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21.2.15

Il Comitato per il "San Luca" scrive alla Procura: la chiusura di chirurgia d'urgenza è interruzione di pubblico servizio?

Il Comitato scrive anche ai comuni dell'Ulss 18 affinché chiedano alla Regione Veneto di bloccare IMMEDIATAMENTE l'applicazione delle schede ospedaliere.

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

20-02-2015
Alla Procura della Repubblica di Rovigo

E per conoscenza: Al Prefetto di Rovigo
Al Presidente della Regione Veneto
All’assessore alla Sanità Regione Veneto
Ai Consiglieri Regionali Polesani
Al segretario regionale alla sanità
Al Presidente della Provincia di Rovigo
Al vescovo di Adria e Rovigo
Al Direttore Generale Ulss 18
Al Presidente della Conferenza dei Sindaci ULSS18
Ai sindaci dell’Ulss 18
Oggetto: Sospensione del Servizio di Chirurgia d’urgenza
dalle 18 del Venerdì alle 8 del lunedì, presso l’Ospedale San Luca di Trecenta.

Visto che:
  1. si sono verificati casi clamorosi di decessi dovuti alla ricerca inutile di assistenza d’urgenza per mancanza di posti letto negli ospedali;
  2. l’urgenza deve essere garantita allo stesso livello in tutti gli ospedali per acuti e a tutta la popolazione, senza discriminazioni;
  3. a partire da oggi, 20 febbraio, per il fine settimana (dalle 18 del venerdì alle 8 del lunedì) è interrotto il servizio di chirurgia d’urgenza al San Luca, servizio che dovrebbe servire un territorio con 85.000 abitanti e con complessa viabilità;
  4. il San Luca, a differenza di altri Ospedali Polesani, dista ben 35 chilometri dall’ospedale di Rovigo e il ricovero per interventi d’urgenza di cittadini altopolesani dovrebbe essere fatto nell’ospedale più vicino (salvo casi particolarmente complessi);
  5. una carenza del genere può incidere negativamente sull’efficienza di altri reparti (già ridimensionati) a causa di possibili emergenze interne (ostetricia - ginecologia – medicina),
allo scopo di evitare gravi rischi per la salute ai nostri concittadini altopolesani,
chiediamo a questa spettabile Procura,
una valutazione dell’ipotesi di “Interruzione di pubblico servizio”

Scusandoci per il disturbo, porgiamo distinti saluti.

Per il Comitato - la portavoce Jenny Azzolini

11.6.13

IL SAN LUCA RESTA UNA FERITA APERTA E NON E’ SOLO

COMUNICATO STAMPA
Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 9 giugno 2013 h.12

IL SAN LUCA RESTA UNA FERITA APERTA E NON E’ SOLO

La dichiarazione più recente dell’assessore Coppola è perfettamente coerente con quanto aveva già detto in un incontro promosso tempo fa dalla Cgil (nella Sala Convegni dell’Ospedale di Rovigo) e in un incontro a Trecenta (presso il Teatro Comunale).
Per chiarezza riporto quanto letto: “Il Polesine ha già operato significative riduzioni in passato … , è già in linea con i parametri prefissati previsti per i posti letto e gode del significativo riconoscimento compensativo legato alla specificità territoriale. Nessun declassamento è previsto per Rovigo …”
Ma a queste parole segue la riflessione: “… non è il momento di dare numeri precisi perché occorre ancora definire la partita fino in fondo.”
Queste parole non liberano dall'ansia, dal pessimismo dell’incertezza, dalla “rabbia” che sta sostituendo quello che un tempo si liquidava come qualunquismo, cioè la sfiducia nella politica e l’accusa sono tutti uguali, una volta eletti non pensano più al bene degli elettori, ma solo ai propri interessi” ( non posso credere che in tutti i politici ci sia solo interesse personale).
In questo clima il Comitato Altopolesano per il San Luca si muove senza “pause di riflessioni”, né pause elettorali, senza per questo svilire l'etica dell’impegno civile.
Ma stranamente (?) non troviamo risposte e non troviamo sempre spazio adeguato nei fogli di informazione.
Il Comitato Altopolesano ( composto da rappresentanti di tutti i comuni dell’Altopolesine) si tiene sempre in contatto con la nuova direzione dell’ULSS 18. Il dott. Orsini e il dott. Sortino ci dicono di voler fare della sanità dell’altopolesine (e del medio) un servizio adeguato alle necessità dei cittadini e impegnato ad affrontare il problema in un’ottica di obiettivi sanitari etici ed economici.
Però il dottor Orsini, invitato in consiglio comunale a Trecenta, ha fatto presente che la Regione Veneto ha concesso 20 milioni di € in meno nel suo badget e il 10% va obbligatoriamente alle cliniche private.
Sappiamo poi che la Regione ha “elargito” altri 23 milioni ai privati “per evitare il licenziamenti”, senza però tener conto della dichiarata disponibilità del dottor Orsini ad utilizzare i lavoratori in esubero (nella sanità privata), con addirittura un vantaggio economico per la sanità pubblica.
Nella gravità della situazione il Comitato Altopolesano ha contatto anche il sindaco di Rovigo Piva dichiarando la volontà di collaborazione per difendere l'ULSS 18: temiamo che il progetto che sta per essere approvato in regione (complici tutti Pd-Pdl-Lega) comporterà la trasformazione di Rovigo in ospedale spoke, cioè privo di molte delle più importanti specialità, e la riduzione dell’ospedale di Trecenta ad ospedale di comunità.
Forse tutto questo a favore di Padova e del nuovo monoblocco di Monselice? C’era proprio bisogno di un costosissimo ospedale a Monselice, piuttosto vicino a Padova e a Rovigo?
Abbiamo anche inviato mail al Presidente Zaia per chiedere il rispetto dell’impegno (preso davanti al Prefetto nel gennaio del 2012) di discutere con i comuni le schede ospedaliere; abbiamo informato sindaci e presidente della conferenza dei sindaci , la presidente della provincia, vescovo, sindacati. Abbiamo informato del grave disagio popolare politici provinciali, regionali, nazionali.
Abbiamo ricevuto mail di condivisione e disponibilità dal Vescovo, dalla Presidente della Provincia, dai sindaci di Canda-Bagnolo-Stienta- Ceneselli Occhiobello- Fratta-Fiesso; ha comunicato la propria preoccupazione il presidente della conferenza dei sindaci.
Nient’altro.
Il presidente Zaia, attraverso la sua segretaria, ha detto di non voler strumentalizzare il problema in periodo elettorale(?). Dagli altri interpellati solo avvisi automatici di ricevimento mail.
Vogliamo essere chiari: noi non facciamo solo contestazione, conosciamo bene i problemi, anche quelli economici, ma sappiamo che ci sono soluzioni che si possono adottare e che possono essere anche un rinforzo economico.
Ci sembra interessante la proposta della direzione dell’ULSS 18 che, puntualizzando l’inutile dispendiosità di doppioni propone per il San Luca tre punti di forza che siano insieme freno all’emigrazione sanitaria (che comporta uscite economiche) e offerta aggiuntiva di servizio (che comporta entrate).
Questo significa vedere il San Luca come: polo plurispecialistico chirurgico - polo riabilitativo di alto livello - punto di riferimento per Procreazione Medico Assistita.
Vogliamo sia chiaro che un progetto di sviluppo di questo genere non deve togliere assolutamente al San Luca le caratteristiche di Ospedale per Acuti con Pronto Soccorso, anzi la presenza di particolari professionalità dovrebbe potenziare i servizi ambulatoriali.
Il Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”, nelle sue richieste, rinnova l’urgenza di definire ambulatori polispecialistici che operino con continuità in modo da ridurre i tempi di attesa; la necessità di non interrompere durante i mesi estivi il day hospital oncologico (problema che pare in via di soluzione); un pronto soccorso h.24; una radiologia con un efficiente servizio di teleradiologia; un reparto medico multidisciplinare che garantisca il trattamento di tutte le più comuni patologie internistiche del nostro territorio; l’HRSA tramite tra ospedale e territorio; Ostetricia e Ginecologia; una Chirurgia day surgery con Chirurgia d’Urgenza 7 giorni su 7.
Ripetiamo: non vogliamo essere presi in giro, perché se il concetto di sanità territoriale può avere una sua logica etica ed economica, non può essere strumento di cattura ingannevole di consenso, né significare riduzione dei servizi ospedalieri senza compensazioni territoriali.

