla giunta regionale e camuffati con le definizioni di quota alberghiera e quota di compartecipazione.

E' una buona notizia ma ora che farà la giunta regionale?
Se sarà solo la conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 a esprimere questa contrarietà temo che la delibera della giunta regionale n. 2718 non verrà modificata. C'è da sperare che la notizia circoli, che il documento venga inviato anche alle altre Ulss del Veneto e vi sia una protesta generalizzata. Solo così la giunta regionale sarà costretta a tornare sui propri passi abolendo le tariffe.

2.4.14

Il sindaco di Fiesso Umbertiano chiede la gratuità dei ricoveri negli ospedali di comunità

Il presidente della conferenza dei sindaci ripiega su esenzioni per età e reddito.

Dopo la riunione della conferenza dei sindaci in cui i dirigenti dell'Ulss 18 hanno presentato il programma per la realizzazione di tre ospedali di comunità, il primo dei quali presso l'ospedale "San Luca" di Trecenta, il sindaco di Fiesso Umbertiano, Luigia Modonesi, ha inviato all'Ulss la richiesta di ripristinare la completa gratuità dei ricoveri.
Pesanti sono, infatti, i ticket previsti dalla regione e nascosti dietro l'ipocrisia truffaldina di nuove definizioni quali quota alberghiera e quota di compartecipazione.
Il comune di Fiesso Umbertiano ha reso nota la propria iniziativa agli altri sindaci dell'Ulss. A quanto si sa soltanto il comune di Ficarolo l'ha sostenuta mentre c'è stato l'interessamento del comune di Canda di cui non sappiamo il seguito.
Venerdì prossimo si riunirà nuovamente la conferenza dei sindaci. Il presidente Antonio Bombonato ha trasmesso ai comuni la proposta di un documento che si propone di ottenere quantomeno delle esenzioni.

Documenti da scaricare:
La richiesta del Comune di Fiesso Umbertiano.
La proposta del presidente della conferenza dei sindaci.

30.3.14

Ticket sui ricoveri negli ospedali di comunità: una “truffa” premeditata con cura

Una decisione del 2012. L'imbroglio sui nomi. Una truffa!
Se nessuno protesta, se nessuno si muove, se nessuno si indigna.

L'ospedale "San Luca" di Trecenta

La truffa dei ticket

   E' stata preparata con cura la truffa dei nuovi ticket per i ricoveri negli ospedali di comunità. Nessuna improvvisazione ma una meditata strategia per far pagare, per la prima volta, pesanti ticket sui ricoveri ospedalieri.
   Una decisione che risale al 24 dicembre 2012, apparentemente scollegata dal piano socio sanitario regionale (Pssr) e quasi un anno prima dell'approvazione delle schede ospedaliere e territoriali. In tale data la giunta regionale la approvato la deliberazione n. 2718 “Definizione delle tipologie di strutture di ricovero intermedie e approvazione dei requisiti di autorizzazione all'esercizio dell'Ospedale di Comunità e dell'Unità Riabilitativa Territoriale ai sensi della Legge regionale 16 agosto 2002 n. 22”.
   Il trucco è ben nascosto nel pagliaio degli allegati, in particolare a pagina 2 dell'allegato A. La genialata della giunta regionale consiste nel distinguere fra la spesa di rilievo sanitario e l'invenzione di una quota alberghiera che viene posta a carico del paziente a partire dal 31° giorno di degenza: 25 euro al giorno che diventano 45 a partire dal 61° giorno.

La conferenza dei sindaci dell'Ulss 18
   Nella riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 dello scorso 11 marzo i dirigenti dell'Ulss hanno precisato che, se il ricovero in ospedale di comunità viene richiesto dal medico di famiglia, la quota alberghiera deve essere pagata dal primo giorno.
   Non solo, dopo il 30° giorno di ricovero i pazienti pagheranno anche la quota di compartecipazione sulle prestazioni sanitarie quali radiografie ed esami di laboratorio, come un utente esterno all'ospedale.

La truffa nella truffa
 L'ulteriore truffa sta nel trucco di chiamare quota di partecipazione alberghiera e quota di compartecipazione quelli che sono nient'altro che ticket. Questo potrebbe comportare che, all'interno degli ospedali di comunità, non avrebbe valore l'esenzione ticket di cui può essere eventualmente in possesso il paziente. Risultato: dovrebbe pagare comunque.

Luca Zaia
   Il presidente della giunta regionale, si è più volte attribuito il merito di non aver aumentato le addizionali regionali per non mettere le mani nelle tasche dei veneti, ricchi e poveri. Ora però ha deciso di metterle proprio nelle tasche di chi è ammalato, debole, non supportato dalla famiglia, anche se privo di mezzi e in difficoltà economiche. Complimenti presidente, ha fatto bene i suoi calcoli elettorali: le addizionali avrebbero colpito tutti, i ticket colpiranno solo una parte di ammalati, prevalentemente anziani, che forse non si renderanno ben conto di quanto accade loro.

L'ospedale di Trecenta
   Entro il 2014, al San Luca, 37 posti letto per acuti verranno rimpiazzati da un reparto di 30 posti letto chiamato ospedale di comunità. Chi verrà ricoverato in questo reparto sarà soggetto a queste nuove norme. Se nessuno protesta, se nessuno si muove, se nessuno si indigna.