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03 aprile 2026

La sanità pubblica in Polesine e nel Veneto, Stienta 30 marzo 2026

Carlo Cunegato, Paolo Forti, Pietro Tosarello e Nicola Zanca

Lunedì sera a Stienta si è parlato di sanità, di servizi sociosanitari. Davanti ad un pubblico numeroso Paolo Forti, capogruppo di Stienta Coraggiosa, ha illustrato lo scopo della serata, organizzata per fare mettere al centro dell’agenda politico-amministrativa il delicato tema della sanità. La si è voluta organizzare in quanto nelle sedi istituzionali, come il Consiglio Comunale, non si è mai trovato il tempo ed il modo di affrontare tali tematiche.

Paolo Forti, Gruppo consigliare di Stienta Coraggiosa

Si è partiti dalla rapida disamina degli eventi che hanno portato alla realizzazione dell’ospedale San Luca di Trecenta, è intervenuto Pietro Tosarello, portavoce del Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca. Citando numeri ed affermazioni dei Direttori Generali che sino ad oggi si sono succeduti, riferendo delle istanze dei cittadini, dei ritardi, delle chiusure, delle insopportabili liste di attesa, Tosarello ha lanciato un grido di allarme, dichiarandosi estremamente preoccupato sul futuro dell’ospedale di Trecenta.

Pietro Tosarello, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca

Una situazione insostenibile, soprattutto per i cittadini altopolesani che rischiano di vedere ulteriormente indebolito quel presidio sanitario rappresentato dal San Luca. Come Comitato ha invitato i presenti e soprattutto i rappresentati tutti delle amministrazioni locali, provinciali e regionali a partecipare alla manifestazione indetta per venerdì 17 aprile, in difesa dell’ospedale di Trecenta.

Nicola Zanca, sindaco di Gaiba


Nicola Zanca, Sindaco di Gaiba, condividendo le preoccupazioni del Comitato, ha voluto evidenziare come le amministrazioni comunali siano in estrema difficoltà nel gestire i disagi provocati dal taglio governativo ai fondi destinati alla sanità e ai comuni. Difficoltà derivanti dalla mancata competenza dei Comuni stessi in materia sanitaria, derivanti dall’aumento delle richieste di servizi dovuti al costante invecchiamento della popolazione, soprattutto in regione Veneto, soprattutto nella provincia di Rovigo, derivanti sostanzialmente da una assenza di visione del futuro da parte del governo nazionale e regionale, anche in tema di personale infermieristico e medico.

Carlo Cunegato, consigliere regionale AVS


E proprio dall’indice di invecchiamento della popolazione veneta, pari a 211, è partito l’intervento del Consigliere Regionale Carlo Cunegato. Un indice preoccupante che dovrebbe determinare una radicale modifica all’approccio delle tematiche sociosanitarie da parte della regione Veneto. Invece, ancora una volta si preferisce puntare sull’incremento della sanità privata, sull’aumento dei pazienti afferenti ai medici di medicina generale, sul taglio dei fondi destinati agli ospedali e alle case di riposo. Una proposta avanzata circa l’aumento di tassazione per i redditi superiori a 55.000 euro (comportanti un aumento del prelievo fiscale annuo pari a120 euro) è stata bocciata, così come sono state bocciate tutte quelle proposte che avevano come fine un sollievo alle tante famiglie che si trovano in difficoltà ad affrontare i disagi di una sanità costosa ed, in alcuni casi, inefficiente.

Il pubblico presente in Sala civica


Sono seguiti interventi dei presenti, fra cui il dott. Sergio Severi, Manuela Nicoletti, già Sindaco di Ficarolo e Guglielmo Brusco, già assessore provinciale, tutti molto critici nei confronti della gestione della sanità regionale, tutti uniti nel chiedere al mondo della politica e del sindacato di farsi parte attiva per invertire una rotta che sta provocando il declino della sanità altopolesana.


