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5.5.26

«Qui l’ortopedico non c’è… MAI»

Una delle differenze tra un Pronto Soccorso e un Punto di Primo Intervento.
Altopolesani, a Trecenta abbiamo bisogno di un vero Pronto Soccorso.


Il Punto di Primo Intervento dell'ospedale di Trecenta

 L’infermiera dell’accettazione ha letto con attenzione l’impegnativa, mi hai poi guardato dritto negli occhi per essere certa che l’informazione arrivasse forte e chiara, e mi ha detto:

«Qui l’ortopedico non c’è… MAI».

Il “MAI” mi è sembrato in maiuscolo, grassetto e doppio sottolineato.

Questo è accaduto al Punto di Primo Intervento dell’ospedale “San Luca” di Trecenta nello scorso mese di aprile.

Da una ventina di giorni il ricorrente dolore alla base del pollice non accennava a risolversi, anzi. Avviata la terapia con cortisone, per attenuare l’infiammazione, dopo sei giorni in cui il dolore era persino aumentato il mio medico di medicina generale mi ha prescritto una visita ortopedica urgente.

Chiamo subito il Cup e ho una prima sorpresa. Invece di una visita ambulatoriale il giorno dopo a Trecenta o nei punti sanità di Badia, Lendinara o Castelmassa, l’operatore del Cup mi indirizza al Pronto Soccorso. “Deve essere le procedura standard”, mi dico.

È un lunedì, all’ospedale di Trecenta operano anche gli ortopedici, magari al termine degli interventi trovano dieci minuti per vedermi. La mia compagna mi porta al “San Luca” e qui vengo informato, in modo inequivocabile, che nel Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Trecenta l’ortopedico non c’è, ma proprio mai.

Al Pronto Soccorso di Rovigo ovviamente mi assegnano un codice bianco, non sono certo in pericolo di vita, ma io dovevo fare una visita ambulatoriale non un accesso al Ps. La differenza è sostanziale, anche dal punto di vista economico: per la visita in ambulatorio sarei stato esente da ticket per patologia, invece, con il codice bianco del Ps dovrò pagarlo; se ne vanno 89 euro su una spesa di 119, niente male!

A Rovigo il Ps ortopedico ha due ambulatori, ben organizzati. L’infermiere della specialità, prese alcune necessarie informazioni, mi manda nell’adiacente radiologia. Quando è il mio turno, avevo dieci persone davanti, vengo chiamato in uno dei due ambulatori ortopedici.

Qui trovo un giovane medico, perfettamente al corrente della mia patologia di base, che esamina a video praticamente tutte le radiografie che avevo fatto nelle strutture pubbliche dell’Ulss 5. Per la mano mi prescrive i farmaci da assumere, mi indica gli accorgimenti da tenere, il tipo di tutore più adatto e le possibili soluzioni. Tanto di cappello.

Ecco, la mia è stata un’esperienza emblematica della differenza tra un Pronto Soccorso e un Punto di Primo Intervento. E questo nel caso di un problema ortopedico, non riesco nemmeno a immaginare per tutto il resto.

Altopolesani, a Trecenta abbiamo bisogno di un vero Pronto Soccorso.

Pietro Tosarello - Badia Polesine


--- Se volete potete segnalare le vostre esperienze in materia alla casella di posta elettronica del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca all’indirizzo comitato.ospedaletrecenta@gmail.com


21.2.26

Ulss 5, bilancio di fine mandato ma senza accenni ai problemi

La replica di Guglielmo Brusco

Il Dg dell’Ulss 5 al termine del proprio mandato, salvo rinnovo, fa il bilancio di questi tre anni ma evita accuratamente di citare i problemi della sanità polesana.

Nel comunicato stampa, infatti, non c’è nessun cenno all’inchiesta della Procura sugli appalti dell’Ulss o sulla definitiva trasformazione del Pronto Soccorso di Trecenta in Punto di Primo Intervento. E nulla da dire sulla perdita di tre primari e di due dirigenti medici che hanno scelto di lavorare per altre Ulss.

