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13 novembre 2017
Ospedale di Trecenta, «Ecco come in questi anni hanno impoverito il San Luca»
RASSEGNA STAMPA
Il Comitato Altopolesano dei cittadini interviene e si interroga sul futuro dell'ospedale
"Al San Luca servizi con prestazioni ridotte"
Il gruppo attacca: "Progressiva riduzione delle attività e liste di attesa lunghissime"
La Voce di Rovigo, domenica 12 novembre 2017
SOS JENNY AZZOLINI, REFERENTE DEL COMITATO ALTOPOLESANO DELL'OSPEDALE
«Ecco come in questi anni hanno impoverito il San Luca»
Il Resto del Carlino, Rovigo, domenica 12 novembre 2017
Ospedale, tagli e riordino a scatola chiusa
I1 comitato per il San Luca boccia Compostella
«I sindaci hanno solo ascoltato la relazione del direttore generale senza vedere il piano»
Il Gazzettino, Rovigo, domenica 12 novembre 2017
OSPEDALE TRECENTA (ROVIGO) Jenny Azzolini, del comitato polesano per il San Luca, commenta negativamente la programmazione da parte del direttore generale Antonio Compostella nel diminuire i servizi all’ospedale
“Avevamo delle eccellenze, ora smantellate. È buona sanità?”
Rovigo Oggi, 11 novembre 2017
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08 gennaio 2016
Due reparti maternità a rischio: Trecenta e Adria
da La Voce di Rovigo, venerdì 8 gennaio 2016
Gli indirizzi del ministero prevedono la chiusura dei punti nascita di Adria e Trecenta
Punti nascita degli ospedali di Adria e Trecenta a rischio chiusura. Un allarme rilanciato dalle indicazioni del ministro della salute Beatrice Lorenzin che prevedono la chiusura di sette punti in Veneto, fra questi quelli di Adria e Trecenta.
....
Dall'Ulss 18 però di Rovigo si tende a non considerare affatto oro colato la linea guida del ministero, perché in materia di sanità la programmazione spetta alla Regione. E infatti è lo stesso neodirettore generale dell'Ulss 18, e commissario dell'Ulss 19, Antonio Compostella, a precisare che "la chiusura dei punti nascita è uno dei punti delle linee guide del ministero. Il ministro Lorenzin, le ha espresse sulla scorta di approfondimenti scientifici, ma non sono cogenti, perché in tema di sanità è il legislatore regionale che ispone". Entrando nello specifico poi Compostella aggiunge che "io mi occupo di cose oggettive, e a fare fede sono le schede ospedaliere che la Regione Veneto ha varato alla fine del 2013, schede dove si elencano i fabbisogni in tema di sanità dei territori regionali. Ed è in base a queste esigenze di ciascun bacino territoriale che si stabilisce che i punti nascita di Rovigo, Adria e Trecenta sono punti fissi dell'organizzazione sanitaria veneta. Io a questo mi devo attenere e il mio compito sarà quello di farli funzionare, non certo di chiuderli".
....
"La permanenza dei punti nascita più piccoli è comunque una scelta strategica, perché presidi irrinunciabili. Se per una programmazione territoriale si decide di tenere aperti punti nascita sotto i 500 parti l'anno bisogna garantire a ognuno di essi il minimo del personale necessario".
Leggi l'articolo completo.
Leggi anche Veneto, sette in odore di taglio.
Gli indirizzi del ministero prevedono la chiusura dei punti nascita di Adria e Trecenta
Il direttore Compostella: "L'organizzazione la da la Regione. Io lavoro per farli funzionare bene"
Punti nascita degli ospedali di Adria e Trecenta a rischio chiusura. Un allarme rilanciato dalle indicazioni del ministro della salute Beatrice Lorenzin che prevedono la chiusura di sette punti in Veneto, fra questi quelli di Adria e Trecenta.