Sergio Severi


Manuela Nicoletti

Guglielmo Brusco

A cura del gruppo consiliare “Stienta Coraggiosa”

La Voce, 2 aprile 2026

08 maggio 2025

“Non possiamo restare in silenzio. La società civile in difesa della sanità pubblica”. L’appello in 10 punti di 130 associazioni

fonte: Quotidiano Sanità

Nel testo i punti fondamentali per il rilancio del Servizio sanitario nazionale e la riaffermazione di principi e valori alla base del Servizio sanitario nazionale, strumento fondamentale per la tutela del diritto costituzionale alla salute.

29 aprile 2025

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25 aprile 2025

Liste d'attesa. Su 42,3 milioni di euro la giunta regionale ne destina 20 all'acquisto di prestazioni dal privato convenzionato

Rimane l'incognita del "riparto del Fondo Sanitario Nazionale relativo all’anno 2025"

Governo e Conferenza Stato-Regioni in ritardo

Il 1° aprile 2025 la giunta regionale ha adottato la deliberazione n. 333 ad oggetto "Prestazioni sanitarie erogate a favore dei cittadini residenti nella Regione del Veneto. Contenimento dei tempi di attesa per l'erogazione delle prestazioni Sanitarie - Finanziamento aggiuntivo per l'anno 2025".

I 42.300.000 euro individuati verranno così ripartiti:

  • 22.300.000,00 per il finanziamento di attività aggiuntiva del personale della dirigenza area sanità  e del comparto;
  • 20.000.000,00 per integrare l’acquisto di prestazioni erogate dalle strutture private accreditate per la riduzione delle liste di attesa e per le finalità di cui all’art. 1, commi 277 e seguenti della Legge n. 207/2024.


09 aprile 2025

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" a Venezia per la manifestazione regionale del 5 aprile 2025


Per la Giornata mondiale della salute 2025 si è svolta a Venezia, lo scorso 5 aprile, una manifestazione regionale per la sanità pubblica. Promotori il Coordinamento veneto sanità pubblica (CoVeSaP), Aitsam e Cgil Veneto. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" era presente anche in questa occasione, particolarmente sentita perché dedicata in particolare alla salute mentale, un tema che riguarda tutte le persone ma che è assai sottovalutato dalle politiche sanitarie nazionali e regionali.









Di seguito i link per visualizzare il video curato da CoVeSaP (durata circa un'ora) e i servizi della TRG Veneto e altre emittenti:

https://youtu.be/oQu-PfSLmMo VIDEO COMPLETO di un'ora di Paolo Fumagalli

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2025/04/venezia-centinaia-in-piazza-per-il-diritto-alla-salute-58366e1a-bf34-448c-a0a5-2b30742be032.html?nxtep

https://www.telebelluno.it/wp/salute-mentale-anche-il-comitato-feltrino-per-il-diritto-alla-salute-manifesta-a-venezia/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR5XMEGeOCf9O6d1gDcyGyDA0qoTksqArbwswXmglqtCJkt6jFmHm_YmroBsGg_aem_x3cF-jLEbc_SjAoD-npkOw&sfnsn=scwspwa

https://antennatre.medianordest.it/141608/venezia-giu-le-mani-dalla-sanita-pubblica-in-tremila-manifestano-in-laguna/

Per chi usa Facebook, altre foto della manifestazione a questo link:
https://www.facebook.com/media/set?vanity=pietro.tosarello&set=a.9529363517139239


07 giugno 2024

Azienda Zero "sequestra" 1,16 miliardi alle Ulss. Un'enormità!

«Prima di tutto il bilancio in pareggio» (della Regione) ma le Ulss hanno i conti sempre più in rosso!

Non convincono le dichiarazioni del Dg alla sanità Massimo Annichiarico

Secondo il direttore generale della sanità del Veneto ciò è dovuto «a una maggiore instabilità del quadro economico-finanziario» e dal fatto che l'amministrazione regionale non conosce ancora quella che sarà l'effettiva erogazione del governo sulla sanità per l'anno in corso. E siamo a giugno!

Ma i conti non tornano.

Il governo ha sbandierato a destra e a manca l'aumento di 3,5 miliardi del fondo sanitario nazionale (e continuerà a farlo, almeno fino al 9 giugno). Ma allora perché questa incertezza in Veneto? Chi non la racconta giusta? E' il governo che eroga col contagocce le risorse alle regioni, o è l'amministrazione regionale che riduce l'operatività delle Ulss?

