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29 giugno 2026

Scuola e sanità, rischi di «privatizzazione sostanziale»


Il Sole 24 ore, 25 giugno 2026


Il Sole 24 ore, 25 giugno 2026

… gli stipendi bassi rendono meno appetibile il posto di lavoro e gli investimenti insufficienti abbassano la qualità dei servizi, con la conseguenza che dipendenti e utenti si spostano verso il privato: quando possono.

La Corte dei conti vede in azione queste due dinamiche gemelle in due settori cruciali delle politiche pubbliche, la scuola e la sanità.

L’evoluzione corre sotterranea, senza un disegno politico esplicito: ma appare strutturale, e solidamente fondata sui numeri del bilancio pubblico.

«polarizzazione delle risorse in un numero ristretto di missioni», concentrato su difesa e ordine pubblico, grandi infrastrutture di trasporto, giustizia e beni culturali; e in questo «quadro di sviluppo non pienamente equilibrato», altri settori di intervento «risultano penalizzati o caratterizzati da dinamiche recessive».

Tra questi ci sono appunto scuola e sanità, in cui è il Procuratore generale Pio Silvestri a leggere i segni di una parallela «privatizzazione sostanziale».

«Gli impegni tesi al rilancio della sanità pubblica devono fare ancora i conti con la crisi del personale che continua a rappresentare uno dei principali problemi del servizio sanitario nazionale, e che si riverbera sulla qualità e sull’efficienza del sistema », spiega senza mezzi termini Silvestri sottolineando la «carenza di personale medico e infermieristico» che azzoppa i progetti di rafforzamento della sanità di prossimità, come mostra il tramonto del progetto organico sulle case di comunità, e di taglio delle liste d’attesa, su cui gli ambiziosi obiettivi fissati dal Governo continuano a perdersi nella vischiosità della spesa effettiva delle Regioni oscurata anche da una rendicontazione spesso caotica.

«Bisogna investire sul capitale umano altrimenti inevitabilmente attratto dalla medicina privata, non bisogna più indugiare o lesinare risorse per il tangibile miglioramento del trattamento economico, della formazione e dell’aggiornamento e dei livelli assunzionali», sostiene Silvestri rimarcando un’urgenza che però fatica a farsi strada nel dibattito politico.


Stipendi bassi e investimenti insufficienti allontanano dipendenti e utenti.


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