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19 febbraio 2014

Bilancio veneto bocciato dalla Commissione sanità

Fonte: Il Mattino di Padova, mercoledì 19 febbraio 2014

SCONTRO IN REGIONE

Segnale alla giunta su 180 milioni contesi

La commissione sanità del Consiglio regionale del Veneto, su proposta del presidente Leonardo Padrin (Forza Italia), non ha espresso parere favorevole alla manovra finanziaria 2014.
... In ballo ci sono oltre 180 milioni di euro del fondo sanitario che la manovra finanziaria 2014 attribuisce a funzioni non sanitarie.
... Ma tra i motivi di scontento e preoccupazione della commissione c'è anche il nuovo ospedale di Padova: «In questo bilancio non c'è un euro, evidenzia Padrin a nome anche degli altri consiglieri padovani, mentre dovremmo cominciare già da quest'anno a capitalizzare le risorse per finanziare la nuova struttura».
Leggi l'articolo del Mattino.

02 gennaio 2014

Non autosufficienza. Sinigaglia (Pd) su blocco fondi: scontro inaudito a danno dei più deboli

fonte: pagina facebook di Claudio Sinigaglia
data odierna

Blocco dei 735 milioni del fondo regionale 2013 per la non autosufficienza.
In ballo ci sono oltre mille disabili gravissimi40 mila assegni di domiciliarità per i non autosufficienti assistiti a casa propria, i contributi di quota minima per i non autosufficienti accolti in casa di riposo o residenze assistite e che sono ancora in attesa dell’impegnativa regionale, le rette di ragazzi e adulti disabili accolti nei Ceod.

-----inizio documento(Arv) Venezia 2 gen. 2014 – “L’incredibile conflitto tra assessore e dirigente del settore sociosanitario sta penalizzando i cittadini più deboli e più fragili, in particolare i disabili gravi e gli utenti dei Ceod”. Claudio Sinigaglia, vicepresidente della commissione Sanità e consigliere regionale del Pd, insorge di fronte al mancato riparto di fine anno del fondo regionale per la non autosufficienza e chiede la convocazione urgente, in commissione Sanità, degli assessori regionali alla Sanità e al Sociale, Luca Coletto e Remo Sernagiotto, e del segretario regionale del settore sociosanitario Domenico Mantoan. “Ho scritto al presidente della commissione Leonardo Padrin – dichiara Sernagiotto – chiedendogli di dedicare la prossima seduta della commissione, prevista per il 9 gennaio, all’inaudita situazione di blocco dei 735 milioni del fondo regionale 2013 per la non autosufficienza. Siamo in presenza di uno scontro mai visto e inaudito tra assessore e dirigente, tra tecnici e politici, di un autentico ‘vulnus’ istituzionale che sconfessa decenni di integrazione tra sistema sociale e sanitario. La mancata ripartizione del fondo (quest’anno salito da 721 a 735 milioni grazie ad una ulteriore erogazione concessa dal governo) mette a repentaglio servizi e assegni di cura garantiti dalle 21 Ulss a disabili e anziani: in ballo ci sono oltre mille disabili gravissimi, 40 mila assegni di domiciliarità per i non autosufficienti assistiti a casa propria, i contributi di quota minima per i non autosufficienti accolti in casa di riposo o residenze assistite e che sono ancora in attesa dell’impegnativa regionale, le rette di ragazzi e adulti disabili accolti nei Ceod. Com’è possibile che la delibera di riparto del fondo tra le 21 Ulss, che mi dicono fosse già pronta a settembre, non sia mai stata trasmessa alla competente commissione consiliare? Di chi è la responsabilità di aver tradito la legge 30 del 2009 (che ha istituito il fondo unico per la non autosufficienza e affidato al Consiglio il compito di programmarne e monitorarne l’impiego, ndr)? Perché viene espropriato l’organo di indirizzo e di controllo dei propri compiti di programmare l’assegnazione delle risorse e la misura delle prestazioni in risposta ai bisogni dei tanti disabili e non autosufficienti della nostra regione? Perché devono essere i cittadini più deboli a pagare i costi della sanità veneta?”. 
Sinigaglia punta il dito sul conflitto, sempre meno latente, tra i due settori della sanità e sociale, nell’assicurarsi risorse adeguate ai fabbisogni crescenti. E chiama in campo i massimi arbitri della politica regionale: “Invito i presidenti di Giunta e Consiglio, Zaia e Ruffato, a farsi garanti dell’applicazione della legge regionale (Lr 30/2009) – è l’appello dell’esponente Pd - che espressamente prevede che la Giunta regionale, previo parere della commissione, entro il 31 dicembre di ogni anno, provveda a ripartire le risorse per la non autosufficienza sulla base di indicatori demografici, socio-economici; al numero di persone disabili e non autosufficienti e alla consistenza dei servizi. La spesa sociale non può diventare terreno di scontro politico o camera di compensazione per operazioni di bilancio. La legge 30 che ha istituito il fondo unico per la non autosufficienza – conclude Sinigaglia - è uno dei pilastri di quel modello di integrazione tra assistenza sociale e assistenza sanitaria che ha sinora assicurato cure e assistenza a tutti i veneti e che tutta l’Italia ci invidia:”.
-----fine documento

