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18 marzo 2026

Veneto, la crisi senza fine dei medici di base. Servizio del TGR Veneto

Nuovo rapporto Gimbe

Le prospettive sono nere: 774 generalisti in meno in regione. Aumentano inoltre le aree cosiddette "carenti", cioè prive di assistenza sanitaria di base.



Medico di base, no grazie, dicono i giovani. 774 medici di medicina generale in meno in Veneto, solo nel 2025: questi i professionisti che mancano anche oggi. Entro il 2028 ne andranno in pensione altri 469. Un'emorragia continua, registrata dalla fondazione Gimbe in tutto il Paese, privo ormai di 5.700 camici bianchi. Il numero medio di assistiti a medico nella nostra regione è di 1.526, contro una media nazionale di 1.383. Meno dottori uguale più pazienti da seguire pro capite. Tra il 2019 e il 2024 sono diminuiti di numero dell'11.1 per cento.

di Alessia Piovesan, montaggio di Massimo Serena
17/03/2026

Vedi il servizio, 1 minuto e 30" circa



27 novembre 2025

Fondazione Gimbe. Sanità: il pubblico arretra, i privati occupano gli spazi vuoti

Spesa delle famiglie oltre i 41 miliardi di euro.
Dal 2022 al 2024 più di 1,7 milioni di persone rinunciano a prestazioni sanitarie.
Il privato convenzionato domina RSA e riabilitazione, ma mostra segni di crisi.
E si registra il Boom del privato puro: in 7 anni +137%


«Non serve cercare un piano occulto di smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN): basta leggere i numeri per capire che la privatizzazione della sanità pubblica è già una triste realtà». Con queste parole Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, apre la sua relazione al 20° Forum Risk Management di Arezzo, presentando un’analisi indipendente sull’ecosistema dei soggetti privati in sanità e sulla privatizzazione strisciante del SSN. L’analisi documenta che il progressivo indebolimento della sanità pubblica lascia sempre più spazio all’espansione silenziosa di una moltitudine di attori privati, spesso identificati erroneamente con le sole strutture private accreditate.


fonte: Comunicato stampa della Fondazione Gimbe, 26 novembre 2025.

E' tutta da leggere, piano piano, con attenzione, l'analisi della Fondazione Gimbe. Impressionante l'incremento di spesa delle famiglie (che se lo possono permettere) verso il privato puro (cioè non convenzionato con il sistema sanitario nazionale).

Ricordo che qualche mese fa sulla stampa - vedi articolo del Gazzettino del 27 agosto 2025 riportato in fondo - infermieri e sindacato lanciavano l'allarme sulle condizioni di lavoro alla Casa di cura (convenzionata) di Porto Viro. A fronte del raddoppio del Pronto Soccorso numerosi infermieri avevano rassegnato le dimissioni volontarie dalla struttura (in fuga verso il privato puro?) esasperando ulteriormente le condizioni di lavoro di chi rimaneva in servizio.

Insomma, per il cittadino, oltre al continuo ricorso da parte delle Ulss al privato convenzionato, si delinea lo spettro del privato privato puro, senza rimborsi da parte del Ssn. Dalla padella alla brace.

Gazzettino 27 agosto 2025 - Porto Viro


15 ottobre 2025

Gimbe, 13 miliardi in meno alla sanità negli ultimi 3 anni

fonte: Ansa

La spesa delle famiglie sale a 41,3 mld, il 10% non si cura. L'agonia del Ssn apre al privato



Ne consegue:

  • un aumento delle disuguaglianze
  • famiglie schiacciate da spese insostenibili
  • cittadini costretti a rinunciare alle cure
  • personale demotivato che lascia la sanità pubblica

È quanto emerge dall'ottavo Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l'efficienza del Ssn: negli ultimi tre anni, afferma Gimbe, la sanità pubblica ha perso 13,1 miliardi di euro, mentre 41,3 miliardi sono a carico delle famiglie. In particolare, un italiano su 10 ha dovuto rinunciare alle cure e nonostante l'Italia sia al secondo posto in Europa per numero di medici, resta indietro per quanto riguarda gli infermieri. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la salute registra inoltre gravi ritardi: solo il 4,4% delle case della comunità è pienamente operativo.

"Se è certo che nel triennio 2023-2025 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 11,1 miliardi di ero - rileva Cartabellotta - è altrettanto vero che con il taglio alla percentuale di Pil la sanità ha lasciato per strada 13,1 miliardi. Infatti, la percentuale del Fsn sul Pil al 31 dicembre 2024 è scesa dal 6,3% del 2022 al 6% del 2023, per attestarsi al 6,1% nel 2024-2025".