Per il Comitato Altopolesano, la portavoce Jenny Azzolini.

4.6.13

Bombonato: "Sulle schede ospedaliere disattese le promesse di trasparenza"

Il presidente della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 chiede chiarezza sugli ospedali di Trecenta e Rovigo.

Da La Voce di Rovigo, lunedì 3 giugno 2013

Il presidente della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18, e sindaco di Costa di Rovigo, Antonio Bombonato, fa il punto sullo stato della sanità polesana , in vista della pubblicazione delle schede ospedaliere.
....
Da quell'ormai lontano gennaio del 2012 aspetto e aspettiamo di conoscere i contenuti delle schede ospedaliere e di quelle territoriali determinanti nell'applicazione del nuovo Pssr ma alla data odierna, almeno personalmente, non ho ancora avuto il privilegio di vederle.
Era stata una promessa, che oserei dire solenne, ottenuta quel gennaio di oltre un anno fa alla presenza del prefetto di Rovigo, da parte della Regione del Veneto lì rappresentata ai massimi livelli dall'assessore regionale Coletto e dal segretario regionale alla Sanità Mantoan.
Perché così tanto e tanto lunga riservatezza?
... Non ci bastano più le rassicurazioni che non sarà cambiato il ruolo di hub dell'ospedale di Rovigo, quando sembra che invece le schede di Padova richiamino una sorta di dipendenza di Rovigo da Padova rendendo di fatto l'ospedale civile di Rovigo "degradato a spoke"? Ovviamente non ne faccio un problema di terminologia ma di ciò che c'è dietro a questo. Al di là delle rassicurazioni le alte specializzazioni che sono presenti a Rovigo, quali ad esempio malattie infettive e medicina nucleare per citarne due, restano o spariranno come abbiamo sempre temuto e sottolineato già alle prime letture del nuovo Pssr?

Leggi l'articolo completo.

21.3.13

Ma assessore dove vive? Non si è accorto che il problema è la sopravvivenza della sanità pubblica?

Leonardo Raito, contro ogni logica, propone nuove convenzioni con strutture sanitarie private

La sanità è in crisi per carenza di risorse? I tagli colpiscono anche la sanità privata convenzionata? E allora "aumentiamo il numero delle strutture private convenzionate"!
E' questa la singolare, originalissima proposta dell'assessore provinciale Leonardo Raito. Non solo, secondo Raito, di cui fino a oggi non si conosceva alcun particolare impegno sulla sanità, il punto non è la carenza di risorse e la loro gestione ma la mancanza di ulteriori "strutture private convenzionate".
Idee che però fanno a cazzotti con la dura realtà: i tagli della spending review, il piano socio sanitario regionale, le schede ospedaliere e territoriali che minacciano di ridurre ulteriormente posti letto e risorse. Argomenti che non sfiorano l'assessore tutto proteso a garantire un'amplissima possibilità di scelta tra sanità pubblica e tantissima sanità privata. Come si trattasse di acquistare un'automobile: "a me piace rossa", "a me bianca", "io la voglio metallizzata", "per me decappottabile".
Ma assessore dove vive? su Marte? Non si è accorto che il problema è la sopravvivenza della sanità pubblica?
In questo paese, per la sanità, già ora si spende il 34% in meno degli altri principali paesi europei. In questa regione già si spende una montagna di soldi per mantenere convenzioni con strutture private convenzionate. In questa Ulss il 10% del bilancio è vincolato dalle convenzioni con i privati e i direttori generali devono "garantire", ribadisco "garantire", che queste risorse vengano erogate, altrimenti vanno a casa, parola del presidente Luca Zaia.
E non si è accorto Leonardo Raito che le liste di attesa sono spesso più lunghe per le prestazioni richieste agli ospedali pubblici e assai più brevi per le private? A fronte di questo problema che si deve fare, concedere ulteriori convenzioni o rafforzare la sanità pubblica? Incredibilmente Raito ritiene che siano necessarie altre strutture private.
Alla fine del suo articolo su La Voce di Rovigo di giovedì 21 marzo, l'assessore si chiede perché a Venezia non abbiano già pensato ad allargare la platea delle convenzioni e allude alla possibilità che si intenda salvaguardare interessi consolidati, quelli dei privati che hanno già una convenzione.
A Venezia, dove sanno bene quanto hanno profuso per la sanità privata, non ci hanno pensato perché la proposta non sta in piedi, perché è priva di ogni logica e perché diventerebbe tragicamente ridicola in un momento in cui la giunta regionale sta tagliando il 30% delle prestazioni convenzionate. E poi si potrebbe alludere che la proposta tenda non tanto a una sanità più efficiente ed economica ma alla sponsorizzazione interessata di nuovi operatori privati.

Scarica l'articolo de La Voce.

18.3.13

Liste d'attesa: promesse non mantenute dalla Regione

Il Comitato altopolesano per il "San Luca" segnala tre casi.
Sanità privata convenzionata: l'altra faccia della medaglia.

Tre casi in cui per normali visite e accertamenti richiesti al Cup di Trecenta, vengono proposti appuntamenti molto più ravvicinati nelle strutture private convenzionate. Le differenze sono talmente marcate che l'utente è condizionato a scegliere la prestazione offerta dal privato.
Ricorderete gli impegni solenni del presidente della giunta regionale Luca Zaia alla riduzione delle liste di attesa. Nei mesi scorsi è stato istituito un recapito di posta elettronica per raccogliere le segnalazioni degli utenti. Ma i problemi continuano. Le liste d'attesa sono ancora lunghissime e, troppo spesso, l'unica possibilità offerta in tempi accettabili è quella della sanità privata convenzionata.

