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08 maggio 2025

“Non possiamo restare in silenzio. La società civile in difesa della sanità pubblica”. L’appello in 10 punti di 130 associazioni

fonte: Quotidiano Sanità

Nel testo i punti fondamentali per il rilancio del Servizio sanitario nazionale e la riaffermazione di principi e valori alla base del Servizio sanitario nazionale, strumento fondamentale per la tutela del diritto costituzionale alla salute.

29 aprile 2025

Leggi l'articolo e scarica il documento completo

09 aprile 2025

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" a Venezia per la manifestazione regionale del 5 aprile 2025


Per la Giornata mondiale della salute 2025 si è svolta a Venezia, lo scorso 5 aprile, una manifestazione regionale per la sanità pubblica. Promotori il Coordinamento veneto sanità pubblica (CoVeSaP), Aitsam e Cgil Veneto. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" era presente anche in questa occasione, particolarmente sentita perché dedicata in particolare alla salute mentale, un tema che riguarda tutte le persone ma che è assai sottovalutato dalle politiche sanitarie nazionali e regionali.









Di seguito i link per visualizzare il video curato da CoVeSaP (durata circa un'ora) e i servizi della TRG Veneto e altre emittenti:

https://youtu.be/oQu-PfSLmMo VIDEO COMPLETO di un'ora di Paolo Fumagalli

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2025/04/venezia-centinaia-in-piazza-per-il-diritto-alla-salute-58366e1a-bf34-448c-a0a5-2b30742be032.html?nxtep

https://www.telebelluno.it/wp/salute-mentale-anche-il-comitato-feltrino-per-il-diritto-alla-salute-manifesta-a-venezia/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR5XMEGeOCf9O6d1gDcyGyDA0qoTksqArbwswXmglqtCJkt6jFmHm_YmroBsGg_aem_x3cF-jLEbc_SjAoD-npkOw&sfnsn=scwspwa

https://antennatre.medianordest.it/141608/venezia-giu-le-mani-dalla-sanita-pubblica-in-tremila-manifestano-in-laguna/

Per chi usa Facebook, altre foto della manifestazione a questo link:
https://www.facebook.com/media/set?vanity=pietro.tosarello&set=a.9529363517139239


09 luglio 2024

Autonomia differenziata, la legge che rischia di smantellare il servizio sanitario nazionale

E' stata pubblicata la LEGGE 26 giugno 2024, n. 86 "Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione", il provvedimento, fortemente voluto dal presidente della giunta regionale veneta, Luca Zaia, che rischia di affossare definitivamente il sistema sanitario nazionale.

Tra le "mine" introdotte dalla legge cito solo tre aspetti:

  • a) si apre la porta alla diversificazione dei servizi;
  • b) ci potrà essere una diversificazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA);
  • c) il contratto di lavoro dei dipendenti della sanità non sarà più a carattere nazionale ma regionale.


Visualizza il testo vigente su normattiva.it

Rassegna stampa:

15 ottobre 2016

Sanità in crisi? L'Ulss 18 trova la soluzione: timbrare il cartellino per andare a far pipì


Le norme richiamate prevedono il licenziamento, che sia possibile applicarle in questo caso sembra fuori dal mondo. Ma questo è quello che passa il convento, o meglio l'ex seminario, ora cittadella sanitaria. Atteso un forte aumento della produttività?


Se si era sfiorato il ridicolo con l'istituzione di una commissione sull'igiene personale dei dipendenti, ora si va oltre ma non c'è molto da ridere per gli infermieri e gli operatori socio sanitari dell'Ulss 18.

Protesta il sindacato: "Riteniamo che sia una assurdità far passare l’idea che stia ingannando e 'rubando' anche chi dopo 3, 4 anche 5 ore, caso mai di sala operatoria o nel corso delle quali ha assistito i pazienti allettati o lavorato con pazienti feriti in un grave incidente, si ferma alcuni minuti a bere dell’acqua, un caffè e andare in bagno a fare pipì e non 'stimbra' il cartellino nel farlo. E' assurdo pensare che queste persone debbano essere licenziate o perseguite penalmente".

