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24 febbraio 2015

Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»

È la richiesta del consiglio comunale di Trecenta

All'unanimità il consiglio comunale di Trecenta ha approvato un documento senza precedenti. Rivolto al presidente della giunta regionale Luca Zaia, all'assessore regionale alla sanità Luca Coletto e al dirigente regionale Domenico Mantoan, il documento, intitolato "Stato di crisi al San Luca", chiede che venga immediatamente bloccata l'applicazione delle schede ospedaliere.

Le schede ospedaliere sono lo strumento che attua concretamente il piano socio-sanitario regionale (Pssr). Per l'ospedale di Trecenta, originariamente dotato di 208 posti letto ma ridotto a 180 nel corso di questi anni, è prevista un'ulteriore insostenibile riduzione a 143 posti letto per acuti (vedi post).
Nessuno si fa più illusioni, infatti, sull'efficacia dei posti letto intermedi, quelli che dovrebbero costituire gli ospedali di comunità, reparti all'interno delle strutture ospedaliere dotati unicamente di assistenza infermieristica. Una sorta di parcheggio in cui sistemare provvisoriamente pazienti non più acuti ma nemmeno in condizione di essere dimessi che, per la degenza, saranno pure costretti a pagare vari ticket.

Il consiglio comunale di Trecenta chiede che, prima di qualsiasi riduzione dei posti letto per acuti, siano definite, concordemente con i sindaci altopolesani dell'Ulss 18, le funzionalità da mantenere nell'ospedale di Trecenta.
Il documento è stato inviato anche ai consiglieri regionali polesani e a tutti i gruppi consiliari, al direttore generale dell'Ulss 18 e al presidente della conferenza dei sindaci e, infine, a tutti i sindaci dell'Ulss.
Ai sindaci il comune di Trecenta non chiede esplicitamente la solidarietà degli altri comuni ma è del tutto evidente che ogni autentica, non formale, azione a sostegno del blocco delle schede ospedaliere sarà la benvenuta.
Vedremo!
Scarica il documento approvato dal consiglio comunale di Trecenta.
Scarica la lettera accompagnatoria.

15 gennaio 2015

Ulss 18. L'odissea di alcune famiglie altopolesane

Ospedale di Trecenta: tempi d'attesa che portano utenti nelle strutture private e macchine usate per poche ore la settimana.
Ospedale di Rovigo: esistono ancora camere senza bagno.
In entrambi i casi, lamentele per il cibo.

Con una lettera aperta ai responsabile della sanità polesana e regionale Guglielmo Brusco, ex assessore provinciale, denuncia vari casi di disagio per i cittadini polesani.

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SANITA’ – ODISSEA DI FAMIGLIE ALTOPOLESANE –

Lettera aperta al Direttore Generale dell'Ulss 18, Dr. Arturo Orsini, al Presidente della Conferenza dei Sindaci Dr. Antonio Bombonato e al Presidente della Regione Veneto, Dr. Luca Zaia.

