Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta comuni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta comuni. Mostra tutti i post

06 settembre 2026

Dopo Trecenta, Adria. Lo smantellamento degli ospedali periferici


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

La Regione Veneto, con il Piano Socio Sanitario scaduto il 31/12/2023, attua una programmazione "di fatto" fuori da ogni controllo democratico da parte del Consiglio regionale.

La mancanza di un aggiornamento del Pssr consente all’amministrazione regionale di mantenere formalmente in piedi il vecchio piano (clicca qui per verificare) e, soprattutto, di evitare un consuntivo di quanto attuato nel quinquennio 2019-2023.

Emergerebbe allora che a Trecenta invece di 132 posti letto ne sono attivi soltanto 74. Buona amministrazione addio, per la prima volta la programmazione non viene attuata. Ecco allora che non conviene far sapere ai consiglieri regionali quello che, con ogni probabilità, sta accadendo in molti altri ospedali del Veneto. Si taglia, si riorganizza, si accompagna verso il declino gli ospedali periferici.


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

Per quanto riguarda Adria – e purtroppo non è accaduto per Trecenta per la prima volta si registra una comunità di intenti oltre che tra i tradizionali sindacati della funzione pubblica (Cgil, Cisl e Uil) anche con quelli che rappresentano i medici: Aaroi-Emac, Anaao Assomed, Fassid, Fials, Fvm, Cisl Medici e le rappresentanze mediche di Cgil e Uil (vedi l’articolo del Gazzettino qui sotto)

Vogliono sapere le reali intenzioni della Giunta regionale che l’Ulss 5 dovrà attuare sull’ospedale di Adria. Vogliono sapere «se, pezzo dopo pezzo, si stia preparando a fare i conti semplicemente con meno servizi».


Il Gazzettino, 05 settembre 2026

----

Aggiornamento (cliccare sul titolo per visualizzare il contenuto)

Sanità nel Basso Polesine, sindacati in allarme: «Serve chiarezza sul futuro di Adria e Porto Viro», Rovigo.News

01 settembre 2026

Punto Nascite di Adria. "Accompagnamento" verso Rovigo e Chioggia

In provincia di Rovigo si potrà nascere solo nel capoluogo. Un solo punto nascite per 100 Km di territorio.

Di Vonvikken - Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15128505

Il titolo della deliberazione è il più anonimo possibile ma la sostanza è che il punto nascite di Adria viene dato per perso. Fumo negli occhi l'assunzione delle giovani ostetriche che avrebbero dovuto tenerlo aperto per l'estate. Ora c'è un piano ben delineato e particolareggiato per indirizzare le partorienti del basso polesine a Rovigo e Chioggia.

Lo si può scaricare, entro il 15 settembre, a questo indirizzo:

https://www.aulss5.veneto.it/albo-online

cliccando su Deliberazioni del Direttore Generale e, finalmente, visualizzando la deliberazione del direttore generale n. 1002 dal titolo "DGRV 453 del 28/05/2026 - Atti conseguenti".

Ancora una volta, l'ennesima, scena muta della Conferenza dei sindaci dell'Ulss, lasciati soli i dieci comuni del basso polesine che pure avevano provato a organizzarsi.

Il punto nascite dell'ospedale di Trecenta è stato chiuso nel 2016.

Per approfondire, vedi su questo blog i precedenti articoli (clicca sul titolo per visualizzarli)

I Sindaci di Adria e Trecenta oggi a Venezia da Stefani e Gerosa

Adria, Punto nascita a rischio

----

Aggiornamento del 2 settembre 2026

Punto nascite di Adria verso la riconversione, il PD incalza: «Quando verrà Filippi in Consiglio comunale?». Rovigo.News

24 agosto 2026

Case di Riposo di Badia e Lendinara, da fusione a “collaborazione”

 

Il Gazzettino Rovigo 22 Agosto 2026

Lo scorso 21 agosto è avvenuto l’incontro delle delegazioni delle due case di riposo e dei relativi sindaci, a Venezia, con l’assessora regionale ai servizi sociali Paola Roma.

Quello che si prospettava come un progetto di fusione tra le Rsa pubbliche (Ipab) viene derubricato a sperimentazione di forme di collaborazione nella gestione di vari servizi. Tra questi il servizio di ristorazione, il supporto all’assistenza domiciliare e la condivisione di strumenti di gestione e amministrazione (software? personale amministrativo?), «con lo scopo di ottimizzare la gestione e sfruttare le economie di scala», secondo l’assessora.

