7.11.12

"Il Comitato non è mai andato a genio a Laruccia"


Sul ruolo del sindaco di Trecenta nella spaccatura del comitato altopolesano per il San Luca [vedi i due precedenti post] ho ricevuto la seguente e-mail:

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Dividi et impera! Questa è la massima alla quale si uniformano tutti coloro che mettono in cima alle loro preoccupazioni il raggiungimento e la conservazione del potere! Ed il Sindaco di Trecenta si è inserito nella fessura provocata dalla "costola" ficarolese del Comitato - che non ha mai dimostrato di voler agire in armonia con tutto il resto dell'associazione anche se a volte ci possono (e, direi, ci debbono) essere opinioni diverse - e ne ha approfittato per assestare un colpo che, se gestito in maniera scomposta, potrebbe provocare gravi danni alla causa. Il Comitato non è mai andato a genio a Laruccia forse perchè lo ha sempre visto come un avversario politico più che come un prezioso alleato per la comune lotta per l'ospedale dell'altopolesine. Ha sempre temuto che il comitato gli togliesse la scena, e, magari, potesse avere dei meriti propri che andassero a svilire la sua figura di condottiero, unico a cui attribuire il merito della vittoria.
Ma, ancora di più, quanto è successo in questi ultimi anni dimostra una cosa che fa ancora più male. I sindaci, tutti, che si vantano di essere eletti direttamente dal popolo e che per tale motivo si pavoneggiano di un potere spesso ben superiore a quello effettivo che la legge attribuisce loro, non hanno portato avanti gli interessi della cittadinanza ma hanno tenuto in debito conto molto di più gli "ordini di scuderia" dei loro referenti politici. Quale sindaco, a cominciare da Laruccia, ha mai veramente avuto a cuore la sorte del San Luca? Perchè, se così fosse, avrebbero guidato essi stessi il comitato, al di là delle appartenenze politiche sapendo di combattere una battaglia importantissima perchè qui - e chi lo nega dimostra di non capire niente di quanto sta succedendo nel nostro Paese - sono in gioco sia la Democrazia che i diritti dello Stato Sociale costituzionalmente previsti ed ormai regolarmente calpestati. E' una battaglia, questa sì, veramente epocale e invece questi signori di cui nessuno fra qualche anno si ricorderà più - anche se si danno da fare per diventare dei sindaci-faraoni costruendo le loro personali "piramidi" -, pensano come i loro "fratelli" maggiori e sono preoccupati, più di qualsiasi altra cosa, della loro piccola fetta di potere da conservare con le unghie e con i denti invece di usarlo, insieme, per raggiungere (o almeno tentare di raggiungere) fini nobili. I cittadini devono capire che, di fatto, la democrazia rappresentativa è morta (o, quantomeno, è agonizzante) e ruffianare i vari laruccia o pigaiani - li scrivo con la minuscola perchè intendo categorie e non persone - non serve a nulla...
Lettera firmata, Trecenta

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