Vanta il prossimo avvio delle Case della Comunità ma intanto taglia prestazioni nei Punti Sanità di Badia Polesine e Castelmassa (si veda il precedente post «L’Ulss 5 ordina lo stop alle infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio») vale a dire in quelle sedi dove invece i servizi dovrebbero essere potenziati per concretizzare le finalità delle stesse Case della Comunità. Dichiara un aumento record dell’attività chirurgica al San Luca (dal lunedì al venerdì, sabato e domenica il reparto viene chiuso) ma i pazienti ortopedici che si operano a Trecenta devono poi andare all’ospedale di Rovigo per togliere i punti, le medicazioni e le visite di controllo (vedi il post «SanLuca: pazienti inviati a Rovigo per le medicazioni e i controllisuccessivi agli interventi ortopedici»). Nessun cenno alle liste d’attesa mentre lo Sportello per il Diritto alle Cure organizzato dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca ha assistito, nel primo anno di attività, decine di persone presentando 105 ricorsi contro i tempi di risposta eccessivi o le mancate prese in carico.

Definisce la sanità polesana «in buona salute, inserita in un contesto regionale tra i migliori a livello nazionale» ma tutti abbiamo la netta e concreta sensazione dell’esatto contrario.

Si veda l’articolo del Gazzettino qui sotto.


Il Gazzettino, 16 febbraio 2026

Di tutt’altro avviso Guglielmo Brusco, assiduo lettore dei documenti prodotti dalla stessa Ulss 5, che partendo proprio dai dati pubblicati dall’Ulss mette in evidenza le criticità della sanità nella nostra provincia. Dalla speranza di vita più bassa del Veneto alla contestazione degli interventi chirurgici a Trecenta, poco più di mille e in calo rispetto al 2024.

Ma è nel confronto con il privato convenzionato che le statistiche concretizzano le difficoltà delle strutture pubbliche: a Santa Maria Maddalena e a Porto Viro si opera di più che a Trecenta; mentre a Trecenta e Adria diminuiscono i ricoveri (2.000 a Trecenta, 4.000 ad Adria) nelle cliniche private si arriva a 8.000. Calano le prestazioni ambulatoriali e specialistiche: da 1.008.651 del 2024 a 877.471 del 2025, e ne sanno qualcosa i polesani in lista d’attesa. Infine c’è un buco di oltre 200 dipendenti sul Fabbisogno del Personale per il 2026.

Tutti i dettagli nell’articolo sotto riportato.


Il Gazzettino, 17 febbraio 2027

2.2.26

Ospedale di Trecenta: dopo l’intervento i pazienti di ortopedia costretti ad andare a Rovigo

TGR Veneto

Il "San Luca" è una struttura al servizio di 70 mila cittadini dell'Alto Polesine che ha subito una serie di tagli a personale, reparti e servizi



01 febbraio 18:33
Antonello Profita, montaggio Andrea Lucchetta

A Trecenta, nell'Alto Polesine, c'è un comitato che da anni è impegnato nella difesa dell'ospedale San Luca, una struttura al servizio di 70 mila cittadini che ha subito una serie di tagli a personale, reparti e servizi.

Il comitato questa volta, pur sottolineando capacità e impegno del personale sanitario, denuncia il grave disagio che devono sopportare i pazienti di ortopedia che hanno subito un intervento chirurgico costretti ad andare all'ospedale di Rovigo per le medicazioni e le visite di controllo.

Guarda il servizio





30.1.26

San Luca: pazienti inviati a Rovigo per le medicazioni e i controlli successivi agli interventi ortopedici

L’intervento a Trecenta, la medicazione a Rovigo, la riabilitazione a Trecenta.
Un disagio da risolvere rapidamente


L'ospedale "San Luca" di Trecenta

La chirurgia dell’ospedale di Trecenta lavora moltissimo, l’ortopedia in particolare: medici, infermieri e operatori socio sanitari si prodigano per rispondere alle esigenze della popolazione che, in particolare dall’altopolesine, si rivolge al “San Luca”.

