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05 agosto 2026

San Luca, l’ospedale è stato ridotto a 74 posti letto ma la fontana funziona!


Il Gazzettino 5 agosto 2026

Ci vuole coraggio e i dirigenti dell’Ulss 5, evidentemente, ne hanno da vendere!

Su tutti i giornali, a stampa e sul web nonché sui social, l’azienda sanitaria polesana informa con grande enfasi che «torna a zampillare l’acqua dalla fontana dell’ospedale di Trecenta». L’articolista del Gazzettino di oggi (5 agosto 2026) aggiunge: «Magari le speranze degli altopolesani sul nosocomio erano altre». E infatti coglie nel segno.

Hanno ridotto l'ospedale a 74 posti letto, 54 nei fine settimana quando la chirurgia chiude i battenti; siamo stati costretti a imparare a memoria la strada per Porto Viro per esami e visite che dovremmo fare al San Luca.

E ora dovremmo essere felici come bambini per la riattivazione della fontana!

Dovrebbe esserci un limite alla propaganda, la decenza, oltre il quale la comunicazione diventa una presa in giro e tante altre cose che non è opportuno scrivere.

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Significativa la reazione sui social. Alcuni esempi:

Dall’accorato «Speriamo che torni a funzionare anche tutto quanto è dovuto ai cittadini e che è all'interno dell'OSPEDALE» al più polemico «Queste sono le priorità in Sanità veneta».

E poi:

«Hanno chiuso il PS, tolto reparti… ma l’importante è che abbiano ripristinato la fontana.»

«Cavoli però ti mandano a fare i gessi a Rovigo se ti spacchi qualcosa ma wow... Abbiamo la fontana.»

«Magari pensare al P.S non sarebbe stato male»

«La fontana cosa vuoi mai in questo periodo di siccità è superflua, noi polesani abbiamo bisogno del pronto soccorso, questa si sarebbe una bellissima notizia. Siamo qui che attendiamo le promesse fatte da tempo ma mai mantenute»

«Pensano alla fontana anziché a curare la gente attraverso i reparti e i servizi assistenziali dell'ospedale»

«Tolgono i servizi e reparti e si imbrodano per aver fatto funzionare la fontana in un periodo di siccità. Ma non si vergognano?»

«La priorità è la fontana, non chi aspetta per fare una visita o esami. oltre un anno che aspetto».

«La fontana sarà bella ma l'ospedale è privo di servizi...»

«Fate tornare l ospedale funzionante... non la fontana. Se ho bisogno del pronto soccorso ... non mi serve guardare la fontana»

«Bravissimi… era giusto quello che mancava»

«Essenziale»

«Certo… quello che conta è la facciata»

«Aggiungete medici altro che fontana»

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NON SI VIVE DI PROPAGANDA


Il Gazzettino 5 agosto 2026


12 luglio 2026

Adria, Punto nascita a rischio

Ma il problema è più grande, si tratta di salvare il servizio sanitario nazionale


La locandina

Giovedì sera ho partecipato a questa iniziativa contro la chiusura del Punto Nascita dell’ospedale di Adria. L’ennesimo colpo alla sanità. Se attuato, infatti, la provincia rimarrebbe con un solo ospedale idoneo ad accogliere le donne in gravidanza, quello di Rovigo.

Un fallimento gravissimo per un’amministrazione regionale che pretende di vantare, un giorno si e l’altro pure, la migliore assistenza sanitaria del paese.

L’amministrazione regionale ha recepito con la delibera di giunta n. 453 del 28 maggio 2026 (clicca qui per visualizzarla) il parere negativo del Comitato Percorso Nascita nazionale alla deroga per il mantenimento in attività del Punto Nascita dell’ospedale di Adria. La chiusura è stata sospesa dall’Ulss per l’estate ma la deliberazione non è stata modificata.

 A fine serata ho avuto qualche minuto per portare l’esperienza del Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca” con l’ospedale di Trecenta.

Anche in altopolesine tutto è cominciato con il pretesto delle ferie: «chiudiamo solo per un mese per dar modo al personale di andare in ferie», dicevano dall’Ulss. L’anno seguente la stessa storia e, infine, la chiusura definitiva del Punto Nascita del “San Luca” nel 2016.

Poi sono arrivati altri colpi, altri tagli all’assistenza sanitaria presso il nostro ospedale. Nel 2019 il Piano Socio Sanitario Regionale ha ridotto i posti letto a soli 132. Nel 2020 è diventato ospedale Covid e ha perso il Pronto Soccorso, sostituito da un Punto di Primo Intervento abilitato soltanto alla gestione dei codici bianchi e verdi. Finita la pandemia il Ps non è stato riattivato.

Intanto gli altopolesani hanno cominciato a imparare a memoria la strada di Porto Viro per innumerevoli visite ed esami.