Jenny Azzolini, portavoce del Comitato Altopolesano per il San Luca, ha raccolto le ultime segnalazioni ricevute dai cittadini e le ha inviate, tra gli altri, al direttore generale e all'ufficio relazioni con il pubblico dell'Ulss 18, al prefetto e al presidente della conferenza dei sindaci, al presidente della giunta e all'assessore regionale alla sanità.
Ecco il testo della mail inviata.
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Ogg: liste d'attesa: promesse non mantenute dalla Regione

Al CUP di Trecenta è stato richiesto appuntamento per visita cardiologica, senza urgenza, martedì 12 marzo: date proposte 14 gennaio 2014 al San Luca; 10 aprile 2013 a Santa Maria.
La signora che mi autorizza a segnalare nome e cognome (prof. Mariateresa Muraro, riv. Miani, Badia Pol.) desidera far arrivare tutta la sua amarezza ed il disagio che la obbligano a fissare l'appuntamento a Santa Maria.
Per una ecografia tiroidea Trecenta si attesta a marzo 2014, però si offre l'"occasione" di tempi brevi di Porto Viro; per una densitometria Trecenta propone agosto o invia ad Adria per maggio.
Sono tre degli ultimi dati segnalati.
Il Comitato Altopolesano vuole segni tangibili da parte della Regione e del Direttore Generale che confermino l'impegno per la valorizzazione della sanità pubblica e non ignorino le promesse ripetute (dai consiglieri regionali) di mantenimento della qualità del San Luca "ospedale per acuti con pronto soccorso".
Ribadiamo la nostra opinione che il servizio privato convenzionato è un valore aggiunto se non si sostituisce al pubblico.
Disponibile al confronto, alla collaborazione, ma fermo nell'impegno di pretendere per l'Altopolesine un trattamento rispettoso dei diritti e della dignità dei suoi cittadini.
Comitato Altopolesano per il San Luca. portavoce Jenny Azzolini
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15.3.13

Le schede ospedaliere e territoriali devono affrontare il dibattito pubblico


Se ne parla da molto ma restano un mistero chiuso nei cassetti della Giunta Regionale.
Disattesi gli impegni alla trasparenza.
Di schede ospedaliere si parla da molto tempo. Dovrebbero definire, ospedale per ospedale, i posti letto assegnati. Le schede territoriali dovrebbero individuare le strutture intermedie presso le quali trattare i pazienti una volta superata la fase acuta.
"Massima trasparenza" hanno promesso gli amministratori regionali da altrettanto tempo. "Le schede saranno discusse con i Comuni": è la promessa che a partire dal 27 gennaio 2012, in prefettura, viene ripetuta da funzionari e assessori regionali.
Durante i mesi scorsi è stato un ininterrotto susseguirsi di anticipazioni, una peggiore dell'altra. Gli ospedali di Rovigo e Trecenta sono minacciati da tagli che andrebbero molto oltre gli effetti della spending review e dello stesso piano socio sanitario regionale (Pssr).
E la trasparenza?
Come Comitato altopolesano per la difesa del "San Luca" abbiamo chiesto più volte che siano avviate consultazioni concrete sulle intenzioni della giunta regionale. L'ultima volta lo scorso 28 febbraio (ore 16,36). Ma alle nostre mail non hanno risposto né il presidente della giunta Zaia né l'assessore regionale alla sanità Coletto. Non ha risposto nemmeno l’assessore Coppola, che in altre occasioni ha rassicurato sul futuro dell’ospedale di Trecenta. Nessun riscontro né da Corazzari, né da Mainardi, né da Azzalin.
Noi continuiamo a tenere informati dei nostri problemi e delle nostre richieste, coinvolgendo tutti i sindaci del distretto 2 e il presidente Bombonato, il direttore dell’Ulss 18 dottor Orsini, il Prefetto dottor Provolo, la presidente della provincia dott. Virgili, il vescovo Soravito, i sindacati e consiglieri regionali che hanno dimostrato attenzione, anche se non polesani, come Pettenò e Sinigaglia. Non rispondono il segretario della sanità veneta Mantoan, non risponde il padre del Pssr Padrin.
Le schede però rimangono un mistero e il timore è che vengano imposte senza alcun confronto con i comuni e la società.
Il dottor Orsini, con ironica deformazione professionale ma giudizio condiviso, ne parla come un “mal di pancia”
Dopo le recenti elezioni politiche si parla di crisi dei partiti politici tradizionali. Una perdita di fiducia che, in Veneto, ha colpito molto duramente i partiti alla guida della giunta regionale.
Gli impegni e le promesse non mantenute e il dovere della trasparenza non onorato seminano sfiducia e preoccupazione sul destino della nostra sanità.
Le schede ospedaliere e territoriali devono affrontare il dibattito pubblico. La giunta regionale deve tirarle fuori dai cassetti e sottoporle alla valutazione della pubblica opinione, dei comuni, degli operatori sanitari, dei sindacati, della società nel suo complesso.
La sanità è un bene fondamentale. E’ un servizio essenziale che deve essere protetto al massimo da tutti. Se ci sono scelte da fare, ogni decisione va presa alla luce del sole.
Trecenta, 14 marzo 2013
Comitato Altopolesano per il "San Luca"
La portavoce, Jenny Azzolini

15.1.13

A Salara si parla del San Luca


Il Comitato per la tutela della salute e del "San Luca", costituitosi a Ficarolo, in collaborazione con l'amministrazione comunale di Salara, ha organizzato per venerdì prossimo, 18 gennaio, alle ore 21.00, presso la sala polivante di Salara, un incontro sul tema:
Ospedale San Luca
a un anno dalle promesse quale riscontro?
Moderatore: Dino Chieregati
Relatore: Mario Gallani
Intervento del sindaco di Salara Andrea Prandini
Dibattito
I cittadini sono invitati a partecipare

Scarica la locandina

Le promesse richiamate nel titolo sono, immagino, quelle che il 27 gennaio dello scorso anno, in prefettura, l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto ha propinato ai sindaci dell'Ulss 18 sulla possibilità di reintegrare il personale mancante al San Luca di Trecenta. Impegni e promesse che sono stati smentiti già dopo pochi giorni. Teatro, è stato solo teatro ho titolato quando è stata evidente, documentata, la finzione dei responsabili della sanità regionale. E' stato proprio teatro!
Per ottenere dal blog tutti i post in relazione con quella riunione è sufficiente cliccare sull'etichetta 'prefetto' qui a lato.

12.12.12

La sanità polesana vista dal Comitato per il San Luca

Jenny Azzolini, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il 'San Luca', tira le somme di quasi due anni di attività e mette a fuoco i problemi dell'ospedale di Trecenta e della sanità in polesine, gravemente minacciata dalle anticipazioni sulle schede ospedaliere pubblicate dal Gazzettino del 25 novembre scorso.