12 novembre 2013

Il San Luca non può essere declassato

DOCUMENTO
Il Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca” scrive al presidente della giunta reegionale Luca Zaia, all'assessore alla sanità Luca Coletto, all'assessore Maria Luisa Coppola, ai consiglieri regionali Mauro Mainardi, Cristiano Corazzari, Graziano Azzalin, a Domenico Mantoan, dirigente alla sanità, e Leonardo Padrin, presidente della V commissione consiliare.
Lo spunto è il recente incidente stradale di Castelmassa. Dieci le persone coinvolte, sette sono state assistite al "San Luca" di Trecenta e tre, le più gravi, a Rovigo.

Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

IL SAN LUCA NON PUO’ ESSERE DECLASSATO
La posizione geografica dell’incidente stradale successo a Castelmassa (9 novembre) e il numero di persone coinvolte, portano a considerazioni ulteriori circa l’opportunità di vedere mantenuto e rinforzato al San Luca di Trecenta il ruolo di OSPEDALE per ACUTI con PRONTO SOCCORSO.
Perché almeno 7 delle 10 persone ferite sono andate al Pronto Soccorso del San Luca e 3 (quelle più gravi) a quello di Rovigo. Insomma, confermata la validità dell’ospedale provinciale di Rovigo, mi sento di ricordare a chi deve decidere del nostro futuro sanitario, semmai ce ne fosse ancora bisogno, la necessità di potenziamento del San Luca.
Con un bacino di 85.000 abitanti, numero di abitanti più alto di quello di altre aree molto meno depotenziate, l’Alto Polesine deve veder riconosciuti pari diritti alla salute per i suoi cittadini: non può vedersi tagliare posti letto per acuti, la Chirurgia d’Urgenza e la Ginecologia nel suo monoblocco.
Se a Trecenta l’utilizzo dei posti letto è sotto gli standard e pertanto certi tagli possono “apparire” comprensibili è opportuno piuttosto chiedersi perché gli altopolesani emigrano verso altri ospedali (esempio: perché gli altopolesani con fratture al femore non possono essere curati e ricoverati a Trecenta? E’ un intervento di altissima qualità che a Trecenta non si può fare o è una decisione che di fatto fa emigrare possibile utenza del San Luca?)
Trasmetto questa nota perché l’incidente stradale di Castelmassa possa suggerire riflessioni a chi deve prossimamente decidere sulle schede ospedaliere.
Trecenta 11-11-2013
La portavoce del Comitato - Jenny Azzolini
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12 giugno 2013

Abbracciamo l'ospedale di Rovigo, difendiamo la sanità pubblica in polesine

Abbracciamo l'ospedale di Rovigo. Martedì 18 giugno 2013, dalle ore 9 alle 11, manifestazione per la sanità.
fonte: http://www.youtube.com/watch?v=uHGJl6qIOJI