«Il percorso comune tra le due Ipab sarà coadiuvato e supportato da una cabina di regia regionale – ha dichiarato ancora Paola Roma – (e) questo modello potrà essere replicato nei territori di tutti gli Ats per rafforzare il ruolo delle Ipab, anche nelle more della riforma». Riforma, quella delle Ipab, annunciata con un disegno di legge regionale undici anni fa dall’allora presidente della giunta regionale Luca Zaia (clicca qui per approfondire).

Forse un sospiro di sollievo per il Cda della Casa albergo per anziani di Lendinara che aveva manifestato maggiori perplessità alla vigilia della riunione a Venezia, quando si pensava a una proposta di fusione tra le due case di riposo. Forse un incontro deludente per il presidente della Casa del sorriso di Badia che dalla fusione immaginava “risparmi consistenti” (clicca qui per leggere Il Gazzettino del 15 agosto 2026).

Intanto in Veneto 11.000 anziani sono in lista di attesa per un posto letto in casa di riposo e mancano 100 milioni al fondo regionale per la non autosufficienza (vedi articolo su quotidianosanità.it).

In polesine, secondo uno studio della Uil-Funzione pubblica, il 23,8% degli anziani ospitati nelle Rsa, pur avendone diritto, non ottiene dall’amministrazione regionale le impegnative di residenzialità (contributi sulla quota sanitaria) che dimezzerebbero il costo della retta mensile (clicca qui per approfondire).

---

Aggiornamenti: 

20 agosto 2026

Progetto di fusione delle Case di riposo di Lendinara e Badia. Domani a Venezia le delegazioni dei due Comuni

Contrari “per ora” i Consigli di amministrazione delle due strutture

 Il Gazzettino, 15 agosto 2026


(Dal Gazzettino del 15 agosto 2026)

«La Regione proporrà una possibile fusione tra le case di riposo di Lendinara e Badia Polesine, un’ipotesi che per ora trova i due presidenti molto cauti e fondamentalmente contrari, a meno che non vi siano grossi vantaggi in termini economici.
...
Sono stati invitati a parlare i presidenti dei Consigli di amministrazione e i direttori delle strutture, rispettivamente Tosca Sambinello e Vittorio Boschetti per la Casa albergo di Lendinara, Tommaso Zerbinati ed Enrica Avanzi per Casa del sorriso di Badia, insieme ai due sindaci Francesca Zeggio e Giovanni Rossi.»

---

Le due case di riposo sono pubbliche (Ipab, Istituti pubblici di assistenza e beneficenza) e già undici anni fa c’è stato il tentativo, poi naufragato, di trasformare la Casa del sorriso di Badia Polesine in una fondazione di diritto privato.

Si pensa a qualcosa di analogo anche per questa eventuale fusione? È la preoccupazione della Uil Funzione pubblica (si veda qui sotto l’articolo del Gazzettino del 17 agosto 2026).

Insolito questo "invito" a Venezia. Che cosa si sta preparando in Regione per le case di riposo?

Domani ne sapremo di più, i sindaci dei due Comuni e i consigli di amministrazione delle due case di riposo ci potranno dire il reale contenuto delle proposte che verranno avanzate dall’assessora regionale ai servizi sociali Paola Roma.

Il Gazzettino, 17 agosto 2026


12 agosto 2026

Case di riposo, sentenza a Venezia. Effetto domino: «Paghino i Comuni»


Il Gazzettino, 9 agosto 2026

Il Consiglio di Stato obbliga gli enti a farsi carico della retta di un invalido al 100%
Bocciati criteri patrimoniali e giustificazioni contabili: conta solo il modello Isee
Per un caso analogo a Rovigo è intervenuto il Tar

Riporto alcuni stralci dell’articolo del Gazzettino del 9 agosto 2026.

«Non importa se ci sono rendite differenti, se tra le proprietà dell’anziano figurano beni mobili o immobili. Non si possono fare distinzioni sulle diverse forme di invalidità. E di certo non valgono criteri arbitrari fissati dai Comuni per stabilire fino a quanto si possa spingere il contributo pubblico in termini di percentuali della retta da coprire. Chi ha diritto a un aiuto per pagarsi la casa di riposo, non può vedersi costretto a contrattare con la pubblica amministrazione.

