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22.3.24

L'appello per l'adesione alla Manifestazione regionale di Mestre

Per il Veneto la Manifestazione sarà a MESTRE Sabato 6 APRILE 2024, ore 14.00, dal piazzale della stazione ferroviaria

Le adesioni all'appello sotto riportato, singole o di gruppo, vanno inviate alla mail di CoVeSaP:

mail.covesap@gmail.com

Covesap - Coordinamento Veneto Sanità Pubblica

#sanitàpubblica

#mestre6aprile2024





Scarica la versione in pdf












20.3.24

Mestre, Sabato 6 Aprile 2024: 4^ Manifestazione Regionale in Difesa della Sanità Pubblica


Per il pieno rispetto dell'art. 32 della Costituzione che tutela la salute come diritto fondamentale

Per la salvaguardia e il rilancio di un sistema sanitario nazionale, equo, accessibile, universale

Contro i tagli e lo smantellamento dei servizi socio sanitari pubblici

Contro la privatizzazione della sanità

@Covesap - Coordinamento Veneto Sanità Pubblica

#sanitàpubblica

#mestre6aprile2024

3.10.23

3^ Manifestazione Regionale in Difesa della Sanità Pubblica. BELLUNO Sabato 28 OTTOBRE 2023

Non c'è più tempo. Ultima chiamata. Partecipiamo.

Il Governo prepara nuovi tagli, la Regione Veneto nuove privatizzazioni.
Occupiamoci della sanità prima che la sanità, ridotta allo stremo, si occupi di noi.
BELLUNO Sabato 28 OTTOBRE 2023, ore 14.30

La sanità pubblica non è un costo ma il miglior investimento possibile per il nostro futuro.



21.3.21

Il CdA della Casa del Sorriso di Badia Polesine appalta il servizio socio-assistenzale di tre reparti

Scarica la delibera

Casa di riposo di Badia, rette sempre più pesanti

Alla Casa del Sorriso di Badia Polesine tempi duri per gli ospiti e i loro familiari. Il Consiglio di Amministrazione da deliberato un nuovo aumento delle rette.

Non bastassero le preoccupazioni per la pandemia da Covid, ospiti e loro familiari dovranno far fronte a rette ancora più pesanti.

7.1.19

Ulss 5 Polesana. Attivazione Sportelli di promozione dell'Amministratore di Sostegno


L'Ulss 5 ha attivato, a partire dal 17/12/2018 nei giorni e con gli orari indicati nell'allegato, tre Sportelli di promozione dell'Amministratore di sostegno presso le sedi di Adria, Trecenta e Rovigo.

Il servizio è rivolto a favore della rete dei servizi, degli aspiranti amministratori di sostegno, degli amministratori di sostegno già in attività, dei familiari di persone in condizione di fragilità e, in generale, della popolazione afferente all'A.ULSS 5 Polesana.
Agli Sportelli si potrà accedere previo appuntamento (telefono 389 7921 588 mail: sportello.ads.rovigo@gmail.com) e sarà attivata la possibilità di videoconferenza al fine di agevolare le persone con disabilità fisiche e/o psichiche.

Calendario e orari degli sportelli di Adria, Rovigo e Trecenta

Normativa:

Legge regionale 14 aprile 2017, n. 10 "NORME PER LA VALORIZZAZIONE DELL’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO A TUTELA DEI SOGGETTI DEBOLI"

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 241 del 06 marzo 2018

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 337 del 21 marzo 2018

31.1.18

Legge finanziaria 2018. Riconosciuta la figura del Caregiver familiare

Per la prima volta viene riconosciuta e finanziata la figura del caregiver familiare
Ma l'applicazione non sarà immediata

Tra le mille pieghe, e le centinaia di commi, della legge di bilancio, appare, dopo anni di discussioni, il riconoscimento della figura del caregiver familiare.


La definizione del caregiver familiare è contenuta nel comma 255 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205. La riporto per comodità di lettura:
   255. Si definisce caregiver familiare la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell'altra parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermita' o disabilita', anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di se', sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o sia titolare di indennita' di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18.
Il finanziamento è quantificato con il precedente comma 254:
   254. E' istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. Il Fondo e' destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attivita' di cura non professionale del caregiver familiare, come definito al comma 255.

Non sarà un provvedimento di immediata applicazione, lo si capisce quando la legge fa riferimento "alla copertura finanziaria di interventi legislativi" (comma 255), ma è una premessa indispensabile.

