fonte: http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?approfondimento_id=4381&fr=n
08 NOV - La manovra
del 2011 di Tremonti, la spending review, il Patto per la salute in
discussione in queste settimane, senza dimenticare la legge di stabilità
e il percorso fatto dal paese per arrivare alla riforma del Titolo V.
Quello di Giovanni Bissoni, presidente Agenas, è stato
un intervento in cui punto per punto ha analizzato, dal suo
osservatorio, lo stato dell’arte sull’universo sanità.
“Il periodo 2011-2013 a partire dai provvedimenti Tremonti fino alla spending review
– ha spiegato Bissoni – hanno toccato pesantemente la sanità. Sono
stati anni difficili in cui la sanità ha dato uno dei contributi
principali alle manovre finanziarie del bilancio dello stato. Siamo
attorno ai 30mld”.
I tagli alla sanità, secondo Bissoni, sono stati fatti sulla scorta di
affermazioni: “si spende molto, la spesa è fuori controllo, ci sono
vaste aree di inefficienza”. Ma questo modo di agire e tagliare per il
presidente dell’Agenas “fa parte fortunatamente di un passato. Almeno
spero”.
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Su questo tema segnalo i post:
Noi Italia, 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo
Spesa sanitaria pubblica, un mito da sfatare. Tanto più per il Veneto
11 novembre 2013
10 novembre 2013
Riesplode il caso dei 2 miliardi per la copertura dei ticket. Dirindin (Pd): “Ma dove sono quei soldi? Nel ddl stabilità non ce n’è traccia”
fonte: http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=17965&fr=n
Prima di svelare cosa ci ha risposto la senatrice capogruppo del Pd in Commissione Igiene e Sanità, economista di lungo corso all’Università di Torino, con una lunga esperienza in sanità (è stata a capo della programmazione sanitaria del ministero della Salute negli anni ’90 e Assessore alla Sanità della Sardegna nella giunta Soru) è bene chiarire il perché di questa telefonata.
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Sui tagli alla sanità segnalo, su questo blog, i post:
Legge stabilità. I tagli alla sanità ci sono
La vicenda è nota. La Corte Costituzionale ha cancellato i ticket che sarebbero dovuti scattare a gennaio 2014. E il governo si è impegnato a dare 2 miliardi in più alle regioni per compensare i mancati introiti. Dovevano stare dentro la legge di stabilità. Ma non ci sono. Intervista alla senatrice Pd che sta preparando un odg che impegna il Governo a fare chiarezza. A rischio il Patto per la salute.
08 NOV - “Senatrice Dirindin?” “Sì, chi parla?” “Sono Cesare Fassari di Quotidiano Sanità, volevo chiederle se lei sa qualcosa di preciso su dove siano stati inseriti i 2 miliardi di euro necessari per la copertura dei mancati incassi dei ticket bocciati dalla Corte Costituzionale e che sarebbero dovuti scattare nel 2014. Dalle nostre verifiche, nel testo e nelle tabelle della legge di stabilità, non ne abbiamo trovato traccia. Eppure i ministri Saccomanni e Lorenzin hanno assicurato che ci sono”.Prima di svelare cosa ci ha risposto la senatrice capogruppo del Pd in Commissione Igiene e Sanità, economista di lungo corso all’Università di Torino, con una lunga esperienza in sanità (è stata a capo della programmazione sanitaria del ministero della Salute negli anni ’90 e Assessore alla Sanità della Sardegna nella giunta Soru) è bene chiarire il perché di questa telefonata.
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Sui tagli alla sanità segnalo, su questo blog, i post:
Legge stabilità. I tagli alla sanità ci sono
07 novembre 2013
Schede ospedaliere. La critica e le proposte del consiglio provinciale
Piano socio sanitario regionale. L'ordine del giorno approvato dall'amministrazione provinciale.
Il
Polesine avrà in assoluto i tagli più pesanti ai posti letto per acuti: meno
209.
«Le schede
ospedaliere licenziate dalla Giunta Regionale del Veneto, sono un
pesante attacco ai livelli qualitativi e quantitativi della sanità
polesana».
Così si esprime l'ordine del giorno approvato dal consiglio provinciale di Rovigo. Il fulcro del documento è questo: il polesine è stato oggetto di un trattamento discriminatorio da parte della regione. Molti gli argomenti e i dati a supporto.
Gli ospedali pubblici di Rovigo, Trecenta e Adria, col nuovo Pssr, perderanno 184 posti letto: 1 su 5 a Rovigo, 1 ogni 3 a Trecenta e 1 ogni 6 a Adria.
Considerando i tagli alle strutture private convenzionate «Il Polesine, ha in assoluto i tagli più alti di posti letto per acuti, di tutte le province venete!!! Meno 209 posti letto, contro i meno 204 del padovano, i meno 184 del veneziano, ecc.»
Così si esprime l'ordine del giorno approvato dal consiglio provinciale di Rovigo. Il fulcro del documento è questo: il polesine è stato oggetto di un trattamento discriminatorio da parte della regione. Molti gli argomenti e i dati a supporto.
Gli ospedali pubblici di Rovigo, Trecenta e Adria, col nuovo Pssr, perderanno 184 posti letto: 1 su 5 a Rovigo, 1 ogni 3 a Trecenta e 1 ogni 6 a Adria.
Considerando i tagli alle strutture private convenzionate «Il Polesine, ha in assoluto i tagli più alti di posti letto per acuti, di tutte le province venete!!! Meno 209 posti letto, contro i meno 204 del padovano, i meno 184 del veneziano, ecc.»
Per quanto riguarda i posti letto per acuti l'Ulss 18 subirà il taglio più pesante di tutte le Ulss del Veneto: «meno 166,
contro i 159 dell’ULSS veneziana, i 93 di quella di Legnago, ecc.».
Insomma, un trattamento di riguardo quello che ci ha riservato l'amministrazione regionale.
Insomma, un trattamento di riguardo quello che ci ha riservato l'amministrazione regionale.
Il documento approvato dal consiglio provinciale prosegue poi confrontando le schede ospedaliere della provincia di Rovigo con quelle della provincia di Belluno e il confronto porta alla conclusione che «In
Provincia di Rovigo, tagliamo quasi un posto letto ogni 5 degli
attuali. In provincia di Belluno 1 ogni 25».
03 novembre 2013
Nuovo ospedale di Padova. Da Roma neanche un euro
Potrebbe essere una buona notizia, se ci fosse un po' di buon senso. Invece la giunta Zaia insiste:«è una priorità». A costo di massacrare la sanità pubblica.
Luca Coletto, assessore regionale alla
sanità, ha dichiarato «I fondi ex articolo 20 destinati
all'edilizia sanitaria sono esauriti. Le Regioni devono lavorare in
autonomia, per questo motivo è fondamentale valutare una forma di
finanziamento mista tra pubblico e privato». Si veda Il Mattino di Padova del 27/10/2013.
Dichiarazione importante per due
motivi. Ammette che dal bilancio nazionale non arriverà alcun
finanziamento per la costruzione del nuovo
mega-ultra-ospedale-galattico del mega-ultra-presidente-Luca Zaia,
come era del tutto ovvio immaginare in un periodo di recessione senza
precedenti dal dopoguerra. E poi perché l'ospedale si farà
ugualmente. Lo farà la regione attraverso lo strumento della finanza
di progetto.
La finanza di progetto è un
marchingegno perverso nel quale sia il pubblico (la regione) sia il privato
(una finanziaria in questo caso) concorrono alla spesa. Il privato
costruisce e in cambio riceve concessioni pluridecennali su alcuni
servizi erogati nella struttura e riscuote un canone annuale, particolarmente oneroso, dall'amministrazione pubblica.
Le esperienze fatte fino a questo
momento sono state disastrose. Su questo mi ripropongo di ritornare
riportando i casi concreti elencati nel volume “I padroni delVeneto” di Renzo Mazzaro, Laterza. Per il momento va registrato che
i canoni annuali si sono rivelati estremamente onerosi.
Per il momento chiediamoci: con quali risorse la
regione finanzierà la propria quota? Il sospetto che lo faccia
tagliando posti letto è concreto. Il piano socio sanitario regionale
è lì a testimoniarlo, con il suo interminabile elenco di tagli ai
posti letto, ai reparti, ai servizi. Un massacro col quale finanziare
un'opera faraonica, almeno 652 milioni euro.
Su questo argomento segnalo i post:
01 novembre 2013
Farmaci, medici, ospedali: ecco i tagli del «Patto-salute»
fonte: Il Sole 24 Ore, 31 Ott 2013
di Roberto Turno
sito: http://www.associazionelucacoscioni.it
Costi standard da riscrivere daccapo, ma fuori dal «Patto», dando 5 anni di tempo per farcela alle regioni sotto piano di rientro ma intanto premiando chi ha i conti in regola. Almeno 14mila posti letto da rottamare e decine di ospedaletti ai quali dare un apparentemente morbido («riconversione») addio. Una nuova stangata su farmaci e dispositivi medici. Il pugno di ferro per Policlinici e medici universitari. Camici bianchi del Ssn dirigenti solo dopo concorso. Basta ai medici di famiglia solisti: dovranno lavorare in team. Salvata dalla legge di stabilità, la spesa sanitaria deve ora passare le forche caudine del «Patto per la salute». E i governatori, ieri riuniti in via «straordinaria», stanno preparando la loro ricetta. Per un'intesa col Governo che - situazione politica permettendo - potrebbe arrivare entro fine anno. Perché il «Patto», nelle intenzioni, sarà la vera manovra per la sanità pubblica nei prossimi anni.