L’avvocatura comunale aveva portato a sostegno delle sue considerazioni anche le esigenze pubbliche di pareggio di bilancio. Altra bocciatura: i vincoli di finanza pubblica non possono andare a discapito dei diritti fondamentali dei cittadini.
...

Illegittime le formule che prevedono anticipi sulle vendite degli immobili di proprietà degli ospiti, scartate le soglie di contribuzione decise dai municipi.
...

[Per le famiglie] Non è facile neppure rimanere saldi contro le obiezioni delle pubbliche amministrazioni: nella situazione di fragilità in cui si trovano i parenti, la minaccia di vedersi rifiutati o sbattuti fuori dalla casa di riposo è pesantissima

----

A dicembre del 2025 una sentenza analoga ha riguardato il Comune di Rovigo. Anche in quel caso è stato bocciato il regolamento comunale perché il Tar (Tribunale amministrativo regionale) ha ritenuto illegittimo per il Comune subordinare il suo intervento all’esaurimento totale delle risorse finanziarie e/o alla messa a reddito degli immobili di residenza. Illegittimo perché già quelle risorse sono conteggiate per stabilire quale debba essere il valore dell’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente; in pratica, si pagherebbe due volte).

I Comuni invocano “le esigenze pubbliche di pareggio di bilancio”, e sbagliano sapendo di sbagliare. È un vecchio problema che risale alla mancata applicazione, da parte della quasi totalità dei Comuni, delle regioni e del governo centrale, della legge 328 del 2000 (clicca qui per visualizzarne il testo su normattiva.it). La legge prevede all’art. 6, comma 4, che «Per i soggetti per i quali si renda necessario il ricovero stabile presso strutture residenziali, il comune nel quale essi hanno la residenza prima del ricovero, previamente informato, assume gli obblighi connessi all'eventuale integrazione economica» e all’art. 25 stabilisce il criterio dell’indicatore Isee per la valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate.

Si veda in proposito questo intervento del consigliere comunale di Rovigo Matteo Masin, pubblicato sul Gazzettino del 28 dicembre 2025.

Il Gazzettino, 28 dicembre 2025

E allora che fare?

Molto chiaro il consigliere Masin: «la legge dice chi deve intervenire ma non con quali risorse. Da oltre vent’anni questo onere grava sui Comuni senza un fondo strutturale dedicato, mentre cresce il numero degli anziani non autosufficienti e aumentano i costi». Un problema che riguarda praticamente tutti i Comuni, esposti allo stesso rischio di contenzioso e di squilibrio dei bilanci.

«La quota sociale – continua Masin – ha bisogno di una copertura nazionale stabile. Per questo è necessario che lo Stato e le Regioni individuino un fondo come strumento per garantire il rispetto dei diritti delle persone fragili senza mettere in crisi i Comuni». Fondo che «ci sarebbe già, quello per le non autosufficienze (istituito con il governo Prodi), che non è nato per le integrazioni delle rette, ma per la domiciliarità e il pagamento degli assegni di cura, e la disabilità gravissima. Però il fondo è destinato alle persone non autosufficienti, è di natura sociale e non sanitaria, è nazionale e uguale per tutti i Comuni. La quota alberghiera, invece, è una prestazione sociale, legata alla non autosufficienza e a carico dei Comuni, strutturalmente incapienti. Si dovrebbe vincolare una quota del Fondo nazionale destinandola alla copertura di quella sociale nelle Rsa (Case di riposo, ndr), con criteri nazionali omogenei (Isee e non autosufficienza certificata). Così si tutelerebbe il diritto sancito dalla legge, si eviterebbero contenziosi e si salvaguarderebbero i bilanci comunali».

----

Necessariamente il fondo nazionale per le non autosufficienze dovrebbe essere integrato e distribuito a Regioni e Comuni in relazione al numero di persone assistite nelle Rsa. E i Comuni non dovrebbero "inventare" stratagemmi regolamentari privi di fondamento per scaricare i costi sulle famiglie.

In Veneto sono 11.000 gli anziani in lista d’attesa per entrare in casa di riposo.


15 luglio 2026

I Sindaci di Adria e Trecenta oggi a Venezia da Stefani e Gerosa

Corriere del Veneto, 15 luglio 2026

Il destino degli ospedali pubblici minori della provincia sarà al centro degli incontri.