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Il Comitato Altopolesano, che vede al suo interno volontari di tutti i 25 paesi dell’Altopolesine, come presenza agli incontri o in contatto costante via telefono o grazie all’offerta informatica, vuole andare avanti nell’impegno fino a che il discorso salute, che prevede chiarezza sul San Luca e sulla sanità nel territorio, non è ben definito.
L’attività di coinvolgimento di Sindaci, Provincia, Vescovo e Parroci che il Comitato ha avviato nel 2011 ha portato all’incontro dal Prefetto del 27 gennaio 2012, da cui è partito un Tavolo Tecnico che ha prodotto formato proposte cui il Comitato ha affiancato riflessioni inviate in regione, in provincia, a tutti i sindaci.
Noi continuiamo a farci sentire perché vogliamo la stesura delle schede ospedaliere con la contemporanea istituzione delle AGGREGAZIONI FUNZIONALI TERRITORIALI ( aggregazioni dei medici di base, distretti efficienti e Amministrazioni Comunali con ruolo e possibilità di integrazione socio-sanitaria, gestione della persona a domicilio o in strutture ).
Se condividiamo che la sanità moderna è una sanità territoriale che cura e accompagna l’ammalato a casa, temiamo che in realtà si cerchi di smantellare il San Luca senza garanzie per l’attività di assistenza sul territorio.
Noi non siamo tranquilli.
Se da una parte ci confortano certe rassicurazioni (“non ci sarà nessun accorpamento”) ci creano però ansia altre esternazioni, come quelle del dottor Noce, presidente dell’ordine dei medici, che prevede una situazione critica per l’ospedale di Rovigo e una fine tragica per gli ospedali di Trecenta ed Adria.
Ed invita le amministrazioni a difendere i servizi.
In questi giorni continuano all’ospedale San Luca segnali di malessere, di incertezza, di “PROVVISORIETA’” (o improvvisazione).
Facciamo degli esempi: densitometria e visite per patologia osteoarticolare.
A Trecenta c’è la macchina per densitometria, ma poiché c’è anche problema di personale, è usata un solo giorno la settimana. Va aggiunta anche una simpatica curiosità: l’esame con ticket costa 69€; in libera professione, sempre al San Luca, costa meno di 40€.
E dopo l’esame densitometrico bisogna andare magari ad Adria per trovare posto per una visita: il dott. Nardi non è stato sostituito e quindi un problema tipico di persone anziane passa in secondo piano, anche se siamo un’area ad alta presenza di anziani.
A Trecenta c’è pure un apparecchio per la Tac, ma è utilizzato solo la mattina; ci sono altre apparecchiature che, forse, con un uso diverso potrebbero esaurire in tempi più brevi le liste d’attesa.
Ci sono problemi al Centro Trasfusionale, a Cardiologia, al Day Surgery, cui vanno aggiunti i disagi alla Cassa Ticket , spostamenti di personale al CUP e nel settore Radiologia .
L’assunzione a tempo indeterminato di 2 medici anestesisti-rianimatori ci dà speranza; ma ci preoccupano le segnalazioni di disagio che riguardano il servizio di Cardiologia, solo ambulatoriale e coperto da un solo cardiologo, non da due come era stato deciso in Prefettura. E si teme che l’orario 8-17 si riduca a 8-14 con il prossimo pensionamento di un infermiere.
Ci è stato riferito poi che il martedì ed il venerdì non è possibile sottoporre ad ecocardio i pazienti dei reparti o del Pronto Soccorso perché non è in servizio un cardiologo specialistico; che le rotture di apparecchiature (stampante, ecografo, holter ecc.) o malfunzionamento di altre non sono celermente risolte.
Ci preoccupano anche i problemi legati ai punti sanità.
Certo che si continua a parlare di tagli, ma si sorvola sugli sprechi.
Noi cittadini dobbiamo aver ben presente che se la spesa personale sanitaria nel privato convenzionato è la stessa del pubblico, lo stato spende molto di più per i servizi del privato e spende soldi nostri che sborsiamo noi, anche se non direttamente.
Un argomento questo preso pochissimo in considerazione.
Lo dice lo stesso direttore generale Marcolongo nella sua relazione annuale ed è proprio questo documento che ci ha dato la possibilità di continuare la denuncia di sprechi della Regione presso il Ministero e presso la Corte dei Conti.
Perciò abbiamo chiesto alla Corte dei Conti notizie circa un esposto dell'assessore provinciale Brusco, a proposito del denaro pubblico dato alle cliniche private del Veneto, allegando relazione del dottor Marcolongo che parla di un possibile risparmio di milioni di euro annui con prestazioni erogate dal servizio pubblico, anziché dalle cliniche private.
E’arrivata questa risposta.
E' una buona notizia.
Ci ha colpito recentemente anche un riferimento al problema affitto locali per il punto sanità di Santa Maria, che noi, sospettosi, abbiamo inteso come segno di preoccupazione per costi molto, forse troppo, importanti.
Ma qualcosa si sta muovendo. Speriamo ci siano spiegate le ragioni degli incrementi finanziari ai privati in una fase politica-economica di contenimento di costi.
Abbiamo notificato al Ministro Balduzzi il problema della riduzione di servizi e della creazione di situazioni di difficoltà per una popolazione di 85000 altopolesani.
Abbiamo segnalato al Presidente Monti gli sprechi già denunciati alla procura.
Abbiamo ricordato al Presidente Zaia la gravità del problema liste d’attesa (citando esempi concreti con nome e cognome).
Abbiamo incontrato rappresentanti sindacali.
Teniamo un blog aggiornato per essere in contatto con i cittadini di tutti i 25 paesi.
Al convegno della Cgil di venerdì 16 novembre sulla sanità, presenti Coletto, Coppola, Corazzari, Azzalin, abbiamo ascoltato con molta attenzione gli interventi.
Accettiamo volentieri l’invito dell’assessore Coppola a “fare squadra” e ci fa ben sperare l'affermazione “già si è fatto in Regione e per il Polesine quanto si chiede dalla spending review”.
Noi, cittadini del Comitato Altopolesano, continuiamo a seguire con attenzione il succedersi delle scelte di politica sanitaria e vorremmo che l’impegno fosse unitario, per non cadere nel gioco del divide et impera.
Su questo fronte o si vince insieme o perdiamo tutti, e sono in maggiore difficoltà soprattutto i più deboli.
Jenny Azzolini, portavoce del Comitato
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23.11.12

Il Comitato per la difesa dell'ospedale San Luca di Trecenta: "Non siamo tranquilli..."

Il comitato per la difesa dell'ospedale San Luca di Trecenta, per bocca della portavoce Jenny Azzolini, spiega che è ancora alta la preoccupazione per l’eventuale depotenziamento dell’ospedale San Luca di Trecenta. Non sono bastate le rassicurazioni dei consiglieri regionali e degli assessori veneti ricevute durante il convegno della Cgil dei giorni scorsi


Trecenta (Ro) - “Non siamo tranquilli perché non conosciamo ancora le schede ospedaliere e la posizione degli amministratori locali che hanno un peso non secondario nell'evoluzione del progetto”. Jenny Azzolini, portavoce del comitato per la difesa dell’ospedale San Luca di Trecenta spiega i motivi per cui non si fida delle rassicurazioni dei consiglieri e degli assessori regionali annunciate durante il convegno della Cgil dei giorni scorsi.

Leggi l'articolo completo su RovigoOggi.it

AGGIORNAMENTO DEL 26 NOV. 2012
Leggi anche gli articoli del Resto del Carlino del 25.11.2012 e La voce di sabato 24 novembre 2012.

