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8.5.25

“Non possiamo restare in silenzio. La società civile in difesa della sanità pubblica”. L’appello in 10 punti di 130 associazioni

fonte: Quotidiano Sanità

Nel testo i punti fondamentali per il rilancio del Servizio sanitario nazionale e la riaffermazione di principi e valori alla base del Servizio sanitario nazionale, strumento fondamentale per la tutela del diritto costituzionale alla salute.

29 aprile 2025

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19.1.25

Povertà sanitaria. Rinuncia alle cure, così il diritto alla salute viene "razionato"

da Avvenire, sabato 18 gennaio 2025
di Paolo Viana

Tra liste d’attesa e difficoltà economiche, la sanità seleziona sempre di più l’accesso per censo. L’analisi del Censis sulle cifre di una piaga denunciata dal Capo dello Stato e dalla Chiesa italiana

Un fenomeno già indagato dall’Istat e dal Censis

Il tema è diventato di scottante attualità con la riforma dell’autonomia differenziata, che inciderà pesantemente sulla gestione della spesa sanitaria.


Intervista a Ketty Vaccaro, responsabile Ricerca biomedica e Salute del Censis.

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Impressionanti i dati raccolti e analizzati:
  • L’Istat stima in 4,5 milioni (il 7,6% della popolazione) gli italiani che nel 2023 hanno rinunciato a prestazioni sanitarie di cui avevano bisogno (visite specialistiche, escluse le visite dentistiche, o esami diagnostici), per problemi economici (4,2%) o legati alle difficoltà di accesso al servizio, incluse le lunghe liste di attesa (il 4,5%).
  • Ogni 100 tentativi di prenotare prestazioni nel Servizio sanitario il 34,9% si è concluso con la decisione di rivolgersi alla sanità a pagamento, cioè in intramoenia o nel privato puro. In altre parole, in un caso su tre il costo della prestazione sanitaria è stato a totale carico dei cittadini.
  • Il 36,9% degli italiani ha dichiarato di aver dovuto tagliare “altre spese” per finanziare le proprie spese sanitarie; questa quota diventa il 50,4% delle persone con reddito basso, il 40,5% con reddito medio-basso, il 27,7% con reddito medio-alto e il 22,6% con reddito alto.
  • «Il rischio è quello di una sanità per censo in cui chi ha maggiori diponibilità economiche può bypassare le liste d’attesa accedendo alla sanità a pagamento, mentre chi ha più difficoltà economiche deve attendere o finisce per rinunciare alle prestazioni specialistiche o diagnostiche di cui ha bisogno».
  • Cosa fa la politica per dare soluzioni? Soluzioni zero, ma un bel risparmio per lo Stato. « In fondo le liste d’attesa rappresentano una forma di razionamento non palese che impone ai cittadini di mettere mano al portafoglio per accedere alle cure, come dimostra a livello più generale anche l’andamento della spesa sanitaria negli ultimi anni» commenta Vaccaro, ricordando che la spesa sanitaria privata è aumentata nel decennio 2013-2023 del 20,2% in termini reali, mentre quella pubblica del 5,2%. E segnala che la spesa sanitaria privata delle famiglie nel 2023 (44.342 miliardi di euro) rappresentava il 25,2% del totale della spesa sanitaria (rispetto al 23,3% del 2013).
  • «Si tratta di un percorso di lungo periodo che ha vincolato il Servizio sanitario con un approccio ragionieristico, già a partire dai decreti legislativi 502/92 e 517/93, imponendo tagli e modelli operativi con vincoli di budget che hanno finito per far prevalere le ragioni economiche sulla tutela della salute e imposto, più o meno sottotraccia, una forma di privatizzazione del rischio sanitario» dichiara.
  • Al di là degli indicatori ufficiali, una valutazione indiretta della diversità delle performance sanitarie regionali si ritrova nei giudizi dei cittadini, con una differenza rilevante tra il 58,8% di chi si dichiara soddisfatto della sanità della propria regione tra i residenti nel Nord-Est e un ampiamente minoritario 29,2% di chi vive tra Sud e Isole».
  • La gravità della situazione è confermata dalla penalizzazione cui vanno incontro le persone con maggiori bisogni sanitari e problemi di cronicità, che più avrebbero bisogno di accedere a prestazioni sanitarie e per tempi lunghi – come i controlli periodici – che non riescono a permettersi. « Il rischio che stiamo correndo è una privatizzazione non palese, con un allontanamento progressivo dai princìpi universalistici della sanità pubblica cha sta aprendo la strada a una sanità moltiplicatrice di disuguaglianze sociali e anche territoriali, ma anche a una percezione di maggiore insicurezza collettiva. E di questo progressivo viraggio gli italiani sono preoccupati, come emerge dall’elevata quota (84,2%) rilevata dal Censis di italiani convinti che i benestanti possono curarsi prima e meglio dei meno abbienti» osserva Vaccaro.