Pubblicato in data 11/giu/2013
Le Segreterie provinciali di CGIL CISL e UIL unitamente alle RSU della Azienda Sanitaria ULSS 18 di Rovigo. manifestano davanti al Comune in occasione della relazione al Consiglio Comunale del Direttore Generale Arturo Orsini.
Motivo della manifestazione è richiamare l'attenzione delle forze politiche, della cittadinanza, affinché si definisca in modo chiaro, attraverso le schede ospedaliere di imminente uscita, che l'ospedale di Rovigo rimanga "HUB", ovvero centro di riferimento provinciale.
In caso contrario sono a rischio le alte specialità come RADIOTERAPIA, MEDICINA NUCLEARE, ONCOEMATOLOGIA, CHIRURGIA VASCOLARE, CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA, NEUROCHIRURGIA.
Il ridimensionamento di questi servizi strategici per la salute dei cittadini polesani avrebbe ripercussioni pesanti sulla salute di soggetti deboli come gli anziani e i cittadini che risiedono in località periferiche della provincia, costretti a lunghi tragitti per raggiungere Padova, Verona o altre località dove i servizi saranno spostati.
per questo motivo le organizzazioni sindacali chiedono alla Regione il mantenimento di ciò che era contenuto nel Piano Socio Sanitario e che molte volte è stato ribadito anche in incontri pubblici dal presidente della V Commissione Sanità Leonardo Padrin, ossia il mantenimento dell'ospedale di Rovigo e dei suoi servizi, come riferimento provinciale "HUB".
Ciò potrebbe essere possibile con l'unificazione delle 2 Aziende Sanitarie 18 e 19, con una razionalizzazione dei servizi e dei posti letto, che garantirebbe una sanità di eccellente qualità a tutti i polesani.
Martedì 18 giugno è prevista una grande manifestazione organizzata da CGIL, CISL e UIL che porterà i cittadini i dipendenti, e il personale medico a ritrovarsi per abbracciare e circondare tutto l'ospedale, una catena umana lunga più di un chilometro, in un simbolico gesto di cura a favore di chi le cure le deve ricevere.

09 giugno 2013

Stati generali per salvare l’ospedale

Venerdì assemblea pubblica. Asse Piva-Pd-categorie economiche. Il Pdl: tutto falso

da Corriere del Veneto, sabato 8 giugno 2013

...L’appuntamento è alle 21 di venerdì 14 giugno, nella sala «Flumina» del museo dei Grandi fiumi.
...Non la pensano però come il compagno di schieramento i consiglieri regionali polesani del Pdl, Mauro Mainardi e Isi Coppola (quest’ultima anche assessore). «Nessun declassamento è previsto per l’ospedale di Rovigo - scrivono in una nota congiunta i due - e abbiamo già difeso con successo il mantenimento dei tre punti-nascita per Rovigo, Adria e Trecenta.
...Il consigliere regionale Graziano Azzalin che invece ha parole di apprezzamento per l’azione di Piva. ...«Il declassamento strisciante di Rovigo non deve far dimenticare che gli altri ospedali polesani devono essere specializzati e, seppur ridimensionati, ottenere un ruolo di riferimento, anche extraprovinciale, proprio come promesso in sede di discussione del Pssr (Piano socio-sanitario regionale, Ndr)».
...Un dubbio per Azzalin. «A voler pensar male si potrebbe essere portati a credere che questo declassamento a Rovigo - spiega - sia funzionale al nuovo ospedale di Monselice. Non va dimenticato che si tratta di un ospedale costruito con la "finanza di progetto": il rischio è che, per favorire alcuni interessi, si finisca per indebolire in modo eccessivo la provincia di Rovigo. Sui project Zaia ha speso parole durissime, ma aveva attaccato aspramente anche lo sbilanciamento verso la sanità privata e poi abbiamo visto che fine hanno fatto le ipotesi di riequilibrio». 

Leggi l'articolo completo.
Scarica il pdf.

07 giugno 2013

Rassegna stampa sulle schede ospedaliere

Molti gli articoli della stampa locale sulle ultime schede ospedaliere. A lanciare l'allarme il sindaco di Rovigo che ha proposto iniziative a tutte le forze politiche polesane e ha chiamato alla mobilitazione i cittadini.
I cittadini sono pronti, da molto tempo, aspettano solo che qualcuno nelle istituzioni dia il via.
Le adesioni politiche di parlamentari e consiglieri regionali.

Rassegna stampa.

