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20 aprile 2007

Giù le mani dal San Luca, Trecenta non sia secondaria a Rovigo

E' stato diffuso in questi giorni nei comuni dell'alto polesine un ciclostilato intitolato Giù le mani dal San Luca, un titolo esplicativo per un progetto che mira a raccogliere tutte le risorse disponibili a salvare l’ospedale di Trecenta, indipendentemente dagli schieramenti e dalle appartenenze politiche.

Pubblichiamo di seguito l'intervento del dott. Massimo Lincetto, consigliere comunale di Trecenta, rappresentante dell'Associazione per la difesa del San Luca.

No ad un unico ospedale su due sedi: Trecenta non sia secondaria a Rovigo

Ringrazio il Consigliere Comunale Michele Franchi, che s’è fatto promotore di questa campagna di sensibilizzazione ed informazione nei confronti della popolazione, sull’attuale situazione del S. Luca di Trecenta, per avermi invitato ad esprimere la mia opinione.
A lui, come a me ed ad altri amministratori, sono giunte e giungono le lamentele dei Cittadini per com’è attualmente strutturato ed organizzato il nostro ospedale. Sono le stesse persone che ci hanno delegato a rappresentarli e che l’attuale Amministrazione dell'ULSS sembra considerare così poco. Cittadini a cui dobbiamo invece dar voce e render conto. E’ evidente come il presente, ma ancor più il futuro, del S. Luca destano fondate preoccupazioni.
La mia opinione su com’è strutturata la sanità nell’Altopolesine, è nota da tempo. Le mie critiche sono iniziate ancora nel 2003, non appena s’è rivelato il piano gestionale dell’attuale Direttore Generale dott. Marcolongo. Piano poi attuato in sostanza, senza colpo ferire, nonostante le proteste di alcune figure istituzionali (poche) e grazie al silenzio di quegli amministratori (molti), che hanno troppo spesso ritenuto la materia sanitaria un tabù al di la delle loro competenze e/o capacità. Quasi un fastidio da delegare al “Tecnico” di turno. Spesso trincerandosi dietro alla realtà che ”tanto il Direttore Generale fa quello che vuole e risponde direttamente a Galan”; dimenticando che la politica è partecipazione, presa di posizione ed anche ricerca di soluzioni non codificate.
Il risultato di tutto ciò che noi oggi ci troviamo di fronte, discende dalla concezione di Marcolongo di avere: “un unico(!) ospedale su due(!) sedi”. Ciò significa, in estrema sintesi, che c’è una suddivisione dei compiti assistenziali: a Trecenta è relegata parte dell’attività programmata, mentre Rovigo copre l’acuzie (oltre a tutto il resto).
Non è un caso se tutte le strutture direttive o sono a Rovigo, o sono in procinto d’esservi trasferite. I due ospedali proclamati paritetici, hanno nella realtà peso specifico ben diverso ed evidente agli occhi di tutti noi. A Trecenta abbiamo un ospedale dove per troppe patologie si trova assistenza solo secondo l’ora od il giorno in cui si arriva. Dopo, tutti a Rovigo o dove meglio si preferisce.
Ma per Marcolongo questo non è certo un problema, tanto secondo lui (sono sempre parole del Direttore Generale) i cittadini altopolesani “sono abituati tropo bene” ed “è ora che imparino a spostarsi”.
E’ ora invece che la gente conosca queste cose, prenda posizione e si schieri anche contro quei politici locali che giustificano e sostengono l’operato di questo Direttore che tiene in poco o nullo conto la precaria viabilità esistente, l’età media avanzata della nostra gente, le sfavorevoli condizioni climatiche e la conformazione del territorio.
Non dobbiamo dimenticare mai che il S. Luca è nato lì, perché lì serviva. Ed è il risultato della riunificazione dei quattro ospedali prima esistenti in Altopolesine. Ora fattivamente vogliono toglierci anche questo? E in nome di cosa poi, forse della razionalizzazione? Una razionalizzazione che in molte province del Veneto è ancora solo sulla carta! O forse sulla base di chissà quale economia di gestione, che dall’analisi dei conti dell’ULSS 18 fatta dall’Assessore Provinciale alla Sanità (non ho letto smentite in proposito) tanto economica non pare.
O forse più semplicemente c’è dell’altro che al momento… ci sfugge.
Io e gli altri componenti il Tavolo di Lavoro, che a Trecenta opera in collaborazione con le Associazioni dei cittadini per la salvaguardia del S. Luca, abbiamo già portato nelle varie sedi istituzionali (Regione Veneto, V Commissione, Assessore alla Sanità Tosi, Comuni) questa problematica che riteniamo fondamentale ed irrinunciabile per il nostro territorio. Abbiamo raccolto le firme di protesta di oltre 5000 cittadini e ci battiamo, in modo trasversale alle varie componenti politiche, perché il S. Luca ritorni ad essere un vero ed autonomo ospedale per acuti e non una dependance di Rovigo. Se poi, all’interno della struttura, c’è spazio per delle “eccellenze” che ben vengano! Ma devono essere in aggiunta e non in sostituzione dell’operatività di base.
Attenzione! non lasciamoci abbagliare dal solito specchietto per le allodole.
L’integrità della salute è troppo importante per trascurarla. Non dimentichiamo che riguarda tutti, indistintamente dal credo e dalla fede politica, ragion per cui tutti siamo indistintamente chiamati ad impegnarci.
Solo se faremo sentire forte la nostra voce, possiamo ancora sperare di cambiare questa situazione che si consolida sempre più ogni giorno che passa.

Massimo Lincetto
consigliere comunale di Trecenta
rappresentante dell'Associazione per la difesa del San Luca.

18 aprile 2007

Giù le mani dal San Luca: rimettere al primo posto il paziente

E' stato diffuso in questi giorni nei comuni dell'alto polesine un ciclostilato intitolato Giù le mani dal San Luca, un titolo esplicativo per un progetto che mira a raccogliere tutte le risorse disponibili a salvare l’ospedale di Trecenta, indipendentemente dagli schieramenti e dalle appartenenze politiche.
Il suo promotore, Michele Franchi, consigliere comunale di Ficarolo, ha aperto la pubblicazione con l'articolo che riproduciamo di seguito.

L'azione vessatoria della direzione generale ha portato disaffezione dei cittadini.

Parte un progetto per una sanità diversa. Per rimettere al primo posto il paziente.

E' tempo che chi amministra la nostra sanità torni ad ascoltare la voce della gente.


"Giù le mani dal S.Luca" è un progetto a cui ho dato vita e che ha l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini sui problemi della sanità altopolesana, attraverso conferenze come quelle già realizzate a Bagnolo Po e Ficarolo e attraverso questo giornalino che verrà distribuito a cadenza periodica nei locali pubblici dell'altopolesine. Importanti alleati in questa battaglia sono l'ass. provinciale alla sanità Guglielmo Brusco, il dr Massimo Lincetto, cons.comunale a Trecenta e Piero Tosarello, in rappresentanza dei pazienti e dei familiari del reparto pneumologico del S.Luca. La gran parte dei politici altopolesani non sta facendo molto per difendere il nostro ospedale, sembra quasi si tratti di un tema di serie B. Parlando dell'argomento, suscitando interesse tra la gente, vogliamo indurre i parlamentari nonchè assessori regionali dell'altopolesine a rendersi conto della gravità della situazione, affinchè si diano da fare a livello regionale per un maggior rispetto della nostra sanità.
Già a partire dal prossimo numero del giornale spero di poter ospitare i vostri commenti, non importa se contrari o favorevoli al nostro operato o alla nostra opinione, l'importante e che se ne parli, che si discuta, che i cittadini tornino padroni della loro sanità.

Non si tratta di politica, alcune delle persone sopra citate (come me) sono di centro-destra, altre di sinistra; si tratta di sanità, un bene di tutti e per il quale è necessario, se non doveroso, superare certe barriere partitiche.
L'ospedale S.Luca di Trecenta era classificabile, fino a pochi anni fa, come uno dei migliori d'Italia nel suo genere. La struttura da un punto di vista del budget si automanteneva, la produzione ospedaliera causata dalla forte mobilità attiva riusciva a coprire le spese gestionali. Il pronto soccorso era in guardia attiva 24h su 24, con la possibilità di utilizzare gli specialisti nelle diverse branche. Soprattutto, l'ospedale S.Luca rappresentava un luogo sereno dove lavorare per i medici e per il personale infermieristico e un punto di riferimento per tutti i cittadini altopolesani.

Oggi non è più cosi. L'azione vessatoria nei confornti della struttura ha portato disaffezione del personale, riduzione dei ricoveri, dell'attività specialistica, della mobilità. Tuttavia, contrariamente a quanto si penserebbe, le spese sono aumentate, perchè meno pazienti significa meno introiti. I primari sono passati da 9 a 3, anche i posti letto con il recente accorpamento sono stati ridotti di qualche unità. Il pronto soccorso dopo le 17:00 non è più associato ad attività specialistica, laddove sia necessario un intervento più specifico il paziente è mandato a Rovigo. Per non parlare poi dei servizi e dei reparti venuti a mancare e di altri accorpati tra loro (pneumologia, cardiologia ecc ecc). Oggi la popolazione non trova più elementi di sicurezza nell'ospedale e si rivolge ad altre strutture, pubbliche (Ferrara, Legnago, Pieve di Coriano), o private (S.Maria Maddalena).
Ad aggravare la situazione si aggiungono i commenti del direttore generale Dottor Marcolongo, che in una recente Conferenza dei Sindaci, ha dichiarato che la rimodulazione organizzativa non ha portato alcun disagio per i pazienti. "Non sono i trenta chilometri che fanno la differenza, i pazienti erano abituati bene contro il loro interesse"-ha sostenuto Marcolongo, e poi ancora:"è bene che si sposti il paziente, non sempre decentrazione è eccellenza, a volte è decadimento. Si dice che prima l'opedale funzionasse bene, in realtà prima era considerato funzionante da chi non era attrezzato da un punto di vista tecnico. Noi abbiamo esperienza e i numeri ci danno ragione". Oltre a queste pesanti affermazioni è necessario sottolineare l'assoluto disinteresse del Dr Marcolongo verso il parere delle associazioni e degli amministratori che ne criticano o più in generale ne mettono in discussione l'operato. Non c'è da parte sua nessuna volontà di confornto.