18.11.12

Molte rassicurazioni al convegno di venerdì ... forse troppe per essere vere


Tante rassicurazioni, su tutto e di più, venerdì scorso al convegno della Cgil sul piano socio sanitario. I responsabili regionali hanno dichiarato in tutti i modi che per le Ulss polesane non ci saranno tagli. Questo è quello che ho ricavato perlomeno dalla lettura dei quotidiani che ho citato nel precedente post.
Tutto questo mi ricorda purtroppo una data, il 27 gennaio 2012, quando in prefettura Coletto & C. hanno dato le più ampie rassicurazioni sulla possibilità di reintegrare il personale mancante al San Luca di Trecenta. "E' andata bene, forse troppo" mi disse un amministratore comunale all'uscita da quella riunione. Due giorni dopo la regione si rimangiava tutto.
Da allora non mi fido. Continuo a prendere nota su questo blog dei fatti. E anche delle loro rassicurazioni, dal 2006. Se gli amministratori regionali non manterranno fede a quanto dichiarato chiunque glielo potrà rinfacciare, la Cgil che ha organizzato il convegno di venerdì scorso, gli altri sindacati, i consiglieri regionali, i sindaci e gli amministratori locali, il vescovo e la curia e, soprattutto, ogni singolo cittadino. In caso di cattiva memoria basta cercare su questo blog: oltre 350 post sono a disposizione di chiunque voglia ricordare.

4.11.12

Jenny Azzolini risponde al gruppo di Ficarolo e al sindaco di Trecenta

E rivendica la concretezza del Comitato altopolesano

Jenny Azzolini, portavoce del Comitato altpolesano per il San Luca

Dopo la pubblicazione della conferenza stampa congiunta tra il sindaco di Trecenta Antonio Laruccia e il Gruppo di Ficarolo per il San Luca (vedi post precedente), Jenny Azzolini - portavoce del Comitato altopolesano - ha inviato ai quotidiani locali e a questo blog la dichiarazione che riporto qui sotto.

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Ho letto di una conferenza stampa a “Villa Trebbi”, sede municipale del comune, per lanciare “una grande alleanza delle istituzioni per l’ospedale”, perché, a detta del signor Gallani “abbiamo perso anche troppo tempo ed il tempo della protesta fine a se stessa è finito”. Il sindaco Laruccia e il vicesindaco Armotti hanno dato pieno sostegno a questa iniziativa, lodando “la pragmaticità (?) che distingue il gruppo di Ficarolo dal Comitato Altopolesano, di cui fa parte, ma con cui ha qualche divergenza di opinione”.
E’ utile ricordare che il Comitato Altopolesano ha al suo interno rappresentanti di molti comuni ed è in collegamento con TUTTI  i 25 paesi del distretto 2. A tutti i sindaci è stato consegnato personalmente un lenzuolo-slogan; abbiamo tenuto con cittadini e sindaci assemblee molto partecipate.
L’attività di coinvolgimento di Sindaci, Provincia, Vescovo e Parroci ha portato all’incontro dal Prefetto del 27 gennaio.
Abbiamo denunciato alla Procura della Corte dei Conti gli sprechi segnalati dal Dott. Marcolongo nella relazione del 13-03-2012
Abbiamo inviato in regione, in provincia, a tutti i sindaci proposte concrete per il mantenimento delle qualità del San Luca e per una sua riqualificazione (accogliendo anche le proposte del Tavolo Tecnico formato da sindaci, provincia, regione, Ulss 18).
Ci siamo incontrati a Villadose con comitati, di Rovigo Adria, Delta per esaminare in modo collettivo lo stato della sanità di tutto il Polesine.
Abbiamo notificato al Ministro Balduzzi il problema della riduzione di servizi e della creazione di situazioni di difficoltà per una popolazione di 85.000 altopolesani.
Abbiamo segnalato al Presidente Monti gli sprechi già denunciati alla procura.
Abbiamo ricordato al Presidente Zaia la gravità del problema liste d’attesa (citando esempi concreti con nome e cognome).
Abbiamo incontrato rappresentanti sindacali provinciali.
Teniamo un blog aggiornato per essere in contatto con i cittadini di tutti i 25 paesi.
Abbiamo ottenuto risposte, non solo segnalazioni di lettura, dal Ministro Balduzzi, dal Presidente Monti, dal presidente Zaia, da vari sindaci, dal presidente della conferenza dei sindaci.
Non abbiamo mai avuto risposte né da Laruccia, né da Armotti.
O non leggono la posta o non funzionano i computer del comune, o disturba il Comitato Altopolesano.
Perché si assumono la responsabilità di non difendere la salute dei loro concittadini per antipatie personali?
Sono arrivati a far togliere striscioni dall’edicola, hanno fatto pressioni per ottenere le chiavi della stessa, in cui si trovano ancora le insegne delle associazioni Aido - Anteas - Avis - Laser - Noi - Pro Loco - Volontariato Vincenziano oltre ad altro materiale del comitato.
Perché?
E’ difficile trovare un altro sindaco o vicesindaco che spenga INIZIATIVE POPOLARI socialmente utili, pacifiche e RISPETTOSE DELLA LEGGE. Le scelte del Laruccia e dell’Armotti di aprire un tavolo con quelli di Ficarolo appaiono chiaramente come volontà di isolare il Comitato Altopolesano, screditarne l’impegno costante proponendo fantomatiche nuove strategie last minute. L’interesse episodico e blando degli amministratori locali dà ragione a quelli che vedono l’amministrazione disposta a tutto pur di sminuire la qualità dell’impegno mio e del Comitato: tutto sulla pelle dei trecentani e degli altri altopolesani.
Poi, quando io reagisco al sopruso, assumono l’atteggiamento delle vittime. Si fingono oggetto di un ODIO (!!!) ingiustificato.
E appoggiano una “strategia diversa”. Che parte male, perché si fonda anche su parecchi elementi sbagliati (come già evidenziato da un primario del San Luca in una assemblea a Ficarolo).
Insieme a tanti cittadini di tutti i colori politici io mi propongo non come persona super partes.
Io sono di parte. Sono dalla parte di chi ha bisogno, di chi è leso nei diritti, di chi rispetta la legge ma non è rispettato, di chi non accetta l’arroganza di persone disposte a portare un (rozzo) confronto (non) politico anche su temi che riguardano la salute della gente .
Trecenta 1 novembre 2012.
Jenny Azzolini – Portavoce del Comitato altopolesano per il “San Luca”

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9.6.12

Preoccupazione per il depotenziamento dell'ospedale del capoluogo

fonte: http://www.rovigooggi.it/articolo/2012-06-07/recuperati-due-milioni-dal-passivo/

SANITA' ROVIGO L'Ulss 18 chiude il bilancio consuntivo 2011 con un disavanzo di 36 milioni di euro. Preoccupazione per il depotenziamento dell'ospedale del capoluogo

Recuperati due milioni dal passivo

L'ospedale di Rovigo rischia di diventare una costola dell'ospedale di Padova e il declassamento preoccupa i polesani. L'assessore provnciale alla Sanità Guglielmo Brusco con il bilancio dell'Ulss 18 alla mano punta il dito contro i finanziamenti alle strutture private che farebbero risparmiare, a suo dire, 14 milioni di euro l'anno. Per il consigliere regionale della Lega Nord Cristiano Corazzari l'ospedale di Rovigo dovrebbe, al contrario, diventare il centro di riferimento della rete ospedaliera del basso Veneto.
Leggi tutto l'articolo su RovigoOggi.it

13.5.12

Il Comitato per il San Luca segnala sprechi a danno della sanità pubblica in Veneto e nell'Ulss 18


Il sito del governo, com'è noto, sta raccogliendo segnalazioni sugli sprechi nella pubblica amministrazione. In pochi giorni sono arrivate 100.000 email (per inviare segnalazioni, andare sul sito del governo e cliccare, in basso a destra, sul link SPENDIG REVIEW; nella nuova pagina cliccare su Esprimi un'opinione).