Ospedale, Piva alza le barricate
Il sindaco vuole organizzare una tavola rotonda contro il declassamento del nosocomio cittadino
(Il Gazzettino, martedì 4 giugno 2013)

Piva: "Tagli all'ospedale? Pronto ad incatenarmi"
Il sindaco convoca i rappresentanti regionali del Polesine e i parlamentari
Le schede ospedaliere preoccupano: a rischio le specialità del SantaMaria dellaMisericordia
(La Voce di Rovigo, martedì 4 giugno 2013)

Piva: "Giù le mani dall'ospedale"
Il sindaco pronto a incatenarsi perprotestare contro i tagli regionali
(Il Resto del Carlino, martedì 4 giugno 2013)

Coletto: «Ospedale, pronti a trattare»
Rischio declassamento dell'Usl 18. La Regione apre al dialogo con Piva
(Corriere del Veneto, mercoledì 5 giugno 2013)

Brusco: "Eccola mia alternativa al ridimensionamento"
E incalzai sindaci polesani: "Fate subito ricorso al Tar"
Barzan (Idv) preoccupata per Adria
(La Voce di Rovigo, giovedì 6 giugno 2013)

Anche gli infermieri si mettono l'elmetto
"Ma per salvare l'hub bisogna unire le due Ulss"
(La Voce di Rovigo, giovedì 6 giugno 2013)

Sanita, è mobilitazione
Anche Crivellari risponde all'appello di Piva. I medici ottimisti
Il deputato Pd ha assicurato sostegno alla campagna per difendere l'ospedale
"Con la Munerato, fronte unico nei palazzi romani. Ma all'appello manca Endrizzi (M5S)
(La Voce di Rovigo, giovedì 6 giugno 2013)

Ospedale, il Pd snobba Piva
Per la Provincia ci deve essere un ospedale di riferimento come previsto nel Piano
La presidente Virgili scrive direttamente a Zaia, Azzalin all'assessore Coletto
(Il Gazzettino, venerdì 7 giugno 2013)

Per Azzalin: "Non c'è nulla da trattare, basta attenersi al Piano socio sanitario"
(La Voce di Rovigo, venerdì 7 giugno 2013)

Virgili scrive alla Regione per salvare l'hub
La presidente si rivolge a Zaia, all'assessore Coletto e alla guida della commissione regionale Padrin
"Interventi oculati eviterebbero i tagli drastici dei posti letti o di alcuni reparti e servizi"
(La Voce di Rovigo, venerdì 7 giugno 2013)

Il Comitato per il San Luca alza la voce
Da Trecenta le richieste dei cittadini alla Regione
(La Voce di Rovigo, venerdì 7 giugno 2013)

06 giugno 2013

Codice rosso: l'ultima versione delle schede ospedaliere è terrificante

L'ospedale di Rovigo diventerebbe secondario (spoke), subordinato a Padova.
Trecenta e Adria ridotti a ospedali di comunità.


Le schede ospedaliere in lavorazione classificherebbero l'ospedale di Rovigo come spoke, spogliandolo di fatto di tutte le specialità (esiste una legge regionale che stabilisce il come e il cosa di spoke e hub) e ridurrebbero Trecenta e Adria a ospedali di comunità.
Una soluzione persino peggiore di quella prospettata dalla precedente versione (vedi il post Le nuove bozze delle schede ospedaliere: per l'Ulss 18 tutti i tagli negli ospedali pubblici).
Perdere il ruolo di hub significa per l'ospedale di Rovigo perdere reparti e autonomia. Per Trecenta e Adria diventare ospedali di comunità significa perdere il ruolo di ospedali per acuti.
Una prospettiva inaccettabile, per tutti, Ulss 18 e Ulss 19.
E' indispensabile e assolutamente urgente, che la politica polesana si faccia sentire. L'approvazione delle schede ospedaliere da parte della giunta Zaia potrebbe essere imminente.

