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04 marzo 2015

I problemi del "San Luca"

La chiusura di chirurgia nei fine settimana, la prossima riduzione dei posti letto in medicina, la carenza di personale a riabilitazione fisiatrica.

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" riporta all'attenzione del pubblico i problemi emergenti causati dal piano socio sanitario regionale.



notevoli difficoltà con l’applicazione delle schede ospedaliere
CHIUSURA DEL SERVIZIO DI CHIRURGIA DAL VENERDÌ (ORE 18) AL LUNEDÌ (ORE 8)
crea difficoltà a chi ha bisogno di interventi urgenti, e può incidere negativamente sulle necessità di altri reparti già ridimensionati(ostetricia-ginecologia-medicina)
RIDUZIONE DEI POSTI LETTO IN MEDICINA,
il San Luca potrà ricoverare solo il 60% degli acuti che avranno problemi
PROBLEMI A RIABILITAZIONE FISIATRICA:
l’avvio della neuroriabilitazione, buona offerta per gli altopolesani, sta creando
non pochi problemi al servizio di riabilitazione fisiatrica per mancanza di personale:
le liste d’attesa si stanno allungando in modo esponenziale
LA SANITÀ NON PUÒ FUNZIONARE SENZA PERSONALE

PER ASSUMERE SERVONO SOLDI – PER FAVORE USATELI BENE
ANZICHÉ “SPRECARLI”

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

21 febbraio 2015

Il Comitato per il "San Luca" scrive alla Procura: la chiusura di chirurgia d'urgenza è interruzione di pubblico servizio?

Il Comitato scrive anche ai comuni dell'Ulss 18 affinché chiedano alla Regione Veneto di bloccare IMMEDIATAMENTE l'applicazione delle schede ospedaliere.

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

20-02-2015
Alla Procura della Repubblica di Rovigo

E per conoscenza: Al Prefetto di Rovigo
Al Presidente della Regione Veneto
All’assessore alla Sanità Regione Veneto
Ai Consiglieri Regionali Polesani
Al segretario regionale alla sanità
Al Presidente della Provincia di Rovigo
Al vescovo di Adria e Rovigo
Al Direttore Generale Ulss 18
Al Presidente della Conferenza dei Sindaci ULSS18
Ai sindaci dell’Ulss 18
Oggetto: Sospensione del Servizio di Chirurgia d’urgenza
dalle 18 del Venerdì alle 8 del lunedì, presso l’Ospedale San Luca di Trecenta.

Visto che:
  1. si sono verificati casi clamorosi di decessi dovuti alla ricerca inutile di assistenza d’urgenza per mancanza di posti letto negli ospedali;
  2. l’urgenza deve essere garantita allo stesso livello in tutti gli ospedali per acuti e a tutta la popolazione, senza discriminazioni;
  3. a partire da oggi, 20 febbraio, per il fine settimana (dalle 18 del venerdì alle 8 del lunedì) è interrotto il servizio di chirurgia d’urgenza al San Luca, servizio che dovrebbe servire un territorio con 85.000 abitanti e con complessa viabilità;
  4. il San Luca, a differenza di altri Ospedali Polesani, dista ben 35 chilometri dall’ospedale di Rovigo e il ricovero per interventi d’urgenza di cittadini altopolesani dovrebbe essere fatto nell’ospedale più vicino (salvo casi particolarmente complessi);
  5. una carenza del genere può incidere negativamente sull’efficienza di altri reparti (già ridimensionati) a causa di possibili emergenze interne (ostetricia - ginecologia – medicina),
allo scopo di evitare gravi rischi per la salute ai nostri concittadini altopolesani,
chiediamo a questa spettabile Procura,
una valutazione dell’ipotesi di “Interruzione di pubblico servizio”

Scusandoci per il disturbo, porgiamo distinti saluti.

Per il Comitato - la portavoce Jenny Azzolini

10 febbraio 2014

Ultime notizie sull'ospedale di Trecenta

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Portavoce Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 04 – 02 - 2014


Ultime notizie sul "San Luca"

Noi vogliamo invitare gli altopolesani a non lasciarsi andare a profezie drammatiche (“i dise ch’i lo sara…”), ma ad esami obiettivi dell’efficienza del nostro ospedale e ad analisi attente delle responsabilità istituzionali: Regione (che assegna i fondi ai direttori generali), Dirigenti ULS, Sindaci.
Non va trascurato il danno che deriva dal disinteresse di troppi cittadini nei vari paesi, ma è bene che i cittadini siano informati in modo chiaro e comprensibile.

Per essere di aiuto in questo compito, il Comitato Altopolesano per il San Luca si impegna a fornire in tempi relativamente brevi un elenco dettagliato delle prestazioni e delle risposte che possiamo trovare nell’ospedale di Trecenta, cui contiamo di aggiungere informazioni sui servizi territoriali, una volta definito il quadro che sarà frutto del lavoro della dirigenza dell’azienda e dell’impegno di collaborazione dei sindaci.