Leggi l'articolo di RovigoOggi.it

03 luglio 2013

Ospedale San Luca, l’ambulatorio oncologico resterà in funzione durante l’estate

fonte: RovigoOggi.it

SANITA’ ULSS 18 TRECENTA (ROVIGO) Ospedale San Luca, l’ambulatorio oncologico resterà in funzione durante l’estate

Quest'anno niente ferie forzate per i malati

L’ambulatorio oncologico dell’ospedale San Luca di Trecenta resterà in funzione nei mesi estivi. Dal 2004, il servizio era sospeso durante l’estate ma la nuova dirigenza ha deciso di ripristinarlo. L’annuncio è stato dato giovedì 27 giugno dal direttore dei servizi sanitari Ferdinando Sortino (foto a lato). Soddisfatti i rappresentanti del comitato altopolesano per il San Luca ed il sindaco di Trecenta Antonio Laruccia.

Leggi l'articolo completo.

06 aprile 2013

Regione, raggiunto accordo triennale sui budget per la sanità privata

Dal sito http://www.nordestsanita.it/home.html

Soddisfatti del risultato ottenuto le associazioni, Luca Zaia e Luca Coletto.

Tanto tuonò che alla fine piovve. La Regione ha partorito il suo topolino, dopo lunga attesa, tante pressioni e manifestazioni di piazza. Ma ha deciso definendo con  i rappresentanti delle organizzazioni di categoria Anisap, Ansoc, Cuspe, Fiv e Federlab un accordo triennale (2013-2015) sui budget di spesa sanitaria assegnati dalla Regione agli erogatori privati accreditati ambulatoriali..
«L’accordo, che sarà ora fatto oggetto di una formale delibera della Giunta regionale – spiega in una nota la stessa Regione veneto -  è suddiviso in due parti: una specifica per l’anno 2013 ed una seconda per gli anni 2014 e 2015. Per il 2013 si prevede un nuovo nomenclatore tariffario con una diminuzione del 20% per i laboratori e del 2% per le strutture operanti nelle altre branche e la conferma dei budget assegnati ai direttori generali delle Ullss con la delibera 2621 del dicembre scorso». 
La Regione ha peraltro messo sul piatto una ulteriore disponibilità di 23 milioni di euro per prestazioni che verranno erogate con un ulteriore sconto tariffario del 20% per i laboratori e del 13% per le altre branche. Il tutto nell’ottica di un riequilibrio complessivo del sistema. 
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05 aprile 2013

Il dg Orsini: "Tagli calibrati sui servizi sanitari necessari"

Da Rovigooggi.it, 27 marzo 2013

SANITA' ROVIGO L'Ulss 18 sta preparando la documentazione richiesta dal Tar del Veneto in merito alla riduzione del 70% delle prestazioni in convenzione con le strutture private.


I tagli alle prestazioni sanitarie convenzionate sono uguali per tutti in Veneto e in Italia, parametrati sulle 4 prestazioni annue per cittadino. Lo spiega Arturo Orsini, direttore generale dell'Ulss 18, i cui uffici stanno preparando i conteggi richiesti dal Tar del Veneto (leggi articolo). I tagli, che hanno colpito pesantemente le strutture polesane quali Centro attività motorie, Centro medico di Rovigo e Centro medico polesano, sono il risultato di un'ipotesi, poi vagliata tecnicamente, la cui formulazione è stata richiesta dalla Regione Veneto nel 2012 alle singole Ulss. Ma all'epoca dg dell'Ulss 18 era Adriano Marcolongo.