15 marzo 2013

Le schede ospedaliere e territoriali devono affrontare il dibattito pubblico


Se ne parla da molto ma restano un mistero chiuso nei cassetti della Giunta Regionale.
Disattesi gli impegni alla trasparenza.
Di schede ospedaliere si parla da molto tempo. Dovrebbero definire, ospedale per ospedale, i posti letto assegnati. Le schede territoriali dovrebbero individuare le strutture intermedie presso le quali trattare i pazienti una volta superata la fase acuta.
"Massima trasparenza" hanno promesso gli amministratori regionali da altrettanto tempo. "Le schede saranno discusse con i Comuni": è la promessa che a partire dal 27 gennaio 2012, in prefettura, viene ripetuta da funzionari e assessori regionali.
Durante i mesi scorsi è stato un ininterrotto susseguirsi di anticipazioni, una peggiore dell'altra. Gli ospedali di Rovigo e Trecenta sono minacciati da tagli che andrebbero molto oltre gli effetti della spending review e dello stesso piano socio sanitario regionale (Pssr).
E la trasparenza?
Come Comitato altopolesano per la difesa del "San Luca" abbiamo chiesto più volte che siano avviate consultazioni concrete sulle intenzioni della giunta regionale. L'ultima volta lo scorso 28 febbraio (ore 16,36). Ma alle nostre mail non hanno risposto né il presidente della giunta Zaia né l'assessore regionale alla sanità Coletto. Non ha risposto nemmeno l’assessore Coppola, che in altre occasioni ha rassicurato sul futuro dell’ospedale di Trecenta. Nessun riscontro né da Corazzari, né da Mainardi, né da Azzalin.
Noi continuiamo a tenere informati dei nostri problemi e delle nostre richieste, coinvolgendo tutti i sindaci del distretto 2 e il presidente Bombonato, il direttore dell’Ulss 18 dottor Orsini, il Prefetto dottor Provolo, la presidente della provincia dott. Virgili, il vescovo Soravito, i sindacati e consiglieri regionali che hanno dimostrato attenzione, anche se non polesani, come Pettenò e Sinigaglia. Non rispondono il segretario della sanità veneta Mantoan, non risponde il padre del Pssr Padrin.
Le schede però rimangono un mistero e il timore è che vengano imposte senza alcun confronto con i comuni e la società.
Il dottor Orsini, con ironica deformazione professionale ma giudizio condiviso, ne parla come un “mal di pancia”
Dopo le recenti elezioni politiche si parla di crisi dei partiti politici tradizionali. Una perdita di fiducia che, in Veneto, ha colpito molto duramente i partiti alla guida della giunta regionale.
Gli impegni e le promesse non mantenute e il dovere della trasparenza non onorato seminano sfiducia e preoccupazione sul destino della nostra sanità.
Le schede ospedaliere e territoriali devono affrontare il dibattito pubblico. La giunta regionale deve tirarle fuori dai cassetti e sottoporle alla valutazione della pubblica opinione, dei comuni, degli operatori sanitari, dei sindacati, della società nel suo complesso.
La sanità è un bene fondamentale. E’ un servizio essenziale che deve essere protetto al massimo da tutti. Se ci sono scelte da fare, ogni decisione va presa alla luce del sole.
Trecenta, 14 marzo 2013
Comitato Altopolesano per il "San Luca"
La portavoce, Jenny Azzolini

20 gennaio 2013

Retromarcia sulle prestazioni extra Lea. Almeno fino a marzo...

Ma è una soluzione temporanea, vale fino a marzo. E poi?

Ne avevo parlato in coda a un precedente post. Le proteste delle associazioni hanno portato la V commissione (sanità) del consiglio regionale a chiedere all'unanimità di non dar corso alla deliberazione della giunta dello scorso 24 dicembre con cui era stato deciso di congelare l'erogazione delle prestazioni extra Lea (Livelli Essenziali di Assistenza). Tra questi gli assegni di cura ad anziani e non autosufficienti, i contributi di domiciliarietà, i finanziamenti per progetti di autonomia delle persone disabili, le prestazioni diagnostiche e specialistiche per affetti da malattie rare e celiachia, il telesoccorso e la teleassistenza, la gratuità del parto indolore. Oltre centomila le persone coinvolte, 120 milioni di budget.
La commissione ha chiesto di invertire il percorso disegnato dalla delibera del 24 dicembre: prima la commissione tecnica coordinata dal segretario Domenico Mantoan valuterà criteri, priorità e ricadute delle prestazioni extra Lea formulando (entro il 28 febbraio) una proposta di rivisitazione; poi lo stesso organismo si pronuncerà sul provvedimento, entro il 31 marzo.
Nel frattempo, per tutto il primo trimestre in corso, le prestazioni accessorie continueranno ad essere gratuite. E poi?
Leggi l'articolo completo del Mattino di Padova di venerdì 18/01/2013.

21 giugno 2012

Nessuno tocchi il San Luca

Nel precedente post ponevo alcune domande:


  • Cosa sono i posti letto territoriali?
  • Quali sono le strutture territoriali?
  • Che ruolo avrà l'Assistenza domiciliare?

