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24 febbraio 2026

“San Luca”, ridotti da 40 a 30 i posti letto del reparto di Medicina

L’Ulss 5 Polesana comunica la nomina del nuovo Direttore del reparto di Medicina.
Ufficializzato il taglio di dieci posti letto.


Il Gazzettino 18 febbraio 2026, pag X

È stato nominato il nuovo direttore del reparto di Medicina generale di Trecenta. Bene, buon lavoro a lui e ai suoi collaboratori.

Tuttavia a chi segue le vicende dell’ospedale “San Luca” non è però sfuggito un dettaglio assai rilevante e preoccupante. Nel comunicato stampa dell’Ulss si afferma che il reparto dispone di 30 posti letto attivi (erano 40). E questo significa che l’ospedale ha perso altri dieci posti letto.

Durante l’estate era consuetudine dell’Ulss far “pesare” sull’ospedale di Trecenta la turnazione per ferie del personale dipendente dimezzando i posti letto attivi di medicina, perdendo sostanzialmente un’ala del reparto. A Fine estate venivano poi ripristinati. Nel 2025 non è accaduto.

Nel post del 16/10/2025 “È confermato: al San Luca non sono stati ripristinatii posti letto di Medicina dopo le ferie estive” riportavamo le dichiarazioni del Nursind, il sindacato degli infermieri, secondo il quale i posti letto non erano stati riattivati a Medicina dopo le ferie.

Ora è la stessa Ulss a confermarlo.

Il “San Luca” dispone ormai di soli 70 posti letto in totale: 30 a Medicina, 16 nel reparto di riabilitazione fisica, 4 in terapia intensiva e 20 in chirurgia (che però funziona soltanto dal lunedì al venerdì, sabato e domenica chiude!).

Di questo passo dove andremo a finire?

Il Piano Socio Sanitario Regionale (Pssr) è scaduto da tempo, che cosa ci sarà per l’ospedale di Trecenta nel nuovo?

Altopolesani protestiamo! Facciamoci sentire, informiamo i sindaci dei nostri Comuni, i candidati per i quali abbiamo votato, i politici che conosciamo. Nessuno di loro si può chiamare fuori dalla responsabilità di assicurare anche in altopolesine un’assistenza sanitaria decente.

21 febbraio 2026

Ulss 5, bilancio di fine mandato ma senza accenni ai problemi

La replica di Guglielmo Brusco

Il Dg dell’Ulss 5 al termine del proprio mandato, salvo rinnovo, fa il bilancio di questi tre anni ma evita accuratamente di citare i problemi della sanità polesana.

Nel comunicato stampa, infatti, non c’è nessun cenno all’inchiesta della Procura sugli appalti dell’Ulss o sulla definitiva trasformazione del Pronto Soccorso di Trecenta in Punto di Primo Intervento. E nulla da dire sulla perdita di tre primari e di due dirigenti medici che hanno scelto di lavorare per altre Ulss.

Vanta il prossimo avvio delle Case della Comunità ma intanto taglia prestazioni nei Punti Sanità di Badia Polesine e Castelmassa (si veda il precedente post «L’Ulss 5 ordina lo stop alle infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio») vale a dire in quelle sedi dove invece i servizi dovrebbero essere potenziati per concretizzare le finalità delle stesse Case della Comunità. Dichiara un aumento record dell’attività chirurgica al San Luca (dal lunedì al venerdì, sabato e domenica il reparto viene chiuso) ma i pazienti ortopedici che si operano a Trecenta devono poi andare all’ospedale di Rovigo per togliere i punti, le medicazioni e le visite di controllo (vedi il post «SanLuca: pazienti inviati a Rovigo per le medicazioni e i controllisuccessivi agli interventi ortopedici»). Nessun cenno alle liste d’attesa mentre lo Sportello per il Diritto alle Cure organizzato dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca ha assistito, nel primo anno di attività, decine di persone presentando 105 ricorsi contro i tempi di risposta eccessivi o le mancate prese in carico.

Definisce la sanità polesana «in buona salute, inserita in un contesto regionale tra i migliori a livello nazionale» ma tutti abbiamo la netta e concreta sensazione dell’esatto contrario.

Si veda l’articolo del Gazzettino qui sotto.


Il Gazzettino, 16 febbraio 2026

Di tutt’altro avviso Guglielmo Brusco, assiduo lettore dei documenti prodotti dalla stessa Ulss 5, che partendo proprio dai dati pubblicati dall’Ulss mette in evidenza le criticità della sanità nella nostra provincia. Dalla speranza di vita più bassa del Veneto alla contestazione degli interventi chirurgici a Trecenta, poco più di mille e in calo rispetto al 2024.