Leggi l'articolo completo.

24 marzo 2025

Liste d'attesa e medici di base - Tutto bene in Polesine? - Perché la Sanità Pubblica va difesa


Lo scorso 20 marzo 2025 per iniziativa del Circolo Arci "2 Giugno 1946" e del Forum dei Cittadini di Rovigo si è tenuto un dibattito sul tema "Liste d'attesa e medici di base - Tutto bene in Polesine? - Perché la Sanità Pubblica va difesa".

Invitato per parlare delle liste d'attesa ho illustrato l'attività del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" nello Sportello per il Diritto alle Cure aperto a Trecenta dallo scorso 9 gennaio. Sono decine gli Sportelli attivati dai comitati spontanei per la difesa della sanità pubblica in tutto il Veneto allo scopo di assistere i cittadini contro la violazione dei livelli essenziali di assistenza.

Mirella Zambello ha trattato il tema dei medici di medicina generale nel contesto dei servizi socio-sanitari.

Carlo Cunegato ha commentato le recenti dichiarazioni di Zaia sulla riduzione delle liste di attesa: il "trucco" dei monitoraggi che si limitano alle prime visite; i controlli che sfuggono alla verifica dell'efficienza del sistema regionale.
Monitoraggio sui Lea (Livelli Essenziali di Assistenza): su 6.000 Lea ne vengono misurati solo 27. La Regione concentra le risorse per soddisfare quei 27 parametri per "guadagnare" illusoriamente il primato. Come spacciare una misurazione parziale e per un monitoraggio generale.
Gimbe ha recentemente pubblicato uno studio che dimostra che sui medici di base (medici di medicina generale) il Veneto è la peggiore regione d'Italia dopo la Lombardia.
Uno studio Agenas pubblicato dalla Cgil rileva che il Veneto è di gran lunga la regione dove sono più alti i codici bianchi e verdi nei pronto soccorso.
Viene mantenuto il tetto di spesa sul personale della sanità, ma le Ulss possono spendere moltissimo per contratti privatistici con i medici esterni. Spendiamo solo il 6,2% del Pil ma dobbiamo concentrare le risorse nel pubblico e non nel privato.
Il limite fra civiltà e barbarie è sulla sanità.

Radio BlueTu, che ringrazio, ha reso disponibile la registrazione dell'iniziativa.

Pietro Tosarello


17 febbraio 2025

La migrazione sanitaria sfonda il tetto dei 5 miliardi: si aggravano gli squilibri Nord-Sud

fonte: https://finanza.repubblica.it/News/2025/02/12/la_migrazione_sanitaria_sfonda_tetto_5_miliardi_si_aggravano_squilibri_nord_sud-99/

I dati sono relativi al 2022. Nel frattempo la situazione probabilmente è peggiorata.
Le strutture private convenzionate incassano la maggior parte delle prestazioni.

Nel 2022 la migrazione sanitaria fra regioni italiane ha conosciuto una forte accelerazione, sfondando il tetto dei 5 miliardi di euro di valore. In sole tre regioni del Nord - Lombardia, Emilia Romagna e Veneto - si concentra circa il 94% del saldo attivo del SSN, mentre il 78,8% del saldo passivo grava sul Centro-Sud. Il 54,4% delle prestazioni fuori Regione va al privato accreditato. E' quanto emerge in sintesi dal rapporto della Fondazione GIMBE sulla mobilità sanitaria.

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09 febbraio 2025

Liste d’attesa, l’allarme Gimbe: “Approvato un decreto attuativo su sei”: a che punto è la riforma

fonte: https://www.fanpage.it/politica/liste-dattesa-lallarme-gimbe-approvato-un-decreto-attuativo-su-sei-a-che-punto-e-la-riforma/

La riforma sulle liste d’attesa, nata per garantire un accesso più rapido alle cure, è bloccata a causa dei ritardi nei decreti attuativi. Mentre milioni di pazienti restano senza risposte, la Fondazione GIMBE denuncia lo stallo: “Per risolvere il problema servono investimenti mirati e riforme coraggiose”.

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Solo un decreto attuativo su sei ha ricevuto il via libera

I decreti attuativi rappresentano il cuore pulsante di qualsiasi riforma, ma a sei mesi dall’approvazione della legge il meccanismo sembra essersi inceppato: dei sei provvedimenti previsti, infatti, soltanto uno ha ricevuto il via libera, mentre tre sono già scaduti e per gli altri due non è stata neppure fissata una scadenza. Un quadro che, secondo Cartabellotta, ricalca un copione già visto nella storia parlamentare italiana: tra lungaggini burocratiche, ostacoli politici e mancanza di coordinamento tra ministeri e Camere, spesso le norme restano sulla carta, senza mai tradursi in cambiamenti concreti.