Se gli "interventi legislativi" chiameranno in causa anche le regioni, come sembra inevitabile, l'applicazione e l'erogazione delle misure di sostegno ai caregiver rischiano di andare per le lunghe.

Consulta il testo ufficiale della legge su normattiva.it

24.5.17

Ulss 5 Polesana, il Centro di ascolto Alzheimer

Un servizio poco conosciuto a sostegno delle famiglie con persone affette da disturbi cognitivi, Alzheimer e demenze senili.


Esiste un servizio di sostegno alle famiglie con persone affette da disturbi cognitivi, morbo di Alzheimer e demenze senili, offerto in forma ASSOLUTAMENTE GRATUITA dal Servizio Sanitario Nazionale.
Io l'ho scoperto grazie al Dr Dal Santo, il geriatra che sta seguendo la mia mamma, a cui avevo chiesto se fosse prevista qualche forma di aiuto per i famigliari che si occupano dei loro anziani malati.

Il dr Dal Santo mi ha indirizzato alla Dr.ssa Daniela Martini che si occupa del centro di ascolto Alzheimer, e di organizzare dei corsi di informazione e formazione.

Presso di lei ho trovato un aiuto nell'ascolto: in quanto "caregiver", ovvero persona "eletta" dalla mia mamma come donatrice di cure, sono sottoposta ad uno stress quotidiano che chi vive con un anziano affetto  da demenza ben conosce.  Poterne parlare, raccontare le proprie difficoltà, esporre i propri dubbi riguardo agli atteggiamenti da adottare, imparare a gestire i sensi di colpa - puntualmente sollecitati - da tenere a bada è assolutamente efficace: aiuta a prendere un po' le distanze e ad avere un atteggiamento più obiettivo rispetto a situazioni che ci coinvolgono profondamente, soprattutto sotto il punto di vista emotivo.

La Dr.ssa Martini è contattabile allo 0425 39 49 48.
Se non risponde lasciate un messaggio in segreteria lei vi cercherà.
Fissa appuntamenti per chiunque si trovi in difficoltà e abbia bisogno dei consigli di una professionista preparata, oltre che di essere ascoltato.

I corsi di formazione ed informazione che organizza mensilmente sul territorio sono volti a rendere famigliari, volontari e personale di assistenza più consapevoli della malattia e dei suoi sviluppi, nonché a dar loro consigli pratici per la gestione quotidiana del malato e della sua realtà.
Tutto questo attraverso incontri con medici geriatri ed assistenti sociali che sono costantemente in contatto con questo tipo di malattia.

Alla fine del corso viene rilasciato per gli assistenti un attestato di frequenza che potrà arricchire o completare il loro curriculum.

Visto l'esiguo numero dei partecipanti attuali al corso credo che purtroppo la sua esistenza sia sconosciuta ai più.  Ritengo invece che meriti di essere conosciuto e frequentato, perché gestito da professionisti preparati e capaci di informare in maniera semplice  e diretta.
Invito pertanto chi come me si trova in questo tipo di situazione - semplicemente per bisogno di informazioni o anche di vero e proprio sostegno - a contattare il centro Alzheimer di Rovigo.

Spero con queste poche righe di aver fatto buona cosa, e concludo augurando a tutti un percorso almeno sereno al fianco dei loro anziani.

Monica Martello, Badia Polesine

27.7.14

Veneto, ancora tagli al fondo per la non autosufficienza

Tagli alla domiciliarità, alla disabilità e alle case di riposo
La giunta regionale si tiene quasi 30 milioni a disposizione

Sanità senza pace. La Giunta regionale applica il riparto sanitario alle aziende sanitarie del Veneto e spuntano nuovi tagli. La delibera non è ancora stata pubblicata sul bollettino ufficiale ma lo anticipa Claudio Sinigaglia, Pd, vice presidente della quinta commissione consiliare (sanità e servizi sociali) al Mattino di Padova.
La giunta ha deciso senza acquisire il prescritto parere della commissione e questo potrà dare luogo a un ricorso al tribunale amministrativo (Tar) del Veneto.
Sinigaglia: ««Nella giunta dell'8 luglio scorso Zaia ha approvato il riparto del fondo sanità per il 2014 senza chiedere il parere alla quinta commissione.» Il fondo per la non autosufficienza è diminuito di circa 30 milioni, che fanno pari con l'analoga cifra che la giunta si è riservata per progetti speciali.
Leggi l'articolo completo.