Ma è nel confronto con il privato convenzionato che le statistiche concretizzano le difficoltà delle strutture pubbliche: a Santa Maria Maddalena e a Porto Viro si opera di più che a Trecenta; mentre a Trecenta e Adria diminuiscono i ricoveri (2.000 a Trecenta, 4.000 ad Adria) nelle cliniche private si arriva a 8.000. Calano le prestazioni ambulatoriali e specialistiche: da 1.008.651 del 2024 a 877.471 del 2025, e ne sanno qualcosa i polesani in lista d’attesa. Infine c’è un buco di oltre 200 dipendenti sul Fabbisogno del Personale per il 2026.

Tutti i dettagli nell’articolo sotto riportato.


Il Gazzettino, 17 febbraio 2027

02 febbraio 2026

Ospedale di Trecenta: dopo l’intervento i pazienti di ortopedia costretti ad andare a Rovigo

TGR Veneto

Il "San Luca" è una struttura al servizio di 70 mila cittadini dell'Alto Polesine che ha subito una serie di tagli a personale, reparti e servizi



01 febbraio 18:33
Antonello Profita, montaggio Andrea Lucchetta

A Trecenta, nell'Alto Polesine, c'è un comitato che da anni è impegnato nella difesa dell'ospedale San Luca, una struttura al servizio di 70 mila cittadini che ha subito una serie di tagli a personale, reparti e servizi.

Il comitato questa volta, pur sottolineando capacità e impegno del personale sanitario, denuncia il grave disagio che devono sopportare i pazienti di ortopedia che hanno subito un intervento chirurgico costretti ad andare all'ospedale di Rovigo per le medicazioni e le visite di controllo.

Guarda il servizio





30 gennaio 2026

San Luca: pazienti inviati a Rovigo per le medicazioni e i controlli successivi agli interventi ortopedici

L’intervento a Trecenta, la medicazione a Rovigo, la riabilitazione a Trecenta.
Un disagio da risolvere rapidamente


L'ospedale "San Luca" di Trecenta

La chirurgia dell’ospedale di Trecenta lavora moltissimo, l’ortopedia in particolare: medici, infermieri e operatori socio sanitari si prodigano per rispondere alle esigenze della popolazione che, in particolare dall’altopolesine, si rivolge al “San Luca”.

Insomma “produce molto”, come direbbe un direttore generale di Azienda Ulss o il direttore tecnico di un’azienda metalmeccanica.

E allora perché non completare il “ciclo produttivo”?

Accade, infatti, che a fronte dei molti interventi ortopedici i pazienti debbano poi recarsi all’ospedale di Rovigo per togliere i punti di sutura e per le medicazioni e i controlli normalmente necessari dopo l’operazione.

Con un piccolo sforzo, con qualche “risorsa umana” in più, si potrebbero eseguire al “San Luca” anche queste attività di routine, senza trasferimenti a Rovigo. Tanto più che presso l’ospedale di Trecenta è presente anche il reparto di riabilitazione fisica che spesso è chiamato a completare il percorso di cura.

Manca solo un tassello per rendere autonomo l’ospedale dell’altopolesine nella gestione degli interventi ortopedici. Uno sforzo che l’Ulss 5 dovrebbe fare dedicando, tutto sommato, una modesta quantità di risorse, col vantaggio di risparmiare agli assistiti onerosi e disagiati trasferimenti a Rovigo.

Gli altopolesani sono, da anni, costretti a percorrere tutta la provincia, spesso fino a Porto Viro, per esami e visite. Aggiungere altri trasferimenti per normalissime medicazioni e controlli postoperatori è un’ulteriore vessazione che dovrebbe essere rapidamente risolta.

30 gennaio 2026

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca


03 aprile 2024

Ospedale "San Luca". Il nuovo direttore generale dell'Ulss 5 tra promesse e propaganda

Il nuovo direttore generale dell'Ulss visita il "San Luca" e l'approccio non è dei migliori:

"No al ripristino del Pronto Soccorso". Ben che vada ci sarà forse un medico in più, la notte, per non lasciare il Punto di Primo intervento completamente sguarnito in caso di chiamate al 118.

E poi l'esaltazione dell'ospedale di comunità, una struttura che fornisce soltanto un'assistenza di tipo infermieristico e che potrebbe essere collocata anche esternamente all'ospedale, in un punto sanità o in una casa di riposo.

Per il nuovo direttore generale dell'Ulss 5 Polesana i problemi del "San Luca" consisterebbero nelle "polemiche alimentate" dal nostro comitato per il "presunto ridimensionamento dell'ospedale" (vedi Rovigo News https://www.rovigo.news/il-dg-dellulss-5-polesana-pietro-girardi-ha-incontrato-la-sindaca-anna-gotti/).

Di seguito si riporta la risposta del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca".

------INIZIO DOCUMENTO

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

Aderente a CoVeSaP, Coordinamento Veneto Sanità Pubblica - sito internet: https://ospedaletrecenta.blogspot.com/

Cominciamo male!