In questi ultimi 3 mesi, vissuti da semplice cittadino altopolesano, mi sono reso conto che, come Assessore Provinciale alla Sanità, nei miei interventi pubblici a difesa dei nostri concittadini, ho un po’ esagerato. Si, sono stato troppo tenero, troppo moderato.
Naturalmente a sostegno di questo mia convinzione porto la testimonianza di due famiglie altopolesane, alle quali in questi ultimi mesi sono successe alcune spiacevoli cose.
  • Per una risonanza magnetica ad una famigliare (schiena-anca), per tempi e modalità più rapidi si è dovuto, nonostante la preferenza per le strutture pubbliche…. ricorrere al privato Centro Medico di Rovigo. Stessa cosa, per far accertare ad un figlio, l’entità di un infortunio al piede.
Insomma, per gli altopolesani la Risonanza Magnetica è un miraggio da rincorrere non nel proprio ospedale, il San Luca, ma emigrando almeno a Rovigo e probabilmente in strutture private.
  • Per un altro esame a famigliare, l’elettromiografia (una volta eseguita per gli esterni anche al San Luca), per avere tempi rapidi c’è stata emigrazione persino in un Centro privato del Padovano!
  • Infine, la più anziana della famiglia, il 22 gennaio 2015, per esame di densitometria, andrà all’Ospedale di Adria. Tale esame sarebbe possibile anche a Trecenta, ma con più lunghi tempi d’attesa (il macchinario del San Luca funziona solo poche ore la settimana).
Per onor del vero, mi si dice che in tutti i casi elencati e già finiti , l’accoglienza e le modalità di erogazione degli esami eseguiti dai soggetti privati, è stata giudicata buona. Io rimango comunque convinto che tali esami, con una più forte organizzazione, potrebbero tranquillamente essere eseguiti in ospedali ed ambulatori pubblici, anche con notevoli vantaggi economici per le casse regionali.
Per completare le testimonianze e passare dallo specialistico-ambulatoriale all’ospedaliero, informo che un’altra famiglia mi ha informato di una parente che dopo un soddisfacente accesso al Pronto Soccorso di Rovigo ( perché quello di Trecenta evidentemente non è all’altezza di quello dell’ospedale del Capoluogo) è stata ricoverata al Blocco M 1 – SOC Oncologica dell’Ospedale di Rovigo, fortunatamente senza gravi problemi. Lì, oltre al cordiale ed efficiente personale, ha trovato, udite udite, una camera senza il bagno e con servizi igienici promiscui (donne e uomini!), situati in corridoio. Una vergogna, pensando a quanto speso per la nuova entrata dell’ospedale di Rovigo ed alle decine di camere con bagno che esistono al San Luca e che non sono utilizzate per pratiche di ricovero ospedaliero!!!
Termino riprendendo un tema già da me sollevato alcuni mesi fa, nelle vesti di assessore provinciale. L’ultima signora citata, mi ha dichiarato che riusciva a mangiare ben poco del cibo fornito dall'Ulss 18. Cibo non gradito, come tanti altri mi hanno testimoniato. Sarebbe il caso di sapere se ciò deriva da un problema di qualità del cibo fornito o è dovuto alle particolari e troppo raffinate esigenze alimentari di tutti quanti mi hanno segnalato questo problema. Situazione conosciuta dal Direttore Generale? E se si, cosa ha fatto per risolverla?
Domanda finale: cosa pensano di fare gli altopolesani e i loro sindaci? Patire ancora e stare zitti? O chiedere con forza ai Dottori Orsini, Bombonato e Zaia, di fare molto di più per loro?

Trecenta, 13 gennaio 2015

Guglielmo Brusco – Cittadino altopolesano.

----fine documento

Scarica in formato pdf.

25 luglio 2013

Guglielmo Brusco, le schede ospedaliere declassano il “San Luca”

Oltre a ridurre di un terzo i posti letto le schede ospedaliere approvate dalla giunta regionale prevedono il declassamento di Trecenta, entro il 2015, da “ospedale di rete” a “nodo di rete”. Una classificazione che non mancherà di avere riflessi negativi su tutta una serie di servizi.


Guglielmo Brusco, assessore provinciale alla sanità, ha tenuto ieri una conferenza stampa sui pericoli nascosti tra le pieghe della programmazione regionale. Vediamo alcuni punti.