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Dall'Ulss 18 però di Rovigo si tende a non considerare affatto oro colato la linea guida del ministero, perché in materia di sanità la programmazione spetta alla Regione. E infatti è lo stesso neodirettore generale dell'Ulss 18, e commissario dell'Ulss 19, Antonio Compostella, a precisare che "la chiusura dei punti nascita è uno dei punti delle linee guide del ministero. Il ministro Lorenzin, le ha espresse sulla scorta di approfondimenti scientifici, ma non sono cogenti, perché in tema di sanità è il legislatore regionale che ispone". Entrando nello specifico poi Compostella aggiunge che "io mi occupo di cose oggettive, e a fare fede sono le schede ospedaliere che la Regione Veneto ha varato alla fine del 2013, schede dove si elencano i fabbisogni in tema di sanità dei territori regionali. Ed è in base a queste esigenze di ciascun bacino territoriale che si stabilisce che i punti nascita di Rovigo, Adria e Trecenta sono punti fissi dell'organizzazione sanitaria veneta. Io a questo mi devo attenere e il mio compito sarà quello di farli funzionare, non certo di chiuderli".
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"La permanenza dei punti nascita più piccoli è comunque una scelta strategica, perché presidi irrinunciabili. Se per una programmazione territoriale si decide di tenere aperti punti nascita sotto i 500 parti l'anno bisogna garantire a ognuno di essi il minimo del personale necessario".
Leggi l'articolo completo.
Leggi anche Veneto, sette in odore di taglio.
07 dicembre 2013
L'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da)
(dal sito)
Il Programma Bollini Rosa 2014-2015 seleziona gli Ospedali che fanno parte di un network di centri che offrono servizi a misura di donna e che saranno segnalati sul sito www.bollinirosa.it dove gli utenti possono consultare l'elenco delle strutture premiate e lasciare il proprio commento sui servizi ricevuti.
O.N.Da, anche per questa nuova edizione, ha identificato le strutture di “eccellenza al femminile”alle quali sono stati assegnati, secondo nuovi criteri, uno o più bollini rosa.
Vai al sito di O.N.Da
Pensare oggi alla salute di domani
L'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna studia le principali patologie che colpiscono l'universo femminile e propone strategie di prevenzione primarie e secondarie, promuovendo una cultura della salute di genere. O.N.Da sostiene ricerche di base e cliniche sulle principali patologie, ne valuta l'impatto sociale ed economico e informa le Istituzioni, i medici e il pubblico.Il Programma Bollini Rosa 2014-2015 seleziona gli Ospedali che fanno parte di un network di centri che offrono servizi a misura di donna e che saranno segnalati sul sito www.bollinirosa.it dove gli utenti possono consultare l'elenco delle strutture premiate e lasciare il proprio commento sui servizi ricevuti.
O.N.Da, anche per questa nuova edizione, ha identificato le strutture di “eccellenza al femminile”alle quali sono stati assegnati, secondo nuovi criteri, uno o più bollini rosa.
Vai al sito di O.N.Da
23 gennaio 2013
Guglielmo Brusco: “Difendiamo i punti nascita polesani”
I tagli alla sanità e il silenzio
sulle schede ospedaliere.
L'organico del punto nascita di
Trecenta va completato.
Guglielmo Brusco, assessore provinciale
alla salute, interviene sul pericolo di chiusura dei punti nascita
polesani.
Eppure le nascite ci sono. Il centro
per la procreazione medicalmenteassistita è molto apprezzato, così come la casa del parto. E' la
carenza di personale e la forzata riduzione dell'operatività del
reparto a provocare lo spostamento degli utenti verso altre
strutture.
Le
bozze delle schede ospedaliere circolano in modo clandestino, in
pochi le hanno viste, alla faccia degli impegni alla condivisione con
i comuni.
Riporto
integralmente il testo del comunicato del vice presidente della
provincia.
-----inizio
documento
Questa preoccupazione
deriva anche dal silenzio che circonda le schede ospedaliere.