Per il nuovo direttore generale dell'Ulss 5 Polesana i problemi del "San Luca" consisterebbero nelle "polemiche alimentate" dal nostro comitato per il "presunto ridimensionamento dell'ospedale" (vedi https://www.rovigo.news/il-dg-dellulss-5-polesana-pietro-girardi-ha-incontrato-la-sindaca-anna-gotti/).

Come non fosse vero che:

  • dei 132 posti letto programmati dalla regione ne sono attivi solo 80;

  • il Pronto Soccorso non è più stato ripristinato dopo il Covid;

  • gli accessi al Punto di Primo Intervento si sono ridotti di 5.000 unità ;

  • l'orario di funzionamento del Laboratorio Analisi è stato limitato a sole sei ore al giorno;

  • il reparto di Riabilitazione, a fronte dei 50 posti programmati e 26 inaugurati, ne ha attivi soltanto 16 (o 20);

  • l'ospedale ha un solo vero reparto per acuti, quello di Medicina, coadiuvato dalla terapia intensiva;

  • la Chirurgia svolge solo interventi programmati che si risolvono dal lunedì al venerdì: chiude il sabato e la domenica.

L'Ulss 5 vive di propaganda, getta fumo negli occhi, confonde le acque. Come quando spaccia per reparto ospedaliero l'ospedale di comunità che, invece, dispone soltanto di assistenza infermieristica e che potrebbe essere collocato anche esternamente all'ospedale, in un punto sanità o in una casa di riposo.

Ma l'ospedale di Trecenta no, non vive di propaganda. Vive se viene ripristinato il Pronto Soccorso, se accoglie reparti e servizi utili alla popolazione.

Nessun ospedale in Veneto è stato tanto taglieggiato dai Piani Socio Sanitari Regionali. E l'Ulss 5 non da attuazione nemmeno a quelli.

Le soluzioni proposte dal nuovo direttore generale sono lontanissime dal necessario: un medico in più per il Punto di Primo Intervento non lo trasformerà in un Pronto Soccorso. Promettere di valorizzare l'ospedale con "reparti e servizi di eccellenza oltre che con l’ospedale di comunità" suona come una presa in giro. Ci basterebbe la normalità.

All'ospedale di Trecenta SERVE MOLTO, MOLTO DI PIU'

Data, 2 aprile 2024

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

-----FINE DOCUMENTO

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03 marzo 2024

«Un ospedale dimenticato» Sit-in e volantini a Trecenta. Articolo del Corriere del Veneto del 27 febbraio 2024

Riporto l'articolo pubblicato dal Corriere del Veneto, che ringraziamo per l'attenzione, lo scorso 27 febbraio. Preciso soltanto che il "San Luca" non è in concorrenza con Adria e Rovigo, anche loro taglieggiati dagli ultimi piani sociosanitari regionali, ma la sanità privata, convenzionata o meno, che ha beneficiato dei tagli agli ospedali pubblici per le favorevoli politiche adottate dall'amministrazione regionale.

L'articolo riporta la replica dell'Ulss 5 Polesana. Interessante il tentativo di spostare l'attenzione, una vecchia tecnica abitualmente utilizzata in passato e sempre più caratterizzante la comunicazione dell'ente. L'Ulss 5, infatti, accusa il Comitato di lamentare la chiusura del laboratorio analisi mentre il problema reso noto all'opinione pubblica è la riduzione dell'attività dello stesso a sole sei ore giornaliere. E questo, per l'utente, cambia parecchio.

Ma l'apice del travisamento riguarda la riabilitazione fisica. Il dato di soli 16 posti letto attivi - a fronte dei 26 inaugurati e dei 50 previsti nel 2019 dalle schede ospedaliere del Piano sociosanitario regionale - ce lo ha fornito l'Ulss stessa nelle persone del Direttore Generale, del Direttore Sanitario, del Direttore Amministrativo e di quello ai Servizi Socio Sanitari, nell'incontro che il comitato ha avuto lo scorso 24 gennaio.

Ora, magicamente, i posti letto attivi sarebbero 20. Da quando? Dallo scorso 20 febbraio! Sei giorni prima della nostra manifestazione.

Sarebbe bello che qualcuno, avendone il potere, andasse a verificare, reparto per reparto, quanti sono i letti effettivamente attivi. Un lavoro che potrebbero fare i sindaci dell'altopolesine.



«Ospedale di Trecenta dimenticato dopo il Covid» Domani sit-in. Articolo pubblicato sul Corriere del Veneto il 25 febbraio 2024


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28 febbraio 2024

San Luca: cresce la protesta. Articolo pubblicato sul Gazzettino lo scorso 27 febbraio 2024

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Per il "San Luca" serve MOLTO, MOLTO DI PIÙ. Le foto del sit-in davanti all'ospedale e al mercato di Trecenta

Lo scorso lunedì 26 febbraio 2024 si è svolto il sit-in promosso dal Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca". La maggior parte delle immagini che seguono sono state riprese davanti all'ospedale, le ultime tre durante il mercato settimanale a Trecenta.

