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25.1.18

Così stanno uccidendo la sanità pubblica

Inchiesta de l'Espresso sulla sanità pubblica

22 gennaio 2018

Il Servizio sanitario nazionale compie quarant’anni, sempre più aggredito da tagli e privatizzazioni. E mentre la fetta di Pil per gli ospedali 
sta scendendo sotto la soglia che garantisce l’accesso alle cure, le liste d’attesa si allungano, i giovani medici vengono sottopagati e gli infermieri sono costretti a turni di 16 ore

DI GLORIA RIVA
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19.9.14

Basta con questa storia del prezzo delle siringhe. La buona sanità “Veneta” è una leggenda


Basta con questa storia del prezzo delle siringhe. Zaia ripete in continuazione che in Veneto costano molto di meno che in altre regioni. Non se ne può più! Anche a Porta a Porta del 17 settembre Zaia, la ministra Lorenzin e Vespa ce l'hanno propinata per l'ennesima volta.
Basta perché spesso quelle siringhe sono le peggiori in commercio. Basta perché si valuta solo il prezzo e la qualità va a farsi benedire. Basta perché nelle commissioni giudicatrici ci sono solo contabili armati di foglio elettronico mentre vengono esclusi i rappresentanti dei medici e degli infermieri per evitare valutazioni sulla qualità.
Basta perché a volte, in Veneto, si acquista materiale scadente, materiale col quale si dovrebbero poi “curare” delle persone.

Nei giorni scorsi ho ritirato il materiale mensile che l'Adi fornisce mensilmente ai pazienti assistiti a domicilio. Arrivato a casa, aperti gli scatoloni, trovo che il pacco di garze da 5 centimetri è dimezzato. Il numero di garze è lo stesso ma il volume è la metà. E infatti le garze sono semplicemente la metà di ciò che erano. Ne servono due per volta se si vuole eseguire le abituali medicazioni.
Mi aspetto che Zaia si vanti presto di acquistare a metà prezzo anche questo.


La buona sanità “Veneta” è una leggenda.

13.2.14

Istat. Report 2012. Per la sanità pubblica spesi 111 mld. Ma restiamo in coda ai principali partner europei.

fonte: quotidianosanità.it su dati Istat

Le famiglie spendono di tasca propria fino a 1.200 euro l'anno

Il Ssn spende 1.867 euro annui per abitante, un livello molto inferiore rispetto ad altri Paesi europei.

11 FEB - Giunto alla sesta edizione, il rapporto “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”
Nel 2012 la spesa sanitaria pubblica è di circa 111 miliardi di euro, pari al 7 per cento del Pil e a 1.867 euro annui per abitante, un livello molto inferiore rispetto ad altri importanti paesi europei. Nel 2011 le famiglie contribuiscono con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 20,6 per cento (oltre 2 punti percentuali in meno rispetto al 2001). La spesa sanitaria delle famiglie rappresenta l’1,8 per cento del Pil nazionale; ammonta mediamente a 949 euro per le famiglie del Mezzogiorno e a 1.222 euro per quelle del Centro-Nord.
I tumori e le malattie circolatorie si confermano le principali cause di ricovero ospedaliero, con differenze poco significative a livello regionale.
Spesa sanitaria pubblica
La spesa sanitaria pubblica misura quanto viene destinato per soddisfare il bisogno di salute dei cittadini in termini di prestazioni sanitarie. La spesa sanitaria pubblica corrente dell’Italia risulta nel 2012 (dato provvisorio) di circa 111 miliardi di euro, pari al 7,0 per cento del Pil e a 1.867 euro annui per abitante.
Spesa sanitaria delle famiglie
Nell’area europea il finanziamento pubblico dei servizi sanitari rappresenta la scelta prevalente. Nel 2011, le famiglie italiane hanno contribuito con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 20,6 per cento, in calo di oltre due punti percentuali rispetto al 2001. La spesa sanitaria delle famiglie rappresenta l’1,8 per cento del Pil nazionale. 
Offerta ospedaliera
Il settore della sanità in Italia si colloca in un contesto nazionale ed internazionale di crisi economico-finanziaria tale da dover proseguire al ridimensionamento delle risorse a disposizione per l’erogazione dei servizi. Per il 2014 è stata pianificata un’ulteriore consistente riduzione del livello di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) (1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014, ex legge n. 228/2012), che si inserisce in un contesto problematico rispetto al controllo della spesa pubblica, e del numero dei posti letto ospedalieri che a regime dovrebbe attestarsi a 3,7 posti letto ogni mille abitanti (di cui lo 0,7 riservato alla riabilitazione e alla lungodegenza, ex legge 135/2012).
Mobilità ospedaliera
Il fenomeno della mobilità ospedaliera interregionale è particolarmente rilevante sia in termini quantitativi, sia perché riguarda quei pazienti che, per motivi di varia natura, si ricoverano in una regione diversa da quella di residenza.
Ospedalizzazione per tumori e malattie del sistema circolatorio
L’ospedalizzazione è di fondamentale rilevanza nella cura della salute, in quanto preposta al trattamento delle malattie gravi; questa tipologia di assistenza assorbe la quota più consistente della spesa sanitaria pubblica totale.
Mortalità infantile
Il tasso di mortalità infantile, vista la correlazione negativa che lo lega alle condizioni sanitarie, ambientali e socio-economiche, si può interpretare come espressione del livello di sviluppo e di benessere di un paese. 
Mortalità per malattie del sistema circolatorio
Le malattie del sistema circolatorio, tipiche delle età adulte e senili, rappresentano la principale causa di morte in Italia e nel gruppo dei 27 paesi dell’Ue.
Mortalità per tumori
I tumori rappresentano la seconda causa di morte subito dopo le malattie del sistema cardiocircolatorio, sia in Italia, sia nel gruppo dei 27 paesi Ue. La diminuzione della mortalità per tumore è legata al successo di misure di prevenzione primaria, che influiscono sulla riduzione del rischio di sviluppare la malattia, così come agli avanzamenti diagnostici e terapeutici che aumentano la sopravvivenza dei malati.
Fumo, alcol e obesità: i fattori di rischio
Molte delle malattie croniche, tra le principali cause di morte, si possono prevenire adottando stili di vita salutari fin dall’età giovanile.

