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28 giugno 2020

Pronto soccorso di Trecenta, altro rinvio

da La Voce, 27 giugno 2020


Rabbia in Altopolesine: "Ma quando riavremo finalmente il nostro Pronto soccorso?"

“A mio modesto giudizio, in Polesine, mai siamo andati così male nel campo della sanità pubblica”. Questo l’esordio della comunicazione che Guglielmo Brusco, di Trecenta, esponente di Rifondazione Comunista, indirizza al direttore generale dell’Ulss 5 Antonio Compostella.

“Veniamo al Pronto Soccorso di Trecenta - prosegue Brusco - tolto con nota del direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 5, a fine marzo 2020, all’uso dei poveri possibili utenti altopolesani. Avete lasciato solo un punto di primo intervento. Insomma, invece di adibire qualche clinica privata a fare da ospedale Covid, il suo partito a Venezia ha incaricato lei di fare l’ospedale Covid a Trecenta, oltretutto con solo un Punto di primo intervento al posto del pronto soccorso. Dopo questo primo trauma, ne è arrivato un altro, il 30 aprile, quando sulla stampa le è stata attribuita la seguente dichiarazione: ‘Capiremo anche il futuro del pronto soccorso di Trecenta, se rimarrà punto di primo intervento, come è in questa fase di ospedale Covid, o se tornerà ad essere pronto soccorso vero e proprio. Poi sempre lei ci ha sorpreso, stavolta positivamente, dichiarando, il 3 giugno, che a fine giugno l’ospedale di Trecenta, sarebbe ritornato alla normalità. Grazie, dottor Compostella abbiamo detto tutti, sindaci compresi. Ancora lei proprio ieri, nella sua ennesima conferenza stampa fa chiaramente saltare la data del suo ripristino. Non credo proprio che a fine giugno il Pronto Soccorso del San Luca, ripartirà. O sbaglio?”.

01 aprile 2019

Le schede ospedaliere in conferenza dei sindaci. Ultima occasione per dimostrare di esistere


ALL'ODG SCHEDE OSPEDALIERE E "PAGELLA" DEL DIRETTORE GENERALE




Per i sindaci polesani sarà l'ultima occasione per dimostrare che si fanno carico dei bisogni sanitari dei propri cittadini. L'ultima possibilità perché la conferenza dei sindaci non si riveli un vuoto teatrino, un'inutile passerella.


Giovedì 4 aprile 2019, alle ore 15.00, presso l'aula magna della cittadella sanitaria a Rovigo, si riunirà la conferenza dei sindaci.

Si discuterà delle schede ospedaliere approvate dalla giunta regionale e della valutazione annuale del direttore generale dell'Ulss 5.

Con le schede ospedaliere la giunta Zaia prevede l'eliminazione della terapia intensiva presso l'ospedale Trecenta (vedi post precedente) e la decimazione dei primari all'ospedale di Adria.

Una proposta inaccettabile, senza se e senza ma, senza distinguo e senza sfumature. Inaccettabile e basta.

Qualunque documento venga approvato dalla conferenza dei sindaci, o respingerà completamente la programmazione della giunta regionale o sarà inutile, assolutamente privo di efficacia, definitivamente lontano dai bisogni della popolazione polesana. Serve una terapia d'urto, dichiarare lo scontro frontale contro chi vuole affossare la sanità pubblica.

La conferenza dei sindaci dovrà poi valutare l'operato del direttore generale dell'Ulss, dirigente che è diretta emanazione del presidente della giunta regionale e che ne attua, pena il licenziamento, le politiche sanitarie. Le politiche di cui sopra.
Logica vorrebbe che se ne traessero le conseguenze.


Conferenza dei sindaci, se ci sei batti un colpo


23 marzo 2019

Piano socio sanitario regionale. Iniziativa della Cgil

La Cgil organizza un question time con Domenico Mantoan, direttore generale dell'area sanità e sociale della regione.

Mercoledì 27 marzo 2019, ore 17.30, aula magna della cittadella sanitaria a Rovigo.


19 marzo 2019

Nel Polesine, periferia degradata del Veneto


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini,Via Matteotti 82 45027 Trecenta (Ro) Tel. 0425701126 –Cell.3473490340
sito internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/

Data, 19 marzo 2019

Nel Polesine, periferia degradata del Veneto

1. Il fatto che nell’ospedale pubblico trecentano, si sia raggiunto il record di 14 posti letto bis (e non solo per il picco influenzale!!!) conferma che tra Pronto Soccorso – Medicina – Lungodegenza,  non sempre si riesce a dare accoglienza e cura ai tanti pazienti di una popolazione anziana come quella altopolesana.
Perché al San Luca, la direzione generale ha tagliato tanti posti letto soprattutto nell’Area Medica.
Senza che i sindaci abbiano (molto) protestato.
Piccola considerazione: il punto nascite è stato chiuso in altopolesine perché la popolazione è anziana, dice la regione Veneto.
Ma se la popolazione è anziana, perché a medicina - lungodegenza sono stati tolti posti letto?

2. Nell’ospedale di comunità non si è mai concretizzata la possibilità (come dice il precedente piano socio-sanitario) di offrire al paziente la degenza superiore a 1 mese, con partecipazione economica. Perché?

3. Pronto Soccorso, promessa ufficiale del dg.(lo scorso anno in consiglio comunale aperto, a Trecenta): una nuova sala d’attesa e due camere di astanteria. Fatta SOLTANTO la nuova sala d’attesa (quindi letti bis in astanteria).

4. Lunghe liste d’attesa: si scarica la responsabilità sui medici di famiglia,quando si sa che i veri motivi sono altri.
Ora la legge del 1998 è riproposta (come novità) e un limite massimo viene fissato anche per le prestazioni programmate.
Come facciamo a crederci?

5. PREVENZIONE (la chiamano così...):per screening mammario tempi lunghi per refertare. Mesi! anche in casi problematici.
Perché certi medici in servizio (ottimi per i pazienti) non possono refertare e i medici pensionati  sì?
E chi deve sottoporsi ad ulteriori controlli deve attendere sperando di non avere un male da intervento rapido.

