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19.2.15

La salute dei Polesani. Riflessioni tra sogni, paure e rabbia

La preoccupazione per nuovi tagli alla sanità e la guerra sui numeri. I ticket, gli sprechi e le inefficienze.

Il caos nei pronto soccorso di tutta Italia e a Trecenta. E incombono i tagli ai posti letto e gli effetti della legge di stabilità.

La sanità pubblica è ancora un diritto?

L'altopolesine bersagliato dai tagli e Venezia snobba la conferenza dei sindaci dell'Ulss 18.

Fallito il programma per la riduzione delle liste d'attesa: manca il personale e le apparecchiature sono sottotilizzate.

In un lungo documento del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca i problemi dell'ospedale di Trecenta.

Scarica in formato pdf.

27.7.14

Veneto, ancora tagli al fondo per la non autosufficienza

Tagli alla domiciliarità, alla disabilità e alle case di riposo
La giunta regionale si tiene quasi 30 milioni a disposizione

Sanità senza pace. La Giunta regionale applica il riparto sanitario alle aziende sanitarie del Veneto e spuntano nuovi tagli. La delibera non è ancora stata pubblicata sul bollettino ufficiale ma lo anticipa Claudio Sinigaglia, Pd, vice presidente della quinta commissione consiliare (sanità e servizi sociali) al Mattino di Padova.
La giunta ha deciso senza acquisire il prescritto parere della commissione e questo potrà dare luogo a un ricorso al tribunale amministrativo (Tar) del Veneto.
Sinigaglia: ««Nella giunta dell'8 luglio scorso Zaia ha approvato il riparto del fondo sanità per il 2014 senza chiedere il parere alla quinta commissione.» Il fondo per la non autosufficienza è diminuito di circa 30 milioni, che fanno pari con l'analoga cifra che la giunta si è riservata per progetti speciali.
Leggi l'articolo completo.

9.1.14

Tagli e nomine contestate, welfare veneto senza pace

da Il Mattino di Padova, domenica 5 gennaio 2014

Sernagiotto è nel mirino: mancano 20 milioni dal Fondo per i non autosufficienti
e la scelta di Modolo (suo braccio destro) a capo dei servizi sociali scatena ricorsi

Il Fondo coinvolge decine di migliaia di persone, anziani e disabili destinatari di assegni di cura e integrazioni alle rette nelle case di riposo; inizialmente prevedeva una dotazione di 721 milioni, poi ridotti a 714 dalla spending: cifra virtuale, perché ad oggi le risorse effettivamente stanziate ammontano  a 694 milioni. «Dove sono finiti i 20 mancanti? Una risposta chiara è doverosa», punge il consigliere del Pd Claudio Sinigaglia.
... Nubi tempestose sulle nomine di nuovi manager approvate dalla giunta nell'ultima seduta del 2013. A far discutere, in particolare, è l'ascesa di Mario Modolo a direttore del dipartimento dei servizi sociali, caldeggiata dall'immancabile Sernagiotto, del quale il trevigiano è da tempo il braccio destro.
Leggi tutto l'articolo.
Leggi anche il precedente post "Non autosufficienza. Sinigaglia (Pd) su blocco fondi: scontro inaudito a danno dei più deboli".

2.1.14

Non autosufficienza. Sinigaglia (Pd) su blocco fondi: scontro inaudito a danno dei più deboli

fonte: pagina facebook di Claudio Sinigaglia
data odierna

Blocco dei 735 milioni del fondo regionale 2013 per la non autosufficienza.
In ballo ci sono oltre mille disabili gravissimi40 mila assegni di domiciliarità per i non autosufficienti assistiti a casa propria, i contributi di quota minima per i non autosufficienti accolti in casa di riposo o residenze assistite e che sono ancora in attesa dell’impegnativa regionale, le rette di ragazzi e adulti disabili accolti nei Ceod.