9.1.14

Tagli e nomine contestate, welfare veneto senza pace

da Il Mattino di Padova, domenica 5 gennaio 2014

Sernagiotto è nel mirino: mancano 20 milioni dal Fondo per i non autosufficienti
e la scelta di Modolo (suo braccio destro) a capo dei servizi sociali scatena ricorsi

Il Fondo coinvolge decine di migliaia di persone, anziani e disabili destinatari di assegni di cura e integrazioni alle rette nelle case di riposo; inizialmente prevedeva una dotazione di 721 milioni, poi ridotti a 714 dalla spending: cifra virtuale, perché ad oggi le risorse effettivamente stanziate ammontano  a 694 milioni. «Dove sono finiti i 20 mancanti? Una risposta chiara è doverosa», punge il consigliere del Pd Claudio Sinigaglia.
... Nubi tempestose sulle nomine di nuovi manager approvate dalla giunta nell'ultima seduta del 2013. A far discutere, in particolare, è l'ascesa di Mario Modolo a direttore del dipartimento dei servizi sociali, caldeggiata dall'immancabile Sernagiotto, del quale il trevigiano è da tempo il braccio destro.
Leggi tutto l'articolo.
Leggi anche il precedente post "Non autosufficienza. Sinigaglia (Pd) su blocco fondi: scontro inaudito a danno dei più deboli".

2.1.14

Non autosufficienza. Sinigaglia (Pd) su blocco fondi: scontro inaudito a danno dei più deboli

fonte: pagina facebook di Claudio Sinigaglia
data odierna

Blocco dei 735 milioni del fondo regionale 2013 per la non autosufficienza.
In ballo ci sono oltre mille disabili gravissimi40 mila assegni di domiciliarità per i non autosufficienti assistiti a casa propria, i contributi di quota minima per i non autosufficienti accolti in casa di riposo o residenze assistite e che sono ancora in attesa dell’impegnativa regionale, le rette di ragazzi e adulti disabili accolti nei Ceod.

-----inizio documento(Arv) Venezia 2 gen. 2014 – “L’incredibile conflitto tra assessore e dirigente del settore sociosanitario sta penalizzando i cittadini più deboli e più fragili, in particolare i disabili gravi e gli utenti dei Ceod”. Claudio Sinigaglia, vicepresidente della commissione Sanità e consigliere regionale del Pd, insorge di fronte al mancato riparto di fine anno del fondo regionale per la non autosufficienza e chiede la convocazione urgente, in commissione Sanità, degli assessori regionali alla Sanità e al Sociale, Luca Coletto e Remo Sernagiotto, e del segretario regionale del settore sociosanitario Domenico Mantoan. “Ho scritto al presidente della commissione Leonardo Padrin – dichiara Sernagiotto – chiedendogli di dedicare la prossima seduta della commissione, prevista per il 9 gennaio, all’inaudita situazione di blocco dei 735 milioni del fondo regionale 2013 per la non autosufficienza. Siamo in presenza di uno scontro mai visto e inaudito tra assessore e dirigente, tra tecnici e politici, di un autentico ‘vulnus’ istituzionale che sconfessa decenni di integrazione tra sistema sociale e sanitario. La mancata ripartizione del fondo (quest’anno salito da 721 a 735 milioni grazie ad una ulteriore erogazione concessa dal governo) mette a repentaglio servizi e assegni di cura garantiti dalle 21 Ulss a disabili e anziani: in ballo ci sono oltre mille disabili gravissimi, 40 mila assegni di domiciliarità per i non autosufficienti assistiti a casa propria, i contributi di quota minima per i non autosufficienti accolti in casa di riposo o residenze assistite e che sono ancora in attesa dell’impegnativa regionale, le rette di ragazzi e adulti disabili accolti nei Ceod. Com’è possibile che la delibera di riparto del fondo tra le 21 Ulss, che mi dicono fosse già pronta a settembre, non sia mai stata trasmessa alla competente commissione consiliare? Di chi è la responsabilità di aver tradito la legge 30 del 2009 (che ha istituito il fondo unico per la non autosufficienza e affidato al Consiglio il compito di programmarne e monitorarne l’impiego, ndr)? Perché viene espropriato l’organo di indirizzo e di controllo dei propri compiti di programmare l’assegnazione delle risorse e la misura delle prestazioni in risposta ai bisogni dei tanti disabili e non autosufficienti della nostra regione? Perché devono essere i cittadini più deboli a pagare i costi della sanità veneta?”. 
Sinigaglia punta il dito sul conflitto, sempre meno latente, tra i due settori della sanità e sociale, nell’assicurarsi risorse adeguate ai fabbisogni crescenti. E chiama in campo i massimi arbitri della politica regionale: “Invito i presidenti di Giunta e Consiglio, Zaia e Ruffato, a farsi garanti dell’applicazione della legge regionale (Lr 30/2009) – è l’appello dell’esponente Pd - che espressamente prevede che la Giunta regionale, previo parere della commissione, entro il 31 dicembre di ogni anno, provveda a ripartire le risorse per la non autosufficienza sulla base di indicatori demografici, socio-economici; al numero di persone disabili e non autosufficienti e alla consistenza dei servizi. La spesa sociale non può diventare terreno di scontro politico o camera di compensazione per operazioni di bilancio. La legge 30 che ha istituito il fondo unico per la non autosufficienza – conclude Sinigaglia - è uno dei pilastri di quel modello di integrazione tra assistenza sociale e assistenza sanitaria che ha sinora assicurato cure e assistenza a tutti i veneti e che tutta l’Italia ci invidia:”.
-----fine documento