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di Roberto Turno
sito: http://www.associazionelucacoscioni.it
Costi standard da riscrivere daccapo, ma fuori dal «Patto», dando 5 anni di tempo per farcela alle regioni sotto piano di rientro ma intanto premiando chi ha i conti in regola. Almeno 14mila posti letto da rottamare e decine di ospedaletti ai quali dare un apparentemente morbido («riconversione») addio. Una nuova stangata su farmaci e dispositivi medici. Il pugno di ferro per Policlinici e medici universitari. Camici bianchi del Ssn dirigenti solo dopo concorso. Basta ai medici di famiglia solisti: dovranno lavorare in team. Salvata dalla legge di stabilità, la spesa sanitaria deve ora passare le forche caudine del «Patto per la salute». E i governatori, ieri riuniti in via «straordinaria», stanno preparando la loro ricetta. Per un'intesa col Governo che - situazione politica permettendo - potrebbe arrivare entro fine anno. Perché il «Patto», nelle intenzioni, sarà la vera manovra per la sanità pubblica nei prossimi anni.
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Costi
standard da riscrivere daccapo, ma fuori dal «Patto», dando 5 anni di
tempo per farcela alle regioni sotto piano di rientro ma intanto
premiando chi ha i conti in regola. Almeno i 4mila posti letto da
rottamare e decine di ospedaletti ai quali dare un apparentemente
morbido («riconversione») addio. Una nuova stangata su farmaci e
dispositivi medici. Il pugno di ferro per Policlinici e medici
universitari. Camici bianchi del Ssn dirigenti solo dopo concorso. Basta
ai medici di famiglia solisti: dovranno lavorare in team. Salvata dalla
legge di stabilità, la spesa sanitaria deve ora passare le forche
caudine del «Patto per la salute». E i governatori, ieri riuniti in via
«straordinaria», stanno preparando la loro ricetta. Per un'intesa col
Governo che - situazione politica permettendo - potrebbe arrivare entro
fine anno. Perché il «Patto», nelle intenzioni, sarà la vera manovra per
la sanità pubblica nei prossimi anni. - See more at:
http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/farmaci-medici-ospedali-ecco-i-tagli-del-patto-salute#sthash.o7kv66SP.dpuf
Costi
standard da riscrivere daccapo, ma fuori dal «Patto», dando 5 anni di
tempo per farcela alle regioni sotto piano di rientro ma intanto
premiando chi ha i conti in regola. Almeno i 4mila posti letto da
rottamare e decine di ospedaletti ai quali dare un apparentemente
morbido («riconversione») addio. Una nuova stangata su farmaci e
dispositivi medici. Il pugno di ferro per Policlinici e medici
universitari. Camici bianchi del Ssn dirigenti solo dopo concorso. Basta
ai medici di famiglia solisti: dovranno lavorare in team. Salvata dalla
legge di stabilità, la spesa sanitaria deve ora passare le forche
caudine del «Patto per la salute». E i governatori, ieri riuniti in via
«straordinaria», stanno preparando la loro ricetta. Per un'intesa col
Governo che - situazione politica permettendo - potrebbe arrivare entro
fine anno. Perché il «Patto», nelle intenzioni, sarà la vera manovra per
la sanità pubblica nei prossimi anni. - See more at:
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Le armi povere della disabilità
di Franco Bomprezzi
1 novembre 2013
E’ tutt’altro che chiaro, al momento, in che modo la legge di Stabilità recepirà le precise richieste provenienti dal mondo delle persone con disabilità. Non solo quelle formulate da parte degli esponenti del Comitato 16 novembre, ma anche delle altre associazioni nazionali, dei coordinamenti, delle reti di riferimento. Ladrammatica vicenda della morte di Raffaele Pennacchio, avvenuta il 23 ottobre, al termine di un presidio terribilmente faticoso dal punto di vista fisico e della tensione emotiva, ha emozionato per qualche giorno l’opinione pubblica, ha messo in difficoltà il Governo, accusato in qualche modo di avere sulla coscienza un morto, non avendo dato risposte tempestive alle richieste sacrosante del movimento. Ma bastano pochi giorni per annacquare i sentimenti, anche perché la confusione sotto il cielo di Roma regna sovrana, e non riguarda certo solo la disabilità. Anzi.
...
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1 novembre 2013
E’ tutt’altro che chiaro, al momento, in che modo la legge di Stabilità recepirà le precise richieste provenienti dal mondo delle persone con disabilità. Non solo quelle formulate da parte degli esponenti del Comitato 16 novembre, ma anche delle altre associazioni nazionali, dei coordinamenti, delle reti di riferimento. Ladrammatica vicenda della morte di Raffaele Pennacchio, avvenuta il 23 ottobre, al termine di un presidio terribilmente faticoso dal punto di vista fisico e della tensione emotiva, ha emozionato per qualche giorno l’opinione pubblica, ha messo in difficoltà il Governo, accusato in qualche modo di avere sulla coscienza un morto, non avendo dato risposte tempestive alle richieste sacrosante del movimento. Ma bastano pochi giorni per annacquare i sentimenti, anche perché la confusione sotto il cielo di Roma regna sovrana, e non riguarda certo solo la disabilità. Anzi.
...
Leggi l'articolo completo.
27 ottobre 2013
II comitato: "Ginecologia non si tocca"
![]() |
| Trecenta, ospedale "San Luca" |
Da La Voce di Rovigo, venerdì 25 ottobre 2013
I cittadini per il San Luca tornano alla carica sulla questione schede ospedaliere.
Jenny Azzolini: "Siamo un territorio con una percentuale importante di donne anziane".
Leggi l'articolo completo.Leggi l'articolo del Resto del Carlino.
Scarica il comunicato del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca.
Legge stabilità. I tagli alla sanità ci sono.
Tagli insani
E resta l'incognita della spending review
Tre miliardi e mezzo, poi tre, poi 2,65
e, alla fine del consiglio dei ministri del 15 ottobre, nessun taglio alla sanità. Incredibile! E infatti è così, non c'è da crederci.
Nell'immediatezza della conferenza
stampa del governo sulla legge di stabilità la redazione di
quotidianosanità.it titolava “Legge di stabilità. Lorenzin ce l’ha fatta. Saltano i tagli alla sanità”. Passa qualche giorno e viene
reso noto il testo del disegno di legge. I tagli ci sono, eccome!
Il trucco è semplice. Non ci saranno
tagli per il 2014 ma nei due anni successivi il governo taglierà
1,150 miliardi di euro dal fondo sanitario. Ma il ministro
dell'economia Saccomanni, ancora ieri sera a “Che tempo che fa”,
ha nuovamente affermato che non ci saranno tagli. Una
bugia. Ma ormai dobbiamo metterla nel conto, la menzogna è connaturata agli ultimi governi.
Nel disegno di legge è prevista anche
la realizzazione di 3,5 miliardi di risparmi derivanti dalla
revisione della spesa. Mettiamoci in allarme perché tenteranno di
tagliare ancora sulla sanità.
Invito a leggere l'articolo di
quotidianosanita.it Legge stabilità. I tagli alla sanità ci sono.Colpo alla spesa del personale sanitario: - 540 mln nel 2015 e - 610nel 2016. Ecco il testo definitivo. Tantissime informazione e il testo del disegno di legge e la relazione tecnica. Carta canta, insomma.
25 ottobre 2013
Il lavoro sporco della legge di Stabilità
Dal blog di Franco Bomprezzi.
24/10/2013
I permessi lavorativi per chi ha donato il sangue si potranno dunque conteggiare ai fini dell’anzianità pensionistica. Tanto incidono poco sul bilancio, visto che i donatori lavoratori non sono così tanti. I permessi per maternità, paternità o per assistenza ai parenti disabili (quelli in base alla legge 104), invece no. La commissione Bilancio della Camera, come scrive su Vita.it Sara De Carli, ha infatti bocciato un emendamento che pure piaceva al Governo, e che era stato proposto dalle associazioni delle persone con disabilità. Non c’è neppure uno straccio di argomentazione contabile. Si parla genericamente di un impegno consistente, ma non si sa quanto sarebbero costate queste due sacrosante modifiche alle norme della riforma Fornero.
24/10/2013
politica
Cartelli e slogan: il Comitato alza la voce
![]() |
| Uno degli striscioni installati di fronte all'ospedale di Trecenta |
Iniziativa del gruppo di cittadini per il San Luca davanti all’ospedale
Piantati i nomi dei 25 Comuni che fanno parte dell’Ulss 18. Azzolini: “Non ci faremo chiudere la bocca”
Roberta SartiTRECENTA - In questi giorni la Giunta regionale sta discutendo delle schede ospedaliere e le dovrà approvare.
Il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca, nel pomeriggio di lunedì, ha pensato di piantare, nel prato antistante l’entrata, dei cartelli. Su ognuno di questi c’è il nome dei venticinque comuni che fanno riferimento all’Ulss 18.
