Visualizzazioni totali

11 agosto 2026

La corsa al business delle Rsa, «Rendimenti alti, i fondi investono»


Corriere del Veneto 9 agosto 2026

Corriere del Veneto 9 agosto 2026

Strutture dismesse da recuperare, nuovi insediamenti, acquisizioni: in Veneto si muovono anche svizzeri e francesi.

Poiché l'articolo di Martina Zambon è di difficile lettura dall'immagine sopra ne riporto per intero il testo. Prepariamoci al peggio (se non faremo nulla per impedirlo).

---- inizio articolo

Rsa, boom di fondi e società private per costruirne di nuove e, in alcuni casi, gestirle.

Il fenomeno, non nuovo, sta vivendo una nuova età dell’oro. Complici le proiezioni demografiche, il business c’è tutto. Al punto che si parla già di «silver economy».

Il rendimento, ma si tratta di investimenti a medio-lungo termine dicono gli operatori, viaggia intorno al 6-7%. Di buono, secondo gli investitori, c’è che è sicuro.

La demografia e le statistiche non mentono: i veneti vivono sempre più a lungo e, inevitabilmente, cresce il bisogno di assistenza. Il fermento è palese. Ne sanno qualcosa i consiglieri regionali e gli assessori avvicinati con proposte spesso di riconversione di strutture sanitarie dismesse.

Ad attestare l’impennata dell’interesse dei privati nel settore dell’assistenza agli anziani non autosufficienti sono gli esempi concreti che si moltiplicano.

Un advisor lombardo, lo Studio De Simone, che rappresenta più fondi di investimento, è interessato a una struttura sanitaria dismessa a Mezza Selva di Roana; la corazzata friulana di Sereni Orizzonti annuncia, fra acquisizioni e aperture, sei nuove strutture con il Veneto protagonista; e ancora un altro colosso, Numeria, che lavora con fondi di private equity e istituzionali, soprattutto francesi e svizzeri (per citare solo gli interventi più recenti, Campodarsego, San Martino di Lupari, Vigonza, Maserà, Pianiga) è sempre in prima fila. Tutto questo senza entrare nell’universo contiguo delle Ipab sempre più spesso, necessariamente, ibridate con il privato convenzionato. È il caso dell’Ipab di San Donà retta da Michele Basso che, però, osserva: «A livello regionale serve una cabina di regia che faccia analisi costi-benefici dei rapporti dei partenariati pubblico privati, in nome della trasparenza». Per non parlare della presenza, importante, del privato, anche nel segmento dei centri diurni per anziani non autosufficienti.

Un mondo, quello delle Rsa, che sta cambiando pelle. Ma Roberto Volpe, voce di Uripa, aggiunge tranchant: «Il problema è sempre lo stesso, mancano 100 milioni di euro dalla Regione per le impegnative inevase, poi possiamo discutere di tutto, ma si parte da lì».

Nel frattempo, però, le proposte dei privati si moltiplicano. Eugenio De Simone, dell’omonimo studio, spiega: «Il nostro studio ha sedi a Milano e Brescia, siamo advisor di più fondi che hanno manifestato l’interesse di investire in Veneto. In particolare, in strutture che magari oggi sono fatiscenti, quindi hanno bisogno di essere ristrutturate per essere trasformate in centri medici e Rsa, come a Roana. Oggi i fondi sono a caccia di queste opportunità e scalpitano, vorrebbero già fare qualche sopralluogo, fare la stima degli investimenti per arrivare a un business plan però sappiamo che i tempi della politica sono diversi».

Con Sereni Orizzonti c’è il portafogli della milanese Over Spa, specializzata, appunto, in «silver economy» per le recenti residenze a Ca’ Vio (Cavallino Treporti, Venezia, 50 posti) e l’Istituto Padre Pio a Tarzo (Treviso, 113) e con la padovana Codess per la Rsa di Gruaro, nel Veneziano (120 posti).

Fra i gestori si stanno affermando anche Peralba e Gheron. Fra gli investitori di Numeria, invece, ci sono investitori istituzionali italiani ma anche francesi e svizzeri che, specifica Gianluigi Rocco, amministratore di Numeria, «hanno un approccio a lungo termine come i fondi pensione e assicurazioni e guardano al settore socio sanitario con attenzione, penso, per restare agli ultimi 5 anni, a Bnp Paribas che ha investito sulle Rsa di Istrana, Jesolo, San Martino di Lupari, Campodarsego, Swiss Life, fondo svizzero francese ha realizzato Lavagno, Praemia, grossa sgr francese per Frassinelle, nel Rodigino, Euryale, un altro investitore francese magari non enorme ma sui 3-4 miliardi di gestito, sua la Rsa di Vigonovo, Lifento altro fondo francese, in Italia c’è Ream sgr, fondazioni bancarie piemontesi. Ed è un settore destinato a crescere». Ben oltre quei 36.597 posti accreditabili.

La Regione stanzia per gli anziani non autosufficienti nelle Rsa, le famose impegnative, 565 milioni di euro, al lordo delle risorse per i Centri Diurni, gli Stati vegetativi permanenti e i Religiosi non autosufficienti. Il numero di utenti medi con impegnativa arriva a 25.939 unità, insomma la copertura è del 76,5%. Il rimanente 23,5% paga la retta per intero.

Corriere del Veneto 9 agosto 2026

La gestione dei cittadini anziani, sempre più numerosi, richiede, probabilmente, regole nuove. «Per rafforzare l’integrazione pubblico-privato serve creare le condizioni per attrarre capitali privati - chiude Rocco - e favorire l’incremento quantitativo e qualitativo della risposta assistenziale e la sostenibilità del sistema nel medio lungo periodo. Tra queste, ad esempio, lo snellimento delle procedure di autorizzazione, il rafforzamento dei sistemi di vigilanza e controllo, una cabina di regia per valorizzare il personale anche con forme di aiuto nell’accesso alla casa e percorsi formativi permanenti, assegnazione delle impegnative di residenzialità, anche sulla base del criterio del reddito, differenziare l’accesso delle strutture al budget pubblico anche con criteri di qualità secondo le norme di concorrenza europea e, infine, studiare forme di coinvolgimento delle compagnie di assicurazione per la diffusione delle Long Term Care».

È, appunto, la «silver economy».

di Martina Zambon


Corriere del Veneto 9 agosto 2026

---- fine articolo

Alcune mie osservazioni, preliminari perché ciò che ci si prospetta è di portata enorme.

  • Sparisce il problema del personale ma le Rsa sono in grave carenza di infermieri e Oss già ora. Una possibile spiegazione è che intendono gestirle solo «in alcuni casi».

  • L’integrazione pubblico-privato mi ricorda la Superstrada Pedemontana Veneta. Il rischio d’impresa sarà trasferito a una compiacente amministrazione regionale?

  • L’assegnazione di tutte le impegnative di residenzialità ci sarà quando questi gruppi avranno ottenuto tutto il resto. E non è neanche certo.

  • Questa calata speculativa è un'ulteriore minaccia per le Rsa pubbliche.

 Link:

Uripa Unione Regionale Istituti Per Anziani Della Regione Veneta (https://www.uripa.it/).


Nessun commento: