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01 maggio 2025

Veneto. DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 1673 del 12 novembre 2018

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 1673 del 12 novembre 2018

Programmazione del sistema di offerta residenziale extra-ospedaliera per la salute mentale. Deliberazione n. 59/CR del 28 maggio 2018. 

Note per la trasparenza

Con il presente provvedimento, nel recepire il parere espresso dalla Quinta Commissione Consiliare nella seduta n. 101 del 5 giugno 2018, si definisce la programmazione del sistema di offerta residenziale extra-ospedaliera per la salute mentale.

Vai alla pagina dedicata sul BurVeT

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(Allegati)

1673_AllegatoA_382139.pdf DOTAZIONE MASSIMA POSTI LETTO STRUTTURE RESIDENZIALI PER AZIENDE ULSS
1673_AllegatoB_382139.pdf Strumenti di valutazione e monitoraggio dello stato psicopatologico e dei progetti riabilitativi nella fase iniziale, intermedia e finale per le strutture terapeutico e socio-riabilitative
1673_AllegatoC_382139.pdf UDO per l’area salute mentale per pazienti con elevato bisogno assistenziale. Residenza Socio-Sanitaria Psichiatrica (RSSP)
1673_AllegatoD_382139.pdf Percorsi di residenzialità leggera: “abitare supportato“
1673_AllegatoE_382139.pdf Metodologia elaborazione costi medi e sistema di controllo dei tempi massimi di permanenza

09 aprile 2025

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" a Venezia per la manifestazione regionale del 5 aprile 2025


Per la Giornata mondiale della salute 2025 si è svolta a Venezia, lo scorso 5 aprile, una manifestazione regionale per la sanità pubblica. Promotori il Coordinamento veneto sanità pubblica (CoVeSaP), Aitsam e Cgil Veneto. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" era presente anche in questa occasione, particolarmente sentita perché dedicata in particolare alla salute mentale, un tema che riguarda tutte le persone ma che è assai sottovalutato dalle politiche sanitarie nazionali e regionali.









Di seguito i link per visualizzare il video curato da CoVeSaP (durata circa un'ora) e i servizi della TRG Veneto e altre emittenti:

https://youtu.be/oQu-PfSLmMo VIDEO COMPLETO di un'ora di Paolo Fumagalli

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2025/04/venezia-centinaia-in-piazza-per-il-diritto-alla-salute-58366e1a-bf34-448c-a0a5-2b30742be032.html?nxtep

https://www.telebelluno.it/wp/salute-mentale-anche-il-comitato-feltrino-per-il-diritto-alla-salute-manifesta-a-venezia/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR5XMEGeOCf9O6d1gDcyGyDA0qoTksqArbwswXmglqtCJkt6jFmHm_YmroBsGg_aem_x3cF-jLEbc_SjAoD-npkOw&sfnsn=scwspwa

https://antennatre.medianordest.it/141608/venezia-giu-le-mani-dalla-sanita-pubblica-in-tremila-manifestano-in-laguna/

Per chi usa Facebook, altre foto della manifestazione a questo link:
https://www.facebook.com/media/set?vanity=pietro.tosarello&set=a.9529363517139239


12 febbraio 2025

Nell’ultimo decennio tagliati 10 mila posti letto e chiusi oltre 70 ospedali. Cresce il privato



Il ministero della Salute pubblica l'Annuario del Servizio sanitario nazionale relativo al 2023
Medicina del territorio sempre più in affanno

Sorprendente: in calo gli accessi ai pronto soccorso
Impietoso il raffronto tra i il 2013 e il 2023.

Ma il dato più sorprendente è quello riguardante gli accessi al pronto soccorso. In questi mesi ci hanno fatto una testa così affermando l'esatto contrario: "troppi codici bianchi e verdi", "troppi accessi impropri" e via di questo passo. Invece se nel 2023 si sono registrati 18.353.118 accessi nei pronto soccorso (311 accessi ogni 1000 abitanti), nel 2013 erano stati 20.551.053 con una media di 338 accessi ogni 1.000 abitanti. Nel 2023 sono quindi stati 2 milioni in meno.