Ho informato i presenti che attualmente l’ospedale di Trecenta dispone di soli 74 posti letto attivi: 30 in medicina (ne abbiamo “persi per ferie” 10 la scorsa estate, clicca qui per il relativo post); 20 in chirurgia che però chiude il sabato e la domenica; 16 o 20 in riabilitazione fisica; 4 in terapia intensiva. Totale 74 pl, 54 il sabato e la domenica.

Ho augurato agli amici di Adria e aver maggior fortuna e, soprattutto, maggior forza per difendere l’ospedale del bassopolesine.

Per farlo dovranno espugnare la Fortezza Chiusa, vale a dire la Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 5, organismo che non da segni di vita (non una dichiarazione, nessun comunicato stampa) dal lontano 2019. I verbali della conferenza, peraltro pieni di omissis, sono fermi al maggio del 2025, quelli del Comitato dei Sindaci del distretto 1 (ex Ulss 18) si fermano al 2023 e quelli del Comitato dei Sindaci del distretto 2 (ex Ulss 19) si fermano al 2018 (clicca qui pervisualizzare la pagina del sito Ulss 5). Sappiamo soltanto che, immancabilmente, ogni anno, attribuiscono il massimo del punteggio all’operato del direttore generale di turno. Questo è l’unico segno di vita di cui si ha notizia.

Noi non siamo riusciti a stanarli per il San Luca, ce la faranno gli amici di Adria?

Ho proposto di costituire un Comitato permanente che vigili sui servizi sanitari attivi sul territorio. Unire le forze è l’unica speranza che abbiamo, tutti, in provincia di Rovigo e nel resto del Veneto, dove abbiamo visto degradare i servizi in maniera assolutamente allarmante. Pensiamo solo a com’era la sanità in Veneto quindici anni fa, all’inizio dell’era Zaia: nessuno sapeva cosa fossero le liste d’attesa, ora è la regola.

Di seguito trovate gli articoli del Gazzettino e della Voce sulla serata del 9 luglio.

Pietro Tosarello, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca

Il Gazzettino, 11 luglio 2026

La Voce, 11 luglio 2026


17 maggio 2026

Ulss 5, le mezze verità del direttore generale sul Punto di Primo Intervento del “San Luca”

Rimangono tutte le incertezze sulle Case della Comunità a poco più di mese dalla scadenza del Pnrr

Il Gazzettino, 29 aprile 2026

La nota con cui il direttore generale dell’Ulss 5 risponde all’interrogazione del consigliere regionale Flavio Baldan (capogruppo del M5S) rivolta alla giunta regionale (clicca qui per ilrelativo post) richiede qualche osservazione.


Il direttore generale continua a definire “Pronto Soccorso” il Punto di Primo Intervento del “San Luca”.

Non solo, afferma anche che «può gestire tutti i tipi di codice», ma “gestire” non significa “prendere direttamente in carico dall’inizio alla soluzione” il paziente. Infatti, le persone cui viene assegnato un codice giallo, arancione o rosso vengono stabilizzate (“gestite”) e inviate al Ps di Rovigo; così come, qualunque sia il colore del codice, nel caso di pazienti ortopedici, come abbiamo verificato lo scorso mese di aprile (clicca qui per il relativo post).


“Gestire” diventa allora sinonimo di “inviare”, “spedire”, “indirizzare”, “sbolognare”. Significa tutto, per il direttore generale, niente per chi viene classificato con codice giallo, arancione o rosso, o se ha un qualsiasi problema ortopedico. Abilissimi i direttori generali a dichiarare una mezza verità che porta però assai lontano dalla realtà dei fatti.

Chi legge le dichiarazioni del direttore generale dell’Ulss 5 resta nell’illusione di trovare al San Luca un pronto soccorso vero e proprio ma, invece, come ben sappiamo, non è così.

In tutte le pagine del proprio sito istituzionale l’Ulss 5 dichiara il Punto di Primo intervento dell’ospedale di Trecenta come Pronto Soccorso. Ciò non corrisponde a quanto dichiarato dalla stessa Ulss nell’incontro richiesto dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca il 24-01-2024 alla presenza della dirigenza dell’epoca (Il DG Patrizia Simionato, il Direttore Amministrativo Leopoldo Ciato; il Direttore Sanitario Alberto Rigo; il Direttore dei Servizi Socio Sanitari Marcello Mazzo).

Il precedente direttore generale dell'Ulss (Pietro Girardi), a Castelmassa, lo scorso 7 ottobre 2025, ha dichiarato «A Trecenta mai più pronto soccorso» (clicca qui per l'articolo del Gazzettino). E allora come la mettiamo?

L’Ulss 5 ha riclassificato il servizio? Quando e con quale provvedimento?

