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13 novembre 2012

Il Gruppo di Ficarolo per il "San Luca" chiede un incontro alla Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18


Si chiede uno scambio di conoscenze sulla sanità Polesana

Il Gruppo di Ficarolo per il "San Luca", che già aveva fatto un primo tentativo nel mese di settembre, nelle scorse settimane ha chiesto nuovamente un incontro al presidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss, Antonio Bombonato, e ai componenti dell'esecutivo, l'organismo ristretto che prepara gli argomenti da trattare in conferenza.
La richiesta è stata inviata per conoscenza anche ai sindaci dei comuni del distretto unitamente a una bozza di proposta di organizzazione della sanità altopolesana.
Scarica la bozza.

Nuovi standard ospedalieri. La mappa dei tagli ai posti letto

Trentamila posti letto in meno entro il 2015
Le stime regione per regione

Nel precedente post "Ecco lo schema di regolamento con i nuovi standard ospedalieri. Le Regioni dovranno tenerne conto per tagliare i posti letto" ho dato notizia della bozza di regolamento, presentato dal ministro Balduzzi alle regioni, con cui il governo intende dare applicazione alle norme della spending review sulla riduzione dei posti letto ospedalieri. L'art. 15, comma 13, leggera c) del DL n.95/2012 ne prevede infatti la riduzione al valore di 3,7 per ogni mille abitanti.
Sulle ricadute pratiche che deriveranno dall'eventuale applicazione del regolamento proposto dal ministro il Corriere della Sera dell'8 novembre fornisce alcune stime a livello nazionale e regionale. Scarica l'articolo.

12 novembre 2012

A Rovigo convegno della Cgil sul Piano Socio Sanitario del Veneto

Riporto il testo del manifesto-invito della Cgil - Funzione Pubblica e Sindacato Pensionati - sul nuovo Pssr.

Convegno
II Piano Socio Sanitario Veneto
Sanità e servizi socio-sanitari: le proposte per il Polesine
venerdì 16 novembre 2012, ore 16.00
ROVIGO
Auditorium Ospedale S. Maria della Misericordia

saluti
dott. Adriano Marcolongo
Direttore generale ULSS 18 Rovigo

relazione
Davide Benazzo
Segretario Fp Cgil Rovigo

interventi:

Maria Luisa Coppola
Assessore Regione Veneto

Cristiano Corrazzari
Consigliere Regione Veneto

Graziano Azzalin
Consigliere Regione Veneto

Luca Coletto
Assessore alla Sanità Regione Veneto

conclude
Fulvio Dal Zio
Segretario generale Cgil Rovigo

coordina
Daniela Argenton
Segretaria generale Spi Cgil Rovigo

Sono invitati a partecipare il personale sanitario, i cittadini, gli amministratori locali, i consiglieri regionali, i parlamentari

09 novembre 2012

Al San Luca si completa l'organico del 118

Da dicembre si stabilizzerà il servizio di pronto intervento
Assunti due anestesisti-rianimatori a tempo indeterminato


L'emergenza territoriale è affidata al 118 che ha la sua centrale operativa a Rovigo. Data l'estensione del territorio esistono due punti di soccorso medico, Rovigo e Trecenta. Nell'altopolesine i punti di soccorso sanitario mobile (ambulanza con autista-soccorritore ed infermiere professionale) sono dislocati a Trecenta e a Castelmassa.
Fino ad oggi l'organizzazione del servizio era basata su un organico medico proprio del 118 (5 medici + 1 primario) affiancato, a Trecenta, da medici anestesisti dipendenti dell'Ulss e da medici appartenenti ad una cooperativa i servizi.
L'assunzione di 2 medici anestesisti-rianimatori nell'organico del 118 che andranno a sostituire i medici della cooperativa - aldilà di considerazioni sulla qualità delle prestazioni che non è giusto fare perché sede non adatta (tra i medici della cooperativa ci sono degli ottimi professionisti pur non essendo anestesisti-rianimatori) - comporterà sicuramente alcuni vantaggi, il principale di questi sta nella continuità.
I medici appartenenti all'organico aziendale conoscono il territorio, le dinamiche ed i percorsi diagnostico-terapeutici, evitando perdite di tempo e trasferimenti in sede non idonea. Per esempio, alcuni tipi di ictus ischemici possono giovarsi di trombolisi solo se giungono in stroke entro 3 ore dall'esordio dei sintomi. E' ovvio che il corretto inquadramento diagnostico, la conoscenza del protocollo aziendale e il trasferimento del paziente nella sede idonea, fanno la differenza sulla prognosi. I medici esterni all'azienda sono spesso non specialisti che, a volte, fanno a Trecenta solo qualche turno sporadicamente.
Prossimamente, si parla a partire dal 1° dicembre, l'organico medico del 118 in alto Polesine sarà costituito completamente da medici dipendenti dell azienda, con tutti i vantaggi che ciò può dare al territorio.

Ecco lo schema di regolamento con i nuovi standard ospedalieri. Le Regioni dovranno tenerne conto per tagliare i posti letto


Il ministro della salute Renato Balduzzi ha inviato alla conferenza stato-regioni lo schema di regolamento che fissa i nuovi standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi per l'assistenza ospedaliera, in applicazione del decreto legge n. 95/2012 (spending review).
I nuovi standard serviranno anche ad individuare quali letti tagliare per raggiungere lo standard di 3,7 letti per 1000 abitanti stabilito dalla spending review.

07 NOV - Tra le norme più controverse della spending review di Monti riguardanti la sanità, figura certamente il taglio dei posti letto ospedalieri che dovranno scendere a un livello di 3,7 letti ogni mille abitanti. Un ridimensionamento della rete ospedaliera di diverse migliaia di letti (le stime variano tra i 20 e i 27 mila letti da tagliare rispetto alla dotazione attuale).
La stessa spending review prevedeva però che il taglio si adottasse in conformità con nuovi standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi per l'assistenza ospedaliera, così da garantire un taglio razionale e più equilibrato possibile rispetto alle esigenze di assistenza, considerando anche la stessa spending prevede che i tagli non siano random ma per intere unità di struttura complessa colpendo quelle che hanno bassi indici di attività.
Questi standard dovevano essere fissati da apposito regolamento del ministero, d'intesa con la Stato Regioni, da varare entro il 31 ottobre 2012. La scadenza stabilita dalla spending review è passata sotto silenzio, poi ieri lo stesso Balduzzi ha anticipato ai giornalisti che il testo del regolamento era pronto ed era già stato inviato alle Regioni. Eccolo in anteprima.
Vai al testo del regolamento proposto.
Vai alla sintesi.
Vai alla sintesi dettagliata del regolamento.

07 novembre 2012

Sanità polesana. L'allarme di Francesco Noce

Grande attenzione hanno avuto sulla stampa le preoccupazioni espresse dal presidente dell'Ordine provinciale dei medici, Francesco Noce, sui pericoli derivanti dall'accorpamento della provincia di Rovigo con quella di Verona.

Ecco quindi una rassegna degli articoli pubblicati:

Trecenta. Se sarà accorpamento l'ospedale rischia la chiusura
Gli esuberi veronesi minacciano il San Luca
(La Voce di Rovigo, mercoledì 07-11-2012)

Ordine dei medici in allarme: unione con Verona, sanità Ko
Il presidente Noce: "Perderemo reparti importanti"
(Corriere del Veneto, martedì 06-11-2012)

Sanità. Il presidente dell'Ordine provinciale attacca: "Qui nessuno si e mosso veramente"
Anche i medici dicono no all'accorpamento
Francesco Noce: "Con la soppressione di molti servizi, a pagare saranno i cittadini"
(La Voce di Rovigo, martedì 06-11-2012)

L'allarme dell'ordine dei medici
«L'unione tra le province di Verona e Rovigo? Rischio tagli per la sanità»
Noce: «Ad essere colpiti saranno gli ospedali di Rovigo e Trecenta»
(Il Resto del Carlino, martedì 06-11-2012)


Il Comitato dei cittadini per il San Luca scrive nuovamente a Monti, Balduzzi e Procura della Corte dei conti


Il Comitato di Trecenta scrive al presidente del consiglio Mario Monti, al ministro della salute Balduzzi e alla procura regionale della corte dei conti per sollecitare una risposta alle precedenti segnalazioni.
Ecco il testo della e-mail inviata:

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Il Comitato dei Cittadini per il San Luca, il 28 febbraio, rivolgendosi al Procuratore della Corte dei Conti, ha lamentato sprechi di denaro pubblico all'ulss 18, sprechi denunciati dal vicepresidente della provincia di Rovigo Brusco e mai smentiti;
ha segnalato lo stesso problema al Governo Monti.
Nessuna risposta è pervenuta dalla Procura, risposta di ringraziamento per l'informazione è arrivata dal Governo; la dott. Panuccio del Ministero Balduzzi ha segnalato di aver fatto richiesta di elementi informativi al dipartimento di sanità della Reg. Veneto.
Non abbiamo più avuto notizie.
Noi insistiamo perché il caso sia esaminato con attenzione, non con superficialità, perché in tempi difficili se non si incide sugli sprechi documentati si prendono in giro i cittadini. Alleghiamo relazione del Direttore Generale che comprova quanto affermiamo.
Aspettiamo risposta, perché crediamo nella democrazia, abbiamo ancora fiducia nelle istituzioni e continuiamo a sperare nella serietà e nell'onestà di molti italiani. 
Per il Comitato Jenny Azzolini
via matteotti 82 Trecenta (Rovigo) 3473490340-0425701126
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"Il Comitato non è mai andato a genio a Laruccia"


Sul ruolo del sindaco di Trecenta nella spaccatura del comitato altopolesano per il San Luca [vedi i due precedenti post] ho ricevuto la seguente e-mail:

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Dividi et impera! Questa è la massima alla quale si uniformano tutti coloro che mettono in cima alle loro preoccupazioni il raggiungimento e la conservazione del potere! Ed il Sindaco di Trecenta si è inserito nella fessura provocata dalla "costola" ficarolese del Comitato - che non ha mai dimostrato di voler agire in armonia con tutto il resto dell'associazione anche se a volte ci possono (e, direi, ci debbono) essere opinioni diverse - e ne ha approfittato per assestare un colpo che, se gestito in maniera scomposta, potrebbe provocare gravi danni alla causa. Il Comitato non è mai andato a genio a Laruccia forse perchè lo ha sempre visto come un avversario politico più che come un prezioso alleato per la comune lotta per l'ospedale dell'altopolesine. Ha sempre temuto che il comitato gli togliesse la scena, e, magari, potesse avere dei meriti propri che andassero a svilire la sua figura di condottiero, unico a cui attribuire il merito della vittoria.
Ma, ancora di più, quanto è successo in questi ultimi anni dimostra una cosa che fa ancora più male. I sindaci, tutti, che si vantano di essere eletti direttamente dal popolo e che per tale motivo si pavoneggiano di un potere spesso ben superiore a quello effettivo che la legge attribuisce loro, non hanno portato avanti gli interessi della cittadinanza ma hanno tenuto in debito conto molto di più gli "ordini di scuderia" dei loro referenti politici. Quale sindaco, a cominciare da Laruccia, ha mai veramente avuto a cuore la sorte del San Luca? Perchè, se così fosse, avrebbero guidato essi stessi il comitato, al di là delle appartenenze politiche sapendo di combattere una battaglia importantissima perchè qui - e chi lo nega dimostra di non capire niente di quanto sta succedendo nel nostro Paese - sono in gioco sia la Democrazia che i diritti dello Stato Sociale costituzionalmente previsti ed ormai regolarmente calpestati. E' una battaglia, questa sì, veramente epocale e invece questi signori di cui nessuno fra qualche anno si ricorderà più - anche se si danno da fare per diventare dei sindaci-faraoni costruendo le loro personali "piramidi" -, pensano come i loro "fratelli" maggiori e sono preoccupati, più di qualsiasi altra cosa, della loro piccola fetta di potere da conservare con le unghie e con i denti invece di usarlo, insieme, per raggiungere (o almeno tentare di raggiungere) fini nobili. I cittadini devono capire che, di fatto, la democrazia rappresentativa è morta (o, quantomeno, è agonizzante) e ruffianare i vari laruccia o pigaiani - li scrivo con la minuscola perchè intendo categorie e non persone - non serve a nulla...
Lettera firmata, Trecenta

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04 novembre 2012

Jenny Azzolini risponde al gruppo di Ficarolo e al sindaco di Trecenta

E rivendica la concretezza del Comitato altopolesano

Jenny Azzolini, portavoce del Comitato altpolesano per il San Luca

Dopo la pubblicazione della conferenza stampa congiunta tra il sindaco di Trecenta Antonio Laruccia e il Gruppo di Ficarolo per il San Luca (vedi post precedente), Jenny Azzolini - portavoce del Comitato altopolesano - ha inviato ai quotidiani locali e a questo blog la dichiarazione che riporto qui sotto.

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Ho letto di una conferenza stampa a “Villa Trebbi”, sede municipale del comune, per lanciare “una grande alleanza delle istituzioni per l’ospedale”, perché, a detta del signor Gallani “abbiamo perso anche troppo tempo ed il tempo della protesta fine a se stessa è finito”. Il sindaco Laruccia e il vicesindaco Armotti hanno dato pieno sostegno a questa iniziativa, lodando “la pragmaticità (?) che distingue il gruppo di Ficarolo dal Comitato Altopolesano, di cui fa parte, ma con cui ha qualche divergenza di opinione”.
E’ utile ricordare che il Comitato Altopolesano ha al suo interno rappresentanti di molti comuni ed è in collegamento con TUTTI  i 25 paesi del distretto 2. A tutti i sindaci è stato consegnato personalmente un lenzuolo-slogan; abbiamo tenuto con cittadini e sindaci assemblee molto partecipate.
L’attività di coinvolgimento di Sindaci, Provincia, Vescovo e Parroci ha portato all’incontro dal Prefetto del 27 gennaio.
Abbiamo denunciato alla Procura della Corte dei Conti gli sprechi segnalati dal Dott. Marcolongo nella relazione del 13-03-2012
Abbiamo inviato in regione, in provincia, a tutti i sindaci proposte concrete per il mantenimento delle qualità del San Luca e per una sua riqualificazione (accogliendo anche le proposte del Tavolo Tecnico formato da sindaci, provincia, regione, Ulss 18).
Ci siamo incontrati a Villadose con comitati, di Rovigo Adria, Delta per esaminare in modo collettivo lo stato della sanità di tutto il Polesine.
Abbiamo notificato al Ministro Balduzzi il problema della riduzione di servizi e della creazione di situazioni di difficoltà per una popolazione di 85.000 altopolesani.
Abbiamo segnalato al Presidente Monti gli sprechi già denunciati alla procura.
Abbiamo ricordato al Presidente Zaia la gravità del problema liste d’attesa (citando esempi concreti con nome e cognome).
Abbiamo incontrato rappresentanti sindacali provinciali.
Teniamo un blog aggiornato per essere in contatto con i cittadini di tutti i 25 paesi.
Abbiamo ottenuto risposte, non solo segnalazioni di lettura, dal Ministro Balduzzi, dal Presidente Monti, dal presidente Zaia, da vari sindaci, dal presidente della conferenza dei sindaci.
Non abbiamo mai avuto risposte né da Laruccia, né da Armotti.
O non leggono la posta o non funzionano i computer del comune, o disturba il Comitato Altopolesano.
Perché si assumono la responsabilità di non difendere la salute dei loro concittadini per antipatie personali?
Sono arrivati a far togliere striscioni dall’edicola, hanno fatto pressioni per ottenere le chiavi della stessa, in cui si trovano ancora le insegne delle associazioni Aido - Anteas - Avis - Laser - Noi - Pro Loco - Volontariato Vincenziano oltre ad altro materiale del comitato.
Perché?
E’ difficile trovare un altro sindaco o vicesindaco che spenga INIZIATIVE POPOLARI socialmente utili, pacifiche e RISPETTOSE DELLA LEGGE. Le scelte del Laruccia e dell’Armotti di aprire un tavolo con quelli di Ficarolo appaiono chiaramente come volontà di isolare il Comitato Altopolesano, screditarne l’impegno costante proponendo fantomatiche nuove strategie last minute. L’interesse episodico e blando degli amministratori locali dà ragione a quelli che vedono l’amministrazione disposta a tutto pur di sminuire la qualità dell’impegno mio e del Comitato: tutto sulla pelle dei trecentani e degli altri altopolesani.
Poi, quando io reagisco al sopruso, assumono l’atteggiamento delle vittime. Si fingono oggetto di un ODIO (!!!) ingiustificato.
E appoggiano una “strategia diversa”. Che parte male, perché si fonda anche su parecchi elementi sbagliati (come già evidenziato da un primario del San Luca in una assemblea a Ficarolo).
Insieme a tanti cittadini di tutti i colori politici io mi propongo non come persona super partes.
Io sono di parte. Sono dalla parte di chi ha bisogno, di chi è leso nei diritti, di chi rispetta la legge ma non è rispettato, di chi non accetta l’arroganza di persone disposte a portare un (rozzo) confronto (non) politico anche su temi che riguardano la salute della gente .
Trecenta 1 novembre 2012.
Jenny Azzolini – Portavoce del Comitato altopolesano per il “San Luca”