17.7.13

Anci Veneto, Anci Lombardia e Anci Piemonte protestano contro l'aumento dell'Iva sui servizi socio-sanitari e assistenziali.

NO ALL'AUMENTO DELL'IVA DAL 4 AL 10 PER CENTO

fonte: http://www.anciveneto.org/index.php/notizie/12098-non-all-aumento-dell-iva-dal-4-al-10-per-cento-sulle-prestazioni-socio-sanitarie-ed-assistenziali

11 LUGLIO 2013.

Gli enti locali, di fronte all’aumento di 6 punti dell’IVA sulle prestazioni socio sanitarie ed educative erogate dalle cooperative sociali, saranno costretti a fornire meno servizi sociali ai cittadini. Il rischio è un forte taglio degli interventi d’inclusione sociale alle fasce più deboli della popolazione in un momento di crisi come quello attuale, nel quale si acuisce la domanda di sostegno da parte dei cittadini”. Questa la dichiarazione dei Presidenti di Anci Lombardia, Anci Piemonte, Anciveneto. "Vivamente preoccupati per la ricaduta negativa sulle famiglie già fortemente penalizzate dalle situazioni in cui versano, chiediamo al governo l’abrogazione dei commi  relativi all’aumento dell’Iva contenuti nella Legge di stabilità 2013 al fine di mantenere l’importo, per questo tipo di prestazioni, al 4%". Se, infatti, fosse mantenuto l’aumento al 10% i Comuni, le Cooperative o  i cittadini verserebbero alle casse dello Stato un 6%, somma  che rappresenta esattamente il contrappasso alla sussidiarietà.

4.6.13

Nuovo balzello da oltre mille euro al mese per i disabili mentali

LA GIUNTA REGIONALE DEL VENETO SCARICA DI NUOVO I COSTI DELLA SPENDING REVIEW SUI PIU’ FRAGILI E INDIFESI.

Dalla pagina Facebook di Claudio Sinigalia, consigliere regionale Pd.

Interrogazione presentata il 4 giugno 2013 dai Consiglieri regionali Sinigaglia, Tiozzo, Fracasso, Marchese, Pigozzo, Reolon.

Premesso che:
- La Giunta regionale, con dgr n. 494 del 16 aprile 2013, ha definito le tariffe e le quote di rilievo sanitario “relative alla residenzialità extraospedaliera per tutte le unità di offerta che operano nel campo della salute mentale, adulti e minori/adolescenti”;
- dalla lettura della dgr n. 494/2013 si apprende che trattasi di “ulteriori determinazioni nel settore della tutela della salute mentale per l’anno 2013 e seguenti (…) in attuazione delle disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini (c.d. spending review) di cui alla l. 7 agosto 2012 n. 135”;
- queste “ulteriori determinazioni” vengono definite in seguito all’approvazione della dgr n. 2621 del 18 dicembre 2012, con cui erano già stati apportati pesanti tagli economici al settore della residenzialità extraospedaliera, che hanno penalizzato fortemente proprio le fasce più deboli e indifese della popolazione, ivi compresi i pazienti in stato permanente di minima coscienza o in stato vegetativo permanente;
- sulla dgr n. 2621/2012, il Gruppo consiliare del Partito Democratico Veneto ha già presentato una interrogazione a risposta immediata (IRI n. 859 del 28 maggio 2013 ) per chiederne la revoca immediata;
- con la deliberazione n. 494 del 16 aprile 2013 la Giunta regionale sferra un altro duro colpo alle realtà socio-sanitarie extraospedaliere, andando questa volta a colpire il settore della disabilità mentale!
- viene infatti stabilita una compartecipazione alla spesa per l’ospitalità degli utenti delle “CA - comunità alloggio – estensive” di 36 euro al giorno, pari al 28% del costo totale (128 euro al giorno); 
- la dgr ha anche carattere retroattivo dato che si delibera “- di stabilire che a partire dall'1 gennaio 2013 le tariffe e le quote di rilievo sanitario relative alla residenzialità extraospedaliera nel settore della salute mentale, adulti e minori/adolescenti, sono quelle riportate in premessa, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento”;
- oltre 1000 euro al mese gravano ora sulle famiglie che hanno a carico soggetti con disabilità mentale ospitati nelle comunità alloggio estensive.