Insomma “produce molto”, come direbbe un direttore generale di Azienda Ulss o il direttore tecnico di un’azienda metalmeccanica.

E allora perché non completare il “ciclo produttivo”?

Accade, infatti, che a fronte dei molti interventi ortopedici i pazienti debbano poi recarsi all’ospedale di Rovigo per togliere i punti di sutura e per le medicazioni e i controlli normalmente necessari dopo l’operazione.

Con un piccolo sforzo, con qualche “risorsa umana” in più, si potrebbero eseguire al “San Luca” anche queste attività di routine, senza trasferimenti a Rovigo. Tanto più che presso l’ospedale di Trecenta è presente anche il reparto di riabilitazione fisica che spesso è chiamato a completare il percorso di cura.

Manca solo un tassello per rendere autonomo l’ospedale dell’altopolesine nella gestione degli interventi ortopedici. Uno sforzo che l’Ulss 5 dovrebbe fare dedicando, tutto sommato, una modesta quantità di risorse, col vantaggio di risparmiare agli assistiti onerosi e disagiati trasferimenti a Rovigo.

Gli altopolesani sono, da anni, costretti a percorrere tutta la provincia, spesso fino a Porto Viro, per esami e visite. Aggiungere altri trasferimenti per normalissime medicazioni e controlli postoperatori è un’ulteriore vessazione che dovrebbe essere rapidamente risolta.

30 gennaio 2026

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca


30.11.24

83enne di Trecenta costretto ad attendere per 4 settimane l'intervento al femore.

Una malaugurata caduta nel giardino di casa ha causato ad un cittadino trecentano una doppia frattura, al braccio e al femore sinistro. L'incidente è avvenuto lo scorso primo novembre, ricoverato all'ospedale di Rovigo perché, come è noto, al vicino ospedale di Trecenta non esiste più il reparto di ortopedia, è rimasto in attesa del necessario intervento al femore per quattro settimane.

Sulla vicenda è intervenuto anche Rovigo News con un articolo tutto teso a minimizzare la portata di quanto accaduto: Sospetto caso di malasanità, ma non lo è. Lo si capisce già dal titolo ma il testo è eloquente, prima ancora di far cenno al fatto il sottotitolo recita: "Interpellato sulla questione il dg dell’Ulss 5 Polesana, Pietro Girardi, ha abbondantemente chiarito il problema dopo la segnalazione del Comitato dei cittadini per il “San Luca”. Tutto risolto".

Già perché, secondo Rovigo News, il direttore generale dell'Ulss 5 non avrebbe chiarito le cause del ritardo, ma avrebbe addirittura "abbondantemente chiarito". Per concludere che è "tutto risolto". Una rassicurazione definitiva.

Eppure c'è tanto di direttiva ministeriale ad indicare in 48 ore il tempo in cui intervenire in caso di frattura al femore. Inoltre è assodato che l'allettamento prolungato, in particolare negli anziani, incide sul decorso e soprattutto sull'esito di un determinato quadro clinico e dovrebbe avere priorità sulle necessità di diagnosi per altre patologie non riguardanti la frattura.

5.10.23

Il sabotaggio del San Luca

Oculistica, Radiologia, Ortopedia: a Trecenta non c'è posto


Notizie di ieri.

  • Chiamata al Cup per prenotare una visita oculistica con priorità 30 giorni. Prima data utile 2025 (duemilaventicinque!!!!!!!!!).

  • Richiesta di radiografia al ginocchio con priorità 10 giorni. Nessuna disponibilità a Trecenta mentre c'è un po' dappertutto in giro per polesine, da Adria al privato convenzionato.

  • Richiesta di visita ortopedica con priorità 10 giorni. Anche in questo caso nessuna data disponibile per Trecenta, molte in giro per il polesine.