Rovigo - La documentazione richiesta dal Tar del Veneto all’Ulss 18 in merito ai tagli delle prestazioni in convenzione con le strutture private è in via di preparazione e verrà presentata secondo le modalità richieste. Lo assicura Arturo Orsini il direttore generale dell’azienda sanitaria rodigina che per la verità si trova a gestire questa situazione che ha ereditato dal precedente dg Adriano Marcolongo. La Regione Veneto ha emanato il provvedimento il 18 dicembre e Arturo Orsini è stato nominato direttore dell’Ulss polesana il 29 dicembre. 
“La Regione Veneto ha stabilito che sono 4 le prestazioni specialistiche all’anno di cui ogni cittadino ha bisogno e su quello ha basato i tagli”. Questo parametro, spiega Orsini, è quello adottato da tutte le Regioni ed è un dato definito sulle prestazioni “oggettivamente necessarie e non su quelle che possono essere d’aiuto al cittadino”. Quindi la mannaia del 70% delle prestazioni 2013 convenzionate in Polesine rispetto al 2012 è dovuta ad una offerta di prestazioni superiore del 70% rispetto alle 4 annue per cittadino, visto che “non si può pensare che i polesani siano più cagionevoli”.
Da qui i due ricorsi al tribunale amministrativo di Venezia che il Centro medico, il Centro di attività motorie di Rovigo e il Centro medico polesano hanno presentato. Negli anni queste aziende private hanno avuto dalla Regione un incremento cospicuo delle prestazioni sanitarie in convenzione, ristrutturando e parametrando l’attività, le strutture e il personale sulle nuove disponibilità. “Passare da 4milioni di contributi a 1,5 - spiega Andrea Squarzanti direttore amministrativo del Centro attività motorie - strangola l’azienda”. D’altro canto Orsini spiega che “il riferimento oggettivo dell’ampliamento del fatturato delle strutture private non è un problema sanitario”. ”Ho visto la relazione del 2012 sulla cui base sono state dimensionate le prestazioni in convenzione dell’Ulss 18 e sulla base dell’indicazione regionale non c’è una penalizzazione territoriale” replica Orsini. D’altra parte, conclude Orsini, la Regione ha chiesto alle Ulss stesse di fare delle ipotesi di ristrutturazione delle convenzioni con i privati. “Le ipotesi sono state vagliate su base tecnica e poi sono entrate a far parte della delibera”.
27 marzo 2013

04 aprile 2013

Sanità privata, confronto in commissione

Dal sito del consiglio regionale del Veneto

Il futuro della sanità privata in Veneto e gli effetti che il taglio di 140 milioni di euro imposto dalla spending review nazionale e regionale sta causando sui posti di lavoro e sulle prestazioni erogate ai cittadini saranno al centro della seduta-fiume che la commissione sanità del Consiglio veneto ha programmato per venerdì 12 aprile, d'intesa con l'assessore Luca Coletto. In mattinata la commissione presieduta da Leonardo Padrin incontrerà i rappresentanti dei centri della sanità privata accreditata, dei lavoratori e i direttori generali delle Ulss dove la presenza di strutture convenzionate è più consistente. Nel pomeriggio la commissione affinerà la proposta di legge, già abbozzata dal presidente Padrin, che intende riorganizzare il settore e rivedere il rapporto tra pubblico e privato. "A distanza di vent'anni dall'avvio delle convenzioni - spiega Padrin - credo che il rapporto di integrazione tra sanità pubblica e sanità privata vada reimpostato secondo nuove regole. Regole che - aggiunge - dovranno dare certezza sulla reale utilità dei servizi erogati e sul loro costo, in un ottica di complementarietà tra sanità pubblica e sanità privata". Intanto l'assessore alla Sanità Coletto ha annunciato la prossima presentazione di una nuova delibera, integrativa e 'correttiva' rispetto alla delibera del 28 dicembre scorso che ha tagliato di 140 milioni di euro le risorse destinate ai privati convenzionati. La nuova delibera - ha anticipato alla commissione l'assessore - diluirà nel tempo i tagli ai privati, individuando un percorso che razionalizzi le convenzioni valorizzando le strutture e i servizi di eccellenza e che garantisca i posti di lavoro”.

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Cliniche e centri medici convenzionati. Ai privati 30 milioni in più se non licenziano

Dal Mattino di Padova, mercoledì 03-04-2013

Svolta in Regione
II budget 2013 verrà fissato a 125 milioni contro i 95 iniziali prevedendo per le cliniche garanzie sulle liste d'attesa

Se le imprese della sanità privata cesseranno la protesta e ritireranno i licenziamenti annunciati, la Regione allenterà i cordoni della borsa mitigando la linea del rigore: a fronte dei 145 milioni stanziati nel 2012, il budget di quest'anno, inizialmente tagliato di una cinquantina di milioni (-30% delle prestazioni autorizzate) risalirà notevolmente fino a sfiorare i 125.
.... È quanto prevede la nuova delibera di Palazzo Balbi messa a punto dall'assessore Luca Coletto con la consulenza del segretario alla sanità Domenico Mantoan: in settimana sarà presentata alle parti sociali.