Da ricordare che il precedente direttore generale dell'Ulss 5, Pietro Girardi, promosso a pieni voti dalla Conferenza dei sindaci, riteneva che il futuro fosse negli ospedali di comunità. Vedi il post "L'ospedale di Trecenta in Consiglio comunale a Badia Polesine. Ripulito il quarto piano ma preoccupa il futuro" (clicca qui per visualizzarlo).

04 luglio 2026

I Sindaci di Gaiba e San Bellino criticano l'amministrazione regionale

Motivo, gli incentivi alla fusione dei Comuni secondo la teoria, non sufficientemente dimostrata, che le fusioni migliorerebbero l'efficienza degli enti.
L’esperienza delle fusioni delle Ulss.


Aldo D'Achille e Nicola Zanca, sindaci di San Bellino e Gaiba

«Servono dati, non slogan» ribattono Nicola Zanza e Aldo D'Achille in questo articolo di Rovigo.News (link). «Sarebbe utile uno studio indipendente che misuri gli effetti concreti di queste esperienze, invece di dare per scontato che la fusione rappresenti sempre la soluzione migliore».

Insomma dei dati regionali non si fidano e, molto probabilmente, fanno bene.

Per noi del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca resta ben viva e probante la memoria dell’effetto che le fusioni delle Ulss hanno avuto sul peggioramento dei servizi sanitari.

Avevamo tre Ulss, la 29 per l'altopolesine, la 30 per il medio e la 31 per il bassopolesine. Con la prima fusione delle Ulss 29 e 30 per dar vita all'Ulss 18, l'ospedale di Trecenta ha iniziato a perdere di importanza. Peggio ancora quando l’amministrazione regionale ha accorpato la 18 e la 19 (Adria) per formare l’attuale Ulss 5 Polesana. Ora abbiamo un ospedale con 74 posti letto, invece di 222, e senza pronto soccorso.

Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca
il portavoce - Pietro Tosarello

---

Aggiornamento da Rovigo.News, 11 luglio 2026

«Un Comune non può fondersi sotto ricatto»: San Bellino, Gaiba e Barbona contro il diktat della Regione Veneto

17 maggio 2026

Ulss 5, le mezze verità del direttore generale sul Punto di Primo Intervento del “San Luca”

Rimangono tutte le incertezze sulle Case della Comunità a poco più di mese dalla scadenza del Pnrr

Il Gazzettino, 29 aprile 2026

La nota con cui il direttore generale dell’Ulss 5 risponde all’interrogazione del consigliere regionale Flavio Baldan (capogruppo del M5S) rivolta alla giunta regionale (clicca qui per ilrelativo post) richiede qualche osservazione.


Il direttore generale continua a definire “Pronto Soccorso” il Punto di Primo Intervento del “San Luca”.

Non solo, afferma anche che «può gestire tutti i tipi di codice», ma “gestire” non significa “prendere direttamente in carico dall’inizio alla soluzione” il paziente. Infatti, le persone cui viene assegnato un codice giallo, arancione o rosso vengono stabilizzate (“gestite”) e inviate al Ps di Rovigo; così come, qualunque sia il colore del codice, nel caso di pazienti ortopedici, come abbiamo verificato lo scorso mese di aprile (clicca qui per il relativo post).


“Gestire” diventa allora sinonimo di “inviare”, “spedire”, “indirizzare”, “sbolognare”. Significa tutto, per il direttore generale, niente per chi viene classificato con codice giallo, arancione o rosso, o se ha un qualsiasi problema ortopedico. Abilissimi i direttori generali a dichiarare una mezza verità che porta però assai lontano dalla realtà dei fatti.

Chi legge le dichiarazioni del direttore generale dell’Ulss 5 resta nell’illusione di trovare al San Luca un pronto soccorso vero e proprio ma, invece, come ben sappiamo, non è così.

In tutte le pagine del proprio sito istituzionale l’Ulss 5 dichiara il Punto di Primo intervento dell’ospedale di Trecenta come Pronto Soccorso. Ciò non corrisponde a quanto dichiarato dalla stessa Ulss nell’incontro richiesto dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca il 24-01-2024 alla presenza della dirigenza dell’epoca (Il DG Patrizia Simionato, il Direttore Amministrativo Leopoldo Ciato; il Direttore Sanitario Alberto Rigo; il Direttore dei Servizi Socio Sanitari Marcello Mazzo).