I più alti
rappresentanti regionali, anche polesani, ci avevano detto che le
schede sarebbero state condivise con le istituzioni e le popolazioni
territoriali. Invece dopo molti mesi le ipotesi sono a conoscenza di
pochi addetti ai lavori, che rischiano di partorire soluzioni
funzionali più a certi equilibri politici che alla popolazione. Il
caso dei Punti Nascite è uno dei più evidenti.
Vediamo alcuni dati del
nostro territorio polesano. I nati iscritti all’anagrafe dei comuni
della provincia di Rovigo, sono per il 2011 (dati ancora provvisori)
674 nel Distretto 1 dell'Ulss 18 (Medio Polesine), 692 nel Distretto
2 (Alto Polesine) e 492 nell'Ulss 19 (Basso Polesine).
Premesso che Adria,
proprio per essere sede ospedaliera principale dell'Ulss 19, pare
essere più sicura, penso che ancora una volta l’assalto potrebbe
arrivare, se non vengono mantenute tutte le promesse fatte di fronte
al Prefetto e in tantissime riunioni pubbliche da esponenti politici
regionali come l’Assessore Coppola, il Consigliere Corazzari,
l’Assessore Coletto, il Presidente della Quinta Commissione
Regionale Padrin e il Direttore Generale della Sanità Veneta Dr.
Mantoan, nei confronti del San Luca di Trecenta.
Sarebbe l’ennesima
ingiustizia nei confronti di una popolazione già molto penalizzata
rispetto a tante altre genti del Veneto.
Bisognerebbe invece,
partendo dai contenuti del Piano Regionale Socio-Sanitario che il
concetto di ospedale su due sedi previsto in tale programma, fosse
effettivamente praticato non solo quando serve per tagliare al San
Luca (come successo quando il Dr. Marcolongo ha tagliato la
Riabilitazione Pneumologica a Trecenta per trasferirla a Rovigo), ma
anche quando ciò è utile per salvare ottime strutture come il Punto
Nascite di Trecenta. Valutato ospedale unico su due sedi, questo
avrebbe avuto in totale ben 1.228 nati (dato 2012), molto di più dei
mille previsti in modo schematico da qualche politico poco attento.
Vogliamo aiutare o no le
famiglie? Vogliamo che questa frase non sia soltanto uno slogan
elettorale, ma trovi una sua reale applicazione? Per l’Alto
Polesine questo vuol dire mantenere il Punto Nascite al San Luca,
anzi svilupparne le potenzialità che sono molte.
Le nascite al San Luca
nel 2012, sono state 393 (in leggero aumento rispetto al 2011), ma
come abbiamo visto i nati dei comuni del Distretto 2, sono stati
invece 692 (299 in più dei nati al San Luca). Esisteva perciò un
buon 43% di bambini altopolesani in più che potevano nascere al San
Luca. Non facciamo emigrare mamme e bambini. Rafforziamo e
completiamo l’organico del Punto Nascite dell’Ospedale di
Trecenta, più volte premiato per il settore donna, che ha già al
suo interno una moderna Casa Parto, un’esperienza consolidata del
parto indolore, la presenza 24 ore di Ginecologo e Anestesista e, a
quanto mi è stato riferito un indice di problematiche tra i più
bassi d’Italia. Possiamo anche vantare un Centro di Fecondazione
Assistita molto apprezzato.
Di tutto ciò ringrazio
a partire dal Dr. Stellin, tutto il personale che ha contribuito a
questo centro di qualità, con l’auspicio che i rappresentanti
politici polesani, riescano in Regione a difendere questo presidio
utile alle famiglie altopolesane e non solo.