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28 marzo 2013

Centri medici. La crisi dopo anni di lauti guadagni a spese degli ospedali pubblici

Il vice presidente dell'amministrazione provinciale Guglielmo Brusco interviene sul problema causato dalla drastica riduzione delle prestazioni autorizzate alle strutture sanitarie private da parte della Regione Veneto. Il meccanismo che lega l'amministrazione regionale alle strutture private convenzionate è ben spiegato in questo articolo pubblicato su La Voce di Rovigo, 15 marzo 2013.
Dopo la delibera della giunta regionale n. 2621 del 18 dicembre 2012 e il decreto attuativo dell'Ulss 18, i centri medici hanno dichiarato guerra alla pubblica amministrazione con una pioggia di ricorsi al tribunale amministrativo regionale.
Ora l'amministrazione provinciale fornisce una serie di dati molto interessanti per comprendere come siano andate le cose.
Nella lettera di Guglielmo Brusco, indirizzata all'assessore regionale alla sanità Luca Coletto e al dirigente Domenico Mantoan, si legge:

.... il Centro Medico, il Centro Medico Polesano e il Centro Attività Motorie, tutti ricompresi nei budget-convenzioni dell’ULSS 18, hanno duramente protestato per i tagli a loro inflitti grazie alla DGR n. 2621 del 18 dicembre 2012 e al Decreto del Direttore Generale dell’ULSS 18, n. 4 dell’8 gennaio 2013.

L'impennata dei badget ai privati tra il 2006 e il 2007
.... I proprietari dei centri succitati, che oggi lamentano i tagli, non si erano certo lamentati quando dal 2006 al 2007 i loro budget erano aumentati in maniera, chiamiamola così, incredibile. In un solo anno i cittadini del Polesine, avevano evidentemente avuto un preoccupante aumento di patologie verificabili e curabili presso i centri medici succitati. Se i dati in mio possesso sono giusti, il budget previsionale annuo assegnato al Centro Medico, passò da quasi 1.900.000 euro a più di 3.240.000 euro (+ 71%), quello del Centro Medico Polesano (di Giacciano con Baruchella) da poco più di 480.000 a più di 1.530.000 euro (+ 217%) e quello del Centro Attività Motorie da quasi 2 milioni a quasi 5 milioni di euro (+ 154%).

Nelle strutture private costi e prestazioni medie 10 volte più alte che negli ospedali pubblici
Nella nota dell'assessore Brusco si legge:
.... Il Dott. Marcolongo, aveva addirittura analizzato, in un periodo di tempo, i costi a paziente medio per prestazioni di fisioterapia. Nelle strutture pubbliche, il costo più alto era riferito all’ospedale civile di Rovigo (poco più di 100 euro e circa 10 prestazioni medie), quello del Centro Attività Motorie e del Centro Medico Polesano erano superiori ai 500 euro e alle 50 prestazioni per paziente.

La regione costretta a rivedere la spesa. Pesanti le riduzioni, fino al 70%
E ancora:.... Per questo credo siano sostanzialmente giuste le scelte regionali sugli erogatori privati succitati. Soprattutto se le risorse regionali assegnate, in contrazione, mettono a rischio i servizi erogati dalle strutture pubbliche. Perché ai privati grandi utili e al pubblico grandi deficit? Finalmente la Regione ha fatto un passo nella giusta direzione.

Il problema dei lavoratori in esubero
Infine Brusco si occupa delle conseguenze per l'occupzione:
.... Ma resta il problema grave dei lavoratori in esubero, che qualcuno potrebbe voler licenziare. E’ un fatto da evitare accuratamente. Come? Nel caso non ci fosse volontà di percorrere vie che portano ad ammortizzatori sociali e aziendali capaci di aiutare i lavoratori in questo periodo difficile a trovare nuova occupazione, la mia proposta è che alla struttura privata proponente gli esuberi, sia tolto il residuo budget pubblico (resterà sempre l’attività privata erogata). Tale pacchetto di prestazioni, sarebbero da far eseguire dai lavoratori messi eventualmente in mobilità. Il tutto per conto dell’ULSS 18.

Scarica il testo integrale.

23 gennaio 2013

Guglielmo Brusco: “Difendiamo i punti nascita polesani”


I tagli alla sanità e il silenzio sulle schede ospedaliere.
L'organico del punto nascita di Trecenta va completato.

Guglielmo Brusco, assessore provinciale alla salute, interviene sul pericolo di chiusura dei punti nascita polesani.
Eppure le nascite ci sono. Il centro per la procreazione medicalmenteassistita è molto apprezzato, così come la casa del parto. E' la carenza di personale e la forzata riduzione dell'operatività del reparto a provocare lo spostamento degli utenti verso altre strutture.
Le bozze delle schede ospedaliere circolano in modo clandestino, in pochi le hanno viste, alla faccia degli impegni alla condivisione con i comuni.