Alcuni cartelli, inoltre, portano scritti degli slogan che riassumono le idee del comitato, ovvero la necessità
di maggiori servizi per l’Altopolesine, altrimenti costretto a rivolgersi altrove.
Dall’altro lato della strada compaiono anche alcune lenzuola sulle quali campeggiano slogan del comitato come “San Luca, una ferita aperta”.
In serata, i cartelli vengono rivestiti da sacchetti di plastica, perché le scritte non si cancellino, ma anche come simbolo che “I cittadini non ci stanno, non ci facciamo chiudere la bocca”, come ha spiegato Jenny Azzolini, portavoce del comitato.
Scarica l'articolo.
21 ottobre 2013
Zaia mondiale
Un Luca Zaia smisurato parla di quello che sarà il nuovo ospedale di Padova come di "un grande centro universitario del sapere medico a livello mondiale". Si veda la dichiarazione a agi.it.
La politica, in larga parte, è diventata questo: spararle grosse, il più possibile, che la nuova sparata cancelli la precedente. Guadagnare due minuti di attenzione e ripetere l'operazione dopo un po' di tempo.
Per il momento non ha trovato 1 euro dei 652 milioni necessari per costruirlo. Un giorno dice che non ci sarà il villaggio universitario, perché servirebbero altri 350 milioni. Il giorno dopo non solo ci sarà il villaggio universitario ma sarà a livello mondiale. Potenza della nuova politica!
Quale sarà la prossima dichiarazione del presidente della giunta regionale del Veneto sul nuovo ospedale di Padova? Azzardo qualche ipotesi: "fulcro del sistema solare", no meglio "punto di riferimento galattico", di più "centro dell'universo". Evvai!
Intanto a Padova, col nuovo piano socio sanitario, perdono 400 posti letto. I primi mattoni per l'ospedale di Zaia. Si perchè a questo serviranno i tagli ai posti letto, a finanziare "l'ospedale Zaia".
La politica, in larga parte, è diventata questo: spararle grosse, il più possibile, che la nuova sparata cancelli la precedente. Guadagnare due minuti di attenzione e ripetere l'operazione dopo un po' di tempo.
Per il momento non ha trovato 1 euro dei 652 milioni necessari per costruirlo. Un giorno dice che non ci sarà il villaggio universitario, perché servirebbero altri 350 milioni. Il giorno dopo non solo ci sarà il villaggio universitario ma sarà a livello mondiale. Potenza della nuova politica!
Quale sarà la prossima dichiarazione del presidente della giunta regionale del Veneto sul nuovo ospedale di Padova? Azzardo qualche ipotesi: "fulcro del sistema solare", no meglio "punto di riferimento galattico", di più "centro dell'universo". Evvai!
Intanto a Padova, col nuovo piano socio sanitario, perdono 400 posti letto. I primi mattoni per l'ospedale di Zaia. Si perchè a questo serviranno i tagli ai posti letto, a finanziare "l'ospedale Zaia".
17 ottobre 2013
Mamma al San Luca con l'aiuto prezioso di tutto il reparto
Il ringraziamento di Valentina Borella
Diventare mamma è una bella esperienza, ma ha bisogno di essere accompagnata. Lo hanno fatto gli esperti del San Luca con Valentina Sorella, che tramite la Voce di Rovigo, ringrazia.
Il giorno 6 ottobre ho imparato tante cose in poche ore da quando sono stata ricoverata nel reparto di ostetricia - Ginecologia dell'Ospedale San Luca di Trecenta.Ho imparato che l'ostetrica che ti accoglie non accetta che tu le dia del lei, accorcia le distanze dandoti del tu e ti senti subito meglio; che il monitor segna il battito cardiaco della creatura che ti abita ma in sala parto quella creatura non è solo figlio tuo, è il figlio di tutti i presenti; che il monitor segna le tue contrazioni e mentre tu vivi il dolore il personale che ti segue lo condivide con te insegnandoti a gestirlo; che nei momenti più duri ti vengono riservati gesti gentili che ti sollevano dalla fatica; che il camice e le divise del personale non sono scudi ma solo una divisa, nessuno in sala parto è indenne dalle emozioni; ho imparato che anche i medici, le ostetriche, le infermiere hanno paura così come ce l'hai tu ma hanno anche la stessa adrenalina che ti scorre nelle vene perché la vita sta per manifestarsi nella sua forma più grande.
Nel reparto di ostetricia - Ginecologia dell'Ospedale del San Luca mi hanno insegnato che sono una mamma e in quanto tale avrei saputo partorire e mio figlio avrebbe saputo nascere. A tutto il personale vorrei dire grazie di cuore perché mi sono sentita accolta e sostenuta dal primo all'ultimo momento, rimarrete per sempre i protagonisti dei ricordi del momento più bello della nostra vita.
Un particolare ringraziamento va alla dottoressa Cristina Dibello per essere stata in questi anni per me una preziosa compagna di viaggio, un valoroso sostegno quando le probabilità e le statistiche mi giocavano contro, un'amica preziosa, l'altra me stessa quando non ero in grado di prendermi cura di me stessa, la mia forza quando avrei voluto mollare la lotta. Per la sua professionalità, la sua disponibilità, la sua competenza e il suo entusiasmo per il suo essere la dottoressa ginecologa, ma prima di tutto la straordinaria persona Cristina Dibello. Grazie sempre.
Valentina Borella mamma di Riccardo Bin
Scarica la lettera pubblicata oggi su La Voce.
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12 ottobre 2013
Ospedale di Trecenta. Intanto si taglia e poi … si vedrà
DOCUMENTO
Il Comitato Altopolesano per la difesa del "San Luca" scrive a tutte le autorità che hanno competenza in materia sanitaria.
Il Comitato Altopolesano per la difesa del "San Luca" scrive a tutte le autorità che hanno competenza in materia sanitaria.
Comitato
altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso
Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel.
0425701126 – Cell. 3473490340
sito
internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
Data,
7 ottobre 2013
Alle SS.LL.
Presidente Regione Veneto
Luca Zaia
Assessore alla Sanità
Regione Veneto
Luca Coletto
Presidente V Commissione
Regionale
Leonardo Padrin
Vicepresidente V Commissione
Regionale
Claudio Sinigaglia
Direttore Regionale Sanità
Domenico Mantoan
Direttore Generale ULSS18
Arturo Orsini
Vescovo di Adria-Rovigo
Lucio Soravito De
Franceschi
Consiglieri Regione Veneto
Polesani
Azzalin, Coppola,
Corazzari, Mainardi
Presidente Conferenza dei
Sindaci Distretto 2
Antonio Bombonato
Sindaci dei Comuni del
Distretto 2, Ulss 18
Presidente Provincia di Rovigo
Tiziana Virgili
Assessore alla Salute
Provincia di Rovigo
Guglielmo Brusco
Oggetto
Ospedale
San Luca
Intanto
si taglia e poi … si vedrà
Il
San Luca e le schede
Il
Comitato Altopolesano per la difesa del "San Luca" ha
chiesto più volte alla Regione di discutere le schede ospedaliere e
territoriali, per onorare quella TRASPARENZA,
su cui tutti siamo d’accordo, esaltata dal Governo Regionale.
Ma
alle nostre mail non hanno risposto né il presidente della giunta
Zaia né l'assessore regionale alla sanità Coletto. Non rispondono
il segretario della Sanità Veneta Mantoan, non risponde il padre
del PSSR Padrin.
Non
ha risposto nemmeno l’assessore Coppola, che
in altre occasioni ha rassicurato sul
futuro della sanità polesana e dell’ospedale di Trecenta.
Nessun riscontro né da Corazzari, né da Mainardi, né da Azzalin.
Noi
cerchiamo collegamenti con i Sindaci del Distretto 2, il Presidente
Bombonato, il Direttore dell’Ulss 18 dottor Orsini, la Presidente
della Provincia dott. Virgili, il Vescovo Soravito, i sindacati e i
consiglieri regionali Pettenò e Sinigaglia che hanno dimostrato
attenzione anche se non sono polesani.
Gli
impegni e le promesse non mantenute e il dovere della trasparenza non
onorato seminano sfiducia e preoccupazione sul destino della nostra
sanità.
Le schede ospedaliere e
territoriali devono affrontare il dibattito pubblico prima
della loro stesura,
non dopo la loro approvazione.
E’ sorprendente che
siano state approvate le schede ospedaliere mentre non c’è ancora
nessuna certezza sulle schede territoriali la cui
progettazione/attuazione dovrebbe essere strettamente connessa alla
ridefinizione della mappa sanitaria del territorio. Per non
compromettere la condivisa idea di continuità ospedale–territorio.
Però ufficialmente
conosciamo solo le schede ospedaliere.
Il
Polesine ha in assoluto i tagli più alti di posti letto per acuti di
tutte le province venete.
L’Ospedale
San Luca di Trecenta è il più colpito.