Noi abbiamo in mente un'idea di sanità diversa da quella che attualmente viene messa in pratica in polesine, un' idea di sanità dove al primo posto non siano i bilanci, i soldi, gli interessi, ma dove al primo posto sia il paziente, la persona.
Per questo non possiamo dirci d'accordo con chi ritiene che Trecenta debba essere trasformata in una struttura secondaria rispetto a Rovigo, con chi ritiene che il paziente debba spostarsi. Si tratta di idee assurde, da falsi medici. Si spostino loro, vengano a sentire cosa ne pensa la gente.
Studiando il caso S.Luca emerge negli ultimi anni una precisa strategia: attraverso riduzioni di servizi, accorpamento di reparti, vogliono creare disaffezione tra la gente nei confronti del S.Luca. Il loro obiettivo è questo: vogliono diminuire il numero di pazienti e poi avere la scusa per chiudere l'ospedale.
A loro noi diciamo: giù le mani dal S.Luca, giù le mani dal nostro ospdale!!

Michele Franchi
cons.comunale Ficarolo
franchifranchi@libero.it

14 aprile 2007

Giù le mani dal San Luca. A Canda pubblico numeroso e partecipe

La sala civica comunale era gremita giovedì sera a Canda, qualcuno è rimasto in piedi sulla porta d’ingresso. Il tema, evidentemente, era molto sentito dalla popolazione: il futuro dell’ospedale di Trecenta.
Giù le mani dal San Luca è un progetto che si è concretizzato con la pubblicazione di un ciclostilato diffuso in questi giorni. Il suo promotore, Michele Franchi, consigliere comunale di Ficarolo, ha introdotto la serata enunciandone lo scopo: raccogliere tutte le risorse disponibili a salvare l’ospedale di Trecenta, indipendentemente dagli schieramenti e dalle appartenenze politiche.
Subito dopo Guglielmo Brusco, assessore provinciale alla sanità, ha fornito una quantità di dati che mirano a dimostrare la fallimentare gestione dell’Asl 18 da parte del suo direttore generale, Adriano Marcolongo. Nonostante i tagli, le riduzioni di servizi e gli accorpamenti che hanno colpito, in particolare, il San Luca l’ultimo bilancio consuntivo reso noto si è concluso con un disavanzo record di 51 milioni di euro.
Stefano Pelà, sindaco di Canda, ha dichiarato che sull’ospedale di Trecenta non ci devono essere steccati: l’unico obiettivo è tenerci saldo il San Luca.
Per quanto mi riguarda ho raccontato le vicende del reparto di riabilitazione pneumologica attirando l’attenzione dei presenti sul ruolo del direttore generale dell’Asl e sull’importanza della mobilitazione popolare a difesa dei servizi resi dall’ospedale. Il problema attuale è garantire il ripristino dei posti letto per i pazienti pneumologici. E su questo ho chiesto l’intervento decisivo dei sindaci, le figure istituzionali che meglio rappresentano le comunità locali e le necessità della popolazione.
Gilberto Bianchini, in rappresentanza dell'Associazione per la difesa del San Luca, ha sostenuto che l’idea del direttore generale dell’Asl di un ospedale su due sedi, Rovigo e Trecenta, è deleteria per il San Luca. Ha citato, come altri intervenuti il grave problema della funzionalità del pronto soccorso dopo le ore 17 e nei giorni festivi e prefestivi. Bianchini ha riservato una nota polemica al presidente della conferenza dei sindaci Oscar Tosini di cui, ha dichiarato Bianchini, non condivide l’azione.
Michele Franchi, a conclusione degli interventi dei relatori, è tornato sul problema del pronto soccorso e ha ricordato che, in questi anni, i primari del San Luca sono stati ridotti da 12 a 3 soltanto. Suscitando un certo scalpore ha riferito alcune dichiarazioni del direttore generale dell’Asl in occasione della conferenza dei sindaci del 20 novembre scorso, quando ha affermato che alcuni medici andrebbero licenziati perché parlano troppo.
Dal pubblico sono intervenuti alcuni cittadini di Canda e l’ex sindaco di Lendinara Piero Bassani, il quale ha affermato che i comuni devono mettere i bastoni fra le ruote al direttore generale e ha proposto di non approvare, per protesta, il bilancio dell’Asl per i servizi sociali.

Pietro Tosarello

08 aprile 2007

I medici di medicina generale criticano l'ASL 18

DOCUMENTO

Riportiamo il testo della lettera con cui la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, sezione di Rovigo, pone in evidenza una nutrita serie di problemi rilevati nella nostra Asl. Primo destinatario è ovviamente il massimo dirigente dirigente dell’Asl stessa, il direttore generale.
Si tratta di un documento molto specialistico che richiederebbe un approfondimento a scopo divulgativo. Data la rilevanza delle critiche avanzate rispetto alla gestione della sanità nel medio e nell’alto polesine abbiamo ritenuto opportuno pubblicarlo subito integralmente, con l’impegno a riportare eventuali approfondimenti in successive occasioni.

FIMMG
Federazione Italiana Medici di Medicina Generale
Sezione Provinciale di Rovigo – Via Silvestri 6, 45100 Rovigo
Tel. 0425 28426 Fax 0425 28620
Rovigo lì, 02 Aprile 2007

-AL DIRETTORE GENERALE ASL18 ROVIGO DOTTOR ADRIANO MARCOLONGO
-AL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEI MEDICI DELLA PROVINCIA DI ROVIGO DOTTOR FRANCESCO NOCE
-AL PRESIDENTE CONFERENZA DEI SINDACI DELLA PROVINCIAA DI ROVIGO OSCAR TOSINI
-ALL’ASSESSORE ALLA SANITA’ DELLA PROVINCIA DI ROVIGO GUGLIEMO BRUSCO
-AL PRESIDENTE DEL COMITATO REGIONALE VENETO PER LA MEDICINA GENERALE
-AL SEGRETARIO REGIONALE FIMMG VENETO DOTTOR GIUSEPPE GRECO

Oggetto: criticità nella assistenza territoriale delle ASL 18 Rovigo della Regione Veneto

Il Direttivo Provinciale FIMMG, dopo valutazione approfondita e condivisa con gli iscritti
(Verbale assemblea del 28-03-2007) sull’andamento dei percorsi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione oltre che dei progetti ed interventi assistenziali finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di salute enunciati nei Patti Aziendali per il territorio in oggetto,
RITIENE DOVEROSO EVIDENZIARE LE SEGUENTI CRITICITA’ EMERSE:
A)
La mancanza di effettiva traduzione operativa dei progetti, elaborati, discussi e condivisi, relativi a patologie rilevanti e diffuse tra la popolazione che ha determinato:
· inadeguatezza delle risposte ai bisogni emergenti di tali patologie,
· sottoutilizzo delle potenzialità clinico - gestionali dei medici di famiglia e delle forme associative esistenti,
· scarsa integrazione fra i vari servizi distrettuali ed operatori delle cure primarie,
· dubbia razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse.
B) La mancata elaborazione o attivazione di strumenti facilitatori nella gestione dei percorsi burocratici, correlati ai processi assistenziali, che ha comportato:
· rallentamenti nell’erogazione delle prestazioni,
· ulteriori disagi ed aggravi economici ai pazienti “fragili” ed ai loro famigliari,
· utilizzo improprio e spesso afinalistico dell’organizzazione del medico di famiglia,
· una burocrazia aggressiva sulle formalità e demotivante sulla sostanza ( richiamo scritto per una confezione di lancette pungidito in più, per contro assenza di un elenco aggiornato di pazienti diabetici)
· continue carenze nella gestione dei Piani Terapeutici, nella notifica delle esenzioni per patologia, nella applicazione delle note AIFA nonostante il contributo dato dai mmg per risolvere le lacune passate ed indicare soluzioni strategiche per il futuro che non fossero di danno per il cittadino e per il sistema,
· conflittualità e sfiducia dei cittadini nei confronti del SSN e degli operatori sanitari.
C) La diffusa sensazione che manchi, in chi deve programmare e gestire la risposta alle reali necessità dell’assistenza sul territorio, la sensibilità, la consapevolezza e l’autorevolezza per:
· lo sviluppo di processi di integrazione ospedale-territorio condivisi, visibili e valutabili oltre che sostenuti da risorse adeguate per la continuità delle cure nel paziente fragile (ADI, dimissioni protette, pazienti oncologici, progetto femore ?, progetto ictus ? percorsi assistenziali preferenziali o agevolati alternativi al ricovero)
· la costruzione ed organizzazione di interventi di prevenzione efficaci, duraturi e partecipati nelle finalità e nell’attuazione da tutti gli operatori interessati.
D) La mancanza di un progetto di partnership fra l’Azienda e la Medicina Generale che si basi:
· sulla condivisione nella formulazione e programmazione delle attività assistenziali sul territorio,
· sulla valutazione ed sul monitoraggio congiunti delle attività distrettuali ai fini di rendere gli interventi assistenziali sempre più consoni ai bisogni rilevati,
· sul riconoscimento puntuale dei sott’obiettivi raggiunti nei Patti attraverso una reportistica appropriata e verificabile,
· sul rispetto e sulla valorizzazione delle funzioni degli istituti previsti e delle commissioni istituite come strumenti di crescita per la professione e per l’organizzazione delle cure primarie.