Riporto integralmente il testo del comunicato del vice presidente della provincia.

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Ho letto con grande attenzione della protesta di Ginecologi e Ostetriche contro il Ministro Balduzzi. Un ministro che sarà ricordato soprattutto per i tagli portati al sistema sanitario pubblico. Condivido le richieste di questi operatori sanitari e condivido anche le preoccupazioni del Dr. Giancarlo Stellin, circa il futuro dei Punti Nascite di Adria e Trecenta.
Questa preoccupazione deriva anche dal silenzio che circonda le schede ospedaliere.
I più alti rappresentanti regionali, anche polesani, ci avevano detto che le schede sarebbero state condivise con le istituzioni e le popolazioni territoriali. Invece dopo molti mesi le ipotesi sono a conoscenza di pochi addetti ai lavori, che rischiano di partorire soluzioni funzionali più a certi equilibri politici che alla popolazione. Il caso dei Punti Nascite è uno dei più evidenti.

Vediamo alcuni dati del nostro territorio polesano. I nati iscritti all’anagrafe dei comuni della provincia di Rovigo, sono per il 2011 (dati ancora provvisori) 674 nel Distretto 1 dell'Ulss 18 (Medio Polesine), 692 nel Distretto 2 (Alto Polesine) e 492 nell'Ulss 19 (Basso Polesine).
Premesso che Adria, proprio per essere sede ospedaliera principale dell'Ulss 19, pare essere più sicura, penso che ancora una volta l’assalto potrebbe arrivare, se non vengono mantenute tutte le promesse fatte di fronte al Prefetto e in tantissime riunioni pubbliche da esponenti politici regionali come l’Assessore Coppola, il Consigliere Corazzari, l’Assessore Coletto, il Presidente della Quinta Commissione Regionale Padrin e il Direttore Generale della Sanità Veneta Dr. Mantoan, nei confronti del San Luca di Trecenta.
Sarebbe l’ennesima ingiustizia nei confronti di una popolazione già molto penalizzata rispetto a tante altre genti del Veneto.
Bisognerebbe invece, partendo dai contenuti del Piano Regionale Socio-Sanitario che il concetto di ospedale su due sedi previsto in tale programma, fosse effettivamente praticato non solo quando serve per tagliare al San Luca (come successo quando il Dr. Marcolongo ha tagliato la Riabilitazione Pneumologica a Trecenta per trasferirla a Rovigo), ma anche quando ciò è utile per salvare ottime strutture come il Punto Nascite di Trecenta. Valutato ospedale unico su due sedi, questo avrebbe avuto in totale ben 1.228 nati (dato 2012), molto di più dei mille previsti in modo schematico da qualche politico poco attento.
Vogliamo aiutare o no le famiglie? Vogliamo che questa frase non sia soltanto uno slogan elettorale, ma trovi una sua reale applicazione? Per l’Alto Polesine questo vuol dire mantenere il Punto Nascite al San Luca, anzi svilupparne le potenzialità che sono molte.
Le nascite al San Luca nel 2012, sono state 393 (in leggero aumento rispetto al 2011), ma come abbiamo visto i nati dei comuni del Distretto 2, sono stati invece 692 (299 in più dei nati al San Luca). Esisteva perciò un buon 43% di bambini altopolesani in più che potevano nascere al San Luca. Non facciamo emigrare mamme e bambini. Rafforziamo e completiamo l’organico del Punto Nascite dell’Ospedale di Trecenta, più volte premiato per il settore donna, che ha già al suo interno una moderna Casa Parto, un’esperienza consolidata del parto indolore, la presenza 24 ore di Ginecologo e Anestesista e, a quanto mi è stato riferito un indice di problematiche tra i più bassi d’Italia. Possiamo anche vantare un Centro di Fecondazione Assistita molto apprezzato.
Di tutto ciò ringrazio a partire dal Dr. Stellin, tutto il personale che ha contribuito a questo centro di qualità, con l’auspicio che i rappresentanti politici polesani, riescano in Regione a difendere questo presidio utile alle famiglie altopolesane e non solo.
Rovigo, 21.01.2013
Brusco Guglielmo – Assessore provinciale alla Salute
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21 gennaio 2013