6. ZAIA è costretto a denunciare una fuga numericamente consistente di personale medico qualificato. Dal pubblico al privato.
Il governatore vuol sembrare preoccupato ma evita di assumersi la sua (grossa) fetta di responsabilità. Insieme ai suoi devoti ed obbedienti direttori generali.
Perché sa bene che il personale è pagato poco e soprattutto ha spesso un orario di servizio pesante; anche la reperibilità notturna, magari con turno regolare il giorno dopo.
Quindi perché fingere di stupirsi di conseguenze sgradevoli ma ampiamente prevedibili?

7. Le difficoltà quotidiane, gli spostamenti abbastanza ripetuti di appuntamenti, la mancanza di informazione precisa, la dislocazione variabile di ambulatori ci portano a una conclusione: forse sarebbe il caso di definire un calendario che preveda anche la frequenza e la collocazione degli ambulatori.
Chiaro - preciso - facilmente comprensibile.
Per tutti e 3 gli ospedali pubblici: Rovigo - Adria - Trecenta.

Ora, le nuove schede ospedaliere che dicono l’ospedale di Rovigo Hub provinciale,  definiscono l’ospedale di Trecenta "ospedale in zona disagiata". (Alibi per giustificare l’impoverimento / scadimento?)
Per l’ospedale di Adria è prevista la richiesta di deroga per il punto nascita. (repetita NON iuvant).

Non son chiusi ospedali, per ora sopravvivono, ma si continua a svuotarli senza investire in tecnologia e in personale qualificato.

I comuni cittadini altopolesani sentono di essere considerati una categoria inferiore. Sensazione giustifica dai piccoli-grandi eventi sanitari di ogni giorno.

Ma il problema, evidentemente, non tocca da vicino i sindaci dell’Altopolesine.

Per il Comitato Altopolesano - Jenny Azzolini Rossi.

13 novembre 2018

Scioperano i medici dell'Ulss 5: "Siamo troppo pochi"

Sciopero con manifestazione davanti all'ospedale di Rovigo venerdì 23 novembre.


* 620 medici in pianta organica
* 533 il fabbisogno certificato dall'Ulss 5
* 503 l'ulteriore riduzione imposta dalla giunta Zaia
* 479 i medici effettivamente in servizio


Sono i numeri che ben rappresentano lo stato di difficoltà della sanità polesana.

E ancora:

* Guardie notturne di un solo medico con 160 ricoverati in più servizi;
* Frequente utilizzo di medici con contratti di collaborazione già andati in pensione e/o ricorso ad appalti con cooperative esterne (Pronto Soccorso, Suem 118);
* Attività chirurgica mantenuta solo grazie ad un costante straordinario ben oltre l’orario di lavoro e che rischia la riduzione per la mancanza di anestesisti;
* Reparti dove i medici fanno costantemente 45/50 ore di lavoro settimanali con un numero di casi da seguire ben al di sopra di quella soglia che ti permette di assicurare la qualità e la sicurezza, come nell’area internistica ma non solo;
* Reparti, come la pneumologia, dove il servizio viene integrato da personale medico di altri reparti internistici già fortemente in difficoltà (Medicina, Geriatria, Oncologia/Oncoematologia e Malattie Infettive) con ricadute drammatiche anche sull’organizzazione dove nello stesso reparto di 15 posti letto ruotano 5 specialità;
* Servizi con una riduzione drammatica del personale fino al 50% come la Pneumologia e l’Oncologia di Adria”.

Venerdì 23 novembre 2018
manifestazione davanti all'ospedale di Rovigo
Rassegna stampa:
RovigoInDiretta
RovigoOggi.it
Il Gazzettino
La Voce nuova

01 agosto 2018

L'ALLARME DI FP CGIL: “Pochi medici, consultorio a rischio, servizi al collasso”. Altro che valutazione positiva del direttore generale dell'Ulss 5

Mentre la Conferenza dei sindaci "promuove" col massimo dei voti l'attività del direttore generale dell'Ulss 5, i problemi si aggravano.

Scarseggiamo i medici, a rischio chiusura alcuni servizi. E la regione riduce le impegnative sanitarie alle case di riposo.


da rovigoindiretta.it

“Basito leggo sulla stampa della posizione assunta dalla Conferenza dei sindaci in merito all’operato del direttore generale dottor Compostella: ma allora nel sistema sanitario e socio sanitario del Polesine tutto va bene?”. Se lo domanda Davide Benazzo, segretario generale per il Polesine della sigla sindacale Fp di Cgil, che segue anche i lavoratori della sanità, all’indomani del giudizio positivo espresso dai primi cittadini sull’operato del numero uno dell’Ulss 5 Polesana Antonio Compostella.
...
Perché, assicura Benazzo, i problemi che potrebbero giustificare una valutazione non così positiva ci sono tutti, davvero tutti. “Servizi al collasso per mancanza di personale, basti pensare che nell’area delle Medicine mancano almeno 9 medici, il Consultorio e la Tutela Minori (servizio che i Sindaci hanno delegato all’Ulss) dove per la carenza di personale si rischia l’interruzione di pubblico servizio, le case di Riposo che si sono viste ridurre le così dette impegnative sanitarie senza chiare motivazioni con riflessi drammatici sui bilanci e perciò su lavoratori e famiglie, la mancanza di strategia che ha visto l’apice con la chiusura del punto nascite di Adria, l’Ospedale di Trecenta dove sulla carta molto si è programmato, ma che continua ad essere l’ombra dell’Ospedale che potrebbe essere, l’ospedale di Rovigo che rischia il declassamento con la drammatica situazione successiva che porterebbe alla perdita delle alte specialità e lo spostamento del baricentro sanitario del Polesine verso Padova con i conseguenti riflessi negativi per il nostro territorio e per i cittadini. Ma la Conferenza dei sindaci dà il massimo dei voti al direttore generale”.

Leggi l'articolo completo

14 luglio 2018

Punti nascita, già chiuso quello di Piove di Sacco. Adria e Valdagno a breve

Coletto vola a Roma ma è solo fumo negli occhi. In realtà la regione ha attivato i direttori delle Ulss a chiudere.


L'assessore regionale alla sanità Luca Coletto vola a Roma per bloccare la chiusura dei punti nascite di Adria, Piove di Sacco e Valdagno.