Perché i casi sono due: o il Punto di Primo intervento è tornato ad essere un vero Pronto Soccorso (e noi in altopolesine non ce ne siamo accorti) oppure il direttore generale dell’Ulss 5 deve smettere di spacciarlo come tale. È una questione di correttezza, nella comunicazione a mezzo stampa dell’Ulss 5 e in tutte le pagine del sito web in cui viene indicato come Ps e non come Ppi.

Le Case della Comunità

«Per quanto riguarda le Case della Comunità, è fondamentale chiarire che il personale necessario è già ora in larga parte disponibile, trattandosi di risorse già operanti sul territorio». Così Filippi sul Gazzettino e sulla Voce del 29 aprile scorso. Non è chiaro a quale personale intenda riferirsi il direttore generale dell’Ulss 5: quello già attivo nell’assistenza domiciliare? Quello già ora in servizio nei punti sanità? Perché, in questo caso, si tratterebbe di un cambio di etichetta e nient’altro.


La Voce, 29 aprile 2026

Ci dica piuttosto se verranno attuati tutti i servizi previsti dal decreto ministeriale n. 77 del 23 maggio 2022 (Vedi qui sotto la Tabella 4 - Servizi previsti da standard nelle Case della Comunità allegata al decreto).



Tabella 4 - Servizi previsti da standard nelle Case della Comunità

Chi dichiara cosa

Approfittando di una svista dell’interrogante, il direttore generale dell’Ulss 5 precisa che «non ha mai rilasciato le dichiarazioni a lui attribuite, né ha preso parte alla riunione pubblica citata». Si riferisce, infatti, all’assemblea organizzata dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca il 17 aprile scorso alla quale non ha partecipato (clicca qui per il relativo post). Nell’occasione era stata la sindaca del Comune di Trecenta, Anna Gotti, a riferire che «Filippi sta cercando di fare un monitoraggio dei reparti per capire di quanto si possono implementare i posti letto con il personale a disposizione».


La sindaca Anna Gotti durante l'assemblea del 17 aprile 2026

Rimaniamo in attesa di nuove smentite.


Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"
il portavoce - Pietro Tosarello

05 maggio 2026

«Qui l’ortopedico non c’è… MAI»

Una delle differenze tra un Pronto Soccorso e un Punto di Primo Intervento.
Altopolesani, a Trecenta abbiamo bisogno di un vero Pronto Soccorso.


Il Punto di Primo Intervento dell'ospedale di Trecenta

 L’infermiera dell’accettazione ha letto con attenzione l’impegnativa, mi hai poi guardato dritto negli occhi per essere certa che l’informazione arrivasse forte e chiara, e mi ha detto:

«Qui l’ortopedico non c’è… MAI».

Il “MAI” mi è sembrato in maiuscolo, grassetto e doppio sottolineato.

Questo è accaduto al Punto di Primo Intervento dell’ospedale “San Luca” di Trecenta nello scorso mese di aprile.

Da una ventina di giorni il ricorrente dolore alla base del pollice non accennava a risolversi, anzi. Avviata la terapia con cortisone, per attenuare l’infiammazione, dopo sei giorni in cui il dolore era persino aumentato il mio medico di medicina generale mi ha prescritto una visita ortopedica urgente.

Chiamo subito il Cup e ho una prima sorpresa. Invece di una visita ambulatoriale il giorno dopo a Trecenta o nei punti sanità di Badia, Lendinara o Castelmassa, l’operatore del Cup mi indirizza al Pronto Soccorso. “Deve essere la procedura standard”, mi dico.

È un lunedì, all’ospedale di Trecenta operano anche gli ortopedici, magari al termine degli interventi trovano dieci minuti per vedermi. La mia compagna mi porta al “San Luca” e qui vengo informato, in modo inequivocabile, che nel Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Trecenta l’ortopedico non c’è, ma proprio mai.

Al Pronto Soccorso di Rovigo ovviamente mi assegnano un codice bianco, non sono certo in pericolo di vita, ma io dovevo fare una visita ambulatoriale non un accesso al Ps. La differenza è sostanziale, anche dal punto di vista economico: per la visita in ambulatorio sarei stato esente da ticket per patologia, invece, con il codice bianco del Ps dovrò pagarlo; se ne vanno 89 euro su una spesa di 119, niente male!

A Rovigo il Ps ortopedico ha due ambulatori, ben organizzati. L’infermiere della specialità, prese alcune necessarie informazioni, mi manda nell’adiacente radiologia. Quando è il mio turno, avevo dieci persone davanti, vengo chiamato in uno dei due ambulatori ortopedici.

Qui trovo un giovane medico, perfettamente al corrente della mia patologia di base, che esamina a video praticamente tutte le radiografie che avevo fatto nelle strutture pubbliche dell’Ulss 5. Per la mano mi prescrive i farmaci da assumere, mi indica gli accorgimenti da tenere, il tipo di tutore più adatto e le possibili soluzioni. Tanto di cappello.