Grazie ai numerosi partecipanti provenienti anche dai comuni limitrofi, come Badia Polesine, Lendinara, Castelnovo Bariano, Castelguglielmo.

Rimaniamo in contatto, c'è ancora molto da fare.

p. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"
il portavoce - Pietro Tosarello





















22 febbraio 2024

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" sarà lunedì 26 febbraio davanti all'ospedale di Trecenta

Lunedì 26 Febbraio 2024, ore 7.30
Manifestazione davanti all'Ospedale di Trecenta
Per il "San Luca" serve MOLTO, MOLTO DI PIÙ

Prevediamo di rimanere un paio d'ore per intercettare le persone che si recheranno al laboratorio analisi e di trasferirci poi in piazza a Trecenta al mercato settimanale.
In questa immagine un riepilogo dei problemi esistenti.

Invitiamo a partecipare quanti hanno a cuore il futuro della sanità pubblica.



05 giugno 2019

Benazzo (Cgil): all'Ulss 5 Polesana, nonostante l'azione dei sindaci e del sindacato, pesanti i tagli negli ospedali pubblici

fonte: RovigoOggi.it

Davide Benazzo, segretario provinciale di FP Cgil Rovigo fa un resoconto dei posti letto e delle apicalità che si sono perse in provincia di Rovigo dopo l’approvazione delle schede ospedaliere


“I comunicati dell’Ulss e molti messaggi nei social mi ricordano molto la sindrome di Stoccolma. La sanità pubblica del Polesine non ha avuto regali da nessuno, si è semplicemente, grazie alle manifestazioni di protesta in primis dei sindaci e della Cgil, ridotto i tagli e ha conservato parti estremamente importanti per i nostri servizi (tra questi la chirurgia e urologia di Adria e la terapia intensiva di Trecenta, oltre alla classificazione “Spoke” di Adria)”. A parlare è il rappresentante della Cgil di Rovigo, Davide Benazzo che commenta le schede ospedaliere da poco approvate dalla giunta regionale.  
“Di fatto - analizza Benazzo - anche con le ultime modifiche, confrontando il tutto con la situazione esistente (diversa dalla programmazione del 2013 mai arrivata a completa applicazione), questo è il risultato: l’ospedale di Trecenta perde l’apicalità di chirurgia e di anestesia e rianimazione, perde 2 posti letto in chirurgia, 10 in ginecologia e, cosa più rilevante, perde 5 posti letto di riabilitazione spinale”
Il rappresentante della Cgil prosegue rilevando che l’ospedale di Rovigo perde l’Usd di ematologia, di dermatologia, di fisica sanitaria e della terapia del dolore, perde 29 posti letto tra lungodegenza e riabilitazione. 
“L’ospedale di Adria perde l’apicalità di Orl, di pediatria, della direzione medica, della farmacia ospedaliera, della radiologia e l’Usd di cardiologia, anatomia patologica e di medicina trasfusionale, perde 9 posti letto di chirurgia, 2 di oculistica, 4 di Orl, 9 di ortopedia (perde i posti letto ordinari e il Centro trauma di riferimento passa a Porto Viro), 12 di ostetricia e ginecologia, 4 di pediatria”. 
Benazzo spiega anche che nell’area materno infantile si sono create le stesse condizioni di 10 anni fa a Trecenta che poi hanno portato alla chiusura del punto nascite. “A questo si aggiunga che tutte le strutture, compresa la classificazione in “Spoke” di Adria, rimangono sotto esame della direzione dell’Area sanità e sociale della Regione con valutazione finale in base al decreto ministeriale 70 e al Piano nazionale esiti dell’Agenas che, alla luce dell’importante sofferenza degli organici che sta mettendo in discussione la stessa erogazione dei servizi, del bacino d’utenza chiaramente troppo basso anche a causa della legge regionale di riforma delle Ulss, della forte competizione del privato, vero vincente di queste schede ospedaliere, rimanda solo di due anni ulteriori tagli con il forte rischio di marginalizzazione della nostra provincia, in barba all’articolo 4 del Piano socio sanitario regionale che prevede la salvaguardia delle specificità tra cui il Polesine. Da sottolineare poi il tentativo di giustificare i tagli con l’evoluzione della sanità che dovrebbe vedere sempre più ridurre l’attività ospedaliera a vantaggio del territorio quando le stesse schede decretano un rafforzamento degli ospedali privati. 
Secondo Benazzo, l’ospedale di Porto Viro quasi raddoppia l’attività chirurgica (più 11 posti letto di chirurgia e 10 di ortopedia) diventando Centro trauma di riferimento del Basso Polesine e aumenta di 4 posti la riabilitazione, a cui si aggiungono 15 posti di extra Regione e 12 di comunità.  
“L’ospedale privato di Rovigo cede 10 posti di chirurgia a fronte dell’aumento di 20 posti di medicina e 20 di riabilitazione, passando da 70 posti letto totali a 100 (incremento posti letto di quasi il 50%). L’ospedale di Santa Maria Maddalena vede fortemente implementare l’attività chirurgica dove i posti letto diventano ordinari e ai quali si sommano altri 31 posti letto per l’extra regione”.
Benazzo ritiene utile anche sottolineare che dal 2010 al 2017 (“dati Ulss”) “il costo della produzione, cioè quanto speso per la nostra sanità, è passato da circa 580 milioni a 547 e il costo del personale da 152 a 147 milioni. In merito poi agli investimenti strutturali utile ricordare che quanto finalmente ora si sta realizzando, compreso il nuovo laboratorio, sono progetti che risalgono a ben prima che arrivasse il dottor Compostella e che risolvono situazioni fortemente in difficoltà soprattutto nella parte vecchia dell’ospedale.
Per vedere anche il bicchiere mezzo pieno, oltre a riconoscere positivo il risultato delle iniziative di protesta con il recupero di parte dei tagli, riteniamo positiva la scelta di invertire la precedente programmazione del 2013 mantenendo con un leggero aumento i posti letto dell’Area medica anche alla luce di una mancata riforma del territorio, da circa 8 anni fiore all’occhiello della Regione come le mai realizzate medicine di gruppo integrate, che purtroppo continua a determinare un intasamento dei pronto soccorsi e dei reparti medici che spesso ricoverano ben oltre alla normale capienza”. 
Articolo di Sabato 18 Maggio 2019