Leggi la sintesi completa.
Leggi tutte le notizie dall'indagine Istat.

1.11.13

Farmaci, medici, ospedali: ecco i tagli del «Patto-salute»

fonte: Il Sole 24 Ore, 31 Ott 2013
di Roberto Turno

sito: http://www.associazionelucacoscioni.it

Costi standard da riscrivere daccapo, ma fuori dal «Patto», dando 5 anni di tempo per farcela alle regioni sotto piano di rientro ma intanto premiando chi ha i conti in regola. Almeno 14mila posti letto da rottamare e decine di ospedaletti ai quali dare un apparentemente morbido («riconversione») addio. Una nuova stangata su farmaci e dispositivi medici. Il pugno di ferro per Policlinici e medici universitari. Camici bianchi del Ssn dirigenti solo dopo concorso. Basta ai medici di famiglia solisti: dovranno lavorare in team. Salvata dalla legge di stabilità, la spesa sanitaria deve ora passare le forche caudine del «Patto per la salute». E i governatori, ieri riuniti in via «straordinaria», stanno preparando la loro ricetta. Per un'intesa col Governo che - situazione politica permettendo - potrebbe arrivare entro fine anno. Perché il «Patto», nelle intenzioni, sarà la vera manovra per la sanità pubblica nei prossimi anni.

Leggi tutto l'articolo.
Costi standard da riscrivere daccapo, ma fuori dal «Patto», dando 5 anni di tempo per farcela alle regioni sotto piano di rientro ma intanto premiando chi ha i conti in regola. Almeno i 4mila posti letto da rottamare e decine di ospedaletti ai quali dare un apparentemente morbido («riconversione») addio. Una nuova stangata su farmaci e dispositivi medici. Il pugno di ferro per Policlinici e medici universitari. Camici bianchi del Ssn dirigenti solo dopo concorso. Basta ai medici di famiglia solisti: dovranno lavorare in team. Salvata dalla legge di stabilità, la spesa sanitaria deve ora passare le forche caudine del «Patto per la salute». E i governatori, ieri riuniti in via «straordinaria», stanno preparando la loro ricetta. Per un'intesa col Governo che - situazione politica permettendo - potrebbe arrivare entro fine anno. Perché il «Patto», nelle intenzioni, sarà la vera manovra per la sanità pubblica nei prossimi anni. - See more at: http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/farmaci-medici-ospedali-ecco-i-tagli-del-patto-salute#sthash.o7kv66SP.dpuf
Costi standard da riscrivere daccapo, ma fuori dal «Patto», dando 5 anni di tempo per farcela alle regioni sotto piano di rientro ma intanto premiando chi ha i conti in regola. Almeno i 4mila posti letto da rottamare e decine di ospedaletti ai quali dare un apparentemente morbido («riconversione») addio. Una nuova stangata su farmaci e dispositivi medici. Il pugno di ferro per Policlinici e medici universitari. Camici bianchi del Ssn dirigenti solo dopo concorso. Basta ai medici di famiglia solisti: dovranno lavorare in team. Salvata dalla legge di stabilità, la spesa sanitaria deve ora passare le forche caudine del «Patto per la salute». E i governatori, ieri riuniti in via «straordinaria», stanno preparando la loro ricetta. Per un'intesa col Governo che - situazione politica permettendo - potrebbe arrivare entro fine anno. Perché il «Patto», nelle intenzioni, sarà la vera manovra per la sanità pubblica nei prossimi anni. - See more at: http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/farmaci-medici-ospedali-ecco-i-tagli-del-patto-salute#sthash.o7kv66SP.dpuf