Intanto nelle Ulss il personale è in grande difficoltà. Vedi il precedente post L'Ulss 5 non assume, personale allo stremo

Consiglio la lettura di questo articolo pubblicato su L'Arena del 6 giugno scorso.

L'Arena, 6 giugno 2024

Aggiornamento:

Fondo sanitario nazionale 2023 - Ripartizione tra le regioni delle quote premiali di cui all'art.2, comma 67-bis, della legge n. 191/2009. (24A02962)

(G.U. Serie Generale , n. 135 del 11 giugno 2024)

https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto.spring?id=101206&page=newsett

Azienda Zero "sequestrerà anche questi?


04 febbraio 2023

Il regionalismo differenziato in sanità. Report Osservatorio GIMBE 1/2023

Gennaio 2023

1. Premessa.................................................................. 1

2. Le tappe del regionalismo differenziato ................. 2

3. Le maggiori autonomie sulla tutela della salute richieste dalle Regioni Emilia-Romagna,

Lombardia e Veneto .................................................... 5

4. Livelli Essenziali di Assistenza: le diseguaglianze regionali 10

5. La mobilità sanitaria .............................................. 12

6. La survey GIMBE sul regionalismo differenziato .. 14

7. Conclusioni ............................................................ 16

Appendice 1. Tavola sinottica delle maggiori autonomie sulla tutela della salute richieste

dalle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto 18

Scarica il pdf

22 gennaio 2022

SOS Salute Mentale nel Veneto, conferenza stampa di CoVeSaP

Il Coordinamento veneto per la sanità pubblica (CoVeSaP) formato dai comitati per la sanità pubblica nati in tutta la regione, in vista dell'iniziativa che si terrà oggi, ha tenuto una conferenza stampa in cui è stato delineato un quadro impressionante sulla salute mentale in Veneto.

Link alla conferenza stampa del 17/01/2022

https://youtu.be/bGYjb9GBzeA

28 marzo 2018

Fondo sanitario 2017. In Gazzetta la delibera Cipe per il riparto di 111,7 miliardi alle Regioni

fonte: quotidianosanita.it

Della somma complessiva 108,949 miliardi sono per il Lea e 1,8 miliardi voncolati per gli obiettivi di Piano. La delibera Cipe è pubblicata sulla Gazzetta n. 70/2018. Nel fondo è compreso, tra l'altro, il finanziamento per il rinnovo delle convenzioni (69 milioni), per il Piano vaccini (100 milioni), per l’assistenza agli extracomunitari regolarizzati (200 milioni), per la stabilizzazione dei precari (75 milioni) e 240,5 milioni vanno all’ospedale Bambino Gesù e all’Ordine di Malta per la mobilità sanitaria. LA DELIBERA.

28 MAR - Per il 2017 sono 111,752 miliardi, di cui 1,8 miliardi di somme vincolate. E’ il fondo sanitario nazionale 2017 e il provvedimento Cipe per il riparto è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 24 marzo.
....
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Vai al testo in Gazzetta

27 luglio 2014

Veneto, ancora tagli al fondo per la non autosufficienza

Tagli alla domiciliarità, alla disabilità e alle case di riposo
La giunta regionale si tiene quasi 30 milioni a disposizione

Sanità senza pace. La Giunta regionale applica il riparto sanitario alle aziende sanitarie del Veneto e spuntano nuovi tagli. La delibera non è ancora stata pubblicata sul bollettino ufficiale ma lo anticipa Claudio Sinigaglia, Pd, vice presidente della quinta commissione consiliare (sanità e servizi sociali) al Mattino di Padova.
La giunta ha deciso senza acquisire il prescritto parere della commissione e questo potrà dare luogo a un ricorso al tribunale amministrativo (Tar) del Veneto.
Sinigaglia: ««Nella giunta dell'8 luglio scorso Zaia ha approvato il riparto del fondo sanità per il 2014 senza chiedere il parere alla quinta commissione.» Il fondo per la non autosufficienza è diminuito di circa 30 milioni, che fanno pari con l'analoga cifra che la giunta si è riservata per progetti speciali.
Leggi l'articolo completo.