Il Direttivo rileva come tali criticità costituiscano fattori di ostacolo al perseguimento di qualità ed appropriatezza nelle assistenza socio sanitaria sul territorio e siano altresì d’impedimento per una condivisione di obiettivi di salute per i futuri Patti Aziendali.

Con osservanza.

IL DIRETTIVO PROVINCIALE
FIMMG ROVIGO

07 aprile 2007

Canda, "QUALE FUTURO PER L'OSPEDALE S. LUCA?"

Giovedì 12 Aprile
ore 21.00
presso la Sala civica (all'interno del municipio) del Comune di Canda

Incontro:
“Quale futuro per l'ospedale San Luca?”

Introduce Stefano PELA' - Sindaco di Canda

Interventi a cura di:

Michele FRANCHI
consigliere comunale di Ficarolo, responsabile del progetto “Giù le mani dal San Luca”

Pietro TOSARELLO
in rappresentanza dei familiari e dei pazienti del reparto di pneumologia di Trecenta

Guglielmo BRUSCO
assessore provinciale alla sanità

Gilberto BIANCHINI
consigliere comunale di Trecenta, in rappresentanza dell'Associazione per la difesa del San Luca

PARTECIPIAMO IN TANTI PER DIFENDERE IL FUTURO DEL NOSTRO OSPEDALE!

01 aprile 2007

Ficarolo, approva odg per pneumologia al San Luca


Il consiglio comunale di Ficarolo, nella seduta del 29 marzo 2007, ha approvato all'unanimità la proposta di ordine del giorno che, come pazienti e loro familiari del reparto di pneumologia di Trecenta, abbiamo inviato ai comuni del distretto sanitario.
Ringraziamo gli amministratori comunali di Ficarolo.
Salgono così a quattordici i comuni che hanno approvato questo documento. Per quanto tempo ancora le deliberazioni dei comuni verranno ignorate dal direttore generale dell'Ulss 18?


22 marzo 2007

Ficarolo, pneumologia in consiglio

Giovedì prossimo, 29 marzo 2007, il consiglio comunale di Ficarolo discuterà il documento che, come familiari dei pazienti pneumologici, abbiamo proposto ai comuni del distretto sanitario. Se approvato, saranno quattordici i comuni dell'altopolesine ad aver adottato una deliberazione analoga. E' un sostegno concreto per il mantenimento delle possibilità di cura, per i pazienti pneumologici, presso l'ospedale di Trecenta.

L'ordine del giorno chiede al direttore generale dell'Ulss:

- il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di pneumologia di Trecenta, prima dell’adozione del decreto n. 699 del 26/09/2006 e, in particolare, dell’applicazione che ne è stata materialmente data;
- che venga assicurata la presenza del personale medico e infermieristico proprio del reparto di Pneumologia;
- che non venga, in alcun modo, disperso il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera e domiciliare.


18 marzo 2007

Badia Polesine, consiglio unanime contro lo svuotamento del San Luca

Preoccupazione per il continuo "svuotamento" dell’ospedale
Contrari al ridimensionamento del San Luca. Il consiglio comunale vota all'unanimità

Così il quotidiano Il Gazzettino titola l'articolo di Paolo Aguzzoni che riporta le parti essenziali della discussione avvenuta sulla nostra proposta di ordine del giorno (seduta del 15 marzo 2007) a proposito delle conseguenze dell'intervenuto accorpamento del reparto di riabilitazione pneumologica ad altri due reparti dell'ospedale 'San Luca' di Trecenta.

Il sindaco Paolo Meneghin, presentando l'ordine del giorno, ha detto : «Con la ristrutturazione del servizio effettuata a settembre dal direttore dell'Uls 18 Adriano Marcolongo, che ho appresa solo dalla stampa, ci sono stati dei disagi soprattutto nei primi mesi. Come Conferenza dei sindaci abbiamo effettuato due sopralluoghi e debbo dire che le precisazioni che la direzione generale ci ha fornito non ci hanno del tutto soddisfatti anche se la stessa ha dato notizia di altri investimenti per il San Luca per portarvi tutta la riabilitazione dell'Ulss 18».
E ha concluso: «Trecenta deve rimanere un ospedale per acuti e ci preoccupano eventuali decisioni della Regione in senso opposto. Non siamo d'accordo con quello che dice Marcolongo: un ospedale in due sedi; così si declassa Trecenta».
Il consigliere Giovanni Rossi ha dichiarato: «Non so come andrà a finire per me, perchè sono dipendente dell'Ulss 18, ma non posso non dire che il decreto di fine settembre che ristruttura il servizio di pneumologia è in perfetto stile marcolonghiano: sembra non succeda nulla e poi ci sono solo tagli. Mi chiedo: perchè non ha fatto altrettanto a Rovigo? Perchè tagliare solo a Trecenta ?».
Inoltre, il consigliere Rossi ha aggiunto: «All'apertura di Trecenta , un ospedale costruito per 380 posti letto, c'erano dodici primari, dopo la riorganizzazione di settembre ce ne sono solo tre e nel frattempo i posti letto sono ridotti a un terzo: con questi presupposti si fa un ospedale per acuti? Chiaramente Marcolongo è di fatto un commissario che penalizza l'Alto Polesine speriamo che i suoi regali siano finiti».
Il consigliere Claudio Brusemini ha aggiunto: «Il documento che approviamo stasera purtroppo rischia di non avere nessun effetto perchè Marcolongo non ascolta nessuno e va per la sua strada». Meneghin ha chiuso dicendo: «Solo la Regione può a questo punto intervenire: stasera mi sento di dire che i nostri successi su questo fronte sono stati molto pochi». L'ordine del giorno è stato approvato all'unanimità.

E' possibile visualizzare integralmente l'articolo, per trenta giorni, tramite la Ricerca Online (parola chiave Trecenta, data 18 marzo 2007) oppure cliccando qui.
Nota: le parti in corsivo sono tratte dall'articolo citato.
Riferimenti su questo blog:
Per il sopralluogo della delegazione della conferenza dei sindaci effettuato al San Luca il 30 novembre, clicca qui.
Per il sopralluogo del 6 febbraio, clicca qui.

17 marzo 2007

Pneumologia al San Luca, Badia approva

Nella seduta del 15 marzo 2007 il consiglio comunale di Badia Polesine ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno proposto dal comitato Pazienti e loro familiari del Reparto di Pneumologia di Trecenta.
Salgono così a tredici i comuni del distretto sanitario che sostengono le ragioni dei cittadini dopo l'accorpamento del reparto di riabilitazione pneumologica ad altri due reparti del San Luca. Ringraziamo gli amministratori comunali di Badia Polesine.
E' questa un'ulteriore testimonianza dell'accresciuto interesse degli amministratori comunali nei confronti delle decisioni del direttore generale che, a più riprese, hanno interessato l'ospedale di Trecenta.
In particolare, col decreto n. 699 del 26.09.2006, è stato deciso di raggruppare alcuni reparti suscitando l'allarme dei pazienti del reparto di pneumologia e dei loro familiari.
In particolare, la nostra proposta prevede la richiesta, al Direttore Generale dell’Ulss n. 18, dei seguenti punti:
- il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di pneumologia di Trecenta, prima dell’adozione del decreto n. 699 del 26/09/2006 e, in particolare, dell’applicazione che ne è stata materialmente data;- che venga assicurata la presenza del personale medico e infermieristico proprio del reparto di Pneumologia;- che non venga, in alcun modo, disperso il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera e domiciliare.

Delle problematiche del San Luca si è discusso in due recenti dibattiti a Ficarolo e a Bagnolo di Po.

12 marzo 2007

Bagnolo di Po, "QUALE FUTURO PER L'OSPEDALE S. LUCA?"


LUNEDI' 12 MARZO, ore 21
Sala consiliare comune di Bagnolo di Po
convegno:

"QUALE FUTURO PER L'OSPEDALE S. LUCA?"

Introduce: Pietro Caberletti, sindaco di Bagnolo di Po

Interventi di:
Guglielmo BRUSCO - ass.provinciale alla sanità
Michele FRANCHI -cons. comunale Ficarolo
Piero TOSARELLO -in rappresentanza dei pazienti e familiari del reparto pneumologia di Trecenta-
Dott. Massimo LINCETTO - in rappresentanza dell'Associazione per la difesa del San Luca

Vieni anche tu a far sentire la voce dei cittadini per la difesa del nostro ospedale!!


11 marzo 2007

Qualche indicazione dal sopralluogo al San Luca (febbraio 2007)


In mancanza di un qualche comunicato ufficiale sull’esito del sopralluogo effettuato (6 febbraio) al San Luca dalla delegazione incaricata (conferenza dei sindaci del 15 gennaio scorso), abbiamo raccolto qualche anticipazione.