Domanda: ma quante balle ci raccontano?

Sempre meno ospedali. In 10 anni ne sono stati chiusi 74, ben il 7%.

Posti letto: Rispetto a 10 anni fa tra pubblico e privato ne sono stati tagliati oltre 10.000. Nel 2013 ce n’erano 226.387 contro i 215.827 del 2023.

Chiuso un decimo dei Consultori.

Centri di Salute mentale - 17% (erano 1.603 dieci anni e fa sono diventati 1.334 nel 2023).

Meno medici convenzionati. I medici di famiglia dai 45.203 che erano nel 2013 sono diventati 37.983 nel 2023 (-7.220). In calo anche i pediatri (-999 in 10 anni per un totale nel 2023 di 6.706 unità). In frenata anche i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) che dagli 11.533 che erano nel 2013 sono diventati 10.050 nel 2023 (-1.483).

Le Ulss/Asl sono passate dalle 143 del 2013 alle 110 del 2023.

Cresce l’assistenza domiciliare integrata (Adi). In 10 anni sono praticamente raddoppiate le persone assistite: dai 732.780 pazienti del 2013 nel 2023 esse sono state 1.645.234. A peggiorare però sono le ore dedicate a ciascun paziente: nel 2013 erano 18 contro le 15 ore del 2023.

Invito a leggere l'articolo nella sua interezza con la possibilità di scaricare gli annuari 2023 e 2013.

Vedi anche la sintesi prodotta dall'Ansa.

03 gennaio 2025

Salute mentale. Nel centenario della nascita di Basaglia il Veneto spinge verso l'istituzionalizzazione dei pazienti psichiatrici

In questo articolo, pubblicato da quotidianosanità.it, Andrea Angelozzi riepiloga le scelte della giunta regionale del Veneto sulla salute mentale.


Salute mentale stretta tra residenzialità e semiresidenzialità 

di Andrea Angelozzi

18 DIC 2024 - Gentile Direttore,

spesso ci si dimentica che la psichiatria non segue il buon senso comune e le sue scorciatoie, che sembrano offrire la facile soluzione ai problemi. Quello che sta emergendo nella Regione Veneto in Salute Mentale (e non credo sia un elemento isolato nel quadro Italiano) è una aumentata richiesta di soluzioni istituzionali, sotto forma di residenzialità e semiresidenzialità. Parlo di soluzioni istituzionali, perché la attenzione è rivolta ai luoghi ove collocare le persone, e non alle attività che con le persone possono essere fatte perché stiano meglio, che prescindono dai luoghi, ma di cui non si parla e che pare non siano sentite come un problema.

Già nel 2018 vi era stata in Veneto una prima revisione della residenzialità, che aveva ampliato i posti letto rispetto ai 1859 allora esistenti. La programmazione, nelle varie tipologie di intensità assistenziale definite dalla DGR 1616/2008, consentiva di espanderli complessivamente a 2048, anche se di fatto il loro aumento si è fermato a 1874. A questi però andavano aggiunti 280 posti in strutture di nuova individuazione, le RSSP, dove la mancanza di un limite di permanenza, per ospiti i cui requisiti erano una età superiore a 45 anni e il non avere risposto a non meglio definiti interventi riabilitativi, dando al tutto una sinistra ombra neomanicomiale.

Il 14 novembre 2024 è stata approvata la DGR 1299, che mantiene i 280 posti di queste RSSP, riducendo la restante offerta. Il risultato è una residenzialità di 2076 posti letto , con quindi oltre 200 posti in più rispetto al 2018 e con i posti riservati a queste nuove sperimentazioni neomanicomiali che passano dal 12 al 14%.


La stessa delibera ha anche aumentato le rette con un aumento progressivo negli anni, che porterà nel 2026 la quota per le strutture sanitarie ad un 10-11% in più rispetto all’attuale, e quella per le socio sanitarie a un 5-6% in più.
Per quanto riguarda i Centri Diurni, già nel 2022 la Regione aveva incrementato i posti da 1397 a 1646, e definito le nuove tariffe.

