Una delle differenze tra un Pronto Soccorso e un Punto di Primo
Intervento.
Altopolesani, a
Trecenta abbiamo bisogno di un vero Pronto Soccorso.
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| Il Punto di Primo Intervento dell'ospedale di Trecenta |
L’infermiera dell’accettazione ha letto con attenzione
l’impegnativa, mi hai poi guardato dritto negli occhi per essere
certa che l’informazione arrivasse forte e chiara, e mi ha detto:
«Qui l’ortopedico
non c’è… MAI».
Il “MAI” mi è
sembrato in maiuscolo, grassetto e doppio sottolineato.
Questo è accaduto
al Punto di Primo Intervento dell’ospedale “San Luca” di
Trecenta nello scorso mese di aprile.
Da una ventina di
giorni il ricorrente dolore alla base del pollice non accennava a
risolversi, anzi. Avviata la terapia con cortisone, per attenuare
l’infiammazione, dopo sei giorni in cui il dolore era persino
aumentato il mio medico di medicina generale mi ha prescritto una
visita ortopedica urgente.
Chiamo subito il Cup
e ho una prima sorpresa. Invece di una visita ambulatoriale il giorno
dopo a Trecenta o nei punti sanità di Badia, Lendinara o
Castelmassa, l’operatore del Cup mi indirizza al Pronto Soccorso.
“Deve essere la procedura standard”, mi dico.
È un lunedì,
all’ospedale di Trecenta operano anche gli ortopedici, magari al
termine degli interventi trovano dieci minuti per vedermi. La mia
compagna mi porta al “San Luca” e qui vengo informato, in modo
inequivocabile, che nel Punto di Primo Intervento dell’ospedale di
Trecenta l’ortopedico non c’è, ma proprio mai.
Al Pronto Soccorso
di Rovigo ovviamente mi assegnano un codice bianco, non sono certo in
pericolo di vita, ma io dovevo fare una visita ambulatoriale non un
accesso al Ps. La differenza è sostanziale, anche dal punto di vista
economico: per la visita in ambulatorio sarei stato esente da ticket
per patologia, invece, con il codice bianco del Ps dovrò pagarlo; se
ne vanno 89 euro su una spesa di 119, niente male!
A Rovigo il Ps
ortopedico ha due ambulatori, ben organizzati. L’infermiere della
specialità, prese alcune necessarie informazioni, mi manda
nell’adiacente radiologia. Quando è il mio turno, avevo dieci
persone davanti, vengo chiamato in uno dei due ambulatori ortopedici.
Qui trovo un giovane
medico, perfettamente al corrente della mia patologia di base, che
esamina a video praticamente tutte le radiografie che avevo fatto
nelle strutture pubbliche dell’Ulss 5. Per la mano mi prescrive i
farmaci da assumere, mi indica gli accorgimenti da tenere, il tipo di
tutore più adatto e le possibili soluzioni. Tanto di cappello.
Ecco, la mia è
stata un’esperienza emblematica della differenza tra un Pronto
Soccorso e un Punto di Primo Intervento. E questo nel caso di un
problema ortopedico, non riesco nemmeno a immaginare per tutto il
resto.
Altopolesani, a
Trecenta abbiamo bisogno di un vero Pronto Soccorso.
Pietro Tosarello -
Badia Polesine
--- Se volete potete
segnalare le vostre esperienze in materia alla casella di posta elettronica del
Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca
all’indirizzo comitato.ospedaletrecenta@gmail.com