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03 novembre 2012

Per la regia di Antonio Laruccia, si spacca il comitato altopolesano per il San Luca


Il Gruppo di Ficarolo si mette in proprio

Mi ha fatto un certo effetto leggere sul Resto del Carlino e sul Gazzettino dello scorso 31 ottobre che il Gruppo Ficarolo per il San Luca ha presentato le sue proposte all'amministrazione comunale di Trecenta.
A Trecenta ha sede il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca, di cui il gruppo di Ficarolo dovrebbe far parte, e nessuno meglio del sindaco Laruccia è informato sulle attività del comitato. Da ultimo, durante la recente fiera del paese, il comitato ha presidiato l'ex edicola con materiale informativo per i cittadini. Informato è informato, forse è questo il problema.
Insomma pare proprio che il sindaco di Trecenta preferisca un altro interlocutore. Quanto al gruppo di Ficarolo o è sfuggito loro questo aspetto o si sono radicalizzate le differenze che ho riscontrato partecipando a qualche riunione del comitato altopolesano e hanno deciso di agire autonomamente. O c'è qualche altro motivo ancora.
Sta di fatto che il sindaco Laruccia ha ottenuto una spaccatura del comitato. Avrei preferito che, invece di dividere i comitati, si fosse preoccupato di unire i suoi colleghi dell'altopolesine, quei sindaci che non hanno certo brillato per attivismo sul problema dell'ospedale di Trecenta.
In questi mesi ne sono successe di cose, dalle promesse dell'assessore Coletto e del dirigente regionale alla sanità Mantoan, puntualmente disattese, alla spendig review del governo Monti, fino ai tagli della giunta regionale, ancora più consistenti. E il sindaco di Trecenta si preoccupa di dividere i comitati popolari! Le luci della ribalta hanno fatto il resto e il gruppo di Ficarolo, per così dire, si è messo in proprio.
Non è una bella notizia ma non è neanche la fine del mondo. Forse tutto, d'ora in poi, sarà più chiaro.
Agli amici di Ficarolo, che preferiscono i contatti istituzionali e bollano il comitato altopolesano di protestare a vuoto («Per noi il tempo della protesta fine a se stessa è terminato» ha affermato Mario Gallani), voglio raccontare un fatto. Al termine dell'ultima riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss, il sindaco di Ficarolo, l'altro sponsor del gruppo di Mario Gallani e Dino Chieregati, ha ricordato che per due volte il gruppo ha chiesto, senza esito, di essere sentito dalla conferenza o dall'esecutivo, l'organismo ristretto che prepara le riunioni della conferenza. Il sindaco di Ficarolo, molto istituzionalmente, ha perorato ancora una volta questo confronto ma nessuno ha mostrato grande interesse. Il presidente della conferenza, Antonio Bombonato, avrebbe risposto: «Vorrà dire che perderemo altre due ore».

02 novembre 2012

Ospedale di comunità a Trecenta: 5 letti in più o in meno?


Come è stato "comunicato" dalla dirigenza dell'Ulss 18 alla conferenza dei sindaci (vedi post precedente) gli attuali 10 posti letto di HRSA del San Luca saranno sostituiti con 15 posti letto che formeranno l'ospedale di comunità dell'altopolesine.

Domanda: saranno 5 posti letto in più, nel senso che si aggiungono ai 10 letti esistenti di HRSA, oppure verranno ridotti di 5 i posti letto per acuti?

Gli ospedali di comunità all'interno degli ospedali di Rovigo e Trecenta


Molta attesa per l'ultima riunione della conferenza dei sindaci. Al secondo punto dell'ordine del giorno si doveva parlare, infatti, di ospedali di comunità, una delle novità del nuovo piano socio sanitario regionale (Pssr).
Le aspettative sono andate in gran parte deluse. L'argomento è stato spostato all'ultimo posto della scaletta quando ormai, verso le 19.30, erano rimasti pochissimi sindaci. I dirigenti dell'Ulss hanno precisato subito che si trattava solo di una "comunicazione" e che, in altre parole, i sindaci non avevano alcuna competenza sull'argomento; pura cortesia l'informativa della dirigenza Ulss. Non mi risulta che ciò abbia sollevato proteste.
Ospedali di comunità, di che si tratta? All'interno degli ospedali di Rovigo e Trecenta verranno individuati dei posti letto da destinare a pazienti dimessi dai reparti ma non ancora in grado di tornare a casa. A Trecenta, in particolare, i 10 posti letto dell'HRSA - un servizio di ricovero temporaneo, istituito nel 2008, destinato a pazienti anziani, fragili e con complesse patologie che, dopo la permanenza in ospedale, necessitano di supporto, riabilitazione e particolare attenzione prima di tornare a casa - verranno sostituiti da 15 posti letto che andranno a costituire l'ospedale di comunità.
E allora, rimane tutto com'era? Non proprio, c'è un'importante differenza tra HRSA e ospedale di comunità: mentre il paziente in HRSA è pur sempre all'interno di un ospedale e, se necessario, può averne l'assistenza, negli ospedali di comunità il malato avrà un'assistenza infermieristica, fornita dall'ospedale, ma sarà in carico al medico di medicina generale, il medico di famiglia.
Ma i medici di medicina generale ne sono al corrente? Ve lo immaginate un paziente di Castelmassa o Melara che viene trasferito nell'ospedale di comunità? Avrà l'assistenza infermieristica ma, per il resto, avrà bisogno del proprio medico di base. Il medico per seguirlo dovrà andarlo a visitare al San Luca?

01 novembre 2012

Il decreto Balduzzi è legge.


fonte: http://www.quotidianosanita.it

Il senato ha approvato in via definitiva il ddl di conversione del decreto sanità. Il testo non ha subito modifiche ulteriori ed è dunque identico a quello approvato due settimane fa dalla Camera. Cure primarie, intramoenia, responsabilità professionale, Lea, farmaci. Ecco come cambieranno. Tutte le norme, articolo per articolo.

31 OTT - Il Senato (con 181 sì, 43 no e 23 astenuti) ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, recante "Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute", senza alcuna modifica rispetto al testo già approvato dalla Camera.
 

Leggi la sintesi delle norme e il testo completo.

30 ottobre 2012

Liste d'attesa, un anno e mezzo per un controllo

Sul problema delle liste d'attesa ho dato notizia recentemente di una lettera inviata dal consigliere regionale Pettenò al presidente della giunta Luca Zaia. Un articolo del Resto del Carlino di sabato scorso riporta il problema alla nostra Ulss. La segnalazione è di Jenny Azzolini, portavoce del comitato dei cittadini di Trecenta per la difesa del San Luca.
Scarica l'articolo.
Alcuni componenti del comitato per il San Luca erano pronti a sostenere le ragioni dell'ospedale di Trecenta anche davanti alla conferenza dei sindaci riunita il 26 ottobre (vedi post). Ma, «preso atto della mancanza di disponibilità al confronto», Azzolini e compagni hanno deciso di lasciar perdere, continuando però la loro opera di resistenza informativa in paese.
Leggi la notizia originale.