Ecco, la mia è stata un’esperienza emblematica della differenza tra un Pronto Soccorso e un Punto di Primo Intervento. E questo nel caso di un problema ortopedico, non riesco nemmeno a immaginare per tutto il resto.

Altopolesani, a Trecenta abbiamo bisogno di un vero Pronto Soccorso.

Pietro Tosarello - Badia Polesine


--- Se volete potete segnalare le vostre esperienze in materia alla casella di posta elettronica del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca all’indirizzo comitato.ospedaletrecenta@gmail.com


22 aprile 2026

Il sindaco di Bergantino punta il dito sul Pronto Soccorso, La Voce 19 aprile 2026

Adriano Stefanoni ha ribadito l'importanza del presidio di emergenza-urgenza dell'ospedale "San Luca". Gli altopolesani "cittadini di serie B" per le patologie tempo-dipendenti. L'argomento presto all'attenzione dei sindaci della Conferenza del Polesine Superiore (Bergantino, Castelmassa, Castelnovo Bariano e Melara).

Visita lampo del direttore generale dell'Ulss 5. Le critiche mettono fretta.

La Voce, 19 aprile 2026


18 marzo 2026

Veneto, la crisi senza fine dei medici di base. Servizio del TGR Veneto

Nuovo rapporto Gimbe

Le prospettive sono nere: 774 generalisti in meno in regione. Aumentano inoltre le aree cosiddette "carenti", cioè prive di assistenza sanitaria di base.



Medico di base, no grazie, dicono i giovani. 774 medici di medicina generale in meno in Veneto, solo nel 2025: questi i professionisti che mancano anche oggi. Entro il 2028 ne andranno in pensione altri 469. Un'emorragia continua, registrata dalla fondazione Gimbe in tutto il Paese, privo ormai di 5.700 camici bianchi. Il numero medio di assistiti a medico nella nostra regione è di 1.526, contro una media nazionale di 1.383. Meno dottori uguale più pazienti da seguire pro capite. Tra il 2019 e il 2024 sono diminuiti di numero dell'11.1 per cento.

di Alessia Piovesan, montaggio di Massimo Serena
17/03/2026

Vedi il servizio, 1 minuto e 30" circa



21 febbraio 2026

Ulss 5, bilancio di fine mandato ma senza accenni ai problemi

La replica di Guglielmo Brusco

Il Dg dell’Ulss 5 al termine del proprio mandato, salvo rinnovo, fa il bilancio di questi tre anni ma evita accuratamente di citare i problemi della sanità polesana.

Nel comunicato stampa, infatti, non c’è nessun cenno all’inchiesta della Procura sugli appalti dell’Ulss o sulla definitiva trasformazione del Pronto Soccorso di Trecenta in Punto di Primo Intervento. E nulla da dire sulla perdita di tre primari e di due dirigenti medici che hanno scelto di lavorare per altre Ulss.

Vanta il prossimo avvio delle Case della Comunità ma intanto taglia prestazioni nei Punti Sanità di Badia Polesine e Castelmassa (si veda il precedente post «L’Ulss 5 ordina lo stop alle infiltrazioni ambulatoriali al ginocchio») vale a dire in quelle sedi dove invece i servizi dovrebbero essere potenziati per concretizzare le finalità delle stesse Case della Comunità. Dichiara un aumento record dell’attività chirurgica al San Luca (dal lunedì al venerdì, sabato e domenica il reparto viene chiuso) ma i pazienti ortopedici che si operano a Trecenta devono poi andare all’ospedale di Rovigo per togliere i punti, le medicazioni e le visite di controllo (vedi il post «SanLuca: pazienti inviati a Rovigo per le medicazioni e i controllisuccessivi agli interventi ortopedici»). Nessun cenno alle liste d’attesa mentre lo Sportello per il Diritto alle Cure organizzato dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca ha assistito, nel primo anno di attività, decine di persone presentando 105 ricorsi contro i tempi di risposta eccessivi o le mancate prese in carico.

Definisce la sanità polesana «in buona salute, inserita in un contesto regionale tra i migliori a livello nazionale» ma tutti abbiamo la netta e concreta sensazione dell’esatto contrario.

Si veda l’articolo del Gazzettino qui sotto.


Il Gazzettino, 16 febbraio 2026

Di tutt’altro avviso Guglielmo Brusco, assiduo lettore dei documenti prodotti dalla stessa Ulss 5, che partendo proprio dai dati pubblicati dall’Ulss mette in evidenza le criticità della sanità nella nostra provincia. Dalla speranza di vita più bassa del Veneto alla contestazione degli interventi chirurgici a Trecenta, poco più di mille e in calo rispetto al 2024.