Ne dobbiamo dedurre che l'Ulss sta sabotando l'ospedale di Trecenta, l'unico che non si vuole far funzionare. Visite specialistiche ed esami vengono dirottati in altre strutture (radiologia e ortopedia) oppure rese con tempi talmente lunghi da renderne impossibile la fruizione (oculistica).

Con due effetti deleteri:

  1. A fine anno la direzione generale e la direzione sanitaria dell'Ulss 5 Polesana potranno attestare lo scarso utilizzo dell'ospedale fornendo dati penosi per radiologia e ortopedia;

  2. Costringere i pazienti alla sanità totalmente privata per quanto riguarda oculistica.

C'è chi lavora per sabotare il nostro ospedale e, più in generale, per sabotare la sanità pubblica e il Servizio Sanitario Nazionale.

E li paghiamo, pure profumatamente, con le nostre tasse.



Il 28 ottobre 2023 partecipiamo alla manifestazione regionale contro il sabotaggio della sanità pubblica.

Ritrovo alle 14:30 davanti alla stazione ferroviaria di Belluno.


3.1.19

Ospedale San Luca. Risolto, nel corso della mattinata, il caso della signora che aveva dimenticato le impegnative

La paziente ha potuto eseguire la visita ortopedica e l'esame radiografico.

Rimane il problema della dipendenza dei servizi da quei pezzi di carta che sono nei computer dell'Ulss già dal momento della stampa.


Quella che segue è la mail ricevuta dall'infermiera citata nel precedente post che ci informa di come, durante la stessa mattinata, superati alcuni scogli burocratici, la paziente abbia ricevuto le prestazioni di cui aveva bisogno.

----inizio documento

3 gen 2019, 20:37

Mi permetto di informare, per la tranquillità della Sig.ra Pradella, ma soprattutto per difendere il nome del San Luca e l’impegno, la disponibilità e l’attenzione del personale infermieristico, che la signora con il braccio che pareva ingessato (ma non lo era), dopo qualche problema di tipo amministrativo, ha fatto sia l’esame radiografico che il controllo ortopedico.
Risultato: la signora è ritornata a Rovigo libera dal tutore e serena.
Molto meno serena è stata l’operatrice che dopo avere letto la lettera della Sig.ra Pradella che ha , si spera, involontariamente travisato la situazione e non ha aspettato la soluzione di un problema, ripeto, soprattutto amministrativo, prima di prendere carta e penna e lanciare accuse rivelatesi infondate.

----fine documento

2.1.19

Ulss 5, ospedale San Luca. Salta la visita ortopedica, manca il promemoria e anche un po' di buona volontà

Siamo nel 2019 ma non sembra.
E' ancora una volta il "promemoria" a creare problemi agli utenti. In questo caso ci ha messo del suo anche il personale.
Alla paziente, col suo braccio ingessato, viene consigliato di prenotare la visita a Rovigo.


Quella che segue è la mail inviata da Patrizia Pradella, assessore ai servizi sociali del Comune di Castelguglielmo, testimone dell'accaduto, all'ufficio relazioni con il pubblico dell'Ulss 5.

----inizio documento

mer 2 gen 2019 alle ore 14:17

Questa mattina mi sono trovata per una visita ortopedica presso l'ospedale di Trecenta.
Ho assistito ad una scena disgustosa.
Una signora di Rovigo accompagnava la mamma con un braccio ingessato che doveva fare raggi e visita.
Aveva con sè il foglio di prenotazione ma si era dimenticata a casa le impegnative.
L'infermiera presente in ambulatorio dopo aver anche controllato e verificato che la signora era in appuntamento, senza dire niente al medico presente, ha mandato via in malo modo la signora dicendole che non poteva fare nulla, consigliandola di disdire le prenotazioni di oggi e di prenotare per ROVIGO visto che là è residente.
Mi mangio le mani ora per non essere intervenuta.
Se la signora era in elenco vuol dire che aveva prenotato con l'impegnativa.
Quindi si poteva recuperare in rete.
Una vergogna.
Sono anche assessore ai servizi sociali del mio paese e queste cose mi fanno imbestialire.
Una persona aspetta per mesi e poi basta una infermiera lunatica per fare spostare un appuntamento senza neanche sentire il medico?
Confido in una sua risposta in merito e sicuramente riferirò il fatto ai dirigenti dell'Azienda sanitaria nella prossima conferenza dei sindaci.