28 ottobre 2012

Il Movimento 5 stelle punta tutto sul direttore generale

Il Movimento 5 stelle critica la politica e scommette sul dg
Un azzardo? Il commento di un lettore

Mi sono imbattuto in una pagina del Movimento 5 stelle di Rovigo sulla sanità polesana: "Sanità: AAA cercasi disperatamente esponenti politici polesani che ci rappresentino verso la Regione".
Nel criticare le carenze della politica sulla sanità polesana il Movimento 5 stelle afferma "Per fortuna che almeno all’attuale direttore generale dottor Marcolongo interessano le sorti della nostra azienda ulss e della sanità polesana. Per fortuna almeno lui ha il coraggio di dire ai cittadini e ai giornali cosa rischiamo di perdere… o forse cosa abbiamo già perso!"
Chi segue questo blog - nato in seguito alla decisione del direttore generale dell'Ulss 18 di chiudere il reparto di pneumologia dell'ospedale di Trecenta - sa che non possiamo condividere un giudizio tanto lusinghiero. In questi post ci sono le prove della false comunicazioni sociali del dg dell'Ulss in quella occasione.

Comunque sia, su questo tema ho ricevuto una mail che riporto per intero:

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Santificare Marcolongo è una idiozia bella e buona, ma il problema maggiore è che i cittadini, tutti i cittadini dell'Altopolesine, sono stati lasciati soli a combattere la "loro" battaglia per il San Luca. Abbiamo una classe dirigente per la quale non esistono aggettivi o, meglio, ne esistono, ma non voglio beccarmi una querela. L'attività della Conferenza dei Sindaci, che come dice Piero viene portata avanti in maniera "carbonara", ne è la dimostrazione. Non c'è (e non c'è mai stato) un vero interessamento dei Primi Cittadini per il primario e grave problema della tutela della salute delle Comunità che li hanno eletti. E' un andazzo generale, purtroppo, ma in certe zone, come il Polesine, la cosa mi sembra più grave che altrove. Basta vedere cosa è successo (o, meglio, cosa non è successo!) in merito al problema della conservazione della Provincia, strettamente connesso con il mantenimento di decenti livelli di assistenza sanitaria non solo presso il San Luca. O non capiscono o sono in mala fede (propendo per la seconda ipotesi). Mi ripeto, la cosa che mi turba di più è la sensazione di SOLITUDINE che provo. I cittadini lasciati a se stessi, Istituzioni - incarnate principalmente dai Sindaci - che sembrano vivere in un altro mondo, Sindacati che non sono neanche l'ombra di quello che dovrebbero essere o anche solo di quello che erano sino a qualche decennio or sono, Chiesa che si è svegliata ma dopo un lungo e profondo sonno. Sinergie, gioco di squadra, tutte parole che riempiono la bocca ma che nessuno mette in pratica....
L'ex (per adesso) sindaco Laruccia si è accorto del San Luca nel marzo del 2011 e poi accusa gli altri di avere cavalcato la protesta a fini elettorali; ha fatto in modo di togliere le lenzuola e adesso lo disturbano perfino gli striscioni che contornano l'edicola. Ma con chi sta??? Il San Luca è il vero gioiello del Comune di Trecenta, non l'Ostello od il Palazzetto, sembrerebbe un'ovvietà... Però è stato premiato alle elezioni e adesso viene consolato perchè vittima della vendetta degli sconfitti...
Pessimista? Può darsi, ma faccio fatica a trovare la stella polare, spero di rivederla presto con l'aiuto delle numerose brave persone di buona volontà (e capacità) che animano il Comitato.
Ciao a tutti.
Lettera firmata, Trecenta

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27 ottobre 2012

Il Comitato scrive ai sindaci del distretto sanitario

L'impossibilità di avere un incontro con la conferenza dei sindaci
A Trecenta disturba lo striscione del comitato
Jenny mentre stacca lo striscione

Jenny Azzolini, portavoce del Comitato altopolesano per San Luca, ha inviato l'e-mail che riproduco ai sindaci dei comuni del distretto sanitario:

prendo atto che non c'è possibilità di confronto con la Conferenza dei Sindaci.
A Trecenta disturba l'amministrazione addirittura l'attività di informazione dei cittadini. Nonostante gli ostacoli posti da Laruccia o da Armotti noi continuiamo, chiediamo ancora una volta la vostra attenzione e vi alleghiamo 3 documenti prodotti dal Comitato e diffusi in vari paesi.
Comitato Altopolesano per il San Luca - la portavoce Jenny Azzolini.

Scarica gli allegati:
- Cittadini ignorati
- Riflessioni e proposte del comitato
- Sempre più problemi

Mercoledì 31 ottobre, giorno di mercato, il Comitato sarà presente a Santa Maria Maddalena con i volantini informativi distribuiti a Trecenta.

24 ottobre 2012

La conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 parla di Ospedali di Comunità

Convocata la conferenza dei sindaci
Spuntano gli ospedali di comunità

Dopo più di due mesi di inattività viene finalmente convocata la conferenza dei sindaci. Dico "finalmente" perché mi pare che, invece, di motivi per convocarla ce ne fossero parecchi e da molto tempo, dalla spending review governativa ai tagli per il rientro dal disavanzo regionale; dai problemi per le pulizie e la refezione alla necessità di promuovere a livello regionale quel documento sul San Luca che doveva essere così importante in vista delle schede ospedaliere e territoriali in corso di elaborazione da parte della giunta Zaia. Schede che, a questo punto, saranno la sintesi di tutte le 'revisioni della spesa', nazionali o regionali che siano. Sembra quasi che si sia voluto evitare ogni occasione di discussione, di dibattito, di attrito. Intanto il tritacarne dei tagli alla sanità va avanti.
Comunque sia la conferenza è convocata per venerdì 26 ottobre 2012. Tra i punti all'ordine del giorno spicca il secondo: L.R. 22/2002 – Domanda di autorizzazione alla realizzazione presso l’Azienda Ulss 18 di 2 strutture intermedie denominate “Ospedale di comunità”.
Salta all'occhio perché, prima dell'approvazione del Piano socio sanitario regionale (Pssr), di ospedali di comunità non si era granché parlato. La legge regionale richiamata è rimasta per dieci anni, almeno in questa provincia, lettera morta. Ora no! Viene approvato il Pssr e veniamo a sapere che qualcuno ha chiesto un'autorizzazione per realizzare, in questa Ulss, ben due ospedali di comunità.
Non mi azzardo a immaginare di cosa possa trattarsi: non ho visto crescere strutture sanitarie in questi pochi mesi di vigenza del Pssr. Che possa trattarsi di un semplice cambio di etichetta è sempre possibile. Ma ciò che mi chiedo è soprattutto questo: come è possibile decidere su questa materia se non sono state approvate (e nemmeno presentate) le schede territoriali che dovrebbero definire la programmazione regionale anche a proposito degli ospedali di comunità?
Tra qualche giorno dovremmo saperne di più. Non sarà facile perché la conferenza dei sindaci si riunisce in modo carbonaro: non si sa nulla della convocazione, non si pubblica nulla sul sito dell'Ulss dal quale i sindaci sono scomparsi dopo la ristrutturazione del sito stesso, non si invitano i quotidiani locali a seguire le riunioni e questi ultimi certamente non si dannano l'anima per cercare informazioni.
Ma qualcosa alla fine si saprà. Vedremo.

L'ordine del giorno completo della riunione è il seguente:

  • 1) Determinazioni relativamente alla programmazione presso le Case di Riposo dei posti letto auto e non autosufficienti (Richieste: C.R. Stienta, Trecenta, Lendinara)
  • 2) L.R. 22/2002 – Domanda di autorizzazione alla realizzazione presso l’Azienda Ulss 18 di 2 strutture intermedie denominate “Ospedale di comunità”
  • 3) Adesione al programma regionale di iniziative e di interventi in materia di immigrazione.
  • 4) Sportello integrato: monitoraggio dopo un anno di sperimentazione e proposte.
  • 5) Presentazione Progetto “Famiglie in rete” – (Dr. Borsellino, Direttore Dipartimento
  • Materno Infantile Ulss 8)
  • 6) Progetto “Terra di mezzo”: monitoraggio e proposte
  • 7) Comunicazioni del Presidente – sollecito pagamento quote contributive 2012
  • 8) Varie ed eventuali.

Liste d'attesa. Il consigliere regionale Pettenò scrive a Zaia

Una polemica lettera del consigliere regionale Pettenò torna sul problema delle liste d'attesa.
Qualche giorno fa il presidente della giunta regionale aveva minacciato fuoco e fiamme su un appuntamento, a distanza di anni dalla richiesta, come fosse un singolo isolatissimo caso. Pettenò ribatte che non è per niente raro e che se vuole ricevere delle segnalazioni non deve far altro che chiedere.
Leggi tutto dal sito del consiglio regionale.