Una prima risposta, almeno alle prime due, arriva indirettamente dal capogruppo della Lega in consiglio regionale, Federico Caner, in sede di dichiarazione di voto sul piano socio sanitario (Pssr), approvato ieri.
Caner, tra le altre cose, ha dichiarato: "Questo piano non chiude nessun ospedale - ha chiarito Caner - ne riconverte alcuni in strutture territoriali".
Per leggere il comunicato stampa che riassume tutte le dichiarazioni di voto sul Pssr vai al sito del consiglio regionale.
Dunque c'è l'intenzione di far diventare qualche ospedale una sorta di casa di riposo ad alta densità assistenziale?
Stiamo in guardia, anche se lunedì sera il consigliere regionale Mainardi, a Trecenta, ha detto che "in provincia di Rovigo rimangono tre ospedali per acuti"sappiamo bene che non sempre alle dichiarazioni pubbliche corrispondono i fatti. Quanto è accaduto dopo il 27 gennaio (riunione in prefettura) ci ha 'vaccinato'.
Rimaniamo 'connessi'. Sto cercando di acquisire altre informazioni al riguardo.

19 giugno 2012

Ieri sera a Trecenta il Pdl ha illustrato il Piano socio sanitario regionale. Molte domande in attesa di risposta

Cosa sono i posti letto territoriali?
Quali sono le strutture territoriali?
Che ruolo avrà l'Assistenza domiciliare?

La concomitanza con la partita di calcio dell'Italia e una scarsa pubblicizzazione dell'evento hanno portato ieri sera un pubblico non molto numeroso al teatro di Trecenta per la presentazione del nuovo piano socio sanitario regionale.
L'iniziativa del Pdl regionale ha avuto l'adesione dell'amministrazione comunale ma sul sito web istituzionale non compare nessuna notizia in proposito.
Presenti, oltre al sindaco Laruccia, il consigliere regionale Mainardi ("in provincia di Rovigo rimangono tre ospedali per acuti"), l'assessore Coppola ("l'emendamento all'art. 3 del pssr riconosce la specificità del polesine ... rimarranno le due Ulss") e, soprattutto, Leonardo Padrin, presidente della V commissione consiliare, che aveva il compito di illustrare il piano.
Che cosa ha detto Padrin:

  • ha parlato di una rete di servizi territoriali che affiancherà gli ospedali. Il criterio sarà: "tutto ciò che non è a elevata complessità può essere fatto fuori dall'ospedale".
  • ha parlato di strutture territoriali.
  • ha parlato di garanzie perché le schede ospedaliere e le schede territoriali (ospedali e strutture territoriali) saranno presentate contemporaneamente.
  • ha spiegato che mentre il costo di una degenza giornaliera in ospedale costa dai 450 ai 550 euro, in un servizio territoriale il costo si abbassa a 80 - 180 euro.
  • ha detto che il patto per la salute prevede 4 posti letto per ogni mille abitanti e che col nuovo pssr si arriverà addirittura a 5, conteggiando però, oltre ai posti letto ospedalieri anche quelli delle strutture territoriali.
  • che l'approvazione del piano è prevista per domani, mercoledì 20 giugno e che nei successivi 90 giorni saranno approvate le schede ospedaliere e quelle territoriali.
  • ha parlato di una diversa organizzazione dei dirigenti delle Ulss, con nuovi metodi di nomina e diversa durata del mandato, e di una serie di riorganizzazioni nell'informatica, nella logistica, nel provveditorato ecc. La conferenza dei sindaci di ciascuna Ulss verificherà annualmente l'operato dei primari ospedalieri. Per una spiegazione più dettagliata su questo, rimando a un recentissimo comunicato stampa dell'amministrazione regionale.
  • Ogni provincia avrà un ospedale col ruolo di Hub, ma il bacino di utenza dovrebbe essere tarato su un milione di abitanti; poi ci saranno gli ospedali Spoke, come Trecenta e Adria.
  • ha detto poi, rispondendo a un intervento del pubblico, che tornerà a Trecenta quando saranno predisposte le schede ospedaliere e le schede territoriali.
Alle 22.35 devo rientrare e la mia cronaca termina qui. Ma anche così molti sono gli interrogativi e gli elementi su cui riflettere e approfondire. Mi limito qui a un argomento soltanto. Si è parlato molto di territorio ma non ho sentito nulla sul ruolo dell'Assistenza Domiciliare Integrata. Non è stato detto che cosa sono i posti letto territoriali e le strutture territoriali che li dovrebbero ospitare e come si arriverà dai 3 posti letto ospedalieri attuali ai 5 posti letto ospedalieri e territoriali per mille abitanti.