Tutto ciò premesso,
i sottoscritti Consiglieri regionali interrogano la Giunta regionale e l’Assessore regionale alla Sanità per sapere:

- per quale ragione la Giunta regionale adotti delicatissimi provvedimenti di compartecipazione alla spesa in materia socio-sanitaria senza informare e coinvolgere preventivamente il Consiglio regionale, anche mediante l'espressione di un parere della competente commissione consiliare;
- se la prevista compartecipazione alla spesa prevista dalla dgr n. 494 del 16 aprile 2013 per l’ospitalità dei soggetti presso le “CA - comunità alloggio – estensive” non sia in contrasto con la normativa nazionale, in particolare con quanto previsto dal DPCM del 14 febbraio 2001 (''Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie'') che per l’ “Assistenza ai disabili attraverso interventi diretti al recupero funzionale e sociale dei soggetti affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e tramite prestazioni domiciliari, ambulatoriali, semiresidenziali e residenziali e assistenza protesica” ha stabilito come criteri di finanziamento quelli del “100% SSN” per “l'assistenza in fase intensiva e le prestazioni ad elevata integrazione nella fase estensiva e nei casi di responsività minimale.” (Tabella A DPCM del 14 febbraio 2001);
- se, non ritengano di dover revocare immediatamente la dgr n. 494 del 16 aprile 2013, visto che ancora una volta (come nel caso della dgr n. 2621 del 18 dicembre 2012) la Giunta regionale è andata odiosamente a colpire una tra le categorie più deboli e indifese della società, quella dei disabili mentali.

16.1.13

La proposta di bilancio 2013 della giunta regionale massacra la politica sociale del Veneto


Esiste ancora una politica sociale in Veneto? Se lo chiede il consigliere regionale Claudio Sinigaglia dalle pagine del suo sito e in un comunicato del 10 gennaio scorso.
Impressionanti i dati del taglio alla spesa sociale:

  • in soli due anni i finanziamenti di fonte regionale a favore del sociale hanno subito un crollo pari a 46 milioni di euro (- 40% circa);
  • sul sociale la parte che non dipende dal fondo sanitario regionale è di circa 70 milioni;
  • di queste risorse, la metà, ovvero 35 milioni, sono destinati alle scuole di infanzia e asili nido; voci di pertinenza più dell’ambito scolastico-educativo che di quello legato al sociale.


Una denuncia quella di Claudio Sinigaglia che segue l'allarme sui tagli e i congelamenti dell'assistenza sociale. Di seguito una breve rassegna stampa:
Gaz2013-01-08Sinigaglia.pdf
Mattino2013-01-08Sociale.pdf
Mattino2013-01-08Sociale2.pdf
Mattino2013-01-08Sociale3.pdf

11.1.13

Le preoccupazioni di Antonio Bombonato al nuovo direttore generale dell'Ulss 18

Antonio Bombonato, presidente dell conferenza dei sindaci, ha incontrato il nuovo direttore generale dell'Ulss 18 Arturo Orsini.
Nel lungo resoconto pubblicato da La Voce di lunedì 7 gennaio 2013 Bombonato parte dall'annunciato taglio di quasi 10 milioni di euro ai trasferimenti regionali alla nostra Ulss e ne sottolinea l'incongruenza con le continue rassicurazioni verbali della giunta Zaia sul mantenimento della qualità dei servizi sanitari e sociali in polesine.
La contrazione dei finanziamenti e il taglio dei posti letto per effetto del nuovo Pssr, "non consentono l'erogazione di servizi rispettosi della declamata eccellenza sanitaria Veneta". Ricorda poi che "Da un anno giace la promessa dell'assessore regionale Colletto e del segretario regionale Mantoan su una condivisione delle schede stesse con la nostra Conferenza. Promessa che è rimasta solo tale", mentre "i tagli prospettati non potranno che indebolire i nostri livelli di assistenza. E questo perché? Perché siamo pochi? perché siamo polesani?".
E infine conclude "La riduzione degli extra Lea vuol dire colpire anziani e disabili, il taglio dei posti letto può voler dire impoverire reparti di eccellenza per i quali sono stati investiti, autorizzati dalla Regione, milioni di euro. Qualcosa non mi torna e non ci convince. Restiamo però in attesa di autorevoli rassicurazioni e non di promesse da convegno".
Leggi l'articolo completo.