Tutto questo lavoro è stato motivato da un incremento delle richieste per queste strutture segnalato dai DSM, con la difficoltà di reperire posti disponibili, un problema sollevato pubblicamente sulla stampa locale anche recentemente dalle varie associazioni che riuniscono i gestori di queste strutture. Parliamo di “gestori" anche perché questo è il primo elemento di interesse.

Di fatto quello che sta avvenendo in Salute Mentale, e non solo nel Veneto, è un crescente doppio binario. Da una parte la residenzialità e la semiresidenzialità vede come protagonisti i soggetti privati, che espandono anche i posti letto ospedalieri mentre dall’altra gli SPDC si riducono come si riducono i servizi territoriali pubblici.

Il secondo elemento, strettamente collegato, è che questi costi crescenti, per strutture istituzionali dove “mettere” i pazienti, non avviene con ulteriori specifici fondi, ma con una attribuzione al fondo sanitario indistinto delle singole ASL. Questo significa che, dal momento che non verrà certo espansa la parte localmente attribuita alla Salute Mentale e non potrà essere contratta la spesa ospedaliera, che è anzi in espansione, il costo sarà sostenuto da un minore finanziamento alla parte territoriale, i Centri di Salute Mentale, destinati ad essere sempre più dei semplici ambulatori ad ore.

Il terzo elemento è che questa espansione della spesa per la residenzialità renderà ancora più difficile la situazione dei pazienti, delle loro famiglie e dei Comuni, ove chiamati a compartecipare. Di fatto già adesso i Comuni si trovano in grandi difficoltà a sostenere questo tipo di costi. Aggiungiamo che la recente DGR sul budget di salute approvata in Veneto ha in sè la possibilità di chiedere supporto ai Comuni anche per spese riabilitative che sarebbero integralmente a carico sanitario.

Ma soprattutto c’è una considerazione, che ci riporta alla questione del senso comune e della psichiatria. Certo, a fronte della aumentata richiesta di residenzialità la soluzione più ovvia è aumentarla e renderla economicamente più gestibile per i privati. Ma questa scorciatoia del pensiero non funziona a favore dei pazienti, soprattutto perché comporta un impoverimento di quel territorio che dovrebbe evitare la cronicizzazione di cui si occupano queste strutture e favorire comunque soluzioni non istituzionali; riporta comunque la psichiatria a modelli pre Legge 180/78; e comporta una progressiva perdita di centralità per la struttura pubblica che dovrebbe coordinare gli interventi, secondo logiche di erogazione di servizi e non di profitto economico.

La apparente soluzione in realtà rischia di non risolvere nulla e di aprire la strada non solo ad una progressiva impossibilità nel gestire economicamente la soluzione, ma a una visione della salute mentale dove la minima difficoltà clinica trova automatica e pronta soluzione mettendo da qualche parte il paziente, una soluzione che la psichiatria italiana credeva di avere superato nel 1978.

Andrea Angelozzi
Psichiatra



18 dicembre 2024

13 settembre 2023

Quali servizi sociali e sanitari per la Salute dei Minori? Chioggia 30 settembre 2023, ore 10

Da più parti stanno arrivando preoccupanti allarmi sullo stato di salute di bambini e adolescenti e disperate richieste di aiuto da parte delle famiglie.

I servizi sociali e sanitari sono stati impoveriti e non riescono a far fronte a bisogni vecchi e nuovi. Le istituzioni latitano e appaiono incapaci di progettare risposte adeguate.

Di fronte a tutto questo CoVeSaP - Coordinamento Veneto Sanità Pubblica - vuole ripartire mettendo insieme tutti gli attori capaci di delineare una strada possibile.

CHIOGGIA, 30 SETTEMBRE 2023, ore 10.00

Sala patronale Parrocchia, Santuario della Beata Vergine della Navicella, Via Padre Emilio Venturini 1, Chioggia.