Rovigo, 21.01.2013
Brusco Guglielmo –
Assessore provinciale alla Salute
-----fine
documento
21 gennaio 2013
"Punti nascita a rischio a Trecenta e Adria"
Dal Resto del Carlino di lunedì 21 gennaio 2013
GINECOLOGI E OSTETRICHE SUL PIEDE DI GUERRA
E anche medici polesani aderiscono allo sciopero nazionale del 12 febbraio
«LA REGIONE VENETO NON HA ANCORA RESO NOTE LE SCHEDE OSPEDALIERE E DA ANNI SI LAVORA CON POCO PERSONALE»
«Prima potevamo operare cinque giorni a settimana - continua Stellin - ora siamo stati costretti a ridurli a quattro»
GINECOLOGI e ostetriche fanno sciopero anche in Polesine. La prima giornata di protesta il prossimo 12 febbraio.
Oltre al taglio dei fondi alla sanità previsti dal decreto Balduzzi, in Polesine ci sono altri motivi motivi per incrociare le braccia.
Il dottor Giancarlo Stellin, primario del reparto di ginecologia dell'ospedale di Rovigo e responsabile del centro per la fecondazione assistita di Trecenta spiega: «Innanzitutto la Regione Veneto non ha ancora reso note le schede ospedaliere (necessarie alla programmazione dei servizi ospedalieri, per capire dove e come saranno investiti i soldi, ndr) - inoltre da due anni si parla della chiusura dei punti nascite che non raggiungono i 500 parti l'anno e sembra sempre che quelli di Adria e Trecenta siano sul punto di sparire, senza contare che anni di continui tagli alla spesa sanitaria non permettono di migliorare né la sicurezza degli operatori né quella dei pazienti».
In rapporto alla pianta organica dell'Ulss 18, ad esempio, il reparto di ginecologia attualmente sta lavorando con due medici in meno e mancano anche alcune ostetriche. «Prima potevamo operare cinque giorni a settimana - continua Stellin - ora siamo stati costretti a ridurli a quattro».
Inutile chiedere al dottor Stellin se aderirà allo sciopero: «In quel periodo sarei in ferie, ma rientrerò per partecipare e spero si vada avanti a oltranza, come in Francia".
Leggi l'articolo completo.
GINECOLOGI E OSTETRICHE SUL PIEDE DI GUERRA
E anche medici polesani aderiscono allo sciopero nazionale del 12 febbraio
«LA REGIONE VENETO NON HA ANCORA RESO NOTE LE SCHEDE OSPEDALIERE E DA ANNI SI LAVORA CON POCO PERSONALE»
«Prima potevamo operare cinque giorni a settimana - continua Stellin - ora siamo stati costretti a ridurli a quattro»
GINECOLOGI e ostetriche fanno sciopero anche in Polesine. La prima giornata di protesta il prossimo 12 febbraio.
Oltre al taglio dei fondi alla sanità previsti dal decreto Balduzzi, in Polesine ci sono altri motivi motivi per incrociare le braccia.
Il dottor Giancarlo Stellin, primario del reparto di ginecologia dell'ospedale di Rovigo e responsabile del centro per la fecondazione assistita di Trecenta spiega: «Innanzitutto la Regione Veneto non ha ancora reso note le schede ospedaliere (necessarie alla programmazione dei servizi ospedalieri, per capire dove e come saranno investiti i soldi, ndr) - inoltre da due anni si parla della chiusura dei punti nascite che non raggiungono i 500 parti l'anno e sembra sempre che quelli di Adria e Trecenta siano sul punto di sparire, senza contare che anni di continui tagli alla spesa sanitaria non permettono di migliorare né la sicurezza degli operatori né quella dei pazienti».
In rapporto alla pianta organica dell'Ulss 18, ad esempio, il reparto di ginecologia attualmente sta lavorando con due medici in meno e mancano anche alcune ostetriche. «Prima potevamo operare cinque giorni a settimana - continua Stellin - ora siamo stati costretti a ridurli a quattro».
Inutile chiedere al dottor Stellin se aderirà allo sciopero: «In quel periodo sarei in ferie, ma rientrerò per partecipare e spero si vada avanti a oltranza, come in Francia".
