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14 luglio 2018

Punti nascita, già chiuso quello di Piove di Sacco. Adria e Valdagno a breve

Coletto vola a Roma ma è solo fumo negli occhi. In realtà la regione ha attivato i direttori delle Ulss a chiudere.


L'assessore regionale alla sanità Luca Coletto vola a Roma per bloccare la chiusura dei punti nascite di Adria, Piove di Sacco e Valdagno.

Contemporaneamente una nota della "Segreteria regionale della Sanità ha esortato i direttori generali delle Usl Polesana, Antonio Compostella, Euganea, Domenico Scibetta, e Berica, Giovanni Pavesi, ad adempiere alle disposizioni contenute nel decreto ministeriale 70 del 2015, che prevede appunto la dismissione in tutta Italia dei 561 punti nascita sotto i 500 parti l'anno."

Lo rivela il Corriere del Veneto di venerdì 13 luglio 2018 (scarica l'articolo completo).

Il viaggio di Coletto è solo teatro. Trova conferma (vedi post precedente) che l'amministrazione regionale - in realtà - voglia chiudere i punti nascita più piccoli e che il decreto ministeriale sia solo il paravento per nascondere convenientemente le proprie intenzioni. Vuoi per motivi di costi, per carenza di personale, o per la mania di accentrare, concentrare. "Razionalizzare", dicono.

Cittadini del Polesine, quando ci ribelleremo?

10 luglio 2018

Ulss 5 Polesana, sempre peggio: si nasce in un posto solo

La Regione Veneto vuole autonomia ma per che accidenti farne? Niente di niente o, peggio, massacrare ulteriormente la sanità pubblica.

Dopo Trecenta chiude anche il punto nascite di Adria.
L'eterno imbroglio sulla sanità.


Il massacro della sanità pubblica va avanti a passi da gigante in un'accelerazione esponenziale. La Regione Veneto non oppone resistenza, lascia scorrere come acqua fresca un decreto del governo "centralista e statalista" di centro sinistra senza opporre un decimo della resistenza attuata sulle norme riguardanti i vaccini. Perché?
Il motivo è che fa il loro gioco, quello di Zaia, di Coletto, della Lega e di Forza Italia, a rimorchio, o al guinzaglio ormai, della Lega. Ci hanno fracassato i genitali con la loro "autonomia" per mesi, ci hanno imposto un referendum che li ha legittimati a chiedere un'autonomia ai limiti dello statuto autonomo al governo centrale - ovviamente "centralista e statalista" - e ora, prendono atto di un decreto ministeriale vecchio come il cucco per avere il pretesto di chiudere nel giro di dieci giorni - ripeto "dieci giorni" - il punto nascite di Adria.

Ma non basta, ci prendono pure per i fondelli quando fanno dichiarare al direttore generale dell'Ulss più scassata d'Italia che "Non ci saranno altre sorprese". E che ci dobbiamo aspettare direttore Antonio Compostella, cecchini sui tetti per evitarci la sofferenza di una lenta dipartita in avanzata vecchiaia?
Cittadini del Polesine
quando ci ribelleremo?

10 gennaio 2018

Tanti sinceri auguri ai responsabili della sanità

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" ha inviato, in occasione delle recenti festività, i propri auguri ai responsabili della sanità, dalla ministra della salute Beatrice Lorenzin al presidente della giunta regionale Luca Zaia, dall'assessore alla sanità Luca Coletto al direttore generale dell'Ulss 5 Polesana Antonio Compostella.
Ecco il testo.



Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro)
Tel. 0425701126 – Cell.  347 349 0340
sito internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/

Data, 21 dicembre 2017

TANTI   SINCERI   AUGURI

Prima degli auguri rivolgiamo una domanda ai molti che si fingono difensori della sacralità della vita: togliere servizi che rispondono alle esigenze di un territorio è l'alternativa etica all'eutanasia?
Noi dell’Altopolesine ci permettiamo di “rendere grazie” a chi ci aveva promesso un servizio per la salute ed ora un po’ alla volta ce lo toglie.
Grazie con tutto il cuore perché a chi di noi sarà malato grave sarà accorciata l’agonia, visto che il primo posto vicino per la salute sarà troppo lontano. 
E facciamo tanti auguri.
Ma non i soliti auguri formali, retorici, imposti dal calendario.
Gesù, che nasce per amore, vi dia la nausea di un agire senza profonde motivazioni etiche e vi conceda la forza di praticare (finalmente!!!) una politica carica di onesto coraggio.
Dio che diventa uomo vi faccia provare vergogna ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita, la vita del prossimo un indecente strumento delle vostre scalate.
Maria, con i suoi occhi feriti, vi faccia sentire almeno una volta lo struggimento di una vita sofferente.
Gli angeli, che annunciano la pace, cancellino l’incapacità di vedere che vicino a voi un vecchio muore solo perché non ha nessuno o è troppo lontano da chi potrebbe garantirgli assistenza.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il vostro letto duro come un macigno, perché, pur avendo il potere, non avete scelto di aiutare i più deboli, le persone che soffrono, tenendo conto della loro povertà e della loro solitudine. 
Vi siete preoccupati soprattutto dei vostri interessi, degli interessi della vostra parte politica. 
Ma poi ci ricordiamo che Gesù ha convinto anche il pubblicano Zaccheo, perciò non abbandoniamo le speranze
Non abbandoniamo nemmeno l’impegno. Anzi.
Scenda la speranza sul nostro ospedale, sulla nostra sanità, come sul nostro mondo soffocato dal vuoto e dalla sensazione che si viva affidandoci a sogni di carta, inseguendo beni materiali fragili come castelli di sabbia.
Gesù Bambino, a pensarci bene, deve proprio rinascere. Ma non nei cuori dei bambini, dei piccoli e dei deboli,  nel cuore dei grandi, dei grandi e dei potenti, perché rinascano anch'essi: piccoli – semplici- umili e in-nocenti. 
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
(Con la fraterna condivisione di Tonino Bello)
La portavoce del Comitato Jenny Azzolini

17 marzo 2017

LA SALUTE E’ UN DIRITTO NON UNA MERCE


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Portavoce Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