Ma è nel confronto con il privato convenzionato che le statistiche concretizzano le difficoltà delle strutture pubbliche: a Santa Maria Maddalena e a Porto Viro si opera di più che a Trecenta; mentre a Trecenta e Adria diminuiscono i ricoveri (2.000 a Trecenta, 4.000 ad Adria) nelle cliniche private si arriva a 8.000. Calano le prestazioni ambulatoriali e specialistiche: da 1.008.651 del 2024 a 877.471 del 2025, e ne sanno qualcosa i polesani in lista d’attesa. Infine c’è un buco di oltre 200 dipendenti sul Fabbisogno del Personale per il 2026.

Tutti i dettagli nell’articolo sotto riportato.


Il Gazzettino, 17 febbraio 2027

21 novembre 2025

Lo stato del "San Luca". La cronaca del dibattito in Sala civica a Trecenta

Lo scorso 12 novembre si è tenuto, in sala civica a Trecenta, un dibattito sullo «stato dell'ospedale 'San Luca'» al quale sono stati invitati tutti i candidati del collegio di Rovigo alle prossime elezioni regionali per chiedere loro «impegni, non promesse elettorali».

L'invito del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" è stato accolto da numerosi candidati ma significative sono state le assenze.

Negli articoli che seguono l'annuncio e la cronaca della serata seguita dal pubblico che ha gremito la sala e dal Gazzettino di Rovigo, che ringraziamo per l'attenzione.

Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"

Il Gazzettino, 11-11-2025 Prima pagina

Il Gazzettino, 11-11-2025 Pag. IX

Il Gazzettino, 14-11-2025 Prima pagina

Il Gazzettino, 14-11-2025 Pag. III


15 ottobre 2025

Firmata la convenzione tra le Ulss di Rovigo e Verona per le emergenze di quattro Comuni: Bergantino, Castelmassa, Castelnovo Bariano e Melara


Il Gazzettino, 09 ottobre 2025

Limitata a infarti e ictus che saranno dirottati a Legnago; per tutto il resto anche loro si dovranno "accontentare" del Punto di Primo intervento del "San Luca". Le ambulanze partiranno da Trecenta e Castelmassa.

L'assessore Cristiano Corazzari ha dichiarato: «Garantire rapidità e qualità nell'assistenza per i pazienti tempo-dipendenti è una priorità assoluta». E bravo l'assessore uscente! Ma anche per i residenti negli altri 20 Comuni dell'altopolesine è "una priorità assoluta". E quelli che fanno?

Cosa non si farebbe per qualche votarello in più!

26 settembre 2025

Ulss 5 Polesana. Le riunioni "carbonare" dei sindaci. Non vedo, non sento, non parlo!


In questi ultimi mesi è successo di tutto intorno al "San Luca" di Trecenta.

C'è stata un'interrogazione del M5S in Consiglio regionale sul depauperamento di reparti e servizi; un'interrogazione del M5S alla Camera dei Deputati sullo stato di degrado del quarto piano; un'interrogazione del Pd in Consiglio regionale; un'interrogazione del gruppo consiliare di Badia domani a Badia Polesine.

Ma la Conferenza dei sindaci non si è fatta in alcun modo sentire.

Come Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" abbiamo formalizzato via pec al presidente della Conferenza la richiesta di nomina di una commissione incaricata di verificare le condizioni del quarto piano dell'ospedale e l'effettivo numero di posti letto attivi nei vari reparti.

Ignorata anche questa.

Poi sono emersi due fatti.

  • Nella prima metà di luglio c'è stata una riunione a Trecenta alla quale sono stati invitati i sindaci dell'altopolesine per parlare del San Luca con il Dg dell'Ulss 5. Riunione a porte chiuse, una sorta di conclave, di cui non è stata resa nota nemmeno l'esistenza, men che meno il contenuto.
  • Dieci o quindici giorni fa un drappello di sindaci (nominato/scelto da chi?) ha visitato il quarto piano dell'ospedale per constatare le condizioni dei tre reparti al quarto piano oggetto dell'interrogazione del deputato Enrico Cappelletti. Risultato? Anche qui silenzio totale.

Viene da pensare che la Conferenza dei Sindaci dell'Ulss 5 non sia un organo istituzionale, con precisi doveri di trasparenza sul proprio operato, ma una società segreta che agisce nell'ombra e che non comunica in alcun modo con l'esterno: "Non vedo, non sento, non parlo!"


ULTIMA ORA

Fino a un mesetto fa la pubblicazione dei verbali della conferenza era ferma a metà del 2023, due anni di vuoto pneumatico. Ora, dopo le critiche, miracolosamente sono stati pubblicati i verbali fino a maggio di quest'anno.