Sull'argomento vedi anche il precedente post Salute mentale, il caso di Chioggia resta un fallimento e uno scandalo.

01 agosto 2023

Salute mentale, il caso di Chioggia resta un fallimento e uno scandalo


Salute mentale. Al di là delle parole, il caso di Chioggia resta un fallimento e uno scandalo

di Mariapina Rizzo 

01 AGO - Gentile Direttore,
dopo aver letto la comunicazione della Dottoressa Maria Bianco Direttore UOC Psichiatria Distretti Venezia- Chioggia su “L’importanza del Linguaggio nella comunicazione sui temi della salute mentale” apparsa su Quotidiano Sanità, ci sentiamo in qualche modo chiamati a dare un contributo alla discussione e dare anche una risposta alle sue esortazioni.

Sicuramente in ogni ambito è importante usare un linguaggio appropriato, parlare di Salute Mentale è poi difficile perché è un tema su cui da secoli gravano pregiudizi ed ostracismi dettati dalla paura da una parte ma anche dalla “coercizione alla norma”, strumento usato da sempre da chi detiene il potere per “normalizzare” e contenere le voci di chi è critico verso un certo assetto sociale. Crediamo non sia superfluo ricordare gli scritti di Foucault su questi argomenti e tutta la letteratura sulle Istituzioni totali.

Sorge quindi la necessità per chi è critico verso una determinata organizzazione sociale e politica, e noi sicuramente lo siamo verso l’attuale organizzazione del Servizio Sanitario Pubblico in Veneto e in Italia, di denunciare quanto accade cercando di essere il più circostanziato e preciso possibile.
Nella triste vicenda del ragazzo tredicenne ricoverato presso il SPDC di Chioggia crediamo sia inevitabile constare almeno due grossi fallimenti:

- l’aver dovuto ricoverare il ragazzo ovvero non essere riusciti a trattare la sua patologia, sicuramente grave, in un ambiente più adeguato e vicino al suo ambito familiare come dovrebbe essere;

- aver dovuto ricorrere per il ricovero al SPDC per adulti, un Servizio certamente non pensato ed organizzato per accogliere ragazzi con questi problemi bensì adulti con patologie ben diverse.

Pur essendo sicuri che tutti gli operatori abbiano dato il massimo e si siano adoperati il più possibile per assicurare comunque un trattamento adeguato, riteniamo che questa soluzione sia non solo sbagliata terapeuticamente, non saremo certo noi comuni cittadini a ricordare l’importanza del “setting” ovvero del luogo e dell’ambiente in cui avviene la terapia e come questo sia già terapia in sé, ma anche scandalosa.

Lo scandalo è evidente poiché da molti anni le Schede Ospedaliere della Regione Veneto prevedono posti letto per il ricovero dei minori con problemi psichici, da moltissimi anni è stata segnalata la necessità di strutture e servizi specifici per le patologie dell’età evolutiva ma a tutt’oggi questi sono del tutto carenti nelle AULSS della nostra Regione. Bisogna ricordare ancora una volta che la nostra Regione è penultima in Italia nella la spesa per la Salute Mentale?

Per questo motivo è partita la protesta, dando voce anche alla sofferenza dei familiari del ragazzo, che vivono quotidianamente insieme a lui il dolore di questa gravissima situazione.
Ma la protesta di noi cittadini intende dar voce anche alle grandissime difficoltà in cui versano gli operatori sanitari, costretti, come in questo caso, a sopperire con il loro sacrificio e abnegazione alle gravissime carenze della Organizzazione Sanitaria, alle mancanze ormai pluridecennali della Regione Veneto nella tutela della Salute Mentale dei suoi abitanti, siano essi adulti o ancora peggio ragazzi nel pieno dell’età evolutiva.

Per questi motivi abbiamo denunciato quanto sta accadendo presso il SPDC di Chioggia, se i termini usati sono sembrati esagerati ci dispiace , ma ci pare che abbiano avuto l’indubbio merito di sollevare il problema che è gravissimo e di averlo portato all’attenzione dei media stimolando così l’avvio se non di soluzioni almeno di interventi urgenti ed essenziali.