16 marzo 2017
LA SALUTE E’ UN DIRITTO NON UNA MERCE
…” è l’unico diritto che la Costituzione espressamente definisce come “fondamentale
Ma non è facile fare il cane da guardia di un bene prezioso, quando il gestore istituzionale lo smembra professionalmente fingendo di accrescerne il valore.
Se il bene è un ospedale come il San Luca, i cani da guardia devono continuare ad abbaiare non alla luna, ma, ringhiando, verso coloro che sono responsabili dei pessimi interventi nei confronti del San Luca: direttore generale, assessore regionale e conniventi vari.
Si ripetono troppo spesso situazioni di difficoltà assistenziali causate dall’impossibilità dei reparti dell’area medica di far fronte all’assistenza di malati cronici o colpiti da patologie acute.
Ci volevamo convincere che la riduzione dei posti letto in medicina e lungodegenza potessero essere compensati dalla creazione di letti di comunità.
Ciò non è successo né a livello numerico né a livello sanitario.
Così troppo spesso siamo coinvolti nella preoccupazione e nel senso di impotenza di mogli, figli, fratelli che non vedono come poter aiutare i loro parenti che i reparti di lungodegenza e di comunità si dicono obbligati a dimettere.
E si trovano di fronte a problemi di tempi imprecisati per gli ausili, alle difficoltà per fissare i servizi domiciliari e alle problematiche connesse al ricovero nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA).
Ora gli episodi negativi non sono per noi soltanto un pretesto per criticare duramente.
Si tratta purtroppo di ennesime “soluzioni”(?) che vanno ad intaccare le già scarse risorse sanitarie della gente Altopolesana, già duramente provata, in ogni fascia di età, da una crisi economica crudele come una malattia che devitalizza i corpi e annebbia le menti.
Ma infine perché, oppure chi, è all’origine di certe situazioni dannose?
Si tratta di direttive dall’alto o di smanie arriviste?
E chi si aggrappa alle tante nefandezze diffuse nella sanità e cita il proverbio (consolatorio?) “mal comune mezzo gaudio” sappia che non c’è proprio nessun gaudio ma un immenso male comune.
E che dire delle sofferte esitazioni del dottor Compostella nel definire una data in cui incontrare la gente Altopolesana in consiglio comunale aperto per parlare del San Luca, come richiesto da giorni (23 febbraio) dal sindaco Laruccia?
Per il Comitato Altopolesano Jenny Azzolini Rossi




04 marzo 2017

Post-it. Le rassicurazioni del direttore generale dell'Ulss 5 sull'ospedale di Adria


Alla vigilia della manifestazione di Adria a difesa dell'ospedale, arrivano le rassicurazioni e gli impegni del direttore generale Antonio Compostella, supportato dall'assessore regionale alla sanità Luca Coletto e dall'assessore Cristiano Corazzari, eletto in polesine.
Dal resoconto della conferenza stampa pubblicato da RovigoOggi.it leggo che è stata tutta una sequela di "l’azienda sanitaria sta progettando" ... "siamo in attesa" ... "prossimamente" ... "si sono creati i presupposti" ... "si sta riorganizzando" ... "concorsi ... ad aprile" ..." possibilmente".

Apprendiamo così che "è stata valutata e decisa la realizzazione, con fondi aziendali, del nuovo Pronto soccorso", ma c'è un però: l'Ulss non sa se la la regione esprimerà parere favorevole.
E così è anche per la "palazzina dei servizi con la realizzazione nel terzo piano dei posti letto per l’ospedale di comunità e la realizzazione di sei posti letto di Hospice". Anche qui si è in attesa di parere della Commissione regionale per l'investimento in tecnologia ed edilizia (CRITE).
Apprendiamo dal direttore generale dell'Ulss che "si sta riorganizzando l’assistenza domiciliare" ma se il modello è quello in uso nell'ex Ulss 18 c'è poco da stare allegri (si clicchi sull'etichetta "adi" qui a lato per averne conferma).
Per il servizio di cucina il Dg afferma che "la posizione dell’Azienda è di tutela dei lavoratori e si farà parte attiva con la ditta che vincerà la gara di assegnazione al fine di garantire possibilmente i livelli occupazionali dell’attuale personale".

Insomma, di sicuro non c'è niente di buono. I guai per i dipendenti delle cooperative che da anni svolgono le loro attività all'ospedale di Adria, sono invece certi.

Compostella fa riferimento ad alcune assunzioni che sarebbero, il condizionale è d'obbligo, state attuate dall'Ulss, ma non indica in che arco di tempo e in che servizi. E, soprattutto, si guarda bene dal dire da quanti anni - anni - non veniva rimpiazzato il personale che se ne andava per pensionamento, dimissioni o mobilità verso altre Ulss.

Propongo ai lettori di questo blog di tornare di tanto in tanto sull'articolo di RovigoOggi. Di verificare quanto verrà realizzato e quanto sarà disatteso. Di mantenere una luce accesa sulla sanità in polesine perché quanto sto osservando per l'ospedale di Adria mi ricorda da vicino la storia dell'ospedale "San Luca" di Trecenta.

22 settembre 2016

Zaia: "Costretto a chiudere gli ospedali"

fonte: La Voce di Rovigo, venerdì 16 settembre 2016

Zaia contro il ventilato taglio da 1,5 miliardi alla Sanità: "Siamo allo stremo"
Per il presidente del Veneto la salute dei cittadini da anni non è una priorità per il governo

"Se da Roma passa questo ennesimo, ripeto ennesimo taglio, non sarà più sostenibile. Dovrò impugnare  la penna e chiudere ospedali. Non ci sarà altro da fare. Chi ci ha portato a questo estremo ne risponderà alla gente". Le colpe "si cerchino fra chi ha deciso, da anni ormai, che la salute degli italiani non è una priorità".
É dura la reazione del governatore veneto, Luca Zaia, all'ipotesi di un nuovo ridimensionamento dei fondi al settore, per i miliardo e mezzo di euro, ieri smentita dal premier Matteo Renzi.
....
E "ancora peggio andrà nel 2017 e 2018 - spiegano dagli uffici della Regione - anni nei quali il Governo ha previsto altri tagli pari a 4 miliardi e 680 milioni nel 2017, e ad altri 6 miliardi e 444 milioni nel 2018. Tutto questo porterà il rapporto tra spesa sanitaria e Pil al 6,38% nel 2018, al di sotto del 6,5% indicato dall'Oms come soglia sotto la quale inizia a calare l'aspettativa di vita delle
persone".
Nel dettaglio, "i tagli per il Veneto ammontano a circa 450 milioni per il 2015-2016 (200 nel 2015 e 250 nel 2016), ad altri 350 milioni circa nel 2017, e a ulteriori 500 milioni circa nel 2018".