-----inizio documento(Arv) Venezia 2 gen. 2014 – “L’incredibile conflitto tra assessore e dirigente del settore sociosanitario sta penalizzando i cittadini più deboli e più fragili, in particolare i disabili gravi e gli utenti dei Ceod”. Claudio Sinigaglia, vicepresidente della commissione Sanità e consigliere regionale del Pd, insorge di fronte al mancato riparto di fine anno del fondo regionale per la non autosufficienza e chiede la convocazione urgente, in commissione Sanità, degli assessori regionali alla Sanità e al Sociale, Luca Coletto e Remo Sernagiotto, e del segretario regionale del settore sociosanitario Domenico Mantoan. “Ho scritto al presidente della commissione Leonardo Padrin – dichiara Sernagiotto – chiedendogli di dedicare la prossima seduta della commissione, prevista per il 9 gennaio, all’inaudita situazione di blocco dei 735 milioni del fondo regionale 2013 per la non autosufficienza. Siamo in presenza di uno scontro mai visto e inaudito tra assessore e dirigente, tra tecnici e politici, di un autentico ‘vulnus’ istituzionale che sconfessa decenni di integrazione tra sistema sociale e sanitario. La mancata ripartizione del fondo (quest’anno salito da 721 a 735 milioni grazie ad una ulteriore erogazione concessa dal governo) mette a repentaglio servizi e assegni di cura garantiti dalle 21 Ulss a disabili e anziani: in ballo ci sono oltre mille disabili gravissimi, 40 mila assegni di domiciliarità per i non autosufficienti assistiti a casa propria, i contributi di quota minima per i non autosufficienti accolti in casa di riposo o residenze assistite e che sono ancora in attesa dell’impegnativa regionale, le rette di ragazzi e adulti disabili accolti nei Ceod. Com’è possibile che la delibera di riparto del fondo tra le 21 Ulss, che mi dicono fosse già pronta a settembre, non sia mai stata trasmessa alla competente commissione consiliare? Di chi è la responsabilità di aver tradito la legge 30 del 2009 (che ha istituito il fondo unico per la non autosufficienza e affidato al Consiglio il compito di programmarne e monitorarne l’impiego, ndr)? Perché viene espropriato l’organo di indirizzo e di controllo dei propri compiti di programmare l’assegnazione delle risorse e la misura delle prestazioni in risposta ai bisogni dei tanti disabili e non autosufficienti della nostra regione? Perché devono essere i cittadini più deboli a pagare i costi della sanità veneta?”. 
Sinigaglia punta il dito sul conflitto, sempre meno latente, tra i due settori della sanità e sociale, nell’assicurarsi risorse adeguate ai fabbisogni crescenti. E chiama in campo i massimi arbitri della politica regionale: “Invito i presidenti di Giunta e Consiglio, Zaia e Ruffato, a farsi garanti dell’applicazione della legge regionale (Lr 30/2009) – è l’appello dell’esponente Pd - che espressamente prevede che la Giunta regionale, previo parere della commissione, entro il 31 dicembre di ogni anno, provveda a ripartire le risorse per la non autosufficienza sulla base di indicatori demografici, socio-economici; al numero di persone disabili e non autosufficienti e alla consistenza dei servizi. La spesa sociale non può diventare terreno di scontro politico o camera di compensazione per operazioni di bilancio. La legge 30 che ha istituito il fondo unico per la non autosufficienza – conclude Sinigaglia - è uno dei pilastri di quel modello di integrazione tra assistenza sociale e assistenza sanitaria che ha sinora assicurato cure e assistenza a tutti i veneti e che tutta l’Italia ci invidia:”.
-----fine documento

10.10.13

Le schede ospedaliere e territoriali approvate dalla V commissione del consiglio regionale del Veneto

Il testo delle schede approvate dalla V commissione


Dopo l'approvazione da parte della giunta regionale, passato il periodo delle audizioni, la V commissione del consiglio regionale del Veneto ha dato il suo parere sulle schede ospedaliere e territoriali.
Il vicepresidente della Commissione Claudio Sinigaglia ne ha reso disponibile il testo sul suo sito.
Vai alla pagina dedicata.
Scarica direttamente da qui.
Le schede non si possono considerare ancora definitive. Ci vorrà il voto del consiglio e, probabilmente, prima faranno un passaggio in giunta.

29.3.13

Procreazione assistita: sono quasi 5 mila le coppie che ne hanno fatto ricorso nel 2011

dalla pagina facebook del consigliere regionale Claudio Sinigaglia.

