Continui inserimenti in lista d’attesa o mancate prese in carico. E chi riesce ad avere l’appuntamento può trovarsi catapultato nel 2027 (duemilaventisette)
Allo Sportello per il Diritto alle Cure di Trecenta – dove il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca assiste le persone contro le liste d’attesa – avevamo notato un peggioramento della situazione, ma quello che sta accadendo ora supera ogni più pessimistica previsione.
C’è chi al Cup, dopo l’ennesima mancata presa in carico, con il solito «non abbiamo agende disponibili… non abbiamo date», si è sentito dire da uno sconfortato operatore: «riusciamo a soddisfare una o due persone ogni dieci».
Tutti gli altri rimangono, quando va bene, con un appuntamento in bianco, in attesa, spesso vana, di essere ricontattati. E c’è chi, addirittura, non viene preso in carico: la persona non esiste! E senza alcun documento in mano, non è nemmeno in grado di dimostrare di aver richiesto in tempo utile la prestazione, rischiando così di perdere il diritto alla cura.
Una situazione insostenibile che può causare gravi danni alla salute degli interessati.
CHI PUÒ’ FACCIA QUALCOSA
Tra le tante foto che mostrano il nuovo direttore generale felicemente in visita presso i vari servizi sanitari dell’Ulss non ne abbiamo vista una che lo ritragga davanti a uno dei Cup della provincia. Sarà un caso?
Segnalate le vostre
esperienze alla casella di posta elettronica del Comitato
altopolesano dei cittadini per il San Luca all’indirizzo:
comitato.ospedaletrecenta@gmail.com


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