Contemporaneamente una nota della "Segreteria regionale della Sanità ha esortato i direttori generali delle Usl Polesana, Antonio Compostella, Euganea, Domenico Scibetta, e Berica, Giovanni Pavesi, ad adempiere alle disposizioni contenute nel decreto ministeriale 70 del 2015, che prevede appunto la dismissione in tutta Italia dei 561 punti nascita sotto i 500 parti l'anno."

Lo rivela il Corriere del Veneto di venerdì 13 luglio 2018 (scarica l'articolo completo).

Il viaggio di Coletto è solo teatro. Trova conferma (vedi post precedente) che l'amministrazione regionale - in realtà - voglia chiudere i punti nascita più piccoli e che il decreto ministeriale sia solo il paravento per nascondere convenientemente le proprie intenzioni. Vuoi per motivi di costi, per carenza di personale, o per la mania di accentrare, concentrare. "Razionalizzare", dicono.

Cittadini del Polesine, quando ci ribelleremo?

10 luglio 2018

Ulss 5 Polesana, sempre peggio: si nasce in un posto solo

La Regione Veneto vuole autonomia ma per che accidenti farne? Niente di niente o, peggio, massacrare ulteriormente la sanità pubblica.

Dopo Trecenta chiude anche il punto nascite di Adria.
L'eterno imbroglio sulla sanità.


Il massacro della sanità pubblica va avanti a passi da gigante in un'accelerazione esponenziale. La Regione Veneto non oppone resistenza, lascia scorrere come acqua fresca un decreto del governo "centralista e statalista" di centro sinistra senza opporre un decimo della resistenza attuata sulle norme riguardanti i vaccini. Perché?
Il motivo è che fa il loro gioco, quello di Zaia, di Coletto, della Lega e di Forza Italia, a rimorchio, o al guinzaglio ormai, della Lega. Ci hanno fracassato i genitali con la loro "autonomia" per mesi, ci hanno imposto un referendum che li ha legittimati a chiedere un'autonomia ai limiti dello statuto autonomo al governo centrale - ovviamente "centralista e statalista" - e ora, prendono atto di un decreto ministeriale vecchio come il cucco per avere il pretesto di chiudere nel giro di dieci giorni - ripeto "dieci giorni" - il punto nascite di Adria.

Ma non basta, ci prendono pure per i fondelli quando fanno dichiarare al direttore generale dell'Ulss più scassata d'Italia che "Non ci saranno altre sorprese". E che ci dobbiamo aspettare direttore Antonio Compostella, cecchini sui tetti per evitarci la sofferenza di una lenta dipartita in avanzata vecchiaia?
Cittadini del Polesine
quando ci ribelleremo?

31 maggio 2018

L'amministrazione regionale si inventa gli ospedali Hub di serie A e quelli di serie B


Padova e Verona saranno Hub regionali

L'ospedale di Rovigo diventa Hub provinciale, sostanzialmente declassato



Con un espediente lessicale, utile solo per dare un appiglio alle prossime immancabili rassicurazioni del direttore generale dell'Ulss, Antonio Compostella, gli ospedali dei capoluoghi di provincia rimangono Hub.
Ma l'ospedale di Rovigo viene accreditato di un bacino d'utenza di soli 200mila abitanti e questo avrà inevitabilmente un effetto negativo sulle risorse umane e strumentali che potrà ottenere dalla regione.

Segnalo in proposito un interessante articolo, ricco di informazioni, pubblicato dal Corriere del Veneto. Scarica

30 aprile 2018

«L'Ulss 5 sull'altalena spinta dal direttore» (Gazzettino di Rovigo, 29 aprile 2018)

La sanità polesana tra bugie e rassicurazioni. Il silenzio dei partiti


Ricapitoliamo. Lo scorso febbraio il Comitato dei Cittadini per la tutela della salute e del San Luca, dopo molto tempo di significativo silenzio, ha diffuso, tra le famiglie di Trecenta, un volantino in cui riferiva le mille rassicurazioni del direttore generale dell'Ulss 5 Polesana sul futuro dell'ospedale.

A molti non è sfuggito il fatto che quel comitato si faccia vivo, sempre con l'intento di narcotizzare l'opinione pubblica, in occasione di qualche consultazione elettorale e che, in particolare, il 4 marzo ci sarebbero state le elezioni politiche e che il prossimo 10 giugno, a Trecenta, ci saranno le comunali.

Il Comitato "Camomilla" ottiene di poter affiggere il proprio comunicato nelle bacheche dell'ospedale.

Ma la realtà si incarica di chiarire le cose: emerge il fenomeno della fuga del personale medico dagli ospedali pubblici e il 3 aprile il direttore generale dell'Ulss dichiara al Gazzettino che sarà «Difficile mantenere aperti tre ospedali» (vedi post su questo blog).

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca - quello 'vero', quello che non tira la volata a nessun candidato politico, quello che segue e informa con costanza e correttezza sui problemi della sanità in altopolesine - denuncia, ancora una volta, i problemi dell'ospedale (vedi post su questo blog). Chiede di poter affiggere il proprio lavoro sulle stesse bacheche che avevano accolto il comunicato del Comitato "Camomilla" ma l'Ulss lo vieta.

Segnalo in proposito, e per altre interessanti osservazioni, l'articolo a firma "Amanita Muscaria", pubblicato sul Gazzettino di Rovigo di domenica scorsa: "L'Ulss 5 sull'altalena spinta dal direttore".
Scarica l'articolo del Gazzettino.

15 aprile 2018

Servi e bugiardi


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell.  3473490340
sito internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
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Data, 5 aprile 2018
Servi e bugiardi
A Trecenta, le persone che hanno tolto il cellophane dal cervello si interrogano su un problema che riguarda un settore della vita pubblica fondamentale, imprescindibile, come la sanità.
Fino a pochi mesi fa (Trecenta, consiglio comunale del 2 maggio 2017) il direttore generale dell'Ulss 5 "Polesana" Antonio Compostella affermava, rassicurante, che non era il caso di preoccuparsi per il "San Luca", che anzi sarebbe stato oggetto di miglioramenti tali da garantire, dopo una intelligente razionalizzazione, una presenza qualificata e di lungo respiro nel panorama dell’offerta di servizi sanitari polesani.
Le rassicurazioni del direttore non convincono quanti seguono con costante interesse e giustificata apprensione la situazione sanitaria polesana. Con un po’ di malizia, nata da un recente passato, qualcuno fa notare che le acque intorno al “San Luca” si agitano sempre di fronte all’avvicinarsi di qualche evento elettorale.
Infatti, marzo 2018: poco prima delle ultime elezioni politiche, Trecenta viene coperta di manifesti e volantini inneggianti soddisfatti al magnifico e solido futuro dell'ospedale.
Nasce l’affermazione trionfante: “il San Luca ha un futuro certo”.
La gloriosa (?) iniziativa è firmata da un sedicente Comitato dei cittadini per la tutela della salute, un numerino di individui che diventano attivi in fase preelettorale, sollecitati opportunamente da chi di dovere, sorretti e motivati dal desiderio di servire, ma non il prossimo tutto.
Ora leggiamo (Gazzettino 3 aprile 2018) un’affermazione da brividi del direttore Compostella: “difficile mantenere aperti 3 ospedali” . L’affermazione è sorretta da motivazioni raggelanti in cui la fanno da padroni i numeri dei bilanci e alcune valutazioni che si prestano a qualche riflessione.
A questo punto chiediamo al dott. Compostella come possa aver condiviso, il 29 gennaio scorso, con il Comitato cui abbiamo accennato “il progetto di stabilità all’ospedale San Luca”, per dichiarare poi al Gazzettino il 3 aprile “il finanziamento assegnato potrebbe comportare, per l’anno 2018 e successivi, difficoltà per il mantenimento sul territorio di 3 strutture ospedaliere pubbliche, 3 case di cura private accreditate, e di tutte le strutture territoriali”.
Ma Zaia non aveva affermato (24 giugno 2012): “taglieremo le Ulss e i funzionari, non certo gli ospedali” chiamando “atto di sciacallaggio” l’eventuale “demagogia” di parlare di chiusura di ospedali?
Dottor Compostella, non ci è molto chiaro quali “numerose strutture siano state attivate e mantenute per servire adeguatamente gli utenti e ridurre le fughe dei pazienti”. A noi risultano tagli di servizi nel territorio e nel "San Luca" (doloroso il taglio del servizio nascite, taglio ora bocciato del Tar) e la riduzione di offerta di 600-700 ricoveri l’anno con la trasformazione di letti per acuti e lunga degenza in letti intermedi (ospedale di comunità).
Stupisce, a dir poco, la sua affermazione di “ impegno massimo nell’individuare e adattare le misure più idonee per contenere la spesa”. La soluzione era già stata consigliata alla Regione dal dott. Marcolongo. Nella relazione 13-3-2012 diceva che il contenimento dei costi  è condizionato” ... dall’importante rilievo riconosciuto dalla Regione ai privati accreditati ( per le degenze e per le prestazioni specialistiche ambulatoriali) ... l’azienda Ulss 18 potrebbe far fronte con proprie  risorse all’erogazione di tali prestazioni permettendo così un fortissimo risparmio.
Il risparmio di questo tipo non è mai stato preso in considerazione.
La Regione ha scelto invece di tagliare servizi nel pubblico e aumentare posti letto per acuti nel privato. Inoltre ai privati sono state "regalate" garanzie di previsioni triennali che potrebbero significare, dal 2017, oltre 60 milioni annui (Delibere di Compostella n.1004-1007-1028 (per S.Maria M. -Porto Viro - Città Rovigo del 11.08.2017 / Derivanti da indicazione della delibera di giunta regionale n. 597/2017)
E lei, direttore, dice oggi di preoccuparsi per la fuga di pazienti. Questo finto alibi è già stato abbracciato tempo fa da più di un rappresentante regionale.
Fuggono i pazienti o li fate fuggire?
Tutti capiscono che più ambulatori, liste di attesa a misura d’uomo, pronto soccorso di efficienza garantita con specialisti disponibili, più posti letto possono dissuadere da ogni fuga. 
Ammesso che si possa chiamare fuga la stanchezza impotente di chi non trova risposte soddisfacenti ai suoi problemi di salute.
Ora sentiamo parlare di corsa ad incontri con “occasionali” difensori del San Luca per mostrare l’efficienza di eccellenze e servizi che solo un personale serio, preparato, “generoso” garantisce. Nonostante tutto.
Sia chiaro che chi si impegna seriamente per difendere il diritto alla salute non dimentica la carenza di personale, le riduzioni di posti letto, lo spostamento improvvisato di infermieri, la risposta insufficiente di servizi ambulatoriali (le prestazioni sono patologicamente distanziate nel tempo; ad esempio: Andrologia: 1 giovedì al mese; Pneumologia Pediatrica 2 volte al mese; Gastroenterologia Pediatrica: 1 volta al mese; Nefrologia Pediatrica: 1 volta al mese ; Terapia Antalgica: ridotta a 2 volte la settimana).
Il taglio colpevole del personale, il sovraccarico di lavoro per tutti i lavoratori, lo spreco di denaro conseguenza dei cambi di progetti, il rapporto malato con la sanità privata: ma siamo sicuri che sia questo un modo competente di amministrare la salute?

Per il Comitato Altopolesano dei Cittadini per il "San Luca" - Jenny Azzolini Rossi
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12 aprile 2018

Ulss 5 Polesana, il direttore: «Difficile mantenere aperti tre ospedali»


E i sindaci stanno a guardare



Il direttore generale ha preparato tagli per 7 milioni al bilancio 2018 dell'Ulss 5 Polesana. Rispetto al 2017, infatti, il finanziamento della Regione Veneto scenderà di pari importo e ai dirigenti dell'Ulss non resta che obbedire.

La solita storia, dirà qualcuno, ricordando i precedenti, ogni anno la sanità pubblica regionale viene definanziata. Ma questa volta c'è qualcosa in più, un'ulteriore minaccia.

«Il finanziamento assegnato - dice Antonio Compostella, direttore generale dell'Ulss - potrebbe comportare difficoltà per l'anno 2018 e successivi per il mantenimento, come sino ad ora è stato, sul territorio dell'Ulss 5 di tre strutture ospedaliere pubbliche, di tre case di cura private accreditate, e di tutte le strutture territoriali».

Il dg mette nel calderone gli ospedali pubblici e le strutture private convenzionate ma, considerato che gli ospedali privati non sono nella disponibilità dell'Ulss, a correre rischi sono gli ospedali di Rovigo, Adria e Trecenta. E se Rovigo non si può toccare perché è la struttura più attrezzata e consistente, rimangono sulla graticola Adria e Trecenta.

Ma mentre Adria può contare su comuni che hanno manifestato più volte e con una certa decisione la propria contrarietà a tagli dei servizi, per il "San Luca" non si può dire altrettanto. Gli amministratori altopolesani appaiono completamente disinteressati di quanto sta avvenendo all'ospedale di Trecenta, il quale, a questo punto, è il più esposto a pericoli, addirittura per la sua esistenza.

Le reazioni che ci saranno - o NON ci saranno - alle dichiarazioni del direttore generale potrebbero essere un ulteriore elemento di giudizio per l'Ulss e la Regione Veneto: si colpirà dove ci sarà meno "resistenza", meno opposizione. Dove, in altre parole, si pagherà un minor costo politico.

Per le dichiarazioni di Antonio Compostella, direttore generale dell'Ulss 5, vedere:
Il Gazzettino, 3 aprile 2018, Il direttore: «Difficile mantenere aperti tre ospedali»

24 febbraio 2018

Ulss 5 Polesana. Salute e gossip

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Portavoce Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

24 febbraio 2018

Salute e gossip

La notiziona. Con un sussulto (latente) di autonomia decisionale il dg Compostella, (forse) anche senza l’input di Zaia, ha ascoltato (una tantum) il suo orgoglio dirigenziale: ha firmato un accordo con l’emittente tv “Antenna Tre” (39.000 euro di spesa) per diffondere il suo verbo fra le plebi polesane.
Quindi: basta col “giornale della salute”, basta con la carta patinata, basta con gli slogan innovativi di travolgente effetto come “Paga il ticket … perché il tempo è denaro” o “ La salute è tranquillità paga il ticket”, capaci di sedurre anche le menti più pigre.
Serviva un salto di qualità, uno scatto di scioccante innovazione ed ecco l’accordo terapeutico televisivo.
Quindi, aspettando i messaggi di Antenna Tre, godiamoci l’attesa con qualche riflessione.
Prima riflessione. Compostella parla di «motivazione e coinvolgimento di tutti gli operatori, quindi efficacia organizzativa, benessere del personale per la qualità soddisfacente delle relazioni interpersonali, e gratificazione per la qualità del servizio offerto».
In seguito all’indagine voluta dalla Regione Veneto sul benessere organizzativo Compostella afferma “All’indagine ha partecipato attivamente circa il 40% dei dipendenti, la finalità era di conoscere l’opinione su alcuni aspetti riguardanti l’organizzazione e l’ambiente di lavoro, il rapporto con i colleghi e con i superiori, al fine di migliorarli nel prossimo futuro. stimolando i dipendenti a dare il meglio di sé e riconoscendo «il merito come un valore fondamentale».
E dopo la prima giornata di studio sul benessere organizzativo aziendale, (27 novembre Aula Magna Cittadella) a cui sono stati invitati tutti i responsabili di servizio, dirigenti, coordinatori,  il direttore conclude «… noi, risultati alla mano, cominciamo subito, per dare forza a un clima aziendale motivante e positivo, a mettere in campo una serie di azioni che hanno lo scopo di migliorare la qualità delle relazioni tra professionisti, e quindi, i risultati generali.»
Dubbi.
1. che il merito sia un valore è ovvio, ma che sia "sempre" il criterio su cui si fonda la scelta per l’assegnazione degli incarichi lo credono solo quelli cresciuti nel giardino delle fate.
2. Compostella parla anche di piena dignità per l’ospedale di Trecenta, dice che      l’unificazione delle due Ulss ha significato integrazione e servizi non toccati, con ospedali che lavorano a pieno regime. Per noi l’affermazione tradisce la verità.
Altro che "servizi non toccati": al "San Luca", ad esempio, c'è stata una drastica riduzione delle prestazioni di endoscopia, che erano un fiore all’occhiello dell'ospedale; la perdita di interventi di Pronto Soccorso per incerta presenza di specialisti negli ambulatori; il taglio di decine di posti letto per acuti, tra i quali anche quelli dell’Area Medica.
Ora si parla pure della possibilità di chiusura o riduzione del servizio ospedaliero di diabetologia. E pare che, dai prossimi mesi, almeno una parte importante delle prestazioni Tac sarà fruibile solo dai pazienti interni al San Luca.
Altro che “pieno regime”. Nella foto la sala d'attesa di un martedì qualunque a fisiatria: vuota.

Eppure c’è domanda di prestazioni, con liste di attesa lunghissime.
Invece al privato, guarda caso, si accede con rapida ma inquietante solerzia. Come mai?
E se Compostella chiude “in bellezza” il 2017 con un deficit in calo a noi pare che non ci sia eliminazione dello spreco e razionalizzazione vera delle spese perché poi mancano ad esempio ecografi, i ventilatori hanno 20 anni e l’adeguamento tecnologico è relativo e discutibile.
Tutti possono leggere i commenti su Face book che parlano delle fiabe di cattivo gusto narrate dal direttore generale dell'Ulss.
Il clima che si respira in ospedale è pesante per responsabilità che non sono della gente che ci lavora.
Per il personale la situazione è difficile. Anzi noi dobbiamo essere grati a chi lavora in situazioni gravate da carenze, come il 13% in meno di operatori rispetto alla pianta organica.
A questo si aggiungano gli spostamenti (obbligati proprio per mancanza di personale) che impegnano infermieri in settori spesso delicati senza una temporanea preparazione specifica ( ad esempio in oncologia, nel gruppo operativo, in terapia intensiva)
BOLLINI ROSA 2018-2019: ROVIGO, ADRIA E TRECENTA BRILLANO
Il Bollino Rosa è un riconoscimento nazionale che viene concesso dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna agli ospedali che offrono servizi d’eccellenza
Orbene al San Luca è stato chiuso il Punto Nascite. Cioè nell’Altopolesine, i cui comuni avevano (e probabilmente hanno) il più alto numero di nati, non si nasce più a Trecenta. E le nascite avvengono solo in piccola parte a Rovigo.
Per fortuna resta l’ottima qualità del servizio di procreazione medicalmente assistita (PMA). Quindi pensiamo sia dovuto a questo il merito del bollino rosa. (Però va ricordato che qualche anno fa al San Luca erano stati attribuiti 3 bollini rosa)
Il Direttore Generale dell’ULSS 5 dice di aver coinvolto le unità operative “rosa” dei tre Ospedali, il direttore sanitario Contato aggiunge: “… siamo riusciti ad arrivare ad un livello di cure molto alto per la prevenzione e la cura dell’universo femminile, i bollini rosa sono la migliore attestazione della bontà di scelte fatte per raggiungere capillarmente le donne …”.
Membri del nostro Comitato sono andati a ringraziare i professionisti della PMA. Non sapevano dell'attribuzione del bollino rosa. Non sono stati interpellati per i questionari, non sono stati avvisati del riconoscimento.
Altro che riconoscimento del merito come valore fondamentale.
Questo è il clima reale nell’Asl 5. Le cosiddette giornate di studio non sono sufficienti nemmeno se condotte da docenti di formazione bocconiana. Se non c’è fra tutti gli operatori quella carica, anche emotiva, che nasce da rispetto e fiducia (non solo formali) di chi rappresenta le istituzioni. E il rispetto cresce e si stabilizza se chi dirige mostra di meritarlo con le azioni. Definite non dalle chiacchiere. Ma dai fatti.
Per il Comitato la portavoce Jenny Azzolini