16 giugno 2012

Piano socio sanitario regionale, riconosciuta la specificità del territorio polesano

Il comitato per il San Luca scrive ai consiglieri regionali polesani. Preoccupazione per le schede ospedaliere.
Le proposte del comitato per l'ospedale di Trecenta


In questi giorni si sta discutendo a Venezia il nuovo Piano socio sanitario regionale, un documento fondamentale per la qualità dei servizi che saranno erogati alla popolazione nei prossimi anni.
Durante la discussione è stato approvato un emendamento all'art. 1, comma 3, con cui si riconosce la specificità del territorio polesano.
Il Comitato Altopolesano per la difesa del San Luca ha inviato una mail ai consiglieri regionali eletti in polesine e a altre figure istituzionali esprimendo soddisfazione per questo risultato. "Ora - si legge nella mail - attendiamo con ansia (giustificata dalle esperienze passate) le scelte applicative che verranno apportate nelle schede ospedaliere che segneranno il destino della sanità in Polesine e del San Luca in particolare."
Con l'occasione Jenny Azzolini, portavoce del comitato, ha inviato un documento che raccoglie le proposte elaborate per il 'San Luca'.
Scarica il documento.
In proposito di veda anche l'articolo che su questo tema ha pubblicato RovigoOggi.

15 giugno 2012

Il nuovo piano socio sanitario 2012 – 2016. Cosa cambia nella sanità veneta. Se ne parla a Trecenta


COMUNE DI TRECENTA
Il nuovo piano socio sanitario 2012 – 2016
Cosa cambia nella sanità veneta



LUNEDI' 18 GIUGNO 2012
ORE 21.30 - TRECENTA
Teatro "F. Martini" - Piazza Garibaldi

Introducono:
Mauro Mainardi - Consigliere Regionale e Componente Commissione Sanità
Marialuisa Coppola - Assessore Regionale all'Economia e Sviluppo

Relazionano:
Leonardo Padrin - Presidente Commissione Sanità Consiglio Regionale
Domenico Mantoan- Segretario Regionale per la Sanità

Modera:
Carlo Cavriani - Il Resto del Carlino
LA CITTADINANZA E' INVITATA

IL SINDACO

09 giugno 2012

Preoccupazione per il depotenziamento dell'ospedale del capoluogo

fonte: http://www.rovigooggi.it/articolo/2012-06-07/recuperati-due-milioni-dal-passivo/

SANITA' ROVIGO L'Ulss 18 chiude il bilancio consuntivo 2011 con un disavanzo di 36 milioni di euro. Preoccupazione per il depotenziamento dell'ospedale del capoluogo

Recuperati due milioni dal passivo

L'ospedale di Rovigo rischia di diventare una costola dell'ospedale di Padova e il declassamento preoccupa i polesani. L'assessore provnciale alla Sanità Guglielmo Brusco con il bilancio dell'Ulss 18 alla mano punta il dito contro i finanziamenti alle strutture private che farebbero risparmiare, a suo dire, 14 milioni di euro l'anno. Per il consigliere regionale della Lega Nord Cristiano Corazzari l'ospedale di Rovigo dovrebbe, al contrario, diventare il centro di riferimento della rete ospedaliera del basso Veneto.
Leggi tutto l'articolo su RovigoOggi.it

08 giugno 2012

Il futuro della sanità in provincia di Rovigo

fonte: http://www.rovigo24ore.it/news/rovigo/0015794-futuro-della-sanit-rovigo

Rovigo - In una nota stampa del PD le considerazione del consigliere regionale Azzalin sul futuro della sanità nel rovigino.

“L’ospedale di Rovigo non deve diventare una costola del polo padovano, ma deve essere fulcro della rete polesana, che continuerà ad articolarsi sulle strutture di Trecenta, Adria, Porto Viro e Santa Maria Maddalena e sulle nascenti strutture intermedie, che dovranno essere pubbliche e sulle quali terremo alta la guardia. Spero, quindi, che le parole del presidente della commissione Sanità Leonardo Padrin siano state fraintese e che davvero non intendesse parlare di un simile ridimensionamento della sanità della provincia di Rovigo”.
Il consigliere regionale Graziano Azzalin interviene all’indomani dell’assemblea dei lavoratori dell’Ulss 18 nel corso del quale l’esponente del Pdl ha affermato che il futuro del nosocomio rodigino sarà di essere “struttura di appoggio a Padova”.