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27 giugno 2025

Corte dei conti: “Liste d’attesa fenomeno vergognoso. Medici di base non più in grado di fare filtro”

fonte: quotidianosanità

26 GIUGNO 2025

Il Procuratore Silvestri durante la sua requisitoria nel Giudizio di Parificazione 2024: “Il capitale umano oggi è sacrificato sull’altare dei deficit di budget”. E sulle risorse: “La spesa pubblica sanitaria in Italia, fatta eccezione per l'impennata nel corso della pandemia, è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi dieci anni, mantenendosi ben al di sotto sia della media OCSE e UE”. I DOCUMENTI


Una requisitoria lucida e severa quella pronunciata dal Procuratore generale presso la Corte dei Conti, Pio Silvestri, incentrata sullo stato di salute – drammaticamente critico – del nostro sistema sanitario pubblico. Silvestri nel suo intervento al Giudizio di Parificazione del Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2024, ha denunciato, con parole nette, l’insostenibilità del modello attuale se non si rimettono al centro il diritto alla salute e il ruolo del personale sanitario. Una requisitoria che suona come un allarme istituzionale per chi ha responsabilità politiche e gestionali.

Fin dall’inizio, Silvestri ha ribadito un concetto fondamentale: “La tutela del fondamentale diritto alla salute rimane, a mio modo di vedere, centrale per definire il parametro di civiltà di un paese”. E ha richiamato la giurisprudenza costituzionale per ricordare che, una volta stabilite le garanzie minime, “non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali”, perché “è la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione”. (Sentenza n.275/2016 della Corte costituzionale). Vedi la relazione a pag. 6 e 7.

Un ribaltamento di prospettiva che la Corte costituzionale ha recentemente confermato nella sentenza n. 195/2024, laddove ha sancito che le spese per diritti sociali, salute e famiglia devono godere di una “preferenza qualitativa”, in quanto “spese costituzionalmente necessarie”.
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Liste d’attesa: un “fenomeno vergognoso, per un Paese civile
Altro tema critico, quello delle liste d’attesa. Silvestri ha parlato senza mezzi termini di un “fenomeno vergognoso, per un Paese civile”, che mina l’universalità e l’equità del sistema sanitario.
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Professionisti svalutati e strutture da rilanciare
Silvestri ha denunciato la marginalizzazione dei professionisti della salute all’interno del sistema pubblico. “Il capitale umano oggi è sacrificato sull’altare dei deficit di budget”, ha affermato. Per questo ha indicato come “fondamentale e prioritario” ridare attrattività alla professione medica, sottolineando la necessità di rimettere «al centro del “villaggio salute” il professionista sanitario (il medico e l’infermiere)”, garantendogli adeguato riconoscimento economico e potere decisionale.
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La sanità di prossimità e il nodo delle disuguaglianze territoriali
Un altro punto cruciale della requisitoria è stato il tema della sanità di prossimità, che secondo Silvestri rappresenta «una realtà istituzionale più vicina al cittadino» e deve essere “riorganizzata e rafforzata”. Ha quindi sostenuto il ruolo delle Farmacie dei servizi, delle Case della comunità e degli Ospedali di comunità, da realizzare con i fondi del PNRR, e ha invitato a promuovere modelli assistenziali “capillarmente diffusi sul territorio” in grado di offrire “pronta assistenza diagnostica, infermieristica e preventiva con misurato impiego di risorse”.
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Il nodo risorse
La spesa pubblica sanitaria in Italia – ha detto il Procuratore -, fatta eccezione per l'impennata nel corso della pandemia, è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi dieci anni, mantenendosi ben al di sotto sia della media OCSE, del 6,9 per cento, sia della media EU del 6,8 per cento. Tale dato non può essere considerato con favore, partendo dal presupposto che la spesa deve essere intesa come un investimento, volto a migliorare le condizioni sociali e, di riflesso, economiche del Paese, riducendo i costi del sistema e sviluppando ampi settori dell'economia nazionale, come quello farmaceutico. Con riguardo alla dotazione finanziaria, si pongono due questioni. Da un lato, quella della disponibilità delle risorse: nel 2024 se ne registra una seppur lieve diminuzione rispetto all'anno precedente, in linea con una tendenza che prosegue anche nelle proiezioni per il 2025. Dall'altro, quella del corretto impiego delle risorse stanziate, in chiave di efficienza, tra i vari livelli di governo”.

08 maggio 2025

“Non possiamo restare in silenzio. La società civile in difesa della sanità pubblica”. L’appello in 10 punti di 130 associazioni

fonte: Quotidiano Sanità

Nel testo i punti fondamentali per il rilancio del Servizio sanitario nazionale e la riaffermazione di principi e valori alla base del Servizio sanitario nazionale, strumento fondamentale per la tutela del diritto costituzionale alla salute.

29 aprile 2025

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10 agosto 2018

Mangiare o curarsi?