24.12.12

Ecco l'Agenda Monti. Sanità al bivio: o tagli o innovazione. Ma il Ssn va difeso e rafforzato

Il sito quotidianosanità.it anticipa l'agenda Monti
Il testo integrale. Il welfare e la sanità

Quotidianosanità.it pubblica l'agenda Monti, il documento di cui si parla da ieri, quando il presidente del consiglio lo ha illustrato nella conferenza stampa di fine anno.
Su questo documento Monti cerca adesioni sulla base delle quali deciderà il suo impegno diretto in politica.


A pag. 17 il paragrafo dedicato al welfare e alla sanità.
Un po' generico, con affermazioni per forza di cose condivisibili. "No al finanziamento della spesa con una illimitata creazione di debito" ... "appropriatezza delle cure, costo/efficacia, riduzione al massimo degli sprechi, gestione manageriale basata su una valutazione trasparente dei risultati" ... "No alla contrapposizione fra sanità pubblica e sanità privata" ... "Il servizio sanitario nazionale resta una conquista da difendere e rafforzare attraverso innovazione, efficienza e professionalità." Tutto un po' ovvio, scontato.
Il documento parla poi della necessità di rafforzare l'assistenza domiciliare per i parzialmente sufficienti e per non autosufficienti. E si pone l'obbiettivo di "dare attuazione alla riforma dell'ISEE", uno strumento che riguarda 20 milioni di italiani. Non si precisa come riformarla e questo resta un grosso punto interrogativo.

Leggi la notizia completa.
Scarica l'agenda Monti.


8.10.12

"I nostri ragazzi non possono avere la responsabilità di salvare l'Italia"

Tocca ai disabili
I tagli ai servizi sociali creano problemi sempre più pesanti

Riporto qualche stralcio di un articolo pubblicato da La Voce di Rovigo sabato 6 ottobre 2012. Principalmente il virgolettato delle dichiarazioni della mamma di una bambina portatrice di handicap che, dopo gli ulteriori tagli ai servizi sociali erogati dall'Ulss 18, si sente abbandonata dalle istituzioni.


"Sono una mamma - sottolinea la signora Sarti - e chiedo solo la possibilità di guadagnarmi da vivere assistendo dignitosamente mia figlia".
Si rivolge poi all'Ulss 18, alla Regione e ai dirigenti preposti, attraverso il nostro giornale, sottolineando una serie di carenze assistenziali accentuatesi drammaticamente in questi ultimi tempi: "Cos'altro avete intenzione di togliere ai nostri figli disabili?".
Ormai, spiega la signora, si paga un ticket di 5o euro sui medicinali di vitale importanza tipo il Topomax; le famiglie pagano il trasporto dei propri cari nei centri diurni, mentre è stata soppressa la settimana di sollievo. "Non vi basta aver tolto i soggiorni climatici che potevano essere punti di aggregazione e socializzazione sia per gli utenti che per le famiglie?" chiede la signora Sarti.

"Non ci sono garze per le piaghe, non avete raccordi per la Peg". "Notevoli disagi stanno creando le variazioni orarie nei centri diurni e la comunicazione è arrivata a casa venerdì sera 28 settembre scorso con operatività immediata da lunedì primo ottobre - continua la signora annoverando i vari disagi per le famiglie - Ciò senza prima aver consultato le famiglie interessate. E poi parlano di collaborazione, ma qualcuno invece dovrebbe vergognarsi".

Certo i tempi richiedono di risparmiare su tutto, "ma tanto - attacca la mamma della ragazza disabile - i nostri  figli sono ricchi perciò devono pagare! Basta - conclude in tono accorato Giuliana Sarti - vi sembra giusto che ai nostri figli sia data la grande responsabilità di salvare l'Italia?".
Visualizza l'articolo completo.