Sono quasi 5 mila le coppie che nel corso del 2011 hanno fatto ricorso alla procreazione medicalmente assistita rivolgendosi ai 36 centri autorizzati presenti in Veneto. Le coppie assistite sono state 1571 nei centri di primo livello (per il 60 per cento sono pubblici), e 3202 nei centri di secondo e terzo livello (22 per cento pubblici). Mentre i centri della sanità pubblica sono in flessione (due chiusure nell'ultimo quinquennio), quelli privati sono passati da 15 a 21. Le media regionale dei tempi di attesa per le coppie che fanno ricorso alle tecniche di inseminazione per avere un figlio oscilla - per il primo colloquio - tra i 4 mesi di Padova e i 12 mesi di Oderzo; per avere il primo trattamento bisogna aspettare 6 mesi a Padova e 24 mesi sempre ad Oderzo, con una media regionale di attesa che si attesta sui nove mesi. In aumento, infine, il numero delle coppie che provengono da altre Regioni. Questi i primi dati forniti alla commissione Sanità dall'assessore alla Sanità sull'attività e i tempi di attesa nei centri di procreazione medicalmente assistita in Veneto. Ad una prima informativa farà seguito una relazione più dettagliata.
In quella sede saranno dettagliati e analizzati i dati su provenienza delle coppie, percentuali di successo anche in relazione all'età delle donne, ripartizione dell'attività tra centri pubblici, centri privati e privati convenzionati, costi delle diverse tecniche, nel pubblico e nel privato.
Il consigliere Sinigaglia ha chiesto, inoltre, di verificare le ricadute della decisione veneta di autorizzare la fecondazione assistita in regime di servizio pubblico nelle donne fino ai 50 anni di età.

20.1.13

Retromarcia sulle prestazioni extra Lea. Almeno fino a marzo...

Ma è una soluzione temporanea, vale fino a marzo. E poi?

Ne avevo parlato in coda a un precedente post. Le proteste delle associazioni hanno portato la V commissione (sanità) del consiglio regionale a chiedere all'unanimità di non dar corso alla deliberazione della giunta dello scorso 24 dicembre con cui era stato deciso di congelare l'erogazione delle prestazioni extra Lea (Livelli Essenziali di Assistenza). Tra questi gli assegni di cura ad anziani e non autosufficienti, i contributi di domiciliarietà, i finanziamenti per progetti di autonomia delle persone disabili, le prestazioni diagnostiche e specialistiche per affetti da malattie rare e celiachia, il telesoccorso e la teleassistenza, la gratuità del parto indolore. Oltre centomila le persone coinvolte, 120 milioni di budget.
La commissione ha chiesto di invertire il percorso disegnato dalla delibera del 24 dicembre: prima la commissione tecnica coordinata dal segretario Domenico Mantoan valuterà criteri, priorità e ricadute delle prestazioni extra Lea formulando (entro il 28 febbraio) una proposta di rivisitazione; poi lo stesso organismo si pronuncerà sul provvedimento, entro il 31 marzo.
Nel frattempo, per tutto il primo trimestre in corso, le prestazioni accessorie continueranno ad essere gratuite. E poi?
Leggi l'articolo completo del Mattino di Padova di venerdì 18/01/2013.

16.1.13

La proposta di bilancio 2013 della giunta regionale massacra la politica sociale del Veneto


Esiste ancora una politica sociale in Veneto? Se lo chiede il consigliere regionale Claudio Sinigaglia dalle pagine del suo sito e in un comunicato del 10 gennaio scorso.
Impressionanti i dati del taglio alla spesa sociale:

  • in soli due anni i finanziamenti di fonte regionale a favore del sociale hanno subito un crollo pari a 46 milioni di euro (- 40% circa);
  • sul sociale la parte che non dipende dal fondo sanitario regionale è di circa 70 milioni;
  • di queste risorse, la metà, ovvero 35 milioni, sono destinati alle scuole di infanzia e asili nido; voci di pertinenza più dell’ambito scolastico-educativo che di quello legato al sociale.


Una denuncia quella di Claudio Sinigaglia che segue l'allarme sui tagli e i congelamenti dell'assistenza sociale. Di seguito una breve rassegna stampa:
Gaz2013-01-08Sinigaglia.pdf
Mattino2013-01-08Sociale.pdf
Mattino2013-01-08Sociale2.pdf
Mattino2013-01-08Sociale3.pdf