21 settembre 2017

Ospedale di Trecenta. BASTA LA SALUTE?


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

data 16 settembre 2017

BASTA LA SALUTE?


Ci sembra purtroppo che continuino nella sanità scelte che non tengono sempre conto di caratteristiche ambientali e umane. Le decisioni regionali ignorano peculiarità che la regione stessa ha voluto apporre al PSSR, quale la specificità territoriale del Polesine, e le decisioni della direzione dell’Asl 5 sempre più appaiono frutto di “creatività fantasiosa” piuttosto che di seria programmazione.
Facciamo esempi pensando a quanto detto dal dott. Compostella a Trecenta in Consiglio Comunale.
La neuroriabilitazione non può considerarsi un fiore all’occhiello se i servizi delle stanze e gli ausili non sono attrezzati per persone con disabilità. E’ ottima la professionalità  del personale, ma non sono utilizzabili adeguatamente i servizi. E non è di poco conto la mancanza della Risonanza Magnetica perché il trasporto di un paziente a Rovigo crea disagio,costa, impegna personale, rende il tutto poco tempestivo e quindi meno efficace. A meno che non si faccia lavorare meglio e di più quelle che ci sono. Dimenticavo: per farle funzionare ci vorrebbero altri radiologi che non ci sono (sono già in carenza) ed è anche per questo che ci sono lunghe liste d’attesa.
L’aumento del numero delle stanze di astanteria, al pronto soccorso, si sta trasformando nell’occupazione della stanza attrezzata anni fa proprio per una risonanza magnetica mai arrivata.
PMA: manca personale infermieristico-medico-sociosanitario e amministrativo. Gli infermieri presenti sono così tenuti a compiere diverse funzioni.
Perché sentiamo parlare di riduzione dell’attività di chirurgia ortopedica e poi vengono concessi 5 posti letto proprio per interventi Ortopedici a Porto Viro?
Attività radiologiche: Liste d’attesa indecenti e deserto nelle sale d’attesa. Poi c’è l’enigma del sabato: la presenza di operatori, ma senza appuntamenti.
Quando si dice l’organizzazione...)
Ambulatorio oncologico: riduzione del personale che, formalmente, si dice trasferito a Rovigo per ADDESTRAMENTO in attesa del servizio terapie in day surgery.
Si sta ignorando il problema di angiologia medica ed ematologia che si presenterà gravissimo con il prossimo pensionamento del primario dott. Ramazzina che, oltre a lasciare un enorme vuoto umano e professionale, lascerà scoperte 850 visite ematologiche l’anno. E poiché la (dichiarata) carenza di ematologi comporta già liste di attesa di 1 anno a Rovigo, è verosimile che questi pazienti si troveranno senza riferimento.
Servizio di medicina di base: un’assemblea tenuta a Baruchella annunciava per l’inizio di luglio l’allargamento della partecipazione di medici per il 1° luglio. Subito dopo è stato bloccata l’operazione.
Ambulatori: se non c’è il deserto il pomeriggio come tempo fa, c’è il deserto la mattina. La richiesta di un calendario dei servizi più volte avanzata non riesce a trovare risposta: non si è assolutamente in grado di contare su un quadro preciso con giorno - ora - scadenze dei servizi. Ma sappiamo che gli ambulatori vuoti sono dovuti per la gran parte alla carenza di personale (medico e infermieristico), aggravata dall'unificazione con Adria. Si parla di personale inferiore per il 13% rispetto alla Pianta Organica = 436 figure in meno.
Sono numeri che ci portano a ringraziare quotidianamente il personale che attualmente lavora spesso in  difficili condizioni.