Sono state fatte alcune
correzioni positive:
- il San
Luca viene confermato come Ospedale per acuti con Pronto soccorso, ma
rischia di perdere uno dei capisaldi per essere tale: la Chirurgia
Generale 24 h. su 24 7 giorni su 7; pur vedendo la realizzazione di
una chirurgia multidisciplinare in regime di week surgery che tratti
le patologie di pertinenza chirurgica più frequenti in tempi brevi
-è stato ripristinato il
numero di posti letto per Terapia Intensiva
-è aumentato il numero di
posti letto per la Riabilitazione di livello
superiore, una
riabilitazione polispecialistica per le patologie neurologiche prima
non trattate (neuro-riabilitazione e unità spinale). Ciò riconosce
alla riabilitazione del San Luca la valenza di servizio per un’area
vasta sovra provinciale.
Appare invece molto
proccupante il problema di Ginecologia la cui
mancanza nell’attuale contesto Ginecologia-Ostetricia è
difficilmente spiegabile. Infatti la popolazione femminile
altopolesana è in buona percentuale anziana.
Condividiamo
la preoccupazione del Vicepresidente della Commissione Sociosanitaria
Regionale che si dissocia dalla “ strada
imboccata…: tagliare posti letto ospedalieri senza garantire in
cambio servizi e risorse nei territori …”
Il Comitato
Altopolesano per il San Luca chiede una data certa entro la quale
Direttore Generale e Conferenza dei Sindaci possano e debbano
attivare gli ospedali di comunità e le èquipe operative dei medici
di base 24h. su 24.
Sappiamo
che è difficile poter garantire ed ampliare i servizi senza milioni
di euro, ma noi continuiamo a dire che,
se i soldi scarseggiano, è giusto
privilegiare la sanità pubblica rispetto a quella privata.
L’associazione
Cittadinanzattiva lamenta che l’austerità ha di fatto fortemente
danneggiato il servizio sanitario pubblico a favore del privato.
Che
essere complementare rispetto al pubblico.
Sarebbe
bene applicare l’articolo 32 della nostra Costituzione.
Per il
Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca
la
portavoce Jenny Azzolini
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10 ottobre 2013
Le schede ospedaliere e territoriali approvate dalla V commissione del consiglio regionale del Veneto
Il testo delle schede approvate dalla V commissione
Dopo l'approvazione da parte della giunta regionale, passato il periodo delle audizioni, la V commissione del consiglio regionale del Veneto ha dato il suo parere sulle schede ospedaliere e territoriali.
Il vicepresidente della Commissione Claudio Sinigaglia ne ha reso disponibile il testo sul suo sito.
Vai alla pagina dedicata.
Scarica direttamente da qui.
Le schede non si possono considerare ancora definitive. Ci vorrà il voto del consiglio e, probabilmente, prima faranno un passaggio in giunta.
01 ottobre 2013
Ospedale e territorio fragile. Dibattito a Sariano
fonte: http://www.rovigooggi.it/articolo/2013-09-30/ospedale-e-territorio-fragile/
Leggi l'articolo completo.
Il consigliere regionale Diego Bottacin all’appuntamento di Attivamente in prima persona ha spiegato nel dettaglio lo stato si salute della sanità veneta e polesana
Giovedì sera alle ore 21 presso la sala convegni dell’ostello della gioventù “don Onorio Grossi” di Sariano di Trecenta l’associazione politico-culturale “Attivamente in prima persona” ha presentato il secondo appuntamento sull’argomento sanità dal titolo “un piano per curare la sanità veneta: dall’ospedale al territorio”. Diego Bottacin ha aperto la serata ponendo all’attenzione il problema demografico che porta di per sé ad un aumento di spesa sempre crescente e come l’Italia, a differenza della Germania che mediamente prevede 7 posti letto ogni 1000 abitanti, scelga di diminuire i posti letto, 3,5 ogni 1000 abitanti.
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30 settembre 2013
Si è parlato anche di costi della sanità, soprattutto in relazione all'invecchiamento della popolazione, ma anche come dato generale. Questo rischia di essere un luogo comune ormai lontano dalla realtà. Segnalo in proposito, su questo blog, il post "Spesa sanitaria pubblica, un mito da sfatare. Tanto più per il Veneto". Dopo di che va riconosciuto che, in prospettiva, un invecchiamento della popolazione comporta maggiori costi per la sanità. Per approfondire è possibile cliccare sulle etichette qui a fianco: 'spesa sanitaria', 'spending review', 'sanità privata'.
30 settembre 2013
La riforma della salute, il metro dei costi standard non aiuta il Polesine
fonte: http://rovigooggi.it/articolo/2013-09-27/la-riforma-della-salute-il-metro-dei-costi-standard-non-aiuta-il-polesine/
Leggi l'articolo completo su RovigoOggi.it
SANITA' ROVIGO Approvate le schede ospedaliere dalla commissione regionale. Ridotti i tagli per la provincia di Rovigo in extremis, ma la casa di cura di Porto Viro perde il riconoscimento di presidio ospedaliero.
Approvate le schede ospedaliere che costituiscono uno dei punti cardine del nuovo Piano sociosanitario. La delibera approvata dalla commissione regionale si basa sul miglior utilizzo delle risorse disponibili secondo i costi standard. Per il Polesine tutto ciò si traduce nella conferma di hub dell'ospedale di Rovigo, Adria avrà il primariato di riabilitazione, Trecenta il polo riabilitativo. La casa di cura di Porto Viro perde invece la definizione di presidio ospedaliero che Isi Coppola, assessore polesano a Venezia, conta di poter recuperare la situazione durante la discussione in giunta.
27 settembre 2013
Da Adria un finanziamento al laboratorio dell'ospedale di Trecenta
Dal
Gazzettino del 17 settembre 2013
Sorprendente la notizia apparsa sul Gazzettino del 17 settembre. Da Adria un'iniziativa per finanziare l'attività di ricerca svolta dal laboratorio di farmacologia e biologia molecolare del Dipartimento oncologico dell'ospedale di 'San Luca' di Trecenta.
Le persone che si sono ritrovate a tavola, presso la trattoria "Alla Rosa" di Bellombra, hanno raccolto 1.200 euro che sono stati immediatamente devoluti al sostegno del laboratorio del "San Luca", rappresentato dalla responsabile Milena Gusella e da due giovani ricercatrici Laura Bertolaso, ritornata in Italia dopo un'esperienza a Stoccolma ed Elisa Pezzolo.
Il motivo di tanta solidarietà lo si può trovare nelle parole della dr.ssa Gusella: «Siamo un piccolo centro, è vero, operiamo in sintonia con Rovigo e Adria ma siamo in rete con le realtà maggiori con le quali ci scambiamo risultati ed informazioni. Creato circa 10 anni fa il Laboratorio di biologia molecolare di Trecenta con strumentazioni sofisticate e personale altamente specializzato collabora con i reparti oncologici per la ideazione e realizzazione di progetti che possano avere immediate applicazioni pratiche, vale a dire personalizzare le cure oncologiche».
Bravi. Bravi tutti: i professionisti del 'San Luca' e gli organizzatori della serata.
26 settembre 2013
Con la riforma Fornero i permessi della legge 104 non vengono conteggiati ai fini pensionistici
http://www.vita.it/politica/leggi-norme/hai-la-104-non-vai-in-pensione.html

Con la riforma Fornero i permessi goduti con la legge 104 e la maternità facoltativa non vengono più conteggiati ai fini pensionistici. Carlo Giacobini spiega l'assurdità di questa norma, «che si può cambiare solo con una nuova legge»
25/09/2013
di Sara De Carli
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C’è da non crederci, per la palese ingiustizia della misura, ma è proprio così. Andiamo per gradi. La riforma Fornero ha stabilito che per andare in pensione prima dell’età anagrafica prevista (in questo momento 66 anni e tre mesi per gli uomini e un minimo di 62 e tre mesi per le donne) servono (nel 2013) 42 anni più 2 mesi di contributi versati per gli uomini e 41 più 2 mesi per le donne. Nel conteggio di questi anni entrano però - questa è la novità - solo i giorni effettivamente lavorati e non quelli coperti da contributi figurativi, fatta eccezione per infortuni, malattia, servizio di leva e maternità obbligatoria. Di fatto non sono più “buoni” ai fini del conteggio dei 42 e rotti anni i giorni in cui un lavoratore è stato assente per permessi retribuiti per motivi familiari, lutto, diritto allo studio, donazione del sangue, sciopero. Volgare e antipatico, ma i giorni si conteranno in unità o decine. Ma non solo. L’enormità della cosa arriva qui: non valgono nemmeno i giorni di assenza per la legge 104/1992 (che riconosce permessi retribuiti per l’assistenza di un figlio disabile) e addirittura il congedo parentale (ex maternità facoltativa).
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Carlo Giacobini, il direttore di HandyLex, è uno dei più grandi esperti in Italia di diritti e persone con disabilità ed è stato il primo in assoluto a sollevare la questione.
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23 settembre 2013
Castelmassa: la cronaca dell'assemblea del 20 settembre
Promesse molte, certezze poche
Una delegazione del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" ha partecipato all'affollata riunione. Questo il resoconto di Jenny Azzolini, portavoce del comitato.
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Dopo aver sentito più volte sostenere che “ …il Polesine ha già operato significative riduzioni in passato … , è già in linea con i parametri prefissati previsti per i posti letto e gode del significativo riconoscimento legato alla specificità territoriale…la Regione è con noi in debito di attenzione particolare” ci interessavano soprattutto gli interventi dell’Assessore Regionale Luca Coletto, del Direttore Generale dell'Ulss 18 dott. Arturo Orsini e del Presidente dell’Ordine dei Medici dott. Francesco Noce.