Il primo sopralluogo all’ospedale di Trecenta, va ricordato, è nato dalla discussione che si è avuta durante la riunione della conferenza dei sindaci del 20 novembre a proposito dell’accorpamento del reparto di riabilitazione pneumologica ad altri due reparti.
A seguito di quel primo controllo, la conferenza dei sindaci, nella riunione del 15 gennaio, ha acquisito un documento molto critico da parte della delegazione incaricata. In quella occasione è stato deciso di dar corso a un ulteriore sopralluogo allo scopo di verificare lo stato di attuazione dei programmi annunciati da parte dell’Ulss.
Durante il secondo sopralluogo, effettuato lo scorso 6 febbraio, l’attenzione della delegazione è stata in parte distolta dal punto di partenza e cioè evitare che l’accorpamento dei reparti si riflettesse negativamente sui servizi ospedalieri e domiciliari erogati dalla riabilitazione pneumologica prima del decreto n. 699 del direttore generale dell’Ulss.

I pazienti pneumologici.
Tutta una serie di provvedimenti riorganizzativi è stata presentata agli amministratori comunali ma c’è chi non si è fatto distrarre e ha posto la domanda che, come familiari di pazienti pneumologici, ci sta più a cuore e cioè: i pazienti che prima del decreto venivano accolti nell’ospedale di Trecenta, troveranno, tutti, ancora posto nelle corsie del San Luca? Oppure, i pazienti più gravi saranno destinati (confinati?) in terapia semintensiva? O saranno inviati all’ospedale di Rovigo?
La risposta ricevuta dai sanitari presenti per conto dell’azienda non è stata risolutiva: dipenderà dalla gravità del caso singolo.
Attenzione, questo non è accettabile! Il decreto 699 trasferisce tutte le funzioni, il personale e le attrezzature precedentemente di pertinenza del reparto di pneumologia al nuovo reparto che l’ha assorbito. Per i pazienti tutto deve funzionare come prima. Qualunque riduzione dei servizi ospedalieri e domiciliari erogati dall’ospedale di Trecenta nei confronti dei pazienti pneumologici è in contrasto con lo stesso decreto del direttore generale e deve essere denunciato.

I posti letto.
Sulla questione dei posti letto, in questi mesi, sono intervenuti più volte l’assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco e i consiglieri regionali Azzi e Pettenò.
La dotazione di posti letto prevista dalle disposizioni regionali è pari a 222. E questi dovrebbero essere. Con un recente decreto-ghigliottina (il n. 921 del 14.12.2006) il direttore generale dell’Ulss propone alla regione Veneto di ridurre i posti letto dell’ospedale di Trecenta a 208.
Ebbene, durante il sopralluogo del 6 febbraio, i sanitari presenti avrebbero comunicato alla delegazione dei sindaci che non solo i 222 posti letto della programmazione regionale non sono stati mai raggiunti ma, addirittura, che non si è mai arrivati a 208. Inoltre, avrebbero confermato che 4 posti letto di terapia intensiva dell’ospedale di Trecenta sarebbero stati trasferiti all’ospedale di Rovigo. Domanda: ma quanti posti letto ha realmente l’ospedale di Trecenta?

I posti letto di long care.
Nel primo sopralluogo (30 novembre) l’azienda, attraverso i suoi rappresentanti, ha promesso l’attivazione di 20 posti letto di long care. Si tratta di posti letto dedicati alle cosiddette dimissioni difficili. Pazienti per i quali sono stati erogati i servizi sanitari possibili ma talmente problematici da non poter essere accolti a domicilio, persone che richiedono un ricovero presso una casa di riposo o Rsa. In attesa della disponibilità di un posto verrebbero assistiti in ospedale da personale infermieristico.
Ebbene, che è successo nel frattempo? Nulla, alla data del 6 febbraio 2007, i 20 posti letto di long care non erano ancora stati attivati.
Ricapitoliamo. I posti letto del San Luca dovrebbero essere 222 (normativa regionale). Il direttore generale propone di portarli a 208 (decreto n. 921 del 14.12.2006). I 20 posti letto di long care non sono ancora stati attivati. Ripetiamoci quindi la domanda posta al paragrafo precedente: ma quanti posti letto ha realmente l’ospedale di Trecenta?
Non è finita qui. I sanitari che hanno accompagnato la delegazione dei sindaci avrebbero adombrato la possibilità che parte del costo di gestione dei posti letto di long care, per la loro valenza socio-sanitaria, dovrebbe essere posta a carico della quota di bilancio dell’Ulss relativa ai servizi sociali gestiti per conto dei Comuni. Traduzione: in parte, il costo di questi posti letto ricadrebbe sui bilanci dei Comuni!
Un’enormità che speriamo non sia confermata dai prossimi provvedimenti. Altrimenti ci dovremmo attendere una traumatica alternativa: un aumento della spesa a carico dei Comuni, già in grande difficoltà, oppure una riduzione dei servizi sociali per poter finanziare i costi dei posti letto di long care. In entrambi i casi, riteniamo, i comuni non mancheranno di farsi sentire.


06 marzo 2007

Conferenza dei sindaci, inutile cercala nel sito dell’Ulss. Anzi è molto utile.

Cercare gli atti della conferenza dei sindaci sul sito istituzionale dell'Ulss 18 è assolutamente inutile. Provare per credere: collegati alla home page del sito http://www.azisanrovigo.it/ e cerca in basso a sinistra conferenza dei sindaci, clicca su (continua). Accedi così alla pagina dedicata. Trovi la composizione dell'organismo (comuni e relativi sindaci). E trovi la sezione attività, clicca su maggiori informazioni e ottieni ... il nulla. O, meglio, la promessa di incontri, riunioni, eventi svolti, in corso e previsti. La vita e l'operato della Conferenza dei Sindaci, alla ricerca continua del miglioramento della vita sociale e alla perfetta integrazione della stessa con l'ambito sanitario.
La pagina prosegue con la data di aggiornamento, il 3 dicembre 2004 (duemilaquattro! hai letto bene), e l’annuncio che le attività saranno a breve on line (sic!). Ma la speranza non deve demordere, c’è ancora qualcosa: un invitante link con la dicitura maggiori informazioni e, se lo clicchi, ottieni una pagina col solito venerdì 03 dicembre 2004 A breve online.
A lato, trovi scarica i documenti e la precisazione che la sezione è dedicata a File con ulteriori informazioni sul progetto in italiano e inglese e poi, un laconico - nessun file presente – né in italiano, né in inglese e, del resto, nemmeno in dialetto!

Questa, tutto sommato, non è un’esperienza inutile. Dimostra in quale conto questo organismo, la conferenza dei sindaci, è tenuto dal direttore generale dell’Ulss.

Un mese fa il sopralluogo dei sindaci al San Luca.


Un mese è ormai trascorso da quando, il 6 febbraio, la delegazione inviata dalla conferenza dei sindaci dell’Ulss ha visitato, per la seconda volta, il San Luca di Trecenta. Circa l’esito di quel sopralluogo non si ha ancora un verbale, un comunicato stampa, una dichiarazione pubblica.
Sembra ripetersi l’esperienza del precedente sopralluogo, deciso il 20 novembre, effettuato il 30 novembre, reso noto il 15 gennaio.
Per chi, come noi, è preoccupato per le conseguenze dell’accorpamento del reparto di riabilitazione pneumologica ad altri due reparti, questa mancata tempestività non è un grande incoraggiamento.
Sappiamo che gli amministratori locali hanno molti problemi da affrontare, anche solo considerando quelli strettamente sanitari provocati dalle decisioni della direzione dell’Ulss. Sicuramente hanno a cuore i problemi della sanità ma, a fronte dei continui colpi inferti dal direttore generale all’effecienza dei servizi, si vorrebbe riscontrare una reattività maggiore, una presenza più pressante, un’incisività concreta. Insomma, una presenza visibile.


04 marzo 2007

Occhiobello, la salute di un territorio (comunicato stampa)

Comunicato stampa del Comune di Occhiobello (2 marzo 2007)

IERI UN CONFRONTO PUBBLICO PER DISCUTERE DELLA SALUTE DEL TERRITORIO
Punto Sanità: amministratori e medici difendono il progetto della cittadella


Non naufraga la volontà di avere sul territorio una sede unica che erediti le funzioni e le prestazioni un tempo erogate dal Punto Sanità di via Eridania. Lo hanno chiesto, ieri sera, sindaci, amministratori e medici che si sono trovati a commentare i dati emersi dai questionari diffusi nel giugno 2006 tra 1494 utenti e raccolti dal comitato cittadino nato in difesa del Punto Sanità. “Lottiamo da due anni - ha sottolineato il sindaco Gigliola Natali ripercorrendo tutto il percorso fatto dal 2005 -, non abbiamo chiesto cose impossibili e soprattutto ci siamo presentati al direttore generale Marcolongo con delle soluzioni, poi respinte, e cioè una sede in comodato d’uso gratuito che ci pareva l’ipotesi più appetibile. Continuiamo a credere che così non vada bene, la Casa di Cura, stimata struttura e centro di eccellenza, non può dare risposta a quei 23.000 utenti che prima potevano rivolgersi alla struttura pubblica”.
Ha parlato di “sanità polesana dolente” l’assessore provinciale Guglielmo Brusco che ha esposto dati relativi alle liste d’attesa, alla diminuzione dei posti letto e delle prestazioni nella sanità pubblica fornendo un quadro generale a suo dire allarmante, a fronte del quale “la Provincia sosterrà la soluzione del sindaco Natali che non capiamo perché sia rimasta inascoltata”.
Più volte citata, la Casa di Cura è stata rappresentata dall’amministratore delegato Vittorio Morello che, riportando esempi di tempi brevi (solo pochi giorni) per la prenotazione di alcuni tipi di prestazioni, ha anche ricordato i processi di rinnovamento e l’attività della struttura privata alla quale si rivolgono utenti provenienti da ben 18 regioni diverse. Un contributo tecnico è venuto dai tre medici Francesco Pellegrini, Perwiss Kuwornu e Giancarlo Tosi, tutti concordi nel ribadire un concetto che trascende qualsiasi appartenenza politica: l’appropriatezza e la qualità delle cure non devono venire meno, i pazienti non devono peregrinare nella provincia per visite o autorizzazioni, i servizi devono essere alla portata degli utenti. Giancarlo Tosi ha portato l’esperienza paradigmatica di quella che potrebbe essere definita una casa della salute e che a S. Maria Maddalena già esiste: 5 medici hanno investito risorse per condividere spazi comuni, uscire dall’isolamento e orientarsi a un progetto che possa prevedere, ad esempio, un medico di notte e nei giorni festivi, specialisti ospedalieri per attività intramoenia. Ai politici, infine, ha lanciato un appello il consigliere Perwiss: “Non abbandoniamo l’idea della cittadella - ha detto - diamole forza codificando un documento da fare approvare in tutti i consigli comunali dei 6 Comuni”.
La tavola rotonda, moderata dal giornalista de Il Resto del Carlino Mario Tosatti, è stata conclusa da Oscar Tosini, presidente della conferenza dei sindaci che ha ribadito le carenze e le necessità dal punto di vista socio sanitario del territorio polesano.
Erano presenti al dibattito rappresentanti dei Comuni afferenti al Punto Sanità, l’assessore alla Sanità Paolo Magon, i sindacati e rappresentanti del comitato a difesa del Punto Sanità.