Innumerevoli sono stati i tentativi del Comitato altopolesano dei Cittadini per il San Luca di sensibilizzare l'Ulss sui problemi del San Luca. Con risultati molto scarsi.
E martedì 12 sett. il Dg dell'Ulss nelle critiche al suo operato vede una sorta di complotto denigratorio (!?). Ovviamente inesistente. Ma la relazione tecnica, letta a sostegno delle sue affermazioni, conferma quanto da noi denunciato.
E ci dispiace sentire, anche in questa occasione, l'irritazione del presidente del Comitato dei Sindaci per quanto «viene riportato» sulla stampa.
Collaborare con l'Ulss per noi non significa accettare passivamente le decisioni spesso illogiche e disorganizzate che vengono dalla dirigenza. Punitive per i cittadini e sfregio al diritto alla salute.
E temiamo per il futuro.
Ricordare le dichiarazioni di Compostella radicalmente diverse nel tempo (3 maggio2016: «Troppi tre ospedali e tre case di cura» Pronto il piano dei tagli
6 maggio: «Nessun taglio agli ospedali» «non esiste alcun piano di tagli per l'Ulss 5 Polesana» non ci aiuta a sperare.
Temiamo ad esempio che il REPARTO VACCINAZIONI possa essere spostato arbitrariamente…
Noi segnaleremo nuovamente alla Corte dei Conti la situazione che ci dicono critica perché non ci sono soldi, ma che noi vediamo critica anche perché si spende male, troppo poco nel pubblico (ne è prova la relazione del dott. Marcolongo). E troppo nel privato.
Vorremmo ottenere una risposta soddisfacente, perché all’ospedale San Luca vediamo situazioni che non riteniamo proprie di una sanità pubblica efficiente che si dichiara virtuosa.
Noi paghiamo le tasse e vorremmo che i beni, le finanze, i servizi pubblici, fossero la destinazione finale dei nostri soldi. Che non devono finire nei profitti di cliniche e centri medici privati. Ma ci pare che l' obiettivo non sia la salute della gente.

Per i “complottisti” del Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca
La portavoce - Jenny Azzolini Rossi

02 giugno 2016

Brutto clima per gli anestesisti del “San Luca”


Scarseggiano gli specialisti in tutto il Veneto
In grave pericolo l'attività chirurgica


La carenza critica di organico rischia di affossare l'ospedale che, per una quantità di servizi, ha bisogno di un'adeguata dotazione di questi specialisti.
Degli 11 idonei del concorso espletato il 3 marzo, 10 hanno rinunciato all'incarico. Sono rimasti in servizio 4 anestesisti e mezzo, un numero insufficiente per tenere in piedi tutti i servizi.
L'Ulss ha indetto una gara per appaltare temporaneamente le guardie a professionisti esterni, ma la cooperativa aggiudicataria a tutt'oggi non è in grado di assicurare i turni richiesti.
Difficile anche trovare un aiuto fra il personale dell'ospedale di Rovigo che, per malattie, ferie e pensionamenti, è in difficoltà di suo.
Già ora l'attività chirurgica al “San Luca” è stata dimezzata, ma se non ci sarà supporto nelle prossime settimane si dovrà sospenderla del tutto.
E situazione più o meno simile hanno i ginecologi, che pur ricorrendo all'istituzione di convenzioni libero-professionali esterne, non sono a tutt'oggi in grado di sostenere sia il reparto di Trecenta che di Rovigo.
Purtroppo gli specialisti scarseggiano, troppe le carenze di organico date da pensionamenti e turnistica secondo le norme europee.
E' triste constatare che pur essendo queste evenienze prevedibili, non è stata fatta adeguata programmazione nelle università. E il problema è su scala regionale.

06 aprile 2016

In ginocchio la sanità del Regno Unito. Parliamone, prima che accada anche da noi

Fonte: quotidianosanità.it

Anni di tagli hanno messo in ginocchio la sanità del Regno Unito. Ora arriveranno 10 miliardi sterline per ammodernare il sistema e il parco tecnologico. Ma i conti della spesa corrente non tornano e il rischio è quello di ticket per tutti i servizi: dal medico di famiglia all’ospedale. E in Italia?

Leggi l'articolo completo.

E a Trecenta?