20 ottobre 2012

"Grazie a quei medici che hanno salvato mia madre: era praticamente morta"

Ospedale San Luca di Trecenta
Una lettrice scrive per raccontare un esempio di buona sanità.
Da La Voce di Rovigo di venerdì 19/10/2012.
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Un esempio di buona sanità. Una anziana donna strappata da morte, se non certa, sicuramente molto probabile, dalle cure, continue e perfette, del personale medico dell'ospedale civile di Trecenta. E' la figlia a raccontarci come sia andata e a ringraziare tutti coloro che si sono presi cura dell'anziana.
Desidero segnalare un esempio di buona sanità occorso a mia madre presso l'ospedale di Trecenta. Il 27 giugno scorso.
Mia madre, di anni 88, è stata colta da malore e subito portata al pronto soccorso dell'ospedale civile di Trecenta. Giunta in shock cardiogeno a causa di una grave quanto improvvisa aritmia cardiaca fu letteralmente "riportata alla vita", mediante anche scosse elettriche, grazie alla tempestività dei soccorsi ed alla competenza dei medici del pronto soccorso e della Terapia semintensiva.
Sempre molto grave ma in parziale stabilizzazione fu successivamente trasferita nel locale reparto di Medicina dove per più volte andò in "pre-arresto", ovvero a rischio reale di morte, ma sempre prontamente e sapientemente soccorsa, anche con scosse elettriche al cuore.
In Medicina vi rimase circa un mese, seguita e curata dal personale in modo eccellente fino a stabilizzarla. Dalla Medicina venne trasferita nella locale Lungodegenza dove proseguirono le amorevoli e competentissime cure tanto da dimetterla, in struttura protetta, dove oggi si trova. Sia al pronto soccorso, che in Terapia semintensiva, in Medicina ed in Lungodegenza mia madre ha avuto delle cure altamente professionali che l'hanno portata da una morte certa ad essere stabilizzata e dimessa.
La professionalità degli operatori si è manifestata a tutti i livelli, medici, infermieri ed ausiliari: tutti bravissimi, di buon cuore e gentilissimi. Se mia madre è ancora viva lo devo a loro. Desidero pertanto pubblicamente ringraziare la dottoressa Anna Bocchi e tutto il personale della Terapia semintensiva dell'ospedale civile di Trecenta così come tutto il personale medico e paramedico, ausiliari compresi, della Medicina e della Lungodegenza dell'ospedale civile di Trecenta, in particolare il direttore dottor Emilio Ramazzina, le dottoresse Pizzardini, Zanca e Tomaini, il dottor Luca Busson e il dottor Carbonin.
In momenti come questi dove le denunce di malasanità si moltiplicano, mi è parso giusto e doveroso rappresentare un grande esempio di buona sanità.
Grazie per l'attenzione, distinti saluti.
Lucia Rando
Lendinara
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18 ottobre 2012

San Luca e salute in Altopolesine


Ricevo dal Comitato altopolesano per il "San Luca":

In occasione della fiera abbiamo ricordato ai cittadini di Trecenta e dell'altoplesine che l'impegno del Comitato altopolesano per il San Luca continua.
Una striscia bianca portava la scritta SANITA' VIETATO CEDERE PER NON FARCI RUBARE LA SALUTE, abbiamo distribuito volantini (ne alleghiamo alcuni) e raccolto firme di condivisione. In regione ne abbiamo già depositate 6000 raccolte nel 2005/6; volevamo verificare se continua la speranza di ottenere attenzione dalla regione per la difesa della salute di cittadini che si sono visti chiudere 4 ospedali e che vogliono un San Luca provvisto dei servizi che qualificano un ospedale per acuti con pronto soccorso.
Il San Luca deve garantire un servizio efficiente per 85.000 abitanti, con alta percentuale di anziani.
E' gradito qualunque segno di civile attenzione dalla Regione. Visto che hanno risposto a nostre comunicazioni il presidente Monti e il ministro Balduzzi.
Per il Comitato, Jenny Azzolini.
Allegati:
- questionario
- Riflessioni e proposte del Comitato per il San Luca
- Verbale Conclusione Gruppo Tecnico
Jenny Azzolini ha comunicato anche che l'edicola Dalla Pozza, utilizzata come centro di appoggio durante la fiera, continuerà ad essere utilizzata fino all'uscita delle schede ospedaliere ed all'ufficialità operativa dei centri territoriali h.24 su 24, 7 gg. su 7.

Decreto Balduzzi. L'Affari Sociali riscrive il decretone. Ecco il testo che andrà alla "fiducia"

fonte: http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=11419

La Commisione riscrive il testo del provvedimento recependo le indicazioni della Commissione Bilancio. Cassate le norme sulla deroga alla riforma delle pensioni per i dipendenti del Ssn e la possibilità di andare in quiescenza a 70 anni anche per gli ospedalieri. Ecco il nuovo testo che andrà al voto di fiducia.

17 OTT - La Commissione Affari Sociali ha licenziato un nuovo testo del decreto sanità dopo il parere della Commissione Bilancio che ne chiedeva una profonda revisione.
 
In allegato il nuovo testo sul quale il ministro Balduzzzi ha posto la questione di fiducia questa mattina. Il voto inizierà domani a partire dalle 9.30.
 
Per la sintesi delle norme vai a quest'altro articolo.

17 ottobre 2012

17 ottobre 2012

Emergenza famiglie: l'insostenibile leggerezza del welfare

fonte: http://www.cittadinanzattiva.it/primo-piano/salute/4090-emergenza-famiglie-l-insostenibile-leggerezza-del-welfare.html

Dopo i tagli al Welfare, le famiglie con anziani malati cronici pagano lo scotto: in un anno spendono in media circa 8.500 euro per ila badante, 3.700 euro per lo svolgimento di visite, esami o attività riabilitativa a domicilio, 1100 euro per farmaci non rimborsati dal SSN. E circa la metà denuncia l'impossibilità di conciliare il lavoro con l'assistenza al familiare malato. Presentato l'XI Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità del Cnamc.
Leggi il comunicato e il Rapporto

Legge di stabilità. Per la sanità confermati 1,6 mld di tagli. Ecco il testo finale del Governo

fonte: http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=11381

Nella versione finale del testo confermati i tagli alla sanità, soprattutto su beni e servizi. Scompaiono invece le norme sul pubblico impiego che prevedevano il blocco ulteriore degli stipendi e dell’indennità di vacanza contrattuale. Fuori anche la stretta sulla legge 104 sui permessi per l’assistenza ai parenti disabili.

16 OTT - Taglio di 600 milioni di euro al Fsn per il 2013 e di un miliardo nel 2014. La maggior parte delle risorse si otterrà attraverso l'abbassamento dei tetti di spesa per beni e servizi. Prevista anche la proroga a tutto il 2013 del blocco dei procedimenti di riscossione crediti verso le Regioni in Piano di rientro. Mentre scompaiono rispetto alla bozza iniziale l’ulteriore blocco degli stipendi e dell’indennità di vacanza contrattuale, ma la proroga sarà probabilmente adotattata entro l'anno con un atto amministrativo. Fuori dal testo anche la stretta sulla legge 104 sui permessi per l’assistenza ai parenti disabili che nella versione originaria prevedeva una riduzione del 50% dei permessi [si veda il precedente post "Tagli anche ai permessi retribuiti per l'assistenza ai disabili (Legge 104)"]. Queste le conferme e le ultime novità sulla Legge di Stabilità che emergono dall'esame del testo finale pubblicato dal Governo.
16 ottobre 2012

Leggi l'articolo completo con una sintesi delle norme della legge di stabilità che incidono sulla sanità.

Dossier Regioni. Dal 2010 e fino al 2015 tagli alla sanità per 26 miliardi di euro

fonte: http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=11399

I conti in una analisi che mette sotto la lente tutte le manovre degli ultimi anni. La conseguenza è un sostanziale congelamento delle risorse per la sanità con un finanziamento che passa dai 105.566 miliardi del 2010 ai 107.716 miliardi del 2015, con incrementi annui ben al di sotto del trend di crescita stimato.