Scarica l'articolo completo
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Su questo è intervenuto anche l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto: "portandoci sotto la soglia di sopravvivenza viene servito un assist meraviglioso alle assicurazioni private".
Vedi articolo di RovigoOggi.it

09 giugno 2016

Quando tremano i “pilastri” della sanità. Appello ai sindaci


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Trecenta 6 giugno 2016

Quando tremano i “pilastri” della sanità

Davanti a chi finge di scoprire ora le carenze del San Luca o di sorprendersi e dolersi di casi di sanità carente, proviamo delusione e irritazione come cittadini e come utenti. Perché, se le disfunzioni sanitarie” ora sono tante e pesanti, non sono un male solo di oggi ma durano da tempo e sono da tempo ben note “a chi di dovere”.
La causa principale è la mancanza di personale (medici, infermieri, tecnici): e la conseguenza più vistosa e poco tollerabile è la lunghezza (sfacciata) delle liste d’attesa, che danneggia soprattutto (guarda caso!) i più poveri, mentre i cittadini più abbienti trovano risposte rapide nel privato. Che ingrassa a vista d’occhio.
Tra l’altro rimangono anche scarsamente produttivi vari costosi macchinari non accompagnati da personale tecnico qualificato.
Il Veneto resta la Regione con meno medici, i primari non vengono sostituiti e mancano infermieri.
Se non si sono raggiunti obiettivi non è per scarso impegno degli operatori, ma per carenza di risorse e se il denaro scarseggia non dipende solo dai tagli romani, ma dalla scelta di iniziative che sono solo spot. La trovata delle visite di notte, senza centrare l’obiettivo, è costata ai Veneti, in un anno, 7 milioni di € e molte ULSS per aprire gli ambulatori di notte li hanno chiusi di giorno. Ora, visto che i maggiori fruitori sono anziani …
Con la realizzazione del Piano socio-sanitario regionale ci troveremo con ulteriore carenza di posti letto, ulteriore insufficienza di medici, di infermieri, di operatori socio-sanitari.
Con le schede ospedaliere, uscite nel 2012, pareva che la regione razionalizzasse le risposte sanitarie creando una continuità assistenziale tra ospedale e territorio.
Invece, soprattutto per mancanza di personale, mentre nella realtà viene smantellato il San Luca, contemporaneamente è ridotta l’attività di assistenza sul territorio (Adi - ambulatori - punti sanità).
E intanto un fiume di denaro è affluito e affluisce costantemente a cliniche e centri medici privati in modo molto discutibile. Un fenomeno definito “spreco “ in più relazioni del dott. Marcolongo. Il dirigente aveva più volte detto al Governo della Regione Veneto che l’ULSS 18, se avesse realizzato in proprio parte dei servizi regalati ai privati, avrebbe potuto risparmiare quasi 14 milioni di euro all’anno. Nessuno ha mai detto che Marcolongo aveva fatto conti sbagliati, ma si è continuato ad andare avanti come se lui non avesse detto niente.
Adesso però si esagera con gli interventi riduttivi: al San Luca è già stata dimezzata l’attività chirurgica e si teme che nelle prossime settimane si debba sospendere del tutto.
Questo perché gli anestesisti non sono più numericamente sufficienti a garantire il servizio.
La gara indetta dall’azienda per appaltare temporaneamente le guardie a professionisti esterni è stata vinta da una cooperativa di Bo che però per ora non è in grado di assicuraci i turni richiesti.
E situazione più o meno simile hanno i ginecologi, che pur ricorrendo all’istituzione di convenzioni libero-professionali esterne, non sono a tutt’oggi in grado di sostenere i reparti di Trecenta e Rovigo.
E desta preoccupazione pure il servizio di Terapia Antalgica.
Dicono che non si trova un numero di specialisti sufficiente a colmare le carenze di organico date da pensionamenti e turnistica europea. E, pur essendo queste evenienze prevedibili, purtroppo non è stata fatta adeguata programmazione nelle università.
Dicono che il problema è su scala regionale.
Lo slogan “meno ospedale e più territorio” che ha accompagnato tutto l’iter di approvazione del nuovo piano socio-sanitario, alla realtà dei fatti, si sta sempre più modificando in “meno ospedale e meno territorio”, che non significa certo tutti più sani, significa invece sicuramente meno servizi.
I principali strumenti di integrazione socio-sanitaria e di sviluppo delle attività territoriali non decollano.
Il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca pertanto rinnova l’invito ai sindaci dell’Ulss 18 a rispettare fedelmente il significato della loro carica istituzionale e il mandato ricevuto dai loro concittadini.
Abbiamo difficoltà a credere nell'impegno dei nostri rappresentanti regionali, impegno promesso ripetutamente, ma altrettanto ripetutamente disatteso.
Speriamo che i sindaci, che vivono la realtà del territorio, diano prova concreta di voler difendere il diritto alla salute dei propri cittadini.
Siamo stanchi di impegni di facciata (spesso illogici e offensivi); chiediamo azioni ferme nei confronti della Regione per difendere l’efficienza dei nostri ospedali.
L’assessore Coletto ha spiegato in questi giorni ai colleghi della giunta veneta che “gli esperti”(?) hanno scoperto (!?) «Dall'analisi dei bilanci preventivi… una perdita previsionale complessiva delle aziende sanitarie pari a circa 660 milioni di euro.”
Per cui, viste le risorse finanziarie disponibili per il 2016 e dati gli interventi di razionalizzazione dei costi già programmati, si rende necessario migliorare le previsioni di almeno 240 milioni di euro».
Domenico Mantoan, direttore dell'Area sanità e sociale, dovrà«effettuare una puntuale ricognizione sui costi», integrandola con «dettagliate relazioni aziendali contenenti proposte di azioni di razionalizzazione».
In seguito a questa verifica lo stesso Mantoan dovrà proporre eventuali adeguamenti alla programmazione regionale, in modo da rimettere in linea gli obiettivi generali con i vincoli di bilancio.
Detto brutalmente: taglieranno ancora. E il taglio non sarà indolore per noi cittadini. Siamo colpevoli di delegare una fiducia eccessiva a chi non la merita.
Mettiamoci il cuore in pace: pagheremo caro, pagheremo tutto.