31.8.13

Piccoli ospedali. L'annuncio della Lorenzin: "Pronto il documento che li riorganizza"

fonte: quotidianosanita.it

Confesso che quando sento un qualche governante, a qualunque livello, che si mette a parlare di riorganizzazione, razionalizzazione, riconversione e simiglia mi preoccupo istintivamente.
Si perché sicuramente nella sanità, come in qualunque altro settore di questo disastrato paese, c'è molto da riorganizzare e da razionalizzare. Ma l'esperienza insegna che quando se ne parla in sanità sono sempre fregature in arrivo. E' matematico.
Ecco allora che le recenti dichiarazioni del ministro Lorenzin al quotidiano napoletano Il Mattino mi fanno rizzare il pelo e pure gli aculei, come un riccio, quando si sente minacciato.
Il ministro prende le mosse da un fatto di cronaca molto doloroso, la morte di una ragazza diciassettenne a Orbetello in circostanze che devono ancora essere chiarite. Il caso viene preso a pretesto dal ministro per una generalizzata critica ai piccoli ospedali quando "non sono in grado di fornire un’assistenza di qualità". Certo il ministro non dice che tutti i piccoli ospedali sono in queste condizioni ma poco ci manca. E assicura che “è pronto il documento che ridisegna la sanità in Italia” perché, dice Lorenzin, "c’è chi crede ancora che chiudere un piccolo ospedale di cui i pazienti stessi diffidano sia una perdita per il territorio". E su lasciate perdere quell'ospedaletto - sembra dire il ministro - se chiude non sarà una gran perdita anzi è pure meglio.
"Ucci ucci sento odor di cristianucci" diceva l'orco della favola. "Ora ora sento odor di fregatura" dico io.

Leggi l'articolo completo.

9.2.13

La sanità italiana precipita al 21° posto per qualità. Al 26° per "prevenzione ed equità"

http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=13308

La denuncia arriva della Fondazione Chirurgo e Cittadino sulla base dei dati rilevati da tre Istituti di ricerca indipendenti europei. Il nostro Paese è inoltre ultimo per investimenti nel Ssn tra i Paesi industrializzati: 9,3% del Pil contro il 12% di Olanda, l'11,6% di Francia e Germania, il 9,6% di Gran Bretagna e Spagna.

Sono molti coloro che ancora ci ricordano che la Sanità italiana è 2° al mondo per capacità di risposta assistenziale universale in rapporto alle risorse investite, citando il rapporto dell'Oms dei primi anni 2000. Ma le cose, in questi anni, sembrano essere profondamente cambiate. La Fondazione Chirurgo e Cittadino, ha messo a conoscenza di tutti i dati pubblicati nel 2012 da tre differenti ed indipendenti Istituti di ricerca europei. Quanto investe l'Italia per mantenere il proprio Ssn? Secondo la Organization for Economic Co-operation and Development - (Oecd Health Data 2012)  il 9,3 % del Pil (meno di Olanda 12%, Francia e Germania 11,6%, Gran Bretagna e Spagna 9,6%) il cui 76,6% è "spesa pubblica", per una spesa pro-capite di 2.964 $ (Olanda - 5.056, Germania 4.338, Francia 3.974, Irlanda 3.710, Gran Bretagna 3.433, Spagna - 3.060).

Ancor più interessante il dato sulla "qualità" dell'assistenza che il nostro Ssn eroga. La si può desumere dai dati dell'Euro Health Consumer (Health consumer powerhouse 2012). Sulla base dell'analisi di 42 indicatori di performance differenziati in 5 sottogruppi, sono stati "esplorati" i Sistemi Sanità di 34 Stati Europei (EU + 7). Questi, molto succintamente, i risultati per i differenti sottogruppi: nel ranking europeo la nostra Italia è:

10° (dopo Croazia, Estonia,Lituania ecc.) nel sottogruppo "diritti del malato e informazione",
11° (dopo Islanda, Rep.Ceca, Slovenia ecc.) per la voce "risultati";
21° (dopo Romania, Grecia, Cipro ecc.) per "accessibilità e tempi di attesa";
22° (dopo Slovenia, Irlanda, Rep.Ceca ecc.) per l'area "farmaceutica";
26° (dopo Portogallo, Malta, Slovacchia ecc.) per "prevenzione, equità di Sistema".
Su tutte le voci globalmente esaminate risultiamo occupare il 21° posto.