16 OTT - Le Regioni hanno presentato uno studio dettagliato in cui sono stati elencati tutti gli interventi normativi e i tagli che hanno toccato la sanità dal 2010 ad oggi e anche per il futuro. E ad andare a vedere i numeri si scopre che tra una manovra e l’altra dal 2010 e fino al 2015 sono state ridotte le risorse per il finanziamento della sanità per un ammontare di 26 miliardi di euro, se si considerano anche gli ultimi tagli previsti dalla legge di stabilità (-600 milioni per il 2013 e -1 miliardo per il 2014).

16 ottobre 2012

Leggi l'articolo completo.

Decreto Balduzzi. Relazione Mef boccia modifiche Affari Sociali

fonte: http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=11393

Difficoltà in Commissione Bilancio sul Dl. È arrivata infatti una relazione, firmata dall’Economia, che in pratica boccia le modifiche fatte dalla Commissione Affari sociali. Il parere positivo del Mef è vincolato alla cancellazione di una serie di norme che generano maggiori oneri per lo Stato. 

16 ottobre 2012
Leggi la notizia completa.

Altri tagli in arrivo?

12 ottobre 2012

Il San Luca fondamentale per l'alto polesine


Alcuni giorni fa a Ficarolo, presso la sala Auser, rappresentanti dell'amministrazione comunale, di maggioranza e di minoranza, hanno approvato, assieme al gruppo di Ficarolo per il San Luca, un documento che contiene proposte per la sanità polesana e per l'ospedale di Trecenta in particolare.
Mario Gallani mi ha fatto avere il resoconto della serata pubblicato dal Gazzettino.
Visualizza l'articolo.

10 ottobre 2012

Tagli anche ai permessi retribuiti per l'assistenza ai disabili (Legge 104)

Solo se si assisteranno figli o coniuge disabili i permessi saranno retribuiti completamente
Hanno terminato la riunione alle tre del mattino. Forse stanchi ma non esausti al punto da risparmiarci una nuova ingiustizia, i ministri del governo Monti hanno deciso che la retribuzione dei permessi per l'assistenza a un famigliare disabile sarà dimezzata se non si tratta di un figlio o del coniuge. Se ad esempio, il famigliare disabile è un genitore la retribuzione viene dimezzata.

ASSISTENZA DISABILI - Il Governo punta ancora sui disabili, per fare cassa. In questo progetto di Legge, la stretta è prevista su chi usufruisce dei permessi da legge 104 per l'assistenza a un famigliare disabile. Nello specifico, per i giorni di premesso (che sono tre al mese) si prevede una diminuzione della retribuzione al 50% a meno che non si tratti dello stesso dipendente della PA che usa il permesso per sua patologia, o che si tratti di assistenza a figli coniuge. Se quindi il permesso dovesse servire ad assistere genitori disabili, niente retribuzione intera.
TAGLI ALLA SANITA' - Anche la sanità sarà obiettivo di una sforbiciata. In particolare, si parla di una riduzione di un miliardo e mezzo di Euro dal 2013, a carico del sistema sanitario nazionale, per il quale si diminuirebbe il tetto di spesa per l'acquisto di dispositivi medici, passando dal 4,9 al 4%. Sul piede di guerra, non solo la compagine politica (Pd in primis), ma anche il settore dei sindacati, con la Camusso, e lo stesso Ministro Renato Balduzzi, che avrebbe definito i tagli insostenibili, poiché [vanno] a sommarsi a quelli dello scorso giugno. 
Leggi la notizia originale.

08 ottobre 2012

"I nostri ragazzi non possono avere la responsabilità di salvare l'Italia"

Tocca ai disabili
I tagli ai servizi sociali creano problemi sempre più pesanti

Riporto qualche stralcio di un articolo pubblicato da La Voce di Rovigo sabato 6 ottobre 2012. Principalmente il virgolettato delle dichiarazioni della mamma di una bambina portatrice di handicap che, dopo gli ulteriori tagli ai servizi sociali erogati dall'Ulss 18, si sente abbandonata dalle istituzioni.


"Sono una mamma - sottolinea la signora Sarti - e chiedo solo la possibilità di guadagnarmi da vivere assistendo dignitosamente mia figlia".
Si rivolge poi all'Ulss 18, alla Regione e ai dirigenti preposti, attraverso il nostro giornale, sottolineando una serie di carenze assistenziali accentuatesi drammaticamente in questi ultimi tempi: "Cos'altro avete intenzione di togliere ai nostri figli disabili?".
Ormai, spiega la signora, si paga un ticket di 5o euro sui medicinali di vitale importanza tipo il Topomax; le famiglie pagano il trasporto dei propri cari nei centri diurni, mentre è stata soppressa la settimana di sollievo. "Non vi basta aver tolto i soggiorni climatici che potevano essere punti di aggregazione e socializzazione sia per gli utenti che per le famiglie?" chiede la signora Sarti.

"Non ci sono garze per le piaghe, non avete raccordi per la Peg". "Notevoli disagi stanno creando le variazioni orarie nei centri diurni e la comunicazione è arrivata a casa venerdì sera 28 settembre scorso con operatività immediata da lunedì primo ottobre - continua la signora annoverando i vari disagi per le famiglie - Ciò senza prima aver consultato le famiglie interessate. E poi parlano di collaborazione, ma qualcuno invece dovrebbe vergognarsi".

Certo i tempi richiedono di risparmiare su tutto, "ma tanto - attacca la mamma della ragazza disabile - i nostri  figli sono ricchi perciò devono pagare! Basta - conclude in tono accorato Giuliana Sarti - vi sembra giusto che ai nostri figli sia data la grande responsabilità di salvare l'Italia?".
Visualizza l'articolo completo.


05 ottobre 2012

Codice rosso per il San Luca

Il direttore generale dell'Ulss 18 ha bloccato tutte le assunzioni
Il direttore generale dell'Ulss 18 ha bloccato tutte le assunzioni fino alla fine del 2012. Martedì prossimo ci sarà una riunione urgente dello stesso direttore generale con i direttori del dipartimento emergenza, del dipartimento chirurgico e del laboratorio analisi.

La notizia è una bomba perché molti reparti e servizi sono in sofferenza proprio per carenza di personale, anche per quanto riguarda i medici. Degli impegni assunti dalla regione nella riunione dello scorso 27 gennaio in prefettura a Rovigo non c'è traccia. Nel frattempo c'è stata la spending review e soprattutto l'urgenza della regione Veneto di rientrare dal buco sulla spesa sanitaria.
Proviamo a riepilogare le situazioni più critiche per l'ospedale di Trecenta.
Ostetricia-ginecologia. Un medico trasferito.
Anestesia-rianimazione. Organico già ridotto; entro fine anno si perderà il primario e un altro medico.
Punto nascite. Potrebbe essere accorpato a Rovigo perché non raggiunge i mille parti l'anno. Che ne sarà del servizio di procreazione medicalmente assistita?
Protesi ortopediche. L'ordine è ridurre il numero degli interventi fino a fine anno.

27 settembre 2012

Via 2mila letti e 151 reparti. Di questo parlano Zaia & C.

Rinviata al 2016 la fusione delle Ulss
Zaia & C. si concentrano sul taglio dei posti letto e dei reparti.

Nel precedente post ho rilanciato un articolo del Giornale di Vicenza che raccontava dell'esito di una prima riunione di maggioranza sulle prossime schede ospedaliere.
Successivamente si sono riuniti a Padova nella sede del Pdl, il governatore Luca Zaia, il segretario della Lega  Flavio Tosi, il segretario del Pdl Alberto Giorgetti e gli assessori Luca Coletto, Marino Zorzato, Isi Coppola, il capogruppo del Pdl Dario Bond e Piergiorgio Cortellazzo vice capogruppo del Pdl.
Si è parlato del taglio di 2000 posti letto rispetto agli attuali 19mila (un migliaio di fatto sono già stati sacrificati), e di 151 apicalità (leggasi reparti) da cancellare. Reparti che vengono definiti "doppioni" ma per essere giudicati tali è sufficiente che ci siano specialità identiche nell'ambito della stessa Ulss. Una logica molto pericolosa, se applicata all'ospedale di Trecenta, che dispone di vari reparti presenti anche a Rovigo per ovvi motivi legati al territorio.
I dettagli nell'articolo del Gazzettino di martedì 25 settembre 2012.