In Italia molti i segnali di malessere, fra tutti il sensibile aumento della mortalità registrato dall'Istat nel 2015. Vedi il precedente post Istat certifica aumento mortalità nel 2015: 54mila decessi in più rispetto al 2014.
E le notizie che vengono dal San Luca non sono confortanti. I problemi sono principalmente dovuti alla carenza di specialisti. I bandi per la copertura di posti a tempo determinato e le mobilità da altre Ulss vanno deserte. Ai concorsi si presentano pochi candidati, molti dei quali del sud, che non appena hanno il ruolo chiedono il trasferimento. Tutto questo comporta inevitabilmente una riduzione dell'attività chirurgica con enorme allungamento dei tempi d'attesa (per le colecisti si arriva a un anno). La Pma (procreazione medicalmente assistita) funziona regolarmente solo una settimana al mese per la mancata assunzione delle due biologhe necessarie. Attualmente il servizio vivacchia con un incarico precario rinnovato ogni quattro mesi. Anche qui liste di attesa lunghissime.
C'è un gran bisogno di rinnovamento tecnologico, molti strumenti risalgono all'anno di apertura dell'ospedale e non sono più riparabili.
Da ultimo, si parla della prossima eliminazione del medico del 118 a Trecenta nelle ore notturne, che dovrebbe essere sostituito dal medico di pronto soccorso che a sua volta dovrebbe essere sostituito dall'internista di guardia, come avveniva negli anni 70. Indietro di quarant'anni.

20 maggio 2015

Chiusura estiva per ginecologia e chirurgia?

Drammatica la carenza di personale negli ospedali dell'Ulss 18
La Regione non autorizza l'assunzione di infermieri


Mentre il governatore Zaia promette cure dentarie gratuite ai poveri, gli ospedali del Veneto sono al collasso per carenza di infermieri. Rovigo sta implodendo, ed era prevedibile avendo centralizzato tutte le patologie importanti.
Pare che la Regione non abbia dato copertura economica per l'assunzione di infermieri. Perciò una delle soluzioni ipotizzate è che vengano chiuse, per il periodo estivo, la chirurgia e la ginecologia di Trecenta spostando il personale su Rovigo.

02 aprile 2015

Le criticità dell'ospedale e le esigenze degli altopolesani alla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18

Il documento presentato dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca: bloccare l'applicazione delle schede ospedaliere

Ieri si è riunita la Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 per discutere esclusivamente della situazione dell'ospedale di Trecenta. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca è stato invitato a rappresentare i problemi del San Luca e della popolazione altopolesana.
Ciò che segue è la relazione presentata da Jenny Azzolini, portavoce del Comitato.

----- inizio documento

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

data 1 aprile 2015

Un conto è leggere una carta che dà disposizioni, tutt’altra cosa è toccare con mano la realtà, particolarmente quando si parla di servizi ospedalieri e sanitari.
A noi pare che, nel progetto della Regione, il San Luca non resti ospedale per acuti.
Passo subito alle situazioni problematiche:

la chirurgia: riduce la sua offerta in quanto tutte le urgenze chirurgiche, anche dei pazienti già ricoverati al San Luca, devono essere trasferite a Rovigo. E, come spesso avviene, soprattutto i pazienti più critici e fragili, non trovando posto a Rovigo (s’intende anche in terapia intensiva) e vengono nuovamente trasferiti negli ospedali e nelle rianimazioni limitrofe o anche più lontane nel Veneto(Schiavonia,Chioggia,Adria etc.)
Questa nuova situazione non è rassicurante e per questo abbiamo inviato interrogazione in Procura.
Noi proponiamo che la chirurgia del San Luca mantenga il servizio di day e wick surgery ma allargato a tutta la settimana, così da mantenere la disponibilità per l’urgenza-emergenza.

2 situazione: I letti intermedi non sono intercambiabili con i letti per acuti, sono dotati unicamente di assistenza infermieristica (che per ora sarà svolta dallo stesso personale di medicina)e i pazienti saranno pure soggetti a pagare ticket e quota alberghiera secondo i tempi di degenza.

Questi letti derivano da un diverso utilizzo di parte dei letti per acuti di medicina e di lungodegenza, ora tale manovra ridurrà di ben
600-700 ricoveri l’anno l’offerta per acuti.
Dove troveranno risposta alle loro necessità questi pazienti? Difficile che trovino posto a Rovigo perché anche quell'ospedale dovrà fare i conti con le schede ospedaliere.
Già ora il San Luca non riesce a far fronte alle necessità e ricorre a letti aggiuntivi. Non è successo solo a gennaio con il picco delle influenze: code al pronto soccorso e mancanza di posti letto sono anche di questi giorni.
Portare a soli 143 i posti letto dell'ospedale di Trecenta significa condannare più di qualcuno.
Proposta: ci sono gli spazi necessari a dare risposte adeguate, quindi perché ridurre i posti letto a medicina?