Per il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca
La portavoce Jenny Azzolini


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Ne hanno parlato:

05 giugno 2016

Sanità veneta, peggiorano i conti. La Regione ordina la cura dimagrante

Rispunta la parola magica RAZIONALIZZAZIONE. Altri 240 milioni da tagliare alle Ulss. Insomma, sembra che al peggio non ci sia fine.

Da Corriere del Veneto, mercoledì 1 giugno 2016

Cura dimagrante in vista per i bilanci delle aziende sanitarie del Veneto.
È stata pubblicata ieri sul Bur la delibera con cui la giunta prende atto degli strumenti previsionali presentati dagli enti del sistema sanitario regionale.
«Dall'analisi dei bilanci preventivi - ha spiegato ai colleghi l'assessore di comparto Luca Coletto - emerge una perdita previsionale complessiva delle aziende sanitarie pari a circa 660 milioni di euro, in peggioramento rispetto alla perdita in corso di formazione su dati di quarta trimestrale 2015 di circa 349,5 milioni di euro».
Secondo la giunta le motivazioni di questo aggravamento sono varie: dall'iscrizione prudenziale di minori ricavi dal Fondo sanitario regionale a causa dei tagli, agli incrementi di costo previsti per l'erogazione di farmaci e servizi.
Di qui l'imperativo: «In ragione delle stime più aggiornate disponibili sulle risorse finanziarie per il 2016 nonché degli interventi di razionalizzazione dei costi già programmati, si rende necessario migliorare le previsioni di almeno 240 milioni di euro».
Come? Con l'incarico a Domenico Mantoan, direttore dell'Area sanità e sociale, di «effettuare una puntuale ricognizione sui costi», integrandola con «dettagliate relazioni aziendali contenenti proposte di azioni di razionalizzazione».
In seguito a questa verifica lo stesso Mantoan dovrà proporre eventuali adeguamenti alla programmazione regionale, in modo da rimettere in linea gli obiettivi generali con i vincoli di bilancio.

Leggi l'articolo completo
Delibera della giunta regionale:
Vai alla pagina del BurVeT

24 febbraio 2015

Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»

È la richiesta del consiglio comunale di Trecenta

All'unanimità il consiglio comunale di Trecenta ha approvato un documento senza precedenti. Rivolto al presidente della giunta regionale Luca Zaia, all'assessore regionale alla sanità Luca Coletto e al dirigente regionale Domenico Mantoan, il documento, intitolato "Stato di crisi al San Luca", chiede che venga immediatamente bloccata l'applicazione delle schede ospedaliere.

Le schede ospedaliere sono lo strumento che attua concretamente il piano socio-sanitario regionale (Pssr). Per l'ospedale di Trecenta, originariamente dotato di 208 posti letto ma ridotto a 180 nel corso di questi anni, è prevista un'ulteriore insostenibile riduzione a 143 posti letto per acuti (vedi post).
Nessuno si fa più illusioni, infatti, sull'efficacia dei posti letto intermedi, quelli che dovrebbero costituire gli ospedali di comunità, reparti all'interno delle strutture ospedaliere dotati unicamente di assistenza infermieristica. Una sorta di parcheggio in cui sistemare provvisoriamente pazienti non più acuti ma nemmeno in condizione di essere dimessi che, per la degenza, saranno pure costretti a pagare vari ticket.

Il consiglio comunale di Trecenta chiede che, prima di qualsiasi riduzione dei posti letto per acuti, siano definite, concordemente con i sindaci altopolesani dell'Ulss 18, le funzionalità da mantenere nell'ospedale di Trecenta.
Il documento è stato inviato anche ai consiglieri regionali polesani e a tutti i gruppi consiliari, al direttore generale dell'Ulss 18 e al presidente della conferenza dei sindaci e, infine, a tutti i sindaci dell'Ulss.
Ai sindaci il comune di Trecenta non chiede esplicitamente la solidarietà degli altri comuni ma è del tutto evidente che ogni autentica, non formale, azione a sostegno del blocco delle schede ospedaliere sarà la benvenuta.
Vedremo!
Scarica il documento approvato dal consiglio comunale di Trecenta.
Scarica la lettera accompagnatoria.

19 febbraio 2015

La salute dei Polesani. Riflessioni tra sogni, paure e rabbia

La preoccupazione per nuovi tagli alla sanità e la guerra sui numeri. I ticket, gli sprechi e le inefficienze.

Il caos nei pronto soccorso di tutta Italia e a Trecenta. E incombono i tagli ai posti letto e gli effetti della legge di stabilità.

La sanità pubblica è ancora un diritto?

L'altopolesine bersagliato dai tagli e Venezia snobba la conferenza dei sindaci dell'Ulss 18.

Fallito il programma per la riduzione delle liste d'attesa: manca il personale e le apparecchiature sono sottotilizzate.

In un lungo documento del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca i problemi dell'ospedale di Trecenta.

Scarica in formato pdf.

08 agosto 2014

Ulss 18. Ormai all'osso i fondi per gli ausili agli invalidi civili

Decine di domande per la fornitura di carrozzine attendono di essere accolte.

Praticamente esaurito il fondo per la fornitura di ausili ai disabili.

Quando ci diranno la verità? Quando ci diranno che quello che conta sono solo i maledetti conti di bilancio? E quando che l'Ulss 18 non ha altra priorità che ripianare il disavanzo accumulato negli anni scorsi?
Quando la finiranno di definire la sanità veneta un'eccellenza in Italia?
L'importante è apparire in televisione e far propaganda. Da settant'anni sappiamo che una menzogna ripetuta cento volte diventa verità.
È insopportabile che manchino i soldi per queste persone e che, nello stesso tempo, il presidente della giunta regionale Zaia e il suo assessore alla sanità Coletto si vantino di aver realizzato un avanzo di amministrazione. Ma come: si tengono soldi in cassa e si lasciano i disabili senza carrozzina? Questo sarebbe il buon governo?
Hanno una sola fortuna. Che le persone in difficoltà fanno cento volte più fatica ad organizzarsi, ad avere le informazioni che servono, a trovare un appoggio nelle istituzioni, a veder riconosciuti i propri diritti, a trovare attenzione nei mezzi di informazione.
Approfittano di questo Zaia e Coletto.