Mariapina Rizzo
Coordinamento Veneto Sanità Pubblica

01 agosto 2023

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10 luglio 2023

Servizi di salute mentale in Veneto, il problema non sono le risorse, ma come vengono spese


di Andrea Angelozzi

10 LUG - 

Gentile Direttore,
mentre i servizi di salute mentale si destreggiano nella carenza di risorse, gli psichiatri discutono di Legge 180/78, e gli psicologi sottolineano il bisogno psicologico, amministrazioni e politica continuano indifferenti per la propria strada.

Un esempio è quanto accade nell’ambito della grave sofferenza dei servizi di salute mentale nel Veneto, dove alcune recenti delibere sollevano non pochi interrogativi. Partiamo da una Ulss del Veneto che, a fine giugno 2023 recepisce la DGR 371/2022 e la deliberazione 89 del 16/09/2022, che indicavano la possibilità di assunzioni temporanee di personale per i DSM, utilizzando quanto stanziato con l'Intesa Stato Regioni del 28 aprile 2022 per il “rafforzamento dei Dipartimenti di Salute Mentale regionali”, di cui ci aveva puntualmente informato Quotidiano Sanità.

Un primo problema è che questi contratti scadono al 31/12/2023, in attesa di standard nazionali, che peraltro il ministero ha già indicato (vedi Quotidiano Sanità). Di fatto se il personale potrà essere assunto per due/tre mesi, per essere poi lasciato a casa, sarà un successo. I possibili motivi che spiegano questo ritardo, non cancellano la sensazione che ora questo provvedimento sia ancora meno efficace e che si sia persa la possibilità di offrire un minimo di respiro a operatori e pazienti.

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06 giugno 2023

Ulss 5 Polesana, sindaci come vassalli di Zaia


Le pagelle ai direttori generali delle Ulss sono in realtà atti di vassallaggio nei confronti del presidente della giunta regionale Luca Zaia.

I fatti. Annualmente l'assemblea dei sindaci di ciascuna Ulss esprime un voto sull'operato dei rispettivi direttori generali. Quel voto concorre a formare la valutazione sulla base della quale viene riconosciuta una cospicua indennità ai responsabili delle Ulss. Ogni anno, puntualmente, i sindaci polesani esprimono il voto massimo.

Se ne dovrebbe dedurre che i sindaci della provincia riscontrino un buon funzionamento dei servizi sanitari, che le liste di attesa siano contenute, anzi inesistenti, che i tempi previsti per l'esecuzione delle visite specialistiche siano rispettati, che i posti letto siano sufficienti, che i pronto soccorso siano efficienti, e che i servizi per pazienti psichiatrici siano ottimi. Che tutto funzioni a meraviglia insomma.

Ma poiché così non è, perché i sindaci esprimono sempre il massimo dei voti?

Possibile che non si accorgano dei disagi dei propri cittadini nell'accesso ai servizi sanitari? Possibile che non sappiano che tantissime persone ottengono appuntamenti a un anno e più di distanza dalla richiesta? Possibile che non sappiano che troppo spesso non è nemmeno possibile ottenere una data? Possibile che non sappiano che i loro concittadini vengono sempre più frequentemente dirottati sulle strutture private convenzionate? E che non sappiano che sempre più spesso devono ricorrere alla sanità privata sostenendo il 100% della spesa?

No! Non è possibile! Nemmeno il sindaco più distratto può ignorare questi problemi.

E allora perché, perché, perché, perché quel voto?

La verità è che quel voto non è al lavoro del direttore generale, il quale si applica ad eseguire le direttive ricevute, quel voto è a Luca Zaia, il primo e vero responsabile della disastrosa situazione della sanità pubblica in Veneto.

E chi si metterebbe contro Luca Zaia? Quale sindaco ha il coraggio di prendere atto della situazione reale e rivendicare qualcosa per i propri cittadini? Nessuno, nessuno! Facciamocene una ragione.