10 gennaio 2018

Tanti sinceri auguri ai responsabili della sanità

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" ha inviato, in occasione delle recenti festività, i propri auguri ai responsabili della sanità, dalla ministra della salute Beatrice Lorenzin al presidente della giunta regionale Luca Zaia, dall'assessore alla sanità Luca Coletto al direttore generale dell'Ulss 5 Polesana Antonio Compostella.
Ecco il testo.



Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro)
Tel. 0425701126 – Cell.  347 349 0340
sito internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/

Data, 21 dicembre 2017

TANTI   SINCERI   AUGURI

Prima degli auguri rivolgiamo una domanda ai molti che si fingono difensori della sacralità della vita: togliere servizi che rispondono alle esigenze di un territorio è l'alternativa etica all'eutanasia?
Noi dell’Altopolesine ci permettiamo di “rendere grazie” a chi ci aveva promesso un servizio per la salute ed ora un po’ alla volta ce lo toglie.
Grazie con tutto il cuore perché a chi di noi sarà malato grave sarà accorciata l’agonia, visto che il primo posto vicino per la salute sarà troppo lontano. 
E facciamo tanti auguri.
Ma non i soliti auguri formali, retorici, imposti dal calendario.
Gesù, che nasce per amore, vi dia la nausea di un agire senza profonde motivazioni etiche e vi conceda la forza di praticare (finalmente!!!) una politica carica di onesto coraggio.
Dio che diventa uomo vi faccia provare vergogna ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita, la vita del prossimo un indecente strumento delle vostre scalate.
Maria, con i suoi occhi feriti, vi faccia sentire almeno una volta lo struggimento di una vita sofferente.
Gli angeli, che annunciano la pace, cancellino l’incapacità di vedere che vicino a voi un vecchio muore solo perché non ha nessuno o è troppo lontano da chi potrebbe garantirgli assistenza.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il vostro letto duro come un macigno, perché, pur avendo il potere, non avete scelto di aiutare i più deboli, le persone che soffrono, tenendo conto della loro povertà e della loro solitudine. 
Vi siete preoccupati soprattutto dei vostri interessi, degli interessi della vostra parte politica. 
Ma poi ci ricordiamo che Gesù ha convinto anche il pubblicano Zaccheo, perciò non abbandoniamo le speranze
Non abbandoniamo nemmeno l’impegno. Anzi.
Scenda la speranza sul nostro ospedale, sulla nostra sanità, come sul nostro mondo soffocato dal vuoto e dalla sensazione che si viva affidandoci a sogni di carta, inseguendo beni materiali fragili come castelli di sabbia.
Gesù Bambino, a pensarci bene, deve proprio rinascere. Ma non nei cuori dei bambini, dei piccoli e dei deboli,  nel cuore dei grandi, dei grandi e dei potenti, perché rinascano anch'essi: piccoli – semplici- umili e in-nocenti. 
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
(Con la fraterna condivisione di Tonino Bello)
La portavoce del Comitato Jenny Azzolini

13 novembre 2017

Ospedale di Trecenta, «Ecco come in questi anni hanno impoverito il San Luca»



RASSEGNA STAMPA

Il Comitato Altopolesano dei cittadini interviene e si interroga sul futuro dell'ospedale
"Al San Luca servizi con prestazioni ridotte"
Il gruppo attacca: "Progressiva riduzione delle attività e liste di attesa lunghissime"
La Voce di Rovigo, domenica 12 novembre 2017

SOS JENNY AZZOLINI, REFERENTE DEL COMITATO ALTOPOLESANO DELL'OSPEDALE
«Ecco come in questi anni hanno impoverito il San Luca»
Il Resto del Carlino, Rovigo, domenica 12 novembre 2017

Ospedale, tagli e riordino a scatola chiusa
I1 comitato per il San Luca boccia Compostella
«I sindaci hanno solo ascoltato la relazione del direttore generale senza vedere il piano»
Il Gazzettino, Rovigo, domenica 12 novembre 2017

OSPEDALE TRECENTA (ROVIGO) Jenny Azzolini, del comitato polesano per il San Luca, commenta negativamente la programmazione da parte del direttore generale Antonio Compostella nel diminuire i servizi all’ospedale
“Avevamo delle eccellenze, ora smantellate. È buona sanità?”
Rovigo Oggi, 11 novembre 2017

26 settembre 2017

L'Ulss 5 Polesana perde i pezzi

I pazienti di Melara e Bergantino di serviranno del pronto soccorso di Legnago.

Una conseguenza dell'impoverimento dei servizi che da anni Regione e direzione dell'Ulss stanno attuando sull'ospedale di Trecenta.


Vedi su La Voce di Rovigo l'articolo "Presto i pazienti soccorsi a Melara e Bergantino saranno portati a Legnago"

21 settembre 2017

Ospedale di Trecenta. BASTA LA SALUTE?


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

data 16 settembre 2017

BASTA LA SALUTE?