Leggi l'articolo completo.
19 novembre 2012
«Sono fiera e convinta di lottare contro la chiusura del SAN LUCA»
«Vi rendete totalmente conto, di quanto BELLI siate stati per me?»
La sig.ra Giovanna de Lilla di Mestre ha partorito al 'San Luca' nel 2009 utilizzando i servizi del reparto di ostetricia e ginecologia e l'opportunità della Casa del parto.
Ho trovato la sua entusiastica testimonianza su Facebook e le ho chiesto di poterla pubblicare su questo blog. "Certo che può, con nomi e cognomi. Sono fiera e convinta di lottare contro la chiusura del SAN LUCA".
Eccola.
-----inizio documento
Ho partorito da voi il 3 ottobre 2009. Sono entrata in CASA PARTO la sera dell'1 ottobre 2009, poi sono stata trasferita nel reparto ostetricia, ma solo perché il travaglio andava per le lunghe ed infatti ho fatto il cesareo, poi. L'ospedale di San Luca non deve chiudere!!! Ma siamo pazzi? Una cosa funziona, in Italia e la eliminiamo? Poi quella casa del parto?! Roba da paesi scandinavi: spettacolare e ... non a pagamento! Le Case del Parto, in Italia sono poche e private (e costose), e NESSUNA si trova all'interno di un ospedale, attigua alla ginecologia, così se ci son problemi, TAC , sei già li! No! No! No! Dove bisogna firmare per opporsi alla chiusura?
Io, all'epoca della mia terza ed ultima gravidanza, nel 2009, mi "sgroppavo" un'ora e mezza andata e altrettanto al ritorno SOLO per venire a far le visite settimanali, nella Vostra CASA DEL PARTO, perché io VOLEVO a tutti i costi partorire li.
Io sono di Milano, abito a Mestre e trovai notizie della vostra struttura in internet. Sapete che regalo mi avete fatto? No: forse voi non ve ne rendete totalmente conto, di quanto BELLI siate stati per me! Da voi, quando arrivò il momento del parto, arrivai con il mio compagno e papà del bimbo e con i miei due altri figli grandi, che DOVEVO coinvolgere, perché sono figli del mio primo marito e si sarebbero sentiti figli di serie B.
DOVE ALTRO SAREBBE STATO POSSIBILE affrontare il travaglio, entrare in vasca da parto, tenuta per mano da mia figlia, farsi asciugare la fronte da mio figlio, vederli pranzare, nella cucina della CASA PARTO, col mio compagno (eh! L'emozione mette fame!!!), mentre io mi aggiravo li intorno gestendo le contrazioni (e come le gestivo bene, stando anche solo vicina 24/24 ai miei Amori)? Le ostetriche, la dottoressa Cavaliere e TUTTO l'organico erano perennemente li, presenti e mai invadenti, solerti, professionali... U M A N E!
Cos'è? Tutto questo fa schifo ai nostri governanti, di ogni ordine e grado? Cos'è? Se, in Italia, ci permettiamo di essere felici, almeno in qualche occasione, che fanno? "eh!eh!eh! Tu piccolo Italiano stai vivendo un momento di positività! Eh! Eh! Non va bene, non si fa! Via il giocattolino!".
Dovrebbero far pubblicità dappertutto, come un giusto vanto, come fiore all'occhiello di una Sanità, altrimenti, vecchia, malata, da Italietta degli anni '50, rispetto al San Luca di Trecenta e in particolar modo al reparto di Ostetricia e Ginecologia, con la fantastica CASA del PARTO! Baci e in bocca al lupo.