L’esame delle schede ospedaliere suscita notevoli perplessità per quanto riguarda il San Luca: è prevista infatti una riduzione sensibile dei posti letto, compensata solo in parte da posti letto nelle strutture intermedie.
E non ci piace quanto abbiamo sentito dire sabato scorso dal vicepresidente della V Commissione Sanità Regionale, che cioè tagli importanti sono stati fatti solo nel pubblico, per noi non è in discussione la priorità del servizio pubblico rispetto al privato.

Ma la situazione suggerisce qualche riflessione ulteriore sul progetto regionale.

1) Le previste strutture intermedie prendono in carico pazienti che hanno superato la fase acuta della malattia ma hanno ancora problemi tali da non permettere loro il passaggio dall’ospedale alla propria casa con notevoli problemi per il paziente e suoi familiari. Ovviamente le strutture suddette devono affrontare costi per personale, farmaci, ecc., ma la regione prevede una diminuzione della spesa aziendale.
Meno soldi per qualche servizio in più: sarà possibile solo se tali strutture saranno attivate all'interno degli ospedali recuperando ambienti e personale precedentemente legato alla quota di posti letto per acuti che verranno “tagliati”. Questa pare la sfida su cui contare.

2) Il progetto però prevede un peso economico per il cittadino che dovrà spendere per le degenze sanitarie superiori ai 30 giorni.
NB.le degenze che superano tale periodo sono in genere legate a problemi di gestione familiare o sociale.

3) I tempi di realizzazione possono essere brevi se si tratta di una riconversione ospedaliera, perché al San Luca non mancano spazi e attrezzature; ma diventa insufficiente il personale, già scarso numericamente).
Resta sempre determinante il finanziamento della Regione.
Consola il fatto che la riduzione dei posti letto ospedalieri dovrà comunque avvenire - per legge - contemporaneamente all’attivazione dei posti letto per l’assistenza territoriale.

4) E’ stata aumentata l’offerta al San Luca del servizio di chirurgia a bassa complessità e per appuntamento, ed è previsto un servizio riabilitativo di più elevato livello.
Preoccupa la mancata citazione, nelle schede, di Chirurgia d’urgenza-emergenza e di Ginecologia.
Visto l’attuale potere di attrazione del nostro ospedale si teme che, se viene ridotto al San Luca il servizio di Ginecologia-Ostetricia, le donne che ora fanno riferimento a Trecenta non si rivolgano in massa all’ospedale di Rovigo e ciò comporterebbe un ulteriore problema economico per l’ULSS 18.
Per ostetricia-ginecologia verrà mantenuto il punto nascita che garantisce il parto in analgesia per circa il 30% dei parti naturali e viene mantenuta un’eccellenza quale la procreazione assistita.
Il fatto che resti il Punto Nascite, e quindi il reparto, fa sperare che si risolva positivamente anche il discorso ginecologia che non comporta particolare peso economico suppletivo.
Senz’altro verranno mantenuti al San Luca gli interventi ginecologici in regime di day surgery.

5) Rimarranno attivi gli altri servizi per acuti: Pronto Soccorso, Radiologia, Terapia Intensiva, Medicina.

Preoccupa (non poco) una dichiarazione poco chiara del Segretario Regionale della Sanità Veneta dottor Mantoan: “le risorse ci sono – è problema di pianificazione e condivisione”. Ora, dopo altre affermazioni come “la spesa sanitaria crescente per affrontare la cronicità” e “la sostenibilità sociale si realizza attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini e della comunità” il burocratese un po’ criptico del segretario regionale non è per noi tranquillizzante.

Noi non perderemo di vista le azioni che si succedono.

PS: negli ultimi tempi intanto si nota una crescita sensibile del numero di automobili nel parcheggio ospedaliero. Questo per noi significa qualcosa di positivo.

Per il Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca
La portavoce prof. Jenny Azzolini

Scarica il documento in formato pdf.

21 novembre 2013

I numeri del 118 Provinciale

(dal sito ndell'Ulss 18)

La Centrale Operativa SUEM 118 è la struttura che fornisce una risposta alle richieste di urgenza ed emergenza medica provenienti dalla popolazione attraverso il numero unico 118. Il SUEM garantisce gli interventi sanitari sul territorio di competenza che si estende dall'Ulss 18 di Rovigo all'Ulss 19 di Adria e ad una parte dell'Ulss 14 di Chioggia (VE) per quanto riguarda il territorio di Cavarzere (VE).