Ne consigliamo la lettura a questo indirizzo sul sito dell'Ulss 5:

https://www.aulss5.veneto.it/Conferenza-dei-Sindaci-Azienda-ULSS-5-POLESANA

Aggiornamento del 27/06/2026: ora i verbali sono reperibili a questo nuovo indirizzo:

24 luglio 2025

Liste d'attesa in Veneto e forniture di beni e servizi nell'Ulss 5 a Canale Italia. La mia intervista


Martedì scorso sono stato intervistato da Massimo Martire a Canale Italia per la rubrica Notizie Oggi.

I principali argomenti trattati:

- Liste d'attesa in Veneto.

- La gestione degli appalti per la fornitura di beni e servizi nell'Ulss 5 Polesana.

La mia intervista è a circa 45 minuti dalla fine della trasmissione. Lo so è un po' lunga ma ci sono state molte telefonate e diversi messaggi da parte degli ascoltatori :-)

Per vederla potete cliccare su questo link:

https://canaleitalia.it/programmi/notizie-oggi/

e poi sulla puntata del 22/07.

Se avete pazienza e voglia ditemi le vostre impressioni.

Pietro Tosarello
Portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca

18 luglio 2025

Interrogazione del Pd in Regione: “riportare l’Ospedale di Trecenta ad un livello adeguato”

fonte: ROVIGO.NEWS 17 luglio 2025

A ricostruire il quadro è la consigliera regionale del Pd, Chiara Luisetto, che ha presentato un’interrogazione sul tema, sottoscritta dalle colleghe Vanessa Camani, Anna Maria Bigon e Francesca Zottis.


«Nato quasi 30 anni fa come polo destinato a servire il bacino di utenza dell’Alto Polesine, nel corso degli anni, l’ospedale San Luca di Trecenta ha subito un progressivo e costante depotenziamento, con la chiusura di reparti e servizi essenziali che ne avevano contraddistinto l’eccellenza, tra cui il punto nascite, le unità di ostetricia e ginecologia, chirurgia, lungodegenza e psichiatria. Addirittura, malgrado sia stata superata da tempo l’emergenza Covid, il Pronto Soccorso, che era stato trasformato in punto di primo intervento, non risulta ancora riattivato. Col risultato che sono numerose le segnalazioni che testimoniano il reindirizzamento dei pazienti residenti nel territorio presso altri ospedali, se non addirittura verso strutture private convenzionate, vista la carenza di offerta pubblica e i lunghi tempi di attesa. Uno scenario sul quale la Regione ha il dovere di intervenire».



Tra le criticità, nel testo del documento indirizzato all’assessora regionale alla Sanità, si sottolinea che “l’ospedale San Luca vanta ormai da numerosi anni un servizio di medicina di gruppo, chiamato Trecenta Med, che svolge un essenziale servizio di assistenza sanitaria ai pazienti. Negli ultimi anni, complice la riduzione del personale di segreteria e dei medici di medicina generale, si sta registrando un peggioramento del servizio. Ne è testimone la crescente difficoltà dei pazienti nel prendere appuntamento con il proprio medico: solitamente è presente un’unica dipendente della segreteria che deve infatti interfacciarsi con un bacino di circa diecimila pazienti”.



Con l’interrogazione le consigliere dem chiedono: “Quando tornerà a essere operativo il Pronto Soccorso dell’ospedale di Trecenta? Quali e quanti sono i posti letto non ancora attivati rispetto a quanto previsto dalle schede ospedaliere? C’è infine l’intenzione di valorizzare e potenziare la medicina di gruppo Trecenta Med presente presso l’ospedale?”.

Leggi su RovigoNews

Sempre su RovigoNews viene riportato il commento del direttore generale dell'Ulss 5. Ancora una volta Pietro Girardi è bravissimo a enfatizzare quel po' che è rimasto al San Luca dopo la fine della pandemia da Covid.

Dimentica però di dire che l'ospedale è ben lontano dall'obiettivo di 132 posti letto attivi previsto dal Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023 e dalle relative schede ospedaliere. Per la prima volta nella storia di questa provincia non viene applicata la programmazione regionale, già molto restrittiva per il San Luca.



Dimentica anche il direttore generale di informare il pubblico e gli amministratori dei comuni altopolesani che durante il periodo estivo la medicina viene sistematicamente dimezzata, da 40 a 20 posti letto. E i posti letto attivi diventano così 60.

Non ci spiega neanche come mai il reparto di riabilitazione fisica abbia soltanto 16 posti letto attivi, mentre dovrebbe averne 50.


Con una piccola magia da illusionista ci fa credere che l'Ospedale di Comunità equivalga a un reparto di geriatria. Purtroppo non è così, la geriatria è stata soppressa al San Luca con il Piano Socio Sanitario del 2019, l'Ospedale di Comunità è solo un pallidissimo surrogato.

Conclude con questa affermazione priva di riscontri oggettivi: «L'Ulss 5 conferma il proprio impegno per valorizzare il San Luca». Impegno che non si vede.