Giovanna de Lilla
-----fine documento
07 aprile 2011
Preoccupazioni per il San Luca. Per il direttore generale dell'Ulss è solo una questione di ferie
Negare anche l'evidenza
La credibilità di Adriano Marcolongo è a zero
Il direttore generale dell'Ulss 18 è un fenomeno. Muto per settimane sulla questione che ha preoccupato tutti gli amministratori dell'altopolesine - la chiusura della casa del parto dell'ospedale di Trecenta - sollecitato anche dal Prefetto, dichiara che si tratta solo di "organizzare il piano ferie dei dipendenti in anticipo rispetto agli anni scorsi". E lo dice come se pensasse veramente che Prefetto, Sindaci e cittadini se la possano bere liscia come acqua minerale. Un vero fenomeno!
La credibilità di queste dichiarazioni si possono misurare con precisione effettuando una piccola ricerca sui post di questo blog. Provate a digitare "pneumologia" (senza le virgolette) nella casella di ricerca in alto a sinistra e premete il tasto Invio.
Si vedrà che quando è stata prospettata la chiusura del reparto di pneumologia il direttore generale ha negato, negato e poi ancora negato. Dopo qualche giorno dall'ultima smentita di Adriano Marcolongo il reparto è stato chiuso.
Si vedano in particolare i post:
- Trecenta, «Pneumologia non chiude, ... che riproduce un articolo pubblicato sul Gazzettino del 20.09.2006
- Marcolongo rassicura i pazienti: «Il reparto c’è e resterà. Solo voci» che riporta un articolo del Resto del Carlino del 20 settembre 2006
Il reparto di pneumologia fu chiuso 11 giorni dopo, il 1° ottobre 2006.
Altre risorse sulla rete:
http://rovigooggi.it/articolo/2011-04-07/marcolongo-nessun-taglio-adottato-solo-il-piano-ferie/
http://rovigooggi.it/articolo/2011-04-05/un-silenzio-troppo-lungo/
http://rovigooggi.it/articolo/2011-03-31/tante-rassicurazioni-ma-si-continua-a-tagliare/
http://rovigooggi.it/articolo/2011-03-30/il-diritto-alla-salute-di-85mila-persone/
La credibilità di Adriano Marcolongo è a zero
Il direttore generale dell'Ulss 18 è un fenomeno. Muto per settimane sulla questione che ha preoccupato tutti gli amministratori dell'altopolesine - la chiusura della casa del parto dell'ospedale di Trecenta - sollecitato anche dal Prefetto, dichiara che si tratta solo di "organizzare il piano ferie dei dipendenti in anticipo rispetto agli anni scorsi". E lo dice come se pensasse veramente che Prefetto, Sindaci e cittadini se la possano bere liscia come acqua minerale. Un vero fenomeno!
La credibilità di queste dichiarazioni si possono misurare con precisione effettuando una piccola ricerca sui post di questo blog. Provate a digitare "pneumologia" (senza le virgolette) nella casella di ricerca in alto a sinistra e premete il tasto Invio.
Si vedrà che quando è stata prospettata la chiusura del reparto di pneumologia il direttore generale ha negato, negato e poi ancora negato. Dopo qualche giorno dall'ultima smentita di Adriano Marcolongo il reparto è stato chiuso.
Si vedano in particolare i post:
- Trecenta, «Pneumologia non chiude, ... che riproduce un articolo pubblicato sul Gazzettino del 20.09.2006
- Marcolongo rassicura i pazienti: «Il reparto c’è e resterà. Solo voci» che riporta un articolo del Resto del Carlino del 20 settembre 2006
Il reparto di pneumologia fu chiuso 11 giorni dopo, il 1° ottobre 2006.
Altre risorse sulla rete:
http://rovigooggi.it/articolo/2011-04-07/marcolongo-nessun-taglio-adottato-solo-il-piano-ferie/
http://rovigooggi.it/articolo/2011-04-05/un-silenzio-troppo-lungo/
http://rovigooggi.it/articolo/2011-03-31/tante-rassicurazioni-ma-si-continua-a-tagliare/
http://rovigooggi.it/articolo/2011-03-30/il-diritto-alla-salute-di-85mila-persone/
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