Il direttore Orsini ha sottolineato che per il San Luca si deve lamentare una elevata mobilità passiva, soprattutto per Ortopedia, Chirurgia e Riabilitazione, per cui sta lavorando ad una Chirurgia Multidisciplinare “oltre all’ordinaria chirurgia” e ad una riabilitazione che facciano del San Luca punto di attrazione per l’alta qualità.
Ha quindi parlato dell’aspetto socio-sanitario, della sanità territoriale per sostenere le cronicità. Ha concluso: “… per fare questo bisogna trovare i soldi”.
L’assessore Coletto ha lamentato i limiti dei finanziamenti da parte dello Stato, ma ha rinnovato la promessa che la Regione Veneto non taglierà servizi. Ha parlato della riconversione dei posti letto ospedalieri e del compito di Sindaci e Direttori Generali per le schede territoriali.
E qui scatta il problema: per Coletto già nel 2015 le schede territoriali saranno operative.
Ma proprio a proposito delle schede territoriali il dottor Noce ha parlato di ritardi della Regione alla quale i medici di base hanno già avanzato, dice, molte proposte.
E riferisce che una delibera dello stesso Coletto, che prevedeva l’avvio della medicina di gruppo da giugno, è stata bloccata dal Segretario Regionale dott. Mantoan. Il dott. Noce teme che il 2015 non vedrà realizzazioni.
Proprio tenendo conto di queste affermazioni le schede ospedaliere ci lasciano perplessi.
L'ospedale di Trecenta serve un bacino di 84mila abitanti, il 25% dei quali sopra i 65 anni, in un territorio di 581 chilometri quadrati formato da 25 Comuni, dotato di una rete viaria disagiata con trasporti pubblici inefficienti.
Noi non vediamo nessun aumento di servizi sul territorio Altopolesano che giustifichi certi tagli. Infatti le schede territoriali praticamente non esistono. Dobbiamo aspettare il 2015? Di più?
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Quindi invitiamo la Regione a rivedere le schede ospedaliere: non vogliamo che le dichiarazioni di buona volontà restino disponibilità formali.
Chi paga sono soprattutto le persone più deboli. Per queste ragioni chiediamo una sanità solidale ed equa.
Il Comitato, come la Conferenza dei Sindaci, esprime la propria soddisfazione per il riconoscimento del ruolo di ospedale di riferimento provinciale (Hub) assegnato all’Ospedale S.M. della Misericordia di Rovigo; riteniamo di estrema importanza l’attivazione al San Luca dei 15 posti letto per la riabilitazione di patologie neurologiche prima non trattate (neuro-riabilitazione e unità spinale) riconoscendo la valenza del servizio per un’area vasta sovra provinciale.
Riteniamo gravemente penalizzante la riduzione dei posti letto di TERAPIA INTENSIVA, soprattutto alla luce del vasto territorio che fa riferimento al presidio. Le schede ospedaliere approvate prevedono il dimezzamento dei posti letto, si vuole dimezzare una terapia intensiva polivalente a tutti gli effetti che accoglie 250-300 pazienti/anno. L'indice di occupazione è sempre stato superiore al 100% (media italiana 84.7), fondamentalmente perché anche il letto di stabilizzazione viene, secondo necessità, utilizzato per ricoverare pazienti. In virtù della centralità clinica riservata ai pazienti più fragili e critici ricoverati negli altri reparti, in terapia intensiva è presente una centrale di monitoraggio cui afferiscono i segnali provenienti dai 4 letti monitorati in medicina (2 in reparto femminile e 2 in reparto maschile) e dai letti monitorizzabili in chirurgia multidisciplinare e in ostetricia-ginecologia.
Troviamo poi serio il problema di GINECOLOGIA: non comprendiamo il taglio di ginecologia in un’area di forte presenza di anziani.
Vogliamo per il nostro territorio una sanità che serva, vicina alla gente, che riesca a dare agli altopolesani quei servizi alla salute di cui hanno realmente bisogno.
Lo ripetiamo: la sanità territoriale è un concetto che come cittadini condividiamo, ma non vogliamo una riduzione dei servizi ospedalieri senza adeguate compensazioni territoriali.
Vogliamo siano mantenute le promesse, siano rispettati gli impegni, siano evitati sprechi.
L’impegno economico di una Regione non deve prescindere da responsabilità etiche.
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21 settembre 2013
Chiarimento fra Conferenza dei sindaci e Comitato altopolesano
Rapido scambio di idee fra Antonio Bombonato, presidente della
conferenza dei sindaci dell'Ulss 18, e Jenny Azzolini, portavoce del
Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”. Motivo le
lamentele del comitato circa la mancanza di informazioni dopo
l'audizione della conferenza dei sindaci in V commissione regionale.
Si veda, in proposito, il precedente post “Ospedale di Trecenta.Troppo silenzio. Scarsa considerazione per i tagli ai posti letto?”.
Carissima Prof.ssa Jenni Azzolini,
permettimi di essere stupito io quando parli “..del silenzio della Conferenza….”.
Sei perfettamente a conoscenza del documento approvato dalla Conferenza dei Sindaci, in possesso di tutti i colleghi Sindaci, alla cui seduta peraltro avevo invitato anche il Vostro Comitato e sai anche che il 18 luglio, il sottoscritto con i Sindaci di Rovigo, Lendinara e Trecenta lo ha presentato, nel corso dell’audizione della 5^ Comm. Regionale a cui abbiamo chiesto di essere invitati.
Dell’incontro abbiamo poi informato brevemente la Conferenza del 30 luglio u.s. comunicando l’avvenuto deposito del documento dopo l’illustrazione fatta dal sottoscritto alla Commissione.
Tengo, inoltre, a sottolineare come di segreto e di misterioso nulla ci sia sul verbale del 30 luglio che ha ovviamente pagato le ferie estive e che a giorni sarà pubblicato.
Capisco perfettamente il diverso ruolo di un Comitato rispetto alla Conferenza che si muove con atti e incontri istituzionali propri e dove sono rappresentati tutti i Comuni dell’ULS 18. E’ evidente che se un singolo Consiglio Comunale vuole fare una propria seduta ne ha l’autonomia e potestà per farlo.
Personalmente penso che il problema, al di là delle schede che saranno deliberate dalla Commissione Consigliare e il cui iter non è ancora concluso, sarà il dibattito e gli emendamenti del Consiglio Regionale che daranno l’assetto definitivo delle schede.
Non bisogna poi tralasciare l’aspetto del finanziamento, fondamentale per le novità ad esempio per il San Luca, perché senza risorse le schede rimarranno semplicemente delle schede.
Colgo l’occasione per sottolineare l’importanza di mantenere un reciproco e costante scambio di informazioni su tutte le tematiche di rilevanza come quella in oggetto.
Cordialità.
Il Presidente della Conferenza dei Sindaci
Antonio Bombonato
----fine documento
Caro Presidente voglio puntualizzare alcuni aspetti per evitare fraintendimenti nel rapporto sindaci-comitato Altopolesano.
1° conosciamo il documento presentato a Venezia, ma volevamo informazioni sull’incontro con la V commissione, perché non abbiamo ancora sentito parlare di sedute di consigli comunali sul problema schede ospedaliere e territoriali-
2° non temiamo misteriose mosse dei sindaci perché riteniamo che non sia nell’interesse di nessuno ignorare il problema sanità; però sappiamo che a volte non sono chiare per tutti le diverse responsabilità
3° al Comitato Altopolesano non è mai arrivato alcun invito a sedute della Conferenza dei Sindaci: non saremmo certo mancati, per impegno sul problema, rispetto e coerenza-
Sai benissimo che il Comitato Altopolesano ha come obiettivo tenere alta l’attenzione dei Sindaci, del Direttore Generale e della Regione sul dovere di dare risposte sanitarie serie e adeguate al territorio, rispettando le specificità ed evitando privilegi.
Siamo coscienti che al di là di progetti e piani ospedalieri e territoriali, il problema etico diventa anche economico, ed è per questo che continuiamo a farci sentire: per evitare che si cerchino scuse che coprano scelte poco nobili.
Condivido infine l’importanza di un reciproco e costante scambio di informazioni.
Cerca pertanto che i prossimi inviti arrivino all’indirizzo giusto.
Grazie per l'attenzione.
Jenny Azzolini, portavoce del Comitato Altopolesano per la difesa del San Luca.
----fine documento
e-mail Data 17-set-2013 di Antonio Bombonato a Jenny Azzolini
----inizio documentoCarissima Prof.ssa Jenni Azzolini,
permettimi di essere stupito io quando parli “..del silenzio della Conferenza….”.
Sei perfettamente a conoscenza del documento approvato dalla Conferenza dei Sindaci, in possesso di tutti i colleghi Sindaci, alla cui seduta peraltro avevo invitato anche il Vostro Comitato e sai anche che il 18 luglio, il sottoscritto con i Sindaci di Rovigo, Lendinara e Trecenta lo ha presentato, nel corso dell’audizione della 5^ Comm. Regionale a cui abbiamo chiesto di essere invitati.