01 novembre 2013

Farmaci, medici, ospedali: ecco i tagli del «Patto-salute»

fonte: Il Sole 24 Ore, 31 Ott 2013
di Roberto Turno

sito: http://www.associazionelucacoscioni.it

Costi standard da riscrivere daccapo, ma fuori dal «Patto», dando 5 anni di tempo per farcela alle regioni sotto piano di rientro ma intanto premiando chi ha i conti in regola. Almeno 14mila posti letto da rottamare e decine di ospedaletti ai quali dare un apparentemente morbido («riconversione») addio. Una nuova stangata su farmaci e dispositivi medici. Il pugno di ferro per Policlinici e medici universitari. Camici bianchi del Ssn dirigenti solo dopo concorso. Basta ai medici di famiglia solisti: dovranno lavorare in team. Salvata dalla legge di stabilità, la spesa sanitaria deve ora passare le forche caudine del «Patto per la salute». E i governatori, ieri riuniti in via «straordinaria», stanno preparando la loro ricetta. Per un'intesa col Governo che - situazione politica permettendo - potrebbe arrivare entro fine anno. Perché il «Patto», nelle intenzioni, sarà la vera manovra per la sanità pubblica nei prossimi anni.

Leggi tutto l'articolo.
Costi standard da riscrivere daccapo, ma fuori dal «Patto», dando 5 anni di tempo per farcela alle regioni sotto piano di rientro ma intanto premiando chi ha i conti in regola. Almeno i 4mila posti letto da rottamare e decine di ospedaletti ai quali dare un apparentemente morbido («riconversione») addio. Una nuova stangata su farmaci e dispositivi medici. Il pugno di ferro per Policlinici e medici universitari. Camici bianchi del Ssn dirigenti solo dopo concorso. Basta ai medici di famiglia solisti: dovranno lavorare in team. Salvata dalla legge di stabilità, la spesa sanitaria deve ora passare le forche caudine del «Patto per la salute». E i governatori, ieri riuniti in via «straordinaria», stanno preparando la loro ricetta. Per un'intesa col Governo che - situazione politica permettendo - potrebbe arrivare entro fine anno. Perché il «Patto», nelle intenzioni, sarà la vera manovra per la sanità pubblica nei prossimi anni. - See more at: http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/farmaci-medici-ospedali-ecco-i-tagli-del-patto-salute#sthash.o7kv66SP.dpuf
Costi standard da riscrivere daccapo, ma fuori dal «Patto», dando 5 anni di tempo per farcela alle regioni sotto piano di rientro ma intanto premiando chi ha i conti in regola. Almeno i 4mila posti letto da rottamare e decine di ospedaletti ai quali dare un apparentemente morbido («riconversione») addio. Una nuova stangata su farmaci e dispositivi medici. Il pugno di ferro per Policlinici e medici universitari. Camici bianchi del Ssn dirigenti solo dopo concorso. Basta ai medici di famiglia solisti: dovranno lavorare in team. Salvata dalla legge di stabilità, la spesa sanitaria deve ora passare le forche caudine del «Patto per la salute». E i governatori, ieri riuniti in via «straordinaria», stanno preparando la loro ricetta. Per un'intesa col Governo che - situazione politica permettendo - potrebbe arrivare entro fine anno. Perché il «Patto», nelle intenzioni, sarà la vera manovra per la sanità pubblica nei prossimi anni. - See more at: http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/farmaci-medici-ospedali-ecco-i-tagli-del-patto-salute#sthash.o7kv66SP.dpuf

12 aprile 2013

Questa mattina Zaia, Coletto e Mantoan incontrano i direttori generali delle Ulss del Veneto

Dal sito della Regione Veneto
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Importanti novità in materia sanitaria saranno al centro di un incontro con i direttori generali e le direzioni strategiche delle Ullss e Aziende Ospedaliere del Veneto che il Presidente della Regione Luca Zaia ha convocato per domani, venerdì 12 aprile, nella sala conferenze di Palazzo Grandi Stazioni a Venezia.