Come se tutto ciò non fosse sufficiente, il rapporto Ocse-UE "Health at a Glance Europe 2012" inserisce l'Italia agli ultimi posti, se non ultima, per i fondi destinati alla prevenzione sanitaria: contro una media europea del 2,9%, a pari merito con Cipro, l'Italia riserva solo lo 0,5% della spesa sanitaria globale.

07 febbraio 2013
Leggi l'articolo completo

4.2.13

Tariffe massime del Ssn. In Gazzetta il decreto con i nuovi Drg

da http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=13155


Le nuove tariffe massime di riferimento per la remunerazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti, di assistenza ospedaliera di riabilitazione e di lungodegenza post acuzie e di assistenza specialistica ambulatoriale come disciplinato dal Dl Balduzzi, avranno validità fino al 31 dicembre 2014. Risparmio da 239 mln. IL TESTO IN G.U.

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero della Salute e di quello dell’Economia con le nuove tariffe massime di riferimento per la remunerazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti, di assistenza ospedaliera di riabilitazione e di lungodegenza post acuzie e di assistenza specialistica ambulatoriale. Il testo, dopo la mancata intesa di fine settembre con le Regioni, ha ottenuto, decorsi trenta giorni, il via libera da parte del Governo e il semaforo verde da parte della Corte dei Conti.
Ma cosa c’è di diverso rispetto alle nove tariffe? Innanzitutto, occorre fare una premessa. Come si legge nella relazione tecnica non è infatti possibile effettuare “una valutazione comparativa rispetto alla tariffe precedentemente vigenti a livello nazionale a causa delle modifiche intervenute nel sistema di riferimento utilizzato per la classificazione dei ricoveri”. Una valutazione, tuttavia può essere fatta a livello regionale. Tenuto conto di ciò, con i nuovi Drg il risparmio può essere valutato nell’ordine dei 239 milioni di euro. Una riduzione soprattutto legata alla diminuzione dei Drg ospedalieri per i ricoveri per acuti (- 200 mln circa).
29 gennaio 2013

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10.10.12

Tagli anche ai permessi retribuiti per l'assistenza ai disabili (Legge 104)

Solo se si assisteranno figli o coniuge disabili i permessi saranno retribuiti completamente
Hanno terminato la riunione alle tre del mattino. Forse stanchi ma non esausti al punto da risparmiarci una nuova ingiustizia, i ministri del governo Monti hanno deciso che la retribuzione dei permessi per l'assistenza a un famigliare disabile sarà dimezzata se non si tratta di un figlio o del coniuge. Se ad esempio, il famigliare disabile è un genitore la retribuzione viene dimezzata.

ASSISTENZA DISABILI - Il Governo punta ancora sui disabili, per fare cassa. In questo progetto di Legge, la stretta è prevista su chi usufruisce dei permessi da legge 104 per l'assistenza a un famigliare disabile. Nello specifico, per i giorni di premesso (che sono tre al mese) si prevede una diminuzione della retribuzione al 50% a meno che non si tratti dello stesso dipendente della PA che usa il permesso per sua patologia, o che si tratti di assistenza a figli coniuge. Se quindi il permesso dovesse servire ad assistere genitori disabili, niente retribuzione intera.
TAGLI ALLA SANITA' - Anche la sanità sarà obiettivo di una sforbiciata. In particolare, si parla di una riduzione di un miliardo e mezzo di Euro dal 2013, a carico del sistema sanitario nazionale, per il quale si diminuirebbe il tetto di spesa per l'acquisto di dispositivi medici, passando dal 4,9 al 4%. Sul piede di guerra, non solo la compagine politica (Pd in primis), ma anche il settore dei sindacati, con la Camusso, e lo stesso Ministro Renato Balduzzi, che avrebbe definito i tagli insostenibili, poiché [vanno] a sommarsi a quelli dello scorso giugno. 
Leggi la notizia originale.

31.7.12

Spending review, il senato approva. Per la sanità tagli per 6,8 miliardi da qui al 2015

fonte: quotidianosanita.it
Per la sanità cresce l'ammontare dei risparmi ora calcolati fino al 2015. Tagli ai farmaci, ai beni e servizi e ai posti letto.
Il testo passerà ora alla camera per l'approvazione definitiva.
Vai all'articolo originale dal quale leggere una sintesi delle modifiche apportate al testo originario, il maxiemendamento sul quale in governo ha posto la fiducia,  gli articoli di interesse sanitario e il testo dell'art. 15 "Disposizioni urgenti per l’equilibrio del settore sanitario e misure di governo della spesa farmaceutica" con le modifiche in grassetto (vedere, in particolare il comma 13, lettera c).