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Odissea senza fine per i pazienti

Nel frattempo, per i cittadini la situazione non cambia: milioni di pazienti continuano infatti a scontrarsi con liste d'attesa interminabili, rinunciando spesso alle cure per mancanza di alternative. Il paradosso sembra essere evidente: la legge esiste, ma senza i decreti attuativi rimane solo un insieme di buone intenzioni prive di effetti concreti.

"Le liste d’attesa non sono altro che il sintomo di una crisi strutturale del Servizio Sanitario Nazionale. Per risolvere il problema servono investimenti mirati e riforme coraggiose. Limitarsi a tamponare l'emergenza senza affrontare le cause profonde equivale a guardare il dito e non la luna", ha concluso Cartabellotta.

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Sulle liste d'attesa consulta anche, in questo blog, il post Liste d'attesa, la normativa nazionale e regionale (Veneto) dove consultare anche il testo del DECRETO-LEGGE 7 giugno 2024, n. 73 Misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie. Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 29 luglio 2024, n. 107. Testo unificato, link a normattiva.it

16 ottobre 2024

7° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale

(dal sito)

"La Fondazione GIMBE ha presentato l’8 ottobre 2024 presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica il 7° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) rilevando anzitutto come dati, narrative e sondaggi di popolazione dimostrino che oggi la vera emergenza del Paese è il Servizio Sanitario Nazionale. Un divario della spesa sanitaria pubblica pro capite di € 889 rispetto alla media dei paesi OCSE membri dell’Unione Europea,  con un gap complessivo che sfiora i € 52,4 miliardi; la crisi motivazionale del personale che abbandona il SSN; il boom della spesa a carico delle famiglie (+10,3%); quasi 4,5 milioni di persone che nel 2023 hanno rinunciato alle cure, di cui 2,5 milioni per motivi economici; le inaccettabili diseguaglianze regionali e territoriali; la migrazione sanitaria e i disagi quotidiani sui tempi di attesa e sui pronto soccorso affollati dimostrano che la tenuta del SSN è prossima al punto di non ritorno, che i princìpi fondanti di universalismo, equità e uguaglianza sono stati ormai traditi e che si sta lentamente sgretolando il diritto costituzionale alla tutela della salute, in particolare per le fasce socio-economiche più deboli, gli anziani e i fragili, chi vive nel Mezzogiorno e nelle aree interne e disagiate.

Perdere il SSN non significa solo compromettere la salute delle persone, ma soprattutto mortificarne la dignità e ridurre le loro capacità di realizzare ambizioni e obiettivi. È per questo che la Fondazione GIMBE ha aggiornato il Piano di Rilancio del SSN: un programma chiaro in 13 punti che prescrive la terapia necessaria a salvare il nostro SSN “malato”. Un piano che ha come bussola l’articolo 32 della Costituzione e il rispetto dei princìpi fondanti del SSN e mette nero su bianco le azioni indispensabili per potenziarlo con risorse adeguate, riforme coraggiose e una radicale e moderna riorganizzazione. Per attuare questo piano, la Fondazione GIMBE invoca un nuovo patto politico e sociale, che superi divisioni ideologiche e avvicendamenti dei Governi, riconoscendo nel SSN un pilastro della nostra democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore per lo sviluppo economico dell’Italia. Un patto che chiede ai cittadini di diventare utenti informati e responsabili, consapevoli del valore del SSN, e a tutti gli attori della sanità di rinunciare ai privilegi acquisiti per salvaguardare il bene comune."

Da questa pagina è possibile scaricare:

  • il 7° Rapporto GIMBE 
  • la lettera del Presidente Mattarella 
  • il comunicato stampa 
  • le slide della presentazione 
Sul tema vedi anche:

05 settembre 2024

Nino Cartabellotta, Fondazione Gimbe: "Troppi tagli, l'Italia è agli ultimi posti in Europa". La Stampa, 3 settembre 2024

"La Politica con la P maiuscola prenda atto che la vera emergenza del Paese è la sanità.
Perdere un servizio sanitario pubblico fondato su princìpi di universalità, eguaglianza ed equità, determinerebbe un disastro sanitario, economico e sociale senza precedenti."


11 ottobre 2023

6° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale

A questo link:
è possibile ascoltare la registrazione della presentazione del 6° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, tenuta presso il Senato della Repubblica.
Inoltre è possibile scaricare un ricco comunicato stampa e la slide della presentazione completa di Nino Cartabellotta.