Anche il Comitato dei cittadini per il San Luca, attraverso la portavoce Jenny Azzolini, ha inviato una segnalazione che riguarda gli sprechi della regione Veneto a vantaggio della sanità privata convenzionata e a danno della sanità pubblica.
Due gli argomenti considerati: la regalia di 200 milioni di euro sotto forma di incentivi a fronte di un contenimento dei ricoveri (vedi il post Sanità privata convenzionata: incentivi più consistenti dei risparmi) e l'imposizione alle Ulss di determinati livelli di ricorso alle strutture convenzionate che costa, nel caso dell'Ulss 18, 14 milioni di euro l'anno (vedi il post La Regione Veneto “costringe” l'Ulss 18 a sprecare 14 milioni di euro l'anno).
Ma ecco qui sotto il testo completo della segnalazione inviata al governo.


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Il 28 febbraio c.a. ho inviato alla procura della corte dei conti di Venezia la seguente segnalazione:
Egregio Procuratore, il nostro Comitato  per la difesa dell'ospedale degli Altopolesani, ha più volte trovato lungo la sua strada frasi del tipo "mancano le risorse" o "bisogna risparmiare" come giustificazione
per l’impoverimento progressivo di servizi sanitari essenziali erogati dal San Luca, che non può certo essere considerato ancora ospedale per acuti con pronto soccorso.
Contemporaneamente un altro tipo di informazione diceva: "non è che manchino le risorse, è che sono male utilizzate" e "alcune operazioni molto molto discutibili hanno favorito e favoriscono anche oggi gli ospedali privati". Ci riferiamo a quanto detto più volte pubblicamente dal Vice Presidente della Provincia di Rovigo, Guglielmo Brusco.
Affermazioni mai smentite.
Il signor Brusco sostiene che circa 200 milioni di euro, in 4 anni, sarebbero stati dati, oltre alle già altissime quote per ricoveri ospedalieri, a cliniche private, addirittura come incentivo per fare meno ricoveri.
Già questo ci sembra spreco di denaro pubblico, non operazione di risparmio. 
Se poi aggiungiamo un altro dato ( pure quello dichiarato ripetutamente dal vicepresidente provinciale ) e cioè che i cosiddetti risparmi per minori ricoveri sono stati pagati ai privati per fare più visite mediche, la cosa ci sembra molto difficile da accettare, ci sembra un modo perverso di usare denaro pubblico.
Così, mentre ai privati vengono dati soldi in questo modo, nel nostro ospedale vengono ridotti servizi, create situazioni di difficoltà soprattutto per una popolazione anziana residente in un’area distribuita in maniera particolare com’è l’Altopolesine. 
Perciò Le chiediamo cortesemente di chiarirci se questo modo di utilizzare i soldi pubblici è legale ed economico.
Noi vorremmo che una risposta ci arrivasse prima che il nostro ospedale perda ancora qualche servizio,  magari con la solita motivazione della mancanza di risorse.
Sicuri di una sua risposta La ringraziamo per l’attenzione.
Per il Comitato dei Cittadini per il San Luca, la portavoce Jenny Azzolini.
Trecenta 28 febbraio 2012


Il testo è stato inviato anche a Monti e Balduzzi con nota relativa al percorso del comitato per l'ospedale San Luca di Trecenta in provincia di rovigo. La dott. Panuccio Angela, coordinatore dell'ufficio V, ha segnalato di aver fatto richiesta di elementi informativi al dipartimento sanità della regione veneto.
Aggiungo che la relazione del direttore generale dell'ULS 18 dott. Marcolongo del 13/03/12 ha puntualizzato che l'azienda potrebbe risparmiare almeno il 35% dei costi sostenuti (14.000.000,00 annui) facendo fronte con prestazioni proprie all'erogazione delle prestazioni riconosciute ai privati preaccreditati del territorio.  
Non ho avuto alcun riscontro dalla Procura della Corte dei Conti. Desidero restare cittadina che crede nella serietà della politica, per questo chiedo l'impegno del governo. Spero di trovare risposta, sono portavoce dei diritti di 85000 altopolesani, già delusi dall'essere stati ignorati ripetutamente dalla regione Veneto.
Jenny Azzolini
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La segnalazione è stata acquisita dal sistema in data 12 maggio. Vedremo se ci sarà un seguito.

9.5.12

Il servizio di chirurgia toracica al San Luca di Trecenta è salvo, almeno fino a fine anno

(da Il Resto del Carlino, 1 maggio 2012)
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Il servizio di chirurgia toracica al San Luca di Trecenta è salvo, almeno fino a fine anno. Una buona notizia per i cittadini dell'alto Polesine, dal momento che, all'inizio dell'anno, il reparto stava per essere smantellato e c'è chi ha visto qualche medico preparare lo scatolone con le sue cose in attesa del trasferimento di tutto il settore chirurgia all'Ospedale Civile di Rovigo.
A quanto pare, però, il malcontento dei pazienti, tradotto in resistenza alla politica sanitaria regionale dal Comitato dei cittadini di Trecenta per la difesa del San Luca – a fianco del quale è scesa in campo anche la Chiesa, grazie all'intervento del vescovo Lucio Soravito -  ha sortito i suoi effetti e, chi era pronto a partire, ha risistemato i suoi effetti personali per restare, perchè il servizio, grazie al quale nel 2011 sono stati effettuati 100 interventi e che, comunque, finora non è mai stato interrotto, continuerà a funzionare fino a fine dicembre 2012.
A garantirlo è il rinnovo della convenzione con l'ospedale di Padova, approvato dal direttore generale dell'Ulss 18 Adriano Marcolongo il 19 aprile scorso, con una previsione di spesa di 210mila euro, ovvero 2.100 euro per ogni intervento, un ottimo investimento se si considera che ognuno dei 100 interventi annuali di chirurgia toracica che si svolgono a Trecenta sono di alta specialità. E che dal punto di vista economico sia una scelta vantaggiosa per l'Ulss 18, lo conferma anche il direttore generale che nel decreto che sancisce il rinnovo della convenzione con il nosocomio padovano, precisa che questa attività “consente un allargamento dell'offerta assistenziale in ambito chirurgico, la gestione dei pazienti residenti nel territorio dell'Ulss 18 (non solo, quindi, in alto Polesine, ndr) ed evita il ricorso a strutture esterne”. Sottinteso: che costerebbe di più all'azienda sanitaria polesana. D'altra parte, questa è la linea Marcolongo già dal 2008, da lui stesso dichiarata, dati alla mano, nella relazione al bilancio di quell'anno: offrire servizi nell'ospedale pubblico costa al servizio sanitario molto meno che demandarli alle strutture private tramite convenzioni.
Ma, in questo caso, si tratta anche di una grande vittoria per il Comitato dei cittadini di Trecenta – che ormai si è replicato in tutti i paesi limitrofi, dando vita a piccoli gruppetti di riferimento - per la difesa del San Luca, che ha battuto il chiodo fino ad attirare l'attenzione della Chiesa e ad ottenere un incontro con il prefetto di Rovigo, il 27 gennaio scorso, nel corso del quale la Regione, attraverso il segretario per la sanità Domenico Mantoan, ha dato importanti garanzie per la sopravvivenza e la crescita dell'ospedale di Trecenta.
Milena Furini
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Scarica il Decreto del Direttore Generale n. 297 del 19/04/2012.