Dell’incontro abbiamo poi informato brevemente la Conferenza del 30 luglio u.s. comunicando l’avvenuto deposito del documento dopo l’illustrazione fatta dal sottoscritto alla Commissione.
Tengo, inoltre, a sottolineare come di segreto e di misterioso nulla ci sia sul verbale del 30 luglio che ha ovviamente pagato le ferie estive e che a giorni sarà pubblicato.
Capisco perfettamente il diverso ruolo di un Comitato rispetto alla Conferenza che si muove con atti e incontri istituzionali propri e dove sono rappresentati tutti i Comuni dell’ULS 18. E’ evidente che se un singolo Consiglio Comunale vuole fare una propria seduta ne ha l’autonomia e potestà per farlo.
Personalmente penso che il problema, al di là delle schede che saranno deliberate dalla Commissione Consigliare e il cui iter non è ancora concluso, sarà il dibattito e gli emendamenti del Consiglio Regionale che daranno l’assetto definitivo delle schede.
Non bisogna poi tralasciare l’aspetto del finanziamento, fondamentale per le novità ad esempio per il San Luca, perché senza risorse le schede rimarranno semplicemente delle schede.
Colgo l’occasione per sottolineare l’importanza di mantenere un reciproco e costante scambio di informazioni su tutte le tematiche di rilevanza come quella in oggetto.
Cordialità.
Il Presidente della Conferenza dei Sindaci
Antonio Bombonato
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E-mail Data 18-set-2013 da Jenny Azzolini ad Antonio Bombonato
----inizio documentoCaro Presidente voglio puntualizzare alcuni aspetti per evitare fraintendimenti nel rapporto sindaci-comitato Altopolesano.
1° conosciamo il documento presentato a Venezia, ma volevamo informazioni sull’incontro con la V commissione, perché non abbiamo ancora sentito parlare di sedute di consigli comunali sul problema schede ospedaliere e territoriali-
2° non temiamo misteriose mosse dei sindaci perché riteniamo che non sia nell’interesse di nessuno ignorare il problema sanità; però sappiamo che a volte non sono chiare per tutti le diverse responsabilità
3° al Comitato Altopolesano non è mai arrivato alcun invito a sedute della Conferenza dei Sindaci: non saremmo certo mancati, per impegno sul problema, rispetto e coerenza-
Sai benissimo che il Comitato Altopolesano ha come obiettivo tenere alta l’attenzione dei Sindaci, del Direttore Generale e della Regione sul dovere di dare risposte sanitarie serie e adeguate al territorio, rispettando le specificità ed evitando privilegi.
Siamo coscienti che al di là di progetti e piani ospedalieri e territoriali, il problema etico diventa anche economico, ed è per questo che continuiamo a farci sentire: per evitare che si cerchino scuse che coprano scelte poco nobili.
Condivido infine l’importanza di un reciproco e costante scambio di informazioni.
Cerca pertanto che i prossimi inviti arrivino all’indirizzo giusto.
Grazie per l'attenzione.
Jenny Azzolini, portavoce del Comitato Altopolesano per la difesa del San Luca.
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16 settembre 2013
A Castelmassa assemblea pubblica sulle schede ospedaliere e territoriali
A Castelmassa sono ottimisti. Quello che a me sembra un massacro della sanità pubblica a Castelmassa lo chiamano "riorganizzazione". Si parlerà delle schede ospedaliere e territoriali.
Venerdì 20 Settembre 2013 ore 18.30
presso la Sala consiliare del municipio di Castelmassa
"Riorganizzazione Socio Sanitaria
Moderatori dell'Evento:
Ing. Eugenio Boschini - Sindaco di Castelmassa
Dott.ssa Barbara Bernardoni - Vicesindaco di Castelmassa, Assessore alla Sanità e alle Politiche Sociali
Sono previsti interventi:
Dott. Arturo Orsini - Direttore Generale Azienda Ulss 18 Rovigo
Dott. Pietro Girardi - Direttore Generale Ulss 19 Adria
Dott. Francesco Noce - Presidente dell'Ordine dei Medici Provincia di Rovigo
Dott. Guido Bonetto - Presidente Federfarma Provincia di Rovigo
Scarica la locandina.
Venerdì 20 Settembre 2013 ore 18.30
presso la Sala consiliare del municipio di Castelmassa
Assemblea Pubblica
"Riorganizzazione Socio Sanitaria
quali opportunità?"
alla presenza dell'Assessore Regionale alla Sanità
LUCA COLETTO
Moderatori dell'Evento:
Ing. Eugenio Boschini - Sindaco di Castelmassa
Dott.ssa Barbara Bernardoni - Vicesindaco di Castelmassa, Assessore alla Sanità e alle Politiche Sociali
Sono previsti interventi:
Dott. Arturo Orsini - Direttore Generale Azienda Ulss 18 Rovigo
Dott. Pietro Girardi - Direttore Generale Ulss 19 Adria
Dott. Francesco Noce - Presidente dell'Ordine dei Medici Provincia di Rovigo
Dott. Guido Bonetto - Presidente Federfarma Provincia di Rovigo
Scarica la locandina.
15 settembre 2013
Ospedale di Trecenta. Troppo silenzio. Scarsa considerazione per i tagli ai posti letto?
Le schede ospedaliere colpiscono, in particolare, ginecologia,
terapia intensiva e chirurgia per acuti
Il San Luca perderà 67 posti letto su 202, se nessuno tra i
responsabili si muove
Con una mail inviata ai sindaci dell'Ulss 18, alla presidenza della conferenza dei sindaci e alla stampa locale, Jenny Azzolini, portavoce del Comitato Altopolesano per il San Luca, sollecita le istituzioni a riprendere in mano le sorti dell'ospedale di Trecenta.
C'è troppo silenzio in proposito. Non si sa nulla dell'audizione della conferenza dei sindaci in V commissione del consiglio regionale. Come sono state accolte le proposte dei sindaci? C'è qualche possibilità che le schede ospedaliere vengano riviste?
Il Comitato ha chiesto di partecipare alla consultazione regionale sulle schede ospedaliere ma, a oggi, non c'è stato alcun riscontro dalla V commissione.
Mancano informazioni e dibattito. Nessun consiglio comunale ha discusso le schede ospedaliere e sulle conseguenze che la loro applicazione avrà sulla sanità. La conferenza dei sindaci resta una scatola chiusa, inaccessibile, muta e sorda.
Il San Luca perderà 67 posti letto su 202 se non viene rivista la programmazione regionale.
Quello che segue è il testo della mail inviata dal Comitato Altopolesano.-----inizio documento
Il Comitato Altopolesano per il San Luca desidera essere informato sull'esito dell'incontro dei sindaci con la V Commissione del Consiglio Regionale (Commissione che non ha risposto alla richiesta d'incontro del Comitato).
Sappiamo che le schede ospedaliere lasciano perplessità circa il futuro di servizi importanti al San Luca, il che significa problemi per tutto l'Altopolesine (intendiamo riferirci in particolare a: ginecologia, terapia intensiva, chirurgia per acuti): il problema della riduzione dei posti letto ci sembra preso in scarsa considerazione .
La risposta sanitaria diventa una non-risposta se non si coordina il tema schede ospedaliere a schede territoriali. La Regione Veneto ne prevede l'approvazione contemporanea, ma per ora i cittadini non hanno informazioni chiare. E non si affronta il tema nei consigli comunali.
La buona volontà di cui parlano affabilmente singoli consiglieri regionali non lascia tranquilli.
E il particolare silenzio della Conferenza dei Sindaci aumenta le preoccupazioni.
Per questo desideriamo essere informati e coinvolti nelle future discussioni, nelle prese di posizione e nelle azioni di difesa del diritto alla salute.
Per il Comitato Altopolesano prof. Jenny Azzolini
12 settembre 2013
-----fine documento
14 settembre 2013
Storia. Il progetto dell'ospedale di Trecenta
Mi sono imbattuto, con piacevole sorpresa, nel blog dell'Ing. Enrico Ulisse Avanzi, chiamato nel 1990 alla progettazione dell'ospedale San Luca di Trecenta.
In un lungo post corredato da dati tecnici e numerose fotografie, anche aeree, l'Ing. Avanzi descrive le particolarità tecniche della realizzazione.
Consiglio a tutti di consultare la pagina dedicata al progetto:
https://vinocucinaingegneria.blogspot.com/2013/05/ingegneria-3-lospedale-di-trecenta-ro.html?m=1
09 settembre 2013
Mistero sul verbale della conferenza dei sindaci dello scorso 30 luglio. Nuova convocazione
Alla faccia della trasparenza
Normalmente, dopo pochi giorni dalla riunione, arriva a tutti i comuni il verbale della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18. La riunione dello scorso 30 luglio fa eccezione. Questa volta, a quanto pare, chi vuole il verbale lo deve chiedere e deve pure spiegare perché.
Nel precedente post Schede ospedaliere. L'esito dell'audizionedei sindaci in commissione regionale commentavo: “Finalmente si saprà qualcosa di come è andata in commissione … Si dovrebbe riuscire così a sapere qualcosa sull'accoglienza che le proposte della conferenza (vedi documento) hanno avuto nella commissione del consiglio regionale incaricata di esprimere un parere importantissimo sulle schede ospedaliere e territoriali”.