Tutti i comuni hanno bisogno di contributi regionali per realizzare qualcosa, dal piccolo impianto sportivo (eh! lo sport!) all'asfaltatura di un breve tratto di strada, per un'iniziativa culturale o per la sagra del paese. E allora non si deve disturbare chi ha i cordoni della borsa, chi può decidere se finanziare questo o quello: Luca Zaia. I sindaci fingono di ignorare i macroscopici problemi della sanità, fingono di non accorgersi del degrado dei servizi sanitari regionali, decidono di ignorare l'aggravio di costi per i loro concittadini e il disagio per gli spostamenti da un capo all'altro della provincia.

E i sindaci dei ventiquattro comuni dell'altopolesine sono quelli che fingono di più, continuano a ignorare che l'ospedale "San Luca" di Trecenta è un pallido ricordo di ciò che era e che è persino senza un vero pronto soccorso.

In questa landa desolata e inerte rende di più lo sport, l'asfaltatura di una buca, la sagra paesana. Gli amministratori comunali otterranno così più voti per le prossime elezioni. Occuparsi di sanità non procura voti: sono pochi quelli che di volta in volta ne hanno bisogno. E sono deboli, incapaci di far sentire la loro voce con sufficiente forza. E poi, cavolo! Bisogna studiarci sopra, è materia complessa! E la gente pensa che tutto sia delegato in alto, all'Ulss, alla Regione, al governo nazionale...

"Approfittiamo dell'ignoranza, laviamocene le mani... ". Ecco il punto: i sindaci dell'Ulss polesana approfittano del fatto che le persone comuni non sanno quanto può essere importante la voce del loro sindaco nei confronti dell'Ulss e che il sindaco è l'autorità sanitaria del loro comune, non solo quando deve occuparsi della lotta alle zanzare.

Badia Polesine, 6 giugno 2023

Pietro Tosarello


18 maggio 2023

Salute mentale in Veneto, il Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica lancia una nuova iniziativa

In Veneto:

  • Spesa procapite tra le più basse d'Italia
  • Chiusura progressiva dei Servizi di Diagnosi e Cura, dei CSM e dei Servizi Riabilitativi
  • Apertura dei "Manicomietti".
Il CoVeSaP invita tutte le Associazioni che hanno condiviso l'appello di CoVeSaP lanciato all'inizio del 2022.



21 settembre 2022

Difendiamo la Sanità Pubblica. Venezia Sabato 17 settembre 2022. Le immagini dell'evento organizzato da CoVeSaP

Evento organizzato dal Coordinamento Veneto per la Sanità pubblica (CoVeSaP), vedi il precedente post. A causa della pioggia l'evento si è svolto nella sala teatro del Patronato in via Garibaldi (calle San Domenico).

Scarica il testo integrale della nota di CoVeSaP rivolta ai candidati alle elezioni politiche del 24 settembre.



















13 settembre 2022

Difendiamo la Sanità Pubblica. Venezia Sabato 17 settembre 2022

Il Servizio Sanitario Nazionale, negli ultimi decenni, è stato pesantemente sottofinanziato.

Si sono così create criticità sempre più importanti: pesanti carenze di personale con operatori sottoposti a stress inaccettabili, liste di attesa infinite, pronto soccorso intasati o ridotti a punti di primo soccorso, posti letto insufficienti, medicina territoriale non adeguata ai bisogni dei cittadini, mancanza di servizi socio-sanitari per le fasce deboli della popolazione. Questi problemi affliggono oramai tutte le regioni, da nord a sud, e rendono sempre più difficile potersi curare.

Anche il Veneto non sfugge a questa pericolosa tendenza.

Il fondamentale diritto alla salute e alla cura viene negato ad una parte sempre più consistente della popolazione.