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Portavoce Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell.  3473490340
sito internet:Pietro Tosarello http://ospedaletrecenta.blogspot.it/

Data 10 agosto 2018

Mangiare o curarsi?
Ci piaccia o no, quasi tutti, almeno una volta, hanno fatto ricorso alla sanità privata, perché obbligati dalle attese nel servizio pubblico, che non riesce a dare risposte in tempi ragionevoli all’ansia dei cittadini afflitti da malattia.
Allarmati come tanti dal profilarsi di un nuovo modello sanitario copia di quello statunitense, più che sulle disfunzioni della sanità pubblica ci preme, in questa lettera, richiamare l’attenzione su un aspetto inquietante della realtà, già rilevato da Istat e Censis, e solo ora denunciato da Confcooperative - Sanità e da parte della stampa.
I dati sono impietosi e dovrebbero creare sconforto e disagio anche nelle coscienze tiepide di amministratori e politici.
La brutale oggettività dei numeri crea notevole preoccupazione nella mente e nella sensibilità di quanti (esistono ancora) si pongono domande sul mestiere di vivere e sulla possibilità di modificarne gli aspetti non accettabili.
12,2 milioni di italiani rinunciano a curarsi per difficoltà economiche; più di 7 milioni si sono indebitati per farlo; 2,8 milioni hanno venduto la casa per sostenere le spese per la salute.
Insomma può curarsi solo chi può pagare. E’ una sanità solo per chi se la può permettere.
Ben 7 famiglie su 10, fra quelle a basso reddito, dichiarano che la spesa per la salute incide pesantemente sul bilancio familiare, mentre il 47% afferma di tagliare altre spese (utili) per potersi curare.
D’altra parte, se 7 milioni di persone sono in grave stato di deprivazione (12% della popolazione), e 18 milioni (30% della popolazione) sono a rischio di povertà o esclusione sociale, trova completamento la riflessione sulla “salute” dei poveri.
Altroché diritti per tutti ed uguaglianza sociale! Il nostro è sempre più un paese disuguale. 
Le famiglie più ricche (il 10% del totale) possiedono il 46% della ricchezza privata, quelle molto meno ricche (50% del totale) posseggono solo il 9,4%. Quindi se i poveri, già costretti ad una vita pesantemente difficile, si ammalano, sono cavoli loro. E così sia.
Eppure esistono possibili soluzioni per ridurre l’abisso tra blocchi sociali e raccattare qualche soldo per migliorare la vita dei meno abbienti e garantire loro un possibile accesso alle cure mediche. Per esempio, una lotta seria all’evasione fiscale, che ormai ammonta a 110 miliardi l’anno. Una perdita enorme che si potrebbe recuperare.
Poi c’è la corruzione, che ogni anno si mangia 50 miliardi. Per non parlare delle spese militari (armamenti, “missioni di pace” ecc.), contrarie all’art. 11 della Costituzione; oppure i soldi buttati nei salvataggi delle banche, gestite in maniera scriteriata; o, peggio ancora, i soldi persi nelle scommesse fatte con le grandi banche internazionali sull’andamento dei tassi d’interesse: 18 miliardi nel periodo 2013-2016.
Intanto il debito pubblico italiano è diventato un bubbone enorme che, secondo osservatori esperti e qualificati, ha tre gravi conseguenze: crea povertà, aggrava le disuguaglianze e provoca disoccupazione.
Quindi è la povertà di troppi che si estende come una condanna odiosa e attacca duramente quella voce sacra della qualità della vita che è la salute.
E’ un vero peccato che finisca così la “pacchia” dei poveri cristi italiani e non.

Per il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca
la portavoce Jenny Azzolini Rossi

17 marzo 2017

LA SALUTE E’ UN DIRITTO NON UNA MERCE


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Portavoce Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

16 marzo 2017
LA SALUTE E’ UN DIRITTO NON UNA MERCE
…” è l’unico diritto che la Costituzione espressamente definisce come “fondamentale
Ma non è facile fare il cane da guardia di un bene prezioso, quando il gestore istituzionale lo smembra professionalmente fingendo di accrescerne il valore.
Se il bene è un ospedale come il San Luca, i cani da guardia devono continuare ad abbaiare non alla luna, ma, ringhiando, verso coloro che sono responsabili dei pessimi interventi nei confronti del San Luca: direttore generale, assessore regionale e conniventi vari.
Si ripetono troppo spesso situazioni di difficoltà assistenziali causate dall’impossibilità dei reparti dell’area medica di far fronte all’assistenza di malati cronici o colpiti da patologie acute.
Ci volevamo convincere che la riduzione dei posti letto in medicina e lungodegenza potessero essere compensati dalla creazione di letti di comunità.
Ciò non è successo né a livello numerico né a livello sanitario.
Così troppo spesso siamo coinvolti nella preoccupazione e nel senso di impotenza di mogli, figli, fratelli che non vedono come poter aiutare i loro parenti che i reparti di lungodegenza e di comunità si dicono obbligati a dimettere.
E si trovano di fronte a problemi di tempi imprecisati per gli ausili, alle difficoltà per fissare i servizi domiciliari e alle problematiche connesse al ricovero nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA).
Ora gli episodi negativi non sono per noi soltanto un pretesto per criticare duramente.
Si tratta purtroppo di ennesime “soluzioni”(?) che vanno ad intaccare le già scarse risorse sanitarie della gente Altopolesana, già duramente provata, in ogni fascia di età, da una crisi economica crudele come una malattia che devitalizza i corpi e annebbia le menti.
Ma infine perché, oppure chi, è all’origine di certe situazioni dannose?
Si tratta di direttive dall’alto o di smanie arriviste?
E chi si aggrappa alle tante nefandezze diffuse nella sanità e cita il proverbio (consolatorio?) “mal comune mezzo gaudio” sappia che non c’è proprio nessun gaudio ma un immenso male comune.
E che dire delle sofferte esitazioni del dottor Compostella nel definire una data in cui incontrare la gente Altopolesana in consiglio comunale aperto per parlare del San Luca, come richiesto da giorni (23 febbraio) dal sindaco Laruccia?
Per il Comitato Altopolesano Jenny Azzolini Rossi




02 giugno 2013

Buona festa della Repubblica


LA COSTITUZIONE


La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.