Il precedente direttore generale dell'Ulss (Pietro Girardi), a Castelmassa, lo scorso 7 ottobre 2025, ha dichiarato «A Trecenta mai più pronto soccorso» (clicca qui per l'articolo del Gazzettino). E allora come la mettiamo?

L’Ulss 5 ha riclassificato il servizio? Quando e con quale provvedimento?

Perché i casi sono due: o il Punto di Primo intervento è tornato ad essere un vero Pronto Soccorso (e noi in altopolesine non ce ne siamo accorti) oppure il direttore generale dell’Ulss 5 deve smettere di spacciarlo come tale. È una questione di correttezza, nella comunicazione a mezzo stampa dell’Ulss 5 e in tutte le pagine del sito web in cui viene indicato come Ps e non come Ppi.

Le Case della Comunità

«Per quanto riguarda le Case della Comunità, è fondamentale chiarire che il personale necessario è già ora in larga parte disponibile, trattandosi di risorse già operanti sul territorio». Così Filippi sul Gazzettino e sulla Voce del 29 aprile scorso. Non è chiaro a quale personale intenda riferirsi il direttore generale dell’Ulss 5: quello già attivo nell’assistenza domiciliare? Quello già ora in servizio nei punti sanità? Perché, in questo caso, si tratterebbe di un cambio di etichetta e nient’altro.


La Voce, 29 aprile 2026

Ci dica piuttosto se verranno attuati tutti i servizi previsti dal decreto ministeriale n. 77 del 23 maggio 2022 (Vedi qui sotto la Tabella 4 - Servizi previsti da standard nelle Case della Comunità allegata al decreto).



Tabella 4 - Servizi previsti da standard nelle Case della Comunità

Chi dichiara cosa

Approfittando di una svista dell’interrogante, il direttore generale dell’Ulss 5 precisa che «non ha mai rilasciato le dichiarazioni a lui attribuite, né ha preso parte alla riunione pubblica citata». Si riferisce, infatti, all’assemblea organizzata dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca il 17 aprile scorso alla quale non ha partecipato (clicca qui per il relativo post). Nell’occasione era stata la sindaca del Comune di Trecenta, Anna Gotti, a riferire che «Filippi sta cercando di fare un monitoraggio dei reparti per capire di quanto si possono implementare i posti letto con il personale a disposizione».


La sindaca Anna Gotti durante l'assemblea del 17 aprile 2026

Rimaniamo in attesa di nuove smentite.


Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"
il portavoce - Pietro Tosarello

22 aprile 2026

Il sindaco di Bergantino punta il dito sul Pronto Soccorso, La Voce 19 aprile 2026

Adriano Stefanoni ha ribadito l'importanza del presidio di emergenza-urgenza dell'ospedale "San Luca". Gli altopolesani "cittadini di serie B" per le patologie tempo-dipendenti. L'argomento presto all'attenzione dei sindaci della Conferenza del Polesine Superiore (Bergantino, Castelmassa, Castelnovo Bariano e Melara).

Visita lampo del direttore generale dell'Ulss 5. Le critiche mettono fretta.

La Voce, 19 aprile 2026


20 aprile 2026

Appello per salvare il San Luca, il Gazzettino del 19 aprile 2026

Il Gazzettino, domenica 19 aprile 2026

La sicurezza sanitaria degli altopolesani è stato l’argomento della serata. Il diritto di avere un vero Pronto Soccorso e non soltanto un Punto di primo intervento; il diritto di poter avere visite ed esami al San Luca e non all’altro capo del Polesine; il diritto di poter contare su un ospedale efficiente mentre ora è semivuoto.

Non possiamo sprecare così un ospedale pubblico!


Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca ringrazia la Pro Loco di Trecenta per la gentile disponibilità della sala polivalente.

Vedi il precedente post L’OSPEDALE DI TRECENTA DEVE RINASCERE. Assemblea pubblica il 17 aprile a Trecenta

07 aprile 2026

L’OSPEDALE DI TRECENTA DEVE RINASCERE. Assemblea pubblica il 17 aprile a Trecenta


Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca invita gli altopolesani, i partiti, i sindacati, i sindaci, gli eletti nelle istituzioni a

FARE "CATENACCIO" SUL SAN LUCA

sospeso tra la programmazione regionale (Pssr) e le nuove Case della Comunità

QUALE SARÀ IL DESTINO DELL'OSPEDALE DI TRECENTA?