CHIRURGIA D’URGENZA IL SABATO E LA DOMENICA.
Secondo Brusco, “con  l’organizzazione chirurgica in week surgery, almeno da molti protocolli regionali, non si prevede la chirurgia d’urgenza per il fine settimana. Solo interventi programmati e anche i pazienti ricoverati in altri reparti, che dovessero aver bisogno di intervento a fine settimana o chirurgici che avessero bisogno di un ricovero più lungo del venerdì, avranno la sola possibilità di essere trasferiti in altro ospedale. Di fatto il San Luca rischia di perdere uno dei capisaldi per essere ospedale per acuti”.
TERAPIA INTENSIVA.
“Cura circa 300 pazienti l’anno, molti dei quali over 75. Dotata di 4 posti letto, serve anche la popolazione, spesso anziana affetta da gravi patologie respiratorie. Persino il posto letto di stabilizzazione, è spesso occupato da malati gravi. Visto tutto ciò, naturalmente dalla Regione vogliono .... tagliare 2 dei 4 posti letto”.
In effetti dimezzare i posti letto di terapia intensiva sembra una diretta conseguenza di quanto previsto per la chirurgia d'urgenza.

Brusco solleva poi altri problemi, dalla prevista soppressione dei posti letto di ginecologia alla carenza di posti letto nell'astanteria del pronto soccorso, fino al centro trasfusionale.
Leggi il comunicato stampa completo.

Altre risorse:
Presidio in pericolo per l'assessore provinciale
SANITA’ TRECENTA (ROVIGO) Ospedale San Luca, Guglielmo Brusco lancia l’allarme declassamento
(RovigoOggi.it, 24 luglio 2013)

Brusco: « San Luca, troppo immobilismo»
L'assessore provinciale punzecchia gli amministratori ad iniziare dal sindaco Laruccia
(Il Gazzettino, giovedì 25 luglio 2013)

In questo blog:
I dati clinici e il ruolo della terapia intensiva al San Luca Gli indici statistici e il rapporto con gli altri reparti.
Le schede ospedaliere e la sintesi che ne ha fatto Assomed.

11 giugno 2013

VOGLIAMO LA NOSTRA SANITÀ. Volantino del Comitato altopolesano per il "San Luca"

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340
sito internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/

Si sente dire che l’ ultima bozza delle schede ospedaliere
potrebbe fare a pezzi la sanità polesana
chiediamo
ai Consiglieri regionali polesani
AZZALIN – COPPOLA – CORAZZARI - MAINARDI
All’ Onorevole CRIVELLARI – alla Senatrice  MUNERATO
è vero che alleanze politiche trasversali vogliono spogliare l’Ulss 18
di alcune delle sue eccellenze?
forse a beneficio del nuovo monoblocco di Monselice?
se così fosse
cosa state facendo per fermare questo scempio?
Ci avete fatto delle promesse
è arrivato il momento di mantenerle
VOGLIAMO LA NOSTRA SANITÀ
efficientesostenibile – equa
I cittadini del Polesine sono in allarme rosso
vogliono una risposta rapida e fattiva
10 giugno 2013 per il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca la portavoce Jenny Azzolini

10 giugno 2013

Catena umana per salvare l'ospedale

dal Gazzettino di domenica 9 giugno 2013

Non convincono le rassicurazioni offerte da Coppola e Mainardi
Un abbraccio all'ospedale
Manifestazione dei sindacati contro i tagli a favore di Schiavonia d'Este
martedì 18 giugno alle 10

I sindacati confederali vogliono che i polesani si stringano attorno all'ospedale di Rovigo. Letteralmente. Le segreterie Cgil Cisl e Uil provinciali stanno organizzando una catena umana che circondi in un abbraccio il Santa Maria della Misericordia.
...martedì 18 alle 10 circa, ci sarà la manifestazione dell'abbraccio al Santa Maria della Misericordia cui invitiamo più polesani possibile. Chi volesse più informazioni può prendere contatto con le sedi territoriali dei tre sindacati».

Leggi l'articolo completo.

Vedi anche l'appello Uniti ora o mai più.