----fine documento

13.11.17

Ospedale di Trecenta, «Ecco come in questi anni hanno impoverito il San Luca»



RASSEGNA STAMPA

Il Comitato Altopolesano dei cittadini interviene e si interroga sul futuro dell'ospedale
"Al San Luca servizi con prestazioni ridotte"
Il gruppo attacca: "Progressiva riduzione delle attività e liste di attesa lunghissime"
La Voce di Rovigo, domenica 12 novembre 2017

SOS JENNY AZZOLINI, REFERENTE DEL COMITATO ALTOPOLESANO DELL'OSPEDALE
«Ecco come in questi anni hanno impoverito il San Luca»
Il Resto del Carlino, Rovigo, domenica 12 novembre 2017

Ospedale, tagli e riordino a scatola chiusa
I1 comitato per il San Luca boccia Compostella
«I sindaci hanno solo ascoltato la relazione del direttore generale senza vedere il piano»
Il Gazzettino, Rovigo, domenica 12 novembre 2017

OSPEDALE TRECENTA (ROVIGO) Jenny Azzolini, del comitato polesano per il San Luca, commenta negativamente la programmazione da parte del direttore generale Antonio Compostella nel diminuire i servizi all’ospedale
“Avevamo delle eccellenze, ora smantellate. È buona sanità?”
Rovigo Oggi, 11 novembre 2017

24.5.13

Ospedale di Trecenta, si lavora per migliorare oculistica, ortopedia e riabilitazione

Riabilitazione di terzo livello e due specialisti in convenzione per rafforzare Oculistica e Ortopedia al 'San Luca'

Una delegazione del Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca” ha incontrato questa mattina il Dott. Arturo Orsini e il Dott. Ferdinando Sortino, rispettivamente direttore generale e direttore sanitario dell'Ulss 18.
Argomento dell'incontro lo stato dei servizi resi dall'ospedale di Trecenta. Sullo sfondo l'allarme per le nuove bozze delle schede ospedaliere in circolazione in questi giorni.
Alcune contraddizioni all'interno delle schede della nostra provincia (Ulss 18 e 19), tra queste e quelle della provincia di Padova e lo stato preliminare dei documenti non hanno permesso una definizione della materia.
Più interessanti sono state le informazioni ricevute dai dirigenti dell'Ulss sulle iniziative in corso per migliorare l'offerta del “San Luca”.
Allo scopo di aumentare il numero di interventi di Oculistica e Ortopedia, che registrano consistenti emigrazioni di pazienti verso altri ospedali e altre province, l'Ulss sta cercando di attivare apposite convenzioni per portare a Trecenta due specialisti.
Inoltre, l'Ulss ha preso contatti con il Prof. Basaglia del “San Giorgio” di Ferrara per introdurre a Trecenta la riabilitazione di III livello, vale a dire quella idonea a trattare i pazienti più gravi (esiti da ictus, traumi gravi).
Il progetto, che sarà formalizzato in questi giorni all'amministrazione regionale, prevede l'apertura di sei stanze in convenzione con il “San Giorgio” di Ferrara e conta di poter offrire assistenza qualificata a tutti pazienti, del polesine e delle province limitrofe, che necessitano di speciali interventi di riabilitazione.
La delegazione del Comitato ha ringraziato il Dott. Orsini e il Dott. Sortino per il loro impegno e per la grande disponibilità a discutere dell'ospedale dell'altopolesine.

Trecenta, 22 maggio 2013
per il Comitato
la portavoce Jenny Azzolini
Scarica il comunicato.