Tutti gli altopolesani sono invitati

Scarica il pdf della locandina

02 aprile 2026

Case della Comunità in forte ritardo, anche a Badia Polesine

Il Punto Sanità di Badia Polesine, futura Casa della Comunità, al 1° aprile 2026

Entro il 31 marzo 2026 le Case della Comunità, finanziate dal PNRR, dovrebbero essere state completate, perlomeno nelle opere murarie, e dovrebbero funzionare a pieno regime entro il 30 giugno con i servizi previsti dal Decreto Ministeriale n. 77/2022.

Dei 2 miliardi euro destinati a queste opere a livello nazionale soltanto poco più di un quarto risulta effettivamente speso.

Ma veniamo a casa nostra, nell'Ulss 5 Polesana, e in particolare al Punto Sanità di Badia Polesine che dovrebbe diventare una Casa della Comunità. Da tempo i lavori di adeguamento sono in corso, almeno per quanto riguarda le opere edili, ma non sembrano certo ultimati entro la scadenza di marzo.

Il Punto Sanità di Badia Polesine, futura Casa della Comunità, al 1° aprile 2026

Le foto a corredo di questo post sono state scattate nel pomeriggio del 1° aprile 2026. E non è uno scherzo.

C'è da sperare che non siano a rischio i finanziamenti del PNRR.

Il Punto Sanità di Badia Polesine, futura Casa della Comunità, al 1° aprile 2026

25 marzo 2026

A Stienta il 30 marzo si parlerà di sanità in Polesine e nel Veneto

Per Lunedì 30 marzo 2026 sono stato invitato a portare l'esperienza ultraventennale del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca a questa iniziativa del gruppo consigliare Stienta Coraggiosa.
Come potete vedere ci sarà anche il sindaco di Gaiba, Nicola Zanca. Speriamo che qualche altro sindaco decida di prendere in mano, con decisione, le sorti dell'ospedale dell'alto polesine.
Ci sarà anche Carlo Cunegato, consigliere regionale eletto nelle liste di Alleanza Verdi Sinistra, persona impegnata da sempre per la difesa della sanità pubblica e ben noto ai comitati spontanei che sono nati in tutto il Veneto.
Il Consiglio regionale a breve sarà chiamato a discutere a approvare il nuovo Piano Socio Sanitario Regionale. E questo potrà essere decisivo per il destino dell'ospedale di Trecenta.

Pietro Tosarello, Portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"

24 febbraio 2026

“San Luca”, ridotti da 40 a 30 i posti letto del reparto di Medicina

L’Ulss 5 Polesana comunica la nomina del nuovo Direttore del reparto di Medicina.
Ufficializzato il taglio di dieci posti letto.


Il Gazzettino 18 febbraio 2026, pag X

È stato nominato il nuovo direttore del reparto di Medicina generale di Trecenta. Bene, buon lavoro a lui e ai suoi collaboratori.

Tuttavia a chi segue le vicende dell’ospedale “San Luca” non è però sfuggito un dettaglio assai rilevante e preoccupante. Nel comunicato stampa dell’Ulss si afferma che il reparto dispone di 30 posti letto attivi (erano 40). E questo significa che l’ospedale ha perso altri dieci posti letto.

Durante l’estate era consuetudine dell’Ulss far “pesare” sull’ospedale di Trecenta la turnazione per ferie del personale dipendente dimezzando i posti letto attivi di medicina, perdendo sostanzialmente un’ala del reparto. A Fine estate venivano poi ripristinati. Nel 2025 non è accaduto.

Nel post del 16/10/2025 “È confermato: al San Luca non sono stati ripristinatii posti letto di Medicina dopo le ferie estive” riportavamo le dichiarazioni del Nursind, il sindacato degli infermieri, secondo il quale i posti letto non erano stati riattivati a Medicina dopo le ferie.

Ora è la stessa Ulss a confermarlo.

Il “San Luca” dispone ormai di soli 70 posti letto in totale: 30 a Medicina, 16 nel reparto di riabilitazione fisica, 4 in terapia intensiva e 20 in chirurgia (che però funziona soltanto dal lunedì al venerdì, sabato e domenica chiude!).

Di questo passo dove andremo a finire?