24 febbraio 2007

Badia, si parlerà della Pneumologia di Trecenta nel prossimo consiglio

Apprendiamo dal Gazzettino di oggi che sarà portato all'attenzione del consiglio comunale il documento che abbiamo proposto ai 22 comuni del distretto sanitario.
La mancata inclusione dell'argomento nell'ordine del giorno della seduta del 15 febbraio scorso era stata oggetto di una nostra lamentela pubblicata su questo blog il 12 febbraio.


Dall'articolo citato, leggiamo che:


Il sindaco Paolo Meneghin ... ha assicurato che il documento verrà posto al primo punto all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale che si svolgerà ai primi marzo. «La vicenda - ha detto Meneghin - è in continua evoluzione e non è facile seguirla sino infondo. Non l'ho inserito nella seduta odierna perchè mi sembrava svilente metterlo in fondo per discuterlo a tarda sera. Posso assicurare che sul San Luca mi sono sempre impegnato a fondo e sulle questioni che riguardano l'ospedale ho riferito spesso al consiglio comunale».

La dichiarazione è stata resa dal sindaco in risposta ad una interpellanza del consigliere Visentin il quale, illustrando la propria interpellanza, ha dichiarato:

«Rimaniamo allibiti nell'apprendere dalla stampa che il documento poteva essere discusso già nelle sedute consiliari del 22 novembre e 13 dicembre e nemmeno è stato inserito in questa del 15 febbraio: perchè ritardo del genere? Perchè noi consiglieri non siamo stati in nessun modo informati sull'arrivo diversi mesi fa di questa istanza?».

Ora la questione sembra avviata a soluzione. Speriamo che la discussione porti all'approvazione del documento e a un approfondimento dei problemi dell'ospedale di Trecenta.

(N.B. le parti in corsivo sono riprese dal quotidiano Il Gazzettino)


23 febbraio 2007

Occhiobello, la salute di un territorio

Giovedì 1° marzo 2007
ore 20.45 auditorium

Via Amendola, 29
S. Maria Maddalena

tavola rotonda
sul tema
la salute di un territorio

La serata sarà l’occasione per presentare i risultati dei dati raccolti tramite un questionario diffuso tra gli utenti del Punto Sanità di S. Maria Maddalena.


Programma

SALUTO AUTORITÀ

Gigliola Natali
Sindaco Comune di Occhiobello

INTRODUZIONE

Paolo Magon
Assessore alla Sanità Comune di Occhiobello

Doriana Corà
Presidente Comitato Punto Sanità S. M. Maddalena

INTERVENTI

Guglielmo Brusco
Assessore alla Sanità Provincia di Rovigo

Vittorio Morello
Amministratore delegato Casa di Cura S. M. Madd.

Francesco Pellegrini
Assessore Comune di Occhiobello

Giancarlo Tosi
Consigliere Comune di Occhiobello

Perviss Kuwornu
Consigliere Comune di Occhiobello

CONCLUSIONI

Oscar Tosini
Presidente Conferenza Sindaci ASL 18 Rovigo

MODERATORE
Mario Tosatti
Giornalista de "Il Resto del Carlino"


L'iniziativa è stata organizzata dai Comuni di Occhiobello, Stienta,Canaro, Fiesso Umbertiano, Pincara e Gaiba.

Ulteriori informazioni sul sito web del comitato che ha raccolto i questionari.

12 febbraio 2007

Consiglio comunale a Badia ma senza Pneumologia

Giovedì prossimo, 15 febbraio 2007, si riunisce il consiglio comunale di Badia Polesine.
Anche al Sindaco di Badia avevamo rivolto l’invito ad approvare un documento per il mantenimento dei posti letto e dei servizi legati al reparto di pneumologia dell’ospedale di Trecenta, recentemente accorpato ad altri due reparti.
Il comune di Badia è tra i più popolosi del distretto sanitario. Il suo sindaco è presidente dei sindaci del distretto n. 2 nell’ambito della conferenza dei sindaci dell’Ulss n. 18. Inoltre, fa parte della delegazione incaricata di effettuare i sopralluoghi al San Luca del 30 novembre e del 6 febbraio scorsi per verificare la situazione risultante dagli accorpamenti decisi dal direttore generale dell’Ulss senza consultare i comuni. A Badia sono residenti decine di pazienti pneumologici che, senza un’adeguata attenzione istituzionale, potrebbero subire, per effetto della riorganizzazione ospedaliera, gravi ripercussioni in termini di perdita di posti letto e di riduzione dei servizi domiciliari.
Dodici comuni del distretto sanitario, Bergantino, Bagnolo di Po, Castelguglielmo, Ceneselli, Fratta Polesine Giacciano con Baruchella, Lendinara, Melara, Occhiobello, Stienta e Trecenta, hanno da tempo approvato in consiglio appositi ordini del giorno.
Stupisce quindi che, proprio a Badia, così come avvenuto per le sedute del 22 novembre e del 13 dicembre, sia stata ignorata la nostra proposta. Se le due precedenti occasioni sono state forse condizionate dalla crisi di maggioranza, ora non può essere accampata la medesima motivazione. La crisi è stata risolta, una maggioranza c’è. Se le problematiche prospettate dai pazienti pneumologici e dalle loro famiglie non arrivano all’attenzione del consiglio comunale è perché non vengono condivise dagli amministratori di Badia oppure perché sono state semplicemente dimenticate nel cassetto.
Per ricordare i nostri problemi questo post verrà inviato al sindaco di Badia Polesine attraverso il recapito di posta elettronica pubblicato sul sito del comune. Se, invece, gli amministratori badiesi non condividono la proposta che abbiamo avanzato, abbiano almeno l’avvertenza di dichiararlo e di dirci perché.
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Pazienti e loro familiari del Reparto di Pneumologia di Trecenta
presso
Pietro Tosarello
Via Salvo D'Acquisto 183/d
45021 Badia Polesine (RO)
Tel. 0425 590 588
cellulare 338 93 44 560e-mail
tosarello@alice.it


09 febbraio 2007

Ficarolo,dibattito sul futuro del San Luca

VENERDI' 9 FEBBRAIO 2007 ore 21
presso la sala Auser (p.zza Garibaldi)
Ficarolo

Dibattito:
"Quale futuro per l'ospedale S.Luca?
Cittadini, medici e istituzioni a confronto."

Interverranno:
Michele FRANCHI
-cons.comunale Ficarolo-

Guglielmo BRUSCO
-ass.provinciale alla sanità-

e con:

Pietro TOSARELLO
Dott.Bruno BIGNARDI
Dott.Massimo LINCETTO
Paola ROSINI
Genni AZZOLINI


Partecipiamo in tanti per difendere il nostro ospedale!

28 gennaio 2007

Giacciano con Baruchella per il ripristino di Pneumologia

Nella seduta dello scorso 20 dicembre 2006, anche il consiglio comunale di Giacciano con Baruchella ha approvato un ordine del giorno sul reparto di riabilitazione pneumologica dell'ospedale di Trecenta.


La deliberazione consiliare n. 53 accoglie la proposta che avevamo rivolto a tutti i comuni del distretto sanitario e, nel dispositivo finale, chiede al direttore generale dell'Ulss n. 18:

- il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di pneumologia di Trecenta, prima dell’adozione del decreto n. 699 del 26/09/2006 e, in particolare, dell’applicazione che ne è stata materialmente data;
- che venga assicurata la presenza del personale medico e infermieristico proprio del reparto di Pneumologia;
- che non venga, in alcun modo, disperso il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera e domiciliare.


Salgono così a 12 i comuni dell'alto polesine che hanno adottato questo provvedimento.


Ringraziamo gli amministratori comunali di Giacciano con Baruchella.

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Pazienti e loro familiari del Reparto di Pneumologia di Trecenta
presso
Pietro Tosarello
Via Salvo D'Acquisto 183/d
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Brusco: si vogliono tagliare 14 posti letto al San Luca

In questi giorni l'assessore provinciale alla sanità, Guglielmo Brusco, ha inviato una lettera ai sindaci dei comuni altopolesani. Secondo Brusco, che pubblica dati derivanti dalle schede approvate dalla regione e dal decreto n. 921/2006 del direttore generale dell'Ulss, i posti letto del San Luca di Trecenta vengono ridotti da 222 a 208.
Di seguito pubblichiamo il testo della lettera.