09 giugno 2013

Stati generali per salvare l’ospedale

Venerdì assemblea pubblica. Asse Piva-Pd-categorie economiche. Il Pdl: tutto falso

da Corriere del Veneto, sabato 8 giugno 2013

...L’appuntamento è alle 21 di venerdì 14 giugno, nella sala «Flumina» del museo dei Grandi fiumi.
...Non la pensano però come il compagno di schieramento i consiglieri regionali polesani del Pdl, Mauro Mainardi e Isi Coppola (quest’ultima anche assessore). «Nessun declassamento è previsto per l’ospedale di Rovigo - scrivono in una nota congiunta i due - e abbiamo già difeso con successo il mantenimento dei tre punti-nascita per Rovigo, Adria e Trecenta.
...Il consigliere regionale Graziano Azzalin che invece ha parole di apprezzamento per l’azione di Piva. ...«Il declassamento strisciante di Rovigo non deve far dimenticare che gli altri ospedali polesani devono essere specializzati e, seppur ridimensionati, ottenere un ruolo di riferimento, anche extraprovinciale, proprio come promesso in sede di discussione del Pssr (Piano socio-sanitario regionale, Ndr)».
...Un dubbio per Azzalin. «A voler pensar male si potrebbe essere portati a credere che questo declassamento a Rovigo - spiega - sia funzionale al nuovo ospedale di Monselice. Non va dimenticato che si tratta di un ospedale costruito con la "finanza di progetto": il rischio è che, per favorire alcuni interessi, si finisca per indebolire in modo eccessivo la provincia di Rovigo. Sui project Zaia ha speso parole durissime, ma aveva attaccato aspramente anche lo sbilanciamento verso la sanità privata e poi abbiamo visto che fine hanno fatto le ipotesi di riequilibrio». 

Leggi l'articolo completo.
Scarica il pdf.

07 giugno 2013

Rassegna stampa sulle schede ospedaliere

Molti gli articoli della stampa locale sulle ultime schede ospedaliere. A lanciare l'allarme il sindaco di Rovigo che ha proposto iniziative a tutte le forze politiche polesane e ha chiamato alla mobilitazione i cittadini.
I cittadini sono pronti, da molto tempo, aspettano solo che qualcuno nelle istituzioni dia il via.
Le adesioni politiche di parlamentari e consiglieri regionali.

Rassegna stampa.

Ospedale, Piva alza le barricate
Il sindaco vuole organizzare una tavola rotonda contro il declassamento del nosocomio cittadino
(Il Gazzettino, martedì 4 giugno 2013)

Piva: "Tagli all'ospedale? Pronto ad incatenarmi"
Il sindaco convoca i rappresentanti regionali del Polesine e i parlamentari
Le schede ospedaliere preoccupano: a rischio le specialità del SantaMaria dellaMisericordia
(La Voce di Rovigo, martedì 4 giugno 2013)

Piva: "Giù le mani dall'ospedale"
Il sindaco pronto a incatenarsi perprotestare contro i tagli regionali
(Il Resto del Carlino, martedì 4 giugno 2013)

Coletto: «Ospedale, pronti a trattare»
Rischio declassamento dell'Usl 18. La Regione apre al dialogo con Piva
(Corriere del Veneto, mercoledì 5 giugno 2013)

Brusco: "Eccola mia alternativa al ridimensionamento"
E incalzai sindaci polesani: "Fate subito ricorso al Tar"
Barzan (Idv) preoccupata per Adria
(La Voce di Rovigo, giovedì 6 giugno 2013)

Anche gli infermieri si mettono l'elmetto
"Ma per salvare l'hub bisogna unire le due Ulss"
(La Voce di Rovigo, giovedì 6 giugno 2013)

Sanita, è mobilitazione
Anche Crivellari risponde all'appello di Piva. I medici ottimisti
Il deputato Pd ha assicurato sostegno alla campagna per difendere l'ospedale
"Con la Munerato, fronte unico nei palazzi romani. Ma all'appello manca Endrizzi (M5S)
(La Voce di Rovigo, giovedì 6 giugno 2013)