08 maggio 2014

Inchiesta sui project financing ospedalieri. Affari d'oro per i partner privati e appalti affidati ai soliti noti

In Veneto si tagliano posti letto per acuti che vengono rimpiazzati con ospedali di comunità dove si pagano il posto letto e i ticket sulle prestazioni ricevute.
Contemporaneamente, in Veneto, le Ulss coinvolte nei project financing dovranno sborsare ratei pesantissimi, talmente esagerati da richiamare l'attenzione della procura di Venezia che sta verificando l'ipotesi di usura.
I project financing sono un'idea della giunta Galan. Luca Zaia, attuale presidente della giunta regionale, intende realizzare a Padova un nuovo ospedale che costerà 654 milioni di euro.
Quanti posti letto verranno sacrificati? Quanti ticket verranno applicati? E quale sarà il destino della sanità pubblica regionale?

Da Il Mattino di Padova, domenica 27 aprile 2014

Sanità, fascicolo della procura di Venezia
Inchiesta sui project financing ospedalieri
È un nuovo filone scaturito dallo scandalo Mantovani-Mose. Il sospetto: interessi contrattuali da usura a carico delle Ulss

Dalle inchieste veneziane sulla Mantovani e sul Mose sta nascendo un troncone giudiziario incentrato sul meccanismo del project financing applicato agli ospedali veneti.
L'ipotesi di reato è: aver preteso (e accettato) tassi d'interesse ampiamente al di sopra della soglia di usura. Se confermata i contratti in essere perderebbero valore e dovrebbero essere rinegoziati.


LA FINANZA DI PROGETTO NEL VENETO
Affari d'oro per i partner privati e appalti affidati ai soliti noti
Se l'Ulss 4 avesse chiesto i soldi in banca per costruire il nuovo ospedale di Santorso, pagherebbe oggi un canone di 3.865.284 euro all'anno contro i 7.629.600 che sta sborsando.
Cifre che proiettate sui 24 anni di durata del contratto diventano 232.131.660 euro con il project, mentre sarebbero stati 89.026.135 nella peggiore delle ipotesi con un mutuo bancario.
Tutti gli ospedali costruiti o ristrutturati in project financing. Gli appaltatori.


Vedi anche, su questo blog:

02 gennaio 2014

Non autosufficienza. Sinigaglia (Pd) su blocco fondi: scontro inaudito a danno dei più deboli

fonte: pagina facebook di Claudio Sinigaglia
data odierna

Blocco dei 735 milioni del fondo regionale 2013 per la non autosufficienza.
In ballo ci sono oltre mille disabili gravissimi40 mila assegni di domiciliarità per i non autosufficienti assistiti a casa propria, i contributi di quota minima per i non autosufficienti accolti in casa di riposo o residenze assistite e che sono ancora in attesa dell’impegnativa regionale, le rette di ragazzi e adulti disabili accolti nei Ceod.

-----inizio documento(Arv) Venezia 2 gen. 2014 – “L’incredibile conflitto tra assessore e dirigente del settore sociosanitario sta penalizzando i cittadini più deboli e più fragili, in particolare i disabili gravi e gli utenti dei Ceod”. Claudio Sinigaglia, vicepresidente della commissione Sanità e consigliere regionale del Pd, insorge di fronte al mancato riparto di fine anno del fondo regionale per la non autosufficienza e chiede la convocazione urgente, in commissione Sanità, degli assessori regionali alla Sanità e al Sociale, Luca Coletto e Remo Sernagiotto, e del segretario regionale del settore sociosanitario Domenico Mantoan. “Ho scritto al presidente della commissione Leonardo Padrin – dichiara Sernagiotto – chiedendogli di dedicare la prossima seduta della commissione, prevista per il 9 gennaio, all’inaudita situazione di blocco dei 735 milioni del fondo regionale 2013 per la non autosufficienza. Siamo in presenza di uno scontro mai visto e inaudito tra assessore e dirigente, tra tecnici e politici, di un autentico ‘vulnus’ istituzionale che sconfessa decenni di integrazione tra sistema sociale e sanitario. La mancata ripartizione del fondo (quest’anno salito da 721 a 735 milioni grazie ad una ulteriore erogazione concessa dal governo) mette a repentaglio servizi e assegni di cura garantiti dalle 21 Ulss a disabili e anziani: in ballo ci sono oltre mille disabili gravissimi, 40 mila assegni di domiciliarità per i non autosufficienti assistiti a casa propria, i contributi di quota minima per i non autosufficienti accolti in casa di riposo o residenze assistite e che sono ancora in attesa dell’impegnativa regionale, le rette di ragazzi e adulti disabili accolti nei Ceod. Com’è possibile che la delibera di riparto del fondo tra le 21 Ulss, che mi dicono fosse già pronta a settembre, non sia mai stata trasmessa alla competente commissione consiliare? Di chi è la responsabilità di aver tradito la legge 30 del 2009 (che ha istituito il fondo unico per la non autosufficienza e affidato al Consiglio il compito di programmarne e monitorarne l’impiego, ndr)? Perché viene espropriato l’organo di indirizzo e di controllo dei propri compiti di programmare l’assegnazione delle risorse e la misura delle prestazioni in risposta ai bisogni dei tanti disabili e non autosufficienti della nostra regione? Perché devono essere i cittadini più deboli a pagare i costi della sanità veneta?”. 
Sinigaglia punta il dito sul conflitto, sempre meno latente, tra i due settori della sanità e sociale, nell’assicurarsi risorse adeguate ai fabbisogni crescenti. E chiama in campo i massimi arbitri della politica regionale: “Invito i presidenti di Giunta e Consiglio, Zaia e Ruffato, a farsi garanti dell’applicazione della legge regionale (Lr 30/2009) – è l’appello dell’esponente Pd - che espressamente prevede che la Giunta regionale, previo parere della commissione, entro il 31 dicembre di ogni anno, provveda a ripartire le risorse per la non autosufficienza sulla base di indicatori demografici, socio-economici; al numero di persone disabili e non autosufficienti e alla consistenza dei servizi. La spesa sociale non può diventare terreno di scontro politico o camera di compensazione per operazioni di bilancio. La legge 30 che ha istituito il fondo unico per la non autosufficienza – conclude Sinigaglia - è uno dei pilastri di quel modello di integrazione tra assistenza sociale e assistenza sanitaria che ha sinora assicurato cure e assistenza a tutti i veneti e che tutta l’Italia ci invidia:”.
-----fine documento