Con Zaia saranno presenti l’assessore alla sanità Luca Coletto e il segretario regionale per la sanità e il sociale Domenico Mantoan.

Alle ore 11.00, nel corso di un punto stampa che si terrà nella stessa sede di Grandi Stazioni, il presidente Zaia presenterà gli argomenti trattati e le decisioni assunte.
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Una riunione che si preannuncia dunque breve. Vedremo cosa porterà.

23 novembre 2012

Il problema dei posti letto


Potrebbe non essere tale se...
Il parere di un medico dell'ospedale di Trecenta

La Dr.ssa Anna Bocchi, medico anestesista-rianimatore dell'ospedale "San Luca" di Trecenta, interviene a commento del post "Sanità: “siamo abbandonati”. Il potere delle forbici" che rimanda a un articolo di Ivan Cavicchi sul sito de Il Fatto Quotidiano.
Ecco il suo commento:
-----inizio documento
La questione dei tagli alla sanità e la razionalizzazione della spesa sanitaria è un argomento controverso, soprattutto perché viene talvolta letta a mio parere in modo non corretto. Il problema del taglio dei posti letto per esempio è disastrosamente amplificato e distorto. Non è vero che il taglio dei posti letto per acuti  lascerà gli ammalati senza assistenza, perché molti posti letto per acuti sono purtroppo occupati da pazienti cronici o da casi sociali. In realtà verranno ridotti i posti letto per acuti soprattutto in area chirurgica, decisamente sovradimensionati (l'indice di occupazione dei letti chirurgici generali e specialistici è di circa il 30%, cioè molto bassa), e verranno sostituiti da posti di lungodegenza e riabilitazione.
Molti dei pazienti che accedono ai reparti ospedalieri, arrivano dalle case di riposo e potrebbero essere trattati all'interno della residenza che li accoglie. In parole povere, se le case di riposo avessero un medico all'interno che garantisse una continuità assistenziale e se ci fosse maggior continuità assistenziale a livello territoriale, i reparti ospedalieri non sarebbero così sovraffollati e certe scene da girone dantesco dei nostri ps non ci sarebbero più.
Gli ospedali dovrebbero essere luoghi deputati alla diagnosi e cura di patologie acute ed impegnative, le patologie croniche possono e devono essere gestite nel territorio. Perciò se si comincerà a gestire i pazienti per intensità di cura, i posti letto non mancheranno. E a differenza di quello che si dice nel Fatto Quotidiano, non è vero che le regioni non hanno idee sul come fare. Nel nuovo PSSR del Veneto sono previste strutture intermedie che dovranno gestire le patologie a bassa intensità di cura e croniche (forse non è del tutto chiaro il come il dove e il chi le gestirà).

Dr.ssa Anna Bocchi
-----fine documento

20 novembre 2012

Patto Salute addio? Scaduto il termine del 15 novembre. Scattano 13 miliardi di tagli


L'argomento è stato toccato nel precedente post.
Segnalo un ulteriore articolo di quotidianosanita.it sulla scadenza, "nel silenzio di Governo e Regioni, [del] termine fissato dalla Spending review per la sigla del Patto per la Salute. A questo punto scattano le misure previste per beni e servizi, posti letto e per l'acquisto di prestazioni dal privato accreditato. Ma anche su farmaci e altri settori previsti dal decreto Tremonti".
...
16 NOV - C'era tempo fino a ieri, 15 novembre 2012, per stipulare il Patto per la Salute 2013-2015 tra Governo e Regioni. Come è noto questa data era l'ennesima proroga del Patto previsto in prima battuta (decreto Tremonti del 2011) entro aprile 2012. Poi una prima proroga al 31 luglio e infine, con la spending review di Monti, al 15 novembre.
Tutte misure che si aggiungono a quelle del luglio 2011 (ancora beni e servizi, tetto dispositivi medici, farmaci, ticket, per i quali servirà comunque una nuova norma attuativa dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bloccato il regolamento) per un totale di 13 miliardi di euro nel biennio 2012/2014.
...
Leggi l'articolo completo.