24 settembre 2012

Cinque Ulss senza direttore generale, probabile fusione. Anche per Adria

Prima riunione sulle schede ospedaliere, molte novità. Nessuna positiva per il polesine
Il Giornale di Vicenza di domenica 23 settembre 2012, a pagina 8, titola:

NOVITÀ NEL 2013. Emergono anche le liste di reparti-doppione da eliminare e tagli nel Veronese
Sanità, per cinque Ulss niente nomina del dg
E' in vista una fusione
Nell'articolo di Franco Pepe si legge "Non più 22 ma 17 direttori generali. Arrivano i dg-commissari".
Il Pssr non prevede la riduzione del numero delle Ulss. Anche se l'argomento è stato a lungo discusso in commissione e nel consiglio regionale, alla fine si era deciso di non ridurre il numero delle Ulss. Insomma, pubblicato ai primi di luglio il piano è già disatteso, quello che Zaia non ha ottenuto in consiglio cerca di farlo passare nei fatti attraverso il commissariamento di cinque Ulss. A quanto riferisce il quotidiano, infatti, l'orientamento della maggioranza Pdl-Lega che governa la regione è cambiato.
A Venezia si è tenuta una prima riunione di maggioranza sulle schede ospedaliere. Hanno partecipato l'assessore alla sanità Luca Coletto con i capigruppo della maggioranza, Dario Bond del Pdl e Federico Caner della Lega Nord, il presidente della quinta commissione "Sanità" Leonardo Padrin e il vice capogruppo pidielpidiellino Piergiorgio Cortelazzo.
Si taglieranno, questo l'orientamento emerso nella riunione, mille posti letto "ma la scure dovrebbe abbattersi soprattutto sulle Ulss di Rovigo, Venezia, Verona".
Il direttore generale dell'Ulss 18, dal primo gennaio 2013, sarà anche commissario dell'Ulss 19 di Adria.
Leggi l'articolo de Il Giornale di Vicenza.

21 settembre 2012

Intervista al ministro Renato Balduzzi: “Il mio decreto, punto per punto”


quotidianosanità.it pubblica un'eclusiva intervista al ministro della salute.
20 SET - Ieri si è avviato il lavoro parlamentare per la conversione il legge del decretone sanità. Abbiamo incontrato il ministro Balduzzi che ci ha concesso una lunga intervista che offre una lettura “autentica” del decreto, da parte di chi l’ha scritto e fortissimamente voluto. Un provvedimento che ha creato tante aspettative ma altrettante polemiche.

20 settembre 2012

Ficarolo, il dibattito con sindaci e sindacati sul futuro dei San Luca

Da il Gazzettino di Rovigo, giovedì 20 settembre 2012
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Schede ancora ignote
Gravano le incertezze sul modo di applicazione del piano sanitari

Ilaria Bassi

Il gruppo di "Ficarolo per il San Luca" ha offerto alla cittadinanza, alle forze sociali e politiche, l'ennesimo esempio di impegno ed attivismo a salvaguardia della sanità polesana.
Martedì sera, nella sala consiliare del Comune, si è svolto l'incontro dal tema: «Piano Socio Sanitario Regionale. Quale prospettiva per il Polesine». Alla presenza di un numeroso pubblico, sono intervenuti i segretari provinciali della Cgil Davide Benazzo e della Cisl Antonio Barbiani (assente giustificato Romano Aio, segretario Uil), i sindaci di Fiesso Umbertiano Luigia Modonesi, di Gaiba Roberto Berveglieri e di Trecenta Antonio Laruccia.
Il dibattito pubblico, particolarmente apprezzato da tutte le parti in causa, è stato condotto da Dino Chieregati in veste di moderatore e si è svolto con la partecipazione dei consiglieri comunali di maggioranza e  minoranza, e del primo cittadino Fabiano Pigaiani, che ha sottolineato la «coesione dell'intera amministrazione   e la disponibilità a portare avanti qualsiasi altra iniziativa promossa dal comitato».
Benazzo ha ricordato l'importanza delle schede ospedaliere territoriali, di cui tuttavia, non si ha ancora alcuna  notizia. Ha poi puntato l'attenzione sui punti più critici del piano socio sanitario, come la modifica del governante dell'Ulss (il cambio del Direttore generale dopo tre anni), il problema del finanziamento che si ripercuoterà sui lavoratori già deboli o la scelta riorganizzativa ospedaliera (previsto un ospedale centrale e in rete altri presidi ospedalieri con specialità di base) che non tiene conto delle peculiarità del territorio. Secondo Barbiani, addentratosi nel tema della sanità in Polesine, «l'ospedale di Trecenta per sopravvivere deve dare risposte ad esigenze complementari».
Il sindaco Modonesi ha sollevato la questione della composizione del tavolo tecnico, formato per la gran parte dai rappresentanti Ulss e quindi poco propenso a dar peso alle istanze dei primi cittadini.
«Se non ci fosse l'ospedale di Trecenta bisognerebbe costruirlo - ha infine detto Mario Gallani, una delle anime del gruppo per il San Luca - perché un bacino d'utenza di ben 84mila abitanti rimarrebbe scoperto e privo di servizi sanitari».
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15 settembre 2012

Tagli per 7,8 milioni all'Ulss 18

1 milione e 858mila euro per effetto della spending review del governo nazionale.
5 milioni e 900mila euro per effetto del governo regionale.
Complessivamente il taglio al bilancio 2012 sarà dell'8,06% rispetto al 2011.

In un articolo di Alberto Garbellini su La Voce di Rovigo del 13 settembre tutti i dettagli.
http://it.wikipedia.org/wiki/File:Chopper,_meat_axe.jpg

«Razionalizzare la spesa senza intaccare quella dedicata ai servizi alla popolazione si può: il Veneto lo ha dimostrato con i fatti. Ci piacerebbe non essere gli unici, o tra i pochi, in Italia» dichiarava trionfalisticamente l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto non più tardi di un mese fa. Ma purtroppo, come al solito, non è così.
La giunta regionale sta approfittando del clamore suscitato dalla revisione della spesa voluta dal governo per propinarci la sua spending review, ed è la fetta più grossa dei tagli alla sanità.
Ma una spesa resta ben salda nelle intenzioni della giunta Zaia, quella per il nuovo ospedale di Padova. «Noi lo faremo» ha dichiarato in un'intervista pubblicata dal Gazzettino l'11 agosto. Serve un miliardo di euro, un miliardo per passare alla storia, un miliardo di euro di tagli per tutti noi. Hanno già cominciato a raschiare il fondo del barile. Spero che lo stridore dia fastidio alle orecchie di molte persone.

Per approfondire:
Scarica la Deliberazione della giunta regionale n. 1670 del 07 agosto 2012.
Scarica il Decreto del direttore generale dell'Ulss di Rovigo n. 650/2012.

14 settembre 2012

Pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto-legge sulla sanità

quotidianosanita.it pubblica il testo del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, intitolato "Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un piu' alto livello di tutela della salute".

 
Scarica il testo in Gazzetta.
 
Vai alla sintesi degli articoli.

13 settembre 2012

Martedì 18 settembre, a Ficarolo, si parla di Pssr e Polesine


MARTEDÌ 18 SETTEMBRE 2012, alle ore 21.00, presso la sala consigliare del comune di Ficarolo, incontro sul tema
IL PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE:
QUALE PROSPETTIVA PER IL POLESINE
Saluto del Sindaco Fabiano Pigaiani
Moderatore Dino Chieregati
Relatori:
Segretario Provinciale FP CGIL Davide Benazzo
Segretario Provinciale CISL FP Antonio Barbiani
Segretario Provinciale UIL FPL Romano Aio
Dibattito con la partecipazione dei Consiglieri Comunali
LA CITTADINANZA E INVITATA
Scarica il manifesto

11 settembre 2012

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sulla sanità

Per una prima illustrazione delle norme contenute rimando alla pagina di www.diritto.it
Il testo del decreto legge è consultabile presso www.lagazzettadeglientilocali.it
Ora deve essere esaminato dal Presidente della Repubblica e successivamente pubblicato sulla gazzetta ufficiale.
Gli argomenti affrontati:
  • Assistenza sanitaria territoriale
  • Intramoenia
  • Medicina difensiva
  • Trasparenza nella scelta di direttori generali e primari
  • Nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza)
  • Limitazione vendita di prodotti del tabacco
  • Certificati per l’attività sportiva amatoriale
  • Ludopatie
  • Sicurezza alimentare e sanità veterinaria
  • Edilizia ospedaliera
  • Istituto nazionale migrazioni e povertà (Inmp)
  • Ricerca sanitaria
  • Assistenza al personale navigante          