Il Piano Socio Sanitario Regionale (Pssr) è scaduto da tempo, che cosa ci sarà per l’ospedale di Trecenta nel nuovo?

Altopolesani protestiamo! Facciamoci sentire, informiamo i sindaci dei nostri Comuni, i candidati per i quali abbiamo votato, i politici che conosciamo. Nessuno di loro si può chiamare fuori dalla responsabilità di assicurare anche in altopolesine un’assistenza sanitaria decente.

08 febbraio 2026

Infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio, tre badiesi chiedono il ripristino del servizio

Ingresso degli ambulatori al Punto Sanità di Badia Polesine

Alla vigilia dell’apertura delle Case della Comunità di Badia e Castelmassa sono state interrotte le infiltrazioni di acido ialuronico al ginocchio presso i Punti Sanità dei due Comuni.

Le Case della Comunità dovrebbero assorbire tutta una serie di servizi attualmente svolti dai punti sanità e fornirne di nuovi, 24 ore su 24, sette giorni su sette, per alleggerire i Pronto Soccorso dagli interventi più semplici. Le premesse non sono buone.

Tre persone residenti a Badia, assistite dal Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”, hanno presentato all’Ulss 5 Polesana una richiesta di ripristino del servizio. L’istanza è stata comunicata, per opportuna conoscenza, anche al sindaco.

Questo il testo dell’istanza inviata per posta elettronica certificata.

----

Egregio Direttore Generale,

I sottoscritti;

Aderenti al Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca", avvalendoci del diritto di tutela (“Osservazioni, opposizioni, denunce e reclami in via amministrativa” art. 14, c. 5, titolo IV d.lgs.502/1992) e secondo quanto previsto dalla Carta dei Servizi di codesta Azienda, esponiamo quanto accaduto:

  • Lo scorso anno, in varie date, ci è stato prescritto dal Dott. Bardi Costantino, presso il Punto Sanità di Badia Polesine, l’abituale ciclo, semestrale o annuale, di 3 infiltrazioni terapeutiche alle ginocchia, terapia che ci ha consentito di evitare, fino ad oggi, la necessità di ricorrere alla protesi.

  • Nello scorso mese di gennaio ci siamo rivolti al Centro Unico di Prenotazione presso il Punto Sanità di Badia Polesine, dove ci è stato comunicato che le prenotazioni della prestazione sono state bloccate per ordine dell’Ulss 5 Polesanae che “non erano a conoscenza dei motivi della decisione”. Affermazioni che sono state confermate a chi tra noi ha appositamente interpellato l’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Ulss.

  • Nessuno di noi ha ricevuto comunicazione di inserimento in lista di galleggiamento (DGRV del 12 marzo 2013, n. 320) o pre-appuntamento (DGRV n.626/2024 - Allegato A al punto 1.1.1).

Tutto ciò premesso,

CHIEDIAMO

- Che ci sia fornita una spiegazione per l’interruzione di questo importante servizio sanitario che continua, invece, a essere erogato, senza variazioni, presso l’Ulss di Verona;

- Che il servizio venga ripreso con sollecitudine a beneficio nostro e delle decine di persone che, come noi, necessitano periodicamente di questa terapia.

Li, 05/02/2026

----

Su questo argomento vedi anche il precedente post:

L’Ulss 5 ordina lo stop alle infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio

21 gennaio 2026

L’Ulss 5 ordina lo stop alle infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio


Una brutta sorpresa per chi ha bisogno di questa terapia
Servizio interrotto nei Punti Sanità di Badia e Castelmassa


Ingresso degli ambulatori al Punto Sanità di Badia Polesine

Chi si è recato in questi giorni al Cup di Badia Polesine per rinnovare le terapie, generalmente annuali, con infiltrazioni ai ginocchi, ha scoperto che l’Ulss 5 Polesana ha dato ordine di interrompere le prenotazioni.

Nessuna motivazione è stata fornita né dal Cup né dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico immediatamente interpellato.

Semplicemente Stop, fine, arrangiati. E per continuare le cure c’è solo la possibilità di ricorrere alla sanità privata “pura”, si badi bene, non quella convenzionata. Da notare che i pazienti dovevano già procurarsi autonomamente il farmaco (acido ialuronico) e pagare il ticket se non esenti.

Poiché l’ortopedico in servizio a Badia è il medesimo che effettua questo tipo di infiltrazioni anche a Castelmassa è presumibile che il problema riguarderà anche quanti si rivolgono a quel punto sanità.