Come sia andata ancora non si sa: nulla è stato comunicato ai giornali, e nulla, va detto, hanno chiesto questi ultimi. Nulla, ancora una volta sul sito dell'Ulss dove continua a essere introvabile la paginetta dedicata alla conferenza dei sindaci. Presumo che nessun comune ne abbia parlato nei propri consigli.
Brutto segno. Sembrerebbe che il problema dei posti letto nei nostri ospedali sia preso in scarsa considerazione. E che sia oggetto persino di una certa omertà.
E pensare che entro il prossimo 30 settembre gli enti pubblici, o perlomeno i comuni, devono dedicare tutta una sezione del sito web istituzionale alla trasparenza.
Per domani è convocata una nuova riunione della conferenza dei sindaci.
Scarica:
La lettera di convocazione con l'ordine del giorno e gli allegati:
Regolamento accesso Comunità Alloggio
Regolamento compartecipazione spesa
Forse un giorno sapremo come è andata :-)
08 settembre 2013
Posti letto. Prosegue il taglio.
fonte: quotidianosanita.it
Negli ultimi 3 anni via altri 20.000.
Dal 2000 al 2009 tagliati 45.000 posti letto, dal 2009 al 2012 ne sono stati eliminati altri 20.685. E non è finita qui: per arrivare al coefficiente, previsto dalla Spending review del Governo Monti, di 3,7 pl per 1.000 abitanti, di cui 0,7 per non acuti, dovranno tagliarne ancora oltre 7.000.
Nell'articolo di quotidianosanita.it, arricchito da molti utilissimi link, vengono pubblicate alcune interessanti tabelle dimostrative.
Negli ultimi 3 anni via altri 20.000.
Ma non basta ancora.
Continua il ridimensionamento dei posti letto negli ospedali. Il taglio riguarda soprattutto gli acuti. In totale si è passati dai 251.023 del 2009 ai 230.338 del 2012. I maggiori tagli in Molise, Valle d’Aosta e Lazio. La media nazionale è al 3,9 per 1000 abitanti. Vicino al 3,7 previsto dalla spending review. Ma per raggiungerlo servirà un'ulteriore riduzione di 7 mila letti.
Dal 2000 al 2009 tagliati 45.000 posti letto, dal 2009 al 2012 ne sono stati eliminati altri 20.685. E non è finita qui: per arrivare al coefficiente, previsto dalla Spending review del Governo Monti, di 3,7 pl per 1.000 abitanti, di cui 0,7 per non acuti, dovranno tagliarne ancora oltre 7.000.
Sul tema manca ancora il regolamento sugli standard ospedalieri fermo da un anno in Conferenza Stato-Regioni e che dovrebbe essere anch’esso oggetto di discussione all’interno del Patto per la Salute.
In Veneto, com'è noto, si vuole andare oltre il parametro di 3,7 pl per 1.000 abitanti. Il piano socio sanitario regionale (Pssr), infatti, si propone l'obiettivo di arrivare a 3,5 entro il 2015.
Per ottenere da questo blog tutti i post, ordinati per data, riguardanti il Pssr clicca sull'etichetta 'pssr' qui a lato.
31 agosto 2013
Piccoli ospedali. L'annuncio della Lorenzin: "Pronto il documento che li riorganizza"
fonte: quotidianosanita.it
Confesso che quando sento un qualche governante, a qualunque livello, che si mette a parlare di riorganizzazione, razionalizzazione, riconversione e simiglia mi preoccupo istintivamente.
Si perché sicuramente nella sanità, come in qualunque altro settore di questo disastrato paese, c'è molto da riorganizzare e da razionalizzare. Ma l'esperienza insegna che quando se ne parla in sanità sono sempre fregature in arrivo. E' matematico.
Ecco allora che le recenti dichiarazioni del ministro Lorenzin al quotidiano napoletano Il Mattino mi fanno rizzare il pelo e pure gli aculei, come un riccio, quando si sente minacciato.
Il ministro prende le mosse da un fatto di cronaca molto doloroso, la morte di una ragazza diciassettenne a Orbetello in circostanze che devono ancora essere chiarite. Il caso viene preso a pretesto dal ministro per una generalizzata critica ai piccoli ospedali quando "non sono in grado di fornire un’assistenza di qualità". Certo il ministro non dice che tutti i piccoli ospedali sono in queste condizioni ma poco ci manca. E assicura che “è pronto il documento che ridisegna la sanità in Italia” perché, dice Lorenzin, "c’è chi crede ancora che chiudere un piccolo ospedale di cui i pazienti stessi diffidano sia una perdita per il territorio". E su lasciate perdere quell'ospedaletto - sembra dire il ministro - se chiude non sarà una gran perdita anzi è pure meglio.
"Ucci ucci sento odor di cristianucci" diceva l'orco della favola. "Ora ora sento odor di fregatura" dico io.
Leggi l'articolo completo.
Confesso che quando sento un qualche governante, a qualunque livello, che si mette a parlare di riorganizzazione, razionalizzazione, riconversione e simiglia mi preoccupo istintivamente.
Si perché sicuramente nella sanità, come in qualunque altro settore di questo disastrato paese, c'è molto da riorganizzare e da razionalizzare. Ma l'esperienza insegna che quando se ne parla in sanità sono sempre fregature in arrivo. E' matematico.
Ecco allora che le recenti dichiarazioni del ministro Lorenzin al quotidiano napoletano Il Mattino mi fanno rizzare il pelo e pure gli aculei, come un riccio, quando si sente minacciato.
Il ministro prende le mosse da un fatto di cronaca molto doloroso, la morte di una ragazza diciassettenne a Orbetello in circostanze che devono ancora essere chiarite. Il caso viene preso a pretesto dal ministro per una generalizzata critica ai piccoli ospedali quando "non sono in grado di fornire un’assistenza di qualità". Certo il ministro non dice che tutti i piccoli ospedali sono in queste condizioni ma poco ci manca. E assicura che “è pronto il documento che ridisegna la sanità in Italia” perché, dice Lorenzin, "c’è chi crede ancora che chiudere un piccolo ospedale di cui i pazienti stessi diffidano sia una perdita per il territorio". E su lasciate perdere quell'ospedaletto - sembra dire il ministro - se chiude non sarà una gran perdita anzi è pure meglio.
"Ucci ucci sento odor di cristianucci" diceva l'orco della favola. "Ora ora sento odor di fregatura" dico io.
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28 agosto 2013
DEFICIT ULSS 18? PER GRAN PARTE E’ COLPA DELLA REGIONE
Guglielmo Brusco, assessore provinciale alla salute, interviene sulla recente decisione della regione Veneto di sottoporre alcune Ulss ad un piano di rientro dal disavanzo accumulato. Tra queste c'è l'Ulss 18 di Rovigo.
Si veda in proposito il precedente post Usl e ospedali in perdita la Regione dà l’ultimatum.
Brusco si concentra sulle cause del deficit e l'amministrazione regionale porta la responsabilità più grande.
Con delibera 4449/2006 - afferma l'assessore - per il periodo 2007-2009, la Giunta Regionale, su iniziativa di Flavio Tosi e con Luca Zaia a presiedere la seduta per quella delibera, ha nei fatti, indicato ai Direttori Generali delle ULSS di destinare un mare di soldi alle cliniche private che avessero ridotto… il numero dei ricoveri ospedalieri. Tale indirizzo è stato poi confermato anche per il 2010. Sono loro, insieme a Giancarlo Galan e agli altri assessori alla sanità Martini, Sandri, Coletto i maggiori responsabili di quanto successo. E sono loro che dovrebbero consentirci il recupero di quei soldi dati in modo così sorprendente.
Per quanto riguarda l’ULSS 18, in quei 4 anni succitati, per la riduzione dei ricoveri, le due cliniche private locali, hanno incassato più di 6 milioni di euro (pertanto non usati nelle strutture pubbliche).
Leggi la nota completa.
Si veda in proposito il precedente post Usl e ospedali in perdita la Regione dà l’ultimatum.
Brusco si concentra sulle cause del deficit e l'amministrazione regionale porta la responsabilità più grande.
Con delibera 4449/2006 - afferma l'assessore - per il periodo 2007-2009, la Giunta Regionale, su iniziativa di Flavio Tosi e con Luca Zaia a presiedere la seduta per quella delibera, ha nei fatti, indicato ai Direttori Generali delle ULSS di destinare un mare di soldi alle cliniche private che avessero ridotto… il numero dei ricoveri ospedalieri. Tale indirizzo è stato poi confermato anche per il 2010. Sono loro, insieme a Giancarlo Galan e agli altri assessori alla sanità Martini, Sandri, Coletto i maggiori responsabili di quanto successo. E sono loro che dovrebbero consentirci il recupero di quei soldi dati in modo così sorprendente.
Per quanto riguarda l’ULSS 18, in quei 4 anni succitati, per la riduzione dei ricoveri, le due cliniche private locali, hanno incassato più di 6 milioni di euro (pertanto non usati nelle strutture pubbliche).