PROVINCIA DI ROVIGO
ASSESSORE ALLA SANITA’
Via Celio, 10 – 45100 Rovigo Tel. 0425 386448 – Fax 0425 386350

Oggetto: San Luca di Trecenta.

Ai Signori SINDACI del Distretto 2

Al Signor Presidente della
Conferenza dei Sindaci ULSS N° 18
OSCAR TOSINI
c/o Comune di
45033 BOSARO (RO)

. Ai CAPIGRUPPI
CONSIGLIARI REGIONALI di:
· Forza Italia
· La Margherita
· Democratici di Sinistra
· Lega Veneta-Lega Nord Padania
· Alleanza nazionale
· Centro Cristiano Democratici
· Rifondazione Comunista
· Cristiani Democratici Uniti PPE
· Comunisti Italiani
· Socialisti Democratici
· Verdi
· Misto
Palazzo Balbi – Dorsoduro 3901
30123 V E N E Z I A


e,p.c. Ill.mo Sig.
FLAVIO TOSI
Assessore Regionale
Programmazione Sanitaria
Tutela della Salute

Gent.ma Sig.ra
MARIA LUISA COPPOLA
Assessore Regionale

Ill.mo Sig.
RENZO MARANGON
Assessore Regionale

Egregi Capigruppo e Sindaci,
all’ospedale S. Luca di Trecenta, con la recente chiusura del precedente reparto di Pneumologia e di Riabilitazione Pneumologica, a mio giudizio abbiamo assistito ad una pratica variazione delle Schede Ospedaliere previste con la Delibera della Giunta Regionale del Veneto n. 3457 del 15.11.2005.

Ciò che normalmente è di competenza della Regione, è stato invece di fatto cambiato con provvedimenti del Direttore Generale dell’ASL 18 (decreti nn.699 e 921 del 2006) che hanno colpito e allarmato centinaia di pazienti pneumologici e le loro famiglie.
Io innanzitutto ho segnalato, il 10 ottobre 2006, il problema all’Asssessore Regionale alla Sanità, senza che questo produca però il risultato di veder ripristinata, al posto della realtà creata dai
recenti provvedimenti del Dr. Marcolongo, la situazione precedentemente prevista dalla Giunta Regionale del Veneto.
Per entrare nel merito del tema, vediamo un confronto tra schede ospedaliere previste dalla Regione e quelle costruite recentemente dal Direttore Generale dell’ASL 18.

TABELLA (N.B.: a causa della complessità della tabella non è possibile riprodurla correttamente. Per riceverla per posta elettronica, scrivimi)

Prima di valutare i risultati pratici dell’operazione del Dr. Marcolongo, penso sia giusto constatare che, a quanto mi è dato conoscere, quando l’Assessore alla Sanità della Regione del Veneto era Fabio Gava, prima la Giunta Regionale decideva le modifiche e solo dopo queste venivano realizzate.
Oggi, con Assessore Regionale alla Sanità Flavio Tosi, almeno per l’ASL 18 ed in particolare per il S. Luca, alcune variazioni pesanti e avversate da tanta popolazione sono già state effettuate dal Dr. Marcolongo e saranno forse ratificate solamente in un futuro provvedimento della Giunta Regionale del Veneto in cui siedono anche due autorevoli Assessori Polesani come Renzo Marangon e Marialuisa Coppola.
Nella speranza che, per l’Ospedale di Trecenta, questa ratifica non ci sia e che si ritorni, prima di ogni importante cambiamento, al ripristino di quello che c’era ed era considerato importante da tanta gente, vediamo dalla lettura della tabella di sintetizzare alcuni risultati dei cambiamenti voluti dalla Direzione della nostra ASL:
- sono stati diminuiti i posti letto teorici del S. Luca, che passano da 222 a 208;
- all’Ospedale di Trecenta, nell’accorpare i posti letto di Geriatria, Medicina e Pneumologia (24+31+6), i conti non tornano. Invece di 61, il nuovo servizio multiplo, ha solo 57 posti letto perché 4, alla faccia delle richieste delle famiglie dei malati pneumologici altopolesani, sono passati alla Pneumologia di Rovigo (e i 4 di Pneumologia Subintensiva di Trecenta sono realmente operanti o, visto l’esodo massiccio e rapido di tanta attrezzatura verso la struttura pneumologica di Rovigo del Primario Dr. Milani esistono solo sulla carta?);
- la somma delle precedenti dotazioni teoriche delle Riabilitazioni era di 45 posti letto (Ortopedica 15, Pneumologica 10, Cardiologica 5 e Neurologica 15). Ora invece il nuovo reparto genericamente chiamato Riabilitazione, ha una dotazione, sempre teorica, di soli 35 posti letto (10 in meno dei precedenti). A parte il fatto che alcune Riabilitazioni, nonostante le promesse del Dr. Marcolongo non sono mai partite (anzi il precedente Reparto di Riabilitazione Pneumologica è stato chiuso), non è che come risultato finale avremo soltanto poco più di una seppur ottima Riabilitazione Ortopedica?

A queste osservazioni ricavabili dai succitati Decreti del Direttore generale dell’ASL 18 aggiungiamo:
che esistano seri dubbi che all’interno del nuovo reparto una vera Riabilitazione Neurologica, Cardiologica o Pneumologica. Il rischio reale è che i posti letto del S. Luca scendano sotto la pericolosa soglia dei 200;
che per il futuro del Reparto di oculistica del S. Luca ci preoccupa molto il provvedimento con cui il Dr. Marcolongo ha concordato di risolvere il rapporto di lavoro con il Dr. Stefano Fantinati. Con tale decreto infatti, il Direttore Generale dell’ASL 18, pur in presenza di un disavanzo di Bilancio 2005 superiore ai 51 milioni di euro, ha deciso di corrispondere al professionista di Oculistica Trecenta un’indennità supplementare pari a ben 24 mensilità dello stipendio. Pensate che ciò sia stato fatto dal Dr. Marcolongo per li posto o per farlo funzionare con altro professionista di eguale livello così da essere ricordato come un Direttore che per mantenere in funzione un servizio paga ben 2 stipendi?
perché se, come qualcuno li chiama, cosiddetti reparti “macedonia” come quelli che al S. Luca vedano messi insieme Medicina, Geriatria, Pneumologia e lungodegenza oppure le riabilitazioni di cardiologia, ortopedia, neurologia e pneumologica unite in una unica Riabilitazione, sono così utili, perché il Dr. Marcolongo non li organizza anche a Rovigo?
A conclusione di questo mio intervento, se l’argomento lo considerate importante per i cittadini altopolesani, Vi prego di intervenire per tutelare al meglio il S.Luca di Trecenta come ospedale di acuti alto polesane, ricordando sempre che per farlo nascere sono stati chiusi quelli di Badia Polesine, Castelmassa, Lendinara, e Trecenta .
Distintamente.
L’Assessore alla Sanità - Guglielmo Brusco

24 gennaio 2007

Le critiche dei sindaci alla gestione del San Luca

Cortesi nella forma ma pesanti nella sostanza le critiche alla gestione dell’ospedale di Trecenta che la delegazione incaricata del sopralluogo al San Luca rivolge al direttore generale dell’Azienda Ulss 18.
Nella
riunione della conferenza dei sindaci dell’Ulss tenutasi lo scorso 15 gennaio è stato comunicato l’esito della visita effettuata il 30 novembre 2006.

Dopo due pagine spese in una poco convincente giustificazione dell’accorpamento dei reparti di medicina, geriatria e pneumologia, il resoconto della delegazione cambia registro e fioccano critiche piuttosto dure.
Il sopralluogo, innanzi tutto, non ha convinto i sindaci sul mantenimento dei posti letto, che risulterebbero non conformi alle dotazioni previste dalle schede regionali.
Inoltre, il documento esprime una forte preoccupazione: che lentamente si stia innescando l’effetto ‘petalo’ e cioè la progressiva e silenziosa spoliazione di funzioni in modo da provocare e poi dimostrare che un certo servizio o reparto dell’ospedale di Trecenta non funziona, creando i presupposti per poterlo poi ridimensionare, o accorpare o, ancora, trasferire presso l’ospedale di Rovigo.
Una preoccupazione che prefigura l’esistenza di un vero e proprio programma per svuotare il San Luca, il cui autore non può che essere il direttore generale dell’Ulss.
E infatti, i membri della delegazione dei sindaci affermano che “i rappresentanti delle istituzioni non intendono assolutamente delegare alla Direzione Aziendale o alla Regione Veneto scelte azzardate che si riflettono negativamente sul territorio, mettendo in difficoltà i cittadini altopolesani e gli stessi amministratori”. Insomma, la misura è colma, d’ora in poi la vigilanza dei sindaci sull’operato del direttore generale dell’Ulss sarà molto più attenta e puntigliosa.
E i sindaci si appellano persino all’assessore regionale Flavio Tosi in cerca di un appoggio politico che contemperi lo strapotere del direttore generale “in particolar modo sugli atti fondamentali di programmazione”.
I sindaci, consapevoli che la legge affida al direttore generale la gestione di tutti gli aspetti sanitari dell’Ulss, concludono minacciando la mobilitazione della popolazione se non verranno richiesti e considerati i loro pareri.
Infine, l’esperienza del sopralluogo al San Luca fa affermare alla delegazione degli amministratori che è stato istituito il diritto dei comuni alla vigilanza sull’operato della direzione dell’Ulss, per evitare scelte azzardate e controllare il rispetto delle norme e dei tempi.