Ci sembra purtroppo che continuino nella sanità scelte che non tengono sempre conto di caratteristiche ambientali e umane. Le decisioni regionali ignorano peculiarità che la regione stessa ha voluto apporre al PSSR, quale la specificità territoriale del Polesine, e le decisioni della direzione dell’Asl 5 sempre più appaiono frutto di “creatività fantasiosa” piuttosto che di seria programmazione.
Facciamo esempi pensando a quanto detto dal dott. Compostella a Trecenta in Consiglio Comunale.
La neuroriabilitazione non può considerarsi un fiore all’occhiello se i servizi delle stanze e gli ausili non sono attrezzati per persone con disabilità. E’ ottima la professionalità  del personale, ma non sono utilizzabili adeguatamente i servizi. E non è di poco conto la mancanza della Risonanza Magnetica perché il trasporto di un paziente a Rovigo crea disagio,costa, impegna personale, rende il tutto poco tempestivo e quindi meno efficace. A meno che non si faccia lavorare meglio e di più quelle che ci sono. Dimenticavo: per farle funzionare ci vorrebbero altri radiologi che non ci sono (sono già in carenza) ed è anche per questo che ci sono lunghe liste d’attesa.
L’aumento del numero delle stanze di astanteria, al pronto soccorso, si sta trasformando nell’occupazione della stanza attrezzata anni fa proprio per una risonanza magnetica mai arrivata.
PMA: manca personale infermieristico-medico-sociosanitario e amministrativo. Gli infermieri presenti sono così tenuti a compiere diverse funzioni.
Perché sentiamo parlare di riduzione dell’attività di chirurgia ortopedica e poi vengono concessi 5 posti letto proprio per interventi Ortopedici a Porto Viro?
Attività radiologiche: Liste d’attesa indecenti e deserto nelle sale d’attesa. Poi c’è l’enigma del sabato: la presenza di operatori, ma senza appuntamenti.
Quando si dice l’organizzazione...)
Ambulatorio oncologico: riduzione del personale che, formalmente, si dice trasferito a Rovigo per ADDESTRAMENTO in attesa del servizio terapie in day surgery.
Si sta ignorando il problema di angiologia medica ed ematologia che si presenterà gravissimo con il prossimo pensionamento del primario dott. Ramazzina che, oltre a lasciare un enorme vuoto umano e professionale, lascerà scoperte 850 visite ematologiche l’anno. E poiché la (dichiarata) carenza di ematologi comporta già liste di attesa di 1 anno a Rovigo, è verosimile che questi pazienti si troveranno senza riferimento.
Servizio di medicina di base: un’assemblea tenuta a Baruchella annunciava per l’inizio di luglio l’allargamento della partecipazione di medici per il 1° luglio. Subito dopo è stato bloccata l’operazione.
Ambulatori: se non c’è il deserto il pomeriggio come tempo fa, c’è il deserto la mattina. La richiesta di un calendario dei servizi più volte avanzata non riesce a trovare risposta: non si è assolutamente in grado di contare su un quadro preciso con giorno - ora - scadenze dei servizi. Ma sappiamo che gli ambulatori vuoti sono dovuti per la gran parte alla carenza di personale (medico e infermieristico), aggravata dall'unificazione con Adria. Si parla di personale inferiore per il 13% rispetto alla Pianta Organica = 436 figure in meno.
Sono numeri che ci portano a ringraziare quotidianamente il personale che attualmente lavora spesso in  difficili condizioni.

Innumerevoli sono stati i tentativi del Comitato altopolesano dei Cittadini per il San Luca di sensibilizzare l'Ulss sui problemi del San Luca. Con risultati molto scarsi.
E martedì 12 sett. il Dg dell'Ulss nelle critiche al suo operato vede una sorta di complotto denigratorio (!?). Ovviamente inesistente. Ma la relazione tecnica, letta a sostegno delle sue affermazioni, conferma quanto da noi denunciato.
E ci dispiace sentire, anche in questa occasione, l'irritazione del presidente del Comitato dei Sindaci per quanto «viene riportato» sulla stampa.
Collaborare con l'Ulss per noi non significa accettare passivamente le decisioni spesso illogiche e disorganizzate che vengono dalla dirigenza. Punitive per i cittadini e sfregio al diritto alla salute.
E temiamo per il futuro.
Ricordare le dichiarazioni di Compostella radicalmente diverse nel tempo (3 maggio2016: «Troppi tre ospedali e tre case di cura» Pronto il piano dei tagli
6 maggio: «Nessun taglio agli ospedali» «non esiste alcun piano di tagli per l'Ulss 5 Polesana» non ci aiuta a sperare.
Temiamo ad esempio che il REPARTO VACCINAZIONI possa essere spostato arbitrariamente…
Noi segnaleremo nuovamente alla Corte dei Conti la situazione che ci dicono critica perché non ci sono soldi, ma che noi vediamo critica anche perché si spende male, troppo poco nel pubblico (ne è prova la relazione del dott. Marcolongo). E troppo nel privato.
Vorremmo ottenere una risposta soddisfacente, perché all’ospedale San Luca vediamo situazioni che non riteniamo proprie di una sanità pubblica efficiente che si dichiara virtuosa.
Noi paghiamo le tasse e vorremmo che i beni, le finanze, i servizi pubblici, fossero la destinazione finale dei nostri soldi. Che non devono finire nei profitti di cliniche e centri medici privati. Ma ci pare che l' obiettivo non sia la salute della gente.

Per i “complottisti” del Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca
La portavoce - Jenny Azzolini Rossi

12 settembre 2017

Ospedale "San Luca", sarà ripristinato domani l'ascensore per i degenti

Secondo il Dg dell'Ulss ci sarebbe una ben orchestrata campagna per criticare l'ospedale.
Ma la relazione tecnica conferma sostanzialmente i problemi denunciati.


Domani, mercoledì 13 settembre 2017, sarà riparato l'ascensore guastatosi nei giorni scorsi mentre trasportava un paziente in sala operatoria.
Lo ha affermato solennemente oggi il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella, in avvio di riunione del comitato dei sindaci del distretto numero 1, come risposta all'allarme suscitato dalla notizia del grave malfunzionamento dei giorni scorsi.