Ospedale, il Pd snobba Piva
Per la Provincia ci deve essere un ospedale di riferimento come previsto nel Piano
La presidente Virgili scrive direttamente a Zaia, Azzalin all'assessore Coletto
(Il Gazzettino, venerdì 7 giugno 2013)

Per Azzalin: "Non c'è nulla da trattare, basta attenersi al Piano socio sanitario"
(La Voce di Rovigo, venerdì 7 giugno 2013)

Virgili scrive alla Regione per salvare l'hub
La presidente si rivolge a Zaia, all'assessore Coletto e alla guida della commissione regionale Padrin
"Interventi oculati eviterebbero i tagli drastici dei posti letti o di alcuni reparti e servizi"
(La Voce di Rovigo, venerdì 7 giugno 2013)

Il Comitato per il San Luca alza la voce
Da Trecenta le richieste dei cittadini alla Regione
(La Voce di Rovigo, venerdì 7 giugno 2013)

06 giugno 2013

Codice rosso: l'ultima versione delle schede ospedaliere è terrificante

L'ospedale di Rovigo diventerebbe secondario (spoke), subordinato a Padova.
Trecenta e Adria ridotti a ospedali di comunità.


Le schede ospedaliere in lavorazione classificherebbero l'ospedale di Rovigo come spoke, spogliandolo di fatto di tutte le specialità (esiste una legge regionale che stabilisce il come e il cosa di spoke e hub) e ridurrebbero Trecenta e Adria a ospedali di comunità.
Una soluzione persino peggiore di quella prospettata dalla precedente versione (vedi il post Le nuove bozze delle schede ospedaliere: per l'Ulss 18 tutti i tagli negli ospedali pubblici).
Perdere il ruolo di hub significa per l'ospedale di Rovigo perdere reparti e autonomia. Per Trecenta e Adria diventare ospedali di comunità significa perdere il ruolo di ospedali per acuti.
Una prospettiva inaccettabile, per tutti, Ulss 18 e Ulss 19.
E' indispensabile e assolutamente urgente, che la politica polesana si faccia sentire. L'approvazione delle schede ospedaliere da parte della giunta Zaia potrebbe essere imminente.

15 marzo 2013

Le schede ospedaliere e territoriali devono affrontare il dibattito pubblico


Se ne parla da molto ma restano un mistero chiuso nei cassetti della Giunta Regionale.
Disattesi gli impegni alla trasparenza.
Di schede ospedaliere si parla da molto tempo. Dovrebbero definire, ospedale per ospedale, i posti letto assegnati. Le schede territoriali dovrebbero individuare le strutture intermedie presso le quali trattare i pazienti una volta superata la fase acuta.
"Massima trasparenza" hanno promesso gli amministratori regionali da altrettanto tempo. "Le schede saranno discusse con i Comuni": è la promessa che a partire dal 27 gennaio 2012, in prefettura, viene ripetuta da funzionari e assessori regionali.
Durante i mesi scorsi è stato un ininterrotto susseguirsi di anticipazioni, una peggiore dell'altra. Gli ospedali di Rovigo e Trecenta sono minacciati da tagli che andrebbero molto oltre gli effetti della spending review e dello stesso piano socio sanitario regionale (Pssr).
E la trasparenza?
Come Comitato altopolesano per la difesa del "San Luca" abbiamo chiesto più volte che siano avviate consultazioni concrete sulle intenzioni della giunta regionale. L'ultima volta lo scorso 28 febbraio (ore 16,36). Ma alle nostre mail non hanno risposto né il presidente della giunta Zaia né l'assessore regionale alla sanità Coletto. Non ha risposto nemmeno l’assessore Coppola, che in altre occasioni ha rassicurato sul futuro dell’ospedale di Trecenta. Nessun riscontro né da Corazzari, né da Mainardi, né da Azzalin.
Noi continuiamo a tenere informati dei nostri problemi e delle nostre richieste, coinvolgendo tutti i sindaci del distretto 2 e il presidente Bombonato, il direttore dell’Ulss 18 dottor Orsini, il Prefetto dottor Provolo, la presidente della provincia dott. Virgili, il vescovo Soravito, i sindacati e consiglieri regionali che hanno dimostrato attenzione, anche se non polesani, come Pettenò e Sinigaglia. Non rispondono il segretario della sanità veneta Mantoan, non risponde il padre del Pssr Padrin.
Le schede però rimangono un mistero e il timore è che vengano imposte senza alcun confronto con i comuni e la società.
Il dottor Orsini, con ironica deformazione professionale ma giudizio condiviso, ne parla come un “mal di pancia”
Dopo le recenti elezioni politiche si parla di crisi dei partiti politici tradizionali. Una perdita di fiducia che, in Veneto, ha colpito molto duramente i partiti alla guida della giunta regionale.
Gli impegni e le promesse non mantenute e il dovere della trasparenza non onorato seminano sfiducia e preoccupazione sul destino della nostra sanità.
Le schede ospedaliere e territoriali devono affrontare il dibattito pubblico. La giunta regionale deve tirarle fuori dai cassetti e sottoporle alla valutazione della pubblica opinione, dei comuni, degli operatori sanitari, dei sindacati, della società nel suo complesso.
La sanità è un bene fondamentale. E’ un servizio essenziale che deve essere protetto al massimo da tutti. Se ci sono scelte da fare, ogni decisione va presa alla luce del sole.
Trecenta, 14 marzo 2013
Comitato Altopolesano per il "San Luca"
La portavoce, Jenny Azzolini