Questo, in sintesi, il resoconto presentato alla conferenza dei sindaci. Ciò che balza all’occhio è una netta caduta di fiducia nei confronti del direttore generale dell’Ulss. Troppi problemi e disservizi sono stati accumulati sul San Luca per effetto della gestione aziendale e ora i sindaci non si fidano più, vogliono essere consultati, e concordare e verificare le modifiche che si intendono introdurre nell’organizzazione ospedaliera.
Un’impostazione nuova che fa sperare in un’azione dei comuni a protezione della propria popolazione.


Pazienti e loro familiari del Reparto di Pneumologia di Trecenta
pressoPietro Tosarello
Via Salvo D'Acquisto 183/d
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cellulare 338 93 44 560
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14 gennaio 2007

Ulss 18, istruzioni per l’uso: la presentazione di reclami

E’ possibile presentare reclami sui servizi sanitari dell’Ulss presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) che l’azienda è tenuta per legge ad istituire e a far funzionare.
Chi dispone di un accesso a internet può collegarsi al sito
http://www.azisanrovigo.it/asl/ e cliccare sulla voce U.R.P. situata in alto a destra, di fianco al logo aziendale. Sono reperibili i numeri di telefono e di fax dell’ufficio e il regolamento di pubblica tutela che regola la materia per la presentazione di reclami e/o di proposte di miglioramento.
Tuttavia non è disponibile, come invece avviene per tante altre Ulss, un modulo che aiuti l’utente alla compilazione del reclamo. Non è necessaria una particolare formalità, non serve alcuna marca marca da bollo o autenticazione di firma.
Allo scopo di agevolare le segnalazioni degli utenti abbiamo perciò preparato uno schema ispirato ai moduli in uso presso altre aziende sanitarie. In fondo al modulo è stato riprodotto il regolamento di pubblica tutela.
Purtroppo non è tecnicamente possibile allegare il file in modo che possa essere scaricato sul vostro computer ma lo posso inviare per posta elettronica; scrivetemi a questo indirizzo:
tosarello@alice.it
Attenzione ai termini: il reclamo deve essere presentato entro 15 giorni dall’accaduto.
Il testo del modulo che abbiamo predisposto è il seguente:


Ufficio Relazioni con il Pubblico
Ospedale “Santa Maria della Misericordia”Viale Tre Martiri, 8945100 ROVIGO
Tel. 0425 394151 - Fax 0425 394440


NOME………………………..……………. COGNOME............................................................................................................
INDIRIZZO............................................................................................................

TELEFONO……………………….………..

DESCRIZIONE DEI FATTI OGGETTO DEL RECLAMO
(precisare chi era presente, cosa è accaduto, quando, dove e come)
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CONCLUSIONI (richieste e/o suggerimenti)
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Il sottoscritto autorizza il trattamento dei dati personali allo scopo di effettuare gli accertamenti in relazione al reclamo inoltrato.

DATA…………………….....…… FIRMA ................................................................................

Il reclamo può essere inviato per posta all’Ufficio Relazioni con il Pubblico o consegnato a mano allo stesso, presso
Corpo A piano rialzato (vicino alla Direzione Medica). Altre modalità sono indicate nell’art. 2, comma 2, del Regolamento di Pubblica Tutela.
• il reclamo deve essere presentato entro 15 giorni dall’accaduto, e non esclude la via legale, a tutela dei propri diritti.

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REGOLAMENTO DI PUBBLICA TUTELA
Art. 1 – Obiettivi
1. Il presente regolamento disciplina le modalità di presentazione, accoglimento e definizione del reclamo avverso di atti o comportamenti con i quali si nega o si limita la fruibilità delle prestazioni di assistenza sanitaria e sociale erogati da Aziende sanitarie o situazioni di disservizio che costituiscono violazione della L.n. 241/1990, dei principi della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27.1.1994, del DPCM 19.5.1995 nonché della Carta dei
Servizi aziendale, individuandone le procedure di gestione ed i relativi responsabili ai sensi dell'art. 4 della cit. L.n. 241/90.
Art. 2 - Modalità di presentazione di osservazioni, reclami, denunce ed opposizioni
1. Gli utenti, parenti o affini, gli organismi di volontariato e di tutela dei diritti afferenti l'Azienda sanitaria possono presentare osservazioni, reclami, denunce ed opposizioni contro gli atti o i comportamenti di cui all'art. l entro 15 giorni dal momento in cui l'interessato abbia avuto conoscenza dell'atto o comportamento lesivo dei propri diritti.
2. I soggetti di cui al comma 1 esercitano il proprio diritto rivolgendosi all'Ufficio Relazioni con il Pubblico dell'Azienda interessata con lettera o fax, oppure mediante colloquio o telefonata del quale l'addetto alla ricezione deve redigere apposita scheda-verbale. Alla segnalazione telefonica dovrà comunque seguire segnalazione scritta con lettera o fax oppure colloquio.
3. Qualora il reclamo o la denuncia sia presentata da soggetto diverso dal diretto interessato, l'Ufficio Relazioni con il Pubblico provvede a darne immediata comunicazione allo stesso ai sensi dell'art. 8 della L. n. 241/1990.
4. In caso di opposizione di quest'ultimo, la procedura è archiviata, ma l'Ufficio Relazioni con il Pubblico continua l'istruttoria per l'eliminazione dell'eventuale disservizio senza nessun riferimento ad esso.
5. La presentazione di detti reclami, denunce ed opposizioni non impedisce né preclude la proposizione di impugnative in via giurisdizionale o paragiurisdizionale.
Art. 3 - Procedure per la gestione del reclamo semplice
1. Qualora si tratti di semplici segnalazioni o di reclami e denunce di univoca ed immediata soluzione, il responsabile dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico provvede direttamente all'istruttoria, alla definizione e comunicazione della risposta all'utente su delega del Direttore Generale.
2. L'Ufficio Relazioni con il Pubblico provvede altresì a dare immediata comunicazione delle segnalazioni, reclami e denunce di cui al comma l, al responsabile della struttura primaria interessata e ad informare periodicamente il Direttore Generale sull'andamento degli stessi.
Art. 4 - Procedure per la gestione del reclamo complesso
1. Qualora si tratti di segnalazioni, reclami, denunce ed opposizioni di evidente complessità ovvero che non si prestino ad immediata definizione, l'Ufficio Relazioni con il Pubblico invia la documentazione relativa, accompagnata da ogni altra utile informazione, al responsabile della struttura primaria interessata, affinché provveda ad effettuare l'istruttoria, richiedendo relazioni o pareri ai responsabili di tutte le strutture operative coinvolte ed acquisendo ogni elemento necessario la definizione del reclamo.
2. L'istruttoria, che compete al responsabile della struttura primaria interessata, completa di adeguata relazione illustrativa e dell'indicazione delle misure e dei tempi ritenuti necessari per eliminazione dell'eventuale motivo del reclamo, deve essere trasmessa dallo stesso all'Ufficio Relazioni con il Pubblico. L'Ufficio Relazioni con il Pubblico predispone la risposta, a firma del Direttore Generale, da comunicare all'utente 30 giorni dalla data di ricezione del reclamo esso. La risposta deve indicare la possibilità di chiederne il riesame alla Commissione mista conciliativa.
3. Qualora, per la particolare complessità del caso, il procedimento non si sia concluso entro il termine di cui al comma precedente, l'Ufficio Relazioni con il Pubblico provvede a darne tempestiva comunicazione all'interessato motivando adeguatamente i motivi del ritardo.
Art. 5 - Commissione mista conciliativa
1. Qualora non si sia conclusa la procedura di cui all'art. 4 o l'utente non ritenga soddisfacente risposta ricevuta, può chiedere, entro 15 giorni dalla comunicazione della risposta di cui al comma 2 dell' art. 4, che l'esame della segnalazione, reclamo o denuncia venga deferito alla Commissione mista conciliativa.
2. La Commissione mista conciliativa (d'ora in poi la Commissione), istituita presso ciascuna Azienda sanitaria, è nominata dal Direttore Generale e dura in carica tre anni.
3. La Commissione è composta da:
- il presidente, designato dal Difensore civico regionale tenuto conto dei Difensori civici provinciali o comunali competenti per territorio, oppure di persone estranee all'Azienda che diano affidamento per obiettività e competenza, dandone comunicazione alla Rappresentanza della Conferenza dei Sindaci del territorio di riferimento;
- n. 2 membri designati dal Direttore Generale tra il personale dipendente dell' Azienda;
- n. 1 membro designato dalle associazioni di volontariato operanti nel settore socio-sanitario
- e n. 1 membro designato dagli organismi di tutela del diritto alla salute, iscritti al registro li cui all'art. 4 della L.r. n.40/1993 ed operanti nel territorio di riferimento dell'Azienda.
4. I membri decadono dalla nomina per la mancata partecipazione, senza giustificato motivo, a tre riunioni consecutive della Commissione.
5. I componenti della Commissione hanno diritto al rimborso delle spese di viaggio ai sensi della normativa vigente per il personale del S.S.N. Al Presidente della Commissione è, altresì, corrisposto una indennità di euro 67,00 al lordo delle trattenute di legge, per ogni giornata di partecipazione alle sedute.
Art. 6 - Funzionamento della Commissione mista conciliativa
1. Il funzionamento della Commissione e le prerogative del suo presidente sono definiti all'interno di ogni singola Azienda sanitaria, nel regolamento di pubblica tutela approvato dai Direttore Generale, sentita la Commissione stessa.
2. Il Responsabile dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico, entro 7 giorni dalla richiesta di riesame da parte dell’utente, ne da comunicazione al presidente della Commissione.
3. La Commissione esamina il reclamo sulla base della documentazione predisposta dall'Ufficio Relazioni con il Pubblico e può predisporre ulteriore attività istruttoria, compresa l’audizione dell'utente e di tutti i soggetti coinvolti.
4. Il riesame di cui al comma 1 dell'art. 5 si conclude con una decisione comunicata al Direttore Generale entro 60 giorni dalla richiesta di cui al comma 1.
5. Il Direttore Generale provvede, entro 15 giorni dai ricevimento della decisione di cui al precedente comma 4, a comunicare all'utente ed alla Commissione le determinazioni assunte in merito alla decisione stessa ed a quanto in essa eventualmente proposto ed osservato, adeguatamente motivando l' eventuale non accoglimento della stessa.
Art. 7 - Difensore civico regionale
1. L'utente, esperite le procedure di tutela previste dal presente provvedimento, può comunque accedere alle forme di tutela previste dalla L.R. 6.6.1998 n 28 istitutiva del Difensore civico regionale.
2. Il Difensore civico regionale, al fine di garantire omogeneità di comportamenti nell' esercizio della tutela delle Commissioni miste conciliative aziendali ed il monitoraggio dell'andamento dell' attività delle medesime, promuove incontri periodici tra i presidenti delle commissioni.
Art. 8 - Esercizio della tutela nelle strutture private
1. Il diritto alla tutela e le modalità per il suo esercizio di cui al presente regolamento sono estesi anche gli utenti di strutture sanitarie privare accreditate.
2. Le procedure di accreditamento e l'instaurazione dei rapporti con le Aziende sanitarie devono assicurare agli utenti delle strutture private la tutela prevista dal presente regolamento, prevedendo altresì che le Commissioni miste conciliative siano integrate da un membro delle strutture medesime.