14 dicembre 2013

OBIETTIVO 100%: AZIENDE SANITARIE TRASPARENTI

La petizione di Riparte il futuro


Il nostro sistema sanitario è minacciato da un grave morbo, fatto di opacità, illegalità e corruzione, che sottrae risorse preziose per la nostra salute. Purtroppo sono i dati a confermarcelo: nel solo triennio 2010-2012, in Italia sono stati accertati reati nella sanità per oltre 1 miliardo e mezzo di euro. Questi soldi basterebbero per costruire 5 nuovi grandi ospedali modello.
Troppi stanno alla finestra a guardare, dobbiamo invece ribellarci all’idea che non sia possibile cambiare. Ecco allora questa petizione molto concreta indirizzata al mondo della sanità pubblica.
Per prima cosa vogliamo quindi Aziende sanitarie trasparenti, perché la trasparenza è il primo e più importante antidoto contro l'illegalità e la corruzione.
C’è una legge chiara in merito, la 190/2012, ma sono ancora molte le Aziende sanitarie che non hanno applicato le norme anticorruzione.
Chiediamo allora con forza agli Assessori regionali e ai Direttori generali alla Sanità di impegnarsi per far rispettare gli obblighi di legge da ciascuna delle 237 aziende sanitarie del nostro Paese. 
È dal 1978 che l’Italia si è dotata di un Servizio sanitario nazionale che ha dato a tutti, senza discriminazioni, cure e assistenza. Questo sistema ci ha resi più sani, ha protetto noi e le nostre famiglie ed è fondamentale preservarlo.
Per questo ti chiedo ora di fare la tua parte. Firma anche tu e chiedi ai tuoi amici di firmare questa importante petizione. Insieme possiamo davvero fare la differenza.
Grazie,
Luigi Ciotti

12 novembre 2013

Il San Luca non può essere declassato

DOCUMENTO
Il Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca” scrive al presidente della giunta reegionale Luca Zaia, all'assessore alla sanità Luca Coletto, all'assessore Maria Luisa Coppola, ai consiglieri regionali Mauro Mainardi, Cristiano Corazzari, Graziano Azzalin, a Domenico Mantoan, dirigente alla sanità, e Leonardo Padrin, presidente della V commissione consiliare.
Lo spunto è il recente incidente stradale di Castelmassa. Dieci le persone coinvolte, sette sono state assistite al "San Luca" di Trecenta e tre, le più gravi, a Rovigo.

Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

IL SAN LUCA NON PUO’ ESSERE DECLASSATO
La posizione geografica dell’incidente stradale successo a Castelmassa (9 novembre) e il numero di persone coinvolte, portano a considerazioni ulteriori circa l’opportunità di vedere mantenuto e rinforzato al San Luca di Trecenta il ruolo di OSPEDALE per ACUTI con PRONTO SOCCORSO.
Perché almeno 7 delle 10 persone ferite sono andate al Pronto Soccorso del San Luca e 3 (quelle più gravi) a quello di Rovigo. Insomma, confermata la validità dell’ospedale provinciale di Rovigo, mi sento di ricordare a chi deve decidere del nostro futuro sanitario, semmai ce ne fosse ancora bisogno, la necessità di potenziamento del San Luca.
Con un bacino di 85.000 abitanti, numero di abitanti più alto di quello di altre aree molto meno depotenziate, l’Alto Polesine deve veder riconosciuti pari diritti alla salute per i suoi cittadini: non può vedersi tagliare posti letto per acuti, la Chirurgia d’Urgenza e la Ginecologia nel suo monoblocco.
Se a Trecenta l’utilizzo dei posti letto è sotto gli standard e pertanto certi tagli possono “apparire” comprensibili è opportuno piuttosto chiedersi perché gli altopolesani emigrano verso altri ospedali (esempio: perché gli altopolesani con fratture al femore non possono essere curati e ricoverati a Trecenta? E’ un intervento di altissima qualità che a Trecenta non si può fare o è una decisione che di fatto fa emigrare possibile utenza del San Luca?)
Trasmetto questa nota perché l’incidente stradale di Castelmassa possa suggerire riflessioni a chi deve prossimamente decidere sulle schede ospedaliere.
Trecenta 11-11-2013
La portavoce del Comitato - Jenny Azzolini
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03 novembre 2013

Nuovo ospedale di Padova. Da Roma neanche un euro

Potrebbe essere una buona notizia, se ci fosse un po' di buon senso. Invece la giunta Zaia insiste:«è una priorità». A costo di massacrare la sanità pubblica.

Luca Coletto, assessore regionale alla sanità, ha dichiarato «I fondi ex articolo 20 destinati all'edilizia sanitaria sono esauriti. Le Regioni devono lavorare in autonomia, per questo motivo è fondamentale valutare una forma di finanziamento mista tra pubblico e privato». Si veda Il Mattino di Padova del 27/10/2013.
Dichiarazione importante per due motivi. Ammette che dal bilancio nazionale non arriverà alcun finanziamento per la costruzione del nuovo mega-ultra-ospedale-galattico del mega-ultra-presidente-Luca Zaia, come era del tutto ovvio immaginare in un periodo di recessione senza precedenti dal dopoguerra. E poi perché l'ospedale si farà ugualmente. Lo farà la regione attraverso lo strumento della finanza di progetto.
La finanza di progetto è un marchingegno perverso nel quale sia il pubblico (la regione) sia il privato (una finanziaria in questo caso) concorrono alla spesa. Il privato costruisce e in cambio riceve concessioni pluridecennali su alcuni servizi erogati nella struttura e riscuote un canone annuale, particolarmente oneroso, dall'amministrazione pubblica.
Le esperienze fatte fino a questo momento sono state disastrose. Su questo mi ripropongo di ritornare riportando i casi concreti elencati nel volume “I padroni delVeneto” di Renzo Mazzaro, Laterza. Per il momento va registrato che i canoni annuali si sono rivelati estremamente onerosi.