In questi giorni, secondo il dirigente dell'Ulss, è stato tutto un «tambureggiare di notizie... informazioni... conclusioni non vere. Anche su Adria.». Sulla vicenda dell'ascensore e sulla lettera di un paziente sessantacinquenne - altra questione che ha trovato una certa risonanza sulla stampa - secondo il direttore generale, «c'è stata una volontà di lanciare critiche all'ospedale». Una sorta di complotto, par di capire, che sarebbe, ovviamente, destituito di ogni fondamento.

A sostegno delle sue affermazioni Compostella ha letto due relazioni, una tecnica, sul guasto all'ascensore, e una amministrativa sui servizi ospedalieri di contorno e comfort per i degenti.
Sugli ascensori viene così confermato che, con quest'ultimo, sono tre gli apparati fuori uso. Ma non da tutto quel tempo di cui si parla, per carità, solo «da marzo, il primo, e un altro... poco dopo». Insomma bazzecole, quisquilie, pinzillacchere, come direbbe Totò.

L'ultimo "inconveniente" - quello che i passeggeri hanno avvertito come un 'crollo' dell'ascensore - sarebbe stato causato da un «evento imprevedibile» che si è risolto senza conseguente perché hanno funzionato i «freni di emergenza».
«Domani l'ascensore sarà ripristinato» ha annunciato il Dg. Quanto agli altri due Compostella ha comunicato che «l'argano di un secondo ascensore sarà sostituito entro la prossima settimana, per il terzo entro fine settembre».

Confermata anche in questa occasione l'allergia del presidente del comitato dei sindaci Antonio Bombonato per quanto «viene riportato» sulla stampa. L'allusione è, in piena sintonia col Dg dell'Ulss, al Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca, che ha divulgato la notizia dell'ultimo guasto all'ascensore, a Guglielmo Brusco, che ne ha dato risalto, e alla stampa locale che ha ripreso il fatto.

Secondo Bombonato bisognerebbe collaborare con l'Ulss, senza scatenare queste campagne che servirebbero soltanto a denigrare l'ospedale allontanandone l'utenza.

Innumerevoli sono stati i tentativi del Comitato altopolesano di sensibilizzare l'Ulss sui problemi dell'ospedale. Ma molto scarsi i risultati.


Il Comitato è così costretto a richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e degli amministratori comunali sui problemi più urgenti. Ottenendo a volte, come in questo caso, qualche risultato in tempi ragionevoli. Se questo è necessario fare, si farà.

20 maggio 2017

Ospedale di Trecenta, insufficienti i posti letto di medicina e lungodegenza

Lettera del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" indirizzata ai sindaci della zona, ai consiglieri regionali eletti in polesine, all'assessore regionale polesano Corazzari, al presidente della giunta regionale Zaia, ai parlamentari eletti in polesine, al ministro Lorenzin, ai sindacati e ai giornali locali.


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Portavoce  Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 17 maggio 2017

Trecenta 2 maggio: parla il direttore generale dell’Ulss 5 Antonio Compostella. 
Consiglio comunale aperto, sala piena, necessarie sedie aggiuntive (proprio come in ospedale).
Presentazione articolata, però sui numeri sorgono dubbi.

Riesaminiamo i decreti del DG, le proposte approvate dalla Conferenza dei sindaci (13/12/2016), e carte con le cosiddette opportunità di miglioramento delle attività assistenziali svolte presso il San Luca.
Non ci siamo accorti di miglioramenti, nell’offerta di servizi si tratta di un arricchimento estremamente limitato , che induce le persone ad andare nel privato.
Eppure il DG parla di scelte necessarie "a far fronte ai crescenti bisogni assistenziali determinati dall’invecchiamento della popolazione e dalla comorbilità" (più semplicemente pluripatologia).

Primo punto dolente: Medicina e Lungodegenza.

Il “potenziamento” riduce i posti letto per acuti e i posti letto di lungodegenza.
E la riduzione dei posti letto di lungodegenza crea enormi problemi a tutta l’azienda. Ai reparti sia di area medica che chirurgica.
E’ drammatica la situazione dei posti letto a Rovigo e il DG dovrebbe sapere che molti pazienti dell’Alto Polesine ricoverati in ambito specialistico quell'ospedale non riescono ad essere trasferiti in Lungodegenza a Trecenta proprio per mancanza di posto letto.

La lungodegenza dovrebbe avere posti letti che accolgono gli ex acuti precedentemente ricoverati in medicina - neurologia – chirurgia - ortopedia (anche quelli ricoverati in specialistica di Rovigo)

Il DG sa benissimo (credo) che se i pazienti post acuti (ripetiamo perché sia chiaro :anche quelli di specialistica a Rovigo) non liberano posti letto, non c’è spazio per nuovi ricoveri per acuti.
E i problemi di ricovero inoltre colpiscono  il Pronto Soccorso e l’uso dei letti di astanteria (per questo nella proposta di revisione si programmano interventi edilizi di 50.000 euro per un arricchimento di 2 posti letto? )


Onestamente, non si può ritenere un consolidamento del ruolo di un ospedale per acuti la riduzione di 7 posti letto in medicina (da 55+2 dh. per POLISONNOGRAFIA a 50) e di 5 di Lungodegenza (da 25 a 20 MA SOLO 10 di internistica).
E già con questa organizzazione i posti letto non sarebbero forse sufficienti per far fronte alle richieste del territorio essendo elevatissimo l’utilizzo di posti letto in area medica (vari letti bis non è una notizia nuova). 
Senza contare la mobilità verso altri ospedali (vedi sindaco Melara) dovuta all’incertezza della disponibilità al San Luca.

E non è lontano il 1° febbraio 2018, giorno del pensionamento del dr Ramazzina che oltre a lasciare enorme vuoto umano e professionale lascerà scoperte 850 visite ematologiche l’anno a Trecenta
E poiché la carenza di ematologi comporta già lista di attesa di 1 anno a Rovigo, è verosimile che questi pazienti si troveranno senza riferimento.
Quindi con certezza non si consolidano neppure le carenze.

E i nuovi posti letto di Comunità (attività di continuità assistenziale nel territorio) devono aggiungersi agli attuali posti letto di Medicina e Lungodegenza
Non devono sostituirli.

Il gioco delle tre carte non si addice al San Luca.

Per il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca
La portavoce Jenny Azzolini
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