12 gennaio 2007

Fiesso Umbertiano approva odg sul reparto di Pneumologia di Trecenta

Con Fiesso Umbertiano salgono a undici i comuni del distretto sanitario che hanno approvato un ordine del giorno col quale si chiede al direttore generale dell’Ulss 18:

-il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di pneumologia di Trecenta, prima dell’adozione del decreto n. 699 del 26/09/2006;

-che venga assicurata la presenza del personale medico e infermieristico proprio del reparto di Pneumologia;

-che non venga, in alcun modo, disperso il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera e domiciliare.

Ringraziamo gli amministratori comunali di Fiesso Umbertiano e degli altri comuni, in particolare in vista della riunione della conferenza dei sindaci convocata per il prossimo 15 gennaio.
Gli altri comuni che hanno approvato un ordine del giorno analogo sono:
Bergantino, Bagnolo di Po, Castelguglielmo, Ceneselli, Fratta Polesine, Lendinara, Melara, Occhiobello, Stienta e Trecenta.


Conferenza dei Sindaci Ulss, nuova riunione il 15 gennaio

Nemmeno Babbo Natale e la Befana hanno portato il verbale della Conferenza dei Sindaci dello scorso 20 novembre 2006.

Il 20 novembre 2006, cinquantadue giorni fa, si è svolta l’ultima riunione della Conferenza dei Sindaci, riunione in cui si è discusso, tra l’altro, del reparto di riabilitazione pneumologica dell’ospedale di Trecenta.

Il 30 novembre, quarantadue giorni fa, una delegazione della Conferenza dei Sindaci ha visitato il reparto del “San Luca” che ha assorbito le funzioni della riabilitazione pneumologica.

A distanza di tanto tempo non è ancora disponibile il verbale della conferenza dei sindaci del 20 novembre.

Della visita effettuata al San Luca il 30 novembre scorso si parlerà nella prossima riunione della conferenza dei sindaci, convocata per il prossimo 15 gennaio.
Quando verrà reso noto al pubblico, alla stampa, ai pazienti, l’esito del sopralluogo effettuato? Tra un altro mese, tra due? Quando la situazione sarà completamente diversa da quella verificata? Quando si sarà persa ogni memoria delle rassicurazioni (promesse) ricevute? Quando un nuovo decreto del direttore generale concentrerà l’attenzione dei cittadini su un altro argomento?

L’ordine del giorno della conferenza dei sindaci, convocata per il 15 gennaio, prevede:

1) Approvazione definitiva del Piano Locale della Domiciliarità
2) Comunicazione in ordine al sopralluogo effettuato presso l’ospedale “San Luca” di Trecenta, con i sindaci di Castelmassa, Badia Polesine, Trecenta e con l’assessore ai servizi sociali di Occhiobello
3) Presentazione da parte delle organizzazioni sindacali SPI-CGIL, FNP-CISL, UIL Pensionati, della Piattaforma di Negoziazione Sociale
4) Illustrazione del servizio di assistenza domiciliare oncologica da parte dell’Associazione di Volontariato A.N.T.
5) Comunicazione circa la situazione del servizio trasfusionale da parte del presidente dell’AVIS provinciale
6) Varie ed eventuali.

09 gennaio 2007

Castelguglielmo, il consiglio approva all'unanimità.

Anche il consiglio comunale di Castelguglielmo ha approvato, all’unanimità, un ordine del giorno che chiede al direttore generale dell’Ulss il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di pneumologia di Trecenta, prima dell’adozione del decreto n. 699 del 26/09/2006; che venga assicurata la presenza del personale medico e infermieristico proprio del reparto di Pneumologia; che non venga, in alcun modo, disperso il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera e domiciliare.
Il documento, approvato con la deliberazione n. 56 del 2006, accoglie sostanzialmente la proposta da noi avanzata a tutti i comuni del distretto sanitario.

Ringraziamo gli amministratori comunali.


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Pazienti e loro familiari del Reparto di Pneumologia di Trecenta
presso
Pietro Tosarello
Via Salvo D'Acquisto 183/d
45021 Badia Polesine (RO)
Tel. 0425 590 588
cellulare 338 93 44 560
e-mail
tosarello@alice.it


07 gennaio 2007

Il Comune di Bergantino approva documento sulla Pneumologia e sull’Ospedale di Trecenta

Il consiglio comunale di Bergantino, nella seduta dello scorso ventisette novembre, ha approvato un ordine del giorno per il reparto di pneumologia dell’ospedale di Trecenta. La deliberazione n. 57 è stata oggetto di ampia discussione.

Il Sindaco Antonio Fabbri ha introdotto l’argomento sottolineando l’importanza che il consiglio comunale, in analogia ai comuni limitrofi, si esprimesse in merito alla situazione del reparto di pneumologia dell’Ospedale di Trecenta.
Il consigliere di maggioranza Roberto Malaspina ha evidenziato come, nella conferenza dei sindaci, sia stato comunicato il provvedimento del direttore generale dell’Ulss (n. 699 del 26/09/2006) di riduzione dei posti letto del reparto di pneumologia dell’ospedale di Trecenta a due soltanto e che l’atto non è stato preventivamente valutato dai sindaci. Roberto Malaspina ha dichiarato che un atto del genere è contrario agli indirizzi regionali e che, di fatto, impoverisce la struttura sanitaria.
Il consigliere di minoranza Giovanni Rizzati ha affermato come il sindaco debba avere un mandato dal consiglio comunale per rafforzare la sua rappresentatività. Inoltre, ha dichiarato come sia una barbarie che i degenti in gravi difficoltà non possano essere assistiti dai parenti.
Il consigliere Adriano Stefanoni (minoranza) ha chiesto che nella stesura dell’ordine del giorno sia riconfermato il servizio per acuti.
Laura Negri (maggioranza) ha richiesto che il documento preveda che non sia smantellato l’ospedale di Trecenta.
Giovanni Rizzati ha proposto una breve sospensione della seduta per la stesura dell’ordine del giorno che è stata approvata all’unanimità.


Alla ripresa dei lavori il Sindaco ha dato lettura della proposta di ordine del giorno.
Il consiglio comunale, all’unanimità dei voti, ha così deliberato:
1)
di chiedere, al direttore generale dell’Ulss n. 18:
- il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di pneumologia di Trecenta, prima dell’adozione del decreto n. 699 del 26/09/2006 e, in particolare, dell’applicazione che ne è stata materialmente data;
- che venga assicurata la presenza del personale medico e infermieristico proprio del reparto di Pneumologia;
- che non venga, in alcun modo, disperso il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera e domiciliare.
2) di approvare l’allegato Ordine del Giorno sul reparto di pneumologia dell’ospedale San Luca di Trecenta.


Il testo del documento approvato (vedi punto 2) è il seguente:


Il Consiglio comunale di Bergantino

Nella seduta del 27 novembre 2006, all’unanimità
Preso atto del Decreto n. 699 del 26/09/2006 del Direttore Generale dell’Ulss rispetto alla nuova programmazione aziendale nel quale, fra le altre cose, si verifica la riduzione di n. 10 posti letto dell’Area Medica Multidisciplinare (Pneumologia – Geriatria – Medicina);
Chiede:
1) il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria erogati dal reparto dai reparti, ed in particolare da Pneumologia, dell’Ospedale di Trecenta, prima dell’adozione dell’anzidetto decreto;
2) che sia assicurata la presenza del personale medico e infermieristico proprio dei vari reparti;
3) che non venga in alcun modo disperso il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera e domiciliare;
4) che l’Ospedale di Trecenta mantenga l’indirizzo di Ospedale per acuti per cui è nato, potenziando e qualificando le risorse nel campo della prevenzione, date anche le caratteristiche ambientali del nostro territorio.


Ringraziamo gli amministratori comunali di Bergantino per l’attenzione dimostrata per i problemi dell’ospedale di Trecenta e dei pazienti pneumologici in particolare, per lo spirito unitario e concreto della discussione, per i contenuti dell’ordine del giorno approvato.