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25 agosto 2013
Usl e ospedali in perdita la Regione dà l’ultimatum
da Il Mattino di Padova, 24 agosto 2013
di Fabiana Pesci
Le situazioni più critiche. ...l’azienda ospedaliera di Padova veleggia a meno 38 milioni di euro, quella integrata di Verona a meno 34. L’Usl 16 (Padova) è ferma a quota meno 4, la 20 (Verona) a meno 20 milioni. Maglia nera resta l’Usl 12 di Venezia, a meno 55 milioni, seguita dalla 18 di Rovigo a meno 28.
L'argomento è da approfondire. Che conseguenze avrà questa decisione sull'Ulss di Rovigo?
di Fabiana Pesci
Varato piano di rientro: nel mirino Padova, Venezia, Chioggia, Belluno, Venezia e Rovigo.
...Nel mirino dell’assessore alla Sanità Luca Coletto sono finite le aziende ospedaliere di Padova e Verona, l’Usl 12 veneziana, l’Usl 18 di Rovigo, l’Usl 1 di Belluno, l’Usl 16 di Padova, l’Usl 20 di Verona e la 14 di Chioggia, le ultime della classe. Dovranno attenersi parola per parola alle direttive della Regione: dal taglio dei costi di produzione alla razionalizzazione delle spese.Le situazioni più critiche. ...l’azienda ospedaliera di Padova veleggia a meno 38 milioni di euro, quella integrata di Verona a meno 34. L’Usl 16 (Padova) è ferma a quota meno 4, la 20 (Verona) a meno 20 milioni. Maglia nera resta l’Usl 12 di Venezia, a meno 55 milioni, seguita dalla 18 di Rovigo a meno 28.
Ma nel mirino della commissione di vigilanza ci sono anche la 14 di Chioggia (meno 14) e la 1 di Belluno (meno 4).
È su queste aziende che la Regione ha deciso di intervenire perché «a fronte di questa situazione emerge l’esigenza di razionalizzare ulteriormente i costi della produzione nelle Usl con i disavanzi più consistenti». La commissione di vigilanza avrà il compito di verificare che le operazioni di riallineamento procedano come indicato dalla Regione.
Leggi l'articolo completo.L'argomento è da approfondire. Che conseguenze avrà questa decisione sull'Ulss di Rovigo?
23 agosto 2013
Caritas e Banco farmaceutico. Gli italiani non hanno più soldi per i farmaci
http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=16561&fr=n
Leggi l'articolo completo.
Questa la conclusione del dossier presentato al meeting di Comunione e Liberazione che misura l'indice di "povertà sanitaria". Negli ultimi sette anni si è quasi raddoppiato con un incremento del 97%. Il dato riguarda anche l'acquisto di farmaci con prescrizione medica. Le richieste agli enti assistenziali aumentano soprattutto al Centro Italia.
22 AGO - In Italia dal 2006 al 2013 la povertà sanitaria è aumentata in media del 97%. In sostanza sono aumentati i cittadini che hanno difficoltà ad acquistare i medicinali, anche quelli con prescrizione medica. Se prima la crisi colpiva le famiglie costringendole a fare a meno di alimenti, di vestiario e di generi di consumo, oggi è in difficoltà anche la capacità di procurarsi le medicine. È questo uno dei dati che emerge dal dossier realizzato dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus e presentato insieme alla Caritas Italiana in occasione della XXXIV edizione del Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione.
I dati sono il frutto del lavoro svolto da sette anni, dal 2006 al 2013, dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus che su tutto il territorio nazionale raccoglie – grazie alla Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco e alle donazioni aziendali – e distribuisce agli enti convenzionati che fanno richiesta di medicinali. Tra questi le Caritas diocesane, il centro Astalli e la Comunità di Sant’Egidio. Le categorie sociali che fanno richiesta di medicinali sono ampie: dalle famiglie numerose, agli anziani con pensione minima, fino agli immigrati, anche irregolari.
I dati sono il frutto del lavoro svolto da sette anni, dal 2006 al 2013, dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus che su tutto il territorio nazionale raccoglie – grazie alla Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco e alle donazioni aziendali – e distribuisce agli enti convenzionati che fanno richiesta di medicinali. Tra questi le Caritas diocesane, il centro Astalli e la Comunità di Sant’Egidio. Le categorie sociali che fanno richiesta di medicinali sono ampie: dalle famiglie numerose, agli anziani con pensione minima, fino agli immigrati, anche irregolari.
Padova, per il “vecchio” ospedale chiesti 40 milioni
Si interviene sull'attuale ospedale di Padova ma il finanziamento è incerto.
In ribasso le quotazioni per la costruzione del nuovo ospedale.
Fermiamoci un attimo. Se è tutt’altro che scontato un finanziamento di 'soli' 40 milioni quante prospettive ci sono che il governo ne sborsi 350 (o addirittura 650) per finanziare il nuovo ospedale?
11 agosto 2013
Decreto "Fare" ora è legge. Il testo e tutte le norme sulla sanità
fonte: http://www.quotidianosanita.it/
L’Aula di Montecitorio ha approvato definitivamente il Dl Fare. Le novità in campo sanitario. Dai farmaci alla Cri. Il testo definitivo (663 pagine).
La Camera ha approvato in via definitiva in terza lettura il disegno di legge, già approvato dalla Camera e modificato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia.
Per la sanità le modifiche riguardano essenzialmente il Fascicolo sanitario elettronico (Fse), l’ulteriore soppressione di certificati inutili e una gestione più razionale dei medicinali nei casi di modifiche apportate al bugiardino.
Sul Fse slittano i tempi per la partenza del progetto al 31 dicembre 2015. In più un emendamento prevede che per favorire la qualità, il monitoraggio, l'appropriatezza “nella dispensazione dei medicinali e l'aderenza alla terapia ai fini della sicurezza del paziente, è istituito il dossier farmaceutico quale parte specifica del FSE, aggiornato a cura della farmacia che effettua la dispensazione”.
09 agosto 2013
09 agosto 2013
Brusco striglia Laruccia: "Prenda esempio da Piva e Gennari e convochi un Consiglio comunale sulla questione San Luca"
da La Voce di Rovigo, venerdì 9 agosto 2013
Sulla sanità il vicepresidente della Provincia in pressing sul sindaco
Effettivamente l'assenza di qualunque presa di posizione da parte del sindaco di Trecenta sulle sorti dell'ospedale "San Luca" aveva destato qualche interrogativo. Dopo le indiscrezioni sulle schede sanitarie si sono mossi, con un certo vigore, il sindaco e l'amministrazione comunale di Rovigo, poi è stata la volta del consiglio comunale di Porto Viro. Dal comune di Trecenta nulla.
Ora il vicepresidente della provincia Guglielmo Brusco sollecita il sindaco Laruccia a uscire da questo stato di reale o apparente inerzia e chiede che dell'ospedale di Trecenta si parli perlomeno in consiglio comunale. Non mi sembra una richiesta da "estremista".
Leggi l'articolo completo.
Sulla sanità il vicepresidente della Provincia in pressing sul sindaco
Effettivamente l'assenza di qualunque presa di posizione da parte del sindaco di Trecenta sulle sorti dell'ospedale "San Luca" aveva destato qualche interrogativo. Dopo le indiscrezioni sulle schede sanitarie si sono mossi, con un certo vigore, il sindaco e l'amministrazione comunale di Rovigo, poi è stata la volta del consiglio comunale di Porto Viro. Dal comune di Trecenta nulla.
Ora il vicepresidente della provincia Guglielmo Brusco sollecita il sindaco Laruccia a uscire da questo stato di reale o apparente inerzia e chiede che dell'ospedale di Trecenta si parli perlomeno in consiglio comunale. Non mi sembra una richiesta da "estremista".
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03 agosto 2013
Tar: legittimi i tagli ai compensi della medicina privata
Da Il Mattino di Padova, sabato 3 agosto 2013
È legittimala riduzione dei compensi extrabudget alla sanità privata decisa dalla Regione nell 'ambito della spending review sui conti pubblici. L'ha sentenziato il Tar del Veneto, respingendo dapprima la richiesta di sospensiva e poi il merito del ricorso avanzati dall'Anisap, l'associazione che riunisce un folto numero di poliambulatori, studi fisioterapici, laboratori d'analisi e centri diagnostici , concordi nel contestare il provvedimento della giunta Zaia ma ritenuto ingiustificato e lesivo. Viceversa, i giudici amministrativi della terza sezione - presieduta da Giuseppe Di Nunzio - ha ritenuto il taglio ai compensi giustificato da «esigenze pressanti di contenimento del deficit pubblico».
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È legittimala riduzione dei compensi extrabudget alla sanità privata decisa dalla Regione nell 'ambito della spending review sui conti pubblici. L'ha sentenziato il Tar del Veneto, respingendo dapprima la richiesta di sospensiva e poi il merito del ricorso avanzati dall'Anisap, l'associazione che riunisce un folto numero di poliambulatori, studi fisioterapici, laboratori d'analisi e centri diagnostici , concordi nel contestare il provvedimento della giunta Zaia ma ritenuto ingiustificato e lesivo. Viceversa, i giudici amministrativi della terza sezione - presieduta da Giuseppe Di Nunzio - ha ritenuto il taglio ai compensi giustificato da «esigenze pressanti di contenimento del deficit pubblico».
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