Sanità: “siamo abbandonati”. Il potere delle forbici

Mi è stato segnalato un articolo di  | 20 novembre 2012 sulla sanità che ho trovato tanto amaro quanto interessante. Lo segnalo a mia volta ai lettori del blog.


...Il 15 novembre è scaduto il termine per definire una mediazione sui tagli alla Sanità tra governo e regioni, ebbene a questo appuntamento, nel silenzio più generale, nessuno si è presentato, le Regioni senza idee e senza controproposte hanno come disertato. Cioè hanno valutato che margini di mediazioni non c’erano e quindi si sono sfilate da ogni possibile coinvolgimento abbandonando al loro destino milioni di persone.
La mancata sigla dell’accordo comporterà l’applicazione “senza mediazioni” di tutte le misure di contenimento della spesa del Ssn. Sia quelle del decreto Tremonti che quelle successive del Governo Monti, a valere dal 2013 in poi. Tra queste, i tagli ai beni e servizi, ai posti letto ospedalieri e alle prestazioni acquistate dal privato accreditato (specialistica e ospedaliera). Tutte misure che si aggiungono a quelle del luglio 2011 (ancora beni e servizi, tetto dispositivi medici, farmaci, ticket ecc), per un totale di 13 miliardi di euro nel biennio 2012/2014. Ricordo che negli ultimi 10 anni sono stati soppressi quasi 72000 posti letto senza che le Regioni abbiano provato a calcolare una banale “funzione di domanda” per capire se il bisogno di  cure ospedaliere, a causa dei tagli, sarebbe andato in eccesso o no. ...

10 ottobre 2012

Tagli anche ai permessi retribuiti per l'assistenza ai disabili (Legge 104)

Solo se si assisteranno figli o coniuge disabili i permessi saranno retribuiti completamente
Hanno terminato la riunione alle tre del mattino. Forse stanchi ma non esausti al punto da risparmiarci una nuova ingiustizia, i ministri del governo Monti hanno deciso che la retribuzione dei permessi per l'assistenza a un famigliare disabile sarà dimezzata se non si tratta di un figlio o del coniuge. Se ad esempio, il famigliare disabile è un genitore la retribuzione viene dimezzata.

ASSISTENZA DISABILI - Il Governo punta ancora sui disabili, per fare cassa. In questo progetto di Legge, la stretta è prevista su chi usufruisce dei permessi da legge 104 per l'assistenza a un famigliare disabile. Nello specifico, per i giorni di premesso (che sono tre al mese) si prevede una diminuzione della retribuzione al 50% a meno che non si tratti dello stesso dipendente della PA che usa il permesso per sua patologia, o che si tratti di assistenza a figli coniuge. Se quindi il permesso dovesse servire ad assistere genitori disabili, niente retribuzione intera.
TAGLI ALLA SANITA' - Anche la sanità sarà obiettivo di una sforbiciata. In particolare, si parla di una riduzione di un miliardo e mezzo di Euro dal 2013, a carico del sistema sanitario nazionale, per il quale si diminuirebbe il tetto di spesa per l'acquisto di dispositivi medici, passando dal 4,9 al 4%. Sul piede di guerra, non solo la compagine politica (Pd in primis), ma anche il settore dei sindacati, con la Camusso, e lo stesso Ministro Renato Balduzzi, che avrebbe definito i tagli insostenibili, poiché [vanno] a sommarsi a quelli dello scorso giugno. 
Leggi la notizia originale.

31 luglio 2012

Spending review, il senato approva. Per la sanità tagli per 6,8 miliardi da qui al 2015

fonte: quotidianosanita.it
Per la sanità cresce l'ammontare dei risparmi ora calcolati fino al 2015. Tagli ai farmaci, ai beni e servizi e ai posti letto.
Il testo passerà ora alla camera per l'approvazione definitiva.
Vai all'articolo originale dal quale leggere una sintesi delle modifiche apportate al testo originario, il maxiemendamento sul quale in governo ha posto la fiducia,  gli articoli di interesse sanitario e il testo dell'art. 15 "Disposizioni urgenti per l’equilibrio del settore sanitario e misure di governo della spesa farmaceutica" con le modifiche in grassetto (vedere, in particolare il comma 13, lettera c).