Una considerazione: ci sfugge il criterio ispiratore delle scelte, la Regione ha deciso che entro il 2015 dal San Luca debba sparire ginecologia. La decisione lascia perplessi, visto che la maggior parte delle donne altopolesane non è proprio giovanissima, comunque ginecologia da luglio resterà solo come day surgery mentre gli interventi più complessi avverranno a Rovigo.
Alla perplessità subentra presto il sospetto: è il primo passo della Regione per arrivare a chiudere anche il servizio di ostetricia? Chiaramente ostetricia resta finché il ministero non decreterà (pare entro l’anno) l’accorpamento dei punti nascita con meno di 500 parti.
Ma una buona parte dei punti nascita nel Veneto sono sotto i 500 parti, anche sotto 400 e 300. Con che criterio si deciderà?

Noi abbiamo contattato più volte la Regione per richiamare a impegni assunti e disattesi.
Ma la Regione non ha mai ritenuto suo dovere dare risposte.
Ora si va ad alterare un equilibrio accettabile per trovare un nuovo equilibrio, ma non si è in grado di definire se e quando ogni obiettivo del progetto sarà raggiungibile.
Perché il cambiamento previsto non è solo organizzativo, è radicale e va a scontrarsi con mille difficoltà sociali, territoriali, economiche.
Il problema (non da poco) è quello di governare l’intero processo senza lasciare spazi a rischi.
Per questo abbiamo chiesto di poterci confrontare con le posizioni dei sindaci e mettere insieme le nostre risorse.

La riabilitazione neurologica e l’unità spinale (partite a metà dicembre) ma ci pare siano partite perché si possa dire che ci sono: più sulla carta che nella realtà, perché è ridotto il personale e non ci sono soldi per fare assunzioni. Intanto la situazione grava sul servizio di riabilitazione fisica e si allungano ulteriormente le liste d’attesa.
L'alternativa a nuove nomine, impossibili per motivi economici, non può essere lo spostamento di personale.
Entro la fine del 2015, medici, infermieri e operatori sanitari diminuiranno ulteriormente e gli ospedali di Rovigo e Trecenta dovranno fare a meno, in totale, di circa 30 persone.
E’ il segretario della Cgil,che denuncia il problema «L'ultima delibera regionale ha deciso il taglio di circa un milione di euro per la spesa del personale, ridotto di un altro milione già nel periodo 2013-2014».
Ci preoccupa inoltre leggere dichiarazioni discordanti a distanza di pochi giorni:
20 gennaio 2015 un’indagine regionale rivela negligenze e tempi morti nell’impiego dei macchinari.
27 gennaio il discorso cambia: nel Veneto virtuoso è stato effettuato un lavoro corrispondente alle costose risorse tecnologiche in dotazione.

A noi risulta che le liste d’attesa (anche per prestazioni senza macchinari) lasciano molto a desiderare continuiamo da tempo a ripetere che ad esempio la densitometria è usata solo qualche ora la settimana, che servizi svolti nel pubblico farebbero risparmiare rispetto al servizio privato (non siamo noi a dirlo, c’è una relazione di Marcolongo al vaglio della Corte dei Conti e sulla stessa linea sono le dichiarazioni di tecnici radiologi del Veneto) restano scadenze di 60 giorni per referti di screening, appuntamenti a volte dopo 10/12 mesi per osteoporosi.

Si dice che la sanità moderna è una sanità territoriale che cura e accompagna l’ammalato a casa. Bene. Ma a che punto è l’efficienza delle strutture territoriali?
Sarebbe interessante se ne parlasse con chiarezza, senza autoflagellazioni ma anche senza ottimismi di facciata.
Ad esempio: si riesce a realizzare nel territorio i servizi non prettamente ospedalieri, necessari ai cittadini altopolesani?
A noi la realtà sembra questa: viene smantellato il San Luca e contemporaneamente è ridotta l’attività di assistenza sul territorio (intendo ADI per cui tra i tanti problemi c’è quello dei tempi da dedicare ai pazienti – forse si riducono per aggiustare l’organico?e intendo punti sanità che a volte si trovano senza personale è successo che utenti fossero dirottati da Lendinara a Badia e poi a Trecenta per i prelievi).

Noi non vogliamo essere creduti sulla carta, ma chiediamo di verificare di persona la realtà che altera il ruolo per acuti del San Luca (e non corrisponde alla domanda del Gruppo Tecnico del 24 maggio 2012). E condividiamo il documento condiviso all’unanimità dall’amministrazione di Trecenta.
----- fine documento
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Vedi anche i precedenti post:
Sul San Luca la prossima riunione della Conferenza dei sindaci
Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»
Il rapporto emendato, integrato e (forse) definitivo del gruppo tecnico