Che cosa è cambiato da quando Pietro Girardi è direttore generale dell'Ulss Polesana? La smetta di riproporre sempre le stesse parziali verità e dica a tutti gli altopolesani in cosa ha migliorato l'ospedale di Trecenta! Due o tre cose soltanto, ma vere.

Invito in proposito a leggere su questo il precedente post: Ospedale San Luca. Le smentite hanno le gambe corte.

25 giugno 2025

Ospedale "San Luca", Interrogazione della consigliera regionale Erika Baldin (M5S)

«Ospedale di Trecenta in continuo depauperamento di servizi, specie di emergenza urgenza: la Regione ripristini tutti i reparti»



fonte: sito web di Erika Baldin


Venezia, 23 giugno 2025 – Reparti chiusi, provvisorietà dell’assetto ospedaliero in epoca Covid diventata “all’italiana” definitiva, taglio dei posti letto ed emergenze sempre meno evase in via diretta. È la condizione dell’ospedale San Luca di Trecenta, inaugurato nel 1997 per unificare la sanità altopolesana e oggi a rischio di ridimensionamento: sollecitata dalla referente polesana del MoVimento 5 Stelle, Elena Suman, la capogruppo in Consiglio regionale Erika Baldin ha depositato un’interrogazione rivolta alla giunta Zaia, per chiedere come intenda comportarsi al fine di invertire la tendenza al peggioramento della qualità dei servizi.

«È proprio il settore dell’emergenza e urgenza a destare le maggiori preoccupazioni -spiega la consigliera- dal momento che vi opera un solo medico dopo le ore 16, e peraltro è incaricato di seguire anche gli accessi esterni, fungendo di fatto da mero smistamento verso il Pronto Soccorso di Rovigo, a sua volta sovraffollato». Nel corso degli anni, inoltre, la struttura ha subito un progressivo e costante depotenziamento, attraverso la chiusura di reparti e servizi essenziali che ne avevano contraddistinto l’eccellenza, come il centro nascite, le unità di Ostetricia e Ginecologia, Chirurgia, Lungodegenza e Psichiatria.

Secondo Baldin e Suman, ciò è stato voluto dall’amministrazione regionale di centrodestra: «Il taglio dei posti letto è infatti stato registrato dalle schede ospedaliere del 2013 e del 2019, approvate con delibera di Giunta, che prevedevano rispettivamente 143 e 132 posti letto. E nel mezzo è intercorso anche il Covid, che ha “requisito” l’intero quarto piano del nosocomio al fine di accogliere chi avesse subìto questo specifico contagio. Ma, al venir meno dell’emergenza, tre reparti non sono stati più ripristinati, come spesso succede in Italia e nel Veneto».

Le esponenti del M5S ricordano che l’ospedale comprende un territorio vasto, dove vivono circa 73mila abitanti in 24 Comuni, e, in partenza, aveva offerto ricovero a oltre 240 degenti con la presenza di tutti i principali reparti: «La stessa cittadinanza, riunita in comitati e organizzando iniziative pubbliche, ha più volte chiesto il mantenimento dei servizi esistenti e il pieno ripristino di quelli perduti, in particolare il Pronto Soccorso».

Di qui la richiesta alla Regione di intervenire: «Aggiungo anche -conclude Erika Baldin- che la popolazione altopolesana, in larghissima parte, ha mostrato di non condividere la decisione dei sindaci dei Comuni di Melara, Castelnovo Bariano, Bergantino e Castelmassa di spostare le pazienti e i pazienti della medicina di emergenza in direzione Legnago, ovvero una realtà afferente all’ULSS 9 Scaligera e non già all’ULSS 5 Polesana. Attendo quindi la risposta dell’assessora Lanzarin».

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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L'interrogazione della capogruppo del M5S in consiglio regionale è stata ripresa anche dalla stampa locale.


Corriere del Veneto 24 Giugno 2025

La Voce Di Rovigo 24-06-2025

14 giugno 2025

Quattro Comuni: "Rivogliamo il Pronto soccorso a Trecenta ma ci accontentiamo di quello di Legnago"

Ieri ROVIGO.NEWS ha pubblicato una notizia clamorosa:

Melara: rivogliamo il pronto soccorso a Trecenta. Incontro con gli assessori regionali e l’Ulss 5 Polesana, insieme ai rappresentanti dei Comuni coinvolti per esaminare la possibilità del ripristino del servizio.

Mi sono detto: finalmente si muove qualcosa! Continuo a leggere l'articolo (mai fermarsi ai titoli) e apprendo che i sindaci di Melara, Bergantino, Castelnovo Bariano e Castelmassa - e solo questi - hanno incontrato gli assessori regionali Lanzarin (sanità) e Corazzari (polesano) e il direttore generale dell'Ulss 5 Pietro Girardi. Bene.