2.10.23

Servizio sanitario nazionale. Silvio Garattini ne parla nella puntata del 21 settembre 2023

Silvio Garattini, presidente dell'Istituto Mario Negri, è stato intervistato da Marco Damilano.

La medicina è diventata un grande mercato che mira a incrementare il proprio volume d'affari.

Passa così in secondo piano la Prevenzione, che è il primo cardine della riforma sanitaria approvata la legge n. 833 del 1978. E' indispensabile rimettere la prevenzione al primo posto, altrimenti il Servizio Sanitario Nazionale diventerà insostenibile.

Le Case della Comunità. Il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ne ha previste 1.350, poi ridotte a 936, in Campania da 172 a 55. La gente va al Pronto Soccorso perché non trova altre risposte. Le Case della Comunità, già sperimentate in alcune regioni, dovranno essere dotate di apparecchiature per le analisi di routine. Non possiamo farne a meno.

Salute diseguale. I fattori di diseguaglianza: manca un governo centrale! Il Ssn potrebbe diventare una Fondazione senza scopo di lucro. La tempestività deve essere una delle caratteristiche essenziali del Servizio Sanitario Nazionale. Un budget ci deve essere ma poi ci devono essere i controlli. La Speranza di vita è diseguale. La Mortalità infantile è diseguale fra le regioni. Inaccettabile!

Le retribuzioni dei sanitari. Da migliorare la condizione salariale. Punto importante perché perdiamo personale, verso il privato o per l'estero. Ma è assurda l'attività privata (libera professione): un insulto per i dieci milioni di italiani che non arrivano alla fine del mese. E' una grave forma di diseguaglianza. Diseguaglianze sono le liste d'attesa. In questo modo torniamo alle mutue: chi ha soldi si cura, chi non ne ha peggio per lui.

Vedi la puntata

Vedi anche:

Remuzzi: "Il servizio sanitario nazionale è la cosa più preziosa che abbiamo, deve essere la priorità assoluta della politica".

Sanità pubblica. Tg3 Fuori Tg, puntata del 21 settembre 2023

9.2.23

Stiamo rendendo l’accesso alle cure un privilegio di pochi

fonte: quotidianosanità.it

di Ornella Mancin

31 GEN - 

Gentile Direttore,
ha ragione il prof. Cavicchi: la sanità pubblica sta morendo sotto i nostri occhi e nessuno sta muovendo un dito perché questo non avvenga. I benzinai, i tassisti, tanto per citare alcune categorie, sono in grado di farsi ascoltare dai governi di turno; noi non ci riusciamo eppure abbiamo in mano le sorti di uno dei servizi pubblici più importanti per la popolazione.

Essenzialmente perché siamo divisi in mille rigoli difficili da ricomporre e poi perché ci hanno sempre fatto ritenere “poco etico” scioperare: non si possono bloccare i servizi sanitari perché i cittadini ne hanno bisogno e noi lavoriamo per la salute degli altri.

Ma se tutto questo rischia di finire miseramente, se la sanità pubblica finirà di essere tale se noi non ci muoviamo , non può diventare “etico” scioperare e bloccare tutti i servizi sanitari perché la politica si renda conto dell’estrema gravità della situazione?

Parigi val bene una messa!

Ci sono un sacco di motivi per incrociare le braccia:

  • un carico burocratico che sta distruggendo la professione,
  • la carenza di personale sanitario che ci costringe sia che si lavori in ospedale che si lavori nel territorio a carichi di lavoro ormai intollerabili,
  • una continua e progressiva esternalizzazione dei servizi che rende il lavoro in sanità sempre meno competente e più rischioso per la salute dei cittadini,
  • stipendi poco dignitosi a fronte di cifre esagerate elargite alle cooperative esterne che forniscono personale spesso poco qualificato,
  • l’aumento di aggressività dei pazienti che spesso frustrati nelle loro richieste esprimono il loro carico di rabbia verso chi li cura perché rappresentano l’unico “front-office” verso cui ci si può scagliare,
  • la percezione chiara che tutto ciò non interessa i decisori politici che stanno lasciando che lo sfascio si avveri.