La sola Provincia di Rovigo conta 244.671 abitanti ed i mezzi di emergenza sono dislocati sull’intero territorio con basi operative nelle località di Adria, Porto Viro, Porto Tolle, Rovigo, Trecenta, Castelmassa e Cavarzere (VE). Nel periodo estivo vengono inoltre attivate le postazioni stagionali di Rosolina Mare, Bonelli, Boccasette ed Albarella.
Osservando i dati relativi al primo semestre del 2013 contiamo circa 50.000 chiamate pervenute da tutto il territorio provinciale di competenza. I conseguenti interventi effettuati sono 5.580 e 4.150 pazienti soccorsi nella sola ULSS 18 . Il tempo che l’ambulanza impiega, in media, dalla sua partenza all’arrivo sul luogo dell’intervento, rientra nei parametri del T20: meno di 20 minuti per raggiungere anche il territorio extraurbano. Il tempo globale, parametro che indica quanto il mezzo rimane impegnato per lo svolgimento della missione, si attesta nella maggior parte dei casi sui 30’-60’minuti.
La fascia di età che ricorre maggiormente agli interventi del 118 è sicuramente quella degli ultra settantenni.
Leggi la notizia completa.

09 novembre 2012

Al San Luca si completa l'organico del 118

Da dicembre si stabilizzerà il servizio di pronto intervento
Assunti due anestesisti-rianimatori a tempo indeterminato


L'emergenza territoriale è affidata al 118 che ha la sua centrale operativa a Rovigo. Data l'estensione del territorio esistono due punti di soccorso medico, Rovigo e Trecenta. Nell'altopolesine i punti di soccorso sanitario mobile (ambulanza con autista-soccorritore ed infermiere professionale) sono dislocati a Trecenta e a Castelmassa.
Fino ad oggi l'organizzazione del servizio era basata su un organico medico proprio del 118 (5 medici + 1 primario) affiancato, a Trecenta, da medici anestesisti dipendenti dell'Ulss e da medici appartenenti ad una cooperativa i servizi.
L'assunzione di 2 medici anestesisti-rianimatori nell'organico del 118 che andranno a sostituire i medici della cooperativa - aldilà di considerazioni sulla qualità delle prestazioni che non è giusto fare perché sede non adatta (tra i medici della cooperativa ci sono degli ottimi professionisti pur non essendo anestesisti-rianimatori) - comporterà sicuramente alcuni vantaggi, il principale di questi sta nella continuità.
I medici appartenenti all'organico aziendale conoscono il territorio, le dinamiche ed i percorsi diagnostico-terapeutici, evitando perdite di tempo e trasferimenti in sede non idonea. Per esempio, alcuni tipi di ictus ischemici possono giovarsi di trombolisi solo se giungono in stroke entro 3 ore dall'esordio dei sintomi. E' ovvio che il corretto inquadramento diagnostico, la conoscenza del protocollo aziendale e il trasferimento del paziente nella sede idonea, fanno la differenza sulla prognosi. I medici esterni all'azienda sono spesso non specialisti che, a volte, fanno a Trecenta solo qualche turno sporadicamente.
Prossimamente, si parla a partire dal 1° dicembre, l'organico medico del 118 in alto Polesine sarà costituito completamente da medici dipendenti dell azienda, con tutti i vantaggi che ciò può dare al territorio.

15 gennaio 2012

Venerdì 27 gennaio 2012, una riunione decisiva per l'ospedale di Trecenta



Ormai è sicuro, la riunione chiesta dai sindaci dell'altopolesine per mettere alle strette la regione veneto sul destino del San Luca si terrà venerdì 27 gennaio 2012, alle 15.30, in prefettura a Rovigo.
Il prefetto di Rovigo, Dr.ssa Romilda Tafuri, che si è prestata a rappresentare le esigenze dei sindaci, è finalmente riuscita ad avere la disponibilità di tutte le figure istituzionali necessarie e, in particolare, quella dell'assessore regionale alla sanità Luca Coletto.
Coletto, questa volta, dovrà dire chiaro le intenzioni vere della giunta regionale. Basta genericità, mistificazioni e ipocrisie. L'ospedale per sopravvivere ha bisogno di rimanere un ospedale per acuti e questo significa che si dovrà ripristinare quanto è stato tagliato, che si dovrà smettere di dirottare gli utenti verso altre strutture pubbliche o private per creare le condizioni o, meglio, i pretesti, per chiudere l'ospedale.
Non si potrà più giocare con le parole. Non si parli di razionalizzazione perché questo, per l'ospedale di Trecenta, ha sempre significato una sola cosa: tagli di reparti e servizi!
Al San Luca non rimane più niente da tagliare. Ciò che va eliminato, espulso, è la politichetta delle convenienze elettorali. L'assessore Coletto non si illuda: non ci faremo più prendere per i fondelli! Se ci vorrà infinocchiare ce ne accorgeremo e ne tireremo tutti le conseguenze.