1.5.12

Il volantino del comitato dei cittadini per la sanità - alto polesine


Il Comitato dei cittadini per il San Luca, integrato da nuovi contributi, sta diffondendo in tutto l'alto polesine un volantino i cui contenuti sono dettagliatamente supportati dalle notizie e dai documenti che il comitato stesso e questo blog hanno pubblicato nei mesi scorso.
Chi ne condivide i contenuti è invitato a diffonderlo tra amici e conoscenti, nei luoghi di lavoro, per posta elettronica. Anche poche copie sono importanti.

Cittadini, Istituzioni, Sacerdoti e Vescovo
hanno provato a farsi sentire
SONO STATI IGNORATI

adesso ci facciamo vedere
PER NON FARCI RUBARE
il nostro diritto alla Sanità


Scarica il volantino.

24.4.12

La seconda riunione del Gruppo Tecnico per il rilancio dell’ospedale di Trecenta


In data 2 Aprile 2012 presso la Direzione Generale dell’Azienda ULSS 18 di Rovigo si è riunito il Gruppo Tecnico (a volte denominato gruppo di lavoro) per il rilancio dell’Ospedale San Luca di Trecenta.

Erano presenti: Adriano Marcolongo direttore generale dell'Ulss, Mario Saia funzionario regionale, Tiziana Virgili presidente dell'amministrazione provinciale, Antonio Saccardin, vicesindaco di Rovigo, Alessandro Berta sindaco di Canda,  Eugenio Boschini sindaco di Castelmassa, Luigia Modonesi sindaco di Fiesso Umbertiano,  Antonio Laruccia sindaco di Trecenta, Giovanni Pilati direttore sanitario dell'Ulss, Emilio Ramazzina primario di medicina a Trecenta, Enzo Facci primario di chirurgia di Trecenta, Paolo Friemel direttore della divisione di ortopedia aziendale, Loris Roncon direttore di cardiologia di Rovigo e il dott. Ferrigato medico di famiglia.

Il direttore sanitario ha illustrato i contenuti di un documento contenente i dati relativi all’assistenza sanitaria presso il Presidio Ospedaliero di Trecenta.

Il sindaco di Trecenta ha ribadito l’esigenza di assicurare i servizi ospedalieri per acuti che si sono ridotti nel tempo. Secondo il funzionario regionale Saia, invece, i dati relativi all’attività e ai posti letto non dimostrano una contrazione dei servizi presso l’Ospedale.

I sindaci Boschini e Modenesi hanno sottolineato un'eccessiva tendenza della popolazione ad utilizzare altri ospedali regionali ed extra regionali ipotizzando un ruolo negativo dei medici di famiglia nell’orientamento dei pazienti.

Il Dr. Ferrigato ha affermato che l’Ospedale di Trecenta è indispensabile nella rete dei servizi assistenziali dell’Alto Polesine e ha riconosciuto il ruolo del medico di famiglia nell’orientamento dei pazienti.

Secondo la presidente della provincia Tiziana Virgili, che nel mese di febbraio aveva già avanzato delle proposte, le attività dell’Ospedale per acuti sono garantite a Trecenta in quanto l’ospedale è dotato dei servizi di pronto soccorso, terapia intensiva, medicina e chirurgia idonei a gestire l’urgenza e l’emergenza sanitaria in modo integrato con l’ospedale di Rovigo anche attraverso le funzioni già attivate di telemedicina con particolare riferimento alla telecardiologia e alla teleradiologia.

Il Dr. Ramazzina ha ribadito che presso l’ospedale di Trecenta sono garantite in maniera idonea tutte le funzioni di un moderno Ospedale per acuti e ha affermato che la più volte citata attività di chirurgia di elezione di cui si lamenta un depotenziamento, non è un’attività da ospedale per acuti, essendo programmabile, e non incide sulla capacità dell’ospedale di garantire i percorsi assistenziali delle patologie acute.

Il Dr. Facci ha posto il problema della sicurezza dell’esecuzione delle attività di chirurgia oncologica presso l’ospedale di Trecenta, attività che devono essere garantite con il supporto di servizi (Anatomia Patologica, Medicina Nucleare, Radioterapia, …) che la programmazione regionale non prevede presso l’ospedale di Trecenta e ritiene che tali attività, vadano trasferite presso l’ospedale di Rovigo per garantire maggior sicurezza e migliori esiti per la salute del paziente.

Prossima riunione nel mese di maggio.

Il comunicato stampa dell'Ulss 18.

20.4.12

San Luca, il ministero della salute chiede informazioni alla regione


Il ministero si fa carico dell'ospedale di Trecenta e chiede chiarimenti alla regione.

Nel post “Il Comitato per il 'SanLuca' scrive a Monti e al ministro della salute” ho dato notizia della mail che il comitato ha inviato lo scorso 5 marzo.
Il ministero della salute ha preso in carico il problema e ha chiesto “elementi informativi” alla regione in considerazione del fatto che “è compito di questo Ministero tutelare la garanzia dell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza soprattutto alla popolazione fragile”.
Su questo il Comitato ha tenuto una conferenza stampa lo scorso 18 aprile.
Di seguito riporto il testo della lettera inviata dal ministero alla regione Veneto e, per conoscenza, alla portavoce del comitato Jenny Azzolini e alla segreteria del ministro.

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13/04/2012

Dipartimento Sanità
REGIONE VENETO
Palazzo Balbi - Dorsoduro, 3901
30123 VENEZIA

e p.c.

Sig. ra Jenny Azzolini
Via Matteotti, 82
45027 Trecenta (Ro)

Segreteria Ministro
Sede

OGGETTO: Ospedale San Luca Trecenta – Rovigo

Con la nota in oggetto, che si allega, la Sig. ra Jenny Azzolini, in qualità di portavoce del “comitato dei cittadini per il San Luca”, riferisce il “grave disagio” riscontrato dai cittadini dell'Altopolesine in ambito sanitario per la ritenuta progressiva riduzione dei servizi essenziali derivata dal processo di riorganizzazione dell'Ospedale in oggetto. In particolare fa riferimento alle difficoltà che incontrano, soprattutto le fasce più deboli della popolazione nel dover rivolgere i propri bisogni di cura verso ospedali più lontani.
Poiché è compito di questo Ministero tutelare la garanzia dell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza soprattutto alla popolazione fragile, lo scrivente ufficio ritiene opportuno fare richiesta, a codesto Dipartimento Sanità, di elementi informativi relativi alle circostanze oggetto dell'esposto.