Su tutto questo si sta abbattendo l’autonomia differenziata, come una spada di Damocle destinata a dare il colpo di grazia al nostro SSN decretando per sempre la fine.

....

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Autonomia, l'allarme dei medici: «È un errore, solo i ricchi potranno curarsi»

Il presidente dell’Ordine dei Medici di Verona: «Il Snn è già malato grave, questo sarà il colpo di grazia. Aumenteranno le disparità e il rischio è finire come in America»

Il pericolo di una «sanità per ricchi»

L'esempio del Covid

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4.2.23

Il regionalismo differenziato in sanità. Report Osservatorio GIMBE 1/2023

Gennaio 2023

1. Premessa.................................................................. 1

2. Le tappe del regionalismo differenziato ................. 2

3. Le maggiori autonomie sulla tutela della salute richieste dalle Regioni Emilia-Romagna,

Lombardia e Veneto .................................................... 5

4. Livelli Essenziali di Assistenza: le diseguaglianze regionali 10

5. La mobilità sanitaria .............................................. 12

6. La survey GIMBE sul regionalismo differenziato .. 14

7. Conclusioni ............................................................ 16

Appendice 1. Tavola sinottica delle maggiori autonomie sulla tutela della salute richieste

dalle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto 18

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21.9.22

Difendiamo la Sanità Pubblica. Venezia Sabato 17 settembre 2022. Le immagini dell'evento organizzato da CoVeSaP

Evento organizzato dal Coordinamento Veneto per la Sanità pubblica (CoVeSaP), vedi il precedente post. A causa della pioggia l'evento si è svolto nella sala teatro del Patronato in via Garibaldi (calle San Domenico).

Scarica il testo integrale della nota di CoVeSaP rivolta ai candidati alle elezioni politiche del 24 settembre.



















13.9.22

Difendiamo la Sanità Pubblica. Venezia Sabato 17 settembre 2022

Il Servizio Sanitario Nazionale, negli ultimi decenni, è stato pesantemente sottofinanziato.

Si sono così create criticità sempre più importanti: pesanti carenze di personale con operatori sottoposti a stress inaccettabili, liste di attesa infinite, pronto soccorso intasati o ridotti a punti di primo soccorso, posti letto insufficienti, medicina territoriale non adeguata ai bisogni dei cittadini, mancanza di servizi socio-sanitari per le fasce deboli della popolazione. Questi problemi affliggono oramai tutte le regioni, da nord a sud, e rendono sempre più difficile potersi curare.

Anche il Veneto non sfugge a questa pericolosa tendenza.

Il fondamentale diritto alla salute e alla cura viene negato ad una parte sempre più consistente della popolazione.

Il Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica (CoVeSap) chiede a tutti coloro che saranno eletti alle elezioni del prossimo 25 settembre un’inversione di tendenza alla politica dei tagli, prevedendo un robusto rifinanziamento del Servizio Sanitario Nazionale per realizzare:

  • Una maggiore gestione pubblica e uno stop alle varie forme di privatizzazione;

  • Un investimento massiccio nel personale;

  • La riorganizzazione di una rete ospedaliera che risponda ai bisogni della popolazione;

  • La finalizzazione dei Fondi del PNRR al potenziamento del Servizio Pubblico;

  • Lo sviluppo dei servizi territoriali per i minori, la famiglia, la disabilità, le dipendenze, gli anziani e la salute mentale;

  • La ricostruzione dei Dipartimenti di Prevenzione;

  • La convergenza nel concetto di salute delle politiche sanitarie con quelle ambientali;

  • Il ritorno allo spirito della legge 833 con un giusto equilibrio nel rapporto tra Stato - Regioni - Enti locali.

Il Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica chiede pertanto quanto previsto dalla legge 833/78, ovvero un Servizio Sanitario Pubblico, Universalistico, Gratuito, Equo ed Accessibile a tutti.

Scarica il testo integrale della nota di CoVeSaP rivolta ai candidati alle elezioni politiche del 24 settembre.