21 giugno 2012

Nessuno tocchi il San Luca

Nel precedente post ponevo alcune domande:


  • Cosa sono i posti letto territoriali?
  • Quali sono le strutture territoriali?
  • Che ruolo avrà l'Assistenza domiciliare?

Una prima risposta, almeno alle prime due, arriva indirettamente dal capogruppo della Lega in consiglio regionale, Federico Caner, in sede di dichiarazione di voto sul piano socio sanitario (Pssr), approvato ieri.
Caner, tra le altre cose, ha dichiarato: "Questo piano non chiude nessun ospedale - ha chiarito Caner - ne riconverte alcuni in strutture territoriali".
Per leggere il comunicato stampa che riassume tutte le dichiarazioni di voto sul Pssr vai al sito del consiglio regionale.
Dunque c'è l'intenzione di far diventare qualche ospedale una sorta di casa di riposo ad alta densità assistenziale?
Stiamo in guardia, anche se lunedì sera il consigliere regionale Mainardi, a Trecenta, ha detto che "in provincia di Rovigo rimangono tre ospedali per acuti"sappiamo bene che non sempre alle dichiarazioni pubbliche corrispondono i fatti. Quanto è accaduto dopo il 27 gennaio (riunione in prefettura) ci ha 'vaccinato'.
Rimaniamo 'connessi'. Sto cercando di acquisire altre informazioni al riguardo.

19 giugno 2012

Ieri sera a Trecenta il Pdl ha illustrato il Piano socio sanitario regionale. Molte domande in attesa di risposta

Cosa sono i posti letto territoriali?
Quali sono le strutture territoriali?
Che ruolo avrà l'Assistenza domiciliare?

La concomitanza con la partita di calcio dell'Italia e una scarsa pubblicizzazione dell'evento hanno portato ieri sera un pubblico non molto numeroso al teatro di Trecenta per la presentazione del nuovo piano socio sanitario regionale.
L'iniziativa del Pdl regionale ha avuto l'adesione dell'amministrazione comunale ma sul sito web istituzionale non compare nessuna notizia in proposito.
Presenti, oltre al sindaco Laruccia, il consigliere regionale Mainardi ("in provincia di Rovigo rimangono tre ospedali per acuti"), l'assessore Coppola ("l'emendamento all'art. 3 del pssr riconosce la specificità del polesine ... rimarranno le due Ulss") e, soprattutto, Leonardo Padrin, presidente della V commissione consiliare, che aveva il compito di illustrare il piano.
Che cosa ha detto Padrin:

  • ha parlato di una rete di servizi territoriali che affiancherà gli ospedali. Il criterio sarà: "tutto ciò che non è a elevata complessità può essere fatto fuori dall'ospedale".
  • ha parlato di strutture territoriali.
  • ha parlato di garanzie perché le schede ospedaliere e le schede territoriali (ospedali e strutture territoriali) saranno presentate contemporaneamente.
  • ha spiegato che mentre il costo di una degenza giornaliera in ospedale costa dai 450 ai 550 euro, in un servizio territoriale il costo si abbassa a 80 - 180 euro.
  • ha detto che il patto per la salute prevede 4 posti letto per ogni mille abitanti e che col nuovo pssr si arriverà addirittura a 5, conteggiando però, oltre ai posti letto ospedalieri anche quelli delle strutture territoriali.
  • che l'approvazione del piano è prevista per domani, mercoledì 20 giugno e che nei successivi 90 giorni saranno approvate le schede ospedaliere e quelle territoriali.
  • ha parlato di una diversa organizzazione dei dirigenti delle Ulss, con nuovi metodi di nomina e diversa durata del mandato, e di una serie di riorganizzazioni nell'informatica, nella logistica, nel provveditorato ecc. La conferenza dei sindaci di ciascuna Ulss verificherà annualmente l'operato dei primari ospedalieri. Per una spiegazione più dettagliata su questo, rimando a un recentissimo comunicato stampa dell'amministrazione regionale.
  • Ogni provincia avrà un ospedale col ruolo di Hub, ma il bacino di utenza dovrebbe essere tarato su un milione di abitanti; poi ci saranno gli ospedali Spoke, come Trecenta e Adria.
  • ha detto poi, rispondendo a un intervento del pubblico, che tornerà a Trecenta quando saranno predisposte le schede ospedaliere e le schede territoriali.
Alle 22.35 devo rientrare e la mia cronaca termina qui. Ma anche così molti sono gli interrogativi e gli elementi su cui riflettere e approfondire. Mi limito qui a un argomento soltanto. Si è parlato molto di territorio ma non ho sentito nulla sul ruolo dell'Assistenza Domiciliare Integrata. Non è stato detto che cosa sono i posti letto territoriali e le strutture territoriali che li dovrebbero ospitare e come si arriverà dai 3 posti letto ospedalieri attuali ai 5 posti letto ospedalieri e territoriali per mille abitanti.

16 giugno 2012

Piano socio sanitario regionale, riconosciuta la specificità del territorio polesano

Il comitato per il San Luca scrive ai consiglieri regionali polesani. Preoccupazione per le schede ospedaliere.
Le proposte del comitato per l'ospedale di Trecenta


In questi giorni si sta discutendo a Venezia il nuovo Piano socio sanitario regionale, un documento fondamentale per la qualità dei servizi che saranno erogati alla popolazione nei prossimi anni.
Durante la discussione è stato approvato un emendamento all'art. 1, comma 3, con cui si riconosce la specificità del territorio polesano.
Il Comitato Altopolesano per la difesa del San Luca ha inviato una mail ai consiglieri regionali eletti in polesine e a altre figure istituzionali esprimendo soddisfazione per questo risultato. "Ora - si legge nella mail - attendiamo con ansia (giustificata dalle esperienze passate) le scelte applicative che verranno apportate nelle schede ospedaliere che segneranno il destino della sanità in Polesine e del San Luca in particolare."
Con l'occasione Jenny Azzolini, portavoce del comitato, ha inviato un documento che raccoglie le proposte elaborate per il 'San Luca'.
Scarica il documento.
In proposito di veda anche l'articolo che su questo tema ha pubblicato RovigoOggi.