Per il momento chiediamoci: con quali risorse la regione finanzierà la propria quota? Il sospetto che lo faccia tagliando posti letto è concreto. Il piano socio sanitario regionale è lì a testimoniarlo, con il suo interminabile elenco di tagli ai posti letto, ai reparti, ai servizi. Un massacro col quale finanziare un'opera faraonica, almeno 652 milioni euro.

Su questo argomento segnalo i post:

12 ottobre 2013

Ospedale di Trecenta. Intanto si taglia e poi … si vedrà

DOCUMENTO
Il Comitato Altopolesano per la difesa del "San Luca" scrive a tutte le autorità che hanno competenza in materia sanitaria.


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 7 ottobre 2013
Alle SS.LL.
Presidente Regione Veneto
Luca Zaia
Assessore alla Sanità Regione Veneto
Luca Coletto
Presidente V Commissione Regionale
Leonardo Padrin
Vicepresidente V Commissione Regionale
Claudio Sinigaglia
Direttore Regionale Sanità
Domenico Mantoan
Direttore Generale ULSS18
Arturo Orsini
Vescovo di Adria-Rovigo
Lucio Soravito De Franceschi
Consiglieri Regione Veneto Polesani
Azzalin, Coppola, Corazzari, Mainardi
Presidente Conferenza dei Sindaci Distretto 2
Antonio Bombonato
Sindaci dei Comuni del
Distretto 2, Ulss 18
Presidente Provincia di Rovigo
Tiziana Virgili
Assessore alla Salute Provincia di Rovigo
Guglielmo Brusco
Oggetto
Ospedale San Luca
Intanto si taglia e poi … si vedrà
Il San Luca e le schede

Il Comitato Altopolesano per la difesa del "San Luca" ha chiesto più volte alla Regione di discutere le schede ospedaliere e territoriali, per onorare quella TRASPARENZA, su cui tutti siamo d’accordo, esaltata dal Governo Regionale.
Ma alle nostre mail non hanno risposto né il presidente della giunta Zaia né l'assessore regionale alla sanità Coletto. Non rispondono il segretario della Sanità Veneta Mantoan, non risponde il padre del PSSR Padrin.
Non ha risposto nemmeno l’assessore Coppola, che in altre occasioni ha rassicurato sul futuro della sanità polesana e dell’ospedale di Trecenta. Nessun riscontro né da Corazzari, né da Mainardi, né da Azzalin.
Noi cerchiamo collegamenti con i Sindaci del Distretto 2, il Presidente Bombonato, il Direttore dell’Ulss 18 dottor Orsini, la Presidente della Provincia dott. Virgili, il Vescovo Soravito, i sindacati e i consiglieri regionali Pettenò e Sinigaglia che hanno dimostrato attenzione anche se non sono polesani.
Gli impegni e le promesse non mantenute e il dovere della trasparenza non onorato seminano sfiducia e preoccupazione sul destino della nostra sanità.
Le schede ospedaliere e territoriali devono affrontare il dibattito pubblico prima della loro stesura, non dopo la loro approvazione.
E’ sorprendente che siano state approvate le schede ospedaliere mentre non c’è ancora nessuna certezza sulle schede territoriali la cui progettazione/attuazione dovrebbe essere strettamente connessa alla ridefinizione della mappa sanitaria del territorio. Per non compromettere la condivisa idea di continuità ospedale–territorio.
Però ufficialmente conosciamo solo le schede ospedaliere.
Il Polesine ha in assoluto i tagli più alti di posti letto per acuti di tutte le province venete.
L’Ospedale San Luca di Trecenta è il più colpito.
Sono state fatte alcune correzioni positive:
- il San Luca viene confermato come Ospedale per acuti con Pronto soccorso, ma rischia di perdere uno dei capisaldi per essere tale: la Chirurgia Generale 24 h. su 24 7 giorni su 7; pur vedendo la realizzazione di una chirurgia multidisciplinare in regime di week surgery che tratti le patologie di pertinenza chirurgica più frequenti in tempi brevi
-è stato ripristinato il numero di posti letto per Terapia Intensiva
-è aumentato il numero di posti letto per la Riabilitazione di livello superiore, una riabilitazione polispecialistica per le patologie neurologiche prima non trattate (neuro-riabilitazione e unità spinale). Ciò riconosce alla riabilitazione del San Luca la valenza di servizio per un’area vasta sovra provinciale.
Appare invece molto proccupante il problema di Ginecologia la cui mancanza nell’attuale contesto Ginecologia-Ostetricia è difficilmente spiegabile. Infatti la popolazione femminile altopolesana è in buona percentuale anziana.
Condividiamo la preoccupazione del Vicepresidente della Commissione Sociosanitaria Regionale che si dissocia dalla “ strada imboccata…: tagliare posti letto ospedalieri senza garantire in cambio servizi e risorse nei territori …”
Il Comitato Altopolesano per il San Luca chiede una data certa entro la quale Direttore Generale e Conferenza dei Sindaci possano e debbano attivare gli ospedali di comunità e le èquipe operative dei medici di base 24h. su 24.
Sappiamo che è difficile poter garantire ed ampliare i servizi senza milioni di euro, ma noi continuiamo a dire che, se i soldi scarseggiano, è giusto privilegiare la sanità pubblica rispetto a quella privata.
L’associazione Cittadinanzattiva lamenta che l’austerità ha di fatto fortemente danneggiato il servizio sanitario pubblico a favore del privato.
Che essere complementare rispetto al pubblico.
Sarebbe bene applicare l’articolo 32 della nostra Costituzione.