"Punti nascita a rischio a Trecenta e Adria"

Dal Resto del Carlino di lunedì 21 gennaio 2013

GINECOLOGI E OSTETRICHE SUL PIEDE DI GUERRA
E anche medici polesani aderiscono allo sciopero nazionale del 12 febbraio
«LA REGIONE VENETO NON HA ANCORA RESO NOTE LE SCHEDE OSPEDALIERE E DA ANNI SI LAVORA CON POCO PERSONALE»
«Prima potevamo operare cinque giorni a settimana - continua Stellin - ora siamo stati costretti a ridurli a quattro»

GINECOLOGI e ostetriche fanno sciopero anche in Polesine. La prima giornata di protesta il prossimo 12 febbraio.
Oltre al taglio dei fondi alla sanità previsti dal decreto Balduzzi, in Polesine ci sono altri motivi motivi per incrociare le braccia.
Il dottor Giancarlo Stellin, primario del reparto di ginecologia dell'ospedale di Rovigo e responsabile del centro per la fecondazione assistita di Trecenta spiega: «Innanzitutto la Regione Veneto non ha ancora reso note le schede ospedaliere (necessarie alla programmazione dei servizi ospedalieri, per capire dove e come saranno investiti i soldi, ndr) - inoltre da due anni si parla della chiusura dei punti nascite che non raggiungono i 500 parti l'anno e sembra sempre che quelli di Adria e Trecenta siano sul punto di sparire, senza contare che anni di continui tagli alla spesa sanitaria non permettono di migliorare né la sicurezza degli operatori né quella dei pazienti».
In rapporto alla pianta organica dell'Ulss 18, ad esempio, il reparto di ginecologia attualmente sta lavorando con due medici in meno e mancano anche alcune ostetriche. «Prima potevamo operare cinque giorni a settimana - continua Stellin - ora siamo stati costretti a ridurli a quattro».
Inutile chiedere al dottor Stellin se aderirà allo sciopero: «In quel periodo sarei in ferie, ma rientrerò per partecipare e spero si vada avanti a oltranza, come in Francia".

Leggi l'articolo completo.

10 ottobre 2012

Tagli anche ai permessi retribuiti per l'assistenza ai disabili (Legge 104)

Solo se si assisteranno figli o coniuge disabili i permessi saranno retribuiti completamente
Hanno terminato la riunione alle tre del mattino. Forse stanchi ma non esausti al punto da risparmiarci una nuova ingiustizia, i ministri del governo Monti hanno deciso che la retribuzione dei permessi per l'assistenza a un famigliare disabile sarà dimezzata se non si tratta di un figlio o del coniuge. Se ad esempio, il famigliare disabile è un genitore la retribuzione viene dimezzata.

ASSISTENZA DISABILI - Il Governo punta ancora sui disabili, per fare cassa. In questo progetto di Legge, la stretta è prevista su chi usufruisce dei permessi da legge 104 per l'assistenza a un famigliare disabile. Nello specifico, per i giorni di premesso (che sono tre al mese) si prevede una diminuzione della retribuzione al 50% a meno che non si tratti dello stesso dipendente della PA che usa il permesso per sua patologia, o che si tratti di assistenza a figli coniuge. Se quindi il permesso dovesse servire ad assistere genitori disabili, niente retribuzione intera.
TAGLI ALLA SANITA' - Anche la sanità sarà obiettivo di una sforbiciata. In particolare, si parla di una riduzione di un miliardo e mezzo di Euro dal 2013, a carico del sistema sanitario nazionale, per il quale si diminuirebbe il tetto di spesa per l'acquisto di dispositivi medici, passando dal 4,9 al 4%. Sul piede di guerra, non solo la compagine politica (Pd in primis), ma anche il settore dei sindacati, con la Camusso, e lo stesso Ministro Renato Balduzzi, che avrebbe definito i tagli insostenibili, poiché [vanno] a sommarsi a quelli dello scorso giugno. 
Leggi la notizia originale.