08 settembre 2012

San Luca, la protesta comincia dalla storia

Un gruppo di cittadini di Ficarolo ha presentato nei giorni scorsi un volume che confronta la situazione dell'ospedale di Trecenta nel 1997 con le attuali dotazioni.
Riporto il resoconto che ne ha fatto il Resto del Carlino di mercoledì 5 settembre 2012.
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L'OSPEDALE San Luca di Trecenta non può essere dimenticato. La lotta per proteggere il nosocomio continua e qualche giorno fa il gruppo di Ficarolo nato per la sua difesa ha lanciato un'iniziativa simbolica, presentando il volume `Com'era nel 1997, com'è oggi'. Alla serata erano presenti il primo cittadino Fabiano Pigaiani ed il capogruppo di minoranza Marco Martini. «L'obiettivo è quello di informare i cittadini - spiega Mario Gallani -. Questo libricino vuole essere uno strumento di conoscenza, una foto del nostro ospedale. Dal 1997 sono tante le cose che sono cambiate e i cittadini non ne sono pienamente a conoscenza.
Ecco perché abbiamo elaborato questo tipo di progetto: per conoscere e capire punti di forza e carenze del nostro ospedale. Credo sia ora di guardare anche alle cose positive. Si deve far chiarezza anche su ciò che funziona bene ed allargare la propria visione sulle strutture del Polesine. Noi avanzeremo delle proposte per iniziative concrete».
E' stata sottolineata la necessità di sensibilizzare e mobilitare la gente e anche i pazienti. «Credo che l'iniziativa sia encomiabile - sostiene il primo cittadino Fabiano Pigaiani - si pone a fianco di quelle già realizzate dall'amministrazione comunale. Mi rendo conto che altri sindaci mostrano scarsa attenzione alla questione. Io non voglio arrendermi». Il libro sarà presentato pubblicamente a breve e verrà distribuito a tutte le famiglie del paese. All'interno una sezione di tutti i sevizi offerti dal nosocomio nel 1997 e quelli offerti attualmente. C'è anche una sezione dedicata alle prestazioni sanitarie offerte dal Comune ed in appendice un elenco di consigli utili.
Laura Cestari
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01 settembre 2012

Un ticket di troppo?

Buona e rapida l'assistenza ricevuta ma i conti non tornano a un cittadino che scrive a La Voce di Rovigo (venerdì 31 agosto 2012, pag. 14).
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I DUBBI Un paziente
"Ma per quale motivo mi hanno mandato al Pronto Soccorso?"
Oltre la visita pneumologica paga anche l'accesso al Pronto soccorso: i sospetti di un paziente.
Ho da giorni un problema di salute che non si risolve nonostante cure varie e antibiotici, per cui il medico di base mi richiede una visita pneumologica urgente.
Con la prescrizione mi presento al Poliambulatorio dell'Ospedale di Trecenta. Da lì però mi mandano al Pronto Soccorso e da qui in Medicina dove vengo subito visitato da un pneumologo con diagnosi precisata, cambiamento di cura e controllo tra 30 giorni.
Devo subito premettere la soddisfazione nel riscontrare un atteggiamento gentile, attento e professionale da parte di tutti, paramedici e medico. L'infermiera mi aveva correttamente avvertito che non ero esente dal ticket, ma il pagamento è comunque una sorpresa: non pago solo per la visita pneumologica (20,50 giuro), ma anche la quota di accesso al Pronto Soccorso (25 euro) per un totale di euro 45,50.
Ora mi chiedo: se ci raccomandano sempre di non intasare inutilmente il Pronto Soccorso, perché il Poliambulatorio mi ha inviato lì ? Premetto che giorni prima, sempre a Trecenta, avevo eseguito una radiografia polmonare, sempre con richiesta di urgenza. Ma in questo caso la prestazione è stata fatta direttamente in Radiologia senza passare dal Pronto Soccorso. A questo punto - dati i conti sofferenti dell'Usl - il sospetto è che la dirigenza tenti di sanarli incassando 25 euro in più sulla pelle dei malati, peraltro con un semplice artificio burocratico e non di prestazione medica.
Lettera firmata
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Pulizie in ospedale: non rinnovati 13 contratti

Da La Voce di Rovigo di sabato 1° settembre 2012
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Tagli alla sanità con la spending review, la Cgil rilancia l'allarme "Effetti sottovalutati, a rischio servizi e decine di posti di lavoro"

ROVIGO - Una sforbiciata tutt'altro che indolore. Per lavoratori e utenti.
Il taglio del 5% per gli appalti di fornitura di beni e servizi nella sanità previsto dal decreto sulla revisione della spesa sta facendo sentire i propri effetti. Non solo le 13 dipendenti tempo determinato della Copma che si occupano delle pulizie dell'ospedale cui non verrà rinnovato il contratto. "Quella è solo la punta dell'iceberg - commenta Davide Benazzo della Pp Cgil Sanità - Tutta la parte sociale dell'ospedale è stata esternalizzata e sono diverse decine i posti a rischio".
Il taglio lineare interessa una miriade di servizi: dai Ceod (Centri educativi occupazionali diurni) ai trasporti, passando per l'assistenza domiciliare non sanitaria, al centralino del Cup, sebbene questo non sia affidato a una cooperativa sociale. "Non potendo chiedere uno sconto sul servizio, l'unica soluzione è quella di ridurre l'attività, con una ricaduta sul mondo del lavoro enorme. Si tratta soprattutto di cooperative sociali, le cui spese con percentuali che vanno dail'8o al 95% riguardano il personale. E di questi i dipendenti a tempo pieno che guadagnano mille euro al mese sono una minoranza", afferma anche Giuseppe Franchi, segretario generale della Fp Cgil rodigina.
Con una sforbiciata del genere le strade per gli enti locali sono due: o reinternalizzare i servizi, facendo ricadere il tutto sul personale interno su cui grava però il blocco delle assunzioni, oppure, più semplicemente, non farli più. E la Cgil punta il dito anche sulla regolarità giuridica della questione, perché si vanno a ricontrattare da parte della pubblica amministrazione, contratti in essere, con l'impossibilità di dire no, pena la rescissione. "ll rischio è quello di una miriade di cause, con costi imprevedibili tra qualche anno".
AI. Ba.
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Anche all'Ulss di Adria tagli alla ristorazione

Anche l'Ulss 19 di Adria tagli ai servizi di ristorazione.
Oggi su La Voce di Rovigo i sindacati di categoria lanciano l'allarme.
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Trenta lavoratrici
La spending review colpisce la ristorazione
Riccardo Pavanello
ADRIA - La spending review tocca, in maniera sensibile, l'ospedale di Adria e il settore della ristorazione.
Ieri, Diego Marcomini della Cisl Fisascat, Pieralberto Colombo della Cgil Filcams e Michela Bacchiega di
UilTucs hanno voluto spiegare i problemi che andranno a colpire 30 lavoratrici.
La società privata Dusman Service, che si è aggiudicata l'appalto ai servizi di ristorazione dell'ospedale di
Adria, taglierà quasi sicuramente 7mila ore di lavoro.
"Nella media annua, dalle 39mila, si passerà a 32mila ore lavorative" spiega preoccupata Michela Bacchiega.
E così facendo, da una media di 18-24 ore settimanali per queste lavoratrici part-time, si passerà alle 15-16.
"Una miseria, con cambi giomalieri ridotti veramente all'osso e con i servizi alla ristorazione che andranno sicuramente a rimetterci". Il cambio della ditta nel servizio di ristorazione all'ospedale di Adria prevede così una riorganizzazione sia del servizio sia degli orari di lavoro per gli addetti. E' una macchia d'olio che, al momento, ha toccato questo servizio, ma potrebbero esserci ulteriori novità sempre per quei servizi di pulizia, trasporto e socio assistenziale. "E' un taglio importante - spiega Marcomini - perché questa revisione
della spesa colpisce soprattutto le donne, e dei lavoratori che non hanno un impiego a tempo pieno". "Ora vediamo cosa succederà in questi primi mesi - spiega Colombo - ma potrebbe esserci un prossimo incontro con il prefetto per informare le istituzioni delle gravi conseguenze concrete di questa spending review".
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