Il Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica (CoVeSap) chiede a tutti coloro che saranno eletti alle elezioni del prossimo 25 settembre un’inversione di tendenza alla politica dei tagli, prevedendo un robusto rifinanziamento del Servizio Sanitario Nazionale per realizzare:

  • Una maggiore gestione pubblica e uno stop alle varie forme di privatizzazione;

  • Un investimento massiccio nel personale;

  • La riorganizzazione di una rete ospedaliera che risponda ai bisogni della popolazione;

  • La finalizzazione dei Fondi del PNRR al potenziamento del Servizio Pubblico;

  • Lo sviluppo dei servizi territoriali per i minori, la famiglia, la disabilità, le dipendenze, gli anziani e la salute mentale;

  • La ricostruzione dei Dipartimenti di Prevenzione;

  • La convergenza nel concetto di salute delle politiche sanitarie con quelle ambientali;

  • Il ritorno allo spirito della legge 833 con un giusto equilibrio nel rapporto tra Stato - Regioni - Enti locali.

Il Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica chiede pertanto quanto previsto dalla legge 833/78, ovvero un Servizio Sanitario Pubblico, Universalistico, Gratuito, Equo ed Accessibile a tutti.

Scarica il testo integrale della nota di CoVeSaP rivolta ai candidati alle elezioni politiche del 24 settembre.


03 settembre 2022

Il capitale umano nella salute mentale

fonte: quotidianosanità.it

Nessuna reingegnerizzazione dell’architettura organizzativa dei servizi per la salute mentale potrà avere successo senza prima ricostituire il capitale umano e professionale che opera nei servizi di salute mentale ai diversi livelli

Fabrizio Starace
Direttore DSMDP AUSL di Modena
Presidente Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica
Presidente Sezione IIIa Consiglio Superiore di Sanità

31 agosto 2022

Leggi l'articolo completo

04 luglio 2022

CoVeSaP interviene sui servizi pubblici per la salute mentale

Il Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica consegnerà al presidente del consiglio regionale un documento sullo stato dei servizi per la salute mentale





18 maggio 2022

È facile smettere di legare se sai come fare: Il no restraint è un metodo di lavoro

Da NUOVA RASSEGNA DI STUDI PSICHIATRICI

rivista online di psichiatria

Volume 23 - 10 Maggio 2022

L’articolo descrive come il SPDC (servizio psichiatrico di diagnosi e cura) di Ravenna sia divenuto, dal 2016 un reparto no-restraint. Viene descritto come il no restraint non sia una posizione ideologica ma un metodo di lavoro che, se applicato, può portare al superamento della contenzione meccanica. Alla base del no restraint vi sono: a) fattori architettonici del reparto b) organizzazione interna e gestione delle interfacce; c) attività clinica e assistenziale; d) formazione. Vengono portati dati a supporto del fatto che il no restraint, oltre che etico, riduce il numero delle giornate perse per infortunio del personale, il numero degli episodi di aggressività nei confronti del personale, la spesa sanitaria complessiva per ricovero. Infine vi sono suggestioni che possono anche essere ridotte le giornate in TSO. Servono comunque ulteriori studi a supporto di questi dati preliminari.

Vai all'articolo completo

Disponibile anche in versione pdf

22 gennaio 2022

SOS Salute Mentale nel Veneto, conferenza stampa di CoVeSaP

Il Coordinamento veneto per la sanità pubblica (CoVeSaP) formato dai comitati per la sanità pubblica nati in tutta la regione, in vista dell'iniziativa che si terrà oggi, ha tenuto una conferenza stampa in cui è stato delineato un quadro impressionante sulla salute mentale in Veneto.

Link alla conferenza stampa del 17/01/2022

https://youtu.be/bGYjb9GBzeA

22 luglio 2021

Salute mentale nel Veneto. Conferenza stampa del Movimento per la Difesa della Sanità Pubblica Veneziana

Preziosi i dati raccolti dal Movimento per la Difesa della Sanità Pubblica Veneziana.

La salute mentale era già in difficoltà prima del covid. In Veneto si è ridotta la spesa per la salute mentale mentre sono raddoppiate le rette nelle strutture residenziali.

A questo link potrete seguire la conferenza stampa (durata 29 minuti) pubblicata su Youtube:

https://youtu.be/Yr9Pg-u6dhg