01 settembre 2012

Pulizie in ospedale: non rinnovati 13 contratti

Da La Voce di Rovigo di sabato 1° settembre 2012
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Tagli alla sanità con la spending review, la Cgil rilancia l'allarme "Effetti sottovalutati, a rischio servizi e decine di posti di lavoro"

ROVIGO - Una sforbiciata tutt'altro che indolore. Per lavoratori e utenti.
Il taglio del 5% per gli appalti di fornitura di beni e servizi nella sanità previsto dal decreto sulla revisione della spesa sta facendo sentire i propri effetti. Non solo le 13 dipendenti tempo determinato della Copma che si occupano delle pulizie dell'ospedale cui non verrà rinnovato il contratto. "Quella è solo la punta dell'iceberg - commenta Davide Benazzo della Pp Cgil Sanità - Tutta la parte sociale dell'ospedale è stata esternalizzata e sono diverse decine i posti a rischio".
Il taglio lineare interessa una miriade di servizi: dai Ceod (Centri educativi occupazionali diurni) ai trasporti, passando per l'assistenza domiciliare non sanitaria, al centralino del Cup, sebbene questo non sia affidato a una cooperativa sociale. "Non potendo chiedere uno sconto sul servizio, l'unica soluzione è quella di ridurre l'attività, con una ricaduta sul mondo del lavoro enorme. Si tratta soprattutto di cooperative sociali, le cui spese con percentuali che vanno dail'8o al 95% riguardano il personale. E di questi i dipendenti a tempo pieno che guadagnano mille euro al mese sono una minoranza", afferma anche Giuseppe Franchi, segretario generale della Fp Cgil rodigina.
Con una sforbiciata del genere le strade per gli enti locali sono due: o reinternalizzare i servizi, facendo ricadere il tutto sul personale interno su cui grava però il blocco delle assunzioni, oppure, più semplicemente, non farli più. E la Cgil punta il dito anche sulla regolarità giuridica della questione, perché si vanno a ricontrattare da parte della pubblica amministrazione, contratti in essere, con l'impossibilità di dire no, pena la rescissione. "ll rischio è quello di una miriade di cause, con costi imprevedibili tra qualche anno".
AI. Ba.
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Anche all'Ulss di Adria tagli alla ristorazione

Anche l'Ulss 19 di Adria tagli ai servizi di ristorazione.
Oggi su La Voce di Rovigo i sindacati di categoria lanciano l'allarme.
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Trenta lavoratrici
La spending review colpisce la ristorazione
Riccardo Pavanello
ADRIA - La spending review tocca, in maniera sensibile, l'ospedale di Adria e il settore della ristorazione.
Ieri, Diego Marcomini della Cisl Fisascat, Pieralberto Colombo della Cgil Filcams e Michela Bacchiega di
UilTucs hanno voluto spiegare i problemi che andranno a colpire 30 lavoratrici.
La società privata Dusman Service, che si è aggiudicata l'appalto ai servizi di ristorazione dell'ospedale di
Adria, taglierà quasi sicuramente 7mila ore di lavoro.
"Nella media annua, dalle 39mila, si passerà a 32mila ore lavorative" spiega preoccupata Michela Bacchiega.
E così facendo, da una media di 18-24 ore settimanali per queste lavoratrici part-time, si passerà alle 15-16.
"Una miseria, con cambi giomalieri ridotti veramente all'osso e con i servizi alla ristorazione che andranno sicuramente a rimetterci". Il cambio della ditta nel servizio di ristorazione all'ospedale di Adria prevede così una riorganizzazione sia del servizio sia degli orari di lavoro per gli addetti. E' una macchia d'olio che, al momento, ha toccato questo servizio, ma potrebbero esserci ulteriori novità sempre per quei servizi di pulizia, trasporto e socio assistenziale. "E' un taglio importante - spiega Marcomini - perché questa revisione
della spesa colpisce soprattutto le donne, e dei lavoratori che non hanno un impiego a tempo pieno". "Ora vediamo cosa succederà in questi primi mesi - spiega Colombo - ma potrebbe esserci un prossimo incontro con il prefetto per informare le istituzioni delle gravi conseguenze concrete di questa spending review".
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13 agosto 2012