Il Coordinatore dell'ufficio V
Dott.ssa Panuccio Angela
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8.4.12

La Regione Veneto “costringe” l'Ulss 18 a sprecare 14 milioni di euro l'anno


Si potrebbero risparmiare 14 milioni di euro ma, contro ogni logica, la Regione impone di garantire prestazioni ai privati per 40,5 milioni.

Ammontano a 40milioni e 500mila euro le somme erogate a strutture private convenzionate per degenze e prestazioni specialistiche ambulatoriali. Dal 2008 l'Ulss 18 dichiara che potrebbe far fronte con risorse proprie a tali prestazioni risparmiando 14milioni di euro l'anno. Ma non lo può fare perché deve “garantire i budget stabiliti dalla Regione”.
Proprio così, l'ho letta e riletta la relazione del direttore generale dell'Ulss ma, contro ogni logica di contenimento della spesa, l'amministrazione Zaia è più concentrata ad assicurare il finanziamento delle strutture private convenzionate che una sana gestione dell'Ulss. Se pensiamo al fatto che il medesimo criterio si applica a ogni Ulss del Veneto c'è da rimanere di sale.
Che fine fanno i proclami di buona gestione, di contenimento della spesa pubblica, di razionalizzazione con cui si sono riempiti la bocca il presidente della giunta regionale e il suo assessore alla sanità Luca Coletto?
Ormai lo abbiamo capito: è teatro,solo teatro, sempre e comunque. Le dichiarazioni di questi amministratori sono completamente inaffidabili. Vanno bene per noi tontoloni che pensiamo sia inammissibile che un amministratore pubblico, in questi anni difficili in particolare, possa mentire, travisare, stravolgere ogni cosa anche davanti a una assemblea di altri amministratori e alla presenza del prefetto, come è accaduto nella riunione del 27 gennaio.
Ormai dobbiamo metterlo nel conto, è così. Non ci si può fidare neanche se dicono che è una bella giornata e fuori splende il sole.

La relazione del direttore generale dell'Ulss e il decreto n. 192 del 13/03/2012 sono elencati nel sito dell'ente alla voce Albo online ma non è più possibile farne il download. Fortunatamente li ho scaricati nel periodo di pubblicazione.

7.4.12

San Luca, “è emergenza continua”

Segnalo l'intervista a Guglielmo Brusco sul "San Luca" pubblicata sul sito della Voce di Rovigo:
http://www.lavoce-nuova.it/medio-alto-polesine/2012-04-07/san-luca-%E2%80%9C%C3%A8-emergenza-continua%E2%80%9D
L’analisi: “Quasi tutti gli ascensori sono guasti. E c’è un altro medico sul piede di partenza”

2.4.12

Teatro, è stato solo teatro

Lo si era capito dalla lettura del verbale della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 dello scorso 24 febbraio: per le assunzioni al San Luca non c'è un euro in più rispetto ai limiti di spesa già stabiliti dalla giunta regionale del Veneto. In quella occasione il presidente della conferenza Antonio Bombonato aveva affermato che la regione "non assegna nuovi fondi se non per uno sforamento temporale che entro il 31 dicembre comunque deve ritornare all’interno dei parametri fissati" (si veda il verbale della riunione a pagina 3).
Ora sono in grado di pubblicare il testo della lettera del 14 febbraio 2012 con cui il dirigente regionale alla sanità Domenico Mantoan ha risposto alla richiesta di chiarimenti che la stessa conferenza dei sindaci aveva inviato in regione.
Ne riporto il testo con alcuni link ai documenti richiamati, almeno per quelli che è stato possibile rintracciare nel sito della regione. Alla fine qualche considerazione.
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REGIONE DEL VENETO
giunta regionale
14 FEB 2012 71088 /64.00.04      E.900.12.2


Richiesta chiarimenti su limite di costo dei personale anno 2012 - Rif. Vs. nota prot. n. 6468
del 6/2/2012.


Al Signor Direttore Generale
dell'Azienda ULSS n. 18 di
ROVIGO
e, p.c. all'Assessore alla Sanità
Luca Coletto


Con riferimento alla nota citata si ritiene che Codesta Azienda, visti gli impegni assunti nelle diverse sedi istituzionali, debba procedere in via prioritaria alle assunzioni del personale previste per l'ospedale di Trecenta e autorizzate con nota dello scrivente del 2 febbraio scorso.
L'Azienda potrà procedere in tal senso anche nell'ipotesi di un eventuale temporaneo superamento che dovesse essere evidenziato da un'analisi prospettica rispetto al tetto di spesa relativo al personale indicato nella circolare prot. n. 51384 del 2/2/2012 o al corrispondente limite che venisse eventualmente fissato dalla Giunta Regionale. Resta quindi inteso che tale limite dovrà comunque essere assicurato.
Si coglie altresì l'occasione per sottolineare che il limite della spesa per il personale disposto dall'art. 37 della LR. 19/02/2007, n. 2 - disciplinato nel dettaglio da ultimo con la DGR n. 2358 del 29/12/2012 - e i tetti di spesa fissati nel 2011 con DGR n.1l06 del 26/7/2011 e per il 2012, con la circolare citata, in attesa di eventuale DGR, costituiscono vincoli che devono essere autonomamente rispettati.
Distinti saluti.


Il Segretario regionale
per la Sanità
Dr. Domenico Mantoan
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Link:

LR. 19/02/2007, n. 2 http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioLegge.aspx?id=195472



circolare prot. n. 51384 del 2/2/2012 (non trovata).
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E ora qualche considerazione.
Domenico Mantoan, firmatario della lettera, è la stessa persona che nella riunione in prefettura dello scorso 27 gennaio ha apertamente accusato il direttore generale dell'Ulss di non aver dato corso a decisioni già prese affermando che può assumere medici e infermieri anche da domani, senza la necessità di alcuna autorizzazione regionale, perchè i servizi di base vanno garantiti e l'ospedale da peso deve diventare opportunità. Come è possibile che la stessa persona, a distanza di pochi giorni, smentisca se stesso?
Da notare che il direttore generale dell'Ulss non si è minimamente difeso. Da notare anche che il dirigente regionale, rassicurando i sindaci riuniti in prefettura, e il direttore generale dell'Ulss, facendo scena muta, hanno tolto l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto da un grosso imbarazzo. Così facendo hanno però preso in giro prefetto, sindaci e utenti dell'ospedale.
Teatro, è stato solo teatro. Una bella messa in scena, non c'è altra spiegazione a quanto è successo.
Che cosa rimane in piedi delle rassicurazioni e delle promesse di quella riunione? E che cosa potrà fare il gruppo di lavoro per il rilancio del San Luca se la regione non è disponibile a corrispondere all'Ulss la spesa per il personale da assumere?