Leggo ancora: "La soppressione del pronto soccorso a Trecenta è un vulnus micidiale per tutti i 24 Comuni altopolesani in un quadro di sanità pubblica veneta non certo roseo, soprattutto per quelli oggettivamente più lontani dall’ospedale di Rovigo".

La proposta degli assessori e del direttore dell'Ulss è che "si ragiona per garantire il servizio grazie al Pronto soccorso dell’ospedale di Legnago, più vicino rispetto a quello del capoluogo" e che l'ipotesi sembra aver trovato l'accordo dei presenti.

Ma come? Invece di battersi per il ripristino del PS di Trecenta si accontentano di essere dirottati a Legnago? E' possibile? Ho letto bene? E i cittadini residenti negli altri Comuni dell'altopolesine?
Prima di scrivere questo post ho controllato i siti istituzionali dei Comuni di Melara, Bergantino, Castelnovo Bariano e Castelmassa per avere qualche dettaglio in più, per verificare se avevo inteso bene. Nessun cenno alla notizia pubblicata da ROVIGO.NEWS.

E' la seconda volta in pochi giorni che si parla del Pronto soccorso del San Luca e che poi l'ospedale di Trecenta scompare dalle soluzioni. Si veda in proposito, su questo blog:
Raddoppia il Ps di Porto Viro (privato convenzionato), promesse su Rovigo, fuori dai radar quello del "San Luca".

Ora ci sono pure le promesse su Legnago!

Faccio fatica a contenere l'indignazione e la rabbia per quanto sta accadendo. La sensazione di essere presi in giro come residenti nell'altopolesine è grande. L'impressione che quest'ultima notizia faccia parte di un disegno propagandistico in vista delle prossime elezioni regionali è netta.

Ma ci dovrebbe essere un limite invalicabile quando si parla di diritto alla salute. Questo limite è stato superato!


30 maggio 2025

Pronto Soccorso, il "pubblico" e il "privato"

Raddoppia il Ps di Porto Viro (privato convenzionato), promesse su Rovigo, fuori dai radar quello del "San Luca"



Un Pronto Soccorso «tutto nuovo» nell'ospedale privato convenzionato di Porto Viro che, in effetti, raddoppia, da 450 passa a 800 metri quadrati (1).

Intanto il Pronto Soccorso di Rovigo non gode di buona salute: è intasato e i sindacati aprono una vertenza. Tra i motivi, giustamente, i sindacalisti individuano «la trasformazione del Pronto Soccorso di Trecenta in semplice Punto di Primo Intervento» con i cittadini dell'altopolesine che si riversano inevitabilmente su Rovigo (2) (3).

Martedì scorso, davanti al Prefetto, sindacati e direzione generale dell'Ulss 5 sono giunti a un accordo: l'Ospedale di Rovigo avrà un nuovo pronto soccorso (4). E questa diventa la notizia importante, passa in tono minore il problema della carenza del personale e scompare il Ps di Trecenta. L'ospedale "San Luca" scivola tra le dita, come l'acqua, anche se la presenza di un semplice Punto di Primo Intervento è stata riconosciuta come una delle cause dei problemi su Rovigo.

L'amaro succo che ne ricavo è che l'altopolesine viene ancora una volta ignorato.


Perse 5.000 prestazioni l'anno (dati Ulss 5)

Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca
Pietro Tosarello - Presidente/Portavoce

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(1) La Voce, 7 maggio 2025.

(2) Rovigo.News, 26 maggio 2025.

(3) Rovigo.News, 27 maggio 2025.

(4) La Voce, 27 maggio 2025.


02 marzo 2025

I problemi del "San Luca" all'attenzione del presidente della giunta regionale, che svicola

Zaia è entrato da un ingresso secondario ma i cartelli del Comitato altopolesano sono stati visti da molti. Dalle leggende sulle meraviglie dell'autonomia regionale alla concretezza della sanità pubblica: ospedali ridotti ai minimi termini e liste d'attesa scandalose, con molti cittadini nemmeno presi in carico dalle Ulss del Veneto.



Venerdì 28 febbraio 2025 il presidente della giunta regionale Zaia è stato a Lendinara per la sua autonomia. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca era presente, con i suoi cartelli, per ricordare i problemi dell'ospedale di Trecenta.

Avvisato della nostra presenza Zaia non è entrato dall'ingresso principale, probabilmente ha usato un ingresso di servizio o un'uscita di sicurezza.

Comunque sia, le nostre locandine sono state viste da buona parte del pubblico che è entrato in teatro, dall'assessore regionale Corazzari, dal sindaco di Gaiba e dalla sindaca di Lendinara che si sono fermati a salutare, così come il direttore generale dell'Ulss. È passata anche la sindaca di Trecenta ma ha tirato dritto appena ha capito che erano locandine dedicate al San Luca.











Il Gazzettino, 2 marzo 2025