La logica è, come sempre, quella del risparmio, niente di sanitario, anzi. Chi smetterà di curarsi per motivi economici andrà incontro in pochi anni alla necessità di una protesi, intervento con qualche rischio, con un costo, tra l’altro, molto più alto per il servizio sanitario.

Anche la tattica dell’Ulss 5 è sempre la stessa: nessuna comunicazione ufficiale, si tagliano i servizi nel silenzio più totale. Solo le persone direttamente coinvolte ne verranno a conoscenza e a quel punto il problema dovrà essere affrontato nella più completa solitudine. E chi potrà permetterselo si curerà nella sanità privata mentre gli altri, i più disagiati, saranno costretti a rinunciare alle cure, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita, come già fanno sei milioni di residenti in questo Paese.

21 gennaio 2026

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

--- Aggiornamento

Corriere del Veneto 23 gennaio 2026


21 novembre 2025

Lo stato del "San Luca". La cronaca del dibattito in Sala civica a Trecenta

Lo scorso 12 novembre si è tenuto, in sala civica a Trecenta, un dibattito sullo «stato dell'ospedale 'San Luca'» al quale sono stati invitati tutti i candidati del collegio di Rovigo alle prossime elezioni regionali per chiedere loro «impegni, non promesse elettorali».

L'invito del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" è stato accolto da numerosi candidati ma significative sono state le assenze.

Negli articoli che seguono l'annuncio e la cronaca della serata seguita dal pubblico che ha gremito la sala e dal Gazzettino di Rovigo, che ringraziamo per l'attenzione.

Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"

Il Gazzettino, 11-11-2025 Prima pagina

Il Gazzettino, 11-11-2025 Pag. IX

Il Gazzettino, 14-11-2025 Prima pagina

Il Gazzettino, 14-11-2025 Pag. III


16 ottobre 2025

È confermato: al San Luca non sono stati ripristinati i posti letto di Medicina dopo le ferie estive

Ma il quadro è da "codice rosso" per tutti gli ospedali polesani



Nursind, il sindacato degli infermieri, denuncia il “Grave disagio per il personale sanitario e sociosanitario dell’Ulss 5 Polesana”

fonte: ROVIGO.NEWS, 11 ottobre 2025

Da alcuni anni l'Ulss 5 Polesana ha l'abitudine - mai stigmatizzata dalla Conferenza dei Sindaci - di dimezzare i posti letto del reparto di Medicina del "San Luca" per ripristinarli poi a ferie finite. Avevamo avuto notizia da più fonti che questa volta ciò non è avvenuto.

Ora il mancato ripristino dei posti letto del reparto di Medicina dell'ospedale di Trecenta è confermato dal documento del Nursind Rovigo-Veneto pubblicato da ROVIGO.NEWS lo scorso 11 ottobre 2025.

Leggiamo infatti che “Si registrano inoltre riduzioni di posti letto a inizio estate, con conseguente riduzione del personale infermieristico e OSS, come nel reparto di medicina a Trecenta, senza però riuscire, a fine estate, a ripristinare i posti letto previsti dalla Regione per mancanza di personale."

Questo spiegherebbe il motivo per cui durante le sedute dei consigli comunali di Badia Polesine (vedi post) e Castelmassa (vedi post) il direttore generale e quello sanitario dell'Ulss non abbiamo fornito numeri precisi sui posti letto attivi nell'ospedale di Trecenta. Non una dimenticanza quindi, ma la scelta di non certificare un ulteriore colpo d'accetta ai servizi ospedalieri.

Il documento di Nursind denuncia inoltre:

  • Turni di 12 ore imposti al personale infermieristico di Adria
  • Carenza di personale e disorganizzazione
  • In sala operatoria a Rovigo, inoltre, il personale infermieristico è tuttora costretto a superare le 7 giornate mensili di pronta disponibilità, in violazione dei limiti contrattuali
  • Nel reparto di Psichiatria Degenza (Spdc) di Rovigo, ristrutturato e riaperto nel maggio 2022, oltre la metà delle docce nelle stanze di degenza non funziona: i pazienti sono costretti a utilizzare quelle dei bagni di altri degenti
  • Mobilità interna e assunzioni bloccate
  • Le graduatorie per l’assunzione di infermieri a tempo determinato e indeterminato sono esaurite