Un miliardo di euro per passare alla storia


Intervista al Gazzettino
Zaia insiste nell'avventura del nuovo ospedale di Padova: «Noi lo faremo»
In una lunga intervista al Gazzettino di sabato 11 agosto il presidente della giunta regionale Zaia riafferma una certezza: si farà il nuovo ospedale di Padova. La spending review non fermerà la giunta regionale.
L'intervistatrice Daniela Boresi, chiede: «C'è chi teme che la spending review blocchi l'ospedale di Padova».
Zaia risponde: «La Commissione sta valutando le carte, ovvio che le risorse condizionino le scelte. Ma una cosa va detta a chi in passato sbandierava un progetto: questo ospedale esisteva solo nella fantasia di qualcuno, di carte non ce ne erano. Le cose più importanti erano articoli sui giornali quando i Padovani credevano che già ci fossero le imprese all'opera. Noi lo faremo». Nessun dubbio quindi per Zaia.
Io mi chiedo: ma come si fa anche solo a concepire l'ipotesi di poter spendere, nei prossimi tre anni, la somma astronomica di 656 milioni euro? Ma si sa come vanno le cose con le opere pubbliche e, per esperienza, Zaia in un'intervista al TgR ha già detto che «sarà una partita da un miliardo».
Scriviamolo in cifre, prima in euro:
1.000.000.000
poi in lire:
1.936.000.000.000
Impressionante. 1.936 miliardi di lire? Ma non è folle solo pensarlo? Quale altra spesa pubblica ricordiamo di così ingente?
Negli ospedali si taglia sul personale medico e infermieristico, sugli addetti alle pulizie e alla somministrazione dei pasti, sui cambi della biancheria, sui materassi antidecubito, sulla bottiglietta d'acqua fuori pasto. E tutto questo affinché questi grandi strateghi della sanità e della pubblica amministrazione possano scrivere il loro nome su un'opera faraonica, assolutamente insostenibile per la regione e per l'intera repubblica.
1 MILIARDO DI EURO per passare alla storia (loro)
1 MILIARDO DI EURO di tagli alla sanità, per tutti noi.

12 agosto 2012

Gli effetti dei tagli Ulss sul San Luca

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Ospedale_San_Luca_(Trecenta).jpg

Ridurre, tagliare, precarizzare sono gli obiettivi di regione e Ulss
E poi il ricatto del posto di lavoro
Pubblico e privato uniti nella lotta ... alla sanità

Nei precedenti post Taglio delle pulizie nei reparti e negli uffici: in tredici senza lavoro e Servizio pasti e pulizie, si taglia ho riportato la grave situazione determinata dalla riduzione di alcuni servizi in appalto per l'intera Ulss 18.
Si perdono 13 posti di lavoro e il prezzo da pagare riguarda pulizie ridotte, concentrazioni in tempi assurdi delle somministrazioni alimentari ai degenti, riduzione delle ore per il personale impegnato nei servizi di ristorazione.
Ma come si traduce tutto ciò nella qualità del servizio erogato dal San Luca?
Ieri mi è arrivata una segnalazione, piuttosto dettagliata, che riporto nella sostanza qui sotto.

Dal mese di ottobre dello scorso anno - e quindi ben prima della spending review - le dipendenti della ditta Serenissima (ristorazione al San Luca) hanno subito una variazione del contratto di lavoro: da 20 a poco meno di 19 ore settimanali.
Ora e da un paio di settimane a questa parte, il servizio pomeridiano di preparazione e consegna del tè viene svolto nel turno delle colazioni e quindi tutto al mattino. Tempi assurdi attuati per ridurre l'orario di lavoro al personale che è costretto a compensare con le proprie ferie. Disagio per i degenti e tensione col personale infermieristico. Un disagio di cui non deve importare nulla ai dirigenti dell'Ulss e sembra fare il gioco della Serenissima che in questo modo continua un percorso, già avviato, di smantellamento del servizio di cucina al San Luca per concentrare tutto a Boara Pisani.
L'ulteriore riduzione dell'orario di lavoro del personale addetto alla ristorazione e il conseguente sconvolgimento dei servizi si riflette negativamente anche sui donatori Avis che spesso non ricevono in tempo utile i generi di conforto previsti dopo la donazione di sangue. E ancora altra tensione fra il personale dell'Ulss e le dipendenti della ristorazione le quali, a fine mese, portano a casa 500 euro. Una miseria che è però un efficace motivo di ricatto nei confronti delle lavoratrici.

Io mi chiedo come sia possibile che gli strapagati dirigenti dell'Ulss possano ignorare la moltitudine di problemi che si accavallano, si sommano e si moltiplicano. Sembra quasi che ci speculino sopra all'insegna del "tanto peggio tanto meglio". Eppure, alla fine, ne va della qualità del servizio reso ai pazienti: lo scopo istituzionale che dovrebbe essere perseguito.