Per il Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca
la portavoce Jenny Azzolini

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23 settembre 2013

Castelmassa: la cronaca dell'assemblea del 20 settembre

Promesse molte, certezze poche


Venerdì 20 settembre assemblea pubblica a Castelmassa, organizzata dall’amministrazione comunale. Tema: "Riorganizzazione Socio Sanitaria quali opportunità?" (vedi locandina).
Una delegazione del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" ha partecipato all'affollata riunione. Questo il resoconto di Jenny Azzolini, portavoce del comitato.
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Dopo aver sentito più volte sostenere che “ …il Polesine ha già operato significative riduzioni in passato … , è già in linea con i parametri prefissati previsti per i posti letto e gode del significativo riconoscimento legato alla specificità territoriale…la Regione è con noi in debito di attenzione particolare” ci interessavano soprattutto gli interventi dell’Assessore Regionale Luca Coletto, del Direttore Generale dell'Ulss 18 dott. Arturo Orsini e del Presidente dell’Ordine dei Medici dott. Francesco Noce.
Il direttore Orsini ha sottolineato che per il San Luca si deve lamentare una elevata mobilità passiva, soprattutto per Ortopedia, Chirurgia e Riabilitazione, per cui sta lavorando ad una Chirurgia Multidisciplinare “oltre all’ordinaria chirurgia” e ad una riabilitazione che facciano del San Luca punto di attrazione per l’alta qualità.
Ha quindi parlato dell’aspetto socio-sanitario, della sanità territoriale per sostenere le cronicità. Ha concluso: “… per fare questo bisogna trovare i soldi”.
L’assessore Coletto ha lamentato i limiti dei finanziamenti da parte dello Stato, ma ha rinnovato la promessa che la Regione Veneto non taglierà servizi. Ha parlato della riconversione dei posti letto ospedalieri e del compito di Sindaci e Direttori Generali per le schede territoriali.
E qui scatta il problema: per Coletto già nel 2015 le schede territoriali saranno operative.
Ma proprio a proposito delle schede territoriali il dottor Noce ha parlato di ritardi della Regione alla quale i medici di base hanno già avanzato, dice, molte proposte.
E riferisce che una delibera dello stesso Coletto, che prevedeva l’avvio della medicina di gruppo da giugno, è stata bloccata dal Segretario Regionale dott. Mantoan. Il dott. Noce teme che il 2015 non vedrà realizzazioni.
Proprio tenendo conto di queste affermazioni le schede ospedaliere ci lasciano perplessi.
L'ospedale di Trecenta serve un bacino di 84mila abitanti, il 25% dei quali sopra i 65 anni, in un territorio di 581 chilometri quadrati formato da 25 Comuni, dotato di una rete viaria disagiata con trasporti pubblici inefficienti.
Noi non vediamo nessun aumento di servizi sul territorio Altopolesano che giustifichi certi tagli. Infatti le schede territoriali praticamente non esistono. Dobbiamo aspettare il 2015? Di più?
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Quindi invitiamo la Regione a rivedere le schede ospedaliere: non vogliamo che le dichiarazioni di buona volontà restino disponibilità formali.
Chi paga sono soprattutto le persone più deboli. Per queste ragioni chiediamo una sanità solidale ed equa
Il Comitato, come la Conferenza dei Sindaci, esprime la propria soddisfazione per il riconoscimento del ruolo di ospedale di riferimento provinciale (Hub) assegnato all’Ospedale S.M. della Misericordia di Rovigo; riteniamo di estrema importanza l’attivazione al San Luca dei 15 posti letto per la riabilitazione di patologie neurologiche prima non trattate (neuro-riabilitazione e unità spinale) riconoscendo la valenza del servizio per un’area vasta sovra provinciale.
Riteniamo gravemente penalizzante la riduzione dei posti letto di TERAPIA INTENSIVA, soprattutto alla luce del vasto territorio che fa riferimento al presidio. Le schede ospedaliere approvate prevedono il dimezzamento dei posti letto, si vuole dimezzare una terapia intensiva polivalente a tutti gli effetti che accoglie 250-300 pazienti/anno. L'indice di occupazione è sempre stato superiore al 100% (media italiana 84.7), fondamentalmente perché anche il letto di stabilizzazione viene, secondo necessità, utilizzato per ricoverare pazienti. In virtù della centralità clinica riservata ai pazienti più fragili e critici ricoverati negli altri reparti, in terapia intensiva è presente una centrale di monitoraggio cui afferiscono i segnali provenienti dai 4 letti monitorati in medicina (2 in reparto femminile e 2 in reparto maschile) e dai letti monitorizzabili in chirurgia multidisciplinare e in ostetricia-ginecologia
Troviamo poi serio il problema di GINECOLOGIA: non comprendiamo il taglio di ginecologia in un’area di forte presenza di anziani.
Vogliamo per il nostro territorio una sanità che serva, vicina alla gente, che riesca a dare agli altopolesani quei servizi alla salute di cui hanno realmente bisogno.
Lo ripetiamo: la sanità territoriale è un concetto che come cittadini condividiamo, ma non vogliamo una riduzione dei servizi ospedalieri senza adeguate compensazioni territoriali
Vogliamo siano mantenute le promesse, siano rispettati gli impegni, siano evitati sprechi.
L’impegno economico di una Regione non deve prescindere da responsabilità etiche.

16 settembre 2013

A Castelmassa assemblea pubblica sulle schede ospedaliere e territoriali

A Castelmassa sono ottimisti. Quello che a me sembra un massacro della sanità pubblica a Castelmassa lo chiamano "riorganizzazione". Si parlerà delle schede ospedaliere e territoriali.

Venerdì 20 Settembre 2013 ore 18.30
presso la Sala consiliare del municipio di Castelmassa

Assemblea Pubblica

"Riorganizzazione Socio Sanitaria
quali opportunità?"


alla presenza dell'Assessore Regionale alla Sanità

LUCA COLETTO


Moderatori dell'Evento:
Ing. Eugenio Boschini - Sindaco di Castelmassa
Dott.ssa Barbara Bernardoni - Vicesindaco di Castelmassa, Assessore alla Sanità e alle Politiche Sociali
Sono previsti interventi:
Dott. Arturo Orsini - Direttore Generale Azienda Ulss 18 Rovigo
Dott. Pietro Girardi - Direttore Generale Ulss 19 Adria
Dott. Francesco Noce - Presidente dell'Ordine dei Medici Provincia di Rovigo
Dott. Guido Bonetto - Presidente Federfarma Provincia di Rovigo

Scarica la locandina.